venerdì 25 ottobre 2013

GOSSIP - Ma chi l'ammazza? Tutti all'inferno con l'ultimo video-singolo della "gostrippata" Momsen e i suoi Pretty Reckless
Una "gostrippata" Taylor Momsen ("Gossip Girl") è protagonista - più vestita che mai - del nuovo video-singolo dei Pretty Reckless "Going to Hell". Un titolo, un programma. Per qualcuno un augurio.

giovedì 24 ottobre 2013

NEWS - Il futuro delle serie tv corre sul cavo! Agli inizi del 2014 arriva Netflix in Italia. Mediaset e Sky rispondono con Infinity e River
Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
"Si allarga l'offerta della tv on demand anche via web. Dopo anni, questa volta sembra esserci una data, pur vaga, per l'approdo di Netflix in Italia. A fornirla al Corriere è direttamente un dirigente della tv via Web californiana: «Non abbiamo ancora fatto annunci in termini di apertura a nuovi mercati. Ma non possiamo escludere l'arrivo già dalla prima metà del prossimo anno». È chiaro, così, che nel 2014 si allargherà ufficialmente anche da noi la battaglia per i contenuti video online, legali e di qualità, che negli Stati Uniti ha già consacrato Netflix, capace di 38 milioni di utenti nel mondo che hanno deciso di pagare otto dollari al mese all'azienda in cambio di un catalogo da oltre 50 mila titoli tra serie tv e film. Per non farsi trovare impreparati dall'arrivo, in ritardo, del colosso Usa, sono pronti a scendere in campo due big della televisione italiana. Mediaset, con Infinity, e Sky Italia, con River. Del progetto Infinity del Biscione si è scritto molto pur avendo pochi dettagli. Ma complici le recenti indiscrezioni sulle mosse di Sky, Mediaset ha deciso di venire allo scoperto e ha raccontato al Corriere diversi dettagli sul proprio servizio, al debutto il 9 dicembre. Premium offrirà un catalogo di circa 5000 titoli tra film, serie tv, fiction e cartoni animati. Una «libreria» che raccoglierà pellicole uscite tra il 1950 e il 2012 e solo serie tv complete, un catalogo ampio, con materiale già visto ma riorganizzato in un'offerta adatta a giovani e famiglie. Due le settimane di prova previste, dopodiché l'abbonamento mensile sarà di 9 euro, pagabile con carta e Paypal. Per accedere al servizio basterà la registrazione. Accanto all'offerta a costo fisso, Mediaset ha previsto un pacchetto in pay per view (a circa 3 euro): i film ancora in sala. Per accedere al catalogo supplementare, e acquistare il singolo film, non occorrerà sottoscrivere l'offerta mensile. Ad Infinity si potrà accedere da pc, smartphone, tablet (Android e iOs, con applicazione nativa), dalla tv di casa grazie agli accordi con i produttori di Smart Tv, dalle console Playstation e Xbox, e infine dai decoder satellitari e terrestri bollino Gold. Con un solo account si potranno visualizzare i contenuti su cinque dispositivi, e su due in contemporanea. Un'offerta interamente in HD, con doppio canale audio e anche sottotitoli in lingua originale. Tra i contenuti nessun anticipo di prodotti trasmessi dai canali generalisti.
Cologno Monzese per una volta gioca d'anticipo e la risposta web di Sky si chiamerà River. Il «fiume» dello streaming di Murdoch e soci dovrebbe iniziare a scorrere da febbraio-marzo e il servizio non avrà nessun vincolo contrattuale: così come con Infinity, e il papà Netflix, il cliente potrà sottoscrivere l'offerta per un periodo limitato, e poi decidere di rinnovarla anche mese per mese. Il modello è quello di NowTv, la piattaforma della britannica BSkyB, dove con 9 sterline si può portare a casa lo Sky Movies Pass , e avere a disposizione per un mese una selezione dei film in programmazione sulla pay tv. Con poco meno di 10 sterline, invece, ci si assicura la compagnia dei sei canali sportivi targati BSkyB. Il prossimo anno dunque sembra essere quello giusto in cui anche l'Italia si allineerà al resto dei Paesi europei in termini di offerta di contenuti di intrattenimento online, di qualità e a basso costo. E quello in cui l'incertezza sullo sbarco di Netflix potrebbe come detto terminare. E il gigante americano, che ha tracciato la linea del nuovo modello di tv online senza decoder e contratto, per una volta arriverebbe in ritardo".

