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lunedì 12 febbraio 2018

NEWS - Netflix, Apple, Disney, Amazon...occhio alla CBS che si (ri)allea con Viacom. Sarà sempre più un 2018 delle (sante) alleanze
News tratta da "L'Economia" del "Corriere della Sera"
Li chiamano i Liz Taylor e Richard Burton del mondo dei media. Come i due famosi divi hollywoodiani, sposati due volte e divorziati altrettante, Cbs e Viacom stanno infatti trattando il loro secondo matrimonio dopo quello finito con la separazione del 2006. A far tornare insieme il gruppo Cbs, che controlla la rete tv più popolare in America e quello che possiede gli studios Paramount è la nuova realtà del mercato dell'intrattenimento. Dove stanno andando in porto le mega fusioni fra la telecom ATeT e Time Warner e fra Disney e Fox, mentre si fanno avanti i giganti tecnologici che producono e distribuiscono contenuti video, da Amazon a YouTube (Alphabet), da Netflix a Facebook ed Apple. «Adesso dobbiamo competere contro società-mostro — ha detto Leslie Moonves, amministratore delegato (ceo) di Cbs —. Disney è grande sei volte noi Comcast anche. Il valore di Borsa di Netflix è enorme». La capitalizzazione a Wall Street di quest'ultima società infatti è di oltre 115 miliardi di dollari con un fatturato di soli u,7, contro la capitalizzazione di 2o,6 miliardi di Cbs e quella di 13 miliardi di Viacom, nonostante i due «promessi sposi» fatturino di più, cioè oltre 13 miliardi. Wall Street, in altre parole, scommette sul futuro delle piattaforme online e i marchi storici del piccolo e grande schermo si devono adeguare.
A spingere per la nuova fusione CbsViacom è Shari Redstone, la vicepresidente di entrambe le società. Lei, 63 anni e il padre Sumner, 94, controllano sia Cbs sia Viacom con circa l'80% dei diritti di volto attraverso la loro holding di famiglia National amusements. Nel 2016 Shari Redstone era uscita vincitrice da una complessa lotta di potere in cui era stata accusata di manipolare il padre ed era riuscita a far cacciare il ceo che aveva guidato Viacom dal 2006, Philippe Dauman. Dal dicembre 2016 il nuovo ceo di Viacom è Bob Bakish, 53 anni, che finora ha cercato di stabilizzare il gruppo siglando contratti di distribuzione, cambiando la leadership di Paramount, tagliando i costi, investendo in contenuti digitali e focalizzandosi sui sei principali canali tv posseduti: Mtv, Nickelodeon, Nick Jr., Comedy central, Bet e il nuovo Paramount network (ex Spike). Mentre Bakish è apprezzato dalla Redstone come gestore operativo e finanziario, Moonves, 68 anni, è un veterano dello show business con un buon intuito nella scelta delle storie e dei talenti su cui puntare, dicono gli esperti. I due ceo si conoscono bene, perché erano colleghi durante i sei anni in cui Viacom e Cbs hanno convissuto sotto lo stesso tetto, dal woo al 2006. Le due società hanno annunciato all'inizio di questo mese di aver creato dei comitati speciali per valutare l'eventuale nuova fusione. L'investitore italo-americano Mario Gabelli, l'azionista maggiore dopo i Redstone sia di Viacom sia di Cbs, è da tempo favorevole alla riunione dei due gruppi. «La combinazione funziona secondo la logica del numeri — ha detto Gabelli problema è chi la guiderà».
Non c'è problema invece per le sinergie, perché gran parte delle attività di Cbs e Viacom non si sovrappongono ma sono anzi complementari. Sul fronte televisivo, Cbs è leader sul mercato americano in termini di spettatori ed è anche all'avanguardia nei servizi di streaming: quelli indipendenti dei programmi di Cbs e del canale premium Showtime hanno oltre 4 milioni di abbonati, più della metà dell'obbiettivo di 8 milioni previsto dai manager entro il 2020. Viacom è più indietro sullo streaming e quindi non può che imparare dall'esperienza di Cbs; però ha anche una divisione Paramount television che produce contenuti tv di successo, come la serie Tredici trasmessa da Netflix. Per quanto riguarda il cinema, Paramount è reduce da un anno magro di incassi e arriva alla notte degli Oscar senza nemmeno una candidatura. Dallo scorso aprile ha un nuovo responsabile, l'ex Fox Jim Gianopulos, che ha promesso il rilancio ma i risultati devono ancora materializzarsi. Anche Cbs ha una divisione film, lanciata nel 2007, che ha prodotto alcuni titoli apprezzati dalla critica, come A proposito di Davis (2013) dei fratelli Joel ed Ethan Cohen. Una prima tomata di discussione fra Cbs e Viacom per fondersi c'era stata nel 2 16, naufragata per il disaccordo su come valutare le due società. Ma dal dicembre di quell'anno le loro quotazioni sono calate rispettivamente del 15 e del 596 contro un rialzo del 20% dell'indice SePSoo delle azioni Usa. Così gli investitori premono per le nozze riparatrici.

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