mercoledì 23 ottobre 2019

NEWS - "Euphoria" mica troppo! Fa discutere la serie con Zendaya in onda su Sky: "Avvenire" si chiede se gli adolescenti di oggi siano davvero così, secondo l'Aiart il serial "crea pessimismo con situazioni umanamente abbiette"
Articolo tratto da "Avvenire"
Squilla un telefono. E un adolescente che ha appena guardato una serie tv di quelle considerate a rischio emulazione per i comportamenti potenzialmente distruttivi o autodistruttivi. Risponde un addetto del personale di segreteria che accoglie la telefonata, recupera le generalità, il luogo di residenza, e provvede a indirizzare l'adolescente, rimandandolo a degli psicologi professionisti, pubblici o privati, di prossimità. La serie tv per cui è stato attivato questo servizio è Euphoria, serie televisiva statunitense creata da Sam Levinson per il network Hbo, in Italia in onda su Sky Atlantic e Now Tv. La serie, prodotta dal rapper Drake e interpretata da Zendaya (prima stagione composta da otto episodi), si basa su un'omonima miniserie israeliana, ideata da Ron Leshem, Daphna Levin e Tmira Yardeni, e presenta uno spaccato della vita di un gruppo di adolescenti tra abuso di droghe, eccessi, violenza, e relazioni complicate della cosiddetta Generazione Z, ovvero i post millennial, cioè quella generazione che approssimativamente comprende i nati tra il 1995 e il 2010; la protagonista, Rue Bennett, è infatti nata a ridosso degli attentati dell' 11 settembre 2001. II servizio (mail e linea telefonica dedicata), proprio com'era avvenuto negli Stati Uniti con Hbo, è stato voluto da Sky, che ha deciso di «accompagnare la messa in onda di Euphoria con un'attività di sensibilizzazione e supporto per chi vive situazioni di disagio e di dipendenza, perché la rilevanza di queste storie vada oltre la tv e consenta a ciascuno di prendere consapevolezza e aiutare anche chi non sta guardando». II Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi ha concesso il proprio patrocinio per la serie, mettendo a disposizione un servizio di informazione e supporto di professionisti competenti, a titolo gratuito, fornito da Form-Aupi (Associazione Unitaria Psicologi Italiani - Società Scientifica): «La maggior parte delle richieste di supporto - ha spiegato Mario Sellini, presidente dell'associazione è arrivatatramite contatto mail, da parte di ragazzi e ragarip dai 17 anni in su. Inoltre devo dire mi sarei aspettato più richieste da parte dei genitori, invece sono stati principalmente i ragazzi a cercare un contatto per parlare delle loro problematiche e ricevere un aiuto». Riguardo a quelle che sono state le principali richieste di supporto, Sellini riporta un riscontro inaspettato: «Non abbiamo ancora dei numeri precisi, anche perché il servizio è tuttora attivo, ma ci sono state richieste principalmente di due tipologie: uso di stupefacenti - ma a differenza della serie non su droghe sintetiche e psicofarmaci - oppure problematiche di ordine sessuale, ed in particolare legate a questioni relative l'identità di genere, e il conseguente rapporto con i genitori per affrontare l'argomento; devo dire che questo è l'aspetto che ci preoccupa di più come professionisti, perché se una tossicodipendenza può essere inserita in un percorso di crescita complesso che va alla