martedì 27 dicembre 2011

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Cruise Impossible! Esce tra un mese esatto "M:I - Protocollo Fantasma" (nel cast, Josh Holloway di "Lost"), ma il 2012 del Tom-Tom salta-divani sarà anche rock e a fumetti...
(di Francesca Pierleoni) (ANSA) - ROMA - Star a tutto tondo, icona per due generazioni discussa come poche altre, soprattutto per la sua fede in Scientology, e gli amori, da Nicole Kidman a Katie Holmes, Tom Cruise, a pochi mesi dai 50 anni, che compira' a luglio, torna dopo qualche anno opaco fra i protagonisti della stagione cinematografica, con Mission:Impossible -Protocollo Fantasma di Brad Bird e il musical Rock of Ages di Adam Shankman, nella prima parte del 2012 e la detective story One shot di Cristopher McQuarrie, entro la fine dell'anno. Nel 2013 invece diventera' eroe da fumetto con due film tratti da famose graphic novel ambientate nel futuro: Horizons di Joseph Kosinski e We Mortals are di Doug Liman. Si parla poi di un sequel per il cult Top Gun (1986), che Cruise vorrebbe girare con il regista del primo, Tony Scott. ''Spero il progetto vada in porto'' ha detto l'attore a Mtv. Intanto pero' si parte con Mission:Impossible - Protocollo Fantasma di Brad Bird, quarto capitolo di avventure per la superspia Ethan Hunt, che con i precedenti tre film ha incassato nel mondo quasi 2 miliardi di dollari. 'Protocollo fantasma' costato 125 milioni di dollari, ha debuttato questo weekend negli Usa in un'uscita anticipata limitata a 425 copie, pensata per le sale con schermo Imax, arrivera' in migliaia di cinema americani da mercoledi' e uscira' in Italia il 27 gennaio, distribuito da Universal. Stavolta Hunt e' isolato, senza risorse e in fuga, dopo che il suo gruppo, la Impossibile Mission Force (IMF) viene accusato di un attentato al Cremlino. Tocchera' pero' a Ethan cercare di sventare una terribile minaccia nucleare. Nel cast, fra gli altri, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton, Josh Holloway e Lea Seydoux. Per il film, che ha ricevuto le migliori recensioni di tutta la serie, Cruise ha voluto come regista Brad Bird, autore di capolavori d'animazione come Gli Incredibili e Ratatouille: ''Brad sa bene come generare tensione e suspense nelle sue storie'' ha spiegato nelle interviste Tom Cruise. Secondo l'attore ''e' sempre importante lavorare con i talenti migliori. In un film non mi concentro su di me, ma sulla storia migliore da realizzare. Se non c'e' quella tutto il resto cade''. L'attore sara' poi nei cinema Usa, anche in versione canterina, il 1 giugno con l'adattamento cinematografico del musical Rock of ages di Adam Shankman, ispirato alla scena pop-rock degli anni '80. Cruise e' la rockstar Stacee Jaxx, in quella che viene descritta dal regista come una via di mezzo fra Axl Rose, Keith Richards e Jim Morrison. ''Per prepararmi ho dedicato per sei mesi cinque ore al giorno al canto e cinque al ballo. Adam mi ha detto che ci saremmo divertiti, e cosi' e' stato''. Inoltre Tom e' sul set del noir One shot di Christopher Mc Quarrie, in sala probabilmente a fine anno, tratto dalla serie di 15 romanzi gialli di Lee Child che ha per protagonista Jack Reacher, un ex ufficiale della Polizia militare diventato investigatore. ''Reacher e' un grande personaggio - ha spiegato l'attore -. Non ha un cellulare, ne' l'email. E' fuori dagli schemi. Spesso agisce come vorremmo tutti''. Infine, la star si prepara a dare il volto a ben due eroi da fumetto. Sara' Jak, ex soldato e riparatore di droni contro una letale specie aliena in Horizons di Joseph Kosinski (Tron Legacy) che porta al cinema la sua graphic novel Oblivion. E una sfida con gli alieni e' al centro anche di We Mortals are (il titolo e' provvisorio) di Doug Liman, basato su All you need is kill, il manga di Hiroshi Sakurazaka, su un soldato morto in battaglia contro gli extraterrestri che nell'aldila' deve rivivere il suo ultimo giorno di vita all'infinito.

lunedì 26 dicembre 2011

GOSSIP/PICCOLO GRANDE SCHERMO - Rosso di sera, bel Natale si spara! Gillian Anderson riappare in scena in splendida forma all'anteprima di "M:I - Protocollo Fantasma"
Rossa natalizia e in splendida forma, camicetta ultrasexy slacciata ad arte, Gillian Anderson ("X-Files") è stata la più fotografata qualche giorno fa a Londra per l'anteprima di "Missione Impossibile - Protocollo Fantasma". L'attrice inglese, recentemente riapparsa al cinema in "Johnny English - La rinascita", ha ultimamente preso parte alla serie inglese "Great Expectations", mentre nel 2012 la vedremo su grande schermo nel thriller "Shadow Dancer" (accanto a Clive Owen), nel drammatico francese "L'enfant d'en l'haut" (con Lea Seydoux), nella commedia franco-tedesca "Mr. Morgan's Last Love" (con Michael Caine), nel drammatico "Sold" (con David Arquette) e nel divertente "The Curse of the Buxom Strumpet". Insomma, sarà praticamente (missione) impossibile non imbattersi nella Anderson nel 2012...bentornata agente Scully! Buon anno!

sabato 24 dicembre 2011

Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù.Parola di Stargirl!

A Natale
si sa, siamo tutti più buoni, e anche Stargirl non poteva esimersi e per una volta, chiuderò un occhio e per questa
settimana (ma non fateci l’abitudine) metterò da parte le serie Stracotte, e mi concentrerò sugli episodi Stracult a tema natalizio.

Un salto nel passato fa sempre piacere, no? Passando per il più attuale Natale in casa Glee, o quello tra le corsie d’ospedale di Grey’s Anatomy o House MD, o quello estremamente chic di Gossip Girl, infatti, uno sguardo indietro per riportare alla memoria episodi indimenticabili del piccolo schermo trasmessi ormai qualche anno fa.

Nel lontano dicembre 1991, in Beverly Hills 90210, si svolse un memorabile Natale in casa Walsh, nell’episodio Una vigilia particolare (2x18). Il gruppo di teenager più famosi della tv, nel primo vero teendrama che si ricordi, si riunirono infatti intorno al tavolo di Jim e Cindy per festeggiare insieme e brindare calorosamente, sotto i fiocchi di una finta neve che papa Walsh sparò dal tetto per ricreare l’atmosfera del Minnesota che per anni aveva contraddistinto il loro Natale. In un trionfo di emozioni e buoni sentimenti, questo fu il primo di numerosi episodi a carattere natalizio che popolarono il mondo delle serie tv, dalla seconda golden age a oggi.

