domenica 21 giugno 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Porno-remake, un toccasana per i telefilm di cul(t)
La fine che fa "Sottiletta" Cunningham è tutta nel suo soprannome. Ma il colpo di scena è che finisce tra Ralph e Potsie, la coppia di amici più sfigati dell'immaginario seriale, roba che non battevano chiodo manco se finivano rinchiusi da Arnold's con una decina di ragazze per tutta la notte. Eppure "This ain't Happy Days XXX" è già un culto e ha sdoganato i telefilm classici nell'industria pornografica, fino ad oggi più attenta ai remake di pellicole sbanca-botteghini che ai rifacimenti seriali. Basta dare un'occhiata alla sigla su YouTube, già scaricatissima, per accorgersi dell'inedita cura con cui sono stati scelti gli attori (quasi tutti rassomiglianti agli originali), all'impiego di ambientazioni-fotocopia rispetto alla Milwaukee dei Cunningham, di sceneggiature piuttosto fedeli, perlomeno fino a quando si rimane coi vestiti indosso, a quelle degli anni '70. Il regista del film (Axel Braun, italiano dal nome esotico, figlio d’arte di Lasse, pioniere delle luci rosse) ha puntato a una meticolosità degna delle più grandi pellicole mainstream. Il rosso Ralph ad esempio, interpretato da Jack Lawrence, è uguale all’originale; il padre di Richie, Howard Cunningham, è la controfigura di Tom Bosley grazie al volto di James Bartholet; Raquel Devine dà vita a una mamma Cunningham dalle voglie represse. Tra i reclutati forse è proprio Fonzie, qui l’energumeno Tommy Gunn (dove Gunn è il soprannome affibiatogli per la sua "pistola"), uno dei più improbabili, mentre la nota Missy Stone ammicca maliziosa come «sottiletta» Cunningham. E che il mondo del porno strizzi l'occhiolino alla galassia dei telefilm è ormai evidente con l'uscita del remake hard di "Star Trek" a pochi giorni dall'uscita mondiale dell'undicesimo cine-capitolo firmato da JJ Abrams. "This ain't Star Trek XXX", prodotto anch'esso - come "Happy Days" - dalla Hustler di Larry Flynt, si permette addirittura di rileggere la leggenda de "L'Ira di Khan", al centro della seconda traduzione su grande schermo della serie tv. Il porno-equipaggio dell'Enterprise è del tutto simile all'originale (Sulu su tutti), mentre gli effetti speciali fanno il paio con quelli della serie classica (ricostruirli oggi deve essere stato una bazzecola). Nel cast spicca la magnifica Sasha Grey, nuova musa di Steven Soderbergh che l’ha scelta come protagonista di "The Girlfriend Experience". Nel frattempo la prolifica Hustler ha già dato alle stampe a marzo il rifacimento di "Tre cuori in affitto": scommettiamo che Jack Tripper, interpretato per l'occasione da Van Damage, se la spassa con le due coinquiline, a turno o insieme che sia? Anche in quest'occasione la ricostruzione rasenta la perfezione e sfiora il feticismo (si noti lo stereo e l'edera sullo stipite alle spalle del divano del tris di protagonisti: sono collocati perfettamente nella medesima posizione della sit-com originale). Nel cast bussano alla porta anche due mostri sacri del genere come Ron Jeremy e Nina Hartley. A proposito di "Mostri", anche la serie omonima anni '60 nata come risposta alla "Famiglia Addams" ha conosciuto la sua declinazione naked, con tanto di sigla-pulp che farebbe la gioia di Tarantino. Se la versione hot de "L’isola di Gilligan", serie popolarissima negli Usa su sette naufraghi su un’isola del Pacifico, da qualcuno indicata come un "Lost" ante-litteram, vede i sopravvissuti più assetati di sesso che di acqua, la vera sorpresa nei remake-hard è "La Famiglia Partridge", storia di una famiglia canterina in giro per gli States che si rivela, più che un tour musicale, un tour de force degno del Kamasutra. In un mercato sempre più dinamico come quello dei telefilm anche la rilettura accurata e sistematica dei cult in versione porno è in fondo una dichiarazione (o un'erezione) d'amore verso un genere che il cinema, al contrario, nei suoi improbabili rifacimenti-blockbuster, ha rimaneggiato, tradito e, diciamolo pure, oltraggiato. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Giugno)

Vedi i promo (light) delle versioni hard di

TRE CUORI IN AFFITTO


I MOSTRI


L'ISOLA DI GILLIGAN


LA FAMIGLIA PARTRIDGE


HAPPY DAYS


STAR TREK

venerdì 19 giugno 2009

NEWS - Avanti (e indietro), marsh! Da settembre al via "Flash Forward", il nuovo "Lost" (così è se vi pare)
(di Fracesca Scorcucchi) (ANSA) LOS ANGELES -- In molti l'hanno paragonata al nuovo 'Lost' per via del colpi di scena e dei salti temporali, e in molti scommettono sul suo successo: 'Flash Forward', la nuova serie televisiva prodotta da ABC, andra' in onda dal prossimo settembre negli Stati Uniti e in Italia da ottobre su Fox, canale 110 di SKY. Ieri e' stato presentato a Los Angeles il pilot. Volutamente mostrato sul grande schermo dal regista e produttore David Goyer ('The Dark Knight') e da Marc Guggenheim ('Eli Stone', 'Brothers and Sisters'), produttore esecutivo, il primo episodio della serie vede protagonista Joseph Fiennes ('Shakespeare in love') nei panni di un poliziotto coinvolto in uno spettacolare incidente stradale. Uscito indenne dalla macchina distrutta l'uomo si accorge che non si e' trattato di un incidente ma di una perdita di conoscenza, durata 2 minuti e 16 secondi, che non ha riguardato solo lui ma tutta la popolazione mondiale. Durante lo svenimento tutti hanno avuto visioni di cosa accadra' loro sei mesi dopo, il 29 aprile del 2010. La serie tv si sviluppera' fra i flash in avanti dei protagonisti (fra gli altri anche John Cho, Sonya Walzer, la Penelope di 'Lost', e il creatore del cartone animato 'Family Guy', Seth MacFarlane). Piacevoli o spiacevoli che siano, questi flash porteranno a una ricorrente domanda: e' possibile modificare il corso del futuro una volta che lo si conosce? ''La comparazione con Lost ci inorgoglisce, ma al contrario di cosa accade nel telefilm di JJ Abrams, - hanno spiegano David Goyer e Marc Guggenheim - non occorrera' attendere la fine della serie per avere le risposte alle domande che lo sviluppo della trama creera'. Al termine di ogni stagione tutti i flash in avanti del protagonisti verranno spiegati''. Il regista Goyer ha fatto sapere poi che sono state programmate almeno tre stagioni, che diventeranno sei se lo show avra' successo. Un'altra caratteristica che distingue "Flash Forward" da serie televisive del passato e' la globalita' dell'evento. ''Al contrario di cosa accade solitamente, dove a Wisteria Lane puoi fare abitare solo un numero limitato di persone - dice Guggenheim, riferendosi ad un altro successo televisivo, "Desperate Housewives" - noi abbiamo potenzialmente 6 miliardi e mezzo di personaggi che potrebbero essere pratagonisti, giacche' il fenomeno che raccontiamo e' globale. Alcuni episodi verranno ambientati in varie parti del mondo. Non siamo ancora sicuri di voler impiegare star locali quando succedera'. Il timore e' che distolgano l'attenzione dalla trama''. Difficile dare una definizione di genere a "Flash Forward": ''Non e' un poliziesco, non e' una serie medica, quello che promettiamo - conclude il regista - e' solo che la serie offrira' sorprese e sovvertira' le aspettative del telespettatore''.

