martedì 24 settembre 2019
lunedì 23 settembre 2019
NEWS - Achtung, compagni! Disney+ è disponibile pre-ordinandolo da subito!
News tratta da Slashfilm
News tratta da Slashfilm
Christmas can come early for Disney fans who sign up for a Disney+ pre-order now. The forthcoming Disney streaming service is now available for pre-order, with a seven-day free trial beginning with the platform’s launch in November. Disney is offering customers in the U.S. the option to sign up early for a monthly subscription to Disney+. The pre-order is now live for the general public on Disneyplus.com with both monthly and annual subscriptions available for purchase at $6.99 and $69.99, respectively. Those who pre-order now will get a seven-day free trial that starts with the launch of Disney+ in November. However, those subscribers who want to purchase the $12.99 bundle — which includes Disney+, ESPN+, and an ad-supported Hulu subscription — should wait until the launch date on November 12, 2019, Disney said in a press release. All subscription packages will automatically renew, according to Disney, but subscribers have an option to cancel any time before the renewal date. The seven-day free trial will also be available to all new Disney+ subscribers. Disney has been heavily promoting its forthcoming streaming platform, with Disney+ subscription packages offered to select Disney membership holders, D23 attendees, and even for free. Lucky customers in the Netherlands also got a chance to peek an early beta version. Within its first year, Disney+ is set to debut 25 original series and 10 original films including highly anticipated titles like The Mandalorian, The World According to Jeff Goldblum, and the live-action Lady and the Tramp movie. The service will be packed with movies and shows from the Disney, Marvel, Lucasfilm, and 20h Century Fox archives as well. You can see all that and more once Disney+ launches on November 12, 2019
sabato 21 settembre 2019
venerdì 20 settembre 2019
NEWS - The Big Bang Couple! Jim Parsons e Mayim Bialik di nuovo insieme nella sit-com "Carla" su Fox
News tratta da "TvLine"
It seems you can’t keep “Shamy” apart: The Big Bang Theory costars Mayim Bialik and Jim Parsons are reuniting for the new comedy Carla, which has landed a series order at Fox, our sister site Deadline reports. Bialik, who will executive-produce alongside Parsons, stars as a 39-year-old woman who struggles every day against society and her mother to prove that you can not have everything you want and still be happy. That’s why she spent the money her parents set aside for her wedding to open a cat café in Louisville, Ky. Parsons is not slated to have an onscreen role on the show. The multi-cam is based on the BBC sitcom Miranda, which ran for three seasons between 2009 and 2015, and starred creator Miranda Hart and Tom Ellis, among others. Darlene Hunt (The Big C) penned the Fox adaptation, which is slated for fall 2020. Parsons and Bialik, of course, portrayed husband and wife Sheldon Cooper and Amy Farrah Fowler on the long-running CBS hit The Big Bang Theory, which just wrapped up its run this past May.
News tratta da "TvLine"
It seems you can’t keep “Shamy” apart: The Big Bang Theory costars Mayim Bialik and Jim Parsons are reuniting for the new comedy Carla, which has landed a series order at Fox, our sister site Deadline reports. Bialik, who will executive-produce alongside Parsons, stars as a 39-year-old woman who struggles every day against society and her mother to prove that you can not have everything you want and still be happy. That’s why she spent the money her parents set aside for her wedding to open a cat café in Louisville, Ky. Parsons is not slated to have an onscreen role on the show. The multi-cam is based on the BBC sitcom Miranda, which ran for three seasons between 2009 and 2015, and starred creator Miranda Hart and Tom Ellis, among others. Darlene Hunt (The Big C) penned the Fox adaptation, which is slated for fall 2020. Parsons and Bialik, of course, portrayed husband and wife Sheldon Cooper and Amy Farrah Fowler on the long-running CBS hit The Big Bang Theory, which just wrapped up its run this past May.