Qualche anno più tardi, nel 1995 per la precisione, ci ritrovammo a ridere a crepapelle in un’esilarante puntata della sitcom più famoso degli ultimi anni,
Friends. Un caldo Natale, episodio 2x09, vede i protagonisti della comedy stretti intorno all’albero di Monica, nello storico appartamento a Manhattan, in canottiera e shorts visto il clima hot totalmente inaspettato, dovuto a un guasto irreparabile nei caloriferi aggravato dall’intervento di Joey. Tra regali bizzarri, come dimenticare la spada laser acquistata dall’irresistibile personaggio interpretato da Matt LeBlanc, e padre ritrovati, in questo caso quello di Phoebe, la puntata si conclude come d’abitudine in un suono di fragorose risate.

Più recente (2003) e senza dubbio originale, l’invenzione in The O.C. di Seth Cohen del Chrismukkah nell’episodio La festa di tutti (1x13), in cui il ragazzo descrive all’amico Ryan la sua brillante idea di unire la tradizione cristiana del Natale a quella ebraica dell’Hannukkah, per far sì che tutti possano festeggiare insieme senza barriere legate a religione e cultura.
E voi? A quale episodio natalizio siete più legati? Quale serie tv associate maggiormente al giorno di Natale?

venerdì 23 dicembre 2011

NEWS -A Natale siamo tutti più buoni (sconto). E allora seguite l'esempio di "Glee" per fare del bene al prossimo...
Articolo tratto da "The Hollywood Reporter"
When Fox announced this month that 100 percent of the net proceeds from Glee’s cover of 1984’s “Do They Know It’s Christmas” would go to The Band Aid Trust and support the same organization the track benefited more than 20 years ago, it was just the latest positive note in the show’s history. In its three years, Glee – and its growing cast – has supported a plethora of charities, most recently providing $1 million in donations to support music education through its Glee Give A Note campaign, which saw schools in Ohio, New York and Alabama each receive $50,000 in grand prize cash. Created by the network, Glee co-creator Ryan Murphy and the National Association of Music Education, the Give A Note campaign uses funds raised through the show’s DVD and Blu-ray sales to support struggling arts education programs across the country and, through its Web site, encourages fans of the series to do the same.
“Many of the actors on the show are the direct result of arts education programs, and speaking for myself, I would not be where I am today without these programs,” says Matthew Morrison, who plays New Directions coach Will Schuester.
In addition to the show’s efforts, several of its cast members have devoted time and energy to charities outside of the show – including Morrison, who’s involved with the Grammy Foundation, which works to promote the importance and impact of music and arts education and music preservation.
“The Grammy Foundation’s programs in schools across the country are so important because with budget cuts these days, arts programs are often the first ones to be axed,” he says. “These programs are critical for children’s education and development, and that’s one of the reasons I’m so passionate about this charity”.
Glee’s massive online popularity -- the show has more than 17 million Facebook fans and nearly 1.1 million Twitter followers, not to mention the hundreds of thousands the cast have – also has a ripple affect on the various charities the cast backs.
Jenna Ushkowitz (Tina Cohen-Chang) and Harry Shum Jr. (Mike Chang), back causes that strike a particular chord for them.
Ushkowitz, who grew up wanting to be a marine biologist, is a big supporter of Oceana, an international group working to protect the world’s oceans and says the show’s massive fan base helps to spread the word about the various organizations.
“I can thank social media – Twitter – and all our fans and followers for spreading the word and making people aware,” she says. “Our dedicated fans are our future so it’s incredibly important that they are the ones informing one another and doing anything to make a difference.”
Best known for his dancing, Shum is involved with three charities: Drea’s Dream, Invisible Children and Do Something, which help children with cancer and special needs through the power of dance; ending the use of child soldiers in Northern Uganda; and an online group looking to mobilize teens.
“We have some of the best fans, they’re so supportive of not only the show but charities we are involved with,” he says. “It means a lot to me because through social media I am able to raise awareness and introduce to people in a way they can be involved”.
For Mike O’Malley, who plays Burt Hummel -- aka the world’s most perfect father -- supporting his hometown plays a big role in his charitable considerations. He's donated large sums of his own money to a score of charities in his hometown of Nashua, N.H., including Marguerite’s Place and the Nashua Children’s Home, in addition to setting up two scholarships for his former theater professors at the University of New Hampshire, and a pair of foundations through Major League Baseball’s Boston Red Sox.
“I give to my hometown charities because I feel strongly that my town and the people there had a lot to do with who I am,” says the actor, who has donated more than $100,000 to the Adult Learning Center where his mother worked. “I want to give back to the place where I was raised even though I don’t get back there as much as I can”.
Mark Salling (Noah Puckerman) backs a pair of organizations: the Wildlife Care of Ventura County, a nonprofit volunteer group that rehabilitates native wildlife; and Child Hunger Ends Here, which turns UPC codes from ConAgra Foods products into meals for the more than 17 million kids who don’t get a proper meal every day.
“It’s the holiday season and a time for giving and it’s a really easy way for people to help out with a domestic issue like child hunger,” Salling says.
Cory Monteith (Finn Hudson) serves as an ambassador for Virgin Unite, a nonprofit that helps connect people with the right ideas for social change with others with greater resources in order to foster change.
A PETA spokeswoman, Lea Michele (Rachel Berry) is one of the many cast members active with gay-rights groups, as is Kevin McHale (Artie Abrams), who works with the Trevor Project’s Talk to Me campaign, which aims to prevent suicide among LGBT youth.
Max Adler, who plays Kurt’s reformed bully Dave Karofsky, is active with City Hearts’ Anti-Bullying initiative, most recently helping sixth graders in Los Angeles stage an anti-bullying play.
Jane Lynch has been a longtime supporter of the Los Angeles Gay & Lesbian Center, recently earning the facility’s Rand Schrader Distinguished Achievement Award for her contributions.
And there are others. The cast -- which includes Chris Colfer (Kurt), Amber Riley (Mercedes), Naya Rivera (Santana), Heather Morris (Brittany), Dianna Agron (Quinn), Jayma Mays (Emma Pillsbury) and Darren Criss (Blaine) – are regulars at fundraisers, lending their time for projects including Education Through Music, the Alzheimer’s Association’s The Elephant Project and The Trevor Project, among countless others.
And while the show’s fandom has helped support the individual charities the cast holds dear, it’s the show’s arts education message that ultimately benefits the most.
Glee has brought a renewed focus on music education in the schools and overall arts education,” Morrison says. “Glee clubs have literally sprouted up across the country, and as parents and communities have seen the joy it brings to students, this has encouraged support for these programs and helped prevent funding cuts”.

