venerdì 23 novembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Elite", il "Gossip Girl" spagnolo della generazione Netflix
"Le serie tv spagnole stanno vivendo una sorta di età dell'oro. Dopo il successo e l'interesse destato da «La casa di carta», oggi c'è un nuovo titolo sotto i riflettori: si tratta di «Elite», disponibile su Netflix da qualche settimana (tra i protagonisti ci sono diversi attori già visti alle prese con la celebre rapina alla zecca di stato). «Elite» è l'ultima manifestazione di un genere reso classico dalla tv americana, il teen drama: racconta la storia di un gruppo di liceali, figli di famiglie molto ricche. Frequentano una costosa scuola che ha la missione di formare i leader del futuro, dove i genitori li mandano senza badare a spese per sentirsi a posto con la coscienza. Il loro piccolo mondo fatto di privilegi, rituali condivisi e parecchia «stronzaggine», viene scosso quando tre ragazzi di umili origini, provenienti da una scuola pubblica, vengono ammessi grazie a una borsa di studio. Sono il «tamarro» Christian, il docile Samuel, e Nadia, di origine araba, costretta ad abbandonare il velo per entrare a scuola. I due mondi collidono, dando vita a dinamiche inaspettate che indirizzano il racconto verso una svolta crime. «Elite» dimostra di aver assimilato la lezione di serie come «The OC», «Gossip Girl» ma anche «13» nel mettere in scena le classiche meccaniche del teen drama, cioè il rapporto tra il gruppo dei pari, le storie d'amore spesso tormentate, l'insicurezza di chi sta cercando il proprio posto nel mondo, gli adulti spettatori quasi sempre incapaci di dare risposte educative. E, al contempo, di aver aggiunto a questi ingredienti consolidati una buona dose di soap (troppa?) e lo spirito della piattaforma Netflix, che permette più libertà espressiva della tv classica: alla sublimazione scelta dalle serie destinate alla tv tradizionale, preferisce un crudo realismo, mostrando senza mezzi termini i temi che agitano l'adolescenza di oggi (vedi la sieropositività di una delle giovani protagoniste)". (Aldo Grasso)

giovedì 22 novembre 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Il reboot di "Scrubs"? Più probabile al cinema che su piccolo schermo

News tratta da "Deadline"
It’s been almost nine years since Scrubs aired its finale episode on ABC, following a run that began at NBC way back in 2001. So when the all-star cast reconvened at Vulture Festival in Los Angeles on Saturday, the big question was, would they ever do a reboot? The answer turned out to be both yes and no, with a negative for a TV revisit, but a ‘maybe’ for a film“I would do anything to not only get to work with not only this group, but the writers, and do it again,” creator Bill Lawrence said. “It was the best time in my life…you can never equal that experience. But that said, sometimes reboots, not all the time, but sometimes, they feel like a money grab.” So while Lawrence isn’t keen on going down that road, he did concede there are some–somewhat unlikely–circumstances that might twist his arm. “If this group came to me destitute and unemployed and said, ‘Oh my God, we need to do Scrubs again,’ or the crew did, or the writing staff did, then we would do it, but you are looking at a group of people who work whenever and however they want to, because of how talented they are.” However, Lawrence didn’t sound averse to a one-off reunion piece. “If we ever do it, it’ll be a short little movie or something like that,” he said. So, where would the characters be if they went back? “When people have asked me about doing the show again,” Lawrence said, “the problem for me is i would want to see where everybody is in their life, I would want to see where their marriage is.” “The janitor is back in the CIA,” quipped Ken Jenkins, while Judy Reyes said she didn’t need her character Carla Espinosa to become a doctor, as she was proud of her nursing job.  “I definitely see her with a couple of kids,” she said, “and you know we talked about early in Scrubs about her aspiring to be a doctor, but I liked her running the show as a nurse.” Zach Braff also recalled the sometimes amusing constraints ABC put on the show after they took it on for its last two seasons, including the careful angles allowed when The Todd (Robert Maschio) wore his speedo. “I had to frame above his penis,” Braff said of directing, “Rob’s banana hammock was not ABC Disney approved.” Also the cast guffawed when Lawrence recalling how they weren’t allowed a medical marijuana storyline, but they were given the green light for a plot involving seeking out a prostitute for a virgin patient. Referring to the show’s longevity, despite its sometimes wacky fantasy sequences, and off-the-wall humor, Lawrence said, “We lived in a time that once your show had a very passionate fan base, you knew you could stay on for a while, if you kept doing things that people were really enjoying.”