martedì 17 settembre 2019
lunedì 16 settembre 2019
NEWS - Africa über alles! La rivoluzione femminile del continente africano diventa serial
Articolo tratto da "La Stampa"
La rivoluzione femminile in Africa occidentale passa anche dalle serie tv. Dal Senegal alla Nigeria sono sempre di più le produzioni che vedono protagoniste donne emancipate, indipendenti e libere di affrontare tematiche vietate fino ad oggi come la sessualità femminile. Storie alla Sex and the City in salsa africana, capaci di ribaltare dinamiche secolari di società a maggioranza musulmana fondate sul patriarcato. Tra tradimenti e colpi di fulmine c'è spazio anche per temi profondi e delicati, dato che, in questa zona d'Africa, le donne sono spesso vittime indifese. Dalle violenze sessuali, alla poligamia, agli abusi domestici. Situazioni frequenti per milioni di donne costrette a subire la supremazia di genere a volte tutelata anche dalle leggi dello Stato. Un movimento che sta incollando agli schermi di w e smartphone, per chi assiste su YouTube, milioni di adolescenti africane e che sta destabilizzando le autorità statali garanti del pubblico decoro. In Senegal, uno dei Paesi più progressivi dell'Africa occidentale, il Consiglio Nazionale che regola le trasmissioni televisive (CNRA), ha minacciato di oscurare la diffusione della serie Maitresse d'un homme marié (L'amante di un uomo sposato), i cui contenuti sono ritenuti «una minaccia alla preservazione della cultura e dell'identità nazionale». La serie, in onda due volte a settimana sia su Youtube che sul canale senegalese privato 2STV, è stata scritta da una ex giornalista televisiva, Kalista Sy, e racconta le vicende sentimentali di quattro donne che lavorano in un'impresa edilizia alle porte della capitale Dakar. La protagonista del feuilleton, Marème Dial, intraprende una relazione extra coniugale con Cheikh, un uomo sposato con Lalla, archetipo della sposa tradizionale. «Ero stanca di vedere personaggi femminili ideati da uomini o stranieri - ha detto l'autrice Kalista Sy in un'intervista al New York Times - in Senegal è arrivato il momento di mostrare le donne per quello che sono senza nascondere pregi e difetti». Anche in Ghana, nella fiorente industria cinematografica di Gollywood, grazie all'entrata in scena di numerose registe donne, l'immagine femminile è stata ribaltata. Non più personaggi deboli,o passivi, ma pieni di forza ed autonomia. E il caso di Scorned (Respinta), uno dei film più emblematici di questa rivoluzione culturale, in cui una casalinga tradita, si vendica del marito fino a diventare un'eroina. In Nigeria, la più sviluppata industria cinematografica del Continente e seconda al mondo per numero di film prodotti, stanno emergendo sempre più serie e film in cui si affronta anche il tema dell'omosessualità femminile, pratica condannata per legge nellamaggior parte degli Stati africani di fede musulmana. Anche Netflix, il gigante americano dello streaming online, arrivato in Africa solo nel 2016 e che, con grande difficoltà sta provando a recuperare il terreno perso, ha deciso di puntare su produzioni al femminile.
Articolo tratto da "La Stampa"
La rivoluzione femminile in Africa occidentale passa anche dalle serie tv. Dal Senegal alla Nigeria sono sempre di più le produzioni che vedono protagoniste donne emancipate, indipendenti e libere di affrontare tematiche vietate fino ad oggi come la sessualità femminile. Storie alla Sex and the City in salsa africana, capaci di ribaltare dinamiche secolari di società a maggioranza musulmana fondate sul patriarcato. Tra tradimenti e colpi di fulmine c'è spazio anche per temi profondi e delicati, dato che, in questa zona d'Africa, le donne sono spesso vittime indifese. Dalle violenze sessuali, alla poligamia, agli abusi domestici. Situazioni frequenti per milioni di donne costrette a subire la supremazia di genere a volte tutelata anche dalle leggi dello Stato. Un movimento che sta incollando agli schermi di w e smartphone, per chi assiste su YouTube, milioni di adolescenti africane e che sta destabilizzando le autorità statali garanti del pubblico decoro. In Senegal, uno dei Paesi più progressivi dell'Africa occidentale, il Consiglio Nazionale che regola le trasmissioni televisive (CNRA), ha minacciato di oscurare la diffusione della serie Maitresse d'un homme marié (L'amante di un uomo sposato), i cui contenuti sono ritenuti «una minaccia alla preservazione della cultura e