J.J. Abrams is working on exciting new DC Comics series, which is heading to HBO Max! THR is reporting that the prolific producer, director, and writer has three new series heading to the streaming service, including “an untitled drama based on characters in the so-called Justice League Dark universe.” Some of the characters that are part of the Justice League Dark team include Zatanna, Deadman, Swamp Thing and John Constantine. The other two series are crime drama called Duster and a spinoff to The Shining, which will be called Overlook. All three of the series will be produced by Abrams, his wife and business partner Katie McGrath, and Bad Robot’s head of television Ben Stephenson. Bad Robot’s exec vp TV Rachel Rusch Rich will be a co-executive producer.
venerdì 17 aprile 2020
NEWS - Clamoroso al Cibali! JJ Abrams cala il tris seriale su HBO: lo spin-off di "The Shining" di King, una serie tratta dai personaggi di "Justice League Dark" e un crime
J.J. Abrams is working on exciting new DC Comics series, which is heading to HBO Max! THR is reporting that the prolific producer, director, and writer has three new series heading to the streaming service, including “an untitled drama based on characters in the so-called Justice League Dark universe.” Some of the characters that are part of the Justice League Dark team include Zatanna, Deadman, Swamp Thing and John Constantine. The other two series are crime drama called Duster and a spinoff to The Shining, which will be called Overlook. All three of the series will be produced by Abrams, his wife and business partner Katie McGrath, and Bad Robot’s head of television Ben Stephenson. Bad Robot’s exec vp TV Rachel Rusch Rich will be a co-executive producer.
J.J. Abrams is working on exciting new DC Comics series, which is heading to HBO Max! THR is reporting that the prolific producer, director, and writer has three new series heading to the streaming service, including “an untitled drama based on characters in the so-called Justice League Dark universe.” Some of the characters that are part of the Justice League Dark team include Zatanna, Deadman, Swamp Thing and John Constantine. The other two series are crime drama called Duster and a spinoff to The Shining, which will be called Overlook. All three of the series will be produced by Abrams, his wife and business partner Katie McGrath, and Bad Robot’s head of television Ben Stephenson. Bad Robot’s exec vp TV Rachel Rusch Rich will be a co-executive producer.
“What an amazing start to our association with the wildly imaginative Bad Robot team under J.J.and Katie,” HBO Max’s chief content officer Kevin Reilly said in a statement. “What could be better than an original J.J. idea and then Warner Bros. letting them loose on iconic IP from Stephen King and the DC Universe and to provide more must-have programming on HBO Max.”
martedì 14 aprile 2020
GOSSIP - Fuori dal mondo! In tempi di Coronavirus, Thandie Newton registra l'audio di "Westworld" nel garage di casa chiusa in macchina!
Thandie Newton is finding a way to make it work! The 47-year-old Westworld actress posted a clip of herself sitting in her car recording ADR, or additional dialogue recording, for the hit show on Sunday (April 12) amid the global health crisis.
“Lockdown. Been having to create a DIY sound studio (in the car, in the garage, recording into my i phone while hooked up to LA on my laptop) to do ADR (additional dialogue recording) for @westworldhbo WHATEVER IT TAKES!!!!!!! We’re doing everything we can during Covid19 to bring the show to you. Without these trans global, tenacious cheats, the full season couldn’t get finished (while you watch each episode the future ones are still being completed😯). Huge thanks to our incredible post production team for making magic happen. Episode 5 tonight. Gonna slay. Xxxx T,” she wrote.