mercoledì 21 novembre 2018

GOSSIP - Joshua Jackson ha una nuova fiamma (telefilmica)! Così lei ora potrà permettersi jeans nuovi...
Joshua Jackson looks so happy while out for the afternoon with actress Jodie Turner-Smith on Sunday (November 18) in Los Angeles. The 40-year-old actor and the actress held hands as they stepped out to enjoy the day. Neither Joshua nor Jodie have confirmed if they’re in a relationship.
If you don’t know, Jodie is known for her work in the series Nightflyers, as well as her work on The Last Ship. She has also just been cast in the movie Queen & Slim opposite Daniel KaluuyaJoshua was last linked to Alyssa Julya Smith. He previously dated Diane Kruger and was in a long term relationship before their split.

martedì 20 novembre 2018

NEWS - Clamoroso al Cibali! La vita rivoluzionaria di Adelina Tattilo, l'editrice di "Playmen", diventerà una serie tv. Chissà se comparirà in un cameo Barbara D'Urso, che nel dicembre del 1982 comparve nuda in copertina e nelle pagine interne...

News tratta da "Il Mattino"

Diventerà una serie tv la vita della donna che diede il via all'erotismo patinato in Italia. I diritti di Adelina Tattilo-una favola sexy, l'unica biografia autorizzata che racconta la vita dell'editrice di «Playmen», sono stati acquistati dalla Endemol Shine ltaly. Edito dalla Odoya il libro racconta una delle prtagoniste dell'editoria degli anni '60 e '70, Adelina Tattilo, l'imprenditrice che ha lanciato «Playmen»», la prima rivista erotica patinata in Italia, sfidando così, sul suo stesso terreno, il re del genere Hugh Hefner e il suo «Playboy». Dal libro, scritto dal giornalista Dario Biagi, sarà tratta, con la collaborazione esclusiva degli eredi diretti della Tattilo, una serie televisiva che racconterà la vita di una donna all'avanguardia. Alla vigilia del Sessantotto, la Tattilo fu pioniera nel dare il via alla trasformazione dei costumi sociali e sessuali del cattolicissimo e bigottissimo Belpaese imponendo, con il suo mensile, un nuova concezione del comune senso del pudore , promossa anche grazie a interviste a grandi scrittori, registi, artisti. Fondata nel 1967, «Playmen» visse di donne nude e di grandi fotografi softcore (Roberto Rocchi, Franco Marocco, Mimmo Cattarinich e PaoloTallarigo), andando in edicola sino al 2001. Tra le copertine più celebri quelle con Pamela Villoresi, Patty Pravo, Brigitte Bardot Ornella Muti, Amanda Lear, Teresa Ann Savoy, Lilli Carati e Camille Keaton. Tra gli articoli uno del luglio 1968 firmato Henry Miller, tra gli scoop, nel '69, le foto di Jacqueline Kennedy, allora moglie di Aristotele Onassis, che, nuda, si abbronzava ai bordi della piscina nella loro villa nell'isola di Skorpios.

