giovedì 26 settembre 2013

NEWS - Eventone! Dopo 20 anni da "X-Files", stasera torna in prima serata Gillian Anderson ("Hannibal"), l'attrice telefilmica più amata (!?) 
Da Fox a Hannibal, il passo è breve, anche se gli anni sono tanti (evitate i pallottolieri: sono esattamente venti). Il ritorno seriale più atteso dell’anno è quello di Gillian Anderson, Nostra Signora degli Omini Verdi in “X-Files”, che riappare sugli schermi italiani in prima serata in “Hannibal” (la sua prima apparizione è attesa nella settima puntata in onda su Italia 1 giovedì 26 settembre…). Vent’anni esatti dall’esordio tv del fanta-cult anni ’90.

In realtà la Anderson, tra le attrici più amate del piccolo schermo a puntate di tutto il mondo (Italia compresa: basti vedere su Internet quanti fans club e forum a lei dedicati ancor’oggi…), non se n’è mai andata.
Dopo aver conosciuto popolarità e riconoscimenti nel tailleur di Dana Scully in “X-Files” (dal 1993 al 2002), Gillian Anderson ha voluto cambiar registro trasferendosi in Inghilterra (patria adottiva per lei), dove ha interpretato film impegnati (“La casa della gioia” di Terence Davies nel 2000, dall’omonimo romanzo di Edith Wharton ambientato a inizio secolo; “The Mighty Celt” nel 2005, all’interno di una comunità cattolica irlandese con Robert Carlyle nel cast; il macchiavellico ma affascinante “A Cock and Bull Story” di Michael Winterbottom, nel  2006; il più noto, degno di Oscar, “L’ultimo Re di Scozia”, sempre nel 2006).
A teatro ha alternato piece in costume, dal debutto assoluto nel 1983 con “Arsenico e vecchi merletti”, ai più disinibiti “What the Night is For” (2002) e “I monologhi della Vagina” (1999).
I consensi della critica si son presto uniti a quelli di un pubblico che ha subito messo da parte il pregiudizio dell’attrice reduce da un successo mondiale qual è risultato il fanta-cult degli Anni Novanta.
In televisione ha lasciato a bocca aperta i malpensanti già dalla prima interpretazione di Lady Dedlock  in “Bleak House”, miniserie del 2005 tratta dal racconto di Charles Dickens, così com’è di Dickens l’altra miniserie inglese “Grandi speranze” (2011) dove Anderson giganteggia nei panni di Miss Havisham.
Negli ultimi due anni Gillian Anderson ha conosciuto un nuovo boom popolare grazie a serie tv di forte impatto e dal taglio moderno se non, anche, sofisticato. Con “The Fall” (2013, ancora inedita in Italia) l’attrice torna ad essere investigatrice, questa volta di casi più “terreni”, alle prese con omicidi brutali nell’Irlanda del Nord di Belfast. Una detective spesso combattuta che non lesina mostrare la propria sensualità così distante dall’altera (ma non poi tanto) Scully di “X-Files”.
Sempre nel 2013 appare dal settimo episodio nella serie-shock della stagione “Hannibal” (su Italia 1 ogni giovedì in anteprima assoluta). Ma non in un ruolo qualsiasi: nei panni dell’analista del temibile dottor Hannibal Lecter (Mads Mikkelsen)!
Nel 2014 è attesa sulle tv americane con la serieCrisis”, storia che racconta il rapimento del figlio del Presidente degli Stati Uniti. Questa volta nessun distintivo per Anderson: l’attrice interpreterà la parte di una presidente di una multinazionale sorella, e un po’ mentore, della detective protagonista…
Sempre il prossimo anno segnerà il ritorno alla fantascienza di Anderson, questa volta al cinema, nel film di produzione tedesca “Our Robot Overlods”, con Ben Kingsley, per poi essere al fianco di David Arquette nel drammatico “Sold”, ambientato in Nepal sul traffico di giovani donne dall’India.
Dalla vita privata tumultuosa (due mariti, 3 figli, recentemente separatasi anche dall’ultimo compagno, l’uomo d’affari Mark Griffiths) e dal passato punk (la leggenda vuole che sia stata sbattuta fuori dal liceo, con i suoi piercing al naso e i capelli colorati, per aver incollato la serratura d’ingresso della scuola…), oggi Gillian Anderson vive a Londra e possiede un casale a Marrucheti in provincia di Grosseto, dove fa capolino durante le estati che non la vedono impegnata sul set. Si dice che nella quite maremmana non transiti alcun Ufo.

martedì 24 settembre 2013

NEWS - E-P-O-C-A-L-E: ritrovata prima stesura di "Lost" dove si deduce che la fine NON era scritta!
Ritrovamento epocale, almeno pari al ritrovamento di un parrucchino vivo di "Derrick" durante l'Oktoberfest. Non si sa da dove, non si sa perchè solo adesso, è spuntato il primo progetto di "Lost" firmato da J.J. Abrams e Damon Lindelof dal quale si deduce che la fine non era affatto programmata. Il documento, lo diciamo subito, ha una rilevanza contraddittoria: da un lato è una sorta di bozza, dall'altro pone alcuni quesiti sulla reale chiarezza d'intenti e di obiettivi degli sceneggiatori una volta ricevuto l'ok da ABC. Sì, perchè di questo si tratta: una traccia - sebbene contenente dichiarazione d'intenti, trame e profili di personaggi ben più che abbozzati - per avere il via libera dal network dopo la proiezione della puntata-pilota. Lindelof, assai contrariato alla pubblicazione del dossier, è stato interpellato da "Film", la fonte che ha messo le mani sul documento: la giustificazione di molte divergenze rispetto a quello che si è visto in "Lost" effettivamente è dovuta al fatto che la traccia era virata sulla volontà dei dirigenti ABC; si tratta del frutto di 9 settimane di lavoro di un team di autori dopo la produzione del pilot per verificare la longevità di alcune idee dopo lo schianto dell'Oceanic. Una cosa è certa, senza questa presentazione, senza queste parole che leggerete, "Lost", forse, non sarebbe mai partito, anche a costo di "promettere" (senza poi mantenere) che tutto quello rappresentato nella serie avrebbe ricevuto una risposta scientifica, che la serie sarebbe stata sviluppata "self-contained" e che, ad esempio, l'enigmatico "mostro" della prima puntata sarebbe stato spiegato dopo "pochi episodi...E che soprattutto la fine del serial non era stata preventivata come era stato sempre annunciato! Tant'è! Buona lettura! (E voi che avete sempre sostenuto che in "Lost" si andava un pò a fari spenti nella notte, non fatevi venire il fumo nero agli occhi...!)

lunedì 23 settembre 2013

NEWS - Ultima ora! Aperto il gruppo di supporto per la fine di "Breaking Bad"!