giovedì 22 dicembre 2011

NEWS - Skyahi-ahi-ahi! Fox si dimentica di annunciare la pausa di "American Horror Story" (ma allora non è solo la tv generalista a toppare nella considerazione del pubblico...!)
La questione è vitale. Da sempre è leggenda acquisita che la tv generalista - in special modo quella commerciale - consideri con sufficienza il suo pubblico, oltretutto fruitore di programmi tv gratuitamente e perciò passibile di spostamenti, cancellazioni, mancanza di comunicazioni in merito...Si tira in ballo, molte volte a ragione, il cosiddetto "rispetto" negato. Il che fa il paio con l'altra leggenda dichiarata del satellite che, al contrario (essendo a pagamento), rispetta la filologia dei telefilm, comunica per tempo (e soprattutto: quello che annuncia, trasmette). Fatto sta che, caso più unico che raro, l'altra sera (martedì), molti si sono assiepati davanti alle tv per seguire il settimo episodio di "American Horror Story"...che però non è stato trasmesso. Aldilà delle cause e dei motivi (legittimi) della sospensione per una settimana, al momento ancora sconosciuti però, nessuna comunicazione è stata postata sul sito della Fox, nessuno spot ad hoc, nessun comunicato stampa...Solo la voce dello speaker al termine della puntata scorsa, ai più sfuggita o qualche risposta sul forum. Nessuna comunicazione in bell'evidenza, insomma. Come abbiamo appreso dall'attenta e puntuale Chiara Poli sulla pagina dell'Accademia dei Telefilm (http://www.facebook.com/groups/180864228656010/), la settima puntata di "AHS" andrà regolarmente in onda martedì prossimo (27 dicembre). Sì, però occhio Fox, che l'Uomo di Lattice vi guarda!
NEWS - Più web series per tutti! Anche GAY.tv si lancia sui telefilm on line con un tris di titoli gayfriendly
Dalla comicità di Super G al drama di Anyone But Me fino alla lotta per i diritti gay di Ask a Family Gay, tre generi diversi per l’intrattenimento seriale di GAY.tv che dal lunedì al mercoledì propone dalle ore 17.00 le web series gayfriendly del momento arricchendo così la sezione video del magazine.
Il lunedì si ride con le avventure di Super Cane e Super Cicala ovvero i protagonisti di Super G, la web series prodotta da FlopTV, la web tv comedy di Fox Channels Italy. Francesco Montanari (Super Cane) e Riccardo De Filippis (Super Cicala) sono i Super G, una bizzarra coppia di supereroi divertenti e rigorosamente omosessuali con la missione di sconfiggere le forze del male grazie ai loro superpoteri. In ogni episodio i due improbabili personaggi devono destreggiarsi tra dubbi amletici e colleghi incompetenti. Scavalcando grattacieli in fiamme, disinnescando esplosioni galattiche e sconfiggendo pericolosi delinquenti, i Super G conquisteranno i cuori del pubblico di GAY.tv!
Martedì è, invece, il giorno della prima stagione del web drama Anyone But me, che ha già raggiunto 11 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. La serie racconta la storia di Vivian McMillan (Rachael Hip-Flores), una giovanissima sedicenne omosessuale, che è costretta a trasferirsi a Westchester nella casa della zia materna a causa della malattia del padre. Vivian tenta tra mille difficoltà di mantenere vivo il suo rapporto con la fidanzata Aster Gaston (Nicole Pacent) e nello stesso tempo cerca però di crearsi una nuova vita in un ambiente diverso da quello della città in cui era nata e cresciuta.
Mercoledì è la volta del factual Ask a Family Gay. Jay e Bryan sono una coppia gay che vive nel nord della California. Insieme ai loro due figli, Daniel e Selena, hanno deciso di mostrarsi su YouTube per raccontare la loro storia e lottare contro gli stereotipi e la discriminazione. Il loro obiettivo è quello di dimostrare, giorno per giorno, che una famiglia di genitori omosessuali non ha niente di meno rispetto ad una definita "tradizionale". Per far questo hanno deciso di mettere la propria everyday life in piazza anzi in Rete, e di far parlare le immagini, i figli e la loro quotidianità.
GAY.tv, proprietà di Xat Production, è passata da ottobre 2011 completamente sotto la gestione di YAM112003 (an Endemol Company). La raccolta pubblicitaria è invece affidata alla concessionaria tgadv.

mercoledì 21 dicembre 2011

NEWS - Katherine Heigl: "non sono antipatica, è solo che non accetto le critiche (come tutte le donne)"! Sfogo-intervista dell'attrice di "Grey's Anatomy" su "Elle"

Articolo tratto dall'"Huffington Post"

Just give Katherine Heigl a chance. She promises you'll like her. The Emmy-winning actress and public vitriol dartboard features on the cover of this month's Elle Magazine, and in her interview, tries to clear up some of the negative feelings that seem to jump to mind when her name is mentioned. Gone are the speechwriters to help write answers for interviews, explanations, false sentiment in magazine profiles and all the other preparations (which culminated in this EW cover story) that caused her "months and months of self-hatred."
"I think it's a female thing," she tells the magazine. "I'm just that asshole who really wants everyone to like me, and it's a ridiculous goal and it's an impossible goal. But I think if I just keep pushing forward and showing myself through and through, they will see me again for what I really am and not what has been sort of spun about me."
That being said, Heigl admits that "I look at some of what I had to say, and I'm like, Oh my God, I would tell myself to shut up, too."
The things she had to say, in fact, were largely limited to a few public pronouncements that were critical of those writing her scripts. In 2009, she told Vanity Fair that she had a problem with the way her character, a sensitive and sometimes shrill entertainment reporter who gets pregnant with Seth Rogen's child, was portrayed. It was, "a little sexist," she said. "It paints the women as shrews, as humorless and uptight, and it paints the men as lovable, goofy, fun-loving guys. It exaggerated the characters, and I had a hard time with it, on some days. I'm playing such a bitch; why is she being such a killjoy? Why is this how you're portraying women? Ninety-eight percent of the time it was an amazing experience, but it was hard for me to love the movie."
Rogen was upset at the time, but recently told Shortlist.com that he had let it go. "I think that at the time I was offended about it, but since then... I mean, you do so much press that, odds are, you're going to say something f*cking stupid every once in a while," he said. "Of the million things I say every day, 400 of them are stupid as hell [laughs]. And any one of them might wind up in a newspaper or a magazine at any given time. So at this point I'm much more forgiving of that kind of thing."
Heigl also received criticism for her perceived slam at her show "Grey's Anatomy," when she said that she did not submit for an Emmy because she didn't think any of her character's episodes were worthy of the award -- a year after she had won it.
By late 2010, Heigl was defending what she had said.
"I've been told I'm too forthright with opinions," Heigl told the New York Times. "Well do they want a fierce woman or milquetoast? Should I be me, or should I pretend to be something I think people want? Pretending seems pretty ridiculous to me...I didn't think that what I was was so bad that I needed to hide it."
With a new movie coming out, Heigl's hoping that she can win over audiences once again -- or she's in big trouble. She'll feature as a big screen adaptation of Janet Evanovich's serial novel character Stephanie Plum, a caustic New Jersey girl.
"I tend to sensationalize. I overdramatize. And I think everything is at stake -- my life, my career, my family, everything is at stake if this movie doesn't do well."
For more, click over to Elle.

lunedì 19 dicembre 2011

QUIZ - La Miss Natalizia era...
Era Katherine Heigl ("Grey's Anatomy") la Miss Natalizia al centro del Quiz di lunedì scorso che scarpinava felicemente con borsa-valigia al seguito e tutina aderente...Complimenti agli indoviantori piviere e GianLuca. Vista da davanti Kat sorprende per gli occhialoni al plasma che la fanno tanto sembrare Raffaella Carrà, complice un ciuffo a schiaffo che ucciderebbe il più distratto dei passanti...(in effetti Kat ha già messo mani al portafogli per un eventuale rimborso ospedaliero...)