lunedì 19 novembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL SOLE 24 ORE
E se la miglior serie della stagione fosse su Amazon Prime?
"E' un gran momento per Amazon Video, che sta pubblicando alcune tra le serie più discusse della stagione: Forever, The Romanoffs (dal creatore di Mad Men Matthew Weiner), il sospirato ritorno di Patriot (se non avete visto questa perla recuperatela, ne vale davvero la pena) e Homecoming (online dal 2 novembre scorso), che può essere pubblicizzata sia come l'esordio televisivo di Julia Roberts, sia come la nuova serie del creatore di Mr. Robot, Sam Esmail. Homecoming è tratta da un omonimo podcast del 2016, ed è un thriller psicologico, ambientato in una struttura sanitaria sperimentale che dovrebbe aiutare i militari appena tornati in patria a superare la sindrome post traumatica da stress e a reinserirsi nella vita civile. Roberts interpreta Heidi Bergman, psicologa a cui è stata affidata la direzione dell'intero centro, nonostante non abbia nessuna esperienza lavorativa. La storia si dipana su due piani temporali paralleli: il presente, nella clinica, durante la sperimentazione; il futuro, quattro anni dopo, quando Heidi è tornata a vivere con sua madre e lavora come cameriera in un diner di provincia, mentre un impiegato del Dipartimento della Difesa sta cercando di ricostruire gli eventi che hanno portato alla chiusura del progetto. Sam Esmail ha girato tutti gli episodi e si vede, il suo stile è presente in ogni fotogramma: primi piani insistiti e stranianti, costante senso di inquietudine senza causa apparente, complottismo, paranoia a carrettate. Ma non si pensi a una fotocopia di Mr. Robot, anzi: una delle scelte più interessanti è quella di mettere insieme soluzioni tecniche molto attuali, come riprese aeree o elaboratissimi piani sequenza che attraversano muri e scale, con uno stile sfacciatamente rétro, esplicitamente ispirato ai maestri del thriller anni '60 e '70, Hitchcock e De Palma in primis. Geniale la costruzione della colonna sonora, presa di peso da vecchi film musical da John Carpenter, Pino Donaggio, Vangelis e molti altri: piuttosto che commissionare delle musiche "nello stile di", Esmail ha deciso di riutilizzare quelle reali dell'epoca e fare un originalissimo lavoro di cucitura della realizzazione scenica sull'audio preesistente, l'opposto di quel che si fa di solito. La presenza delle grandi star del cinema nelle serie TV non è sempre positiva, ma stavolta la performance di Roberts funziona davvero, ha perfino qualcosa di trattenuto. Il suo famoso sorriso viene utilizzato solo in maniera ironica: in una scena di uno degli ultimi episodi, quando finalmente viene mostrato in tutta la sua estensione a favore di telecamera, è in realtà una maschera che nasconde disperazione e delusione. Anche se a volte forse si prende un po' troppo sul serio, Homecoming è un viaggio in una distopia contemporanea che vale sicuramente la pena di intraprendere". (Gianluigi Rossini)

sabato 17 novembre 2018

NEWS - Il reboot di "Roswell" è contro Trump e la sua politica anti-immigrati: la protagonista è figlia di due irregolari...(oggi come oggi gli alieni sono il male minore...)
A reboot of the classic show Roswell is coming to television next year and the premiere date was just announced! Roswell, New Mexico is set to debut on The CW on Tuesday, January 15.
The new series revolves around the daughter (Jeanine Mason) of undocumented immigrants who, after reluctantly returning to her tourist-trap hometown of Roswell, New Mexico, discovers a shocking truth about her teenage crush (Nathan Parsons) who is now a police officer: he’s an alien who has kept his unearthly abilities hidden his entire life. She protects his secret as the two reconnect and begin to investigate his origins, but when a violent attack and long-standing government cover-up point to a greater alien presence on Earth, the politics of fear and hatred threaten to expose him and destroy their deepening romance. Roswell, New Mexico honors the magic of the original but delivers a fresh perspective, current storylines and beautiful, diverse casting. Shiri Appleby, who played Liz in the original series, will be back to direct a future episode in the first season.