giovedì 18 giugno 2009

NEWS - Spoilerissimo! La seconda stagione di "True Blood" si apre con una scena di sesso hot-cult (e gli ascolti volano...)
La seconda stagione del vamp-cult "True Blood" si apre, nel primo episodio, con una scena davvero hot. Non è certo un caso che il debutto del secondo ciclo abbia fatto volare HBO: la serie di Alan Ball ha toccato infatti 3.7 milioni di spettatori, registrando un + 157% rispetto alla premiere dell'anno scorso.
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Will Smith (ri)porta "Karate Kid" al cinema (a quando il remake de "Il ragazzo dal kimono d'oro"?)
(ANSA) - LOS ANGELES - Gli anni '80 rivivono anche nel cinema oltre che nella moda. Will Smith e' alle prese con il reboot (film, videogioco... appositamente sviluppato per rilanciare qualcosa verso cui il pubblico ha perso interesse, ndr) del film "Karate Kid". Ha affidato la sceneggiatura a Steve Conrad, gia' suo collaboratore in "La ricerca della felicita'" e autore per Nicholas Cage di "The Weather Man". Conrad ha rimpiazzato Chris Murphy, originariamente chiamato alla stesura del nuovo progetto firmato Smith. Nel cast anche Jackie Chan nel ruolo del Maestro Miyagi, ora trasformato in Maestro Han, alla regia Harald Zwart, conosciuto per "La pantera rosa 2" e "Agente Cody Banks". I panni di Daniel LaRusso li vestira' Jaden Smith, figlio di Will Smith, 11 anni ma gia' premiato agli MTV Movie Awards come Performance Rivelazione del 2007 con "La ricerca della felicita'". Il titolo del remake e' ancora sconosciuto ma l'uscita del film e' prevista per il 2010. (Nella foto: Will Smith, più che la cintura nera, di nero indossa una bandana berlusconizzata e un panta-collant button-down...)

mercoledì 17 giugno 2009

NEWS/GOSSIP - Belen, che notizie! La Rodriguez ingaggiata da Valsecchi per la serie "Famiglia Italiana"; Megan Fox smolla BA Green ("Beverly Hills") e fila con LaBeouf (è il marketing, bellezza!)
(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Fuori dal cinepanettone di De Laurentiis, Belen Rodriguez non rimarra' disoccupata. Oltre a Sarabanda, in onda su Canale 5 con Teo Mammuccari, e' nel cast di "Famiglia Italiana", una serie in otto puntate prodotta da Pietro Valsecchi per Mediaset. ''E' ancora in preparazione, sara' una commedia corale, ma il cast non e' ancora chiuso'', dice all'ANSA il produttore che pero' conferma la presenza della bella showgirl argentina lanciata da Raidue nell'"Isola dei famosi" e poi protagonista a Canale 5 di "Scherzi a parte".

(ANSA) - Megan Fox sara' il sogno di tutti gli uomini, come confermano i sondaggi in cui viene votata star piu' sexy, ma ha paura di non riuscire a incontrare la persona giusta. Dopo la fine del suo rapporto con Brian Austin Green, che si e' trascinato con alti e bassi per tutto lo scorso anno e dopo che i due si erano gia' lasciati una volta, l'interprete di "Transformers" ha confermato di essere ufficialmente single: ''Mi mette ansia, essere sola fa paura. Il mio prossimo fidanzato deve essere onesto e divertente''. Due aggettivi che forse si possono adattare al suo collega sul set Shia LaBeouf, che ha iniziato a nove anni come comico. L'attore ha confessato che non avrebbe problemi a uscire con lei: ''E' bellissima e interessante''. I due sono stati visti piu' volte insieme anche dopo la fine delle riprese.

martedì 16 giugno 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani ed esteri

CORRIERE DELLA SERA
I telefilm faticano sulla tv generalista
"Una miniera d' oro sprecata: c' è stato un momento nel quale la grande serialità americana sembrava aver contagiato gli italiani, erano i tempi dei grandi ascolti di «Dr House», o della prima stagione del raffinatissimo «Lost». Oggi la situazione pare cambiata, e i telefilm sono in ribasso sulla tv generalista. È vero che lo sciopero degli sceneggiatori ha pesato e che dagli States non sono arrivate novità sconvolgenti, ma è anche vero che le «serate tematiche» organizzate da Raidue o Italia 1 non hanno dato i risultati sperati. Cosa è accaduto? La scorsa settimana la generalista ha proposto diversi «debutti», tutti non proprio di successo. Lunedì ci ha provato Raidue, col teen-drama «90210», che richiamava alla memoria dei nostalgici il mitico «Beverly Hills». Non è facile lanciare un nuovo teen-drama, perché quello giovane è il pubblico più difficile: hanno risposto all' appello 1.489.000 spettatori, per uno share del 6,6%. Il giorno dopo Italia 1 ha confezionato una sera «a tutta serialità», con «Eli Stone» (poco più di 2 milioni di spettatori, 8,3%) e «Chuck» (1.339.000 spettatori per il primo episodio, 8,2%). L' audience della serialità ha caratteristiche precise, è un pubblico tendenzialmente giovane, con buoni livelli d' istruzione. È il pubblico più attratto da altre forme di «prima visione»: sui canali Fox, su quelli Mediaset Premium e anche attraverso il downloading illegale. Almeno per questo genere, e per questo pubblico, la tv generalista non esiste, o quasi". (Aldo Grasso, 15.06.2009)

lunedì 15 giugno 2009

NEWS - Fermi tutti! Ma quale suicidio o tiro alla fune del c....: Carradine non si è tolto la vita (qualcun'altro/a nella stanza? Non ci vuole Colombo per chiedere al concierge...)
(ANSA-REUTERS) - LOS ANGELES - Si infittisce il mistero sulla morte di David Carradine, il 72/enne attore che una settimana fa e' stato trovato nudo e impiccato nella sua stanza d'albergo a Bangkok: un patologo forense che su richiesta della ha eseguito una seconda autopsia ha escluso che possa trattarsi di suicidio. ''Ci sono diversi elementi che portano a una simile conclusione ma non posso essere piu' specifico, devo valutare anche tutte le informazioni che ancora attendo dalla Thailandia'', ha detto all'agenzia Reuters il dottor Michael Baden. La famiglia non ha mai creduto che il loro congiunto possa essersi tolto la vita o che possa essere stato vittima di un gioco autoerotico ad alto rischio finito male ed ha chiesto l'intervento dell'Fbi. (Nella foto: Carradine indica uno dei possibili sospettati...)

GOSSIP - Il ritorno della sexyssima Eva Longoria (a Tony Parker cosi è se gli pare...)
Era da un pò di tempo che Eva Longoria di "DH" non si mostrava nelle vesti sexy che l'hanno resa famosa, soprattutto dopo il matrimonio con lo spilungone cestista Tony Parker. Ma ora Eva ha deciso di riaffermare la sua sensualità latina sulle pagine dell'edizione messicana di "GQ". Tra corde, frustini e scarpe fetish, che dirà il geloso Parker? Nulla pare, altrimenti Eva lo appende al...cesto. In famiglia i pantaloni li porta lei, lui i pantaloncini.

