NEWS - Spoiler o non spoiler? Le anticipazioni su "Dr. House" aprono il dibattito a cavallo tra promozione e salvaguardia dei finali Spoiler o non spoiler, questo è il problema. Se sia più giusto quello che scrive
Aldo Grasso sul “Corriere della Sera” di ieri a proposito del clamoroso spoiler sulle nuove puntate di “
Dr.House” apparso su agenzie di stampa e giornali (
Telefilm Cult, non a caso, ha pubblicato l’Ansa dalla quale sono partiti gli spoiler sotto accusa, a mò di
cronologia del “misfatto”). “Colpa di un ufficio stampa, o forse colpa di qualche sito birichino – scrive Grasso - certamente colpa della scarsa cultura di cui gode in Italia la serialità, sta di fatto che la centesima puntata del ‘Dr. House’ è stata rovinata da un clamoroso caso di spoiler. Molti giornali, infatti, hanno rivelato nei dettagli come andrà a finire la quinta stagione del medical drama. Cosa che non si fa mai, per nessuna ragione. E’ vero che ormai in molti scaricano da internet le puntate in onda in America (e che sul web si trova di tutto) ma è convenzione non rivelare mai il finale di una serie. Salvo che in Italia”.
Il ragionamento di Grasso non fa una grinza. Ma con un “ma”. Pur non c’entrando nulla sul caso in questione, ho avuto modo di bazzicare gli uffici stampa di ogni settore televisivo – dall’informazione ai Tg, dagli show di prima, seconda, terza e quarta serata ai programmi musicali, dal cinema alla fiction, dalle serie tv ai cartoni animati – e posso senz’altro affermare che
i telefilm sono il genere televisivo più difficile da promuovere sui giornali. Tanto per dire, non si può contare sui protagonisti per le interviste (salvo rare eccezioni), ancor meno sui produttori, gli sceneggiatori, gli ideatori…Per i giornali, è spesso più interessante il lato B di
Belen Rodriguez o il rinnovo di un contratto Rai/Mediaset di un personaggio televisivo che una notizia “telefilmica”. Faccio un esempio: qualche settimana fa è uscita (sempre sull’Ansa, ripresa su questo blog) l’intervista con la quale
Anthony LaPaglia manifestava tutta la sua delusione per la cancellazione di “
Senza Traccia”, uno sfogo alquanto inconsueto che nessun giornale ha pubblicato. Quante copertine di settimanali sono state dedicate ai telefilm quest’anno? Si contano sulle dita di una mano. Anni fa, quando ancora non esisteva il termine spoiler (o muoveva i primi passi), si cercava di creare “eventi” attorno alle serie tv, personalmente puntando su tappe storiche del genere (i temi sociali al centro di “
Beverly Hills”, la prima volta che un protagonista telefilmico moriva, in “
Xena”; la puntata-musical di “
Buffy”; il primo bacio omosex in “
Melrose Place”…). Il primo caso di spoiler
ante-litteram, forse, è stato l’annuncio del bacio tra Mulder e Scully in “
X-Files”, ma senza rivelare i particolari del caso (in realtà Mulder non era lui…), lasciando allo spettatore il gusto di scoprirlo. Tempo fa per lanciare una nuova stagione di “
Dawson’s Creek”, intitolai il comunicato “un matrimonio e un funerale”, senza rivelare chi fosse a salire all’altare e chi a dipartire. Oggi ho l’impressione che nella virata sempre più gossippara dei quotidiani, i dettagli (gli spoiler) siano la
condicio sine qua non per aggiudicarsi gli articoli. Spiace dirlo, ma è così. Non che sia il massimo, sia chiaro. Per tutti gli amanti dei telefilm, il finale non svelato è sacro. Però è un dato di fatto che ultimamente si tenti di alzare l’asticella di una promozione che nella filiera del buon esito di una serie tv risulta fondamentale. Nel caso di “
Dr. House”, dubito che i giornali avrebbero scritto qualcosa sulla nuova stagione senza gli odiati spoiler. Viene da chiedersi se sia giusto rinunciare ad una promozione che talvolta determina – soprattutto nella tv generalista – il mantenimento in palinsesto (se il pubblico non sa che va in onda la serie, non la guarda, perciò viene spostata o cancellata…). Oppure se sia il caso, piuttosto, di trovare
altre forme di promozione meno “invasive”. Magari sensibilizzando l’opinione pubblica e i giornali con operazioni ad hoc (in questo senso è nato il
Telefilm Festival). C’è anche da considerare che rispetto ad alcuni anni fa il popolo dei telefilm, grazie soprattutto a Internet e all’uscita del “
Dizionario dei Telefilm”, si è compattato, un
pueblo unido che televisivamente parlando è il più attento e dinamico che possa esserci. E che per questo merita rispetto. Anche a costo di rinunciare a qualche articolo di giornale in più? Il dibattito è aperto: dite la vostra…