lunedì, luglio 20, 2009

QUIZ - Chi è la Miss Ragna anti-zanzare dei telefilm?
Vista l'invasione di zanzare ed altri insetti che ogni sera si frappongono tra noi distesi sul divano e il piccolo schermo dove assaporiamo telefilm come ghiaccioli rinfrescanti Sansone, cade a pennello l'entrata in scena di una super-eroina che quegli esseri disturbanti li può calamitare su di sè. La Miss Ragna dei telefilm al centro del Quiz, infatti, possiede una membrana attillata che funge da rete moschicida (e zanzaricida) dove gli odiosi insetti rimangono avvinghiati mortalmente, vieppiù soffocati dalla secrezione killer che la donna-arac(n)hide sbava voluttuosamente dai suoi pori una volta intrappolate le malcapitate creature. Per attuare questo ulteriore super-potere, alla nostra basta toccarsi le chiappe come nella foto in alto, immagine dove compare anche a sorpresa, alle sue terga, la sosia di Noemi Letizia, apprendista Donna Invisibile dello show-business. La Miss Ragna denota anche un certo sadismo: al termine della cattura torturante, finisce le sue vittime non più volanti e tramortite dai suoi succhi corporei con dei tacchi appositamente disegnati da Stan Lee per martoriare peggio di una bomboletta di Raid scaduta da 10 anni tutti quegli inutili insetti che finiscono nella sua rete. Uomini masochisti compresi.

sabato, luglio 18, 2009


GOSSIP - Pushing topless! Dopo Mary Louise Parker anche Anna Friel esce fuori di seno...(sarà il caldo?)
Sarà il caldo afoso, saranno le zanzare tigre, ma ultimamente tra le attrici telefilmiche c'è una gran voglia di uscire fuori di seno. Dopo Mary Louise Parker di "Weeds" (vedi Post del 13 luglio), tocca ad un'altra "inaspettata" senofoba qual è Anna Friel di "Pushing Daisies" in un servizio fotografico, con tanto di copertina, su "Vanity Fair" USA. Lo shooting che ritrae la Friel in realtà è di gran classe, con abiti di seta e parure di perle da favola, con acconciature ricercate sixties...Roba da rapina a mano armata: soprattutto per come si confeziona un servizio fotografico.

venerdì, luglio 17, 2009

NEWS - Ultima ora! Mischa Barton ricoverata a forza in una clinica psichiatrica...!
Sembra la sceneggiatura di una puntata di "The O.C.", ma è drammatica realtà. Anche se non sono ancora noti i particolari, Mischa Barton è stata ricoverata a forza in una clinica psichiatrica di Los Angeles dopo che una chiamata al 911 aveva fatto accorrere le forze dell'ordine al suo appartamento. E’ stata proprio la polizia a predisporre un trattamento sanitario obbligatorio per l’attrice, nella clinica Cedar-Sinai Medical Center. Il provvedimento viene attuato quando si crede che la persona in questione possa essere pericolosa per gli altri o per sè stessa o sia affetta da gravi disturbi mentali. Secondo quanto dichiarato dal suo portavoce “Mischa è entrata in ospedale su consiglio del suo medico curante”. Mentre sul web si rincorrono le voci (drammatiche) e non confermate di un tentato suicidio, tra poche ore si potrebbe sapere di più su quanto è successo, visto che il ricovero forzato può durare al massimo 72 ore. Forza Mischa, siamo tutti con te (come faremmo senza i tuoi improbabili look...?)!
NEWS - Le Nominations agli Emmy: le scelte di Telefilm Cult. E le vostre?
Una volta rese note le nominations degli Emmy Awards 2009 non resta che dire la vostra. Telefilm Cult si lancia per primo e segnala le proprie (in corsivo). Voi che ne pensate? Commentate, commentate e...votate...

MIGLIOR SERIE COMEDY
30 Rock
Entourage
How I Met Your Mother
I Griffin
The Flight of the Conchords
The Office
Weeds

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
Big Love
Breaking Bad
Damages
Dexter
Dr. House: Medical Division
Lost

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Alec Baldwin per 30 Rock
Tony Shalhoub per Detective Monk
Charlie Sheen per Due uomini e mezzo
Jim Parsons per The Big Bang Theory
Jemaine Clement per The Flight of the Conchords
Steve Carell per The Office

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Bryan Cranston per Breaking Bad
Michael C. Hall per Dexter
Hugh Laurie per Dr House: Medical Division
Gabriel Byrne per In Treatment
Jon Hamm per Mad Men
Simon Baker per The Mentalist

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Tina Fey per 30 Rock
Julia Louis-Dreyfus per La complicata vita di Christine
Christina Applegate per Samantha chi?
Sarah Silverman per The Sarah Silverman Program
Toni Collette per The United States of Tara
Mary-Louise Parker per Weeds