sabato 13 giugno 2009

NEWS - Spoiler o non spoiler? Le anticipazioni su "Dr. House" aprono il dibattito a cavallo tra promozione e salvaguardia dei finali
Spoiler o non spoiler, questo è il problema. Se sia più giusto quello che scrive Aldo Grasso sul “Corriere della Sera” di ieri a proposito del clamoroso spoiler sulle nuove puntate di “Dr.House” apparso su agenzie di stampa e giornali (Telefilm Cult, non a caso, ha pubblicato l’Ansa dalla quale sono partiti gli spoiler sotto accusa, a mò di cronologia del “misfatto”). “Colpa di un ufficio stampa, o forse colpa di qualche sito birichino – scrive Grasso - certamente colpa della scarsa cultura di cui gode in Italia la serialità, sta di fatto che la centesima puntata del ‘Dr. House’ è stata rovinata da un clamoroso caso di spoiler. Molti giornali, infatti, hanno rivelato nei dettagli come andrà a finire la quinta stagione del medical drama. Cosa che non si fa mai, per nessuna ragione. E’ vero che ormai in molti scaricano da internet le puntate in onda in America (e che sul web si trova di tutto) ma è convenzione non rivelare mai il finale di una serie. Salvo che in Italia”. Il ragionamento di Grasso non fa una grinza. Ma con un “ma”. Pur non c’entrando nulla sul caso in questione, ho avuto modo di bazzicare gli uffici stampa di ogni settore televisivo – dall’informazione ai Tg, dagli show di prima, seconda, terza e quarta serata ai programmi musicali, dal cinema alla fiction, dalle serie tv ai cartoni animati – e posso senz’altro affermare che i telefilm sono il genere televisivo più difficile da promuovere sui giornali. Tanto per dire, non si può contare sui protagonisti per le interviste (salvo rare eccezioni), ancor meno sui produttori, gli sceneggiatori, gli ideatori…Per i giornali, è spesso più interessante il lato B di Belen Rodriguez o il rinnovo di un contratto Rai/Mediaset di un personaggio televisivo che una notizia “telefilmica”. Faccio un esempio: qualche settimana fa è uscita (sempre sull’Ansa, ripresa su questo blog) l’intervista con la quale Anthony LaPaglia manifestava tutta la sua delusione per la cancellazione di “Senza Traccia”, uno sfogo alquanto inconsueto che nessun giornale ha pubblicato. Quante copertine di settimanali sono state dedicate ai telefilm quest’anno? Si contano sulle dita di una mano. Anni fa, quando ancora non esisteva il termine spoiler (o muoveva i primi passi), si cercava di creare “eventi” attorno alle serie tv, personalmente puntando su tappe storiche del genere (i temi sociali al centro di “Beverly Hills”, la prima volta che un protagonista telefilmico moriva, in “Xena”; la puntata-musical di “Buffy”; il primo bacio omosex in “Melrose Place”…). Il primo caso di spoiler ante-litteram, forse, è stato l’annuncio del bacio tra Mulder e Scully in “X-Files”, ma senza rivelare i particolari del caso (in realtà Mulder non era lui…), lasciando allo spettatore il gusto di scoprirlo. Tempo fa per lanciare una nuova stagione di “Dawson’s Creek”, intitolai il comunicato “un matrimonio e un funerale”, senza rivelare chi fosse a salire all’altare e chi a dipartire. Oggi ho l’impressione che nella virata sempre più gossippara dei quotidiani, i dettagli (gli spoiler) siano la condicio sine qua non per aggiudicarsi gli articoli. Spiace dirlo, ma è così. Non che sia il massimo, sia chiaro. Per tutti gli amanti dei telefilm, il finale non svelato è sacro. Però è un dato di fatto che ultimamente si tenti di alzare l’asticella di una promozione che nella filiera del buon esito di una serie tv risulta fondamentale. Nel caso di “Dr. House”, dubito che i giornali avrebbero scritto qualcosa sulla nuova stagione senza gli odiati spoiler. Viene da chiedersi se sia giusto rinunciare ad una promozione che talvolta determina – soprattutto nella tv generalista – il mantenimento in palinsesto (se il pubblico non sa che va in onda la serie, non la guarda, perciò viene spostata o cancellata…). Oppure se sia il caso, piuttosto, di trovare altre forme di promozione meno “invasive”. Magari sensibilizzando l’opinione pubblica e i giornali con operazioni ad hoc (in questo senso è nato il Telefilm Festival). C’è anche da considerare che rispetto ad alcuni anni fa il popolo dei telefilm, grazie soprattutto a Internet e all’uscita del “Dizionario dei Telefilm”, si è compattato, un pueblo unido che televisivamente parlando è il più attento e dinamico che possa esserci. E che per questo merita rispetto. Anche a costo di rinunciare a qualche articolo di giornale in più? Il dibattito è aperto: dite la vostra…

giovedì 11 giugno 2009

NEWS - Spoilerissimo! Un matrimonio e un funerale per "Dr. House" che impazzisce...(da stasera su JOI)
(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Un matrimonio, quello tra Chase (Jesse Spencer) e Cameron (Jennifer Morrison); un funerale, con il suicidio del dottor Lawrence Kutner (Kal Penn); ma soprattutto lo smarrimento di House che, a colpi di manie autodistruttive, finisce con il perdere la testa. Si preannuncia un epilogo shock per gli episodi inediti della quinta stagione di "Dr House", al via dall'11 giugno in prima serata su Joi, canale digitale terrestre dell'offerta Mediaset Premium. Proprio l'11 giugno la serie tocca quota 100, da quando ha debuttato nel 2004, e lo stesso giorno Hugh Laurie, l'attore che da' il volto al burbero medico claudicante, compie 50 anni. Nel centesimo episodio, dal titolo "Il bene piu' grande" (The Greater Good), non ci sono colpi di scena particolari ma, come spesso accade nei copioni di House, si sciolgono alcuni nodi importanti: finalmente Wilson (Robert Sean Leonard) comincia a superare la morte della fidanzata Amber; Foreman (Omar Epps), per amore di Tredici (Olivia Wilde), mette a rischio la sua carriera sottoponendola a sua insaputa ad una terapia sperimentale e molto pericolosa; la dottoressa Cuddy (Lisa Edelstein) ritrova l'equilibrio tra lavoro e maternita'. Negli Stati Uniti i festeggiamenti si sono svolti ai primi di febbraio con il taglio della torta sul set e una serata da tappeto rosso per la proiezione in esclusiva della puntata. A Hugh Laurie il ruolo del padrone di casa: l'attore, che brandiva un bisturi al posto del coltello, ha servito le fette di dolce su bacinelle reniformi da sala operatoria. Tutto il cast si e' presentato alla proiezione della centesima puntata indossando una maglietta con la scritta 'La normalita' e' sopravvalutata (Normal's Overrated)': la t-shirt e' stata commercializzata e i proventi sono stati devoluti all'associazione Nami (National alliance on mental illness) che si occupa di salute mentale. Ma sara' soprattutto il gran finale a spiazzare il fan del medical drama, con lo smarrimento di House che dovra' ricoverarsi in clinica per farsi curare. La serie, comunque, durera' ancora a lungo: Laurie ha firmato a inizio stagione con la Fox un contratto da 9 milioni di dollari l'anno, un accordo che portera' nelle tasche dell'attore 400 mila dollari a episodio (meglio di lui solo William Petersen, il Grissom di "CSI", con 600 mila dollari a puntata) e garantira' vita a Dr House almeno fino al 2011-2012.