dell'identità nazionale». La serie, in onda due volte a settimana sia su Youtube che sul canale senegalese privato 2STV, è stata scritta da una ex giornalista televisiva, Kalista Sy, e racconta le vicende sentimentali di quattro donne che lavorano in un'impresa edilizia alle porte della capitale Dakar. La protagonista del feuilleton, Marème Dial, intraprende una relazione extra coniugale con Cheikh, un uomo sposato con Lalla, archetipo della sposa tradizionale. «Ero stanca di vedere personaggi femminili ideati da uomini o stranieri - ha detto l'autrice Kalista Sy in un'intervista al New York Times - in Senegal è arrivato il momento di mostrare le donne per quello che sono senza nascondere pregi e difetti». Anche in Ghana, nella fiorente industria cinematografica di Gollywood, grazie all'entrata in scena di numerose registe donne, l'immagine femminile è stata ribaltata. Non più personaggi deboli,o passivi, ma pieni di forza ed autonomia. E il caso di Scorned (Respinta), uno dei film più emblematici di questa rivoluzione culturale, in cui una casalinga tradita, si vendica del marito fino a diventare un'eroina. In Nigeria, la più sviluppata industria cinematografica del Continente e seconda al mondo per numero di film prodotti, stanno emergendo sempre più serie e film in cui si affronta anche il tema dell'omosessualità femminile, pratica condannata per legge nellamaggior parte degli Stati africani di fede musulmana. Anche Netflix, il gigante americano dello streaming online, arrivato in Africa solo nel 2016 e che, con grande difficoltà sta provando a recuperare il terreno perso, ha deciso di puntare su produzioni al femminile.
venerdì 13 settembre 2019
NEWS - Apple Tv is coming! Guarda i trailer! Ecco il link delle serie tv più attese: https://tv.apple.com
mercoledì 11 settembre 2019
martedì 10 settembre 2019
PICCOLO GRANDE SCHERMO - "Wonder Woman" (ri)diventa una serie! Netflix ingaggia a peso d'oro Patty Jenkins, regista dell'ultima versione cinematografica, per sviluppare il progetto
News tratta da Slashfilm.com
Patty Jenkins is joining Netflix’s high-profile crowd of creators. The director of Wonder Woman and the upcoming Wonder Woman 1984 has signed a multi-year overall deal with Netflix to produce new TV series for the streaming service. It will be her latest foray into television after directing this year’s TNT limited series I Am The Night. Variety broke the news that Jenkins has signed a multi-year overall TV deal with Netflix that is valued at around $10 million over three years. Under the Patty Jenkins Netflix deal, the director-writer-producer will produce new TV series for the streaming service. “We’re thrilled to welcome Patty Jenkins to Netflix,” said Channing Dungey, vice president of original series at Netflix. “Her trailblazing work has pushed boundaries and she confidently tells stories that leave an unforgettable mark. We look forward to fostering her many ideas and helping them come to life,”. “I’m so excited to embark on a great journey of making the new world of television with a company and group of people I admire as much as Ted, Cindy, Channing, Peter and the team at Netflix,” Jenkins added. “I look forward to digging in to some great work together soon.”
News tratta da Slashfilm.com
Patty Jenkins is joining Netflix’s high-profile crowd of creators. The director of Wonder Woman and the upcoming Wonder Woman 1984 has signed a multi-year overall deal with Netflix to produce new TV series for the streaming service. It will be her latest foray into television after directing this year’s TNT limited series I Am The Night. Variety broke the news that Jenkins has signed a multi-year overall TV deal with Netflix that is valued at around $10 million over three years. Under the Patty Jenkins Netflix deal, the director-writer-producer will produce new TV series for the streaming service. “We’re thrilled to welcome Patty Jenkins to Netflix,” said Channing Dungey, vice president of original series at Netflix. “Her trailblazing work has pushed boundaries and she confidently tells stories that leave an unforgettable mark. We look forward to fostering her many ideas and helping them come to life,”. “I’m so excited to embark on a great journey of making the new world of television with a company and group of people I admire as much as Ted, Cindy, Channing, Peter and the team at Netflix,” Jenkins added. “I look forward to digging in to some great work together soon.”