ricerca di un'esplorazione dei propri limiti, mentre le problematiche legate alla sessualità, invece, implicano più facilmente un non riconoscimento del problema, poiché non invalidanti. Per cui l'educazione alla sessualità viene percepita in modo distorto, anche per via della pornografia». Euphoria, com'era già avvenuto ad aprile 2018 per un altro teen drama, Tredici, ha ricevuto critiche da parte del Parents Television Council per la promozione di contenuti espliciti ad un pubblico adolescente. A tal proposito bisogna anche ricordare che recentemente Netfiix ha deciso di rimuovere la scena del suicidio dalla prima stagione, su indicazione di esperti medici dell'American for Suicide Prevention. Euphoria e Tredici, non sono comunque le uniche due serie tv ad affrontare queste e altre tematiche del mondo degli adolescenti, attraverso scene più o meno esplicite: le serie tv britanniche Sex education e The end of the f *** ing world, ne sono un esempio, ma anche l'italiana Baby, ispirata allo scandalo delle giovani squillo dei Parioli, e almeno un paio di passaggi su alcool e droga della serie spagnola Elite. Un'altra serie tv che tratta il tema della droga, poi, è la tedesca Come vendere droga online (in fretta). Su Euphoria è intervenuta anche l'Aiart, ovvero l'Associazione italiana cittadini mediali, che ha segnalato i contenuti agli organi di vigilanza e ha chiesto di aprire un tavolo di confronto con Sky e con tutte le emittenti che mandano in onda serie problematiche rivolte a un pubblico giovane, per riflettere su una responsabilità condivisa nella comunicazione: «E un processo - interviene con una nota Giovanni Baggio, presidente nazionale Aiart - che incoraggia l'emulazione di comportamenti a rischio e autodistruttivi. L'Agcom approva? Noi fatichiamo ad accettare una narrazione che mette in scena contenuti a tal punto estremi da indurre la stessa emittente ad aprire una linea di supporto psicologico attiva nei giorni in cui vanno in onda le puntate. Sky - prosegue Baggio - dichiara di voler incoraggiare una discussione e sensibilizzare il pubblico su questi problemi, ma l'Aiart è convinta che proporre immagini crude e contenuti espliciti come quelli che la serie presenta, spenga sul nascere qualsiasi discussione e sia in grado di creare non già una conoscenza critica di fenomeni degenerativi, come si asserisce, ma soltanto un senso di pessimismo, sconfitta e rassegnazione a situazioni umanamente abiette. E discutibile che le aziende radiotelevisive pur di far cassa ospitino contenuti di qualunque tipo, giustificandoli, ma i motivi di questo degrado televisivo restano essenzialmente tre: una regolamentazione inefficace, la potenza del web e il conseguente accesso 24 ore su 24 da parte di chiunque e a qualunque contenuto, e infine il silenzio degli organi di vigilanza». Resta infine da capire se davvero lo spaccato raccontato in queste serie tv sia rappresentativo del vero mondo degli adolescenti: «In verità - conclude Sellini - non tutti gli adolescenti vivono le problematiche raccontate. Quello che vediamo è solo una parte», e in parte risponde alla domanda che si pone Sam Levinson, il creatore di Euphoria, sul sito dedicato alle richieste di aiuto e supporto: «Come ci si orienta in un mondo che cambia ogni giorno?».