NEWS - Emmy Awards, "Breaking Bad" sfiora il tris (Daniels che batte Cranston grida vendetta), "Modern Family" confermata best comedy (ora basta però!), "AHS: Asylum" confinata nelle miniserie solo premio consolatorio, "Veep" la sorpresa

COMEDY SERIES
“The Big Bang Theory” (CBS)
“Girls” (HBO)
“Louie” (FX)
“Modern Family” (ABC)
“30 Rock” (NBC)
“Veep” (HBO) 

DRAMA SERIES
“Breaking Bad” (AMC)
“Downton Abbey” (PBS)
“Game of Thrones” (HBO)
“Homeland” (Showtime)
“House of Cards” (Netflix)
“Mad Men” (AMC) 

MINI-SERIES OR TV MOVIE
“American Horror Story: Asylum” (FX)
“Behind the Candelabra” (HBO)
“The Bible” (History)
“Phil Spector” (HBO)
“Political Animals” (USA)
“Top of the Lake” (Sundance Channel)

ACTOR IN A COMEDY SERIES
Jason Bateman, “Arrested Development” (Netflix)
Jim Parsons, “The Big Bang Theory” (CBS)
Matt LeBlanc, “Episodes” (Showtime)
Don Cheadle, “House of Lies” (Showtime)
Louis C.K., “Louie” (FX)
Alec Baldwin, “30 Rock” (NBC) 

ACTRESS IN A COMEDY SERIES
Laura Dern, “Enlightened” (HBO)
Lena Dunham, “Girls” (HBO)
Edie Falco, “Nurse Jackie” (Showtime)
Amy Poehler, “Parks and Recreation” (NBC)
Tina Fey, “30 Rock” (NBC)
Julia Louis-Dreyfus, “Veep” (HBO)
 
SUPPORTING ACTOR IN A COMEDY SERIES
Adam Driver, “Girls” (HBO)
Jesse Tyler Ferguson, “Modern Family” (ABC)
Ed O’Neill , “Modern Family” (ABC)
Ty Burrell, “Modern Family” (ABC)
Bill Hader, “Saturday Night Live” (NBC)
Tony Hale, “Veep” (HBO)
 
SUPPORTING ACTRESS IN A COMEDY SERIES
Mayim Bialik, “The Big Bang Theory” (CBS)
Jane Lynch, “Glee” (Fox)
Sofia Vergara, “Modern Family” (ABC)
Julie Bowen, “Modern Family” (ABC)
Merritt Wever, “Nurse Jackie” (Showtime)
Jane Krakowski, “30 Rock” (NBC)
Anna Chlumsky, “Veep” (HBO)

ACTOR IN A DRAMA SERIES
Bryan Cranston, “Breaking Bad” (AMC)
Hugh Bonneville, “Downton Abbey” (PBS)
Damian Lewis, “Homeland” (Showtime)
Kevin Spacey, “House of Cards” (Netflix)
Jon Hamm, “Mad Men” (AMC)
Jeff Daniels, “The Newsroom” (HBO)
 
ACTRESS IN A DRAMA SERIES
Vera Farmiga, “Bates Motel” (A&E)
Michelle Dockery, “Downton Abbey” (PBS)
Claire Danes, “Homeland” (Showtime)
Robin Wright, “House of Cards” (Netflix)
Elizabeth Moss, “Mad Men” (AMC)
Connie Britton, “Nashville” (ABC)
Kerry Washington, “Scandal” (ABC

SUPPORTING ACTOR IN A DRAMA SERIES
Bobby Cannavale, “Boardwalk Empire” (HBO)
Jonathan Banks, “Breaking Bad” (AMC)
Aaron Paul, “Breaking Bad” (AMC)
Jim Carter, “Downton Abbey” (PBS)
Peter Dinklage, “Game of Thrones” (HBO)
Mandy Patinkin, “Homeland” (Showtime)

SUPPORTING ACTRESS IN A DRAMA SERIES
Anna Gunn, “Breaking Bad” (AMC)
Maggie Smith, “Downton Abbey” (PBS)
Emilia Clarke, “Game of Thrones” (HBO)
Christine Baranski, “The Good Wife” (CBS)
Morena Baccarin, “Homeland” (Showtime)
Christina Hendricks, “Mad Men” (AMC)

ACTRESS IN A MINI-SERIES OR TV MOVIE
Jessica Lange, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Laura Linney, “The Big C: Hereafter” (Showtime)
Helen Mirren, “Phil Spector” (HBO)
Sigourney Weaver, “Political Animals” (USA)
Elisabeth Moss, “Top of the Lake” (Sundance Channel) 

SUPPORTING ACTOR IN A MINI-SERIES OR TV MOVIE
James Cromwell, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Zachary Quinto, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Scott Bakula, “Behind The Candelabra” (HBO)
John Benjamin Hickey, “The Big C: Hereafter” (Showtime)
Peter Mullan, “Top of The Lake” (Sundance Channel)

SUPPORTING ACTRESS IN A MINI-SERIES OR TV MOVIE
Sarah Paulson, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Imelda Staunton, “The Girl” (HBO)
Ellen Burstyn, “Political Animals” (USA)
Charlotte Rampling, “Restless” (Sundance Channel)
Alfre Woodard, “Steel Magnolias” (Lifetime)

DIRECTING, DRAMA SERIES
Tim Van Patten, “Boardwalk Empire” (HBO)
Michelle MacLaren, “Breaking Bad,” “Gliding Over All” (AMC)
Jeremy Webb, “Downton Abbey,” Episode 4 (PBS)
Lesli Linka Glatter, “Homeland,” “Q&A” (Showtime)
David Fincher, “House of Cards” (Netflix)
 
DIRECTING, MINI-SERIES OR TV MOVIE
Steven Soderbergh, “Behind The Candelabra” (HBO)
Julian Jarrold, “The Girl” (HBO)
David Mamet, “Phil Spector” (HBO)
Allison Anders, “Ring Of Fire” (Lifetime)
Jane Campion and Garth Davis, “Top of the Lake” (Sundance Channel)