It’s unclear what kind of TV series Jenkins will be producing, and whether they will be original works or adaptations. But Jenkins signing on with the streaming giant is just another marker of her Hollywood success, which had already been cemented when she took the title of highest-paid female director in the industry. Netflix has been fast accumulating high-profile talent in incredibly expensive deals that often exceed seven figures. I’m a little surprised that Jenkins is limiting herself to producing TV for the service, but perhaps she is reserving feature filmmaking for the big screen. Though Jenkins is best known for her acclaimed feature directing and writing debut Monster, she has frequently worked in TV before, directing episodes of Arrested Development, Entourage, and The Killing, and most recently executive producing and directing I Am the Night, which reunited her with Wonder Woman star Chris Pine.
lunedì 9 settembre 2019
News: Darren Criss to Star in Ryan Murphy's @Netflix Series #Hollywood. https://t.co/86RcHCpQuJ via @TVLine
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) September 8, 2019
lunedì 2 settembre 2019
NEWS - Il primo trailer di "ZeroZeroZero"!
Ennesima serie italiana tratta da un libro
Spietato come la lotta per la supremazia delle rotte della merce più distribuita al mondo, la cocaina. Sconvolgente, come i sistemi criminali e familiari diversi tra loro ma ugualmente assetati di potere. Ecco il teaser trailer di ZeroZeroZero, la serie originale Sky Studios diretta da Stefano Sollima e tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano, edito in Italia da Feltrinelli. Già dalle prime immagini rilasciate oggi, emerge in tutta la sua potenza il quadro raccontato da ZeroZeroZero, una produzione Cattleya - parte di ITV Studios - e Bartlebyfilm per Sky Studios, CANAL+ e Amazon Prime Video. Nel cast internazionale della serie, in otto episodi, ci sono Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Harold Torres, Tcheky Karyo e Francesco Colella. La serie sarà in anteprima mondiale come Evento Speciale fuori concorso alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il prossimo 5 settembre. ZeroZeroZero è creata da Stefano Sollima e dagli head writers Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, basata sul trattamento degli stessi Fasoli e Sollima con Stefano Bises e Roberto Saviano. Max Hurwitz e Maddalena Ravagli completano il team di scrittura. Ad affiancare Stefano Sollima alla regia Pablo Trapero e Janus Metz. La serie è attesa al debutto nel 2020 su Sky in Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria, su CANAL+ in Francia e nei paesi francofoni di Europa e Africa, su Amazon Prime Video negli USA, in Canada, America Latina e Spagna. Il distributore internazionale è STUDIOCANAL TV. ZeroZeroZero è una delle produzioni legate alla crescita di investimenti in produzioni originali di Sky, annunciati per il recente lancio di Sky Studios, la nuova casa di produzione e sviluppo pan-Europea.
Ennesima serie italiana tratta da un libro
Spietato come la lotta per la supremazia delle rotte della merce più distribuita al mondo, la cocaina. Sconvolgente, come i sistemi criminali e familiari diversi tra loro ma ugualmente assetati di potere. Ecco il teaser trailer di ZeroZeroZero, la serie originale Sky Studios diretta da Stefano Sollima e tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano, edito in Italia da Feltrinelli. Già dalle prime immagini rilasciate oggi, emerge in tutta la sua potenza il quadro raccontato da ZeroZeroZero, una produzione Cattleya - parte di ITV Studios - e Bartlebyfilm per Sky Studios, CANAL+ e Amazon Prime Video. Nel cast internazionale della serie, in otto episodi, ci sono Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Harold Torres, Tcheky Karyo e Francesco Colella. La serie sarà in anteprima mondiale come Evento Speciale fuori concorso alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il prossimo 5 settembre. ZeroZeroZero è creata da Stefano Sollima e dagli head writers Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, basata sul trattamento degli stessi Fasoli e Sollima con Stefano Bises e Roberto Saviano. Max Hurwitz e Maddalena Ravagli completano il team di scrittura. Ad affiancare Stefano Sollima alla regia Pablo Trapero e Janus Metz. La serie è attesa al debutto nel 2020 su Sky in Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria, su CANAL+ in Francia e nei paesi francofoni di Europa e Africa, su Amazon Prime Video negli USA, in Canada, America Latina e Spagna. Il distributore internazionale è STUDIOCANAL TV. ZeroZeroZero è una delle produzioni legate alla crescita di investimenti in produzioni originali di Sky, annunciati per il recente lancio di Sky Studios, la nuova casa di produzione e sviluppo pan-Europea.
