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giovedì 2 luglio 2015

NEWS - Clamoroso al Cibali! Netflix corteggia la Rai per le sue fiction! Sarebbe il 20% dell'offerta italiana...

Articolo di Andrea Montanari per "MF-Milano Finanza"
Netflix corteggia la Rai per le serie tv. L'80% dei contenuti - 3.500 titoli tra film, serie tv e documentari in catalogo - che Netflix offrirà da ottobre sul mercato italiano sarà di matrice americana. Il restante 20% invece sarà rappresentato da produzione locale. Per questa ragione, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, la società californiana, fondata nel 1997 da Reed Hastings e Marc Randolph, avrebbe già preso contatti con la Rai per trovare un accordo commerciale per l'acquisizione di diritti su contenuti e produzioni televisive targate viale Mazzini (proprietaria pure di Rai Cinema, uno dei principali operatori del settore su scala nazionale).
«Nella nostra offerta ci saranno titoli italiani, per questo cerchiamo licenze e diritti», conferma a questo giornale Joris Evers, vicepresidente di Netflix (che però non commenta le indiscrezioni relative alla Rai). «Siamo interessati a co-produzioni in ambito locale, come abbiamo per esempio già sperimentato in Danimarca». Certo è che Netflix, che conta 62 milioni di clienti nel mondo (un terzo dei quali sui mercati extra-Usa), vuole aggredire il mercato italiano con la sua offerta di streaming online in abbonamento, nonostante la presenza di due consolidati operatori quali la pay tv satellitare Sky Italia e la piattaforma digitale a pagamento Mediaset Premium. «Internet è il futuro della fruizione di contenuti televisivi in tutto il mondo», aggiunge Evers. «Lo dimostra il crescente consumo online di musica, di servizi bancari, di e-leaming e di e-commerce. Il fenomeno è irreversibile; la tv tradizionale, cosiddetta lineare, sarà destinata a sparire nei prossimi anni». A questa affermazione si potrebbe rispondere che proprio l'Italia rappresenta un unicum nel panorama televisivo europeo; ha la più alta media di telespettatori nel giorno medio, un pubblico di età elevata e meno avvezzo alle nuove tecnologie, due broadcaster quali Rai e Mediaset che si spartiscono oltre il 70% degli ascolti e una quota simile (con il Biscione nettamente in vantaggio) di raccolta pubblicitaria. E, soprattutto, uno storico gap infrastrutturale: l'Italia è al 91 posto per velocità di navigazione in Internet. Tutti problemi che i vertici di Netflix hanno valutato con attenzione («per questo l'Italia non è stato il primo mercato che abbiamo approcciato in Europa», ribatte Evers) e che, secondo i vertici del gruppo guidato dal ceo Reed Hastings, sono superabili «grazie alla tecnologia e ai contenuti originali, come dimostrano i 3,5 milioni di clienti nel Regno Unito, il mercato più evoluto in Europa e dominato da Sky con 10 milioni di abbonati». Una chiave per provare a sfondare in Italia è rappresentata dal prezzo più che competitivo dei tre pacchetti che Netflix lancerà sul mercato: il primo da 7,99 euro, il secondo da 8,99 euro e il terzo 11,99 euro al mese, tre offerte non differenziate per contenuti ma solo per la qualità video.

3 commenti:

bea ha detto...

Lo sapevo! Era troppo bello per gridare al miracolo!

Anonimo ha detto...

tristezza!!!!

Anonimo ha detto...

Complimenti, ottima lettura. Posso segnalarti questa intervista a Pietro Guerrieri, direttore generale di SES Astra Italia, sul futuro della tv italiana? https://www.youtube.com/watch?t=200&v=pxZg5u7lJiw

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