mercoledì 23 ottobre 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Homeland" indaga nelle zone d'ombra
"È iniziata la terza stagione di «Homeland» ed è ripartita, fatalmente, dall'attentato terroristico che è costato la vita a 219 persone, tra cui il direttore capo della Cia. Le autorità ritengono che Nicholas Brody (Damian Lewis) sia coinvolto, ma Carrie Mathison (Claire Danes) lo ha aiutato a fuggire convinta della sua innocenza. Brody, intanto, è uccel di bosco, latitante. Saul (Mandy Patinkin) sta lavorando a un piano per contrastare i terroristi ma i suoi tentativi di rimettere in piedi la Cia subiscono un brusco arresto, quando Carrie diventa oggetto di una dura inchiesta di una commissione del Senato (Fox Hd, lunedì, ore 21). L'angoscia regna sovrana: Carrie decide, contro la volontà della sua famiglia, di non assumere i farmaci per il suo disturbo bipolare, convinta che i medicinali le abbiano impedito di essere lucida al momento dell'esplosione. La malattia compromette il suo giudizio? La sua teoria accusatoria è solo paranoia, un castello di sabbia, il vaneggiamento di una mente instabile? Per lungo tempo la serie ci lascia senza una risposta definitiva, giocando a mischiare le carte in tavola. In «Homeland» tutto è molto complesso e sfumato, l'uso della forza non è mai privo di conseguenze, fisiche ed emotive, gli agenti non sono realistiche versioni dei supereroi ma uomini e donne in carne e ossa, tormentati, dubbiosi, inflessibili nel loro lavoro ma sempre consapevoli che le maniere forti hanno risvolti pesanti su chi le subisce e su chi le pratica. Mentre Carrie è alle prese con la sua instabilità emotiva, la famiglia di Brody, abbandonata dal corpo dei Marines e diseredata dal consesso della «società civile» si trova ad affrontare mille difficoltà. A farne le spese è l'anello più debole, la figlia Dana, in pieno turbamento adolescenziale. Il vero tema della serie resta la zona d'ombra, il terreno più adatto alla contraddizione, alla simulazione, all'ambiguità. (Aldo Grasso, 17.10.2013)

martedì 22 ottobre 2013

PICCOLO GRANDE SCHERMO - L'occasione di Damian: Lewis di "Homeland" tenta il grande salto al cinema al fianco della Kidman per la regia di Herzog!

Notizia tratta da Deadline.com
Damian Lewis, who has won Golden Globes and Emmys for his work as POW-turned-terrorist Nicolas Brody in Showtime’s Homeland, is near a deal to star opposite Nicole Kidman in director Werner Herzog’s Queen Of The Desert. The UK-born Lewis won’t have to hide his homegrown accent for the feature: he will play Lt. Col. Charles Doughty-Wylie, an unhappily married English war hero who engages in a turbulent affair with Gertrude Bell (Kidman), with whom he exchanged love letters with from 1913-1915 until he was killed in active duty at Gallipoli. Production is scheduled to begin in December.

Queen Of The Desert refers to Bell, the iconic explorer, writer, archeologist and attaché for the British Empire who is credited with helping to catalyze the formation of the Middle East at the dawn of the 20th century. Nick Raslan is producing through his Palmyra Films banner along with Cassian Elwes and Michael Benaroya. Benaroya Pictures banner is financing the film. Sierra/Affinity will handle international sales.

NEWS - (Ri)mettete la freccia! Da stasera la seconda inedita di "Arrow" con Flash
Rimettete la freccia, ritorna "Arrow"! La serie-fenomeno della scorsa stagione tv, la più vista con oltre 3 milioni e mezzo di spettatori raggiunti, torna sugli schermi italiani - a ridosso della trasmissione Usa - con una spettacolare seconda stagione in cui i super-eroi diventeranno addirittura due! Oltre al protagonista Oliver Queen (Stephen Amell), farà la sua apparizione lo storico super-eroe Flash (interpretato da Grant Gustin), destinato a conoscere uno spin-off su misura firmato dalla stessa produzione di "Arrow". L'appuntamento con l'anteprima assoluta della seconda stagione di "ARROW" è su Premium Action dal 22 ottobre, ogni martedì in prima serata.
Un lampo a Starling City. Nella metropoli vigilata da Oliver Queen (Stephen Amell) compare - o meglio, sfreccia - un nuovo super-eroe (in realtà vecchia conoscenza dei fumetti DC Comics nonché del piccolo schermo a puntate). Flash farà il suo esordio nell'ottava puntata della serie tv più vista in Italia nel 2013, per poi dar vita a uno spin-off ad hoc con lo stesso team produttivo di "Arrow" (Greg Berlanti in testa). Ad interpretare il super-eroe che corre e si muove più veloce del lampo è stato chiamato Grant Gustin, già visto in "Glee" e prossimamente al cinema nel film apocalittico "Affluenza", ambientato allo scoccare della recente crisi economica. Gustin vestirà i panni dello scienziato dalla doppia vita Barry Allen, il quale capita a Starling City per indagare su una serie di rapine che riguardano il suo passato. Allen-Flash sarà presente in "Arrow" lungo 3 episodi prima di sfrecciare nella propria serie "su misura": oltre all'ottavo, è prevista la sua presenza nel nono e nel ventesimo episodio. Geoff Johns, celebre fumettista della DC Comics, prenderà parte al progetto di spin-off del personaggio nato nel 1940 e già protagonista di una fortunata serie tv del 1990 con John Wesley Shipp nella tutina di foamglas del rosso giustiziere mascherato.