venerdì 16 novembre 2018

NEWS - Anteprima! Le prime immagini dei "Diavoli" Patrick Dempsey-Alessandro Borghi sul set. La new entry del cast Kasia Smutniak se li contenderà mentre la coppia intonerà "Questa nostra stupida canzone d'amore"?
Sono state diffuse le prime immagini di Diavoli, la nuova serie originale Sky, prodotta da Lux Vide, basata sull’omonimo best seller (ed. Rizzoli) di Guido Maria Brera, una eccezionale storia di finanza, potere e disinganni le cui riprese, iniziate a settembre, sono in corso fra Londra e Roma. Nelle foto rilasciate, relative al set romano, si vedono per la prima volta con il look di scena Patrick Dempsey e Alessandro Borghi nei panni dei due protagonisti della serie Dominic Morgan e Massimo Ruggero. E vengono annunciati oggi due nuovi e prestigiosi interpreti della serie: Kasia Smutniak (Loro, Made in Italy, Perfetti Sconosciuti, In Treatment) che sarà Nina Morgan, la bella e sofisticata moglie del personaggio interpretato da Patrick Dempsey e Lars Mikkelsen (The Killing, Sherlock, House of Cards – Gli intrighi del potere) nel ruolo di Daniel Duval, il carismatico leader di un’organizzazione internazionale che pubblica informazioni segrete di ambito finanziario. Completano il cast di livello internazionale già annunciato: Laia Costa (Victoria), Malachi Kirby (Radici), Paul Chowdhry (Live at the Apollo), Pia Mechler (Everything Is Wonderful), Harry Michell (Chubby Funny) e Sallie Harmsen (Blade Runner 2049). Diavoli è ambientata nella sede londinese dell’americana New York – London Investment Bank (NYL), una delle più grandi banche di investimento nella città, dove lo spregiudicato Head of Trading Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è stato accolto dall’Italia e cresciuto nel mondo finanziario da Dominic Morgan (Patrick Dempsey), CEO della banca. Massimo è il perfetto esempio di self-made man: italiano e di origini umili, si è guadagnato il suo posto al sole nell’olimpo della finanza grazie al un intuito straordinario che lo rende il migliore nel suo campo. Dominic è uno degli uomini più potenti della finanza mondiale, ha un profondo legame con Massimo che lo considera il suo mentore, e ha però degli interessi che lo stesso Massimo non può nemmeno immaginare. Quando Massimo si troverà coinvolto in una guerra finanziaria intercontinentale che colpisce l’Europa, dovrà scegliere se allearsi con il suo mentore oppure combatterlo. Alla regia di questo nuovo progetto internazionale l’inglese Nick Hurran, nome legato a serie tv di grande successo: Sherlock (per cui è stato nominato agli Emmy), Doctor Who, Fortitude, Altered Carbon, The Prisoners. A Hurran è affidata anche la supervisione artistica della serie. Lo affiancherà nel team di regia l’italiano Jan Michelini (I Medici). Il team di scrittura include Alessandro Sermoneta, Mario Ruggeri, Elena Bucaccio, Guido Maria Brera, Chris Lunt,Michael Walker, Ben Harris, Daniele Cesarano, Ezio Abate e Barbara PetronioLa serie, in 10 episodi prossimamente in Italia su Skyè co-finanziata e distribuita a livello internazionale da Sky Vision ed è realizzata in collaborazione con Orange Studio e OCS.

giovedì 15 novembre 2018

NEWS - LaF sempre più "British"! Il network della Feltrinelli sigla un accordo con BBC e ITV per trasmettere serial inglesi DOC

News tratta da "Italia Oggi"
Effe Tv, la media company di Feltrinelli con il canale laF (Sky 135), ha siglato una serie di accordi per l'Italia con Bbc Studios, Itv Studios Global Entertainment, Endemol Shine ed Entertainment One (eOne). Gli accordi riguardano sei nuove serie tratte da classici e bestseller della narrativa mondiale: Cardinal, In The Dark, I misteri di Pemberley, La guerra dei mondi e le terze stagioni di Victoria e de I Durrell - La mia famiglia e altri animali. «Siamo soddisfatti e orgogliosi», ha spiegato Riccardo Chiattelli, direttore di laF, «di avere arricchito il nostro palinsesto con tante nuove serie di qualità tratte dai libri e di essere i primi a portarle in Italia, come già avvenuto in passato con serie ormai cult come il Maigret di Rowan Atkinson, Guerra e pace, Poldark, Vanity Fair - La fiera delle vanità, Apple Tree Yard - In un vicolo cielo, L'ispettore Wallander, Omicidi tra i fiordi - I gialli di Camilla Läckberg, Fred Vargas: Crime Collection, Borgen e tante altre».