lunedì 21 ottobre 2019

NEWS - Netflix, prima dello sbarco di Apple e Disney utili ok

Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
L'ingresso dei colossi Disney e Apple nell'arena dei servizi streaming è prossima. Ma Netflix, nella sua ultima trimestrale prima dello sbarco di questi due pezzi da novanta, alla fine tiene botta. II target degli abbonati non è stato centrato per il secondo trimestre consecutivo, ma i risultati del periodo luglio-settembre sono apparsi sufficienti ad allentare i timori degli analisti che da una parte si attendevano una frenata maggiore e dall'altra si sono trovati anche dinanzi a una Netflix che ha fatto il pieno di profitti. Nel terzo trimestre gli utili sono infatti migliorati del 65% a 665 milioni di dollari, pari a utili per azione di 1,47 dollari contro gli 1,04 stimati. II giro d'affari d'affari è a sua volta salito del 31%a 5,25 miliardi. Nel dettaglio, gli abbonati sono cresciuti di 517mila unità negli Usa, principale mercato per il colosso californiano dell'on demand. Un dato inferiore al target di +82omila, ma pur sempre un segno più, a fronte del calo degli abbonati negli Stati Uniti nel trimestre precedente. A livello internazionale la crescita è stata di 6,8 milioni di unità (leggermente meno dei +7 milioni previsti) per un totale di 158,3 milioni Tutti dati che hanno favorito ieri la crescita del titolo di Netflix, che già nel premercato era salito di oltre l'8 per cento.

