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mercoledì 2 novembre 2016

NEWS - Netflix, numeri ok nel 4° trimestre (+ 3.57 milioni di utenti fuori dagli Usa) ma si parla sempre di una vendita della società
Articolo tratto da "Corriere Economia"
Sarà stato merito di Pablo Escobar o delle inquietanti avventure degli adolescenti di «Stranger Things», fatto sta che Netflix è riuscita a sorprendere (positivamente) non solo il pubblico, ma anche i mercati e soprattutto gli azionisti. I risultati del quarto trimestre hanno decisamente battuto le attese degli analisti, forti anche del notevole incremento di utenti: 3,57 milioni in più (fuori dagli Stati Uniti) contro le attese che parlavano invece di 2,3 milioni. Ora la creatura di Reed Hastings può contare su una platea virtuale di 83,3 milioni di utenti paganti e 91,9 milioni di iscritti. I numeri in incremento difficilmente immaginabile lo scorso trimestre quando gli azionisti avevano comunicato i loro malumori al fondatore di Netflix accusandolo di investire troppo (800 milioni in tecnologia e sviluppo e 5 miliardi per le nuove produzioni per poco meno di 2 miliardi di fatturato) e pensare poco al dividendo. Hastings ha avuto ragione e si è preso la sua piccola vendetta in occasione della presentazione dei conti: «è ormai evidente — ha detto Hastings — che io debba scusarmi ancora una volta per la volatilità del titolo», salito del 20% dopo aver perso fino al 13% nei mesi precedenti, fatto per cui Hastings si era scusato una prima volta durante la precedente assemblea degli azionisti. Al Wall Street Journal martedì scorso l'analista di MoffettNathanson Michael Nathanson aveva dichiarato, a proposito dei numeri di Netflix:
«È un anno strano questo. In un certo senso siamo stati incapaci di prevedere cosa potesse offrire un mercato nuovo». Una lezione che Netflix ha imparato bene dato che il mercato domestico degli Stati Uniti è cresciuto meno dello scorso anno quando aveva raggiunto 1880.000 nuovi abbonati. La società ha comunque superato le attese negli Usa, aggiungendo 370 mila nuovi utenti invece che 300 mila, complice anche la concorrenza di Amazon che sta rosicchiando percentuali di mercato sempre più importanti grazie a serie autoprodotte come Mozart in the Jungle. Parlando di cifre, invece, nel terzo trimestre il fatturato di Netflix ha superato, per la prima volta, i 2 miliardi di dollari ( 36% anno su anno), aiutato, per l'appunto, dagli ultimi titoli sfornati: Stranger Things e la seconda stagione di Narcos. Hastings, però, consiglia cautela, forte sia dell'altalena del titolo, sia della considerazione che, nonostante i (quasi) 100 milioni di abbonati nel mondo, «Facebook e YouTube hanno un miliardo di utenti attivi al giorno». Come a dire, «non ci fermeremo certo qui». Da un lato la crescita continuerà grazie alle produzioni originali, parallelamente proseguirà anche l'espansione su nuovi mercati. A settembre Netflix è stato lanciato in Polonia e Turchia: il servizio di streaming ha iniziato ad accettare il pagamento in valuta locale e ha aggiunto un'interfaccia utente, sottotitoli e doppiaggio in lingua locale, oltre ad alcuni contenuti locali. Discorso diverso, invece, per la Cina, un mercato che lo stesso Hastings si è augurato di riuscire a conquistare. Il sistema, dato il complesso contesto normativo per i servizi di contenuti digitali stranieri, potrebbe essere lo stesso utilizzo (anche se per ragioni differenti) in Italia. Ossia, dare ai fornitori di servizi online già esistenti in Cina i contenuti in licenza, invece di lanciare il proprio servizio nel Paese nel breve periodo. Non ci si aspettano grandi numeri per il momento da questa operazione, ma l'obiettivo è «lanciare in modo diretto il nostro servizio al popolo cinese». Le criticità del sistema Netflix, però, non mancano, nonostante la crescita, al punto che da inizio mese si parla di una possibile vendita della stessa società. Nel mirino c'è innanzi tutto la sostenibilità del business che deve fare i conti con una concorrenza notevole. Senza scordare che gli ultimi grandi numeri sono il risultato di due serie azzeccate: ne basterebbe solo una mal fatta per affossare conti e titolo. Tra i nomi degli eventuali acquisitori sono stati fatti quelli di Apple e di Disney, senza però farsi turbare dai recenti e fallimentari tentativi di Twitter che ha una storia (e un bilancio) decisamente differente. La società di Cupertino, forte dei propri numeri, punterebbe a un rilancio di iTunes, piattaforma Ott (Over The Top) che al momento subisce la concorrenza di Netflix. Per Disney si tratterebbe invece di consolidare una partnership già avviata con la produzione e la distribuzione di serie legate ai personaggi Marvel. Altro nome possibile è quello di Amazon, che andrebbe in questo modo ad arricchire la sua offerta E il mercato italiano? Cifre ufficiali non sono mai state fornite. Alcune stime parlano di circa 200 mila abbonati mai confermati dal gruppo californiano. Numeri comunque più bassi delle attese, ma realizzati in pochi mesi e che devono confrontarsi con gli utenti di realtà ben più radicate con offerte più complete. Non bisogna dimenticare che quando Neflix è arrivata in Italia a ottobre aveva già concesso i diritti di «House of Cards» e «Orange is The New Black», serie cult in onda su Sky e Premium. La partita è ancora aperta.

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