mercoledì 14 novembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "Kidding" la declinazione della tristezza del clown
"Mr. Pickles, protagonista di uno show per bambini e maschera di Jeff Pickles, a sua volta maschera di Jeff Piccirillo, a sua volta maschera di Jim Carrey, è il classico clown che strappa una risata mettendo in scena il dramma dell'uomo ridicolo. Perché Mr. Pickles, protagonista di una trasmissione che piace a milioni di bambini ha il cuore spezzato? Perché gli è morto un figlio, perché l'altro è problematico, perché la moglie (Judy Greer) lo ha lasciato, perché il padre (Frank Langella), produttore del suo programma, lo tiene imprigionato in un personaggio che è anche una macchina da soldi, perché la sorella Didi (Catherine Keener), costumista e creatrice di pupazzi, ha la sua buona dose di guai. Sono tanti i perché che attraversano Kidding, Il Fantastico mondo di Mr. Pickles, un comedydrama creato da Dave Holstein, diretto da Michel Gondry e prodotto da Showtime (Sky Atlantic). Un bravissimo Jim Carrey interpreta la star di un programma per bambini della PBS intitolato Mr. Pickles' Puppet Time traendo ispirazione dall'amatissimo Fred Rogers, leggendario autore e conduttore di Mr. Rogers' Neighborhood, che ha cresciuto milioni di americani coni suoi modi pacati e le sue lezioni illuminate. E l'eterno dilemma del clown: dev'essere triste per essere un buon clown, ma per lui la tristezza è una faccenda seria da morire. Quando la vita di Jeff va in pezzi, il suo personaggio porta sulla scena il dolore dell'uomo, mettendo in pericolo l'esistenza dello show. Nessuna favola e nessun pupazzo sembrano aiutarlo a superare questa inarrestabile crisi. E così cominciano a mescolarsi vari registri narrativi: humor e pathos, tv dei ragazzi e tv del dolore, normalità e stramberie. La sola salvezza è la sua maschera (che Jeff tenta persino di sfregiare con un rasoio elettrico), l'unica capace di tenere in vita il personaggio e nascondere l'individualità dell'attore. Fino a quando?". (Aldo Grasso)

martedì 13 novembre 2018

lunedì 12 novembre 2018

GOSSIP - Clamoroso al Cibali! A "Riverdale" presto nudi Cole Sprouse e Kj Apa...

News tratta da "Cosmopolitan"
Important PSA for all Riverdale fans: This week's episode is the highly-anticipated flashback chapter, and if you weren't excited already, you're about to be. The showrunner announced via Twitter that there will be a nude scene... with Cole Sprouse and KJ Apa. YEP, you read that right. The episode follows young versions of all the show's parents as they play a game that ends with a "shocking mystery" that's been plaguing them all ever since. As you can see, Cole plays young F.P. while KJ plays young Fred. There's really not a ton of context to what the streaking scene will entail, but you can probably safely assume there are butts involved. BUTTS. Set your DVRs STAT.


