lunedì 10 settembre 2007

BOLLETTINO - L'Accademia dei Telefilm scrive a Nanni Moretti: "Fai qualcosa di sinistra, firma un telefilm!". La provocazione sul nuovo numero di "Telefilm Magazine" in edicola.
I telefilm? Il genere televisivo più a sinistra del momento.
E con questa tesi l'Accademia dei Telefilm - l'associazione culturale che si promette di promuovere la cultura pop delle serie tv - scrive una lettera aperta, dal sapore provocatorio, a Nanni Moretti: "fà qualcosa di sinistra, firma un telefilm!". La missiva, che vuole incitare tutti i cineasti italiani a non disdegnare le serie tv e magari a firmarne qualcuna, si trova nel nuovo numero in edicola di "Telefilm Magazine", la prima rivista dedicata alle serie tv.
"Caro Nanni Moretti - si legge nella lettera - ci rivolgiamo a Lei quale uno dei massimi esponenti del cinema italiano, ma anche con la speranza che La colga una ventata di sano revisionismo. Lei che in "Aprile", mentre assisteva allo sbarco di albanesi sulla spiaggia di Brindisi, si doleva per l'assenza dei dirigenti della sinistra esclamando: «Io me li ricordo alla Fgci, sono cresciuti vedendo 'Happy Days'. È la loro formazione politica, morale, culturale». Che a Lei ha risposto di recente Aldo Grasso sul "Corriere della Sera": "Magari i dirigenti della sinistra fossero cresciuti con 'Happy Days'! Ci avrebbero evitato anni di lotte fratricide, sfoghi di antiamericanismo e tanta incertezza politica derivante dal padre perduto (il comunismo)". Lei che si è beccato pure la bacchettata di Henry "Fonzie" Winkler: "'Happy Days' mostra una certa America, che puo' non piacere a certa sinistra, ma e' tutt'altro che qualunquista. Dopo l'episodio di 'Happy Days' in cui Fonzie va in biblioteca, il numero dei frequentatori giovani e' cresciuto del 500 per cento. Forse Moretti non sa nemmeno che alle convention di 'Happy Days' si manifestava contro la segregazione degli afroamericani e si facevano campagne a favore dei portatori di handicap". Polemiche a parte, l'anno che verrà potrebbe essere lo spunto per tentare la "Palombella rossa" in tv, nei telefilm, il genere televisivo più a sinistra di tutti. Anche quando racconta il jet set in fila dai chirurghi di "Nip/Tuck". Si riveda i dvd di "West Wing". I telefilm non solo non condizionano negativamente le future generazioni politiche, ma talvolta potrebbero assurgere a vademecum. Se la sinistra avesse gestito l'affaire Sircana-trans come quando il vicedirettore della comunicazione del Presidente degli Stati Uniti Sam Seaborn (Rob Lowe) scopre di essere andato con una prostituta, forse le cose sarebbero andate meglio. Si lasci tentare da un genere, quello seriale, che oggi permette dilatazioni e linguaggi che il cinema non offre; dove anche i silenzi fanno rumore e sono la punteggiatura del racconto, dove gli stati d'animo emergono fragorosi, dove la banalità è rara. Servono la Sua intelligenza e la Sua sensibilità per (ri)lanciare il telefilm italiano. Certo qualche passo si sta facendo: "Quo vadis baby?" di Salvatores e "Romanzo criminale" di Placido vanno bene, ma sono remake e sequel. Niente di nuovissimo. Servono sceneggiature originali. Qualcuno come Gabriele Muccino l'ha capito, solo che è andato a farlo in America. Dia l'esempio in Italia, Moretti. Poi, noi dell'Accademia dei Telefilm siamo sicuri, La seguiranno anche i vari Silvio Soldini, Mimmo Calopresti, Alessandro D'Alatri, Pappi Corsicato, Emanuele Crialese, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, solo per citarne alcuni. Tanti giorni felici, Caro Moretti. L'aspettiamo un giorno o l'altro nel fantastico mondo dei telefilm!".

12 commenti:

Anonimo ha detto...

A me Moretti non piace, ma magari firmasse un telefilm! sarebnbe un bel passo avanti.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo, se i registi italiani avessero meno puzza sotto il naso, non ci dovremmo sorbire Love Bugs e affini!!!!

kylie ha detto...

No Moretti no!!!!!!!!
Lasciatelo ai suoi film di nicchia.
Ci vuole una nuova generazione di creatori di serie italiane.....largo ai giovani!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Kylie, leggi bene: nella lettera si citano anche quelli più giovani...

Anonimo ha detto...

Siiii, il dibattito siiiiiiiii

Anonimo ha detto...

Magari Moretti no, ma Corsicato o Lucchetti un telefilm potrebbero anche farlo, diamine!

Anonimo ha detto...

I TELEFILM SONO ER MEJO DELLA FICTION, CINEMA COMPRESO, SE I CINEASTI ITALIANI NON LO CAPISCONO, SI MERITANO LA CRISI DEL BOTTEGHINO CHE HANNO!

kylie ha detto...

Caro Paolo,
ma io intendo voci NUOVE davvero rivoluzionarie non la solita cricca del cinema italiana che sappiamo benissimo come funziona.
Se Moretti è sensibile, io sono un angelo caduto dal cielo.

Anonimo ha detto...

ma in america i serial occupano il posto del cinema di genere - noir, poliziesco, fantascienza, horror - che in italia non è quasi mai esistito. se il cinema italiano si divide tra autorialità (e meno male, un bellocchio non lo scambierei con nessun telefilm)e storie da due camere e cucina (es. i giorni dell'abbandono, la bestia nel cuore)chi potrebbe dirigere un serial in questo contesto? non ci sono i registi ma mancano soprattutto un sistema produttivo adeguato e una cultura di genere. finora quando hanno provato a imitare gli americani sono uscite fuori quelle cose tristi come ris o medicina generale che fanno tanto 'parenti poveri'. aspettiamo il satellite e le miniserie tratte da quo vadis baby e romanzo criminale..solo un alto dispiego di mezzi produttivi può portare a operazioni degne di nota

Anonimo ha detto...

ho visto che oggi la lettera è anche su L'Unità! Bravi!!!!!

GlitterVictim ha detto...

L'ho sempre pensato che Moretti fosse un comico, ecco l'ennesima riprova!

Anonimo ha detto...

parere del tutto personale ma secondo me in Italia non mancano solo i registi...:
mancano i produttori che hanno (concedetemelo) le PALLE per investire su autori giovani e su prodotti innovativi, mancano gli attori (quelli davvero bravi si contano sulle dita di una mano, mentre quelli che fanno fiction sono sempre e solo gli stessi!), manca il background di cultura pop tipicamente anglossassone, manca la cultura in generale perchè sono troppe le persone che considerano ancora i telefilm un prodotto di mero (e pefino basso) intrattenimento senza vedere in esso l'enorme potenziale culturale in quanto rifesso della società e veicolo per la diffusione delle diversità (pensiamo a the L world)..;

e poi, sempre secondo me, manca la capacità di prendersi in giro, di analizzare davvero le proprie debolezze e di farle diventare un punto di forza..

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

Lick it or Leave it!