giovedì 29 marzo 2007

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti dai giornali italiani e stranieri sui telefilm
A cura di Leo "Grant" Damerini

CORRIERE DELLA SERA
"NCIS", nessuna vetta ma standard alto
"Due ufficiali di marina vengono trovati assassinati. A uno dei due sono state tagliate di netto entrambe le mani. Perché? Tocca ai Ncis (Naval Criminal Investigative Service) indagare, la una squadra di agenti speciali della marina militare degli Stati Uniti. «Ncis» è la serie prodotta da Donald Bellisario a partire dal settembre del 2003, nata come come spin off di «Jag. Avvocati in divisa» (Raidue, lunedì, ore 21.05, seconda serie; in America è già alla quarta). Alla guida del team c' è l' agente speciale Leroy Jethro Gibbs (Mark Harmon), primo sergente della Marina e uomo di poche parole ma di grandi doti investigative. Spesso poco rispettoso della burocrazia interna e più propenso al clima informale di «lavoro». Tra i suoi collaboratori c' è l' agente speciale Anthony «Tony» Dinozzo (Michael Weatherly), un ex detective della omicidi; Abby Sciuto (Pauley Perrette), la ragazza del laboratorio dall' ineguagliabile look dark, e Timothy McGee (Sean Murray), il membro più recente della squadra laureato al Mit, più abile con i computer che nelle indagini sul campo. La serie ha questo di singolare: non raggiunge mai vette eccelse di scrittura anche se lo standard professionale rimane alto; a differenza di «Jag» mescola un po' i generi (i morti parlano come proiezione dei vivi) e al dramma si unisce una buona dose di umorismo, per raccontare le dinamiche spesso complesse di una squadra investigativa costretta a operare in condizioni di stress (nei rapporti interpersonali, tuttavia, si notano alcuni cedimenti); i temi trattati sono sempre molto interessanti. Tocca infatti alla serialità introdurre nell' immaginario popolare argomenti che forse in passato sono stati sottovalutati. L' altra sera, ad esempio, si faceva preciso riferimento a una cellula di Al Qaeda, al lavoro dei servizi segreti, alla minaccia del terrorismo. La nostra fiction di successo butta tutto in commedia (una virtù che non corrisponde più a nessuna delle nostre debolezze), poi scopriamo che le Brigate rosse sono ancora in azione e giochiamo a fare gli stupiti. Non si spoetizza l' inferno impunemente".
(Aldo Grasso, 28.03.2007)

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