venerdì 18 ottobre 2019

NEWS - Al via le riprese di "Anna", la nuova serie di Ammaniti per Sky
Sono cominciate nella campagna romana per spostarsi poi in Sicilia le riprese di «Anna», la nuova serie originale Sky creata e diretta da Niccolò Ammaniti, al suo secondo progetto perla tv dopo il successo dello scorso anno con «Il Miracolo». Tratta dal suo omonimo romanzo edito da Einaudi, la storia racconta di una ragazzina cocciuta e coraggiosa che parte alla ricerca del fratellino rapito.

mercoledì 16 ottobre 2019

NEWS - La visione del Saba: "Fox punta sempre più e solo alle serie originali" (ma se sono come "Romolo+Giuly" e "Extravergine" meglio Shonda Rhimes all day long!)

Articolo+intervista tratta da "Italia Oggi"
Un deciso cambio di passo per il gruppo televisivo Fox in Italia. Ci si prende una pausa dai programmi di intrattenimento alla Contadino cerca moglie, e ci si concentra invece sulle produzioni originali cosiddette scripted sia di commedie sia di drama. E tutte, come spiega a ItaliaOggi Alessandro Saba, vice president e responsabile dei canali di intrattenimento, dell'area research e delle produzioni di Fox networks group Italy, «puntano a sviluppare progetti locali ma con un respiro internazionale. Fino ad ora Fox, in Italia, proponeva o prodotti globali, o localissimi, tipo Boris. Vogliamo, invece, intercettare quella zona di mezzo, così come ha fatto Sky che è stata pioniera con Gomorra, una serie che più locale non si potrebbe, ma esportata poi in tutto il mondo». Dopo la fusione a livello internazionale tra Fox e Disney, quelli di Sky (che appartiene invece a Comcast) non sono più parenti, «ma siamo rimasti amici», mentre con Disney, anche in Italia, «per ora rimaniamo due società distinte» nonostante nella prossima primavera inizierà il grande trasloco di Fox dalla sede romana al quartier generale milanese di Disney. E comunque «già da tempo», sottolinea Saba, «la metà del palinsesto di Fox è fatta da prodotti Disney, a partire da Grey's anatomy e da tutta la library legata a Shonda Rhimes». Insomma, il gruppo televisivo Fox, che dal 1° ottobre ha perso i canali Fox animation, Fox comedy e Nat Geo people, cui Sky non ha rinnovato il contratto, prova a trovare una nuova primavera nelle produzioni originali in Italia: e dopo la seconda stagione di Romolo+Giuly (la prima ha avuto gli ascolti più alti di ogni altro contenuto su Fox negli ultimi due anni), adesso arriva Extravergine, una commedia da 10 episodi di 30 minuti ciascuno diretta da Roberta Torre, co-prodotta da Publispei e in palinsesto su FoxLife (quindi target femminile 20-55 anni) dal 9 ottobre alle 21,15. Di qui in poi, aggiunge Saba, si andrà avanti in parallelo con produzioni originali di genere comedy (partiti i lavori su una nuova commedia al maschile), e si debutterà, invece, nel genere drama: «Stiamo collaborando con Ferzan Ozpetek a una serie ispirata al film Le fate ignoranti, e sarà pure una co-produzione turca con un episodio girato a Istanbul». Allo studio, quindi, ci sono 5-6 progetti nuovi per sviluppare una serialità di Fox made in Italy, ma che possa attraversare i confini. E anche sul genere factual, con i canali National Geographic, si punta molto a produzioni originali italiane ma di respiro internazionale: «Dopo i prodotti su Totò Riina e su Maradona, molto apprezzati all'estero, nel 2019 abbiamo realizzato il docufilm Where are you, dedicato alle storie degli immigrati sul barcone fotografato da Massimo Sestini, e il documentario sul crollo del ponte Morandi a Genova. Al momento, invece, stiamo lavorando a Ocean's breath, il respiro dell'oceano, con il tema della deforestazione in Amazzonia ma pure della morte dei coralli, partendo dal fatto che le Dolomiti, in origine, stavano sotto il mare e altro non erano che enormi montagne di coralli. Tutti progetti italiani che poi, grazie al network National Geographic, andranno nel mondo». Tornando a Extravergine, dove protagonista è Lodovica Comello, bisogna evidenziare come la nuova serie tv sia una operazione piuttosto originale nel panorama italiano: dal punto di vista visivo ricorda molto il mondo dei social, si fa un largo utilizzo degli hashtag, c'è tanto colore, i formati sono piuttosto brevi e di agevole consumo pure sui device digitali (dove Auditel ora rileva gli ascolti). Inoltre esce in tv il 9 ottobre dopo che, lo scorso 19 settembre, è già andato in libreria Extravergine, un libro-prequel sulle avventure di Dafne (il personaggio interpretato dalla Comello). E per il lancio della serie tv si sono realizzati pure appositi fumetti veicolati sul web: «Quando lavoriamo ai prodotti scripted», conclude Saba, «partiamo ovviamente dalla idea, dal quid. Poi, per?), sviluppiamo un progetto circolare: ovviamente il nostro modello di business resta la pay tv, e quindi Extravergine deve piacere in primis agli abbonati di Sky. Ma pub avere una sua vita sul digitale, è diventato un libro, potrà diventare un film. Di sicuro Extravergine ha già un suo piglio internazionale: lo vedo vicino al mondo di Almodovar, esportabile in Spagna e nei mercati latinoamericani dove peraltro la Comello è una star (per la serie Violetta di Disney channel, ndr)»