giovedì 29 agosto 2019
lunedì 26 agosto 2019
NEWS - The Apple Show! La casa della Mela morsicata aumenta il budget per serie tv originali da 1 miliardo di dollari a 6 (sempre meno della metà di Netflix) e investe tutto su "The Morning Show" con Jennifer Aniston per il lancio entro 2 mesi di Tv+ (un episodio costato più di uno di "Game of Thrones"!)
Ammonta a oltre 6 miliardi di dollari l'investimento di Apple per la produzione di serie tv e film originali in vista del lancio del suo nuovo servizio di streaming video, TV+, con il quale la casa della Mela lancia la sfida a Netflix, Disney e HBO. Lo scrive il Financial Times ricordando come l'investimento sia esploso, passando da un miliardo di dollari previsto inizialmente alla somma attuale, frutto della scommessa su star di Hollywood come Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carell protagonisti di The Morning Show, che avrebbe - secondo fonti del FT - un costo per episodio più elevato rispetto persino all'impegnativo Trono di Spade. L'investimento di Apple - che punta a creare un catalogo di prodotti originali - resta comunque ben inferiore ai 15 miliardi di dollari che quest'anno saranno spesi da Netflix per i contenuti. Il nuovo servizio TV+ sarà operativo entro i prossimi due mesi, in tempo per contrastare il lancio di Disney Plus, che dovrebbe debuttare negli Stati Uniti il 12 novembre. Sia Apple e Disney hanno diffuso nuovi trailer per i loro servizi. Dalla casa di Cupertino ancora nessuna indicazione tuttavia su costi dell'abbonamento o altri dettagli chiave sul servizio, che rappresenta una scommessa per rendere il colosso fondato da Steve Jobs sempre meno dipendente dalle vendite dell'iPhone.
Ammonta a oltre 6 miliardi di dollari l'investimento di Apple per la produzione di serie tv e film originali in vista del lancio del suo nuovo servizio di streaming video, TV+, con il quale la casa della Mela lancia la sfida a Netflix, Disney e HBO. Lo scrive il Financial Times ricordando come l'investimento sia esploso, passando da un miliardo di dollari previsto inizialmente alla somma attuale, frutto della scommessa su star di Hollywood come Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carell protagonisti di The Morning Show, che avrebbe - secondo fonti del FT - un costo per episodio più elevato rispetto persino all'impegnativo Trono di Spade. L'investimento di Apple - che punta a creare un catalogo di prodotti originali - resta comunque ben inferiore ai 15 miliardi di dollari che quest'anno saranno spesi da Netflix per i contenuti. Il nuovo servizio TV+ sarà operativo entro i prossimi due mesi, in tempo per contrastare il lancio di Disney Plus, che dovrebbe debuttare negli Stati Uniti il 12 novembre. Sia Apple e Disney hanno diffuso nuovi trailer per i loro servizi. Dalla casa di Cupertino ancora nessuna indicazione tuttavia su costi dell'abbonamento o altri dettagli chiave sul servizio, che rappresenta una scommessa per rendere il colosso fondato da Steve Jobs sempre meno dipendente dalle vendite dell'iPhone.
sabato 24 agosto 2019
GOSSIP - BisexWorld! Evan Rachel Wood rivendica ancora la sua bisessualità
Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Telefilm Cult (@telefilmcult) in data:
mercoledì 21 agosto 2019
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Un secondo film di "Downton Abbey"? "Porte aperte" (Michelle Dockery dixit)
Michelle Dockery is on the cover of InStyle magazine’s September 2019 subscribers issue cover. Here’s what the 37-year-old actress had to share with the mag…
Michelle Dockery is on the cover of InStyle magazine’s September 2019 subscribers issue cover. Here’s what the 37-year-old actress had to share with the mag…
On returning to her Downton accent: “I’d been so used to playing Americans [accents] that when we filmed Downton Abbey [the upcoming movie, out on September 20], I think [my character] Lady Mary started off being a little too posh.”
