mercoledì 5 settembre 2007

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
A cura di Leo “Grant” Damerini (dal "Telefilm Magazine" di Settembre)

CORRIERE DELLA SERA
Brambilla Van De Kamp

"Quando Maria Vittoria Brambilla vuol mettere le cose a posto sembra Bree Van De Kamp, la più pragmatica fra le casalinghe disperate...".
(Aldo Grasso, 12.06.2007)

IL GIORNALE
Italia, sei piedi sotto l'America

"In Usa fanno cose come 'Six feet under', in Italia invece si replica sempre la stessa cosa, adatta alla tv generalista. Vanno corsi dei rischi".
(Gabriele Salvatores, 12.06.2007)

LATE SHOW
Il terrore corre sul video

"E' terribile. Pare che Al Qaeda abbia rivendicato il finale incerto de "I Soprano".
(David Letterman, 13.06.2007)

SATURDAY NIGHT LIVE
La terza età di "Law&Order"
"La NBC ha annunciato che produrrà un'altra stagione di 'Law&Order', ovvero la storia di come un nonnetto insegni cinismo ad un gruppo di top-model".
(Amy Poehler, giugno 2007)

LIBERO
"3 Libbre" fuori dal metrò
"'3 Libbre' è corredato di un titolo che fa espresso riferimento al peso del cervello umano. Ovviamente inteso quale livello medio, potendo essere anche ben inferiore. Quasi certamente in coloro che hanno creato siffatto telefilm, che sta al 'Dr. House' come la merce esposta all'uscita delle nostre metropolitane alla produzione di Louis Vuitton".
(Alessandro Rostagno, 19.06.2007)

METRO
Solletico mortale
"Sembra incredibile: a 'CSI' ci sono tantissime persone che vogliono interpretare i morti in scena, anche col rischio di dover rimanere immobili per 8 ore. E io mi diverto a far loro il solletico, son fatto così...".
(Gary Dourdan, 19.06.2007)

CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE
Smutandate disperate

"Britney Spears ha fatto una cosa di pessimo gusto a non indossare la biancheria intima. Io la uso sempre".
(Katherine Heigl, 28.06.2007)

LA REPUBBLICA
Il mito italiano che non c'è

"La fiction made in Italy è vuota, ripetitiva, insipida. E' incapace di creare il mito".
(Umberto Eco, Convegno "Semiotica e Fiction" di San Marino, 30.06.2007)

TV SORRISI E CANZONI
Al Max si muore di fame...
"'Lost' è un telefilm che io adoro. Sono proprio un fan accanito. Mi piacerebbe essere Locke, figura drammatica, ma personaggio-chiave della serie. Lui è il guerriero dell’isola, quello che in qualunque situazione sa procacciarsi il cibo da solo. Nella vita di tutti i giorni non so cucinare neppure due uova al tegamino! Se non c’è un ristorante aperto nei paraggi posso anche morire di fame...».
(Max Pezzali, 21.06.2007)

CORRIERE DELLA SERA
Cari scrittori, imparate dai telefilm
"Di brutto la tv ha soltanto la sua idea di audience, i suoi critici, spesso i suoi protagonisti. Non è poco. Ma non è tutto. Così mentre la tv offre piccoli o grandi gioielli narrativi come 'Sex and the City', 'Desperate Housewives', 'Lost', 'The Sopranos', il letterato è diventato un soggetto da «manifestazione culturale», protagonista di quei gratificanti bagni di folla dove, in veste di guru di fronte a una schiera di adoranti professoresse finto-popperiane, può finalmente misurarsi con l' assoluto (cosa che non gli riesce più con la scrittura) e il cineasta si è trasformato in un lamentoso questuante di sovvenzioni statali. Insomma la tv è ancora vista o come una sciagura della modernità (una macchina che distoglie le masse dalla loro redenzione e le precipita nell' irrealtà e nella inesperienza) o come uno strumento promozionale. Il massimo per uno scrittore o per un cineasta è andare in video, possibilmente in un programma popolare, per promuovere la sua ultima fatica. Alcuni accedono persino al ruolo di opinionista. Il rapporto fra la tv e la nostra letteratura è alquanto tormentato. La tv in Italia ha poco più di cinquant' anni, il libro invece può contare su una tradizione di secoli; dunque siamo di fronte a un connubio recente e asimmetrico".
(Aldo Grasso, 09.07.2007)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

credo che sia l'unica (o quasi..) occasione in cui sono d'accordo con quanto dice Rostagno..

"3 libbre", propostosi come l'anti-House e sostenuto dal portentoso talento di Stanley Tucci, si è purtoppo rivelato una pessima imitazione..
Assolutamente perdibile..

Anonimo ha detto...

Grasso ha sempre ragione, Max Pezzali MAI

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