sabato 22 febbraio 2014

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

POLICY MIC
Ecco perchè "House of Cards" è la serie tv più "queer"!
Warning: Season 2 spoilers ahead. 
"House of Cards is one of the most beloved shows on the air right now. It's also one of the queerest, though you might have missed that: It features a polyamorous (or at least, open relationship-having) married couple, the male partner of whom is revealed to have had a meaningful relationship with another man in college, and who happily takes part in a threesome with his wife and male bodyguard. Oh, and he just so happens to be the vice president of the United States. Another character goes from sleeping primarily with men to falling deeply in love with the nice Christian woman she met on the bus (all while listening to sad music that I can only hope was Ani). And, perhaps most revolutionary, is the fact that no one on the show makes a big deal about any of it.
It has become trendy to include a token queer person on TV these days. Tossing a (typically white, upper-middle class male) gay character into a show is basically putting a bird on it. A glittery, sassy bird. But these characters are rarely defined beyond their queerness — just look at Kurt Hummel on Glee or Elijah on Girls. They come out (as if it's a one-time thing) or can't come out, are bullied, are lonely and so on. So often their stories are no more than a "struggle narrative" that resorts to stereotypes in lieu of actual character development.
Well, I'm sick of the struggle narrative. As a queer-identified trans guy, I struggle enough on a daily basis, between dealing with gendered bathrooms and confused security guards questioning my ID (and don't even get me started about flying) that I don't need to see more of it on television. And my "struggle," whether it's hormone injections or fighting with my health insurance provider about surgery options, does not define me. This isn't to say that narratives of oppression in TV and movies aren't important, because they certainly are; queer people, particularly queer people of color, face violence and institutionalized discrimination every day. But that violence can't be the only story told.
With so little else depicted on screen, this struggle can appear to be the defining element of an LGBTQ person's life. When I came out as trans, for example, part of what scared me was watching Brandon Teena, the only transgender man I'd ever seen in movies, get brutally raped and murdered in Boys Don't Cry. If we really care about representation and progress, queer characters should be given the same range of narratives as, well, straight ones.
Entertainment has obviously come a long way since the gay killers straight out of Hitchcock's Rope, but even the women of the wildly popular Orange Is the New Black constantly remind us of their lesbian status (plus, it's telling that the only setting a mainstream, queer-filled show occupies is a prison — although the show gets a little more leeway for giving us the amazing Laverne Cox).
The only queer characters allowed in complex story-lines beyond their queerness that I can think of are Omar Little and Kima Greggs from The Wire, but the critically-acclaimed HBO drama is more urban ethnography than prime-time television.
House of Cards, more than any other show currently on the air, is providing its audience with interesting, complicated queer people without making a fuss about it. Sure, Frank Underwood is a murderer with a pragmatism that verges on amorality, and I doubt we'll see him pinning a rainbow flag to his lapel anytime soon, but his bisexuality is treated with as much pomp and circumstance as are his brown eyes. Rachel Posner's lesbian relationship may be doomed from the start, but not because she needs to "go back to men" or any other post-sweeps week cliché. In short, House of Cards doesn't treat queerness like a spectacle.
The struggle narrative may be important, but queer characters and audiences deserve more. Those lonely Midwestern kids (who may be bullied, unable to come out, dealing with unsupportive friends and family — or worse) should get to watch versions of themselves on screen that are as complex and authentic as they are, not hollow stereotypes.
Or, as Frank might say to shows that insist on featuring the same tired tropes, "I just hate this small ball crap."

venerdì 21 febbraio 2014

GOSSIP - Max Mara incorona Rose Byrne di "Damages"
(ANSA) - MILANO, 20 FEB - Sara' un freddo rigido quello che affrontera' la donna di Max Mara, British nella sostanza e metropolitana nello spirito. Cosi', la collezione per i prossimi freddi e' fatta di tessuti inglesi e scozzesi, come tweed, Principe di Galles, herringbones, checks, lane Donegal e Shetland, tutto declinato in un look per affrontare la grigia citta' d'inverno, con le imbottiture, le sovrapposizioni e gli accostamenti di materiali diversi. Il capo che spicca e che attraversa tutta la collezione e' il gilet, che si porta sempre, sopra (effetto giacca in giochi di layering) e sotto. Le lunghe maglie in cashmere iper-leggero, mohair e tinti in filo effetto tweed coprono per meta' le gonne a matita, che, nonostante il clima, prendono sempre il posto dei pantaloni. Le calze velate danno un tocco malizioso nella versione con la riga dietro, ma ci pensa il tacco basso a smorzare la vena sexy. Il resto e' un mix di materiali, con la vernice sulla schiena dei cappotti in shearling e alpaca imbottiti in doudoune, sul retro delle gonne e sui revers delle giacche. E poi arriva l'oro, unico tocco di luce, che dipinge scarpe, gonne e maglie, mentre il marchio Max Mara si stampa sul fondo di sottane e capispalla. British anche i colori, dal verde muschio ai beige, ai marroni, passando per il cammello fino al grigio fumo di Londra e al nero totale. In prima fila Rose Byrne, l'attrice australiana che ha recitato nelle cinque serie di 'Damages', che sara' la prossima vincitrice del Women In Film Max Mara Face of the Future Award, il premio al talento degli emergenti. La Byrne ricevera' il riconoscimento durante l'evento Women In Film Crystal + Lucy Awards 2014, mercoledi' 11 giugno a Los Angeles.