venerdì 10 aprile 2020
giovedì 9 aprile 2020
mercoledì 8 aprile 2020
martedì 7 aprile 2020
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"La Casa di carta" è crollata! Ha poco da aggiungere, crepe nella sceneggiatura
"A pochi mesi di distanza dall' ultima stagione, «La casa di carta» si rinnova rendendo disponibile su Netflix gli otto episodi del quarto atto. Anche questa rapidità nell' aggiornare l' evoluzione del racconto è indicatore di come la serie spagnola firmata da Alex Pina rappresenti uno dei titoli di punta del catalogo, quello di cui tutti parlano. Però, la frenesia si accompagna spesso all' improvvisazione, e così questa stagione mostra crepe che si aprono in più di un' occasione. Non basta aver ormai familiarizzato con i personaggi (l'inattesa fragilità del Professore, la vulcanica Nairobi, l' instabile Tokyo, il violento Denver) per nascondere i difetti di un impianto narrativo che tende a esagerare e a ripetersi. Il Professore (Álvaro Morte) è convinto che l' amata Lisbona-ex ispettore Murillo (Itziar Ituno) sia stata uccisa, ingannato dal rumore di uno sparo sul finire della terza stagione. Stretto tra «amore e morte che si erano uniti nel suo cuore», è deciso a conoscere la verità e tornare al Banco di Spagna dove si trovano asserragliati gli uomini e le donne della banda. L' impressione è che «La casa di carta» non abbia poi molto da aggiungere; si trascina come una soap, abbandonando l' azione per una scelta di introspezione psicologica dei personaggi e delle loro relazioni, senza però avere l' attitudine per questo genere di affondi. Peraltro, il personaggio migliore e più adatto in questo senso (Berlino, interpretato da Pedro Alonso) è morto due stagioni fa e costringe a un ricorso continuo al flashback. Eppure, la serie resta un classico esempio di guilty pleasure, di quel piacere un po' perverso che ci tiene incollati a una storia anche se ne riconosciamo i limiti. Nella serie anche un' inconsueta e un po' stiracchiata strizzatina d' occhio alla cultura popolare italiana: un gruppo di frati intona «Ti amo» di Umberto Tozzi e «Centro di gravità permanente» di Battiato". (Aldo Grasso)
CORRIERE DELLA SERA
"La Casa di carta" è crollata! Ha poco da aggiungere, crepe nella sceneggiatura
"A pochi mesi di distanza dall' ultima stagione, «La casa di carta» si rinnova rendendo disponibile su Netflix gli otto episodi del quarto atto. Anche questa rapidità nell' aggiornare l' evoluzione del racconto è indicatore di come la serie spagnola firmata da Alex Pina rappresenti uno dei titoli di punta del catalogo, quello di cui tutti parlano. Però, la frenesia si accompagna spesso all' improvvisazione, e così questa stagione mostra crepe che si aprono in più di un' occasione. Non basta aver ormai familiarizzato con i personaggi (l'inattesa fragilità del Professore, la vulcanica Nairobi, l' instabile Tokyo, il violento Denver) per nascondere i difetti di un impianto narrativo che tende a esagerare e a ripetersi. Il Professore (Álvaro Morte) è convinto che l' amata Lisbona-ex ispettore Murillo (Itziar Ituno) sia stata uccisa, ingannato dal rumore di uno sparo sul finire della terza stagione. Stretto tra «amore e morte che si erano uniti nel suo cuore», è deciso a conoscere la verità e tornare al Banco di Spagna dove si trovano asserragliati gli uomini e le donne della banda. L' impressione è che «La casa di carta» non abbia poi molto da aggiungere; si trascina come una soap, abbandonando l' azione per una scelta di introspezione psicologica dei personaggi e delle loro relazioni, senza però avere l' attitudine per questo genere di affondi. Peraltro, il personaggio migliore e più adatto in questo senso (Berlino, interpretato da Pedro Alonso) è morto due stagioni fa e costringe a un ricorso continuo al flashback. Eppure, la serie resta un classico esempio di guilty pleasure, di quel piacere un po' perverso che ci tiene incollati a una storia anche se ne riconosciamo i limiti. Nella serie anche un' inconsueta e un po' stiracchiata strizzatina d' occhio alla cultura popolare italiana: un gruppo di frati intona «Ti amo» di Umberto Tozzi e «Centro di gravità permanente» di Battiato". (Aldo Grasso)
lunedì 6 aprile 2020
domenica 5 aprile 2020
lunedì 30 marzo 2020
mercoledì 25 marzo 2020
martedì 24 marzo 2020
lunedì 23 marzo 2020
lunedì 16 marzo 2020
NEWS - A(m)mazon, che figuraccia di merda! Dapprima PrimeVideo per tutti gli abitanti della "Zona Rossa" del CoronaVirus, poi retromarcia quando si è estesa in tutta Italia (sarebbe un salasso)!
Amazon Prime Video, insieme con TimVision, aveva aperto i suoi servizi in streaming gratuitamente fino al 31 marzo per gli abitanti nelle zone rosse. Infinity di Mediaset, invece, aveva messo a disposizione due mesi gratis. Ma con l'allargarsi delle zone rosse (che da Codogno e dintorni poi avevano compreso tutta la Lombardia, parte del Veneto e dell'Emilia e, adesso tutta l'Italia), i termini della faccenda sono cambiati. E Prime Video ha confermato l'offerta solo per gli abitanti della prima e più ristretta zona rossa, mentre non l'ha estesa a tutto il territorio italiano. Una piccola scivolata di stile motivata da «complessità tecniche». Va detto che comunque resta valido, come al solito, il mese di prova gratuita per tutti i nuovi potenziali clienti Prime Video.