lunedì 14 ottobre 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
La bellissima idea di "Made in Italy"
"Una bella idea, una bellissima idea: raccontare la nascita della grande moda italiana nella Milano degli anni Settanta, quando si passava dall'haute couture francese al pret-à-porter italiano, descrivere i primi passi dei grandi stilisti italiani che hanno influenzato in tutto il mondo la moda, il gusto e la cultura. La serie Made in Italy nasce dalla ferma volontà di Camilla Nesbitt, è diretta a quattro mani dai registi Ago Panini e Luca Lucivi e si snoda in otto puntate visibili su Amazon Prime Video. Tutto inizia a Milano, nel 1974, quando Irene (la brava Greta Ferro), figlia di un operaio metalmeccanico, ottiene un posto come assistente redattrice nella prestigiosa rivista di moda Appeal (su di lei aleggia il fantasma di Franca Sozzani). Se Good Girls Revolt è l'inevitabile binario narrativo su cui scorre la vita redazionale, dove svetta la tormentata capo servizio Pasini (Margherita Buy), è altrettanto vero che la period comedy ricostruisce a pieno il clima e la colonna sonora di quegli anni in cui tutto pareva possibile e i «sogni d'oro» si mescolavano torbidamente con gli «anni di piombo», i fermenti con le contraddizioni. Più delle linee narrative (la redazione, le vicende personali spesso drammatiche, l'emergere dei marchi), a tratti venate da una fragilità di sceneggiatura, è molto interessante la mistura fra fmzione e repertorio che compone i medaglioni dei vari stilisti: Armani, Versace, Krizia, Missoni, Ferré, Fiorucci, solo per citarne alcuni. E un riuscito tentativo di biografare non solo le persone ma anche la bellezza di un mestiere, sospeso tra alto artigianato e artisticità. Se la felicità edenica ci è negata per sempre, attraverso un'eleganza a portata di molti, la moda ci restituisce un'immagine non del tutto infedele del paradiso perduto. In Made in Italy (non solo mafia, finalmente!) trama e ordito sono snodi narrativi ma anche destini d'incoercibile e sfuggente incanto". (Aldo Grasso)

