lunedì 6 gennaio 2020

NEWS - Golden Globes, Netflix sta a guardare (è il solito binge-watching, bellezza!). "Fleabag" e "Succession" sugli scudi ma il vero vincitore è Jason Momoa in canotta

Best Television Series -- Drama

"Big Little Lies" 
"The Crown" 
"Killing Eve" 
"The Morning Show" 
"Succession" - WINNER

Best Television Series -- Musical or Comedy
"Barry" 
"Fleabag" - WINNER
"The Kominsky Method" 
"The Marvelous Mrs. Maisel" 
"The Politician"



Best Television Limited Series or Motion Picture Made for Television

"Catch-22″ 
"Chernobyl" - WINNER 
"Fosse/Verdon" 
The Loudest Voice 
"Unbelievable"

Best Performance by an Actress in a Television Series -- Musical or Comedy
Christina Applegate ("Dead to Me")
Rachel Brosnahan ("The Marvelous Mrs. Maisel")
Kirsten Dunst ("On Becoming a God in Central Florida")
Natasha Lyonne ("Russian Doll")
Phoebe Waller-Bridge ("Fleabag") - WINNER

Best Performance by an Actor in a Television Series -- Drama
Brian Cox ("Succession") - WINNER
Kit Harington ("Game of Thrones")
Rami Malek ("Mr. Robot")
Tobias Menzies ("The Crown")
Billy Porter ("Pose")

Best Performance by an Actress in a Television Series -- Drama
Jennifer Aniston ("The Morning Show")
Olivia Colman ("The Crown") - WINNER
Jodie Comer ("Killing Eve")
Nicole Kidman ("Big Little Lies")
Reese Witherspoon ("The Morning Show")

Best Performance by an Actor in a Limited Series or Motion Picture Made for Television
Christopher Abbott ("Catch-22")
Sacha Baron Cohen ("The Spy")
Russell Crowe ("The Loudest Voice") - WINNER
Jared Harris ("Chernobyl")
Sam Rockwell ("Fosse/Verdon")

Best Performance by an Actress in a Limited Series or Motion Picture Made for Television
Kaitlyn Dever ("Unbelievable")
Joey King ("The Act")
Helen Mirren ("Catherine the Great")
Merritt Wever ("Unbelievable")
Michelle Williams ("Fosse/Verdon") - WINNER

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Series, Limited Series or Motion Picture Made for Television
Patricia Arquette ("The Act") - WINNER
Helena Bonham Carter ("The Crown")
Toni Collette ("Unbelievable") 
Meryl Streep ("Big Little Lies")
Emily Watson ("Chernobyl")

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Series, Limited Series or Motion Picture Made for Television
Alan Arkin ("The Kominsky Method")
Kieran Culkin ("Succession")
Andrew Scott ("Fleabag")
Stellan Skarsgård ("Chernobyl") - WINNER
Henry Winkler ("Barry")