NEWS - Tg Telefilm: la crisi economica non frena la voglia di ridere degli studenti della Bocconi. La web-serie “18 e lode”, interpretata e scritta dagli universitari del celebre ateneo, è girata per i corridoi della Bocconi
Cucadores, squinzie, problemi di studio, nonnismi al gusto fashion. Questi gli ingredienti di 18 e Lode, la web series made in Bocconi al centro dell’ultima puntata di Tg Telefilm di Bonsai TV (WWW.YOUTUBE.COM/BONSAITV) che chiude questo 2011 con una sola speranza: che la nuova generazione di economisti chiamata a salvare il Paese non sia quella rappresentata dalla serie…
Stelle e serialità: Alanis Morissette che, dopo l’esperienza in "Nip/Tuck" e nella nerissima "Weeds", apparirà nel cast di "Up All Night" e Uma Thurman pronta al debutto nella spielberghiana "Smash", serie liberamente ispirata alla vita di Marilyn Monroe.
Top&Flop di Natale con i ragazzi di Subsfactory in vena di essere buoni: promozione a pieni voti per "Once Upon a Time" favolosa per idee e cast…e solo un semplice richiamo per "I hate my teenage daughter", dove le numerose scene esilaranti sono rovinate da un retrogusto di già visto.
Tg Telefilm, condotto da Manuel Masi, giunge così all’ultimo appuntamento della sua seconda stagione, chiudendo un anno ricco di news, curiosità, classifiche, segreti e retroscena delle serie tv più attese.

sabato 17 dicembre 2011

Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!

Stracult della settimana? Homeland, il nuovo drama-thriller targato Showtime, che si fa carico di raccogliere l’eredità (e i fan) di 24. E non è un caso che lo show, ispirato alla seri e israeliana Hatufim, vanti alla produzione Howard Gordon e Alex Gansa, sceneggiatori e produttori proprio della serie con Kiefer Sutherland. Stavolta però, non c’è nessun Jack Bauer a salvare il mondo, ma un personaggio che è quasi il suo opposto: Carrie Mathison (Claire Danes), una donna profondamente insicura ed emotivamente instabile. La sua storia inizia in Iraq, in seguito a un’operazione non autorizzata che la porta a scoprire che un soldato americano milita fra le fila di Al-Qaeda: qualche mese dopo, durante un raid della Delta Force, viene ritrovato in un bunker Nicholas Brody (Damian Lewis, Life), sergente dei marines, prigioniero dei terroristi dal 2003. Possibile che sia lui la talpa di cui era venuta a conoscenza Carrie? Insieme al suo mentore, Saul Berenson (Mandy Patinkin), la donna comincerà una lunga battaglia per scoprire quali e quanti segreti nasconda il sergente Brody e sventare un presunto attacco terroristico sul suolo americano. Grazie a una regia adrenalinica quanto basta, una caratterizzazione dei personaggi azzeccata e una sceneggiatura senza sbavature, la tv sembra finalmente aver trovato un “nuovo” 24: slegato dai vincoli temporali di Jack Bauer e soci, Homeland può permettersi infatti di giocare con gli spettatori regalando colpi di scena e cambi di prospettiva tanto avvincenti quanto credibili.

Stracotto definitivamente, senza riserve né speranze, e soprattutto senza ombra di dubbio, Gossip Girl: lo show della CW, giunto a metà della quinta stagione, dimostra col passare del tempo, di essere arrivato definitivamente al capolinea. Non c’è capo né coda nella serie: ogni storyline risulta ormai slegata dalle altre, senza un filo logico che crei continuità e con un plot spesso assurdo.Situazioni paradossali e surreali, ai limiti del ridicolo, riempiono puntate noiose e interminabili, totalmente prive senso e ragion d’essere. Le storie d’amore frivole e superficiali di Serena (Blake Lively) esasperano lo spettatore, le sue moine irritanti da gatta morta danno il colpo di grazia; i capricci di Blair (Leighton Meester) e la sua infinita e tediosa relazione con Chuck (Ed Westwick) non divertono né emozionano più, e anche i pettegolezzi della blogger che dà il nome alla serie, sono privi di ogni logica. Non c’è più nulla da raccontare, niente con cui sorprendere o coinvolgere il pubblico: Gossip Girl segue il triste esempio di altri teen-drama, su tutti One Tree Hill, che all’ennesima stagione priva di contenuti, farebbero meglio a chiudere i battenti anziché trascinarsi avanti miseramente cancellando ciò che di buono avevano costruito nel corso degli anni.

venerdì 16 dicembre 2011

NEWS - Golden Globes, le nomination e le scelte di Telefilm Cult (in rosso)
Sulle esclusioni eccellenti, date un occhio alla pagina Facebook dell'Accademia dei Telefilm qui: http://www.facebook.com/home.php#!/groups/180864228656010/

Best Television Series - Drama
American Horror Story

Boardwalk Empire
Boss
Game Of Thrones
Homeland

Best Performance by an Actress In A Television Series - Drama
Claire Danes – Homeland
Mireille Enos – The Killing
Julianna Margulies – Ther Good Wife
Madeleine Stowe – Revenge
Callie Thorne – Necessary Roughness

Best Performance by an Actor In A Television Series - Drama
Steve Buscemi – Boardwalk Empire
Bryan Cranston – Breaking Bad
Kelsey Grammer – Boss
Jeremy Irons – The Borgias
Damian Lewis – Homeland

Best Television Series - Comedy Or Musical
Enlightened
Episodes
Glee
Modern Family
New Girl

Best Performance by an Actress In A Television Series - Comedy Or Musical
Laura Dern – Enlightened
Zooey Deschanel – New Girl
Tina Fey – 30 Rock
Laura Linney – The Big C
Amy Poehler – Parks And Recreation

Best Performance by an Actor In A Television Series - Comedy Or Musical
Alec Baldwin – 30 Rock