mercoledì 10 giugno 2009

NEWS - De Carradinerum natura. Scelto nuovo patologo per una seconda autopsia a Carradine (che non sia morto???)
Da "La Stampa" - Sarà Michael Baden, uno dei patologi più famosi in Usa, a fare la 2ª autopsia su David Carradine. Baden partecipò alle indagini sui decessi di John Belushi e Ann Nicole Smith. (n.d.r.: annamo bene...)
NEWS - Habemus! Accordo raggiunto tra attori e produttori sulle percentuali delle vendite Dvd di telefilm
(Ansa) - E' stato raggiunto un accordo tra la Sag, il sindacato degli attori, e quello dei produttori dopo un anno dalla scadenza del contratto e una minaccia di sciopero. Il 78 per cento ha votato a favore del patto, che durera' due anni. Il presidente della Sag, David White, ha detto che questo contratto mette gli attori in una posizione forte, mentre viene preparato il nuovo round di trattative che si svolgeranno nel 2011. Gli aumenti di stipendio per gli attori, che lottavano per avere percentuali sulla vendita dei dvd e sulla visione di film e telefilm su Internet, ammonterebbero a piu' di cento milioni di dollari. Gli attori si erano divisi nei due sindacati che li rappresentano, la Sag e l'Aftra, che aveva gia' trovato un accordo l'anno scorso. La maggioranza dei pezzi grossi di Hollywood, pero', era contraria a un nuovo sciopero dopo che, tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008, l'industria del cinema era stata sconvolta da quello degli sceneggiatori, rappresentati dalla Wga, costato miliardi di dollari di danni.
NEWS - Achtung, compagni! Dopo Italia 1 al via Italia 2 (o meglio 2.0, vista la generazione alla quale si rivolge...)
Roma, 10 giu. - (Adnkronos) - "Entro l'inizio del 2010 dovrebbe partire Italia 2" che andrebbe ad arricchire l'offerta gratuita di Mediaset sul digitale terrestre. Lo annuncia il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri in occasione della presentazione dei 'Mediaset Days', la due giorni di promozione del digitale organizzata da Mediaset che si terra' sabato 13 e domenica 14 a piazza del Popolo a Roma e alla vigilia dello switch over nel Lazio che scattera' il 16 giugno. Secondo le intenzioni dell'azienda, Italia 2 sara' una rete destinata ai teenager (ragazzi di eta' compresa tra i 12 e i 20 anni), quindi con un target ristretto, a meta' strada tra il pubblico di Boing (il canale per bambini) e quello di Italia 1 (destinato a un pubblico che va dai 18 ai 35 anni) .
NEWS - Ci mancava! Ku Fu, dall'aldilà con furore. A uccidere Carradine è stato lo spirito di Bruce Lee...(il gioco di chi la spara più grossa continua...)
Articolo di Massimo Morello su "Il Foglio"
"Il fantasma di Bruce Lee è indiziato dell'assassinio di David Carradine. E' l'ipotesi di un "maaw phi", un esorcista, del talad Tha Phra Chan, il mercato degli amuleti di Bangkok. L'attore americano David Carradine, 72 anni, noto soprattutto per il ruolo di Bill, nei due episodi di "Kill Bill" (2003 e 2004) di Quentin Tarantino, è stato trovato morto nella suite 352 del Park Nai Lert hotel di Bangkok alle 11 del mattino di giovedì 4 luglio. Secondo la polizia il decesso risale ad almeno dodici ore prima. L'ispettore Worapong Siewpreecha ha comunicato che la causa della morte potrebbe essere un gioco autoerotico. Considerando che a cinque minuti di taxi da quell'albergo si raggiunge uno dei più noti quartieri a luci rosse della Città degli Angeli, quello di Nana, dov'è possibile soddisfare ogni fantasia, la scelta di Carradine appare bizzarra. Ma nella suite non sono stati trovati segni che facciano supporre una colluttazione o la presenza di altri esseri umani, mentre l'ipotesi del suicidio appare improbabile proprio per la complessità della tecnica di corde utilizzate. Quindi potrebbe avere ragione il maaw phi (letteralmente il cacciatore di fantasmi): Carradine potrebbe essere stato indotto a compiere quel gesto da un phi, uno spirito. Nel qual caso il fantasma di Bruce Lee è tra i maggiori indiziati. Bruce Lee, icona dei film di arti marziali, morto in circostanze misteriose nel luglio del 1973 a Hong Kong, aveva un ottimo motivo per vendicarsi di Carradine. Era stato lui, infatti, a essere scelto per un ruolo che Lee riteneva suo: quello di Kwai Chang Caine nella serie tv degli anni Settanta "Kung Fu". Carradine interpretava un sangue misto cinese educato nel monastero di Shaolin, l'origine di tutte le arti marziali, che si era rifugiato nel west per sfuggire a un complotto. Da allora, oltre film d'autore quali "L'uovo del Serpente" di Ingmar Bergman (1977), ha interpretato soprattutto film in cui metteva in pratica le sue conoscenze marziali. Rispetto al monaco Kwai Chang Caine, tuttavia, era spesso schierato con le forze del Male, come accade in "Kill Bill". Nel frattempo era anche diventato un cultore di discipline quali il Tai Qi Quan, la boxe delle ombre, o il Qi Gong, l'arte della respirazione. Forse è stata proprio la conoscenza di tali tecniche che, anche in questo caso, lo ha indotto a praticarne il lato oscuro. La sua morte, dunque, si presta a interpretazioni esoteriche. Che sembrano confermate da inquietanti coincidenze. Carradine, infatti, era arrivato a Bangkok pochi giorni prima per girare alcune scene di un nuovo film, "Stretch". Tradotto letteralmente significa tendere, allungare. In senso figurato indica un abuso, un eccesso. La sua vicenda sembra lo specchio delle luci e delle ombre che compongono la storia di Shaolin, il monastero della foresta di Mon Song, una delle montagne sacre della Cina, circa settanta chilometri da Luoyang, capoluogo della provincia dell'Henan. Fu in quel monastero che nel 527 concluse il suo cammino il monaco indiano Bodhidharma, padre della scuola Ch'an, più nota col nome giapponese Zen. Stando alla leggenda fu lui a comporre in una trama di corpo e spirito le arcane discipline del combattimento a mani nude che avrebbe svelato ai suoi discepoli. La storia racconta che nel 630 i monaci di Shaolin salvarono dal pericolo dei mongoli il trono dell'imperatore Tai Tsung. Nei secoli successivi la loro fama si diffuse in Cina, tanto che le società segrete cinesi come la Tiandhihui - che a sua volta avrebbe generato le Triadi - vantavano una specie di discendenza spirituale dai monaci Shaolin. Nella loro pratica buddista questi furono perseguitati dal governo della Repubblica popolare. Coloro che reggevano le fila delle Triadi, specie a Hong Kong, furono e sono, sia pure in modo occulto, sostenuti. Negli ultimi anni, con il nuovo corso cinese, la tradizione Shaolin è stata utilizzata per esaltare antichi valori morali e culturali. Proprio a Shaolin, si è formato Jiang Qing, uno dei maggiori teorici del confucianesimo contemporaneo. E il nuovo idolo dei film di kung fu, Jackie Chan, ricollegandosi all'originaria disciplina monastica, ha dichiarato che "la democrazia non è adeguata allo spirito cinese". Secondo la regola dei "wuxia xiaoshuo", i romanzi di arti marziali e cavalieri erranti, non resta che attendere la vendetta del fantasma di Carradine. Se nel salone del Park Nai Lert di Bangkok sentite una musica ma non vedete il pianista potrebbe essere lui. Secondo il manager dell'hotel "suonava benissimo".

martedì 9 giugno 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Annunciaziò! Liam Neeson probabile "Hannibal" nel film di "A-Team"
Roma, 9 giu. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Comincia a definirsi il cast del film ispirato alla serie 'The A-Team', diretto per il grande schermo da Joe Carnahan: data per certa la partecipazione di Bradley Cooper (che il 19 giugno sara' nelle sale italiane con 'The Hangover - Una notte da leoni', ora in testa al box office USA), che vestira' i panni del tenente Templeton "Sberla" Peck (nella serie tv interpretato da Dirk Benedict), la produzione - Ridley Scott, Jules Daly, Stephen J. Cannell (ideatore della serie) e Tony Scott come produttore esecutivo - sta attendendo la conferma da parte di Liam Neeson, individuato come nuovo colonnello John "Hannibal" Smith, a capo del gruppo e interpretato nella serie tv da George Peppard. Restano da definire gli altri due ruoli portanti - P.A. Baracus (il mitico Mr. T) e il capitano H.M. Murdock, all'epoca interpretato da Dwight Schultz - ma il tempo stringe, considerando che al momento la release del film e' fissata al prossimo giugno 2010.

lunedì 8 giugno 2009

NEWS - Clamoroso al Ninjali! Carradine ucciso dalle sette segrete di arti marziali? La moglie dissente ("sessualmente era...letale"!). A quando l'ipotesi dell'invidia-killer di Chuck Norris? E se fosse stato vittima di extraterrestri sodomiti? Di un reality tipo "La tarma" (nell'armadio)?
BANGKOK - Potrebbero essere state le sette segrete di arti marziali a aver ucciso l'attore americano David Carradine trovato morto lo scorso 4 giugno in una stanza d'albergo di Bangkok con una corda attorno al collo e un'altra attorno all'organo sessuale, legate insieme e attaccate al guardaroba. L'americano era infatti molto interessato "a indagare sulle societa' segrete di arti marziali'. E' quanto rivelato dall'avvocato della famiglia di Carradine, Mark Keragos. Secondo la polizia thailandese invece la star hollywoodiana sarebbe morta in seguito a un gioco auto-erotico finito male. La famiglia dell'attore ha gia' chiesto l'intervento dell'Fbi nelle indagini sul suo decesso. (Agr)