venerdì 27 dicembre 2019

GOSSIP - Un brutto "Affair"! Ruth Wilson è fuggita dal set della serie tv che l'ha consacrata per mobbing lesbo: l'autrice Sarah Treem la voleva sempre nuda...
News tratta da LaStampa.it
L’attrice inglese Ruth Wilson ha lasciato improvvisamente nel 2018 il set della serie tv The Affair per le troppe scene gratuite di nudo che le venivano richieste. Lo ha rivelato l’Hollywood Reporter, dopo che per molto tempo si era pensato che Wilson se ne fosse andata per protesta contro la disparità del suo trattamento economico rispetto a quello del suo partner, Dominic WestI soldi non c’entravano nulla, ha finalmente spiegato Ruth Wilson, obbligata al lungo silenzio da una clausola del contratto. A farle decidere di abbandonare la serie, conclusa quest’anno anche in Italia con il titolo “Una relazione pericolosa” erano state le continue richieste della produttrice Sarah Treem, che la voleva nuda anche quando non era necessario. Tra le due donne si era creato un clima insopportabile, culminato con la richiesta di Wilson di non avere Teen sul set quando lei girava. La produttrice, secondo il racconto di Hollywood Reporter, si rivolgeva all’attrice “con il linguaggio di un uomo degli Anni 50”, dicendole che “tutti aspettavano solo lei” e che “era bellissima”. Wilson, che per la sua interpretazione di Alison Lockhart nella serie ha vinto un Golden Globe, ha abbandonato il set dopo l’ennesima scena di sesso, prevista contro un albero durante una sessione di yoga. L’attrice ha lamentato che mentre si giravano queste sequenze erano presenti molte persone che non c’entravano con la produzione e che anche al di fuori del set tutti potevano vedere tutto sui monitor. Inoltre, ha lamentato il fatto che la maggiore quantità di carne esposta fosse la sua e non quella di Dominic West, che interpretava il suo amante. Sarah Treem si è difesa dicendo di essere sempre stata una femminista, di non avere mai usato il linguaggio che le viene attribuito, né di avere mai costretto qualcuno a spogliarsi. Ma testimoni intervistati da The Hollywood Reporter hanno raccontato di averla vista più volte tentare di persuadere gli attori a denudarsi “anche quando non erano a loro agio e non erano obbligati dal contratto”, in un ambiente di lavoro definito “molto tossico”. A Hollywood il rapporto tra registi, produttori e attori che devono girare scene di nudo è regolato dalle norme del SAG-AFTRA, un sindacato che rappresenta 160.000 attori di cinema e tv e che vincola ogni scena di nudo al rispetto della dignità e della volontà dei professionisti coinvolti. Poiché il nudo è un ottimo ed economico sistema per risollevare gli ascolti di programmi altrimenti destinati al fallimento, se ne fa sempre più uso nelle serie tv. Spartacus è stato considerato un film porno con una bella trama, Game of Thrones in Italia è stato portato in seconda serata per risparmiare almeno i bambini, Vikings e Versailles sono pieni di sesso gratuito che non c’entra nulla con la storia. E’ probabile che la decisione di Ruth Wilson di confessare la vera ragione del suo abbandono del set di The Affair apra un nuovo fronte dopo quello del metoo. Le situazioni imbarazzanti e le pressioni da lei vissute devono essere molto comuni nel mondo delle nuove serie tv, così ossessionate dal sesso da averlo ormai fatto persino venire a noia.

martedì 17 dicembre 2019

NEWS - Arriva "Liberi tutti", la prima serie originale di RaiPlay!
News tratta da "Italia Oggi"
Liberi tutti, la prima serie originale per RaiPlay. Liberi tutti, una coproduzione Rai Fiction - Italian International Film prodotta da Fulvio e Paola Lucisano, è la prima serie originale della piattaforma streaming RaiPlay. Scritta e diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo già autori della serie cult Boris, ha come protagonisti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello e Caterina Guzzanti. I dodici episodi da 30 minuti raccontano la cronnrn della collisione tra due concezioni di vita, che si concretizza quando Michele Venturi., uno spregiudicato avvocato d'affari, viene mandato agli arresti domiciliari in un cohousing solidale ed ecosostenibile, gestito e fondato dalla sua ex moglie. È la miccia da cui si innesca l'incontro-scontro tra le concezioni di vita rappresentate dall'arrivista Michele e dal resto del nido, nato come edificio occupato e diventato un modello di coabitazione dal sapore hippie, dove famiglie e individui molto diversi tra loro vivono condividendo tutto.