Amazon Prime Video, insieme con TimVision, aveva aperto i suoi servizi in streaming gratuitamente fino al 31 marzo per gli abitanti nelle zone rosse. Infinity di Mediaset, invece, aveva messo a disposizione due mesi gratis. Ma con l'allargarsi delle zone rosse (che da Codogno e dintorni poi avevano compreso tutta la Lombardia, parte del Veneto e dell'Emilia e, adesso tutta l'Italia), i termini della faccenda sono cambiati. E Prime Video ha confermato l'offerta solo per gli abitanti della prima e più ristretta zona rossa, mentre non l'ha estesa a tutto il territorio italiano. Una piccola scivolata di stile motivata da «complessità tecniche». Va detto che comunque resta valido, come al solito, il mese di prova gratuita per tutti i nuovi potenziali clienti Prime Video.
martedì 10 marzo 2020
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"The Outsider", ultima perla della serialità "prestige"
"Da diversi anni, il modello di serialità tv di ci ha abituato a prodotti capaci di mescolare piani di racconto articolati e stimolare letture interpretative su più livelli. E un marchio di fabbrica consolidato al quale non pare sottrarsi nemmeno «The Outsider», l'ultima serie del broadcaster statunitense (Sky Atlantic). Adattamento dell'omonimo romanzo di Stephen King, «The Outsider» è un viaggio che dagli schemi classici del crime del fantasy-horror muove verso terreni d'indagine e introspezione sempre più sofisticati e complessi. Merito naturalmente del testo originale di un maestro del genere, ma anche del lavoro di Richard Price (uno degli artefici di «The Wire» per intenderci) come show-runner e di un cast equilibrato nel quale spicca Ben Mendelsohn nel ruolo del detective Ralph Anderson. L'innesco è quello classico di un poliziesco dalle tinte fosche: il ritrovamento del corpo di un bambino di undici anni orrendamente martoriato nei pressi di Cherokee City in Georgia. Le prove sembrano condurre a Terry Maitland (Jason Bateman), coach della squadra giovanile locale di baseball. II detective Anderson, che ha perso un figlio giocatore nella stessa squadra anni prima, arresta platealmente l'amico Terry, ma con il passare del tempo e l'emergere di nuovi dettagli comincia a mostrare segni di incertezza. E improvvisamente, nata come ordinaria detective story, la serie prende sentieri via via differenti, mentre una strana e oscura presenza si aggira nei luoghi della famiglia Maitland e la piccola figlia di Terry convive con visioni inspiegabili e irrazionali. «The Outsider» è solo l'ultimo tassello di una serialità cosiddetta «prestige» dove alle qualità estetiche del racconto e della sua resa si aggiungono elementi produttivi di alto proñlo. II risultato è una serie che muta continuamente faccia e a ogni evidenza costringe a rimettere tutto in discussione". (Aldo Grasso)
CORRIERE DELLA SERA
"The Outsider", ultima perla della serialità "prestige"
"Da diversi anni, il modello di serialità tv di ci ha abituato a prodotti capaci di mescolare piani di racconto articolati e stimolare letture interpretative su più livelli. E un marchio di fabbrica consolidato al quale non pare sottrarsi nemmeno «The Outsider», l'ultima serie del broadcaster statunitense (Sky Atlantic). Adattamento dell'omonimo romanzo di Stephen King, «The Outsider» è un viaggio che dagli schemi classici del crime del fantasy-horror muove verso terreni d'indagine e introspezione sempre più sofisticati e complessi. Merito naturalmente del testo originale di un maestro del genere, ma anche del lavoro di Richard Price (uno degli artefici di «The Wire» per intenderci) come show-runner e di un cast equilibrato nel quale spicca Ben Mendelsohn nel ruolo del detective Ralph Anderson. L'innesco è quello classico di un poliziesco dalle tinte fosche: il ritrovamento del corpo di un bambino di undici anni orrendamente martoriato nei pressi di Cherokee City in Georgia. Le prove sembrano condurre a Terry Maitland (Jason Bateman), coach della squadra giovanile locale di baseball. II detective Anderson, che ha perso un figlio giocatore nella stessa squadra anni prima, arresta platealmente l'amico Terry, ma con il passare del tempo e l'emergere di nuovi dettagli comincia a mostrare segni di incertezza. E improvvisamente, nata come ordinaria detective story, la serie prende sentieri via via differenti, mentre una strana e oscura presenza si aggira nei luoghi della famiglia Maitland e la piccola figlia di Terry convive con visioni inspiegabili e irrazionali. «The Outsider» è solo l'ultimo tassello di una serialità cosiddetta «prestige» dove alle qualità estetiche del racconto e della sua resa si aggiungono elementi produttivi di alto proñlo. II risultato è una serie che muta continuamente faccia e a ogni evidenza costringe a rimettere tutto in discussione". (Aldo Grasso)
