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lunedì 31 luglio 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Con "Orange Is The New Black" la prevaricazione lascia spazio alla modalità di visione della serie

"Su Premium Stories siamo alle battute finali della quinta stagione di «Orange Is the New Black», la serie targata Netflix e firmata da Jenji Kohan, racconta la storia vera di Piper Chapman, una ragazza wasp della buona borghesia costretta a scontare 15 mesi nel carcere femminile di Litchfield per aver aiutato la sua ex amante a trasportare in territorio americano una valigia zeppa di narcodollari. «Orange Is the New Black» è una storia al femminile con una struttura narrativa a flashback: le prigioniere si muovono sul doppio registro del dramma e della commedia, in un avvincente gioco di attrazioni, respingimenti, sotterfugi e arte della sopravvivenza. E l'aspetto più sorprendente della serie è proprio questa coralità, questo aver messo insieme un casting di grande livello. Il tema della quinta stagione continua a essere la prevaricazione: razziale, di genere, gerarchica. Una guardia uccide una detenuta e nel carcere scoppia una violenta rivolta. Temi come lo stupro e la violenza sono affrontati senza paura e reticenza, senza mai cedere alla lezione morale. Anche se alla fine Piper chiede ad Alex di sposarla e lei dice di sì. Più che alla trame, l'attenzione critica si volge sempre più alle modalità di visione. Il consumo televisivo tende a farsi sempre più personalizzato, in un'ideale linea di sviluppo che conduce dalla griglia del palinsesto alla libertà della distribuzione in streaming, «à la carte». In linea teorica, lo spettatore dovrebbe anche acquisire una maggiore consapevolezza di quello che decide di vedere. «Orange Is the New Black», per esempio, segue un percorso che presto diventerà classico: Netflix ha i diritti di prima visione (e rilascia i 13 episodi in contemporanea), Premium ha, per così dire, quelli di seconda visione (con cadenza settimanale) e forse, un giorno, qualche rete generalista acquisterà quelli di terza. Proprio come succedeva al cinema tanti anni fa". (Aldo Grasso

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