WRITING, COMEDY SERIES
Jeffrey Klarik, “Episodes,” Episode 209 (Showtime)
Louis C.K. and Pamela Adlon, “Louie,” “Daddy’s Girlfriend (Part 1)” (FX)
Greg Daniels, “The Office,” Finale (NBC)
Jack Burditt and Robert Carlock, “30 Rock,” “Hogcock!” (NBC)
Tina Fey and Tracey Wigfield, “30 Rock,” “Last Lunch” (NBC)
 
WRITING, DRAMA SERIES
George Mastras, “Breaking Bad,” “Dead Freight” (AMC)
Thomas Schnauz, “Breaking Bad,” “Say My Name” (AMC)
Julian Fellowes, “Downton Abbey,” Episode 4 (PBS)
David Benioff and D.B. Weiss, “Game of Thrones,” “The Rains Of Castamere” (HBO)
Henry Bromell, “Homeland,” “Q&A” (Showtime)
 
WRITING, MINI-SERIES OR TV MOVIE
Richard LaGravenese, “Behind The Candelabra” (HBO)
Abi Morgan, “The Hour” (BBC America)
Tom Stoppard, “Parade’s End” (HBO)
David Mamet, “Phil Spector” (HBO)
Jane Campion and Gerard Lee, “Top of the Lake” (Sundance Channel)
NEWS - Emmy Awards, tutti i vincitori (e vinti)!