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sally Field per Brothers & Sisters
Glenn Close per Damages
Mariska Hargitay per Law & Order: SVU
Elisabeth Moss per Mad Men
Holly Hunter per Saving Grace
Kyra Sedgwick per The Closer

giovedì, luglio 16, 2009

NEWS - Emmy Rock! La sit-com con Baldwin-Fey stabilisce il record di nominations (22!) agli Oscar tv
(AGI) - Los Angeles, 16 lug. - La serie tv comica "30 Rock" ha ottenuto 22 nomination agli Emmy Awards, gli Oscar della tv americana. Si tratta del maggior numero di candidature ottenute da una commedia nella storia del premio. Tra le nomination come migliori attori i protagonisti della serie, Alec Baldwin e Tina Fey. La storica rivalita' tra le emittenti Hbo e Nbc vede prevalere la prima, con 99 nomination contro 67. Nel sestetto delle migliori serie drammatiche figurano "Big Love", "Breaking Bad", "Damages", "Dexter", "Dr. House" e "Lost". Tra candidati a vincere la statuetta di miglior attore drammatico ci sono anche l'interprete di "Dexter", Michael C. Hall e il famoso Dr. House, Hugh Laurie. Assente dalle nomination femminili Katherine Heigl, star di "Grey's anatomy". La cerimonia di premiazione della sessantunesima edizione degli Emmy si terra' il 20 settembre al teatro Nokia di Los Angeles e sara' presentata dall'attore Neil Patrick Harris.

Vedi tutte le nominations degli Emmy Awards 2009 qui: http://cdn.emmys.tv/awards/2009ptemmys/61stemmys_nomswin.php
NEWS - Clamoroso al CibaLost! La serie cult di JJ Abrams avrebbe un altro "padre"? L'idea, del 1977, apparterrebbe a Anthony Spinner che ha denunciato ABC per plagio...
Articolo tratto da Corriere.it
Ai viaggi nel tempo gli spettatori di "Lost" sono abituati. Questa volta però le vicende dei naufraghi della serie televisiva non c'entrano. Sull'isola deserta, tra i tanti misteri, adesso aleggia anche quello di un possibile plagio. Anthony Spinner, 78 anni, ex produttore televisivo ha infatti citato in giudizio Abc e Touchstone Television con un'accusa ben precisa: «Lost è stato copiato. L'idea originale è mia, l'ho scritta nel 1977 ricevendo un compenso di 30 mila dollari». Per più di trent'anni il soggetto del serial sarebbe rimasto chiuso in un cassetto fino alla sua realizzazione e al successo mondiale. «Stesso titolo, stessa trama e stessi personaggi ma con nomi diversi», denuncia Spinner, che ora vorrebbe vedere risarciti da un tribunale i danni per i mancati guadagni. Non mancano perplessità tra i fan di "Lost", prima fra tutte la tempistica: perché protestare adesso, a distanza di cinque anni dalla messa in onda della prima serie? Pare che già in passato Spinner abbia tentato un'azione legale, respinta per «motivi procedurali». Ma tra gli appassionati, abituati dagli sceneggiatori alle scelte più imprevedibili, c'è anche chi nota la strana coincidenza. Alcune puntate dell'ultima serie sono ambientate in parte nel 1977, proprio nell'anno in cui il produttore sostiene di aver scritto la puntata pilota del serial . Insomma, potremmo trovarci davanti all'ennesima trovata dei creatori di "Lost". Il sito Tmz ha pubblicato un file in pdf contenente le somiglianze tra il presunto soggetto originale e quello reale. Le coincidenze non mancano, a partire dal primo punto: «Un aereo diretto a Los Angeles si schianta in un ambiente simile a una jungla». Anche i personaggi rispecchiano quelli della serie creata da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber (a cui poi si è aggiunto Carlton Cuse). Al posto del dottor Jack Shephard c'è il dottor Boreman; al posto di John Locke c'è Hagan, che invita i superstiti ad accettare la vita sull'isola. E non mancano anche i corrispettivi personaggi per Sawyer e Kate. Nell'attesa di risolvere l'ennesimo mistero di "Lost" alcuni fan vorrebbero approfittarne e chiedere a Spinner: «Se sa come è iniziato, ci dica al più presto anche come andrà a finire».
QUIZ - La Miss RestaFuori dei telefilm era...
Era quella pazza squinternata sulla terrazza di Lindsay Lohan, la Miss RestaFuori del Quiz del 28 giugno scorso. Evidentemente il tira e molla con la maschiaccia Samantha Ronson ha provocato il primo dissesto: una notte fuori di casa per la povera Lindsay (anche se la borsa-tenda canadese poteva coprirla dalle più tragiche intemperie). Quasi una sorta di punizione, tanto per far vedere chi in casa porta i pantaloni...mentre chi indossa i pantacollant e gli occhiali da sole anche alle 4 di mattina è evidente, così come sembra spuntare dalla borsa di 27 chili una confezione esclusivissima di Autan per le VIP abbandonate on the road. Complimenti agli indovinatori Flavia e piviere. A breve un nuovo travolgente Quiz scaccia-zanzare...