David Duchovny – Californication
Johnny Galecki – The Big Bang Theory
Thomas Jane – Hung
Matt LeBlanc – Episodes

giovedì 15 dicembre 2011

NEWS - Happy Glee-x-max! Esce la cover della mitica "Do they know it's Christmas?", il ricavato ai poveri e agli affamati (ma la versione del 1984 è un'altra roba...!). Negli anni'80 quella canzone segnò la fine di un'epoca: la musica che sposava l'impegno perse la sua forza propulsiva e innovativa...Sarà così anche per "Glee"? (toccatevi gli zebedei!)
La buona azione di Natale può essere quella di regalare/comprare la versione della mitica "Do they know it's Christmas?" realizzata dal cast di "Glee" il cui ricavato andrà al 100% per la battaglia contro la fame e la povertà nel mondo. Un'iniziativa da plauso senz'altro, anche se la versione e il mood dell'iniziativa del 1984 era un'altra cosa...! Vuoi mettere Tony Hadley, Simon Le Bon, George Michael, Bono, Sting, Boy George, Paul Young, Paul Weller...pure le Bananarama! Di fatto, la canzone scritta da Midge Ure e Bob Geldof, che diede poi vita al Live Aid, segnò la fine di un'epoca (almeno musicale e creativa). Quando quella musica così innovativa d'inizio '80 (fosse essa synth-pop, new romantic, post-punk, chi più ne ha più ne metta...) venne a patti con l'impegno, la sua forza propulsiva scomparve. Basta guardare Bono nelle vesti di "santone", per capire la fine, o come Bob Geldof lodi l'iniziativa di "Glee" pur sottolineando "quanto quella canzone fosse efficace e riuscita"...Si spera che non avvenga tal fine ingloriosa anche per "Glee", che non affoghi nel buonismo, per quella legge di Murphy (Ryan) che sembra riversare tutta la sua fervida anima dark in altri territori ("American Horror Story").

NEWS - Auditel: "si può barare". Clamoroso al Cibali! Tv Blog intervista una ex famiglia che aveva la macchinetta rileva-ascolti in casa. "Si può alzare o abbassare il numero di spettatori per simpatia..."

Articolo tratto da Tv Blog.it

Di Auditel in questi giorni si fa un gran parlare. Dalle polemiche per i ritardi del venerdì causa dato di Santoro, alla pubblicazione dei dati sul target commerciale, alla stangata da parte dell’Antitrust per abuso di posizione dominante. TvBlog, che si occupa di dati Auditel dall’ottobre 2006 attraverso un post preso ad esempio un po’ ovunque nella rete, è riuscita ad intervistare in esclusiva una ex famiglia Auditel, proprio una persona che fino a circa due anni fa era in possesso della scatoletta, il cosiddetto meter, per rilevare l’ascolto di ogni singola trasmissione. Ne è uscita un’intervista chiarificatrice che vi proponiamo in due parti, mantenendo l’assoluto anonimato della persona da noi contattata (M.F.) pur avendo la prova confutata (le foto sono state fornite da lui) del suo operato.

Come è entrato a far parte del panel delle famiglie Auditel?
“Nel gennaio 2008 la nostra famiglia venne contattata telefonicamente e mia madre mi chiese, dopo aver parlato con questa signora, se volessimo accettare. Essendo io un appassionato di televisione, piuttosto di sentire una cosa raccontata o viverla su un libro, ho accettato di buon grado. La telefonata da parte di Auditel fu casuale, non avevamo partecipato a nessun tipo di concorso, ammesso ci fossero, nè tantomeno avevamo chiesto di entrare nel panel. Per me è stato un fulmine a ciel sereno, addirittura ero pure dubbioso che esistessero queste fantomatiche famiglie Auditel e ho accettato per pura curiosità”.

Per quanto tempo è durato il vostro utilizzo del meter?
“Due anni pieni, dal 2008 al 2010″.

Dal momento in cui avete accettato, qual è stata la procedura che è stata attuata per installare la macchinetta infernale sui vostri televisori?
“E’ venuto un tecnico della zona per effettuare il lavoro e ci ha installato il famigerato meter”.

Solo su un televisore come si è letto da qualche parte o su tutti i televisori della casa?
“Questa è una panzana scritta dalla Gisotti nel suo libro. I meter vengono installati su tutti i televisori esistenti nella casa e non solo su uno. Aggiungo inoltre che noi avevamo un televisore di scorta che tenevamo in mansarda e che usavamo per il balcone quando ci capitava di mangiare fuori che non avevamo segnalato, altrimenti ci avrebbero meterizzato pure quello. Sarebbe stato per noi un peso chiamare il tecnico per un televisore che utilizzavamo solo d’estate, far installare il meter e poi disinstallarlo in inverno quando lo riportavamo in mansarda”.

Ma se è così però vuole dirmi che quel dato qualora guardaste la tv non era rilevato. Non è la dimostrazione che la rilevazione Auditel fosse in un certo monca e falsata?
“In effetti così potrebbe sembrare anche se, dopo un tot. di tempo in cui per esempio mio padre non veniva rilevato dal sistema perchè lui stesso non si registrava attraverso il telecomando e guardava la tv su quell’apparecchio temporaneo, Auditel ci contattava per capire cosa stesse succedendo. Una cosa che dimostra quanto stessero attenti a che tutto venisse fatto nei minimi termini, ma che ritengo sbagliata obbligandoci di fatto a cambiare il nostro stile di vita in base a questa macchinetta”.

Ci spiega esattamente come funzionava una giornata tipo dal momento in cui accendeva il televisore in relazione a quanto doveva fare per far rilevare dal meter il dato?
“Il meter, una volta che accendevi la tv si attivava e quindi automaticamente rilevava il canale che stavamo guardando. A quel punto sull’apparecchio compariva una scritta scorrevole dove si chiedeva ‘Chi è presente?‘, che rimaneva tale fino a quando non ti registravi come persona. Siccome l’Auditel è nato principalmente per gli investitori pubblicitari e per dire chi guarda quel determinato programma, era obbligatorio registrarsi”.

In che modo avveniva la registrazione?
“Quando veniva portato a casa l’accessorio dal tecnico, veniva anche chiesto quanti fossero i componenti della famiglia, nel mio caso 4. A quel punto, veniva personalizzato il telecomando in A, B, C e D dove A è il capofamiglia, B il coniuge, C il primogenito e D il secondo figlio. Gli ospiti da questo computo erano tenuti fuori e venivano inseriti di volta in volta selezionando sul telecomando se si trattasse di M (maschio) o F (femmina) e quanti ce ne fossero davanti al televisore in quel momento. Tutto questo veniva memorizzato per una giornata intera, salvo che non si spegnesse il televisore, in qual caso tutto veniva azzerato”.