venerdì 20 settembre 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri 

Maureen Dowd per il "New York Times", articolo pubblicato da "La Repubblica" - Traduzione di Anna Bissanti
"Carrie Mathison sarà anche stata cacciata dalla finta Cia della serie Homeland, ma lunedì è stata accolta a braccia aperte dalla vera Cia. «La nostra gita a Langley» l'ha definita ironicamente Claire Danes. «Ci è sembrato quasi di essere tornati ai tempi del liceo». (E di sicuro saprà il fatto suo).
L'attrice ammette che in questo caso il fatto che la sua vita si sia così intrecciata all'arte è stato un po' "stravagante", tenuto conto che entrambe le trame sono segrete e non se ne può parlare.
«C'era un lungo tavolo pieno di agenti della Cia e poi c'eravamo noi, seduti proprio di fronte, come se fossimo pronti a scoprire i nostri giochi» dice ridendo. «Loro non potevano dirci niente, in realtà. E noi non potevamo dire loro niente del nostro show. Che genere di conversazione avremmo potuto mai avere?».
La situazione si è fatta ancora più bizzarra quando si è unita al gruppo la compagna con la quale Danes divideva la camera a Yale da matricola, ex agente che ora lavora a Langley come avvocato, vestita per puro caso proprio come il personaggio di Danes. «Tailleur pantalone» dice Danes impassibile. «Non puoi sbagliare».
Alex Gansa, co-autore e show runner di Homeland, ha definito l'incontro di due ore a Langley con le sue star, gli autori, i dirigenti e un gruppo di agenti della Cia uno «scambio in tutta franchezza e libertà sul business dell'intrattenimento e sul mondo dell'intelligence, incontro che ha evidenziato parecchi paralleli». Poi ha elencato ironicamente: «Entrambi costruiamo set. Entrambi interpretiamo ruoli. Ed entrambi facciamo brainstorming: loro sulle operazioni, noi sulle storie delle puntate».
L'agente capo John Brennan ha addirittura accompagnato l'interprete della sua versione fiction, Mandy Patinkin, nel proprio ufficio. Patinkin in seguito ha detto di aver osservato i «massicci libroni rilegati in pelle» impilati sul tavolo delle riunioni, pensando che
invece di essere semplici oggetti di scena quelli contengono «il destino del nostro mondo». Brennann ha raccontato come svolge il compito di tenere costantemente sotto sorveglianza i nemici estremisti dell'America.
(Come ama dire Patinkin, quando interpretava il personaggio di Inigo Montoya per La principessa sposa: «Sono nel business delle rappresaglie da così tanto tempo che adesso che è finita non so proprio che cosa fare del resto della mia vita».)
L'attore ha dato un affascinante ritratto di Saul Berenson, il centro morale dello show. (O forse la talpa, per meglio dire, visti i temi della doppiezza e della bipolarità). Brennan ha raccontato a quella figura paterna spesso afflitta da molte preoccupazioni per la folle erudita Carrie, i suoi dolorosi doveri di padre quando deve incontrare le famiglie degli agenti caduti. Perché il brusco Brennan ha accolto Hollywood?
Si potrebbe pensare che la Cia sia troppo impegnata con quella spedizione così a lungo rimandata di armi ai ribelli siriani, ma questa non è soltanto l'agenzia più paranoica e indecisa in città - tanto bipolare quanto la sorprendente Carrie interpretata da Danes -; potrebbe essere benissimo anche la più consapevole della propria immagine.
Alla Cia hanno ancora i brividi al ricordo delle volte in cui al Congresso alcuni hanno chiesto se non sarebbe meglio chiudere o ridurre l'agenzia: si tratta di un timore riflesso nel debutto della terza stagione della serie Homeland che andrà in onda il 29 settembre.
In quell'episodio si assiste ad alcune udienze del Senato dopo che un'autobomba dei terroristi è esplosa a Langley, facendo fuori i vertici della Cia e a pezzi Carrie e Brody, i nostri innamorati preferiti e predestinati, un mix tra Romeo e Giulietta e Bonnie e Clyde. («Gente malata, gente malata » come ama dire Patinkin, citando sua moglie.)
Così la Cia ha deciso di rischiare il disonore per mano di Peter King, rappresentante newyorchese al Congresso che ha lanciato un'inchiesta che ha portato a un'indagine dell'ispettore generale, per sapere se l'agenzia d'intelligence ha rivelato troppe informazioni riservate a Mark Boal e Kathryn Bigelow, autori di Zero Dark Thirty.
Lunedì sera un'anteprima e un ricevimento glamour alla galleria d'arte Corcoran organizzati da Showtime e da David Nevins, l'innovativo presidente, hanno attirato un gruppo schiamazzante di agenti operativi dell'agenzia come pure Michael Hayden, ex direttore della Cia, e Michael Morell, ex vicedirettore della Cia. Jose Rodriguez, ex capo del servizio segreto della Cia che ha dato l'ordine di distruggere i filmati sulle torture dell'agenzia, era presente e socializzava con tutti.
«Mi fa venire i brividi», ha confidato Gansa, aggiungendo che lo show ha consulenti che «sono ancora agenti in servizio dell'agenzia d'intelligence, mentre molti altri sono agenti in pensione».
Quanto a Danes, che ha vinto gli Emmy Award, ha rivelato di aver ereditato la sua "faccia gommosa e di plastilina" dal padre: «Mio padre non aveva cartilagine nelle orecchie... e io adoro stropicciargli la faccia». Se Carrie forse è "trasgressiva" e "profondamente turbata", dice Danes, «è anche un po' una super eroina, che sbaglia spesso, ma finisce col salvare la situazione».
L'agenzia preferisce fare public relation su personaggi da fiction un po' squilibrati ma devoti che non su quelli veri che brancolano nel buio. Carrie e Saul, che nella nuova stagione sono soggetti a molta più sorveglianza da parte del Congresso di quanta ne riceva la Cia nella vita reale, di fatto hanno dato un forte slancio all'immagine dell'agenzia.
La Cia preferirebbe parlare di programmi illeciti, come gli omicidi mirati, che ritornare sopra ai suoi madornali errori: non essersi accorta del disfacimento dell'Unione Sovietica e del complotto dell'11 settembre di Osama; e aver sbagliato a immaginare che ci fossero armi di distruzione di massa in Iraq e sentirsi sconcertata dalla Primavera araba.
Danes scherza sull'abbraccio di gruppo alla Cia: «Forse c'è questa strana idea per la quale i tuoi successi non saranno mai festeggiati ufficialmente mentre i tuoi flop saranno rivelati a tutti. Ci deve essere una specie di sollecitazione a mettere in mostra in senso positivo anche le proprie vittorie perfino nell'ambito di una fiction'»".
NEWS - Revolution (e stavolta Abrams non c'entra)! Dal 2014 in America verranno rivelati anche gli ascolti tv "mobili" (da noi l'Auditel è ancora legato a chi ha le prese telefoniche nel muro!)
Articolo tratto da "Variety"
TV programmers frustrated that shows watched on tablets and smartphones have been invisible to Nielsen’s ratings may finally get a solution — next year.
Next week, Nielsen will formally announce to clients a timetable for a long-awaited development: In September 2014, the firm is aiming to be able to attribute linear TV viewed on smartphones and tablets to its National TV ratings.
The approach, the culmination of more than three years of work, will for the first time provide a single, consistent measure of live programming viewing across both TV and digital, according to the firm. That could solve a problem that has vexed TV nets and marketers: Today, there’s no satisfactory way to harmonize data about video content and advertising viewed on TV, online, mobile and other platforms.
“Networks are starving for a number they can publish that really represents their audience not just on TV but across all platforms,” said Eric Solomon, Nielsen’s senior VP of global audience measurement. “I think it will start changing the narrative that ‘people are not watching TV shows.’ It’s that they’re watching on different platforms.”
The new Nielsen capability means live television streamed through such apps as ABC’s WatchABC, as well as on iPad video apps from cable operators, can now be counted toward the total numbers on which programmers get paid by TV advertisers.
Viacom Media Networks chief research officer Colleen Fahey-Rush is taking a wait-and-see attitude.
“They have a lot to deliver,” she said, who describes Nielsen as “kind of like the bad boyfriend who keeps letting you down but you can’t break up with him, because he’s the only boy in the whole school.”
In tandem, Nielsen is working to deliver Digital Program Ratings, which measure consumption of TV content online delivered without the national commercials (replaced with digitally inserted online ads), in the first quarter of next year. The firm announced a pilot of Digital Program Ratings in April that includes participation from ABC, CBS, Fox, NBC, A&E, CW, Discovery, Univision and AOL.
“What we’re trying to do is bring a lot of the TV model to the digital world,” said Solomon. “This will find Nielsen-coded content on any platform.”
The Digital Program Ratings data uses the same methodology as Nielsen’s Online Campaign Ratings service, which is based on about half of homes in its National People Meter panel (about 10,000 households that also have agreed to let the company monitor their online consumption). To glean age and gender data and cross-reference that with the viewing numbers, Nielsen cut a pact with Facebook, which has about 179 million monthly active users in the U.S.
The two Nielsen digital initiatives support both linear TV and digital ad models, according to Solomon. “A key learning for us was that no two clients are approaching this question of distribution in the same way — they need flexibility to choose the monetization model they use,” he said.
Do the Nielsen efforts go far enough? Industry observers are encouraged by the projects, calling them steps in the right direction, but said they’re not a panacea.
“The fact that (incorporating mobile viewing into TV ratings) is still a year off shows we’re not moving at the speed that marketers and consumers are,” said David Cohen, chief media officer for ad agency Universal McCann.
About the grumbling that Nielsen has taken far too long to progress in this area, Solomon said the company can’t unilaterally alter its national TV ratings given the billions of dollars in advertising sold based on the data. “Any change to that is thought through and analyzed to death, and that’s one of the reasons why this seems to take so long,” he said.
In the absence of action by Nielsen, several programmers have placed bets on other research initiatives. Perhaps the most ambitious is ESPN’s hybrid Project Blueprint, which the sports cabler began testing in February.
It is based on comScore’s services tracking 1 million PCs and 14,000 mobile devices, combined with data from 4.5 million cable set-tops. To that, Project Blueprint layers in data from Arbitron’s 70,000 Portable People Meter, to add radio exposure and a cross-reference of television. Finally, in the critical linchpin, the data uses a single-source “calibration panel” of 2,000 PPM users that provides a reality check across all media — TV, online, mobile and radio.
“Our message is, this thing works and it works extremely well,” said Artie Bulgrin, ESPN’s senior vice president of research and analytics. “The cross-platform data we see is very logical to us. It is a badly needed layer of quantitative data that the industry desperately needs to understand net reach across platforms over an extended period of time.”
ESPN wants to use Project Blueprint to conduct real business. At its 2014 upfront next spring, it plans to present a full year of usage data showing its cross-platform reach for programming including the NFL, NBA and college football and basketball seasons. Based on initial results this summer, ESPN digital properties provide a reach lift of 18% for adults — and 23% for men — over the reach of the TV networks alone.
“I think it could very well be ‘the’ answer, and if it isn’t it’s pretty close to it,” Bulgrin claimed.
Aside from ESPN, however, nobody else is using Project Blueprint today and the methodology still awaits industry vetting. Another potential hitch is that Nielsen is in the midst of acquiring Arbitron, pending regulatory review, and it’s possible Nielsen may decide to not continue to participate in Project Blueprint.

giovedì 19 settembre 2013

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Tutti Mads per la Danimarca: Mikkelsen, serie tv, Von Trier e Refn, design...Danish uber alles! 