Flash è un personaggio dei fumetti creato da Gardner Fox e Harry Lampert nel 1940, pubblicato dalla DC Comics. È un supereroe con il potere di muoversi a velocità straordinaria, sfidando le leggi della fisica. La sua prima apparizione è avvenuta nel primo numero di Flash Comics (1940). Secondo  le strips, le capacità straordinarie di Flash derivano dalla loro connessione alla Speed-Force, una fonte di potenza extra-dimensionale infinita che permette di controllare l'energia cinetica. Flash è infatti in grado di muoversi a velocità incredibili riuscendo a superare di svariate volte la velocità della luce. Quando Flash è in movimento risulta invisibile perfino ad esseri super-veloci come Superman (!), oltre a poter camminare sull'acqua, sui soffitti o addirittura per aria. Facendo vibrare le molecole del proprio corpo a super-velocità, il super-eroe dalla tuta rossa fiammante è in grado di attraversare gli oggetti solidi o farsi attraversare, senza conseguenze, da corpi contundenti o proiettili. Inoltre, può eventualmente viaggiare nel tempo o accedere ad altre dimensioni. Oltre alla velocità di movimento Flash possiede anche un'incredibile rapidità di pensiero e riflessi da combattimento elevatissimi. Il suo essere è così talmente veloce da percepire il mondo come se fosse fermo. (Notizia tratta dalla Newsletter #62 di Qui Mediaset)

lunedì 21 ottobre 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
L'occasione persa di "The Newsroom" su Rai3
"Il palinsesto è un'arte e a farlo dovrebbero essere artisti della tv. A volte, invece, si ha la sensazione che in Italia prevalga il pressapochismo o il semplicismo delle buone intenzioni. La settimana appena trascorsa ci regala diversi esempi di programmazione più o meno scellerata. Giovedì è un caso da manuale e purtroppo «The Newsroom», l'ottima serie creata da Aaron Sorkin, finisce in fondo alla classifica settimanale, flop che trascina Rai3 sotto il 3% di share, battuta addirittura dagli Home Visit di «X-Factor» su Sky Uno (canale a pagamento). Nonostante gli annunci, la forte promozione, l?impegno in prima persona del direttore Andrea Vianello, il pubblico di Rai3 ha preferito chi Santoro chi la prof. Pivetti. Che occasione persa! Il successivo «Gazebo», anticipato di un'ora, si è schiantato sull'1,9%, perdendo più di 5 punti. Doveva forse essere chiaro che la serata non era quella giusta (con Santoro e lo «scandalo Bonev» e «X-Factor», in diretta concorrenza sul pubblico più qualificato) e, soprattutto, che il più raffinato dei prodotti pay americani fa a pugni con la prima serata generalista italiana (altro discorso, la seconda serata). Sbaglia chi pensa che il palinsesto deve educare i suoi spettatori; al contrario, bisognerebbe meglio educare chi i palinsesti - vera arte della tv - li crea." (Aldo Grasso, 20.10.2013)

domenica 20 ottobre 2013

sabato 19 ottobre 2013

GIOCO DEI TELEFILM - Se ami le serie tv non puoi non avere il primo gioco in scatola sui telefilm: oltre 750 domande di diverse epoche e difficoltà per sfidare i tuoi amici e diventare Telefilm Master!
Serata tra amici, bottiglia di vino (o birra, o Coca), fine cena, il #GIOCOdeiTELEFILM si fa largo...Scegli la tua pedina e sfida gli amici a chi ne sa di più sulle #serietv. Puoi scegliere l'epoca (Vintage, anni '60-'80; Modern, '90-2005; New, 2006-oggi), puoi scegliere la difficoltà delle domande (facili da 1, intermedie da 2, o difficili da 3), puoi scegliere i Generi (sci-fi, crime, drama, comedy). Oppure, più divertente, mischiare tutte le carte e fare un...Partitone senza limiti! Con l'incertezza della fortuna e la trasversalità delle domande Mix (generi e epoche mischiati)...Che aspetti? Sfida i tuoi amici (e porta la bottiglia di vino!)
Ordina il "Gioco dei Telefilm": QUI.
Vedi il promo-dimostrazione del Gioco: QUI
L'elenco dei negozi della Città del Sole dove trovi il Gioco: QUI
Il "Gioco dei Telefilm" è sia su Facebook che su Twitter.