venerdì 9 novembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Senza Spacey "House of Cards" vacilla
"'Detesto "Signora". Suona come se gestissi un bordello e non una nazione' risponde Claire Underwood al giovane soldato impacciato e incerto su come rivolgersi al presidente. E, subito dopo, di fronte a un'altra recluta che dubita del suo piano strategico militare, si rivolge così: «Me lo avrebbe chiesto se fossi stata un uomo?». La sesta e ultima stagione di House of Cards (Sky Atlantic) si apre nel segno di una donna alla guida degli Stati Uniti e tradisce una doppia impronta: la rivendicazione orgogliosa del primo presidente americano di sesso femminile, e quell'inestirpabile senso di subalternità di genere che spesso popola i luoghi del potere. L'ultimo atto del political drama più riuscito e apprezzato degli ultimi anni vive e prolifica sul mito dell'assenza: Kevin Spacey-Frank Underwood non c'è più, scopriamo che è morto nel letto accanto alla moglie, eppure incombe nei ricordi dei protagonisti, nelle vecchie e nuove trame della politica americana. Tolto di mezzo Spacey per le vicende di molestie, la sesta stagione consacra la figura di Claire, nella sempre impeccabile interpretazione di Robin Wright; si carica sulle spalle non solo il governo degli Usa e il vuoto lasciato dal marito ma cerca di tenere viva e accesa l'intera serie, a rischio di sbandamento. Ed è proprio lei, la glaciale Claire, la più decisa a liberarsi del peso ingombrante del marito, a non voler apparire come una vedova illustre. E quando si rivolge al pubblico, in quell'espediente narrativo shakespeariano, lo fa per smarcarsi dal fantasma del marito («Vi ricorda Francis?», «Io non farò come lui, io ho intenzione di dirvi la verità»). Ma l'unica verità, a ben vedere, è che senza Spacey l'intero impianto rischia seriamente di vacillare e la sua assenza percepita e cosi costantemente esibita è in realtà l'unico modo per tenerlo dentro la storia, per farci credere che non sia cambiato nulla". (Aldo Grasso)

giovedì 8 novembre 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Anche i Rick piangono! Non fai in tempo a dare addio al personaggio più "dem" degli ultimi anni seriali - che coincidenza il suo semi-addio in "TWD" con le mid-term, eh! - che ti riciccia fuori con l'annuncio del film! Anzi, di una saga!

News tratta da "Deadline"
To paraphrase another voice from another apocalypse, Andrew Lincoln will be back. While the much hyped tonight’s episode of The Walking Dead would be the last fans see of the actor on AMC’s zombie apocalypse series, Lincoln and his seemingly fatally impaled Rick Grimes character have a future with the franchise. A series of AMC Studios original films, starring Lincoln and written by Chief Content Officer Scott M. Gimple, are planned to continue the story of Rick Grimes, with the first expected to begin production as early as 2019. “It’s not the beginning of the end, it’s the end of the beginning,” a clean shaven Lincoln said later on aftershow Talking Dead of himself and the character he has played since the very beginning of TWD in 2010. “And I like the idea that we get to tell a bigger story, maybe with a sort of wider vista,” Lincoln told Yvette Nicole Brown in a sitdown interview. “And I’ve always been interested in what’s going on out there, you know, whether or not there is contact with the wider world. I want to know the meta of it all. And I suppose to be able to kind of touch upon that in a contained story for me is a very exciting proposition … Maybe it’s the start of a bigger story.” The Rick Grimes movies are among the first projects in development from Gimple as part of a multi-year plan for The Walking Dead Universe, which also includes other projects currently in the works: additional films, specials, series, digital content and more. According to Gimple, some of the stories will relate to The Walking Dead as fans know it while others will be standalone stories that break into new creative territory. “We have a lot on the horizon – starting with a new epic featuring one of the greatest leading actors in television history and one of the best people I’ve ever met,” said Gimple. “These films are going to be big evolutions of what we’ve been doing on the show, with the scope and scale of features. We’re starting with the first part of the continuing story of Rick Grimes, and there is much more on the way, featuring yet-unseen worlds of The Walking Dead and faces from the show’s past, as well as new characters we hope to become favorites, told by TWD veterans and emerging voices. We want to break new ground with different, distinct stories, all part of the same world that’s captured our imagination for nearly a decade of the Dead.” Starting with a TWD and spinoff Fear The Walking Dead crossover bridged by Lennie James’ Morgan this year, AMC has made it very clear they see a larger Walking Dead world coming. In September, AMC CEO Josh Sapan told an investors’ conference that “we have a plan to manage it over the next decade plus …a very careful plan.” With that mandate, to shepherd “potential brand extensions on a variety of platforms,” former Walking Dead showrunner Gimple was named Chief Content Officer for the brand back on January 13.

mercoledì 7 novembre 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Breaking News o 'Breaking Bad', il film della serie tv più cult dell'ultima decade si farà! Ma non si sa ancora se per il cinema o la tv...