giovedì 12 dicembre 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
"La mitomane", su Netflix le bugie francesi d'autore 
"Il cinema è la morte al lavoro", sosteneva Jean Cocteau (a lui dobbiamo un magnifico "La bella e la bestia" del 1946, con le manicandelabro che sbucano dalla parete). Facevano tesoro della leggiadra citazione un paio di vecchie conoscenze che odiavano i film del passato, trovando insopportabile il fatto che attori e comparse fossero nel frattempo tutti defunti (così recita la versione gentile e cortese; più probabilmente era una scusa per stare lontani dai film muti e in bianco e nero). Parlando di serie tv, corteggia volentieri la morte il regista e sceneggiatore francese Fabrice Gobert, lanciato nel 2012 da "Les revenants" (aveva cominciato a scrivere la serie con Emmanuel Carrère, che ancora si pente - lo racconta all'inizio di "Il regno" - per aver abbandonato: mal sopportava il lavoro di gruppo). Due stagioni, per un totale di 16 episodi, raccontavano i ritorno dei morti in una cittadina di montagna, vicino a una diga. I trapassati - ragazzini e ragazzine, un suicida, un killer - si ripresentavano come se nulla fosse successo. Come se da allora non fosse trascorso neanche un giorno: ai vivi, il compito di riadattare le proprie vite. L'ultima fatica di Fabrice Gobert, stavolta in coppia con Anne Berest, è intitolata "Mytho", su Netflix con il titolo italiano "La mitomane", che subito svela chi racconterà un mucchio di bugie (sbagliato anche il registro: "mytho" si usa chiacchierando, anche per dire "ma sei fuori", bastava dire "bugie" per rendere l'idea). Scavalcato il primo ostacolo, facciamo conoscenza con la casalinga disperata Marina Hands - è una notizia che le serie francesi rubino volti al cinema d'autore, l'attrice fu Lady Chatterley nel (pochissimo visto) film di Pascale Ferran tratto da D. H. Lawrence. A poche case di distanza, una casalinga più disperata di lei ha appena avvelenato la famiglia. La protagonista mezza italiana della serie si chiama Elvira Giannini (guest actor Andrea Roncato nella parte del genitore, pizzaiolo-artista che non consente aggiunte ai capolavori appena sfornati, anche se lavora dentro un furgone). Tra i piedi, in ordine sparso ma tutti bisognosi di cucina e lavanderia, ha un compagno aspirante fotografo che la tradisce con la farmacista; una figlia piccola disperata perché sta leggendo il "Diario di Anna Frank", un figlio che si veste da ragazza e si trucca gli occhi, una figlia grande in piena crisi adolescenziale. La crisi di nervi sta per arrivare, il lavoro nell'ufficio che sbriga pratiche assicurative non aiuta. Da qui la bugia, tutt'altro che lieve. Elvira si finge malata, cancro al seno. E tutti cambiano atteggiamento, a cominciare dal cognato che da mesi le promette una Jacuzzi in giardino, senza mai prendere la pala e scavare. Arriva finalmente la proposta di matrimonio - al supermercato, tra gli scaffali affollati, rubando il microfono alla dimostratrice di prodotti per pulire il forno. Siccome il paese è piccolo, la farmacista amante sente tutto (per un attimo ha la faccia della vendicativa Glenn Close in "Attrazione fatale"). Sei episodi per la prima stagione, trasmessa in Francia su Arté (Netflix l'ha comprata fatta, come "Chiami il mio agente!"). E una seconda in arrivo, troppi erano i fili della trama rimasti in sospeso. Ovvio che la bugia diventa sempre più impegnativa da reggere, e man mano che passa il tempo dire "non era vero niente" espone a pesanti controffensive. Il capufficio, bravo a sventare le truffe assicurative, regala un consiglio prezioso: "Attenzione ai vicini di casa impiccioni". (Mariarosa Mancuso)

venerdì 6 dicembre 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
La piacevole scoperta di "Stumptown"
"Un mix intelligente di azione, indagini poliziesche e malinconica leggerezza. Stumptown, in onda su Fox, ha le carte in regola per una serata di svago che accumula citazioni e piccoli tocchi d'umorismo. La storia si apre con una Mustang in fuga sulle note di Sweet Caroline di Neil Diamond (la colonna sonora è uno dei punti di forza della serie), in un'atmosfera stile Magnum P.I. e simili. Adattamento dell'omonima serie a fumetti, Stumptown è ambientata a Portland, in Oregon, città ex industriale di cui si avvertono lo smarrimento e il lento declino; la protagonista è Dex Patios, un'investigatrice privata interpretata da Cobie Smulders; reduce dalla guerra in Afghanistan, soffre del classico stress post-traumatico ed è stata congedata dopo un'esplosione in cui ha perso l'amore della sua vita. Dipendente dall'alcol e dal gioco (si è giocata l'assegno militare d'invalidità ai dadi, le rinfacciano), ha tutti gli elementi per assumere i contorni del personaggio maledetto; sta invece alla bravura di Smulders (Robin di How I met your mother) trasformare Dex in un'eroina maldestra e incompresa che stimola empatia e immedesimazione. Costretta dai debiti a gettarsi in un caso complicato (una ragazzina scomparsa da giorni), Dex attraversa una serie di situazioni grottesche e paradossali in un'altalena di ricordi del passato e battute sarcastiche che rivelano la vera cifra della serie: un procedural atipico, giocato costantemente sul filo dell'ironia. A parte alcuni dubbi giri di trama, Stumptown è una piacevole scoperta, un esempio di intrattenimento semplice e aperto a un pubblico largo (negli Usa va in onda su Abc, corrispondente delle nostre tv generaliste). I personaggi che ruotano intorno a Dex puntellano un sistema di relazioni composito e ben articolato; tra questi spicca Grey (Jake Johnson), simpatico barman che rappresenta una chiara controparte della protagonista". (Aldo Grasso)