In sostanza mi sta confermando quello che era stato già rilevato nell’intervista di Alessandra Comazzi un anno fa ad un’altra famiglia Auditel secondo la quale, sugli ospiti si poteva barare perchè di fatto non c’è nessun controllo. E’ così?
E’ possibile barare, perchè se sei da solo e vuoi segnalare che in realtà ci sono 5 persone nessuno ti vieta di farlo. Certo, considerato che questa va vissuta come un’indagine statistica, sarebbe opportuno essere corretti affinchè sia il più possibile veritiera. Se per esempio uno adora Santoro e vuole alzargli l’ascolto, può tranquillamente dire di avere più ospiti rispetto a quelli che effettivamente ci sono in casa, questo sì. Se ieri avessi avuto ancora il meter, avrei forse alzato l’ascolto della trasmissione di Nuzzi, Gli Intoccabili che ho trovato meravigliosa”.

A lei è mai capitato di barare?
“Essendo come le dicevo un appassionato e uno che ogni giorno consultava alle 10.00 di mattina anche su TvBlog i dati Auditel, ho cercato di essere il più possibile corretto e così ho chiesto di fare a tutti i componenti della mia famiglia. Se posso essere sincero, non amando particolarmente la Buona Domenica di Paola Perego, spesso mi capitava di registrare meno persone di quante ce ne fossero. Non mi è mai capitato invece di aumentare a dismisura gli ospiti in base alle mie simpatie. Certo che, essendo 5.200 famiglie, se bara solo una, il dato non cambia poi di molto”.

Fino a quanti ospiti si potevano aggiungere in una singola trasmissione?
“Non c’era un vero e proprio limite, forse fino a 10 ma volendo uno poteva anche dire di aver creato un proprio gruppo di ascolto per quel determinato programma. Era indispensabile non metterne meno di 1, però non c’era limite a quante persone potessero essere davanti alla televisione in quel momento. Ovviamente, nel mio caso essendo uno dei primi critici di Auditel, cercavo di essere corretto, cosa che non posso dire con certezza delle altre famiglie che possiedono il meter e magari guardano la televisione avendo convinzioni ideologiche e/o politiche che possono far falsare il dato”.

Di fatto però tutto questo per voi era un lavoraccio. Ogni volta dovevate segnalare chi fosse davanti alla tv, ogni volta che andavate per esempio in bagno dovevate registrarlo. Non avete mai pensato di mollare?
“Preciso sin da subito che siamo stati noi a chiedere ad Auditel dopo 2 anni che ci togliessero dal panel. Abbiamo fatto tutto in maniera regolare per oltre un anno e mezzo, rilevando anche quando per esempio mia madre guardava un programma su un televisore in un’altra stanza e poi entrava in un’altra guardando lo stesso programma insieme a mio padre, togliendosi quindi dal precedente. Io stesso segnalavo anche quando andavo in bagno, solo che ad un certo punto, diventato il tutto troppo pesante, abbiamo chiesto di toglierci”.

Avete mai subito pressioni durante il periodo in cui siete stati famiglia Auditel?
“Nessuna pressione, nè da pubblicitari, nè tantomeno in cambio di un ritorno economico. Spesso capitava che Auditel ci chiamasse ma solo per controllare che tutto venisse fatto nell’assoluta regolarità, nessuno ci ha mai detto cosa dovessimo guardare e con quante persone”.

Sono cambiate le vostre abitudini da quando siete diventati famiglia Auditel? Il meter ha condizionato la vostra vita anche dopo, del tipo che accendete più a lungo la televisione, state più attenti ecc.?
“Direi di no. Succedeva che la mattina accendessi la televisione solo come audio per esempio su Omnibus e alcune volte non mi registrassi per pigrizia. Anche dopo l’utilizzo comunque non è nè diminuto nè aumentato il nostro utilizzo dell’apparecchio televisivo”.

Tutto questo lavoro per Auditel cosa comportava per voi in termini economici? Si è parlato di leggende secondo cui venivano offerte forniture annuali, regali costosissimi e altro…
“C’era un regalo di benvenuto del valore economico di 20 euro che credo di non aver mai preso. C’era un catalogo dal quale scegliere dei premi, ma cose tipo aspirabriciole, utensili di cucina e altro. Dopo ogni anno di uso del meter, si poteva chiedere un premio che in base al tempo, aumentava di valore. Si andava all’Ipod alla radiosveglia. Niente di costoso, era un modo per ringraziarci del disturbo e anche del consumo elettrico del meter”.

Qui il link all'articolo di Michele Biondi: http://www.tvblog.it/post/30665/intervista-famiglia-auditel-meter-dati-auditel-polemiche. Prossimamente la seconda parte dell'intervista-shock.

mercoledì 14 dicembre 2011

NEWS - Ultima ora! Clamoroso al Cibali: Chris Meloni entra nel cast fisso di "True Blood"
Clamoroso a Bon Temps (più che al Cibali)! Christopher Meloni di "L&O: SVU" entra nel cast di "True Blood". Ma non in un cameo o da guest-star, quanto nel ruolo di "regular". Secondo il sito di TvLine, Meloni irromperà in scena nei panni di un vampiro che, a dire dell'ideatore Alan Ball, "terrà nelle sue mani il destino di Eric e Bill". Nell'attesa, scoliamoci una pinta di Tru Blood, vah!
NEWS - Tg Telefilm in streaming live oggi (mercoledì) per festeggiare l’ultima puntata del 2011!
Telefilm dipendenti e malati di serialità accorrete! Oggi, mercoledì 14 dicembre, dalle ore 10.30 il Tg Telefilm di Bonsai TV festeggia la fine del 2011 trasmettendo in streaming live (
WWW.YOUTUBE.COM/BONSAITV) il making of dell’ultima puntata dell’anno. Senza tagli, senza arrangiamenti, senza censure la diretta vi catapulterà nel cuore della taping session settimanale di Tg Telefilm in compagnia di Manuel Masi e di un preannunciato (ed enigmatico) Babbo Natale per scoprire insieme, per la prima volta “live”, curiosità, segreti e retroscena delle serie tv più attese, nel primo telegiornale completamente dedicato ai telefilm.
La diciassettesima puntata sarà poi trasmessa lunedì 19 dicembre solo su www.youtube.com/bonsaitv.

martedì 13 dicembre 2011

GOSSIP - Happy Chris-mas! L'istrionico Colfer si traveste da Paggio Natale (chissà cosa tirerà fuori a San Valentino...!)