News tratta da "TvLine"
Break out the blue meth: Breaking Bad creator Vince Gilligan is working on a two-hour movie extension of the Emmy-winning drama, according to The Hollywood Reporter. Details are frustratingly scarce at this point: We don’t know whether the Breaking Bad movie will be released theatrically, or air on AMC, as the series did from 2008 to 2013. We don’t know if it’s a continuation of the original series, or a prequel, or a spinoff. And we don’t know if original stars Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris and others will return to reprise their roles. We do know that Gilligan will pen the script and executive-produce the film, and possibly direct it as well. The movie “will be set in the existing Breaking Bad franchise,” according to sources. The plot involves “the escape of a kidnapped man and his quest for freedom” (does that sound like Jesse Pinkman to anyone?), and production is set to begin in (where else?) New Mexico next month. Breaking Bad starred Cranston as chemistry teacher Walter White, who turned to manufacturing meth after being diagnosed with cancer. It was a critical darling and cult hit, winning a pair of Emmys for Outstanding Drama Series, along with 14 other Emmy wins. The cast of Breaking Bad reunited at this summer’s San Diego Comic-Con to celebrate the show’s tenth anniversary. The Breaking Bad universe, of course, already lives on in AMC’s prequel series Better Call Saul, which just wrapped up its fourth season last month and is already renewed for a fifth, which will air next year. Gilligan serves as a co-creator and executive producer on that series as well.

martedì 6 novembre 2018

NEWS - Ultima ora! Ufficiale: Mediaset ha ceduto Premium a Sky. Unico ostacolo adesso l'Antitrust sul pericolo monopolio 
News tratta da "Il Sole 24 ore"
Mediaset esercita l'opzione put, di cessione a Sky della società R2: la vendita della "piattaforma" su cui gira Premium. L'ufficialità, a quanto risulta al Sole 24 Ore, c'è stata nella giornata di ieri, con una comunicazione fra le società che dà così il via a tutto il processo per la cessione di ciò che Mediaset ha già inserito nel veicolo societario R2, controllato al 100% e quindi l'infrastruttura su cui poggia il tutto. Come l'ad di Mediaset PierSilvio Berlusconi ha voluto didascalicamente precisare ai suoi stessi manager in un incontro di metà ottobre, non è Premium che sarà venduta a Sky, ma un perimetro in cui rientrano circa 130 contratti di lavoro subordinato; il contratto con Nagravision che è la società che fornisce a Premium software e hardware per il criptaggio del segnale televisivo utile all'attività pay e poi tutta la parte "operation". ll tutto previsto all'interno di un accordo complessivo, siglato a marzo che ha portato i canali di cinema e serie Premium visibili sulla piattaforma Sky, con i canali free di Mediaset che lo diventeranno da gennaio 2019 e Sky a lanciare la sua offerta sul digitale terrestre. Ora, con un outsourcing agreement Sky passerà a ospitare l'offerta pay di Premium. Ma per questo sarà necessario il closing e l'ok incondizionato dell'Antitrust, senza il quale Sky potrebbe fare marcia indietro. Quindi Mediaset in un tempo congruo potrebbe comunque decidere di chiudere l'attività pay. Con l'esercizio dell'opzione put adesso parte l'attività di notifica all'Antitrust e all'Agcom. Intanto ieri è stato il giorno della visita del numero uno di Comcast nel quartier generale di Sky a Milano. L'ad del colosso Usa di broadband e contenuti - possiede anche Nbc Universal- ha parlato davanti ai dipendenti insieme con il ceo di Sky Plc Jeremy Darroch, il ceo di Nbc Universal e Senior Evp Comcast, Steve Burke, e il ceo di Sky Italia Andrea Zappia. Un incontro, quello di ieri, frutto di un'operazione fortemente voluta, ha detto Brian Roberts, perché «Murdoch voleva dare Sky alla Disney». C'è anche chi, come Berenberg, in un report prevede che nulla da ora in avanti sia da dare perscontato nei rapporti fra Disney e Sky su film e serie. L'unione di Comcast con una realtà consolidata come quella di Sky, è stato definito da Roberts come «un punto di partenza sul mercato europeo» in una direttriche in cui broadband e contenuti viaggeranno insieme per creare valore. Nel primo caso c'è l'accordo con Open Fiber che permetterà di muoversi da subito. Sul secondo versante c'è il plus di Sky che continuerà a essere centrale. E con ampia autonomia. «Nessun manager - ha chiosato - può conoscere il Paese meglio di un manager di quel Paese».
NEWS - Altro che la Guerra dei Cinque Re! Qui si fa sul serio: al tweet di Trump in stile "Game Of Thrones" risponde pan per focaccia il generale iraniano Soleimani anch'esso con grafica alla "GOT" (adesso HBO dovrà prendere le distanze pure da lui, se ne ha coraggio...)