giovedì 20 febbraio 2014

NEWS - "Diabolik" si fa in 3! Al via la co-produzione seriale europea del fumetto made in Italy

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Diabolik un mito inaffondabile, la serie televisiva tratta dal popolarissimo fumetto italiano sara' la prima co-produzione realizzata da tre pay tv: Sky Italia e BSkyB, in collaborazione con Sky Deutschland, stanno lavorando alla sua realizzazione. E' la prima volta infatti che le tre piattaforme pay europee sviluppano un progetto congiunto e per farlo hanno scelto un personaggio e delle storie tutte italiane. La serie Diabolik sara' ispirata al popolare fumetto, entrato nell'immaginario collettivo di milioni di persone in tutto il mondo, e nato dalla penna delle sorelle Angela e Luciana Giussani. Diabolik non e' un super eroe ordinario, e' un ladro pericoloso e spietato e un professionista del furto d'identita', espediente che utilizza per assumere le sembianze delle proprie vittime e degli avversari e raggiungere cosi' i suoi scopi. Tutte le storie sono ambientate nella citta' immaginaria di Clerville. Il fumetto fu creato nel 1962 e pubblicato all'epoca in
edizioni tascabili mensili in bianco e nero. Il successo fu immediato e travolgente: dopo 50 anni e ben 800 storie, ancora oggi Diabolik fa registrare numeri sbalorditivi, con le sue 400.000 copie vendute ogni mese.  La nuova serie, attualmente in fase di sviluppo, sara' formata da 10 episodi della durata di circa un'ora ciascuno e le tre aziende sono al momento impegnate nella nomina dello showrunner.  L'obiettivo e' di mantenere l'ambiguita' originale dell'eroe oscuro delle sorelle Giussani che, pur essendo un criminale, e' dotato di profondi e radicati principi etici e di una grande integrita' morale. Andrea Scrosati, Executive Vice President Programming di Sky Italia, ha fatto notare: "Negli ultimi sei anni Sky Italia ha puntato molto sulle produzioni originali, offrendo ai suoi abbonati prodotti innovativi in grado di stabilire nuovi standard creativi, visivi e produttivi nel mercato italiano. Sono particolarmente orgoglioso e felice del fatto che una delle nostre prossime serie televisive - e la prima co-produzione internazionale con partner europei - sia ispirata a una creazione e a un "brand" italiano molto popolare.". Anne Mensah, Head of Drama di BSkyB, da parte sua ha
rilevato: "Questo progetto ha il potenziale per attingere all'immaginario collettivo del pubblico in ciascuno dei nostri paesi. E' straordinario aver trovato una property nella quale investire tutti con la stessa passione ed entusiasmo. Siamo impazienti di iniziare a lavorare insieme per portarla sugli schermi". Con Diabolik, Sky Italia continua a investire va detto in produzioni originali con un grande potenziale per il mercato internazionale, sulla scia del successo di Romanzo Criminale, venduto in 60 Paesi, e di Gomorra, la serie ispirata all'omonimo best-seller di Roberto Saviano - prodotta per Sky da Cattleya e Fandango in collaborazione con La7 e distribuito a livello internazionale da Beta Films - attualmente in fase di post-produzione e gia' venduta in 28 Paesi.  Gary Davey, Executive Vice President Programming di Sky Deutschland, ha aggiunto: "E' entusiasmante lavorare con BSkyB e Sky Italia a questa serie. La storia di Diabolik ha un grandissimo potenziale e possiede tutti gli elementi all'altezza di una grandissima pay-tv. I primi concept che abbiamo visto sono a dir poco stupefacenti".
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Le "Girls" stan per tornare! Nuovo film di "Sex and the City" strizzando l'occhio mascarato alla serie di Lena Dunham?