LA DENUNCIA DELLA EX MOGLIE - Eppure la tesi del gioco sessuale spericolato troverebbe conferma anche nei documenti del divorzio di Carradine dalla moglie Marina Anderson. La donna, sposata con Carradine dal 1998 al 2001, denuncia in un documento mandato al tribunale che «il suo comportamento sessuale ripugnante e anormale, potenzialmente letale, ha causato difficoltà anche nella nostra relazione». Negli stessi documenti si accusa inoltre Carradine - trovato morto due giorni fa in un albergo di Bangkok con una corda legata al collo e ai genitali - di aver avuto una relazione incestuosa con «un componente molto prossimo della sua famiglia» durante il periodo del matrimonio con la Anderson. Che, inascoltata, avrebbe tra l'altro consigliato al marito di farsi aiutare per superare i suoi problemi con il sesso.
NEWS - Abbiate Faith! Il debutto di George Michael in una serie tv, da domani su Italia 1 "Eli Stone" in prima serata
Dopo il successo riscontrato in America arriva anche su Italia 1 “ELI STONE”, la serie legal-comedy su un avvocato visionario che ha l’ossessione per George Michael e per le sue canzoni (tanto che ogni puntata del serial ha il titolo di una canzone di Michael). L’appuntamento è, a partire da domani – 9 giugno – per ogni martedì alle ore 21.10. La serie che segna il debutto dell’ex cantante degli Wham! in una serie tv è una sorta di declinazione di Ally McBeal (1997). Anche qui l'avvocato protagonista - Eli Stone (Jonny Lee Miller), ambizioso avvocato sui generis di San Francisco - comincia a soffrire di allucinazioni, compromettendo la sua promettente carriera. Tra le visioni più ricorrenti, per l'appunto, George Michael, che compare nei panni di sè stesso come un angelo ispiratore (in Ally McBeal toccava a Barry White e Al Green). Stone cerca di trovare un significato piu' profondo a cio' che gli sta accadendo. In seguito agli accertamenti del fratello, il neurologo Nathan Stone (Matt Letscher), e di un agopunturista cinese, il dottor Frank Chen (James Saito), il giovane scopre di avere un aneurisma al cervello. A questo punto, Eli si chiede se per caso non sia stato investito da una qualche chiamata superiore che lo ha reso una sorta di profeta. Sceglie, quindi, di utilizzare il suo nuovo spirito sia nella vita privata che nel lavoro, nonostante il parere contrario della fidanzata Taylor Wethersby (Natasha Henstridge) e del suocero Jordan (Victor Garber). Oltre che nella puntata-pilota, George Michael compare in altri 3 episodi della prima stagione (nel settimo, nel nono e nel tredicesimo), oltre a ispirare i titoli originali di ciascuna puntata. Tra le altre guest-stars, sfilano Seal (anch'esso nei panni di sè stesso), Sigourney Weaver, Katie Holmes, Debrah Farentino, Bill Smitrovich, Gina Torres, Kerr Smith, Melinda Clarke. La serie che si è aggiudicata un ALMA Award nel 2008 è ideata da Greg Berlanti e Marc Guggenheim, i quali firmano altresì da produttori esecutivi, in quest'ultima veste con David Petrarca e Chris Misiano. La colonna sonora è composta da Blake Neely. Oltre che a San Francisco, le riprese sono state effettuate a Los Angeles.
La serata telefilmica di Italia 1 del martedì proseguirà con le puntate inedite della prima stagione di “CHUCK” (alle ore 23.00) e le inedite della seconda stagione di “MY NAME IS EARL” (alle ore 00.50).

venerdì 5 giugno 2009

NEWS - Kaz Fu! Carradine morto per gioco autoerotico appeso coi genitali all'armadio (se andava all'Ikea era ancora vivo!)
Bangkok, 5 giu. - (Adnkronos) - David Carradine potrebbe non essersi suicidato, ma essere rimasto vittima di un gioco autoerotico. E' quanto ha rivelato la polizia di Bangkok fornendo maggiori dettagli sulla morte del 72enne "Bill" della saga di Quentin Tarantino, trovato con un cappio al collo nella sua camera d'albergo nella capitale thailandese. "Aveva un corda legata al collo ed un'altra ai suoi organi genitali, le due corde erano legate tra di loro ed appese al soffitto della cabina armadio" ha detto il comandante della polizia il generale Worapong Siewpreecha. "Di fronte a queste circostanze non possiamo essere sicuri che si sia suicidato, ma potrebbe essere rimasto vittima di un gioco autoerotico" ha poi aggiunto il comandante della polizia, precisando che al momento non viene neanche esclusa l'ipotesi di un assassinio. Ipotesi pero' che non trova riscontro dall'autopsia: "non ci sono segni di lotta o di aggressione" ha detto Nanthan Siripap, il capo dei medici legali dell'ospedale di Chulalongkorn dove e' stata condotta l'autopsia e che hanno stabilito che l'attore, diventato famoso negli anni settanta con la serie Tv "Kung Fu", e' morto per soffocamento. "La morte di Carradine appare molto insolita" ha pero' aggiunto il medico legale.
NEWS - ER giorno de Clooney! Stasera su Raidue l'episodio-cult che vede il ritorno del Dottor Ross al pronto soccorso più famoso della tv
(ANSA) - ROMA - E' stato il pediatra del pronto soccorso piu' famoso della televisione, oltre che il piu' affascinante: George Clooney torna li' dove tutto era cominciato, ossia a "E.R. Medici in prima linea". Per gli spettatori italiani il d-day e' venerdi' in prima serata su Raidue quando l'ex dottor Doug Ross sara' la guest star di una puntata speciale concepita, scritta e realizzata per la partecipazione della star hollywoodiana, ma anche per un'altra ospitata particolare, quella di Susan Sarandon, nei panni di una nonna, a cui viene investito il nipotino, che deve decidere se dare il consenso per la donazione degli organi, dopo l'accertamento della morte cerebrale del ragazzino. L'attrice di "Thelma e Louise", ha accettato di prendere parte al telefilm per l'amicizia con Clooney. L'episodio e' una grande occasione di ritorni: riappare anche il dottor Carter (Noah Wyle) che avendo una grave disfunzione deve fare un trapianto di rene e si ritrova ad essere operato da un vecchio amico, il dottor Benton (Eriq La Salle). Il ritorno di Clooney viene cosi' celebrato come una grande festa ed una speciale reunion tra vecchi e nuovi medici, uniti dalla stessa missione, la corsa contro il tempo per salvare vite umane. Il grande ritorno di George Clooney- Ross con la vecchia fiamma Carol Hathaway (Julianna Margulies) precede il grande finale della serie, in dirittura d'arrivo con questa quindicesima ed ultima stagione ed un incredibile successo mondiale. I due attori, che avevano abbandonato la serie una decina d'anni fa, hanno deciso insieme di tornare sul set che li ha resi delle star. Il grande successo di George Clooney, che era nel cast originale della serie, e' partito proprio con "E.R." e oggi e' tra gli attori piu' richiesti, con 10 film in preparazione, due in uscita (a Natale sara' sugli schermi americani con "Up in the Air" di Jason Reitman, e poi accanto a Ewan McGregor, Kevin Spacey e Jeff Bridges nella commedia di Grant Heslov "Men Who Stare at Goats") e uno sul set in autunno in Italia, "A Very Private Gentleman", trasposizione cinematografica del romanzo scritto nel 1990 da Martin Booth, un prolifico romanziere e poeta inglese morto nel 2004. Anche Julianna Margulies rappresenta uno dei volti piu' graditi: l'infermiera Carol doveva morire nel suo tentato suicidio, nella primissima stagione, ma il favore del pubblico convinse gli sceneggiatori a puntare su di lei come eroina romantica del pronto soccorso. Nel corso delle ultime puntate altri ritorni come la dottoressa Lewis, la Corday, la Weaver e molti richiami al passato come la figlia del compianto dottor Greene, che non potranno fare a meno di richiamare molti fans della prima ora ed entusiasmare il pubblico che si e' avvicinato alla serie solo piu' tardi.