mercoledì, luglio 15, 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

FAMIGLIA CRISTIANA
La futilità intelligente delle serie USA
"Si tratti di crimine o tematica esistenziale, la morte è una presenza costante nella fiction americana. Potrebbe essere il derivato di una tradizione di violenza, in un Paese che al proprio interno ha sterminato popolazioni intere e, verso l'estero, si è arrogato un ruolo da polizia mondiale. Fenomeno da analisi storica e sociologica: ma in questa sede, terra terra, accontentiamoci dei dettagli che ogni giorno ci fornisce la tv. Naturalmente si contano a dozzine i cadaveri dei serial polizieschi, solo in minima parte compensati dalle guarigioni prodigiose del dottor House. Qui e là tuttavia, malgrado la bravura degli sceneggiatori, la meccanica narrativa è in genere a schema fisso. Dove l'inventiva maggiormente si libera è in prodotti di eccellenza come 'ER - Medici in prima linea' e 'Desperate Housewives', che sanno svariare di anno in anno, alternando tensione e routine, normalità ed evento eccezionale. Prendiamo gli episodi più recenti. Nel pronto soccorso di Chicago un vecchio preso dalla strada, ormai senza più voce, ha la forza di scrivere su un foglio due lettere, 'Tb'. Vuol dire che una pazienti agli estremi non ha il cancro, come credono tutti i medici, ma una forma aggressiva di tubercolosi. Come ha fatto? Qualcuno lo riconosce: è lui che, mezzo secolo prima, ha creato in città la medicina d'urgenza. E' un duplice richiamo sociale, a Hillary Clinton, cui non riuscì una riforma sanitaria, e a Barack Obama che adesso ci riprova. Appresso. Fra le casalinghe di Wisteria Lane, si ammazza in auto la perfida Edie Britt: ma le quattro amiche, scambiandosi confidenze davanti alle ceneri, scoprono che anche quella donna inquietante aveva fatto del bene. Come il vecchio dottore, aveva salvato vite e rimediato a squilibri mentali. Dietro i pettegolezzi, di quartiere la realtà, il dolore, la psicologia, la riflessione metafisica. Tutto con l'aria di fare, come si dice, tv commerciale. Ma qui altro che 'i Cesaroni'...".
(Giorgio Vecchiato, 07.06.2009)

TV SORRISI E CANZONI
"Crash", viaggio nell'animo cupo(tto)
"8 al cast di 'Crash', nato dal cinema e interpretato con grande incisività da attori che rendono con cruda verosimiglianza gli aspetti più cupi dell'animo, l'aridità e le tensioni in cui si riflette una Los Angeles bella e amarissima".
(Mirella Poggialini, 06.06.2009)

LA STAMPA
"The Wire", il vero telefilm di sinistra (e il "GF" scivola a destra)
"'The Wire', la serie americana piu' bella dopo 'I Soprano', e' girata come una docu-fiction: camera a mano, luce naturale, suono in presa diretta. Molte parti minori sono affidate a non-attori, che nella vita fanno quello che impersonano nella serie. La psicologia e le relazioni tra i personaggi prevalgono di gran lunga sull'azione vera e propria, che anzi - e questo e' straordinario, perche' e' una serie poliziesca - e' confinata ai margini, e' commentata e quasi mai mostrata. Infine, una parte essenziale del materiale narrativo e' acquisito attraverso telecamere di sorveglianza, microspie e intercettazioni telefoniche. Insomma, 'The Wire' e' un reality. E puo' dirsi un telefilm di «sinistra» non tanto perche' e' la serie preferita da Obama, quanto soprattutto perche', nel raccontare la «realta'» senza filtri ne' abbellimenti narrativi, ne denuncia implicitamente, e con tanto maggior forza, le incongruenze e le malefatte. La Baltimora di 'The Wire' e' un misto di inefficienza e di corruzione, dove ciascuno ha le proprie buone ragioni per dedicarsi esclusivamente a salvare se stesso. Somiglia molto all'Italia di oggi, non e' vero? Al contrario, 'Grande Fratello', madre e archetipo di tutti i reality, da diversi anni sceglie per il suo cast personaggi strampalati e altamente irrealistici, e certo statisticamente ininfluenti (quest'anno, tra gli altri, una supermaggiorata, una hostess rivoluzionaria, un cieco e un rom), il cui unico scopo e' catturare la fantasia del telespettatore. 'Grande Fratello' ambiva a raccontare la vita quotidiana di alcuni ragazzi comuni, mescolando spettacolo e ricerca sociologica, voyeurismo e poetica del quotidiano. Nel tempo e' divenuto, come del resto gli altri reality, una fabbrica di mostri: anziche' raccontare un frammento di realta', ne costruisce un'altra completamente fasulla. Nato a «sinistra» - ammesso che alla sinistra si possa attribuire l'istanza realista -, il 'Grande Fratello' e' dunque scivolato a «destra», diventando, come quasi tutta la tv generalista, un paradiso artificiale costruito per il puro intrattenimento dello spettatore. Al contrario, i paradisi artificiali di Beautiful si sono evoluti negli inferni metropolitani di The Wire, nelle spire esistenziali di Lost o nella deriva allucinata di Breaking Bad: e in questo modo le serie americane sono diventate il racconto iperrealista del disagio della civilta'. Da questo disagio cercano appunto di sollevarci i reality: che non per caso fanno molto piu' ascolto".
(Fabrizio Rondolino, 09.05.2009)