Articolo tratto da Uproxx.com
Sex and the City series executive producer Michael Patrick King spoke with Entertainment Weekly about the possibility of a third film installment — on the heels (pun firmly not intended) of Sarah Jessica Parker telling InStyle that she believed “there was another chapter to tell” last month. If you’ll recall, Sex and the City 2 was critically panned as a load of steaming horseflop, even from those who enjoyed the HBO series. (Note: I will use any excuse to link to Lindy West’s epic review of SATC2.)
Acknowledging Parker’s comments on a third film, King explains, “Sarah Jessica and I both know what that final chapter is. That doesn’t mean it will or should be told, but I do think there’s one story left. Whether it ever happens is a whole other situation. But there’s four girls, and those girls are still in my mind. There are other stories to tell and characters that haven’t even been written yet.”
Just because, theoretically, there may be stories left to tell, doesn’t mean you necessarily have to unburden your soul with the film version of Norovirus telling them. I mean, I like Girls as much as the next person, but so help me god if twenty years from now I have to watch a middle-aged Hannah still being an emotionally-retarded hunk of meatloaf parading around in ill-fitting outfits and Marnie’s metamorphosis into the homicidal trophy wife we all know she’s destined to become — I will jam a Q-tip through my ear clear into my temporal lobe.

martedì 18 febbraio 2014

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Inchiodate tutti! Ritorna lo spettro, sotto forma di Kitt, del film di "Supercar"! Chris Pratt e Danny McBride papabili
Articolo tratto da Collider.com
Last year, we reported that The Weinstein Company had tapped screenwriter Brad Copeland (Wild Hogs) to pen the script for a big screen adaptation of the 1980s TV series Knight Rider. For those of you unfamiliar with the show, it starred David Hasselhoff as Michael Knight, a police detective reborn into a modern high-tech crime fighter by billionaire Wilton Knight. Michael becomes an agent of Foundation for Law and Government (FLAG), along with his vehicular partner, K.I.T.T. (Knight Industries Two Thousand), who was voiced by William Daniels (Boy Meets World). The show was remade back in 2008, but lasted for less than a season. Word on the project has been quiet since Copeland was hired, but now it looks like the movie might be going the action-comedy route. Hit the jump for more. According to Schmoes Know, “Chris Pratt and Danny McBride are in talks” for Knight Rider. That’s a pretty big statement since “in talks” usually means “in the final stages of negotiations.” This is the first time we’ve heard their names come up in connection to the project, and at this point it’s possible they’ve just taken a meeting or they’re on the studio’s wish list. Assuming this rumor is true, Schmoes speculates, “I think Pratt is being looked at for Michael Knight and McBride for the voice of KITT,” and I have to agree that would be a sound pairing. I also have to admit that the thought of Danny McBride as the voice of KITT brings a smile to my face.

venerdì 14 febbraio 2014

GOSSIP - Giocate bene le vostre...cards. Ecco come sedurre Kate Mara di "HoC"
Kate Mara just revealed some tips on how to take her on a date in her new interview with GQ.
“[My character] Zoe didn’t invite her date inside. She just told them honestly, ‘If I was going to f-ck you, you’d know.’ I think that’s good advice. Do what Zoe Barnes would do,” Kate said. Watch the behind the scenes video below!
TELEFILM ART - L'arte di Tim Doyle, i luoghi cult dei telefilm

giovedì 13 febbraio 2014

 

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri 
Joel Kinnaman suits up on the cover of August Man Malaysia‘s February 2014 issue. Here is what the 34-year-old Robocop actor had to share with the mag:
On his take on movies being remade: “I think it’s part of the human tradition to go back to our favorite stories, which we continuously do in the theatre. I have seen four different Hamlets and they all gave me something different. So, I think there is value in retelling old stories if you have a great idea of what that concept could be used for in today’s world. And I think we did.”
On the differences between the new and old Robocop movies: “Different to the original, in our movie you can still see my face until I go into combat mode because then there is a visor that comes down. So far the dramatic scenes it was possible to connect with my co actors on a deeper level.”
On working with Abbie Cornish: “She was an actress that I was unfamiliar with, but I couldn’t be happier with how it’s gone for us. Abbie brought an emotional truth and rawness that helped to portray the loss they go through as a family.”
For more from Joel, visit AugustMan.com!
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

mercoledì 12 febbraio 2014

GOSSIP - The Killing Couple! La coppia telefilmica dell'anno è quella formata da Joel Kinnaman di "The Killing" e Olivia Munn di "The Newsroom"
La coppia d'assi dei telefilm è al momento questa: Joel Kinnaman di "The Killing" (pronto a invadere i cinema nei panni robotici di "Robocop") e Olivia Munn di "The Newsroom". Sono ovunque insieme, meglio se alle prime in giro per il mondo del film di lui. Chi crede che stiano insieme per interesse o per promozione sbaglia. O comunque è già stato eliminato dalla circolazione da un poliziotto di latta...