A rieccolo! Chris Colfer di "Glee" non finisce di stupire nei suoi 100 travestimenti che posta su Twitter e così, in occasione della festa pre-natalizia di Naya Rivera, si è inventato il costumino di Paggio Natale. Già si era dato da fare ad Halloween (si veda il Post del 1 novembre scorso), non osiamo immaginare in che veste farà capolino a San Valentino o per Pasqua...Noi speriamo in Ovetto Kinder!

lunedì 12 dicembre 2011

QUIZ - Chi è la Miss Natalizia dei telefilm?
Arriva il Natale e lei si adegua indossando un giubottino rosso Christmas abbinato a un paio di pantaloni della tuta inguardabili e una borsettina che se ti capita in testa è peggio di Zidane con Materazzi. Chi è la Miss più Natalizia dei telefilm di questa metà di dicembre, capace di render attonito il presunto cameriere con tovagliolo che gli esce dalle pudenda?

domenica 11 dicembre 2011

NEWS - Una "New Girl" sotto l'Albero! Zooey Deschanel sorprende con un album di canzoni natalizie

Articolo tratto da Billboard.com

As Zooey Deschanel winds down a hectic 2011 that included a successful sitcom launch, scattered film appearances and a Christmas album as one-half of She & Him, the singer/actress tells Billboard.com that she is already in the preliminary stages of putting together the folk-pop duo's next full-length.
"I've been writing a lot," says Deschanel, "so hopefully we'll be in the studio pretty soon." Instead of diving into the proper follow-up to 2010's "Volume Two" this year, Deschanel and guitarist/producer M. Ward took a detour and decided to issue "
A Very She & Him Christmas," a 12-track holiday covers album released in October on Merge Records. Since its release, the album has sold 128,000 copies, according to Nielsen SoundScan.

"We just do what we want, really," says Deschanel, who tracked "A Very She & Him Christmas" over a six-day span with Ward. "There's no grand plan for our career, or something. The wonderful thing is that we're on an amazing indie label that's super artist-friendly, and gives us the room to do our thing. This is just something we've been wanting to do for a long time, and actually we wanted to get one out last year, but it was too hard to get together. So we ended up getting in the studio in April and got it done."


sabato 10 dicembre 2011

Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù.Parola di Stargirl!

Stracult della settimana? Senza dubbio l’irresistibile New Girl, la single-camera comedy della Fox ideata da Liz Meriwether (Amici, Amanti E…) e interpretata dalla favolosa Zooey Deschanel (500 Days of Summer) nel ruolo della protagonista Jess Day. In New Girl, Zooey, occhi da cerbiatto e sorriso caloroso, veste i panni di una ragazza romantica, ingenua e sognatrice, che in seguito o alla brusca rottura con il fidanzato, decide di cambiare casa e stravolgere le sue abitudini di vita, per ripartire da zero e ricominciare tutto daccapo. Jess adora Dirty Dancing e i film d’amore a lieto fine, è stravagante e un pizzico petulante, e come Amélie Poulain,è una ragazza diversa dalle altre, con un senso dell’umorismo tutto suo e un modo di fare a dir poco bizzarro.
 Solare, credulona e fin troppo onesta e sincera, si ritrova all’improvviso, e per la prima nella sua vita, a dividere l’appartamento con tre ragazzi scapestrati e disordinati, diversissimi tra loro. Nonostante all’apparenza sembri la classica sitcom che ruota intorno a un gruppo di amici, tra gag divertenti e buoni sentimenti ma poco da raccontare, New Girl si appoggia sul sex appeal e l’ironia della Deschanel per dar vita a una serie irresistibilmente coinvolgente, vagamente cinica e indubbiamente ben scritta, caratterizzata da battute taglienti, ricorrenti flashback narrativi e un cast giovane e frizzante.


Vuoi scoprire di più su New Girl? Clicca qui!


Stracotto, nonostante le ottime premesse, il Revenge con Emily VanCamp (Everwood, Brothers&Sisters), nel ruolo di Emily Thorne, all’anagrafe Amanda Clarke, un’orfana, una reietta affamata di vendetta, cresciuta in un riformatorio e oggi finalmente libera di architettare il diabolico piano che ha in mente per avere la sua rivalsa su in passato, ha incastrato ingiustamente suo padre, portandoglielo via. Moderna rivisitazione de Il Conte di Montecristo di Alexander Dumas, lo show creato da Mike Kelley (Providence, Swingtown) vede la VanCamp impegnata in un personaggio dai risvolti tarantiniani più che dumaniani, che promette bene per poi deludere dopo una manciata di puntate appena. Ottimo il plot alla base di Revenge, inadeguato però lo sviluppo: nonostante l’idea di ambientare la storia nel patinato e dorato mondo degli Hamptons (reso ancor più intenso dall’effetto chromakey utilizzato) sia innovativa e originale, alla fine dei conti, convince ben poco, poiché inadatto alla piega che si vorrebbe conferire alla trama. A metà strada tra le “luxury” soap alla Beautiful e i teendrama stile Gossip Girl e The O.C., la serie è poco pretenziosa se si vuol trascorrere una serata poco impegnativa, ma cade presto nell’ovvietà, risultando alla lunga noiosa e alquanto superficiale. I complotti e gli intrighi che dovrebbero condurre le redini della serie, risultano fin troppo forzati e marcati in alcuni punti, utili sono a sbrogliare la matassa ma incapaci di creare pathos e coinvolgimento aldilà dello schermo. E una serie dai risvolti mistery, senza questi elementi, è pari a zero.

Vuoi scoprire di più su Revenge? Clicca qui!

giovedì 8 dicembre 2011

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Le web-series mettono a nudo Angeli e Conigliette
Gli Angeli e le Conigliette banchettano insieme all'Inferno. La scena varrebbe la pena di essere guardata e sicuramente avrebbe più audience dei rispettivi "Charlie's Angels" e "Playboy Club". La reboot(tanata) e il vintage non hanno funzionato e hanno creato le due prime vittime illustri di questo inizio stagione. Quasi in contemporanea con la loro dipartita, è stata lanciata la web-series "Dragon Age: Redemption", l'attesa web-series di 6 episodi di 10 minuti fortemente voluta, ideata, scritta ed interpretata da Felicia Day, già dietro l'esperimento on line di "The Guild". Ambientata nell’immenso mondo fantasy di Dragon Age, la serie videoludica creata da Bioware ed Electronic arts disegna una nuova (super) eroina a metà strada tra Elektra e Max Guevara di "Dark Angel". Sarà lei a scaldare l'autunno extra-televisivo? Sicuramente è una delle scommesse più interessanti di questo stantio avvio di stagione dove "American Horror Story" di Ryan Murphy è la svisata più fuori dagli schemi, una specie di "Famiglia Addams" passata sotto i bisturi dei due chirurghi di "Nip/Tuck". E se "Dragon Age" forse non sfigurerebbe in versione extra-large su un network tv, anche in Italia le web-series divampano dopo l'apri-pista "Freaks". Successore di quest'ultima è senz'altro "Mind - The Series", se non altro per il mistero che le unisce, seppur evidenzi una propria peculiarità addirittura più matura rispetto ai predecessori, senza mai scadere nel compiacimento e dando l'idea di una "naturalezza ricercata" assai rara per una serie sul web. Complimenti agli ideatori Damiano Ciano (sceneggiatore), Piergiorgio Seidita (regista) ed Emma Marino (attrice), dal quale incontro è nato il progetto con l'idea di "mettere in gioco le rispettive competenze". Colpisce anche "Flep the series" di Riccardo Riande, sit-com con al centro uno stagista addetto alle fotocopie che comunica con la macchina con la quale lavora manco fosse "Supercar". Aldilà del valore della serie, colpisce quell'attualità - la scena dello stagista precario preso in giro dall'assunto a tempo indeterminato è fenomenale - che le serie tv classiche disdegnano. Hanno ancora senso i vari "Distretto di Polizia" senza parlare dei black-block a Roma durante la sfilata degli "Indignati", i "Don Matteo" senza l'accenno allo scandalo pedofilia nella Chiesa, i "RIS" senza il mea culpa per indagini scientifiche che nella realtà non hanno scoperto alcun colpevole nei delitti eccellenti...Sul web invece emerge un fil rouge che unisce tutti coloro che si cimentano in produzioni lontane dall'Auditel a tutti i costi: la voglia di mettersi in gioco, la scommessa, tentare nuovi linguaggi, il confronto diretto con il pubblico senza intromissioni. E magari anche intercettare la realtà senza volerla per forza raccontare, inglobare, decifrare, catalogare. A quello ci pensa già la tv generalista, che a furia di mettersi le orecchie da coniglietta appare come una maschera di Carnevale in pieno autunno...
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Dicembre - @leodamerini)