Altro che marcio, in Danimarca c’è fermento.

Mads Mikkelsen di “Hannibal” (anteprima assoluta su Italia 1 da settembre in prima serata) è solo l’ultimo volto della new wave danese che scorre trasversale dal piccolo al grande schermo, dal design alla cucina, dallo sport alla musica.
Proprio Mikkelsen si è fatto conoscere agli albori della sua carriera in una serie tv, la poliziesca “Rejseholdet” (2000), primo sussulto di un piccolo schermo danese che ha fatto scuola anche in America. Solo negli ultimi anni ha regalato “Forbrydelsen” (diventato “The Killing” in Usa) e “Bron” (“The Bridge” il titolo della trasposizione americana ambientata al confine con il Messico, mentre l’originale stazionava tra Danimarca e Svezia).
Sulla bandiera del cinema sventola l’effige di Lars Von Trier, regista geniale e provocatorio fino al suo imminente “Nimphomaniac”, tra le pellicole più attese degli ultimi anni. Sulle orme di Von Trier si colloca l’emergente Nicolas Winding Refn, dietro la cinepresa del film-rivelazione “Drive” nonché di “Pusher”, sua opera-prima underground salita all’onore del culto dove compariva proprio Mikkelsen.
Tra gli attori, ha origini danesi Viggo Mortensen, richiesto da cineasti del calibro di David Cronenberg, Jane Campion e Gus Van Sant.
Nello sport emerge a colpi di rovescio la tennista Caroline Wozniacki, già numero 1 della classifica WTA, mentre la nazionale femminile di calcio ha da poco raggiunto a sorpresa le semifinale degli Europei organizzati in Svezia. L'altro giorno il Copenhagen ha fatto vedere i sorci rossi alla Juve in Champions League...

La musica, oltre alla vittoria della Danimarca all’ultima edizione di “Eurovision” grazie all’ugola di Emmelie De Forest, vanta il nome del Dj Trentemøller, tra i più popolari al mondo nelle consolle di musica elettronica.

La patria del LEGO, di Normann Copenaghen e Bang&Olufsen ha sempre puntato a un design bello da vedere ma anche dotato di quella praticità che gli scandinavi predicano senza sosta. Va sempre più di moda in Europa, Italia compresa, la “Christiania Bike”,  la tradizionale bicicletta dotata di carrellino davanti, ottima per trasportare bambini, animali, amici, la spesa e pure la posta. Inventata negli anni 80, è tornata in auge in tempi di crisi economica dove la macchina è meglio usarla con parsimonia. 

In cucina, se non siete abituati all’aringa marinata anche a colazione, segnatevi il nome dello chef a cinque stelle René Redzepi, patron di quel “Noma” di Copenhagen da due anni al vertice di The World’s 50 Best Restaurants, una classifica che in prestigio internazionale sta superando la paludata Michelin, più “borghese” e ampollosa. Già sulla copertina di “Time”, Redzepi si professa “sacerdote degli ingredienti boreali”, ovvero muschio, bacche e tuberi come se piovessero abbinati al pesce nordico, in piatti che lo chef danese twitta poi sul social per i suoi sempre più numerosi followers.

La moda dell’ultima generazione può contare sul nome di Henrik Vibskov, capofila del “New Nordic Movement” che predica lo stile non solo negli abiti, ma trasversalmente nell’interior design e gli accessori. L’ecletticità di Vibskov gli permette anche di spaziare in campo musicale, collaborando da batterista con Trentemøller di cui sopra.
Terra di top-model dai tempi di Helena Christensen – la quale attualmente si è reinventata fotografa di successo, compresi gli autoscatti nuda e in gran forma a 44 anni – la Danimarca sfila in passerella con la sempre più richiesta Freja Beha Erichsen, 23enne nota per l’aspetto androgino lungo un corpo da infarto contraddistinto da 13 tatuaggi e un piercing sul capezzolo sinistro.

Leo Damerini
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Ultima ora! Marvel-lous: "Agent Carter" diventerà una serie tv!

mercoledì 18 settembre 2013

GOSSIP - Anche Naya c'ha il suo Mister...Big! La Rivera debutta con singolo, video e foto super-sexy col fidanzato rapper

Articolo tratto da Eonline.com
Wait a gosh darn second—was that a nipple?!
Glee star Naya Rivera's debut single, "Sorry," which features her rapper boyfriend, Big Sean, hit iTunes today, and along with that release came the kinda NSFW lyric video for the track (lyric videos are all the rage these days). However, it takes a couple of seconds to realize that the actress turned singer's sorry-I'm-not-sorry anthem is actually pretty racy!
At first, all you see is a black background with the words to the song appearing in white, and you might think to yourself, "Really? Three and a half minutes of this?"
LOOK: Naya Rivera on the cover of Latina magazine


Then you get a flash of a collarbone or a belly button or bare breasts and you come to the realization that the lyrics are being flashed over the silhouettes of women's naked bodies. Whaaaaat?!
And suddenly, you're paying extra-close attention to the video. Kudos, Naya. Kudos.
By the end of it, the viewers watch as nearly a handful of ladies in their birthday suits participate in a dark dance party.
Rivera was nowhere to be seen in the lyric video, but she recently showed a little bit of skin herself (not as much as these girls, don't get excited).
The brunette beauty posed with her beau for celeb photographer Terry Richardson, who shared a bunch of the pictures on his Twitter. It's not clear what the purpose behind the photo shoot was, but Rivera's wearing the same outfit as the cover art for the single, which she posted on her Twitter page.
In one of the super-sexy shots, Naya is standing next to Big Sean wearing black sneakers, itty-bitty shorts and a tiny black crop top that flaunts her amazingly toned abs and some major under boob.
Just going out on a limb here, but we're guessing she's not sorry about it.
 