giovedì 4 giugno 2009

NEWS - Ultima ora! RIP Bill: trovato morto (impiccato) David Carradine, storico volto di "Kung Fu" (e "Kill Bill")!
(ANSA) - NEW YORK, 4 GIU - David Carradine, la star di "Kill Bill" (n.d.r.: e della serie-cult "Kung Fu"), e' stato trovato morto a Bangkok. Lo riporta la AbcNews citando fonti dell'ambasciata americana in Thailandia. Carradine aveva 73 anni e si trovava a Bangkok per girare un film. Secondo quanto reso noto sul sito del settimanale "People", Carradine e' stato trovato morto nella sua stanza d'albergo dal produttore del film che l'attore stava girando a Bangkok. Lo ha confermato il manager di Carradine, Chuck Binder, che si e' detto ''sotto shock''. ''La sua morte e' una notizia scioccante, e tristissima - ha detto Binder -. David era cosi' pieno di vita, sempre desideroso di lavorare. Una grande persona''. Il sito del giornale "The Nation" riporta che l'attore sarebbe stato trovato impiccato, ma le autorita' al momento non hanno fornito alcuna conferma ufficiale. Figlio di John e fratello di Keith Carradine, entrambi attori di Hollywood, David Carradine aveva 72 anni. La sua popolarita', oltre al personaggio di Bill nel famoso film di Quentin Tarantino 'Kill Bill', era legata al ruolo di Kwai Chang Caine nella famosa serie televisiva degli Anni '70 'Kung Fu'. Nel 1976 David Carradine aveva vinto una nomination all'Oscar per l'interpretazione del cantante Woody Guthrie nel film 'Bound for Glory'. Secondo quanto riportato da alcuni siti americani, che riprendono a loro volta il sito del
quotidiano thailandese "The Nation", David Carradine sarebbe stato trovato impiccato nella suite del Park Nai Lert Hotel di Bangkok, dove viveva da quando stava girando il suo ultimo film. L'attore si sarebbe impiccato ad un armadio utilizzando la corda di una tenda. A trovarlo sarebbe stata una cameriera dell'albergo, che ha dato immediatamente l'allarme. Il possibile suicidio sarebbe stato confermato nel suo rapporto anche dalla polizia thailandese, secondo la quale l'attore quando e' stato trovato era morto da almeno 12 ore.

(Adnkronos/Dpa) - L'attore americano David Carradine, storico interprete di "Kung Fu", e'
stato trovato morto impiccato in un albergo di Bangkok. L'ambasciata americana in Thailandia ha confermato la morte di David Carradine. Il portavoce, Michael Turner, ha comunicato di essere stato informato dalle autorita' che il decesso e' avvenuto tra mercoledi' sera e giovedi' mattina. Ulteriori dettagli non sono stati diffusi per rispetto verso la famiglia dell'attore. Secondo i media locali, Carradine - a Bangkok per girare un film - si trovava nell'albergo in cui si e' impiccato da martedi' scorso.

OMAGGIO
Guarda la scena-madre di "Kill Bill 2" con David Carradine
NEWS - Clamoroso al Cibali! Si sussurra che Neil Gaiman - l'ideatore di "Sandman" (presto in un serial HBO) - stia per scrivere un episodio del nuovo "Doctor Who"
Articolo tratto da Fantascienza.it
I suoi connazionali lo attendevano al varco e Neil Gaiman, apprezzato e conosciuto autore di romanzi e fumetti, non si è potuto sottrarre al fuoco di fila di domande nel corso della presentazione del film animato basato sulla sua favola dark "Coraline". In particolare l'attenzione dei reporter londinesi si è focalizzata sulle voci non ancora confermate secondo le quali allo scrittore inglese sarebbe stato chiesto di firmare almeno un episodio della quinta stagione dell'ormai storico "Doctor Who", telefilm cult di fantascienza prodotto a partire dal 1963 dalla BBC. "Anche io ho sentito questi rumor." Ha confessato Gaiman. "Mi è stato chiesto se parteciperò a Doctor Who nei posti più strani. L'anno scorso ho ricevuto un messaggio relativo alla carta di credito di mia figlia. Mi diceva che era stata rifiutata e che dovevo chiamare la società per risolvere il problema. Ho chiamato e il ragazzo che mi ha risposto mi ha chiesto se ero quel Neil Gaiman e se era vero che avrei scritto un episodio di Doctor Who? Strani posti". Gaiman e il nuovo sceneggiatore e produttore della serie tv, Steven Moffat, hanno così liquidato l'argomento aggiungendo qui e là un "no comment" e un reciproco scambio di frasi di cortesia. Il fatto che non abbia confermato un suo coinvolgimento con la BBC non esclude che nel futuro di Gaiman ci sia, comunque, la televisione visto che sembra ormai essere tramontato il progetto di realizzare un film basato su "Sandman", l'Eterno protagonista dell'omonimo fumetto pubblicato dalla DC Comics. "Ho saputo che la HBO vuole creare una grande serie tv. La cosa avrebbe senso perché è un canale di proprietà della Time Warner, che detiene i diritti di Sandman. Comunque sia non ho idea di quello che succederà perché per realizzare qualcosa la HBO dovrebbe raggiungere un accordo con la DC Comics. La verità è che su queste cose non ho voce in capitolo. Ho creato Sandman ma non possiedo i diritti e non ho alcun controllo. Quello che è realmente frustrante è che la gente pensa che io possa decidere o che io venga consultato, che possa decidere se fare una cosa o meno... cosa che invece non posso fare." "E' come per il film su 'Death'. Se possedessi io i diritti sul personaggio o sulla sua storia il film sarebbe già stato fatto 12 anni fa, perché la Miramax voleva farlo e aveva i soldi per farlo. Ma la Time Warner non è disposta a cedere il materiale alla Disney perché per loro potrebbe trasformarsi in un danno."

mercoledì 3 giugno 2009

NEWS - Ultima ora, Colombo volato via (di testa): Falk affidato alla figlia!
(ANSA) - WASHINGTON - Peter Falk, il "Tenente Colombo" dell'omonima serie televisiva, non e' piu' in grado di badare a se stesso ed e' stato affidato da un giudice di Los Angeles in custodia alla figlia, che ha vinto una battaglia legale con la moglie dell'attore. Falk, 81 anni, e' malato di Alzheimer e la figlia adottiva Catherine aveva richiesto lo scorso dicembre la custodia del padre, sostenendo che Shera Danese, l'ultima moglie dell'attore di 30 anni piu' giovane di lui, le impediva di fare visita al padre. Catherine si e' ora imposta in tribunale, nonostante un mandato scritto da Falk prima che le sue condizioni degenerassero, nel quale l'attore chiedeva che la sua alute e i suoi affari fossero gestiti dalla moglie. Catherine ha detto che il padre non e' piu' in grado di riconoscere lei e i suoi familiari e che non sa nemmeno vestirsi da solo. Falk lo scorso aprile era stato immortalato da diversi paparazzi mentre fuori dalla sua villa a Beverly Hills parlava da solo e aggrediva verbalmente i passanti in evidente stato confusionale. L'attore vanta una prestigiosa carriera cinematografica: ha vinto quattro premi Emmy, e' stato due volte candidato all'Oscar, e tra le sue interpretazioni piu' celebri figura "Il cielo sopra Berlino", il film di Wim Wenders nel quale l'attore interpreta se stesso.