martedì 6 dicembre 2011

NEWS - Auditel a processo (finalmente)! Avvantaggia Rai e Mediaset, gonfierebbe i dati di alcuni canali e include nei dati famiglie che non hanno la tv
Provate a digitare su Google le parole 'auditel e polemiche', e finirete travolti da decine e decine di risultati. Sono anni che questo arbitro del piccolo schermo attira su di se' dubbi e contestazioni. Alcuni esperti del settore, nel titolare i loro libri inchiesta, ci sono andati giu' di brutto. Come Roberta Gisotti, autrice de 'La favola dell'Auditel'. Fino ad ora, pero', l'Auditel ha sempre salvato le penne. Fino ad ora, nessuno ha mai potuto certificare gli errori del giudice della tv, che nel suo sito puo' ancora fregiarsi di parole come 'super partes' o 'indipendenza'. Fino ad ora, appunto. Ora e' in arrivo una dura condanna formale, la prima ad investire l'Auditel con tanta chiarezza. A firmarla sara' l'Autorita' Antitrust, sentinella della corretta concorrenza sui mercati. Spinta da un esposto di Sky, partito nell'autunno del 2009, l'Antitrust ha avviato un 'processo' all'Auditel che arriva adesso alla fine del suo percorso, dopo due lunghi anni. Nelle ultime settimane, l'Antitrust ha scritto una bozza di provvedimento, quindi lo ha trasmesso ad una seconda Autorita' (il Garante per le Telecomunicazioni) perche' esprimesse un parere. Il Garante per le Tlc ha dato il suo parere giovedi' scorso. Ed ora l'Antitrust potra' ufficializzare la sua condanna. Nella sua bozza di provvedimento (dal punto 215 al 217), l'Antitrust elenca i peccati dell'Auditel. 'Tra la seconda meta' del 2009 e l'ottobre del 2010' questo soggetto non ha pubblicato i dati di ascolto 'per ciascun canale e per ciascuna piattaforma trasmissiva', come invece avrebbe dovuto.
In questo modo l'Auditel 'non ha permesso di cogliere l'impatto - sulle performance delle diverse piattaforme trasmissive - delle profonde trasformazioni che stanno interessando il settore tv'. In quel periodo di tempo, quindi, le scelte di Auditel hanno 'ostacolato lo sviluppo di nuove offerte da parte delle emittenti televisive gia' operanti' e non hanno certo favorito 'l'ingresso' di nuovi editori 'sul mercato'. Se ne deduce che l'Auditel 'ha avvantaggiato le maggiori emittenti generaliste', come Rai e Mediaset, che sono i 'principali azionisti di Auditel' stessa. L'Antitrust contesta, poi, 'l'errata attribuzione dei risultati della sua rilevazione anche alle famiglie italiane che non hanno un televisore'. Pratica 'che ha avuto inizio nella prima meta' dell'anno 2008 ed e' ancora in corso'. 'La produzione di dati di ascolto che sovrastimano la performance solo di alcuni canali (ed in maggiore proporzione quella dei canali piu' seguiti) costituisce un comportamento abusivo'. E' idoneo infatti a 'produrre effetti di natura discriminatoria e pregiudizievole nei confronti' delle emittenti attive sul mercato, 'il cui corretto funzionamento non puo' prescindere da una valutazione veritiera dell'audience tv'. I comportamenti di Auditel 'costituiscono violazioni gravi della disciplina a tutela della concorrenza'. Azioni ancora piu' gravi perche' l'Auditel opera 'in posizione dominante nel mercato della rilevazione degli ascolti televisivi in Italia'. Su questa bozza di provvedimento dell'Antitrust, il secondo Garante (quello per le Tlc) ha espresso un parere (solo consultivo e non vincolante). In questo parere, il Garante per le Tlc quasi 'assolve' l'Auditel per aver rinviato la diffusione dei dati 'canale per canale e piattaforma per piattaforma'. Questo rinvio puo' essere avvenuto in buona fede perche' Auditel era preoccupata di disporre di campioni statistici significativi per poi divulgare dati 'attendibili'. Il Garante per le Tlc considera grave invece - proprio come l'Antitrust - il fatto che 'l'Auditel abbia incluso nell'elaborazione dei suoi dati anche quei cittadini' che non hanno un televisore in casa. Questo 'errore metodologico' penalizza Sky perche' gli ascolti della pay-tv sono riferiti invece ai soli italiani 'dotati di televisore' ed abbonati. Il parere del Garante Tlc, dunque, e' piu' cauto e problematico rispetto alle tesi dell'Antitrust. Troppo cauto per 3 degli 8 componenti del Garante Tlc (sono D'Angelo, Lauria e Sortino) che hanno votato contro. I tre componenti chiedono, per ora invano, che il problema Auditel sia affrontato in modo deciso, frontale, una volta e per sempre. Come puo' essere equidistante un soggetto come Auditel - domandano - che Rai controlla al 33 e Mediaset al 26,67 per cento?".
(Articolo tratto da il Velino.it e "La Repubblica")
NEWS - Ultima ora (via @telefilmcult): "Nikita" sposta i tacchi al 22 dicembre. Al suo posto dal 12 la seconda di "White Collar"
Spostamenti pre-natalizi in casa Mediaset. L'annunciata partenza di "Nikita" il 12 dicembre su Italia 1 è stata spostata al 22 dello stesso mese (sarà felice Babbo Natale!). Al suo posto, il 12, in seconda serata, toccherà alla seconda stagione, inedita in chiaro, di "White Collar". News dal Biscione anche per i fans di "Lie to me": Retequattro trasmetterà la seconda stagione in prima tv in chiaro dal 13 dicembre, in prima serata.

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Lick it or Leave it!

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