martedì 11 febbraio 2014

GOSSIP - Attenti ai canini! E voi, vi fareste mordere sul collo da uno come lui?
Jonathan Rhys-Meyers di "Dracula" ritratto da "W"
NEWS - Non solo Usa: da oggi su laeffe la francese scandalosa e imperdibile "Xanadu" (anteprima tra le polemiche al "Telefilm Festival") e la scandinava "The Spiral" 
laeffe (canale 50 del digitale terrestre) lancia, a partire da oggi, martedì 11 febbraio ore 21.10, un doppio appuntamento con le serie europee. Ad aprire la serata The Spiral – Attacco al mondo dell’arte, nuova serie tv scandinava in 5 puntate che mescola, in un intreccio appassionante, arte, poteri forti e crimine. A seguire, dalle 23.20, Xanadu – Una famiglia a luci rosse, la più discussa, erotica, controversa serie, in prima assoluta in Italia, con 8 episodi per seguire le vicende della famiglia Valadine e del loro impero cinematografico a luci rosse.
Scritta da Sévérine Bosschem, Xanadu – Una famiglia a luci rosse unisce con tocco d’autore, il filone erotico alla serialità d’alta caratura, tanto da essere apprezzata in patria anche dal conservatore Le Figaro che ne ha decantato le lodi per le tematiche importanti che porta in primo piano, come quella dell’emancipazione, dell’eredità famigliare, della maternità e della morte. Una Serie comunque tanto attesa e dibattuta, anche in Italia dove, il suo arrivo in anteprima al Telefilm Festival di Milano a cura del canale francese Artè, sollevò un confronto tra gli addetti ai lavori per l’accostamento tra il tema familiare e il mondo dell’erotismo e della pornografia, nonchè lo sdegno della Regione Lombardia che per la scelta di proiettarla decise di togliere il patrocinio dopo il rifiuto degli organizzatori di eliminare la parola "porno" dai cominicati stampa.

A fugare ogni dubbio sulla natura della serie la stessa Bosschem che spiega: “Non ho fatto una serie sul porno, quello che volevo era raccontare la storia di una pornostar, il suo amore con un produttore e le conseguenze di questa relazione. Xanadu parla di una storia d’amore”.
Interpretata da Jean-Baptiste Malartre, nei panni di Alex, patriarca e fondatore negli anni ‘70 dell’impero Xanadu, e da Gaia Bermani Amaral, l’amata moglie Elise morta in giovane età, la serie ruota intorno alla famiglia Valadine e ai giochi di potere in atto per conquistare il controllo della casa di produzione. Un impero, di certo colpito dalla crisi economica, ma ancora ricco e che presto potrebbe passare di mano… il tutto si svolge in un mondo perennemente schiacciato tra lotte di potere, intrighi e lacerato da gelosie tra attori ed attrici che vorrebbero guadagnare fama e ricchezza, a tutti i costi. A complicare ulteriormente la situazione un ricordo ingombrante che dal passato torna costantemente a far capolino nella vita dei figli di Alex.


Un artista pronto a sfidare le multinazionali, 6 opere d’arte scomparse, 6 giovani assistenti coinvolti in un gioco molto più grande di loro… sono, invece, al centro di The Spiral – Attacco al mondo dell’arte, per la prima volta in chiaro su laeffe. A muovere i fili della storia è Arturo, artista enigmatico e dal grande carisma, ricercato dall’Europol per alcune sue performance di dubbia legalità. Grazie all’aiuto dei suoi collaboratori, Max, Ella, Fransis, Sigrid, Oskar e Jacob, Arturo decide di mettere a segno una performance memorabile che prevede il furto di sei opere di grande valore da altrettanti musei europei. Questi capolavori verranno poi affidati al servizio postale per dare così il via ad una vera e propria caccia al tesoro continentale che disorienterà non poco gli agenti della sezione Arte chiamati a risolvere questo intricato mistero. 
Tutto si svolge sotto il segno della ‘spirale’ che è la firma artistica di Arturo, ma presto diventa anche il simbolo del vicolo cieco in cui lui stesso è caduto, divenendo parte di quel sistema che si era riproposto di scardinare. Vittima del proprio gioco, l’uomo viene misteriosamente ucciso. La performance artistica prende così una piega “criminale” sempre più cruenta dove buoni e cattivi si mescolano senza soluzione di continuità, lasciando lo spettatore costantemente con il fiato sospeso.