venerdì 29 maggio 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Che Bale, Re-Terminator! McG ("Supernatural", "The OC") alla regia del quarto cine-capitolo della cyborg-saga
Roma - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Dovevano essere morti. L'olocausto nucleare scatenato da Skynet - il cervellone a neuroni elettronici incline allo sterminio - avrebbe dovuto cancellare l'umanita' dalla faccia della terra. Sul set di Albuquerque invece le cose sono andate diversamente. Le colline fumano ancora, la citta' e' un deserto, il silenzio parla ovunque di una distruzione totale, ma qualcuno respira. Sono i sopravvissuti di una guerra (in)umana, scampati al benservito delle macchine ribelli. Il leader della resistenza biotica, John Connor, e' tra questi. Gia' sfuggito in passato alla sua irrefutabile condanna, l'uomo e' pronto a guidare un'altra colossale battaglia contro i cyborg nell'atteso 'Terminator Salvation' (dal 5 giugno in Italia), quarto capitolo di una saga che celebra i suoi 25 anni. Rispetto al 1984 - data di uscita dell'epocale film di Cameron - tutto e' cambiato perche' ogni cosa rimanesse com'era. Il lifting - nella sua moderna e abusata accezione di reboot - prevede novita' e scongiuri contro il tempo che passa (non a caso il sottotitolo predica: 'The Future Begins'). C'e' un regista con scarsa esperienza sul campo, il mago dei videogiochi McG (Joseph McGinty); un nuovo attore protagonista, il bravo e controverso Christian Bale; 200 milioni di dollari di budget, il piu' alto nella storia della saga; un'ipotesi di trilogia aggrappata all'esito commerciale di questo nuovo inizio. Non manca il mistero, tra indizi e false pista disseminate dal marketing. La sceneggiatura, firmata a 4 mani da Paul Haggis e Jonathan Nolan (fratello del piu' noto Christopher), e' top secret. Il finale, promette McG, scioccante. Il primo a non riprendersi e' stato Josh Brolin che ha mollato le riprese dopo aver letto lo script. In mezzo a tanti innesti, il ricorso a un cast tecnico di primo livello: score a tripla partitura di Danny Elfman, Gustavo Santaolalla e Thom Yorke, creature ed effetti speciali affidati ai tecnici della Stan Winston Studio (dal nome del celebre creatore del primo cyborg, scomparso durante la lavorazione), e un puzzle di paradossi temporali, sequenze pirotecniche e interni d'anima ricostruito dal montatore del 'Titanic' Conrad Buff. I calcoli, come gli imprecisi algoritmi di Skynet, possono rivelarsi sbagliati, ma sulla carta il film e' un blockbuster da almeno mezzo miliardo di dollari. L'attesa e' spasmodica e i primi screen test hanno dato esito positivo. Si rivedono Linda Hamilton - protagonista del primo indimenticato 'Terminator', qui voce narrante e filo diretto col passato, rievocato da alcuni flashback - e Arnold Schwarznegger, che ha acconsentito perche' la sua faccia si saldasse "digitalmente" al nuovo T-800. Torna in scena Kyle Reese - padre di John Connor - a cui presta il volto Anton Yelchin. Completano il cast Sam Worthington ed Helena Bonham Carter, in ruoli indecidibilmente sospesi tra Bene e Male. La confusione, l'ambiguita' ontologica e morale, sembra il marchio distintivo del nuovo corso. Cyborg sempre piu' umani e viceversa, alla maniera di "Blade Runner". Unito al vecchio (anacronistico?) adagio sui limiti della scienza, che risale al mito di Frankeinstein e anche piu' indietro. Si sa come va finire: il creatore ristabilisce ogni volta il proprio controllo sul creato, e l'essere infinitamente piu' piccolo, fatto di carne e umane debolezze, ha la meglio su un nemico cento volte piu' potente (come nel caso di Terminator). Il destino ha una coerenza superiore al calcolo, in quanto dotato di un fine morale che il secondo non possiede. Trasgredire lo schema e' sempre possibile pero', specie in tempi di recessione, quando le ombre avvolgono le luci. Le cose non vanno come dovrebbero e si spalanca l'apocalisse. D'altra parte il fascino della saga si poggia proprio sul suo carattere millenaristico, da antica narrazione biblica. Come ha scritto Gavriel Moses, Terminator "non e' altro che la versione aggiornata della evangelica fuga in Egitto. Il redentore ancora da nascere, la cui missione e' quella di garantire la futura salvezza dell'umanita', deve a tutti i costi essere salvaguardato dagli attentati di una struttura di potere la quale, pur di difendersi, non esita a seminare stragi". La commistione tra organico e inorganico copre quella tra umano e divino, e si radica nel profondo bisogno dell'io di superare ogni volta se stesso, nel tentativo di forzare i propri ambiti naturali. Questo spiega non solo il perdurare nella fantascienza dello scontro tra l'individuo e la macchina, l'uomo e il cyborg, ma anche perche' accanto al cyborg cattivo debba emergerne uno buono. Ultimo baluardo di un superomismo tecnologico che e' necessario combattere purche' venga salvato.

Vedi il trailer del film
http://www.youtube.com/watch?v=pcg5t0mT8V4

giovedì 28 maggio 2009

SONDAGGIO - Chi vedreste come protagonista del nuovo film di "Buffy"?
Al voto, al voto! Ma quali Europee, il vero voto è quello che chiede Telefilm Cult sul quesito più urticante degli ultimi mesi: chi vedreste nel ruolo di protagonista dell'annunciato film di "Buffy"? Anche se la pellicola, senza la firma di Whedon e nessun volto del serial-cult è già destinato all'abiura, giochiamo a scegliere chi potrebbe succedere (meno rovinosamente possibile) a Sarah Michelle Gellar. Le candidate le trovate nella colonna a sinistra, sotto la segnalazione de "La vita è un telefilm". Nomi plausibili, probabili, impensabili, vintage, di fantascienza e provocatori...come nello stile di Telefilm Cult. Avete tempo fino al 1 settembre per votare, ma vale la regola che chi prima vota meglio conficca il paletto (nel cuore).

mercoledì 27 maggio 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Pazza idea (o meglio: un'idea del Kaz)! Un nuovo film di "Buffy" senza Whedon e senza il cast del serial-cult
Articolo tratto da "Hollywood Reporter"
A new incarnation of "Buffy the Vampire Slayer" could be coming to the big screen."Buffy" creator Joss Whedon isn't involved and it's not set up at a studio, but Roy Lee and Doug Davison of Vertigo Entertainment are working with original movie director Fran Rubel Kuzui and her husband, Kaz Kuzui, on what is being labeled a remake or relaunch, but not a sequel or prequel. While Whedon is the person most associated with "Buffy," Kuzui and her Kuzui Enterprises have held onto the rights since the beginning, when she discovered the "Buffy" script from then-unknown Whedon. She developed the script while her husband put together the financing to make the 1992 movie, which was released by Fox. Kuzui later teamed with Gail Berman, then president of Sandollar Television, bringing back Whedon to make the TV series, which was produced by Fox TV and launched on the WB in 1997. Kuzui and Sandollar received executive producer credits on "Buffy" and its spinoff, "Angel."

The new "Buffy" film, however, would have no connection to the TV series, nor would it use popular supporting characters like Angel, Willow, Xander or Spike. Vertigo and Kuzui are looking to restart the story line without trampling on the beloved existing universe created by Whedon, putting the parties in a similar situation faced by Paramount, J.J. Abrams and his crew when relaunching "Star Trek." One of the underlying ideas of "Buffy" allows Vertigo and Kuzui to do just that: that each generation has its own vampire slayer to protect it. The goal would be to make a darker, event-sized movie that would, of course, have franchise potential.The parties are meeting with writers and hearing takes, and later will look for a home for the project. The producers do not rule out Whedon's involvement but have not yet reached out to him.Speaking from Tokyo, Fran Kuzui said the company is constantly approached not only about sequels but theater, video games and foreign remakes for "Buffy." When Vertigo's Lee contacted them, they were intrigued. "It was Roy's interest in taking Buffy into a new place that grabbed us," she said, noting that original exec producer Sandy Gallin also was consulted. "It was based on our respect for what he does, and his particular sensitivity to Asian filmmakers, that we wanted to work with him." Kuzui, who is prepping do direct a movie in Japan in the fall, added: "Everything has its moment. Every movie takes on a life at some point, and this seems like the moment to do this."