NEWS - #BB, the last farewell poster!

martedì 17 settembre 2013

TWITTER-JAM - Le migliori twittate seriali

lunedì 16 settembre 2013

NEWS - "Motive" e "Golden Boy", la strana coppia di detective su Mediaset Premium 
Dal 18 settembre parte su Premium CrimeGolden Boy”, ogni mercoledì in prima serata. La serie racconta l’ascesa fulminea di un giovane poliziotto, da cadetto a detective a soli 34 anni, divenuto il più giovane investigatore della Omicidi di New York. L’inglese Theo James interpreta il protagonista, Walter William Clark Jr.. Greg Berlanti di “Arrow” e “Brothers&Sisters” firma da produttore esecutivo. Lola Glaudini (“Criminal Minds”) compare da guest-star. Ryan Phillippe era stato scelto originariamente nel ruolo del protagonista. 
Alla larga dalla più recente Scientifica e dalle prove del DNA, una detective canadese di Vancouver, perdipiù madre single, si lancia sulle tracce dei serial-killer rispolverando una vecchia tecnica ormai quasi dimenticata dai telefilm procedural: scoprire il movente (il “Motive” del titolo della serie in anteprima assoluta su Premium Crime, dal 21 settembre ogni sabato in prima serata). Come in “Colombo”, i colpevoli vengono rivelati ad inizio puntata, prediligendo la (ri)costruzione del crimine e l’impulso che ha spinto a commetterlo. L’attrice-ballerina canadese Kristin Lehman, già vista in “The Killing”, interpreta Angie Flynn, la detective protagonista.
 

giovedì 12 settembre 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

AVVENIRE
"Hannibal", oltre il buon gusto in prima serata
"In fondo la domanda è sempre quella: fino a che punto una tivù generalista può spingersi in là nel buon gusto, in nome della qualità e della ricerca del successo, senza offendere o addirittura far del male al pubblico televisivo o almeno ad una parte di esso? A far riaffiorare con forza l’antica questione è la scelta di Italia 1 di mandare in onda da domani, in prima serata, la serie televisiva Hannibal. Ispirata al romanzo Il delitto della terza luna di Thomas Harris, che precede Il silenzio degli innocenti, introduce la figura dello psichiatra cannibale Hannibal Lecter (interpretato per due volte al cinema da Anthony Hopkins) e dell’agente speciale Will Graham, brillante “profiler” criminale dell’FBI.
 «Un prodotto di grande qualità che ha avuto enormi consensi in America» ha spiegato Luca Tiraboschi, il direttore della rete «giovane» di Mediaset. «Andrà in onda senza censure né tagli, seppure accompagnato dal bollino rosso». In America, va detto, la serie è stata proposta dal network Nbc, il giovedì alle 22 e col bollino rosso, proprio per limitare al massimo la presenza davanti al video dei minori, e gli ascolti non sono stati poi così eccellenti. Ma il punto è un altro. Da noi il telefilm viene trasmesso in prima serata. E serve a Italia 1 per recuperare il consenso tra quegli spettatori che hanno fatto la fortuna di canali come Fox Crime su Sky. Una larga fetta del pubblico adulto, infatti, ama le serie cosiddette crime, dove abbondano fatti di sangue e di violenza. Da qui il proliferare nelle produzioni americane di storie sempre più a tinte forti. Si tratta di prodotti girati da grandi professionisti e recitati da bravi attori. Produzioni di serie A, dunque, non filmini horror a basso costo.
Peccato che alle 21, davanti ai canali della tv generalista, ci siano moltissimi minorenni e tra questi anche tanti bambini. Come vivranno loro una serie «di forte impatto psicologico», dove ai telespettatori non sarà risparmiato niente? Tanto per capirci. Già nel primo episodio, questa sera, vedremo il famigerato psichiatra antropofago, cucinarsi e mangiare i polmoni di alcune sue vittime. «La telecamera si alza per inquadrare il viso – ha raccontato la vedova di Dino De Laurentiis che ha prodotto Hannibal – scorgiamo solo gli zigomi, lo scintillio della forchetta che si avvicina alla bocca. E un ghigno di assoluto piacere».
Sappiatelo: niente ci sarà risparmiato da questa serie. Che, secondo Mediaset, ha subito un’unica censura (all’americana, aggiungiamo noi): «una scena dove Lecter sbuccia letteralmente le sue vittime, sono state coperte le natiche nude di quest’ultime perché ritenute offensive». Come se il problema, in un telefilm simile, stesse in qualche natica al vento.
In realtà – cosa che Mediaset non dice – «un episodio è stato tagliato perché mostrava bambini che uccidevano coetanei, una scena a rischio soprattutto dopo la strage della scuola di Newton».
Insomma, siamo sempre alle solite: le televisioni per aumentare il pubblico hanno bisogno di fare leva sull’antica «legge» delle tre esse: sesso, soldi, sangue. Qui, alle prime due, hanno sostituito la paura, convinti come sono che anche la triade male, sangue e orrore sia utile per far crescere l’Auditel.
E i bambini davanti alla tv? È un problema solo dei genitori. In fondo, sostengono certi esperti, le televisioni commerciali non devono fare le baby sitter ma produrre profitti. A qualunque costo".
(Gigio Rancilio, 12.09.2013)​

mercoledì 11 settembre 2013

martedì 10 settembre 2013

NEWS - Siete pronti per il Gnam-Gnam style? Da giovedì arriva "Hannibal" in prima serata senza tagli (a questi ultimi ci pensa lui...) 
A volte il morso della fame è quello della paura.