The Spiral – Attacco al mondo dell’arte, diretta da Hans Herbots, ha debuttato nell’agosto del 2012 in contemporanea in diversi paesi europei, Francia, Germania, Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia, dando vita sul web ad un vero e proprio “alternate reality game” in cui gli internauti si sono sfidati in una grande caccia al tesoro virtuale… ripercorrendo in prima persona storia e vicende della serie.

lunedì 10 febbraio 2014

GOSSIP - Kutcher-Sheen, due uomini contro! I due attori allo scontro frontale, con insulti, per la sit-com che ha segnato la loro staffetta forzata

Che Charlie Sheen non avesse mai ben digerito il licenziamento dal set di “Due uomini e mezzo”, sit-com tra le più longeve e premiate del recente panorama americano in onda su Joi (la 10° stagione inedita in arrivo a settembre), era cosa nota. Così come è sempre stato leggendario il suo modo di esprimersi senza peli sulla lingua e, ultimamente, senza peli sulla tastiera. Qualche giorno fa i suoi strali internettiani hanno colpito colui che l’ha sostituito proprio a “Due uomini e mezzo”, Ashton Kutcher. Sheen ha twittato una foto del collega in compagnia della co-star di sit-com Jon Cryer, con la seguente didascalia: “Ehi Jon!!! Sei un genio!!! Ti voglio un mondo di bene e mi manchi, amico caro! Chi è il tuo collega noioso?”. Al messaggio seguivano gli hashtag #NiceTryCanonBoy - apparentemente un riferimento errato a uno spot di Ashton per Nikon, e #CH, iniziali di Charlie Harper, il suo personaggio in “Due uomini e mezzo. Un tweet che ha scatenato il popolo web che ha replicato a Sheen di piantarla. Al che, l’iroso Martin ha specificato così: “Ehi, calmatevi tutti. Leggete l’hashtag. E Jon, sono molto dispiaciuto di aver insultato il tuo amico, che in realtà trovo DAVVERO noioso”. Poi, rivolgendosi direttamente a Kutcher, ha scritto: “Ehi Ashton. Mi dispiace, fratello. Niente di male. Ora smettila di vomitare sul mio brillante, vecchio show. Ricordi ‘Punk’d’ [lo show condotto da Kutcher su MTV]? Come ci si sente?”. La risposta di Kutcher non si è fatta attendere, dagli schermi del “Jimmy Kimmel Live”, chiedendo “pubbliche scuse” per i tweet del collega e intimandogli, letteralmente, un “shut the f--k up!". Per poi aggiungere: “seriamente, basta! Son passati 3 anni (dal cambio di guardia) e mi insulti ancora su Twitter? Dai amico, davvero?”. Alla domanda provocatoria di Kimmel se sul set lo ringrazino per non essere Sheen, Kutcher ha risposto signorilmente: “cerco di proseguire dove Charlie ha lasciato, di andare nella direzione da lui tracciata”. Inevitabile la contro-repilica di Sheen, sempre via Twitter: “messaggio ricevuto, Ashton! Ma dicendomi ‘shut the f--k up!’ sembri me! Mi dispiace tanto! Spero tu stia bene. Ma più che chiuderla io, la bocca, sarò io che ti porterò in una clinica che ti metta a dieta per un anno…!”. Per la serie: Due uomini in mezzo alla lite perenne.

domenica 9 febbraio 2014

GOSSIP - Lea, la brunetta dei ricchi e poveGlee!
Lea Michele di "Glee" va in libreria con il suo fresco tomo "Brunette Ambition", annunciato dal suo account Twitter. Ecco come viene descritto il libro in originale: "Lea Michele is one of the hardest working performers in show business and she knows better than anyone that it is difficult to be your best self and keep things in perspective when your to-do list is overflowing and you are faced with challenges. A practical and inspirational guide to harnessing tenacity and passion, “Brunette Ambition” is about living the fullest life, no matter what obstacles life puts in your way".
Il volume è già in pre-vendita e sarà disponibile nelle librerie dal 13 maggio.
Nel frattempo Lea ha conquistato anche la cover di "Teen Vogue".
E ha postato la foto di una cena col cast di "Glee" (Ryan Murphy compreso).
oltre a fare la sinuosa in pose charmant...

venerdì 7 febbraio 2014

giovedì 6 febbraio 2014

TWITTER-JAM - Le migliori twittate seriali

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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