Articolo tratto da "La Repubblica"
C'è il conflitto sul terreno, nei diversi paesi del Medio Oriente in cui Stati Uniti e Iran si confrontano per interposti alleati; c'è la guerra economica, con le sanzioni decise dall'America. E c'è la propaganda. Dopo la decisione di Donald Trump di annunciare via Twitter l'entrata in vigore della seconda tranche di sanzioni all'Iran usando un'immagine di "Game of Thrones" (vedi post precedente), la risposta da Teheran è arrivata via Instagram ed è firmata da una personalità molto celebrata in patria: il generale iraniano Qasem Soleimani, il comandante della Niru-ye Qods, il corpo speciale delle Guardie rivoluzionarie che controlla la politica e l'impegno militare estero di Teheran e ha il compito di esportare fuori dalla Repubblica islamica l'ideologia khomeinista. Soleimani ha postato una sua immagine sul social in cui appare di profilo, con lo sguardo rivolto verso il basso, su uno sfondo blu scuro e la scritta "Io ti affronterò", un richiamo esplicito al Re della Notte, che nella serie "Il trono di Spade" comanda l'Armata degli EstraneiLa grafica scelta e i toni scuri dell'immagine ricalcano lo stile dei White Walker della serie e appaiono come un gioco al rialzo dopo che Trump ha pubblicato su Twitter una sua foto con il messaggio "Le sanzioni stanno arrivando - 5 novembre", un richiamo al mantra della serie "L'inverno sta arrivando". Su Instagram il generale iraniano ha anche aggiunnto: "Venite! Stiamo aspettando. Io sono il vostro nemico. La Forza Quds è il vostro nemico. Voi avete cominciato questa guerra, noi la finiremo", una minaccia spesso ripetuta dagli iraniani. Ma al di là della fiction, la tensione tra Washington e Teheran è reale e sempre più alta. Oggi il leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei ha risposto a Trump via Twitter: "L'obiettivo degli Stati Uniti nell'imporre sanzioni è quello di paralizzare e impedire la crescita dell'economia nazionale, ma ha portato ad un movimento verso l'autosufficienza. La nazione iraniana ha importato tutto per anni, ora ha sviluppato l'abitudine di produrre tutto".

lunedì 5 novembre 2018

NEWS - La HBO prende le distanze dal tweet simil-"GOT" di Trump sulle sanzioni: "non si usi il marchio di 'Game of Thrones' per fini politici!"

News tratta da "Tv Line"
More like the cease and desist order is coming. HBO on Friday distanced itself from a Game of Thrones-themed tweet issued earlier in the day by President Trump, telling TVLine in a statement: “We were not aware of this messaging and would prefer our trademark not be misappropriated for political purposes.” Trump’s GoT-esque “ad” — which appropriated the prestige drama’s “Winter is Coming” tagline, superimposed over a stern-looking image of himself — was seemingly intended as a warning shot to Iran. Early Friday, Trump administration officials announced the imminent reimposition of sanctions on the country.


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