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lunedì 18 giugno 2018

NEWS - Fraternité contre Netflix! In Francia l'alleanza di 3 grandi network fa un "Salto" per contrastare l'avanzata streaming che cresce al ritmo di 100 mila nuovi abbonati al mese (3.5 milioni totali fino ad oggi)

Articolo tratto da "La Stampa"
Chi l'avrebbe mai detto: France Télévisions, il gruppo pubblico televisivo francese, orgoglioso della seriosa qualità della sua offerta, almeno per l'informazione, si allea in patria con i nemici di sempre, Tf1(íl canale privato con l'audience più alta d'Europa, anche a colpi di giochini e show con i lustrini) e M6, altro concorrente privato, ma rivolto più a un pubblico di giovani. Si, ma quando bisogna contrastare l'«invasore» straniero, per di più a stelle e strisce, tutto è possibile in Francia. Nascerà così a Parigi Salto, alias l'anti Netflix, una piattaforma su internet (e su abbonamento) dalla quale scaricare serie tv, film, documentari e programmi di ogni tipo, prodotti dai tre gruppi. «L'unione fa la forza», ha commentato ieri Delphine Ernotte, presidente di France Télévisions, che comprende diversi canali, ma principalmente France 2 e France 3, con un bacino di consumatori dall'età sfornulatamente sempre più alta. Erano cinque anni che i tre nuovi partner lavoravano al progetto e ormai non ci sperava più nessuno, vista la differenza di approccio e i diversi interessi (France Canal + è in difficoltà perché ha perso i diritti per il calcio e gli abbonati sono in calo Télevisions puntava a una piattaforma comune gratuita, ma Tf1 e M6, che distribuiscono i loro programmi anche mediante operatori telefonici, come Orange, Free e Sfr, dai quali hanno ottenuto da poco di farsi pagare di più, volevano evitare ogni possibilità di concorrenza sleale). Se alla fine si è centrato l'obiettivo, si deve al successo folgorante di Netflix in Francia. Sbarcato da queste parti nel 2014, può ormai contare su 3,5 milioni di abbonati. E cresce a un ritmo di 100mila nuovi clienti al mese, provenienti soprattutto dal bacino dei più giovani, che «fuggono» dalle tv tradizionali, in particolare quelle pubbliche. Non solo: Canal+, la pay tv francese, controllata da Vincent Bolloré, non va bene. Ed è probabile che andrà sempre peggio, visto che ha appena perduto i diritti televisivi per la Ligue 1, la Serie A francese. Canal+ è scesa a 4,9 milioni di abbonati. È il momento propizio per France Télévisions, Tf1 eM6 di approfittare della sua debolezza. Ieri, i tre nuovi alleati non hanno specificato né i finanziamenti che saranno consacrati alla piattaforma Salto, né la tempistica. Ma, secondo le voci che circolano a Parigi, si dovrebbe trattare di almeno 50 milioni di euro, da destinare soprattutto al suo sviluppo tecnologico. Il debutto, invece, è previsto l'anno prossimo, dopo che l'autorità pubblica sulla libera concorrenza avrà dato il via libera. Saranno disponibili due tipi di abbonamenti. Quelli meno cari, compresi tra i due e i cinque euro, daranno accesso alla diretta su tutti i canali disponibili (anche Tmc, del gruppo Tf1, che ha particolare successo fra i giovani, con un programma di infotainement, il «Quotidien», una sorta di «Striscia la notizia» in salsa francese). E inoltre servizi premium come il replay limitato a una settimana, lo «start oven) per riprendere un programma dagli inizi o lo «stacking», per rivedere gli episodi precedenti di una serie in corso. L'accesso sarà possibile dallo smartphone, dal tablet, da un computer e dalle televisioni connesse. Con gli abbonamenti più cari, compresi fra i sette e gli otto euro, sarà disponibile l'accesso illimitato alla produzione televisiva dei tre alleati (France Télévisions e Tf1 rappresentanto da soli il 75% di quella totale francese) e in certi casi europea. Il gruppo pubblico francese, che in genere stenta a sfondare con le sue serie, ha strappato negli ultimi tempi qualche successo, come «Capitaine Marleau», le vicende di una donna capitano della gendarmeria un po' svitata, ambientate nella Francia profonda. Salto viene creato sull'esempio di una piattaforma simile americana, Hulu. Ed è una risposta non solo a Netflix, ma anche ad Amazon. E ai tentativi degli altri colossi americani, come Google o Facebook, di rubare il pubblico alle televisioni più classiche.

1 commento:

Bea ha detto...

e in Italia niente?

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