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martedì 7 febbraio 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Roadies", sfortunata storia per iniziati del backstage
"Durante i preparativi per il concerto della Staton-House Band, Kelly Ann annuncia alla squadra che lascerà il lavoro per andare a frequentare una scuola di cinema a New York. Reg, un consulente finanziario mandato dalla direzione, creerà terrore. Mentre comunica un po' goffamente ai ragazzi che sono necessari tagli alle spese, Kelly Ann lo attacca pesantemente. Intanto Bill e Shell battibeccano di continuo, come fanno certi innamorati. Questi alcuni spunti narrativi di una serie che prometteva molto, ma che non è riuscita a mantenere le tante attese. Sto parlando di 'Roadies' creata da Cameron Crowe (il suo 'Almost Famous' resta un capolavoro) e coprodotta con un altro mito, J.J. Abrams. Purtroppo gli ascolti sono stati poco lusinghieri e Showtime ha deciso di cancellare dopo una sola stagione la comedy-drama (Premium Stories, lunedì, 21.15). Un vero peccato, forse la serie è per iniziati, scritta per chi ama la musica «dal di dentro». Roadies racconta il backstage di un tour musicale attraverso l'intreccio di storie personali. I «roadies» sono gli addetti al lavori, quelli che da noi portano sul retro della t-shirt la scritta staff: percorrono migliaia di km all'anno, in perenne trasloco da una città all'altra, devono in poco tempo montare palco e attrezzature sonore, spesso sono costretti a sopportarsi (non è gente facile), specie quando il «posto di lavoro» diventa una seconda famiglia. Eppure il pilot, Life is a Carnival, è interessante, sorretto anche da una colonna sonora molto sofisticata. Il lavoro frenetico, la precarietà, la strada, una vita in perenne fuga. A Kelly Ann, Cameron Crowe ha assegnato il compito più impegnativo: incarnare la «filosofia» dei roadies. Da cinefila, ha preparato un piccolo film dove ha raccolto le scene più famose della storia del cinema che hanno per soggetto una fuga. Come diceva Jimi Hendrix, «se sono libero è perché sono sempre in fuga»". (Aldo Grasso)

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