Hannibal”, la serie-evento della stagione televisiva andrà in anteprima assoluta su Italia 1 da settembre, in prima serata.
Prima del “silenzio degli innocenti” e di Clarice Starling (Jodie Foster) c’era Will Graham (Hugh Dancy), profiler del F.B.I. talmente in sintonia con i serial-killer che insegue da entrare nelle loro menti. Vede le vittime in flashback con i loro occhi, i loro desideri, le loro deviazioni. Una spinta omicida il più delle volte macchiavellica, non dettata da un impeto di ira, nascosta sotto le ceneri di un abuso o perversione che divampa, sulla quale scava ininterrottamente – senza una parvenza di vita privata – il meticoloso Graham. Fino al baratro della follia, fino a identificarsi pericolosamente con gli assassini seriali che gli entrano in testa…
Per questo, Jack Crawford (Laurence Fishburne), il capo delle Scienze Comportamentali del F.B.I., affianca al protagonista un “tale“ dottor Hannibal Lecter (interpretato dal danese Mads Mikkelsen), psichiatra forense con il pallino della buona cucina (meglio se…umana). E’ l’inizio di una partita a scacchi tra due mentalità brillanti ancorchè disturbate, di una lucida follia che porterà all’inevitabile scacco matto.
Fanno da contorno alla “partita”: la profiler e psichiatra Alana Bloom (Caroline Dhavernas); l’agente federale Beverly Katz (Hettienne Park), specializzata in rilevamenti d’indizi sui luoghi degli omicidi; la dottoressa Bedelia Du Maurier (Gillian Anderson), l’analista di Lecter che gli ricorda in più di un’occasione di essere lei ad analizzare lui (non il contrario).
Bryan Fuller (Heroes, Pushing Daisies, Dead like me), cura l’adattamento in 13 capitoli dei personaggi portati alla luce dal romanzo Red Dragon di Thomas Harris, sorta di prequel de Il Silenzio degli Innocenti. La serie tv è in realtà un prequel del romanzo pubblicato nel 1981. Il libro aveva conosciuto in precedenza due traduzioni cinematografiche: il memorabile Manhunter-Frammenti di un omicidio (1986) diretto da Michael Mann (con William Petersen, futuro protagonista di CSI: Scena del crimine, nei panni di Graham) e l’omonimo e dimenticabile Red Dragon (2002) di Brett Ratner, con Edward Norton e Anthony Hopkins (girato dopo il successo de Il Silenzio degli Innocenti di Jonathan Demme nel 1991). Antecedente alle vicende narrate nella serie tv, risulta il film Hannibal Lecter – Le origini del male (2007), dal romanzo omonimo di Harris incentrato sulla figura di Lecter dagli 8 anni alla prima adolescenza. L’ultimo capitolo della saga è invece Hannibal (2001) di Ridley Scott, ambientato 7 anni dopo le vicende de Il Silenzio degli Innocenti.
Fuller ha spiegato l’originalità dello spunto che caratterizza la serie: “se alla base c’è il principio caro a Hitchcock di far vedere una bomba sotto il tavolo e far tremare gli spettatori in attesa dello scoppio, quella che si instaura tra Hannibal e Graham potremmo definirla una ‘storia d’amore’, due universi che s’incontrano partendo da poli opposti e che finiscono per attrarsi. Non è un caso che Lecter ricordi a Graham di essere più simili di quello che il serial-profiler possa immaginare…”. “La curiosità che emerge – prosegue Fuller – non è tanto nella risoluzione dei casi, quanto nella modalità di coppia che porterà ad essa, scoprendo indagine dopo indagine un tassello di entrambi i protagonisti, i quali si riveleranno ognuno con aspetti sorprendenti tali da non permettere mai la classica etichettatura del Bene e del Male”.
Mads Mikkelsen di Copenhagen, salito alla popolarità quale antagonista di James Bond in Casino Royale (2006) e fresco vincitore quale “miglior attore” al Festival di Cannes 2012 per il film Il Sospetto (nel quale interpreta un presunto pedofilo accusato dalla società prima che dalla legge), è entrato con la sua caratterizzazione nell’olimpo della critica americana, oltre che eletto icona di stile (l’ultimo numero di “GQ” Usa gli ha dedicato un ampio servizio fotografico nelle vesti di neo-dandy). Per la cronaca, non si tratta del suo debutto assoluto in una serie tv: nel 2000 ha partecipato alla serie poliziesca danese Rejseholdet.
David Tennant di Doctor Who è stato contattato in un primo tempo per il ruolo di Hannibal. Originariamente la parte dell’analista di Lecter doveva andare a Angela Lansbury, aka La Signora in giallo; quando l’attrice ha declinato l’offerta per impegni teatrali, la figura di Du Maurier è stata riscritta per Gillian Anderson, abbassandone l’età.
Memorabile il cameo di Lance Henriksen nel telefilm, colui che aveva interpretato il serial-profiler Frank Black in Millennium (1996), anch’egli in grado di “vedere” nelle menti dei serial-killer. Tra le altre guest-stars, sfila Eddie Izzard.
Oltre a Fuller, firmano da produttori esecutivi Jesse Alexander, Chris Brancato, Martha De Laurentiis, Sidonie Dumas, Katie O’Connell, Christophe Riandee, Elisa Roth, David Slade e Sara Colleton. La colonna sonora degna dei Muse è composta da Brian Reitzell.
Per le buone forchette del caso, i titoli originali della prima stagione riguardano piatti di portata in lingua francese (Apéritif, Amuse-Bouche, Potage, Oeuf…). La produzione si è avvalsa altresì di un consulente culinario visti i continui richiami sulla buona cucina.
Mads Mikkelsen e Hugh Dancy avevano già lavorato sullo stesso set, nel film King Arthur (2004); leggenda vuole che sia stato proprio Dancy a raccomandare Mikkelsen alla produzione. Le riprese sono avvenute nell’Ontario canadese.
Se Brian Lowry di “Variety” ha commentato che “la serie è una bistecca cotta alla perfezione, al sangue, la più gustosa da assaporare in tv negli ultimi tempi”, Tim Goodman di “Hollywood Reporter” ha sentenziato: “una delle migliori sorprese della stagione, girata con maestria tra le tenebre dell’animo umano con uno stile per niente ortodosso, dove Mikkelsen non ha nulla da invidiare a Hopkins”. Proprio sul confronto con Il Silenzio degli innocenti si è soffermato anche Mike Hale del “New York Times”: “Mikkelsen è così meravigliosamente inespressivo da apparire l’anti-Hopkins”.
Nonostante il realismo di alcune scene, in patria il network generalista NBC – che ha rinnovato la serie per una seconda stagione in cui potrebbe comparire niente popò di meno che David Bowie nei panni dello zio di Hannibal – non ha mai chiesto modifiche alle sceneggiature. Tranne in un caso. Nel quinto episodio un serial-killer “sbuccia” le vittime e le mette in posa da angeli. Le inquadrature dei loro deretani sono apparse offensive ed è stato chiesto alla produzione di coprirli con il…sangue.

Sostanzialmente è una storia d’amore con una bomba pronta ad esplodere sotto il tavolo”.
(Bryan Fuller, ideatore di Hannibal)

lunedì 9 settembre 2013

GOSSIP - Melissa George, la spia che sapeva sfilare (i vestiti):  sexy testimonial del nuovo trailer di Agent Provocateur (controllatevi!)