On returning to Downton: “Three years, but it felt like no time had passed at all. [I realized] I’d taken some things for granted. Like driving up to that house [the setting for Downton Abbey], it honestly took my breath away. But I think the three-year gap was perfect, because we’d all been off doing our own thing, and it was enough time to really, really miss it.”
On Downton doing more than one movie:“I mean, we’ll see. As Elizabeth McGovern, who plays my mother, just said, ‘All doors are left open.’”
martedì 20 agosto 2019
giovedì 15 agosto 2019
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
In "The Boys" i supereroi tra populismo e reputazione da difendere
"Fatemi dire una cosa. Sono felice di essere qui, davvero. Una tragedia ha colpito il nostro paese questa settimana. Non usiamo mezzi termini: l'America è sotto attacco. Qualcuno vorrebbe che io salissi su questo palco a dire banalità con un discorso di circostanza, istituzionale. Ma non voglio, non posso. Sapete perché? Perché credo che quello che Dio vuole da me è che io vada là fuori, trovi i luridi bastardi che hanno organizzato l'attacco in qualunque grotta si nascondano e li porti di fronte a una cosa chiamata giustizia divina! Questo è quello che penso! E' la cosa più americana che si possa fare, la cosa giusta che va fatta! E invece no, perché sembra che io debba chiedere il permesso al Congresso! Giusto? Io dico no! Io rispondo a una legge superiore!". Non è difficile immaginare il presidente americano pronunciare un discorso simile, o per restare più vicini, diciamo a casa nostra, pensare che possa essere stato qualcuno che brandisce il rosario al termine dei comizi come fosse, appunto, la testimonianza di una legge superiore alla quale risponde. A pronunciare quel le parole e invece il Patriota, personaggio principale di "The Boys", serie tv da poco su Prime Video. L'attacco di cui parla il biondo, fighissimo supereroe interpretato da Antony Starr è un dirottamento aereo da parte di alcuni estremisti islamici. Essendo supereroe volante e dotato di sguardo inceneritore, qualche ora prima aveva raggiunto l'aereo di linea insieme con la sua compagna, Queen Maeve (l'attrice Dominique McElligott), aveva fatto fuori gli estremisti e poi, tra un sorriso a trentadue denti e l'altro, ops!, aveva incenerito pure la plancia di comando con comandante. Mentre l'aereo precipita, Queen Maeve - presa da un raro momento di empatia-supplica: "Almeno salviamo la bambina!", e il Patriota replica: "Così che racconti al mondo come li abbiamo lasciati morire tutti? Non se ne parla!". "The Boys" è il populismo applicato ai supereroi, che non sono per niente buoni: sono influencer, e l'unica cosa di cui si preoccupano "è la loro reputazione". Tratta dall'omonimo fumetto scritto da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson nel 2006, oltre al plot tradizionale degli anti eroi che combattono i finti eroi in un modernissimo cortocircuito in cui non si salva nessuno - gli otto episodi della prima stagione della serie tv sono ambientati ai tempi di Facebook, di Instagram e Twitter, dei ricatti sessuali con video rubati, ai tempi dell'hate speech strumentalizzato, degli accordi di riservatezza quando i supereroi si mettono nei guai (come quando "l'uomo più veloce del mondo" investe una ragazza su un marciapiede e la disintegra, in una delle migliori sequenze slow motion/splatter del cinema). Un gruppo di ex mercenari della Cia ha capito il gioco dei supereroi evorrebbe demolire l'aura di intoccabilità che si sono costruiti, ma deve far fronte all'opinione pubblica contraria, che preferisce di gran lunga i vendicatori alle noiose regole della democrazia e dello stato di diritto. Il colosso che gestisce i "Sette", cioè l'élite dei supereroi, produce una montagna di soldi grazie ai diritti di film, merchandise, comparsate e bagni di folla. Un ufficio di "monitoraggio crimini" li indirizza verso i delitti più televisivi, costruisce l'immagine di ognuno e la narrazione del personaggio. In sostanza i supereroi sono eterodiretti, il loro mestiere è soltanto quello di apparire e sorridere durante le lunghe sessioni di selfie. Il giustizialismo è l'arma segreta del supereroe-leader, la macchina perfetta per aumentare l'indice di gradimento. Ricorda qualcosa?". (Giulia Pompili)