venerdì 18 ottobre 2013

NEWS/L'EDICOLA DI LOU - C'è troppo sesso nelle serie tv? "Variety" lancia il dubbio (e trova risposte)

Article by Brian Lowry ("Variety")
TV Columnist @blowryontv
"Asked about the trend toward “reprehensible protagonists” — a la “Breaking Bad’s” Walter White, “Boardwalk Empire’s” Nucky Thompson or “Dexter’s” serial killer — Showtime Entertainment chief David Nevins offered a surprisingly frank answer.“It’s license,” he told reporters at the TV Critics Assn. tour in July. “Pay cable, you take license. Your licenses are sex, violence and bad behavior.”
Nevins omitted the other obvious one — salty language, and those few words (thank you, George Carlin) that still can’t be uttered on most of TV — but otherwise, he was right. There are several less-ostentatious attributes that differentiate pay cable in particular and to some extent basic’s raciest hours from broadcast TV, including the expanded running time of episodes, and nonexistent (or diminished) advertiser scrutiny. But it’s sex, for better or worse, that frequently generates headlines or provokes controversy.
Granted, part of that may have to do with sex and nudity providing a clearer point of distinction from less liberated alternatives, as broadcast networks brave more explicit violence in programs like Fox’s “The Following” or NBC’s “Hannibal.” By contrast, the U.S.’ perceived puritanical streak relative to Europe has always made explorations of sexuality dicier, unless of course the material is being wielded as a sitcom punchline.
Another incentive to flaunt some skin may be that frontiers regarding violence have been shoved, some would suggest, about as far as they can go. After the “Red Wedding” on “Game of Thrones” or the artful blood splatters of “Spartacus” (which, to be fair, knew its way around a Roman orgy, too), it’s less a question of topping what’s been done than simply finding creative ways to push the same buttons.