mercoledì 9 ottobre 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
"Extravergine", finalmente si ride con una serie italiana originale (mica come lo sciatto "Romolo+Giuly"...)
"Correva l'anno 2011. Alla Festa di Roma (allora Festival, per chi tiene alla nomenclatura) arrivò "Hysteria" di Tanya Wexler, una romantica commedia sull'invenzione del vibratore. In sintesi: i dottori vittoriani erano stanchi di curare manualmente le pazienti isteriche che arrivavano in sala d'attesa irritabili e malinconiche, e dopo il trattamento ripartivano con la faccia da "voglio anch'io quel che ha ordinato la signora". Fu così che Joseph Mortimer Granville inventb il suo prototipo vibrante, battezzandolo "Martello di Granville". Per l'occasione, all'anteprima del film, le signore ebbero in dono un vibratore di plastica rosa grande come un rossetto, con testine intercambiabili. "Extravergine" —da stasera su Fox e Fox Life, in prima serata — sfodera i suoi. Parliamo sempre di giocattoli che vibrano. Paperelle bondage, diavoletti, delfini, e su tutto un candelotto che sbuca da due piani di torta rosa confetto, con bordure color panna. Escono già carichi da uno scatolone, nella redazione di "Audrey": testata molto cool dove ogni mattina Dafne arriva dopo aver legato con multiple catene la bicicletta. Siamo a Milano, tra i nuovi grattacieli dove "friggere è vietato dal regolamento condominiale" (copyright Fausto Brizzi in "Poveri ma ricchi", una delle poche battute che nel film faceva ridere) e le case di ringhiera: luoghi e problemi che ai romani sfuggono. La ragazza recensisce libri, quindi si trova al punto più basso della catena alimentare: 646 follower, l'anticamera del licenziamento. Le paperelle e le torte vibranti arrivano dopo che Dafne mascherata da Marge Simpson ha fatto acrobazie erotiche in bagno, e il video è diventato virale, con l'hashtag #hotmarge. Non era lei, ma che importa quando invece di licenziarti ti offrono un sostanzioso aumento di stipendio e una nuova rubrica sul sesso? Anzi, scusate, l'incarico da Sex Columnist, che suona meglio e allontana il sospetto che si tratti di consigli destinati alle casalinghe di provincia. C'è un solo problema: la trentenne Dafne è vergine, a dispetto di una madre che per il difettuccio non si dà pace. I vibratori li fa provare a un'amica, che consiglia sopra ogni cosa il delfino (voto 15 su 10, molto ben messo tra il sommozzatore con tanto di pinne che si dava da fare in un film di Pedro Almodovar, e al coniglietto di "Sex and the City"). Diciamo commedia, e pensiamo alle battute. Ma la regista di "Extravergine" si chiama Roberta Torre, visionaria e fantasiosa nel mafia-musical "Tano da morire" e nel più recente "Riccardo va all'inferno" (uno Shakespeare tra malavita e ospedali psichiatrici, sempre in musica e con Massimo Ranieri). E finalmente abbiamo una serie comica italiana tutta da guardare, attenta ai dettagli, alle luci, ai colori, alla recitazione tra il tenero e il grottesco, alla colonna sonora, perfino agli stacchi tra una scena e l'altra, rosa che più rosa non si può, con bicchieri di latte o ghiaccioli-sirenetta. La vergine Lodovica Comello è bravissima come il resto del cast, e possiamo rifarci gli occhi rovinati da sciatteria e immagini miserelle (pensate a "Romolo+Giuly", per fare un esempio che rimanda agli sketch anni 80). "Cinderella nel regno del sesso" era il titolo di un vecchio film ("scritto da Charles Perrault", osavano i titoli di testa, spudorati a loro modo). Tanto vecchio che il pomo lo si andava ancora a vedere al cinema. In "Extravergine" abbiamo un'Alice nel paese del sesso (che sarà mai quella tana, giù a rincorrere il Bianconiglio, avete mai fatto mente locale?). 0 forse un'Amélie nello stesso fantastico mondo — da una capace di indugiare sulla crosticina frantumata della crème brûlée possiamo aspettarci altre cose stuzzicanti. Attorno a Dafne, la coinquilina in cerca del fidanzato perfetto, disposta a investire parecchio nell'impresa. Scarponi e sci per il montanaro, per esempio, che poi la tradisce lasciandole la pesante attrezzatura ("Come osa tradire me, che so truccarmi nel sonno, mi doveva avvertire prima, così mi organizzavo"). Lavora nel settore eticosociale-umanitario, perché "l'Africa ha bisogno di una nuova narrazione". C'è una madre impicciona, che compare sullo sfondo come ologramma, tra bolle di sapone e altro rosa, stavolta psichedelico e tendente al fucsia. Ci sono i redattori della rivista, che paiono personaggi da fumetto ma ahimè non lo sono troppo — e non ci stupiremmo se davvero qualcuno mettesse in lista la #quinoia, un mix di soia e quinoa. Il direttore sbircia dal suo stanzino, dietro le tapparelle da vecchio film americano, quando i giornalisti avevano il cappello e non riuscivano mai a centrare l'attaccapanni. Sullo schermo piovono hashtag. Entra l'uomo dei sogni, professione fotografo, che accompagna Dafne al gruppo di supporto per maniaci sessuali, dove trovare materiale per il primo articolo. Poi lui le chiede a bruciapelo: "Qual è il tuo libro preferito?", e lei sta per arrossire davvero, mentre era rimasta fredda e impavida davanti alle confessioni a luci rosse". (Mariarosa Mancuso)

