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venerdì 16 ottobre 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Aquarius", più soap che drama
"Charles Manson voleva diventare più famoso dei Beatles. Era una delle sue ossessioni. Era convinto di essere il quinto (mancato) Beatles. Certo, dare vita a un culto satanico per incidere qualche disco porta a conseguenze tragiche. In un capitolo di «Tragico tascabile», Guido Ceronetti accusa i Beatles di avere eccitato con «Helter Skelter» la furia omicida di Manson, artefice con la sua banda del massacro di Cielo Drive in cui, il 9 agosto 1969, venne, tra gli altri, assassinata Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski, 26 anni, incinta di otto mesi. Mah! Difficile capire dalle prime due puntate quanto «Aquarius», la serie creata da John McNamara per NBC, riesca a restituirci il senso del tragico nel raccontare i delitti commessi da Manson e dalla sua setta in un crescendo di violenza e follia (Sky Atlantic, mercoledì, 21.10). Siamo nel i96', a Los Angeles. Una ragazzina sparisce da casa: e l'espediente narrativo per introdurci nel gruppo di Manson, tra cultura hippy e manifestazioni contro la guerra in Vietnam, uso di droghe e rock psichedelico, tensioni razziali e liberazione sessuale. A indagare c'è il detective Sam Hodiak (David Duchovny), affiancato da un partner più giovane e più in sintonia con i tempi che cambiano, Brian Shafe (Grey Damon). Ben presto le loro ricerche li condurranno nella tana del lupo, dove il guru mezzo disadattato (l'infanzia difficile, le violenze subite in carcere, una pulsione omosessuale...), riesce tuttavia ad attirare giovani donne deboli e manipolabili, per plagiarle e convincerle a unirsi alla causa. «Aquarius» gode di un'ottima fotografia, di una colonna sonora degna di quegli anni, di una recitazione di tutto rispetto. Ma il racconto tende volentieri alla soap (intrecci amorosi, fidanzate e mogli abbandonate...) e la tragicità fatica non poco a morderci, a inchiodarci alla sua smisuratezza. In America, NBC ha reso subito disponibili on demand tutti gli episodi, in stile Netflix". (Aldo Grasso, 16.10.2015)

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