Historically, violence seldom triggers the level of outrage from the usual suspects that sexuality does. The exception would be when entertainment collides with real-life events like last year’s horrific Newtown school shooting, which inevitably produces fleeting hand-wringing but little concrete action from the entertainment biz and others about contributing to societal violence.
Chasing the boundaries of TV sex involves something of a moving target; seldom does a season go by without some newcomer braving uncharted territory, or at least finding a way to put old wine in a new bottle. HBO’s “Girls,” certainly, has drawn attention with its blunt portrayal of awkward sexual encounters among twentysomethings, including a sequence last season in which a male character ejaculates on his new girlfriend after she specifically asked that he not. (An HBO spokeswoman had to explain to nosy media outlets that the sequence was “nothing more than a use of props.”)
Showtime has tackled the topic head on with “Masters of Sex,” a just-launched dramatic look at the career of real-life sex researchers William Masters and Virginia Johnson. The nature of those studies are depicted in graphic detail, with more nudity and simulated orgasms than you can shake a stress-test-wired dildo at.
“It was an irresistible topic for a premium television series,” Nevins says.
License also helps account for why cable programs regularly push sexual bounds even in shows where the situations may be less than organic or central to the premise — precisely because sex is something that can poke at overstimulated nerve endings and arouse a response.
This casual inclusion of sex and nudity — almost in a “because we can” manner — hasn’t gone unnoticed. Los Angeles Times critic Mary McNamara, for example, chided esteemed dramas like “Game of Thrones” and “Boardwalk Empire” a few years ago for their habit of setting scenes in brothels, deeming it a gratuitous practice for the sole purpose of showing female flesh. “Maybe it’s time to tone down the tits,” she wrote.
On the other hand, a series like Showtime’s “Homeland” has featured sexual encounters but also gone weeks at a time without them, the fundamental matter of thwarting terrorism trumping such dalliances and offering little time to pause for them. (The new season does include a liaison involving the central character’s teenage daughter, another provocative area.) And full-frontal male nudity is definitely a more common sight in pay TV shows than it was just a few years ago.
Tellingly, some of these graphic depictions of sexuality are being overseen by women, including “Girls” creator Lena Dunham and Michelle Ashford, the showrunner on “Masters of Sex,” which is based on a book by Thomas Maier.
Yet the fact that explorations of sexuality aren’t limited to a male perspective isn’t universally hailed as progress.
“I think women can objectify women just as easily as men can, unfortunately,” says Martha Lauzen, executive director of the Center for the Study of Women in Television and Film at San Diego State U., who has studied TV employment for women — both in front of and behind the camera — since the late 1990s. “Quite a bit of (that objectification) is coming from the indie film world and seeping over into television.”
Indie film, of course, continues to explore sexual themes. But the license exercised in pay cable — closer to the feature arthouse than the broadcast networks, certainly, but still a relatively mainstream medium — comes at a time when studios frequently soften sex in major releases, feeling the heat to avoid R ratings and thus expand the box office potential of their major releases.
In addition, some critics point to a double standard at the ratings board, saying sexual content is more likely to push a movie into a more restrictive tier, whereas wholesale violence and mayhem can still earn a PG-13 designation.
Dunham cut her teeth in independent film with her breakthrough movie “Tiny Furniture” before bringing “Girls” to TV. And while the show has generated intense media scrutiny, it’s actual ratings remain relatively small — offering a reminder that attempts to probe sexuality haven’t always been met with open arms by viewers.
“Tell Me You Love Me,” a 2007 drama that delved into the romantic lives of various couples, is one of the rare HBO series that didn’t survive into a second season. Creator Cynthia Mort opted not to do more episodes after changes were sought when management shifted at the network.
“It was a polarizing show,” Mort explains. “The honesty I needed to portray sex, as it related to intimacy, made everyone uncomfortable.”
Mort adds that she still sees a troubling double standard in terms of sex and violence, contending the way some shows incorporate sex simply to feel “edgy” is akin to another form of violence. “I still find it hard to believe,” she says. “Everything’s acceptable when it comes to violence.”
For her part, Ashford described herself as “oddly sort of prudish” about showing nudity on her new Showtime series, suggesting that the underlying goal on “Masters of Sex” was to approach the subject in an honest, non-glamorized way, while acknowledging some of the baggage that such a depiction entails.
“I found it very daunting because of the tropes that have built up surrounding sex through all the years of watching movies and television,” Ashford says, citing the sex scene in the movie “Don’t Look Now” — considered shocking for its rawness 40 years ago — as a touchstone.
“I decided no matter what we did, we had to have the story pulling through every sex scene. … We don’t present a really glossy, idealized version of sex, either.”
The expansion of outlets producing original programming for a premium audience has only heightened both the pressure and opportunities to deal in “various forms of transgression,” as Nevins puts it. In regard to sex, they range from Starz’s “Da Vinci’s Demons” and “The White Queen” (two bodice-ripping period pieces) to DirecTV’s “Hit&Miss,” which starred Chloe Sevigny as a transgender assassin, equipped with a prosthetic penis.
HBO, meanwhile, plans to shoot a pilot titled “Open” co-written by Ryan Murphy, who took basic-cable sex to the edge a decade ago with FX’s “Nip/Tuck.” An advance description from HBO has promised the new show will offer a “provocative exploration of modern sexuality,” as filtered through a handful of characters.
More frank and graphic sexuality can raise concerns for some actors, and in the case of pay cable — which other than a proscription against erect male genitalia, operates largely without clearly delineated parameters — leaves producers to go by their gut instincts. It’s a long way back to “NYPD Blue,” when producer Steven Bochco and then-ABC Entertainment chief Robert Iger (now Disney’s CEO) found themselves drawing naked people on a sketch pad, trying to determine how precisely far their camera angles could venture.
“Masters’ ” Ashford says the show has shied away from frontal male nudity simply because it’s shown so rarely that to include it “feels like it’s making a statement,” and thus risks taking viewers out of the drama.
In terms of performers, Ashford notes that Allison Janney, who plays a recurring role as the provost’s unhappy wife, originally didn’t want to do nudity — and even included contractual language to that effect, with Ashford saying, “That’s fine; we’re not hiring you for that.” But later she changed her mind, the producer says, because she knew it was not salacious. “We try to be very respectful. You don’t want people to be uncomfortable in any way. … I can’t imagine pushing nudity for its own sake.”
Of course, the assumption that “sex sells” is by no means a slam dunk. While Showtime went with the name “Masters of Sex” in what Ashford calls “an obvious ploy to get people in the door,” initial ratings on Sept. 29 were modest (admittedly on a very tough night, with “Breaking Bad” concluding its run), despite overwhelmingly positive reviews.
Although “Masters of Sex” can boast a high degree of authenticity, more-informed viewers may notice the conspicuous lack of physical resemblance between star Michael Sheen and William Masters, who was bald and not terribly attractive. Sheen contemplated shaving his head, Ashford, notes, but the idea was quickly vetoed.
“We’re trying to do the real deal here,” she says, “but this is still television.”