lunedì 7 ottobre 2019

NEWS - Alla fine, come previsto, ha vinto Netflix! Per non essere travolte, Sky e Mediaset costrette a allearsi: dal 9 ottobre la library un tempo solo on line visibile anche su Sky (frenate gli applausi: si paga come sul web!), mentre domani Mediaset annuncerà la co-produzione di contenuti con l'azienda di Los Gatos

News tratte da "Il Messaggero"+"Il Sole 24 ore"
Un'avvisaglia di tempesta, un'altra piccola scossa tellurica che precede lo sconvolgimento che sta per abbattersi nel mondo dell'intrattenimento. Sky e Netflix uniranno le forze convogliando i loro prodotti in un unico "aggregatore" di contenuti: «Annunciamo l'inserimento di Netflix nell'offerta di Sky Q perché aggregare è fondamentale - ha detto, dall'EY Digital Summit in corso a Capri, il responsabile di Sky Europe Andrea Zappia - di fronte a un'offerta gigantesca un aggregatore è importantissimo per semplificare la vita agli utenti». Come già accade in Inghilterra e Germania, un solo clic sulla app di Netflix dal decoder di Sky (da cui è già possibile accedere anche a YouTube, DAZN e Spotify) sarà sufficiente per accedere ai contenuti delle due piattaforme. Comodo per lo spettatore, se si considera che solo l'offerta di serie tv dai cosiddetti OTT (operatori come Amazon, Hulu e Netflix) nel 2018 è arrivata a circa 300 nuovi prodotti, di cui più della metà licenze originali Netflix. Saltare da un operatore all'altro, e navigare tra pacchetti e listini diversi, per il consumatore di streaming, nato in epoca post zapping, è un "fastidio" facilmente aggirabile aggregando. Ma la tattica messa in campo, più che per il consumatore, è pensata come una sorta di salvagente - o arma segreta - per i due giganti dell'entertainment minacciati dall'arrivò dei competitor Usa. Se da un lato Sky arricchisce il suo palinsesto, offrendo un nuovo servizio ed evitando una guerra di prezzi contro Netflix (capace di politiche molto aggressive), dall'altra Netflix si allea con un operatore capace di garantirgli ricavi sicuri.
Dal 9 ottobre i clienti Sky Q con Sky TV e Sky Famiglia potranno già sottoscrivere l'offerta al prezzo di €9,99 in più al mese nella fattura Sky. Per chi non ha ancora sottoscritto il pacchetto Sky Famiglia, aggiungere Intrattenimento plus costerà 15,39 €. L'offerta Intrattenimento plus sarà inoltre disponibile entro dicembre anche per tutti i nuovi clienti Sky, che potranno attivarla al momento dell'acquisto del proprio abbonamento Sky.
Chi ha già un abbonamento Netflix potrà decidere di sottoscrivere Intrattenimento plus, anche mantenendo il proprio profilo Netflix, per beneficiare dell'esperienza di visione di Sky Q e dei vantaggi di prezzo di questa offerta. Oppure potrà vedere Netflix direttamente attraverso l'app disponibile su Sky Q. L'offerta include il piano Netflix Standard (visione in HD e su 2 schermi in contemporanea, del valore di €11,99). I clienti Sky Q Platinum che già vedono Sky su tutte le Tv di casa, invece, allo stesso prezzo avranno il piano Netflix Premium (visione in 4K e su 4 schermi in contemporanea, del valore di €15,99). Prossimamente l'app Netflix sarà anche disponibile su Now Tv Smart Stick e Now Tv Box.
Un'alleanza che è segno dei tempi moderni, quelli in cui, pur di andare incontro alle nuove abitudini dello spettatore 2.0, si è disposti a rompere anche barriere e inimicizie un tempo insormontabili (vedi alla voce House of Cards, originale Netflix la cui licenza, prima che Netflix arrivasse in Italia, apparteneva proprio a Sky). Ma l'accordo tra Sky e Netflix è solo una delle mosse, e certo non l'unica, che le nuove piattaforme e gli operatori tradizionali stanno mettendo in campo in attesa dell'irruzione sui (piccoli) schermi di Apple, Google e Disney +, colossi assai aggressivi dalla disponibilità economica molto elevata.
Alleanze strategiche e joint venture come quella, da siglare ufficialmente martedì prossimo, tra Netflix e Mediaset. Ovvero il più grande accordo del genere in Italia, nato per affrontare la concorrenza futura e aumentare la redditività: sette film in coproduzione (e la probabile distribuzione della serie cult Stranger Things in chiaro) in cambio del lancio in anteprima su Netflix per un periodo di tempo terminato. Un'operazione fotocopia rispetto a quella che Mediaset ha già realizzato con Amazon, coproducendo la serie Made in Italy e concedendola in anteprima in streaming agli abbonati della piattaforma. «Con Netflix e Amazon abbiamo conversazioni e un buon rapporto», aveva detto a luglio Piersilvio Berlusconi. Con la guerra alle porte, e le corazzate in arrivo, i media sul campo si affidano al vecchio adagio: il nemico del mio nemico è sempre più il mio amico.

domenica 6 ottobre 2019

GOSSIP - Un futuro del cazzo! Maitland Ward di "Crescere che fatica", "Quell'uragano di papà" e "Usa High" si è data al porno! "Volevo liberarmi del passato e esprimermi come non avevo mai fatto prima". E per farlo ha debuttato dalla porta principale: la serie a luci rosse "Blacked", nota per i pistoni di colore extra-large...