IL FOGLIOIn "The Boys" i supereroi tra populismo e reputazione da difendere
"Fatemi dire una cosa. Sono felice di essere qui, davvero. Una tragedia ha colpito il nostro paese questa settimana. Non usiamo mezzi termini: l'America è sotto attacco. Qualcuno vorrebbe che io salissi su questo palco a dire banalità con un discorso di circostanza, istituzionale. Ma non voglio, non posso. Sapete perché? Perché credo che quello che Dio vuole da me è che io vada là fuori, trovi i luridi bastardi che hanno organizzato l'attacco in qualunque grotta si nascondano e li porti di fronte a una cosa chiamata giustizia divina! Questo è quello che penso! E' la cosa più americana che si possa fare, la cosa giusta che va fatta! E invece no, perché sembra che io debba chiedere il permesso al Congresso! Giusto? Io dico no! Io rispondo a una legge superiore!". Non è difficile immaginare il presidente americano pronunciare un discorso simile, o per restare più vicini, diciamo a casa nostra, pensare che possa essere stato qualcuno che brandisce il rosario al termine dei comizi come fosse, appunto, la testimonianza di una legge superiore alla quale risponde. A pronunciare quel le parole e invece il Patriota, personaggio principale di "The Boys", serie tv da poco su Prime Video. L'attacco di cui parla il biondo, fighissimo supereroe interpretato da Antony Starr è un dirottamento aereo da parte di alcuni estremisti islamici. Essendo supereroe volante e dotato di sguardo inceneritore, qualche ora prima aveva raggiunto l'aereo di linea insieme con la sua compagna, Queen Maeve (l'attrice Dominique McElligott), aveva fatto fuori gli estremisti e poi, tra un sorriso a trentadue denti e l'altro, ops!, aveva incenerito pure la plancia di comando con comandante. Mentre l'aereo precipita, Queen Maeve - presa da un raro momento di empatia-supplica: "Almeno salviamo la bambina!", e il Patriota replica: "Così che racconti al mondo come li abbiamo lasciati morire tutti? Non se ne parla!". "The Boys" è il populismo applicato ai supereroi, che non sono per niente buoni: sono influencer, e l'unica cosa di cui si preoccupano "è la loro reputazione". Tratta dall'omonimo fumetto scritto da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson nel 2006, oltre al plot tradizionale degli anti eroi che combattono i finti eroi in un modernissimo cortocircuito in cui non si salva nessuno - gli otto episodi della prima stagione della serie tv sono ambientati ai tempi di Facebook, di Instagram e Twitter, dei ricatti sessuali con video rubati, ai tempi dell'hate speech strumentalizzato, degli accordi di riservatezza quando i supereroi si mettono nei guai (come quando "l'uomo più veloce del mondo" investe una ragazza su un marciapiede e la disintegra, in una delle migliori sequenze slow motion/splatter del cinema). Un gruppo di ex mercenari della Cia ha capito il gioco dei supereroi evorrebbe demolire l'aura di intoccabilità che si sono costruiti, ma deve far fronte all'opinione pubblica contraria, che preferisce di gran lunga i vendicatori alle noiose regole della democrazia e dello stato di diritto. Il colosso che gestisce i "Sette", cioè l'élite dei supereroi, produce una montagna di soldi grazie ai diritti di film, merchandise, comparsate e bagni di folla. Un ufficio di "monitoraggio crimini" li indirizza verso i delitti più televisivi, costruisce l'immagine di ognuno e la narrazione del personaggio. In sostanza i supereroi sono eterodiretti, il loro mestiere è soltanto quello di apparire e sorridere durante le lunghe sessioni di selfie. Il giustizialismo è l'arma segreta del supereroe-leader, la macchina perfetta per aumentare l'indice di gradimento. Ricorda qualcosa?". (Giulia Pompili)
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