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giovedì 10 maggio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Il Miracolo", scrittura alta e autoriflessiva tra quotidiano e soprannaturale
"Uno dei personaggi più enigmatici de II miracolo, padre Marcello (Tommaso Ragno), un prete tossico, truffatore, feticista, cita un brano delle Scritture, quasi a suggerirci una chiave interpretativa: «Quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace» (Romani, 8,5). La serie di Niccolò Ammaniti è un'accorta commistione di carne e spirito, di satanico e di celeste, di soprannaturale e quotidiano, in una lunga schermaglia mossa da un'esasperazione impura che accende tutti i possibili contrasti (Sky Atlantic). La storia comincia quando in un covo del boss della `ndrangheta viene trovata la statua di una Madonnina che piange sangue. C'è un trucco? Cosa nasconde quel mistero che nessuno riesce a spiegare? II sangue che scorre in abbondanza (lacrime, cadaveri, autopsie) stringe in una fatale coazione a reagire un gruppo di persone: il premier Fabrizio Pietromarchi (Guido Caprino), sua moglie (Elena Lietti), un generale dei carabinieri che guida le indagini (Sergio Albelli) e la biologa che analizza il sangue (Alba Rohrwacher). Ammaniti considera la serialità come i suoi romanzi, un esercizio di scrittura alta, autoriflessiva, un continuo oscillare di teatralità, dove ogni inquadratura è carica di un'intensità violenta, dolorosa e, a tratti, di disperata dolcezza (come II mondo di Jimmy Fontana). L'aspetto più curioso de II miracolo è il dispiegarsi di vari registri narrativi: Ammaniti condivide infatti la regia con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini, due registi tra loro molto differenti, e la sceneggiatura con Francesca Manieri, Francesca Marciano e l'indispensabile Stefano Bises. Il miracolo è prodotto da Wildside, in co-produzione con Arte France e Kwà". (Aldo Grasso)

2 commenti:

Bea ha detto...

Prima puntata stenta un pò a ingranare, dalla seconda mi ha preso di più

karl8 ha detto...

a me sembra un pò troppo "autoriflessivo" (o autoreferenziale), un pò masturbatorio intellettualmente, oltre che poco "vendibile"...un bell'esercizio di stile, ma niente più

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