NEWS - Il trailer, fresco fresco, della serie più attesa d'inizio 2014

venerdì 6 settembre 2013

NEWS - Finalmente un magazine italiano si espone e lancia in copertina le serie tv migliori dell'anno e di sempre: "IL" (il maschile del "Sole 24 ore") è imperdibile in edicola (ma "Lost" solo 6° siam sicuri?)
E' successo. Finalmente anche in Italia, come fanno in America i settimanali "Tv Guide" o "Entertainment Weekly" - che però son televisivi e qui stiamo invece parlando di un magazine più generalista - che un periodico si sia lanciato in un numero speciale dedicato alle serie tv (titolo di copertina: "La televisione è la nuova letteratura"). A dire il vero lo aveva fatto anche "Sette Tv", l'inserto del "Corriere della Sera", qualche mese fa, ma il consiglio è di non farsi perdere in edicola "IL", il magazine maschile del "Sole 24 ore" (costo: 0.50 euri). Pagine e pagine di anticipazioni, titoli, classifiche, chiose anche interessanti, grafica eccelsa. Imperdibile comunque. Certo, poi c'è la classifica delle 16 serie tv "migliori di tutti i tempi" (quella delle "best" di quest'anno ve la lasciamo scoprire senza spoiler...). Ve la riportiamo senza commenti, sarete voi a dirci cosa ne pensiate, nel caso...(siam sicuri comunque che farà discutere)
1 - THE WIRE
2 - THE WEST WING
3 - I SOPRANO
4 - MAD MEN
5 - 24
6 - LOST
7 - THE GOOD WIFE
8 - BREAKING BAD
9 - SIX FEET UNDER
10 - DESPERATE HOUSEWIVES
11 -  CURB YOUR ENTHUSIASM
12 - SEX AND THE CITY
13 - GAME OF THRONES
14 - THE OFFICE
15 - MISFITS
16 - DR. HOUSE

giovedì 5 settembre 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

mercoledì 4 settembre 2013

NEWS - Fuoco, cammina con Gaga! Da sabato su Premium Action la serie sui pompieri con protagonista (l'ex?) fidanzato della popstar più popolare del mondo 
A Chicago c’è chi gioca col fuoco. E a volte le fiamme degli incendi son più facili da placare di quelle della passione…“Chicago Fire” è la “bollente” serie tv in anteprima assoluta su Premium Action dal 7 settembre, ogni sabato in prima serata. 
Ne sono protagonisti Jesse Spencer di Dr. House e Taylor Kinney (ex modello già in The Vampire Diaries in tv e in Zero Dark City di Kathryn Bigelow al cinema), attuale e storico fidanzato di Lady Gaga in odor di portarla all’altare. 
Al distretto 51 del Chicago Firehouse il conflitto tra i tenenti Matthew Casey (Jesse Spencer), ligio capo dei pompieri con la sua osservanza delle regole, e l’esuberante nonchè più carismatico Kelly Severide (Taylor Kinney), in testa ai soccorritori, rischia di dar fuoco alla miccia. Dopo la morte del vigile del fuoco Andrew Darden, entrambi si sentono colpevoli dell’accaduto. Il primo è diviso tra la dottoressa Hallie Thomas (Terri Reeves) e la paramedica Gabby Dawson (Monica Raymund). Su Severide pesa l’accusa della moglie del pompiere deceduto, la quale lo ritiene responsabile della tragedia. Nonostante il peso delle colpe e gli scheletri nell’armadio, ogni giorno è una lotta alla sopravvivenza che vede spesso bruciare le passioni tra un incendio e l’altro. Fanno parte del gruppo anche il nuovo arrivato Peter Mills (Charlie Barnett), sulle orme del padre e contro il volere della madre; il veterano capo-squadra Wallace Boden (Eamonn Walker); la paramedica gay Leslie Elisabeth Shay (Lauren German), convivente di Severide che ha scoperto che l’ex compagna si è appena sposata ed è rimasta incinta; il pompiere Christopher Herrmann (David Eigenberg), col pallino degli affari e dei soldi facili.

Jesse Spencer, noto al grande pubblico per il ruolo di Robert Chase in Dr. House, è tra i candidati dell’ultima ora per interpretare il protagonista maschile di Cinquanta sfumature di grigio al cinema.

Taylor Kinney, oltre al legame più stabile con l’irrequieta Lady Gaga (si vocifera di un matrimonio alle porte) ed essere stato protagonista del di lei video musicale “You and I”, ha un passato da modello e una laurea in Business Management alla West Virginia University.

La serie ha goduto di una promozione straordinaria: Lady Gaga ha invitato i suoi followers su Twitter a seguire il debutto del telefilm dove recitava il compagno (per la cronaca, il tweet ha avuto quasi 3500 retweet e oltre 1800 utenti del social l’hanno inserito tra i “preferiti”).

Michael Brandt e Derek Haas sono gli ideatori del serial prodotto dal “guru” Dick Wolf (Law&Order).

Sarah Shahi, Shiri Appleby e Treat Williams sono tra le guest-stars. Oltre a Wolf, Brandt e Haas firmano altresì da produttori esecutivi Danielle Gelber, Peter Jankowski, Joe Chappelle, Jeffrey Nachmanoff. La colonna sonora, vincitrice di un ASCAP Award, è composta da Atli Örvarsson. Le riprese sono avvenute a Chicago. Brian Lowry su “Variety” ha commentato ironicamente, a proposito della bellezza dei protagonisti: “ecco i pompieri usciti da una pubblicità di Calvin Klein!”.
NEWS - Il nuovo poster di "AHS: Coven" è da rimanere a bocca aperta...

martedì 3 settembre 2013

 'The Walking Dead': Watch an exclusive deleted scene with Lori as a zombie! http://t.co/nghsAxmobI via @EW #TWD

lunedì 2 settembre 2013

NEWS - Anteprima: "Arrow" 2 , non chiamatela fantascienza (semmai è un sequel)! 
La seconda stagione di “Arrow” (in anteprima assoluta su Premium Action dal 22 ottobre ogni martedì in prima serata in lingua originale con sottotitoli in italiano; su Italia 1 in prima tv free doppiata nelle strenne natalizie) non sarà all’insegna della fantascienza come la prima. Almeno a sentire il produttore esecutivo Marc Guggenheim: “non voglio che il pubblico pensi, guardandola, che si tratti di una serie scifi. Uniche concessioni saranno il rifugio-nascondiglio del protagonista Oliver Queen (Stephen Amell), ancor più dark e ricco di trovate estetiche, nonché i gadget avveniristici, ben più moderni di quelli della passata stagione”. “I primi quattro episodi saranno sconvolgenti – anticipa Guggenheim – e faranno da antipasto al grande tema della stagione: qual è la linea che separa il protagonista dall’essere un vigilante da quella per diventare un eroe? In questo senso, la seconda stagione non è una continuazione di quella d’esordio…E’ un vero e proprio sequel!”.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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