mercoledì 4 dicembre 2019

NEWS - Da oggi al via su Sky "The Loudest Voice - Sesso e Potere" con la coppia Russell Crowe+Naomi Watts su uno degli scandali americani più dirompenti degli ultimi anni (storia vera)
Tratta da una scandalosa storia vera di soprusi, molestie sul posto di lavoro, politica e – soprattutto - potere, è la miniserie evento di quest’anno, su una delle vicende che più hanno sconvolto il mondo dell’informazione americano negli ultimi decenni. Il Premio Oscar Russell Crowe e la candidata all’Oscar Naomi Watts guidano il cast stellare di "The Loudest Voice - Sesso e Potere", su Sky e NOW TV dal 4 dicembre alle 21.15 in esclusiva per l’Italia. La serie è il racconto a puntate – sette, una per ciascuno degli anni cruciali della vicenda – dell’irresistibile ascesa e della rovinosa caduta di Roger Ailes, CEO di Fox News scomparso nel 2017. E' l’adattamento fedele del best-seller di Gabriel Sherman (che ha firmato personalmente due episodi della serie) The Loudest Voice in the Room, che a partire dalle testimonianze di più di 600 persone ha inchiodato Ailes, capace di modellare un colosso dell’informazione come Fox News con una tale efficacia da aver finito per plasmare la conversazione politica americana ai più alti livelli, a uno scandalo sessuale che ne ha travolto per sempre carriera e reputazione. Un irriconoscibile Russell Crowe, con molti chili in più e quasi completamente calvo, interpreta il potentissimo chairman del canale all news americano, leader de facto dei conservatori e media consultant di tutti gli ultimi Presidenti repubblicani degli Stati Uniti d’America, da Nixon a Reagan fino allo stesso Donald Trump. Naomi Watts veste invece i panni di Gretchen Carlson, anchorwoman di Fox News allontanata dal canale nel 2016 dopo aver intentato - per prima - contro Ailes una causa per molestie sessuali. La donna, sua fiera accusatrice nonché fra le prime paladine del movimento #MeToo, fu capofila di una lunga serie di vittime, più di venti, delle attenzioni indesiderate di Ailes. La serie è prodotta, fra gli altri, da Tom McCarthy (Il Caso Spotlight) e da Jason Blum (Get OutSharp Objects) e racconta non soltanto gli scandali e gli intrighi del mogul, ma anche la sua ascesa dietro le quinte della politica americana e gli incontri coi leader mondiali che hanno contrassegnato la carriera. Nel cast anche Sienna Miller (Civiltà perdutaAmerican Sniper) che interpreta Elizabeth, la moglie del fondatore di Fox News, e Seth MacFarlane (TedLa Truffa dei Logan) nei panni di Brian Lewis, ex braccio destro di Ailes a capo delle PR del canale. E ancora Simon McBurney (La teoria del tutto) è il tycoon Rupert Murdoch, Annabelle Wallis (Peaky Blinders) veste i panni di una delle accusatrici, Laurie Luhn, contabile di Fox News, e Aleksa Palladino (Boardwalk Empire) sarà invece la storica assistente di Ailes Judy Laterza. 

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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