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martedì 2 gennaio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Il bosco di "Dark" ha radici in "Twin Peaks", "Lost" e "Stranger Things" 
"Una piccola e anonima cittadina tedesca è scossa da misteriose sparizioni: un ragazzo adolescente all'improvviso non fa più ritorno a casa, un bambino svanisce in un bosco in una notte tempestosa, nei pressi di una centrale nucleare. La polizia indaga su varie ipotesi di omicidio ma appare presto chiaro che la situazione è più tortuosa di quanto possa sembrare: strani fenomeni sovrannaturali iniziano ad accadere, una pioggia di animali morti cade dal cielo e si aprono inspiegabili deviazioni nella linearità del tempo, seguendo il motto «la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un'ostinata e persistente illusione». Sono queste le premesse di Dark, la prima serie originale tedesca (già rinnovata per una seconda stagione) realizzata da Netflix secondo i canoni delle serie complesse e ad alto budget cui ci ha abituato la piattaforma. Col procedere delle puntate, l'inchiesta sulle sparizioni si connette stranamente a un caso irrisolto del 1986, mentre inquietanti segreti e connessioni inaspettate tra passato e presente vengono a galla, con alcuni personaggi che restano «intrappolati» in un'epoca lontana. Guardando Dark è difficile non pensare ad alcuni titoli di culto: Twin Peaks per le atmosfere, Lost per i viaggi nel tempo e i segreti connessi a una struttura governativa emanazione di un potere oscuro, che è il cuore pulsante del mistero. Difficile anche non pensare a Stranger Things, per i protagonisti adolescenti e per un ritorno nostalgico agli anni 8o mitizzati attraverso il racconto della musica, delle manie del periodo. Dark è un tentativo interessante di costruire un universo narrativo molto caratterizzato, soprattutto a livello estetico, ma in cui non sempre la trama «a puzzle» presenta misteri convincenti o affascinanti allo stesso modo. La presenza di un cast ampio limita la possibilità di approfondire i caratteri, lasciandone molti solo abbozzati". (Aldo Grasso)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

sottoscrivo tutto, soprattutto il finale sui troppi personaggi in scena che rendono tutto il racconto difficile da seguire

Bea ha detto...

Nelle citazioni di altre serie avrei aggiunto 'The Leftovers'

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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