martedì 26 maggio 2009

NEWS - Fuoco di Paglia! Non c'è più traccia di "Senza Traccia", stop al serial sugli scomparsi. Il protagonista, ex calciatore professionista, a Roma per la finale di Champions, non nasconde la delusione
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - ''Motivi economici'', cosi' all'ANSA Anthony La Paglia, il Jack Malone di "Senza Traccia", spiega non senza dispiacere la chiusura del network americano Cbs alla serie poliziesca di grande successo in tutto il mondo, in onda in Italia su Raidue e Steel. ''E' una loro prerogativa tagliare un programma, anche se va benissimo come audience'', aggiunge La Paglia, australiano di origine italiana (calabrese di Bovalino), ex calciatore ora star dello spettacolo, a Roma per sostenere il Barcellona alla finale di Champions League domani sera contro il Manchester United. Su Raidue la serie che racconta di una squadra della Fbi specializzata nella ricerca di persone scomparse, riprendera' a settembre per la sesta stagione. Il telefilm ha chiuso il 19 maggio in America con un record di ascolto e una media di 11 milioni di spettatori. ''La Warner Bros che coproduce lo show con Cbs e Paramount, avrebbe voluto continuare ma Cbs e' stata decisa a chiudere per motivi economici'', racconta La Paglia intervistato in un albergo romano. Da quel che si e' saputo, costretta a tagliare una delle due serie Warner Bros, la Cbs ha preferito bloccare "Senza Traccia" per proseguire "Cold Case". ''Non sono stato sorpreso di questa decisione, negli ultimi sei mesi c'erano stati vari segnali e quando alla fine ne ha cominciato a parlare anche la stampa senza che il network smentisse, ho interpretato questo silenzio Cbs come un assenso'', aggiunge l'attore che non nasconde un certo ''disappunto, soprattutto per i modi in cui e' stato reso noto''. Allo stesso tempo, sostiene La Paglia, ''la decisione e' stata un sollievo, la sensazione dopo 7 anni di grande successo di poter riprendere in mano la vita senza lavorare 14 ore al giorno. Per il prossimo anno non accettero' lavori''. La Paglia dice di essersi veramente reso conto del successo di "Senza Traccia" quando e' capitato in Europa, a Parigi, a Madrid, a Roma circondato dall'attenzione della gente. ''Credo che 'Senza Traccia' abbia avuto questa popolarita' in tutto il mondo perche' e' un tipo di poliziesco pieno di umanita'. Gli episodi - sostiene La Paglia - non partono da un cadavere ritrovato e un colpevole da scoprire, quanto da una persona scomparsa che puo' essere viva o morta, rapita o andata volontariamente via e lo spettatore indaga con te. Insomma e' un prototipo di tv interattiva''. Ex calciatore ora popolare star (un Emmy per 'Frasier' e un Tony per il remake a Broadway di Uno sguardo sul ponte), Anthony La Paglia, non parla italiano perche' il padre calabrese emigrante in Australia voleva la massima integrazione del figlio e non gli ha mai parlato nella lingua d'origine. Di una cosa va fiero: ''Aver capito che per il calcio, nonostante un livello professionistico raggiunto - era portiere della nazionale e oggi e' comproprietario del Sidney - non avevo il talento giusto, non avevo una mentalita' abbastanza vincente. Poi una buona accademia di recitazione e le giuste opportunita' hanno fatto di me cio' che sono oggi''.

lunedì 25 maggio 2009


QUIZ - Tris di domandoni per sfuggire alle scalmane. Chi indovina le 3 Miss telefilmiche?
Ben tre Quiz in un unico Post, per combattere la prima calura e, se non si riesce a dormire, affannarsi nel letto con uno scopo: indovinare, indovinare, indovinare! Questa volta per risultare vincitori bisogna individuare il trittico di Miss in galleria. La prima in alto, Miss Sch(iena), rivela, oltre che una capigliatura leonina, scapole da nuotatrice o da boxeur, mentre colei che le si para di fronte indossa premurosamente un paio di occhiali per non essere colpita da un gancio improvviso. La seconda, Miss B-side, sfoggia il primo bikini VIP della calda stagione ma anche una sete fuori dall'ordinario, a vedere la sfilza di bicchieri che la circondano (ne abbiamo contati ben 6, ma forse qualcuno è nascosto nella borsa extra-large). L'ultima, Miss Fucsia Quattrobraccia, se ne va impunita sul bagnasciuga con un orripilante accostamento bikinato (nero+fucsia) e nell'immagine appare come un mostro a quattro arti (oltre che con due teste!).
QUIZ - La Miss Pecorina era...
Era Michelle Williams, la Jen di "Dawson's Creek", la Miss Pecorina al centro del Quiz per palati fini del 7 marzo scorso, ritratta nel film "Senza apparente motivo". Per i fanatici del caso, quello che si dava da fare alle sue "spalle" era Ewan McGregor. Complimenti agli indovinatori Nicola Vianello, regina, Federica e Ale_p3. A breve un altro nuovo Quiz per rinfrescarci dalla prima calura: anzi, ben 3 domandoni in un unico post, roba da non dormirci la notte...

venerdì 22 maggio 2009

GOSSIP - Hayden, tatuaggio italiano con errore. La Panettiere omaggia le sue origini con una sgrammaticatura
Dal Corriere.it - Se ne sarà accorta quando alcuni blog sul web hanno riconosciuto l'errore: la 19enne star americana, Hayden Panettiere, conosciuta al grande pubblico per il suo ruolo di Claire Bennet nel celebre seriel "Heroes", ha esibito sul red carpet e sulla spiaggia di Cannes il suo nuovo tatuaggio impresso in bella vista sulla schiena. Una frase in italiano, forse in onore delle origini della sua famiglia. Peccato che c'è scappato l'errore: «Vivere senza rimipianti». Esatto, il tatuatore ci ha messo erroneamente una "i" di troppo.

martedì 19 maggio 2009



NEWS ESCLUSIVA - Pin-Up for a day! Un poker di attrici telefilmiche si è messo in posa da Vamp anni '50 per un libro che fa rivivere lo stile alla Betty Page
Elisha Cuthbert ("24"), Lauren Graham ("Una mamma per amica"), Michelle Trachtenberg ("Buffy", "Gossip Girl") e Jamie Lynn Sigler ("I Soprano") sono tra le attrici che si sono messe in posa davanti all'obiettivo di Timothy White per il suo libro "Hollywood Pin Up". La pubblicazione fa rivivere i fasti delle vamp anni '50 alla Betty Page con volti (e corpi) di dive, divine e divette dei giorni nostri...La più sorprendente? Colei ritratta nella prima foto di questa poker-gallery...(clikkate sulle foto per ingrandirle)

lunedì 18 maggio 2009

NEWS - In libreria, compagni! "Il Testo Espanso" di Stefania Carini (con prefazione di Aldo Grasso) è IL libro per tutti i seguaci telefilmici
"Lost" e "24"? Sono frutto di una nuova fase della televisione, così come viene descritta da Stefania Carini nel suo libro "Il Testo Espanso. Il telefilm nell’età della convergenza" (Vita e Pensiero, 2009). La Tv infatti si è espansa. Di fronte alle nuove sfide dell’epoca della convergenza, sovrabbondante di media, testi, possibilità, il piccolo schermo non si è tirato indietro. Ha saputo adattare se stesso al nuovo mondo, attraverso cambiamenti tecnologici, istituzionali, economici, culturali. E non di meno, ha modificato il modo di costruire i propri testi, dando vita a una nuova estetica. La Tv espande se stessa e si espande al di fuori di se stessa, creando universi testuali e narrativi capaci di viaggiare tra media e farsi esperienza quotidiana, oggetto di design, immaginario condiviso e maneggevole. Questo libro si propone di mappare i cambiamenti attuali del testo televisivo, esemplificati attraverso l’analisi di due telefilm americani di enorme popolarità, come "Lost" e "24". Attraverso un approccio “umanista”, legato all’analisi storico-estetica e testuale (ma senza disdegnare altri approcci), cerca di mettere in luce le nuove strategie del piccolo schermo, che coinvolgono circolarmente tanto i produttori quanto il pubblico.

BIO
Stefania Carini, Dottore di ricerca in Culture della comunicazione, insegna Analisi e produzione di testi televisivi all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E’ membro della Sottocommissione per il riconoscimento dell'interesse culturale lungometraggi presso il Ministero dei Beni Culturali. E’ critico televisivo del quotidiano Europa e cura la videorubrica “Tv Usa “ per Il Corriere della Sera. Fra le sue pubblicazioni L’insolito animato. I Simpsons (in A. Grasso, Buona Maestra, 2007); Media e Storia: cronologia di un dibattito (in A. Grasso, Fare storia con la televisione, 2006); Realizzare miti moderni. Generi e strutture narrative di un film Pixar (in G. Bendazzi e R. Scrimitore, Il cinema d’animazione e la nuova critica, 2006). Ha collaborato alla stesura della nuova edizione de Garzantina della televisione (2008).

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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