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giovedì 22 settembre 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Con "The Affair" il tradimento è un omicidio diviso in due
"La serie tratta di un affair, una relazione extraconiugale osservata da una doppia prospettiva: quella di Alison Lockhart (Ruth Wilson), una cameriera trentenne di una tavola calda di Montauk, località degli Hamptons (il posto chic delle vacanze newyorkesi), e quella di Noah Solloway (Dominic West), professore di Lettere di una scuola pubblica di Brooklyn, aspirante scrittore con figli problematici (Sky Atlantic, mercoledì, 21.15). Ideata da Sarah Treem e Hagai Levi, già noti per «In Treatment», «The Affair» si è subito imposta per la struttura narrativa, spezzata in due sulla base dei punti di vista e dei resoconti dei due amanti, che offrono visioni diverse sugli stessi accadimenti: un omicidio, avvenuto ai tempi della loro relazione, che funge da sottotrama. È una tecnica narrativa conosciuta con il nome di Rashomon effect (dal film del 1950 di Akira Kurosawa dove s ’intrecciano quattro versioni dello stesso avvenimento) e non di rado usata al cinema (basti pensare a Gone Girl, 2014). Memoria divergente. I risvolti e le conseguenze psicologiche della storia tra Noah e Alison vengono raccontati da due punti di vista differenti. Entrambi, a loro modo, sono infelici e insoddisfatti e un senso di angoscia pervade tutta la storia. Chi mente e chi è sincero? Nel ricordo cambiano le sfumature, i vestiti, lo sguardo sugli altri personaggi della storia (la moglie di Noah è molto più affascinante e positi va nella memoria di Alison, mentre è spesso un’insopportabile snob viziata nell’immagine che ne ha il marito). Un dettaglio trascurato nella versione dell’uno diventa elemento inverante in quella dell’altro: un bacio o il testo di un sms cambiano valore a seconda di chi li ricorda, l’innocenza si trasforma in malizia, l’erotismo in romanticismo, l’eroismo in pavidità, l’emozione in freddo calcolo. La somma di «verità soggettive» riesce ad avvicinarsi alla presunta oggettività delle indagini?". (Aldo Grasso, 17.09.2016)

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