domenica 8 marzo 2020
NEWS - CoronaVirus, allarme sul serial! Le produzioni fermano le registrazioni, pericolo di ritardi e cancellazioni
Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
Il Coronavirus colpisce anche il piccolo schermo. E la Tv al tempo del Covid-19 rischia di uscire molto impoverita da questo contagio, con contraccolpi per gli spettatori, che possono trovarsi senza molti degli appuntamenti di intrattenimento live che scandiscono i palinsesti, ma anche per le società di produzione, quelle che rappresentano l'impalcatura della tv italiana e che lanciano l'allarme: «Entro pochi giorni oltre la metà delle produzioni di intrattenimento sarà colpita dall'emergenza sanitaria. E anche sulla serlailtà gli effetti non tarderanno ad arrivare». Giancarlo Leone, presidente di Apa, l'associazione che raggruppa le società grandi e piccole di produttori audiovisivi indipendenti - Endemol, Magnolia, Banijay, Fremantle, Lux, Cattleya, Palomar, solo per citarne alcune - mette in guardia da un contraccolpo «già visibile» agli aficionados di quel simulacro familiare che, pur se uscito dai confini del televisore allargandosi a tablet, smartphone e vari device, rimane pur sempre un punto centrale nella vita degli italiani godendo in questi giorni, fra scuole chiuse e smart working, di ascolti in crescita. Un esempio? "La Corrida", il varietà condotto da Carlo Conti su Rai1, è la prima vittima: slittata a data da destinarsi. L'elenco è però lungo fra programmi che rischiano di saltare, altri che andranno in onda senza pubblico, e altri ancora conproduzioni che stanno ritardando in attesa di capire meglio l'evoluzione. Il problema è anche sulla serialità. «In questo caso - dice Leone - gli effetti si vedranno più in là, visto che le serie trasmesse sono state prodotte e consegnate fino a maggio. Ma quelle in partenza e in via di completamento rischiano». È evidente che le società di produzione sono in allarme. Studi vuoti e palinsesti in bilico che i broadcaster potrebbero trovarsi a rattoppare qua e là con film, serie e intrattenimento d'archivio, vogliono dire anche, lato produzione, un contraccolpo «che rischia di essere fortissimo». Per dare un'idea, il comparto del cinema e dell'audiovisivo ha unvalore della produzione che, stando agli ultimi report, si aggira sul miliardo di euro, dando lavoro a ioomila addetti: 250 milioni per il cinema; 370 milioni per la serialità; Sao perl'intrattenimento; 6o dadocumentari e animazione. In questo quadro, un episodio di coronavirus su un set o in un albergo che ospita le troupe può mandare all'ariaillavoro. E per leprotluzioni seriali che in generale oscillano f ra i 4 ai la milioni di euro di investimento, tutto questo rappresenta un sostanziale disincentivo a partire. Dal mondo della produzione tv arriva così un allarme rosso, che potrebbe sostanziarsi nella perdita di commesse anche dall'estero visto che colossi come Netflix o Amazon hanno scommesso su produzioni locali. «In questa situazione - aggiunge Leone - riteniamo che si debbatenere inmassima considerazione l'allarme che stiamo lanciando». In tal senso, pur nella consapevolezza che il problema è esogeno, «qualcosa per affrontarlo si potrebbe fare. Penso ad esempio alla possibilità di derogare alla disciplina dello split payment cui sono sottoposti committenti come la Rai o Tim con la sua Timvision». L'ideaè quella dí permettere aqueste sodetàdiversarel'Iva ai fornitori (le società di produzione) invece che direttamente all'Erario. In questo modo le società di produzione avrebbero risorse in più per affrontare il momento critico. «Penso perb anche a interventi assicurativi a garanzia dei blocchi di produzione. Un soggetto pubblico come Sace o Simestpotrebbe supplire in una fase in cui questi tipi di copertura assicurativa da parte deiprivati non sono offerti». Essenziale sarà non perdere tempo. «L'emergenza va presa di petto. È l'unico modo e noi non possiamo che muoverci in stretta collaborazione con il Mibact che è il luogo ideale, con collaboratori e competenze necessarie per affrontare questa fase».
Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
Il Coronavirus colpisce anche il piccolo schermo. E la Tv al tempo del Covid-19 rischia di uscire molto impoverita da questo contagio, con contraccolpi per gli spettatori, che possono trovarsi senza molti degli appuntamenti di intrattenimento live che scandiscono i palinsesti, ma anche per le società di produzione, quelle che rappresentano l'impalcatura della tv italiana e che lanciano l'allarme: «Entro pochi giorni oltre la metà delle produzioni di intrattenimento sarà colpita dall'emergenza sanitaria. E anche sulla serlailtà gli effetti non tarderanno ad arrivare». Giancarlo Leone, presidente di Apa, l'associazione che raggruppa le società grandi e piccole di produttori audiovisivi indipendenti - Endemol, Magnolia, Banijay, Fremantle, Lux, Cattleya, Palomar, solo per citarne alcune - mette in guardia da un contraccolpo «già visibile» agli aficionados di quel simulacro familiare che, pur se uscito dai confini del televisore allargandosi a tablet, smartphone e vari device, rimane pur sempre un punto centrale nella vita degli italiani godendo in questi giorni, fra scuole chiuse e smart working, di ascolti in crescita. Un esempio? "La Corrida", il varietà condotto da Carlo Conti su Rai1, è la prima vittima: slittata a data da destinarsi. L'elenco è però lungo fra programmi che rischiano di saltare, altri che andranno in onda senza pubblico, e altri ancora conproduzioni che stanno ritardando in attesa di capire meglio l'evoluzione. Il problema è anche sulla serialità. «In questo caso - dice Leone - gli effetti si vedranno più in là, visto che le serie trasmesse sono state prodotte e consegnate fino a maggio. Ma quelle in partenza e in via di completamento rischiano». È evidente che le società di produzione sono in allarme. Studi vuoti e palinsesti in bilico che i broadcaster potrebbero trovarsi a rattoppare qua e là con film, serie e intrattenimento d'archivio, vogliono dire anche, lato produzione, un contraccolpo «che rischia di essere fortissimo». Per dare un'idea, il comparto del cinema e dell'audiovisivo ha unvalore della produzione che, stando agli ultimi report, si aggira sul miliardo di euro, dando lavoro a ioomila addetti: 250 milioni per il cinema; 370 milioni per la serialità; Sao perl'intrattenimento; 6o dadocumentari e animazione. In questo quadro, un episodio di coronavirus su un set o in un albergo che ospita le troupe può mandare all'ariaillavoro. E per leprotluzioni seriali che in generale oscillano f ra i 4 ai la milioni di euro di investimento, tutto questo rappresenta un sostanziale disincentivo a partire. Dal mondo della produzione tv arriva così un allarme rosso, che potrebbe sostanziarsi nella perdita di commesse anche dall'estero visto che colossi come Netflix o Amazon hanno scommesso su produzioni locali. «In questa situazione - aggiunge Leone - riteniamo che si debbatenere inmassima considerazione l'allarme che stiamo lanciando». In tal senso, pur nella consapevolezza che il problema è esogeno, «qualcosa per affrontarlo si potrebbe fare. Penso ad esempio alla possibilità di derogare alla disciplina dello split payment cui sono sottoposti committenti come la Rai o Tim con la sua Timvision». L'ideaè quella dí permettere aqueste sodetàdiversarel'Iva ai fornitori (le società di produzione) invece che direttamente all'Erario. In questo modo le società di produzione avrebbero risorse in più per affrontare il momento critico. «Penso perb anche a interventi assicurativi a garanzia dei blocchi di produzione. Un soggetto pubblico come Sace o Simestpotrebbe supplire in una fase in cui questi tipi di copertura assicurativa da parte deiprivati non sono offerti». Essenziale sarà non perdere tempo. «L'emergenza va presa di petto. È l'unico modo e noi non possiamo che muoverci in stretta collaborazione con il Mibact che è il luogo ideale, con collaboratori e competenze necessarie per affrontare questa fase».
giovedì 5 marzo 2020
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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
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