giovedì 17 ottobre 2013

THE NEWSROOML'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LA STAMPA
E' giunta l'ora di "The Newsroom", il "dentro la notizia" che diventa tv
"Evviva. La serie che racconta il dietro le quinte dell'informazione americana arriva in Italia: Rai3 trasmette dal 17 ottobre in prima serata The Newsroom, il cui protagonista Jeff Daniels ha appena vinto un Emmy. È una fiction sul giornalismo televisivo ai nostri giorni, ambientata in un ipotetico network statunitense dove si costruiscono i tg, primo fra tutti quello della sera, il più importante, da loro come da noi.
Prodotta dalla HBO, approdata già alla seconda serie, girata in maniera nervosa, sincera, adrenalinica, è stata comprata da Raitre, un atto ardito che il direttore Vianello rivendica perché, per una volta, non si pensa solo agli ascolti: «La gente, a volte, è molto più preparata di quanto noi stessi immaginiamo e Raitre è una rete che fa prevalentemente informazione. C'è parso quindi giusto giocarci questa carta prendendocela noi, prima ancora che passasse su una tv a pagamento. Una cosa oggi assai insolita. Riteniamo possa andare bene e comunque, ogni tanto, ci piace che il nostro pubblico venga preso dalle vertigini».
The Newsroom, comunque, è un caso speciale. Prima di tutto perché è stata scritta da Aaron Sorkin, premio Oscar per The social network, uno dei migliori giovani talenti del teatro che ha ammesso di essersi ispirato per il personaggio dell'anchorman al conduttore Olbermann, un onesto caratteraccio, nella cui redazione ha lavorato per alcuni tempi.
Poi perché è recitata con estrema abilità da un gruppo di vecchi e giovani attori che il teatro lo fanno quotidianamente come Jeff Daniels, Emily Mortimer, Sam Waterson, John Gallagher, Dev Patel, e Tomas Sadoski, il solo interprete approdato a Roma per accompagnare il lancio italiano.
Ci sarà anche, nelle puntate successive, un ruolo per Jane Fonda, un tempo moglie di Ted Turner magnate americano della CNN. La cosa che più fa impressione a noi italiani è la rapidità con cui si fanno e si disfano carriere: in cinque minuti uno può essere promosso o allontanato dal suo posto solo per una questione di merito. Spaventoso e insieme affascinante per noi che impieghiamo mesi a prendere una decisione.
La prima puntata è il racconto di come questo tg della sera arrivi a dare la notizia di un disastro ambientale nel Golfo persico con maggiori particolari e maggiore precisione di concorrenti. Ma i riferimenti a episodi tragici o comunque drammatici realmente accaduti come l'incidente alla centrale di Fukushima o la crisi finanziaria, vengono intrecciati alle vicende personali dei protagonisti: amicizie tradite, discussioni feroci, amori in crisi, fallimenti professionali. «Il nucleo intorno a cui è stata scritta questa sceneggiatura - dice Tomas Sadoski - è il giornalismo contemporaneo.
Come poter fare alta qualità e alti ascolti. Come difendersi da servizi sui pettegolezzi in favore di approfondite inchieste su conflitti lontani. Come lasciare nelle mani dei professionisti che sanno analizzarla una notizia rilanciata via cellulare o via internet in tutto il mondo da chi professionista non è.
La nostra serie ha aperto nel paese, e non solo tra gli addetti ai lavori, un dibattito sull'informazione di cui si sentiva e si sente il bisogno. E' il motivo principale per cui sono fiero di lavorarci». Chiamato sul set dopo esser stato visto recitare in palcoscenico, messo accanto ad attori di straordinaria bravura, Sadoski spiega come si girano le puntate: «Un metodo simile a quello che usiamo in teatro: tre giorni per imparare le battute del copione a memoria senza cambiare una virgola e poi massima velocità nel palleggiarcele gli uni con gli altri nella maniera più credibile».
Faticoso? «Per chi è abituato al teatro non tanto, anche se qua , in tv, i tempi sono più stretti. Manca l'emozione di trovarsi davanti al pubblico, ma chi fa l'attore deve saper trovare la carica in se stesso».
Che impressione le ha fatto leggere che in Siria siano stati usati i gas contro la popolazione inerme come voi avevate immaginato? «Un gran dolore. Nessuno di noi ha pensato: Visto? Lo avevamo predetto! Non c'è alcuna ambizione divinatoria. Ci interessa proporre una riflessione. Senza una informazione corretta, che va alle radici, cerca di avvicinarsi alla verità, spiega i retroscena, entra in crisi anche la democrazia». (Simonetta Robiony)

mercoledì 16 ottobre 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

ENTERTAINMENT WEEKLY
Gillian e David di nuovo insieme!
NEWS - The fantastic three! First time together!