News tratta da Serial.everyeye.it
Nel corso di una nuova intervista con In Touch Weekly Maitland Ward, attrice televisiva della Disney nota per la serie Crescere, Che Fatica!, ha spiegato la decisione di intraprendere una carriera nel mondo del pornoDopo anni di ruoli guest e parti ricorrenti in altre serie tv statunitensi, la Ward ha debuttato in una serie di spettacoli di intrattenimento per adulti e recentemente anche nel film porno integrale Drive. "Volevo davvero liberarmi del passato e iniziare ad esprimermi in un modo che non avevo mai fatto prima" ha detto l'attrice. "Non penso che i miei fan mi abbiano mai visto così prima d'ora, davvero non l'hanno fatto. È solo una sensualità molto profonda, e penso che sia un modo davvero divertente per interpretare un esploratore, e devo fare cose che non avrei mai pensato di fare in passato. Proprio queste situazioni sessuali che sono una specie di tabù". L'ex star della Disney ha anche spiegato che è stato il suo background nel cosplay alle convention dei fan che l'ha portata ad esplorare maggiormente la comunità porno. "Ho iniziato a fare questo tipo di film, roba professionale, non molto tempo fa - solo un paio di mesi fa", ha detto. "Mi sentivo pronta. Non è stato come se stessi dicendo, 'Oh, voglio fare tutto questo da sempre', ma ho sentito il bisogno di provarci. Spero che il mio passato nell'industria possa aggiungere qualsiasi tipo di legittimità a questo grande progetto, così da attirare l'attenzione del pubblico e convincerli a guardare e dire: 'Oh, però, è davvero bello".

mercoledì 2 ottobre 2019

NEWS - Un altro fumetto seriale! Anche "DMZ" della DC Comics diventa serie tv per HBO

News tratta da "Slashfilm"
Director Ava DuVernay is already preparing to head into the world of comic books with an adaptation of the DC Comics property New Gods, and things must be going well on the project in development because she just struck a deal to adapt another title from DC Comics. HBO Max has ordered a pilot directed and executive produced by Ava DuVernay that will adapt the comic book DMZ, originally created by writer Brian Wood and artist Riccardo Burchielli. The high concept story imagines a second Civil War splitting the United States, which unfortunately doesn’t sound as much like a sci-fi plot as it used to. And that’s probably why HBO Max chose to announce it today. Deadline has word on the DMZ TV series that would be available on HBO Max, but that’s only if the forthcoming streaming services like what they see from the pilot episode. Ava DuVernay will be directing it along with showrunner and fellow executive producer Roberto Patino (Westworld), the latter also tasked with writing the script for the pilot.

lunedì 30 settembre 2019

NEWS - Clamoroso al Cibali! Anche Jim Parsons nella "Hollywood" di Ryan Murphy!

News tratta da "TvLine"
Ryan Murphy has amassed a roster of names befitting the title of his latest Netflix project, Hollywood. In addition to those cast members previously announced — Darren Criss (American Crime Story) as Raymond, David Corenswet (The Politician) as Jack, Jeremy Pope as Archie and Patti LuPone (Pose) as Avis — the following have also been confirmed as series regulars: Jim Parsons (The Big Bang Theory) as talent agent Henry Willson, Dylan McDermott (American Horror Story) as Ernie, Joe Mantello (The Normal Heart) as Dick, Holland Taylor (Two and a Half Men) as Ellen Kincaid, Samara Weaving (SMILF) as Claire, Maude Apatow (Euphoria) as Henrietta, Jake Picking (Chasing Life) as Rock Hudson and Laura Harrier (One Life to Live) as Camille. 
Described by Murphy as “a love letter to the Golden Age of Tinseltown,” the period drama will cover “several narratives from 1940s Hollywood.” And Hollywood is just one of several Murphy projects currently in the works at Netflix. His Ben Platt-led dark comedy The Politician dropped today; he recently revealed that he cast Ewan McGregor to play iconic fashion designer Halston in a yet-untitled series; and Ratched, a One Flew Over the Cuckoo’s Nest prequel starring Sarah Paulson as Nurse Ratched, has already received a two-season order. He’s also bringing us filmed versions of recent Broadway hits The Boys in the Band and The Prom — the latter of which boasts a cast that includes Meryl Streep, Nicole Kidman and Ariana Grande.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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