The first in-studio image of Matt Smith, David Tennant, and John Hurt from the set of ’The Day of The Doctor.

martedì 15 ottobre 2013

NEWS - Hop-Hopkins, Hurrà! Meglio di un Emmy (o quasi): Hopkins prende carta e penna e ringrazia Bryan Cranston per la sua "spettacolare" interpretazione in "Breaking Bad"



"Your performance as Walter White was the best acting I have seen - ever. I know there is so much smoke blowing and sickening bullshit in this business, and I’ve sort of lost belief in anything really. But this work of yours is spectacular - absolutely stunning. What is extraordinary, is the sheer power of everyone in the entire production. What was it? Five or six years in the making? How the producers (yourself being one of them), the writers, directors, cinematographers…. every department - casting etc. managed to keep the discipline and control from beginning to the end is (that over used word) awesome. From what started as a black comedy, descended into a labyrinth of blood, destruction and hell. It was like a great Jacobean, Shakespearian or Greek Tragedy. If you ever get a chance to - would you pass on my admiration to everyone - Anna Gunn, Dean Norris, Aaron Paul, Betsy Brandt, R.J. Mitte, Bob Odenkirk, Jonathan Banks, Steven Michael Quezada - everyone - everyone gave master classes of performance … The list is endless. 
Thank you. That kind of work/artistry is rare, and when, once in a while, it occurs, as in this epic work, it restores confidence".
Anthony Hopkins

lunedì 14 ottobre 2013

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Clamoroso al Cibali! Hunnam rifiuta "50 sfumature": Amell (ri)sfreccia in pole position? 
La scelta del protagonista maschile di “Cinquanta sfumature di grigio” si sta rivelando una saga più lunga di quella letteraria. Charlie Hunnam, prescelto tempo fa per interpretare Christian Grey, ha rifiutato qualche ora fa la parte per “sopraggiunte difficoltà con le riprese del serial ‘Sons of Anarchy’” che lo vede in prima fila nel cast. Secondo “Variety”, il passo indietro dell’attore potrebbe risiedere nella valanga di proteste del pubblico (e dei fans della serie tv) che non avevano apprezzato la scelta caduta su Hunnam.

A questo punto, a quanto rivela Qui Mediaset (www.quimediaset.it), i riflettori potrebbero tornare ad accendersi su Stephen Amell di “Arrow” (la seconda stagione inedita andrà in onda su Premium Action dal 22 ottobre). L’interprete della serie tv più vista nella stagione scorsa in Italia (oltre 3 milioni e mezzo di spettatori su Italia 1) è stato il primo nome comparire pubblicamente tra i candidati (lo ha ammesso egli stesso su Facebook). Secondo alcune voci, tra l’altro, Hunnam avrebbe declinato l’offerta all’improvviso per via di una sceneggiatura che prevedeva scene a tinte forti (non che in “Sons of Anarchy” l’attore si sia mai tirato indietro…). Amell vanta di suo, di contro, una spregiudicatezza altresì nelle scene di nudo già messa in mostra nella serie a sfondo omosessuale “Queer as Folk”.
Amell, attualmente sul set delle riprese della seconda stagione di “Arrow”, per vestire i panni di Christian Grey dovrebbe fare gli straordinari o lasciare maggior spazio, nel serial campione d’ascolti, al personaggio di Flash (interpretato da Grant Gustin), originariamente previsto per tre episodi e già in procinto di dar vita ad uno spin-off.
L’unica certezza del film tratto dal best-seller di E.L. James, atteso nelle sale ad agosto, resta al momento la protagonista femminile Dakota Johnson nei panni di Anastasia Steele. Sempre “Variety” stila una lista di candidati extra-Amell in cui compaiono tra gli altri Ian Somerhalder di “The Vampire Diaries”, Matt Bomer di “White Collar”, Alexander Skarsgard di "True Blood" e Theo James di “Golden Boy”.

domenica 13 ottobre 2013

GOSSIP -  A petto nudo! Skarsgard di "True Blood" nel nuovo video dei Cut Copy
Alexander Skarsgard goes shirtless sexy for the new music video for Cut Copy‘s latest single “Free Your Mind!”. The 37-year-old Swedish actor of "True Blood" was seen sporting a wig while showing off his basketball skills and kissing a co-star in the video.“Free Your Mind” is a single from Cut Copy‘s forthcoming album Free Your Mind, which drops on Tuesday, November 5. You can pre-order the album now!

sabato 12 ottobre 2013

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Jaime King, da "Hart of Dixie" a Lady Gaga 
Jaime King di “Hart of Dixie” (seconda stagione inedita su Mya ogni mercoledì in prima serata) sarà alla corte di Robert Rodriguez – pupillo di Quentin Tarantino - nel sequel su grande schermo di “Sin City” (“Una donna per cui uccidere”), atteso nelle sale nel 2014. L’attrice-modella, perennemente tra le donne più sexy del pianeta secondo le Top 10 dei più quotati magazine per soli uomini (o uomini soli), aveva già preso parte al primo capitolo del 2005. King, nel film diretto da Rodriguez con Frank Miller (autore del fumetto dal quale la pellicola è tratta), sarà affiancata da un cast all-star al pari dell’esordio: oltre a Bruce Willis, Jessica Alba, Rosario Dawson, Mickey Rourke, Eva Green, si segnalano Joseph Gordon-Levitt, Juno Temple e, niente popò di meno che Lady Gaga…Nel frattempo, King è diventata mamma – con tanto di foto in diretta su Instagram - a suggello della relazione con il regista Kyle Newman. (Notizia tratta dalla Newsletter di QuiMediaset)

venerdì 11 ottobre 2013

NEWS - Clamoroso al CibalWho! Il trailer dell'episodio mai visto di "Doctor Who" - "The Enemy of the World" 
Trailer for the newly-recovered and remastered Patrick Troughton "Doctor Who" episode "The Enemy of the World". Unseen in the UK for 45 years, and formerly considered missing, The Enemy of the World sees Troughton play the dual-role of the Doctor and also Salamander - the “saviour of the world”. Or is he… Also starring Frazer Hines as Jamie and Deborah Watling as Victoria.

giovedì 10 ottobre 2013


NEWS - Like a Rolling Stone! La Revolution Social continua e dilaga (in Usa, ma anche in Francia): presto Twitter diventerà telecomando. In Italia affidati ancora al vetusto Auditel anti-social che predilige fasce anziane (aka "walking dead") a discapito dei giovani (che scaricano) 
(ANSA) - ROMA, 10 OTT - La tv al tempo di Twitter ha gia' incoronato la piattaforma di microblogging divano virtuale dal quale commentare con amici e sconosciuti i programmi in onda, ma ora i ''cinguettii'' in 140 caratteri diventano un surrogato del telecomando col quale sintonizzarsi sulla rete preferita, registrare un programma o riprodurre video on demand. La novita' arriva dagli Stati Uniti, dove grazie ad un accordo con Comcast e NBC Universal gli utenti potranno cambiare canale - ma non solo - via Twitter sfruttando il nuovo pulsante 'See it' ('Guardalo') che sara' integrato nei tweet. ''Ogni giorno - spiega il social network sul suo blog - ospitiamo conversazioni in tempo reale sulla tv, in gran parte contemporaneamente ai programmi in onda. Milioni di persone sono esposte ai 'tweet' su uno show e spesso sono indotte a sintonizzarsi su un canale proprio dalle discussioni online''. 'See it' e' pensato per l'integrazione con altri partner di distribuzione video, network televisivi e siti web e chissa' che non possa arrivare anche in Italia. Nel nostro Paese, tra l'altro, un esperimento simile lo ha appena lanciato Sky: per la prima volta la puntata di un programma - il talent XFactor - potra' essere registrata con un'cinguettio'. Intanto sulla scia della convergenza fra vecchi e nuovi media le conversazioni sul microblog cominciano a pesare pure sugli ascolti tv. Pochi giorni fa la societa' di ricerca Nielsen ha annunciato la nascita di Twitter TV Ratings, sistema che negli Usa inglobera' il flusso di tweet per calcolare lo share degli show tv. D'altronde che ci fosse un legame fra i programmi piu' seguiti e simultanei flussi di tweet fra telespettatori lo si dava per scontato da tempo, ma la stessa Nielsen quest'estate ha 'certificato' questa correlazione con uno studio condotto su oltre 200 programmi. Insomma in vista della prossima quotazione in Borsa - secondo indiscrezioni trapelate dai blog d'Oltreoceano e' emerso che sarebbe in calendario per meta' novembre - Twitter sta puntando non solo al cambio di look ma anche a sinergie sempre piu' strette col mondo dell'intrattenimento. Dopo il lancio di Twitter Music l'ultima frontiera pare essere proprio la tv, visto che la piattaforma starebbe sperimentando una sezione dedicata alle conversazioni e ai 'tweet' relativi ai programmi televisivi. Accordi come quello con Comcast ne sono la dimostrazione. Ma non solo. In Francia Twitter e TF1, la rete piu' seguita, hanno sottoscritto una partnership per la gestione comune di contenuti pubblicitari. ''Twitter vuole essere un ponte tra i diversi media, oggi un gran numero di persone guarda la tv con un secondo schermo smartphone o tablet'', ha sottolineato in quella occasione Jean-Michel Maheu, uno dei responsabili del sito facendo l'esempio dell'ultima finale di Champions League, che in Francia ha registrato ''6 milioni di tweet durante le due ore di partita''.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

mercoledì 9 ottobre 2013

TWITTER-JAM - I migliori tweet seriali della settimana

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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