CORRIERE DELLA SERA
Tra Sky e Mediaset Premium, emerge la tv semi-generalista

"Uno dei punti di forza del satellite a pagamento, accanto ai contenuti premium legati a cinema e calcio, è da sempre costituito dall' offerta di serialità americana di qualità: anche Sky si è inserita in questo filone, proponendo in anteprima titoli come «Lost» e «Desperate Housewives», «Mad Men» e «In Treatment». Da qualche mese, però, la concorrenza con le nuove offerte pay su digitale terrestre, come i canali di Mediaset Premium, ha costretto Sky a rinunciare ad alcune serie di punta, come «Gossip Girl», «Fringe» o «Pushing Daisies». Ne è derivata la necessità di diversificare l' offerta, puntando su prodotti di altra origine, ma di qualità affine, come le serie inglesi, canadesi, francesi: ne sono esempio il recente lancio su Fox, in contemporanea mondiale, di «The Listener», o la programmazione su FoxCrime del poliziesco inglese «Life on Mars» e di «Paris Enquetes Criminelles», ennesimo spin-off (di produzione francese) di «Law and Order». Accanto alla messa in onda del meglio della produzione di telefilm mondiale, Sky e Fox hanno deciso di puntare sulla fiction italiana, con nuovi prodotti capaci di ricalcare le formule della lunga serialità americana. «Non pensarci», commedia familiare tratta dal piccolo film di Gianni Zanasi e con gli stessi attori del lavoro originale, è solo l' ultima tappa di percorso iniziato con 'Boris', e proseguito con la svolta «crime» di «Quo vadis baby» e del culto «Romanzo criminale». In attesa di «Moana» e de «Il mostro di Firenze». Negli ultimi mesi, Sky ha cercato di rivolgersi a un pubblico più ampio: in questo senso si è mossa con la campagna acquisti di alcuni volti familiari della tv generalista come Mike Bongiorno, Lorella Cuccarini e Fiorello e con il riposizionamento di SkyVivo, diventato SkyUno. La creazione di una rete di taglio semi-generalista, che contiene il meglio dell' offerta di intrattenimento, e l' annuncio di possibili altre reti simili, vanno nella direzione di mettere a disposizione alcuni canali «civetta», di grande richiamo. Canali che possano almeno in parte colmare il possibile abbandono di Sky da parte delle reti Rai e che, pensando al 2012, quando scadranno i vincoli comunitari che impediscono l' espansione di Murdoch su altre piattaforme, possano essere distribuiti gratuitamente anche su digitale terrestre, seguendo l' esempio di SkyOne in Gran Bretagna o di CanalPlus in Francia".
(Aldo Grasso, 25.05.2009)
NEWS - Tutti pazzi per Patty: il serial conquista anche l'altro schermo (quello di internet)
(ANSA) - ROMA, 14 LUG - Trecentomila visite nel solo mese di giugno, 160.000 utenti unici, oltre 10.000 visitatori al giorno, piu' di 2.000.000 di pagine visitate e migliaia di messaggi dei fan: sono solo alcuni dei numeri che testimoniano il successo del sito http://www.ilmondodipatty.it/. Dopo aver conquistato il pubblico della tv satellitare su Disney Channel e poi quello della tv in chiaro su Italia 1, "Il mondo di Patty", serie culto per i ragazzi tra gli 8 e i 14 anni lanciata in Italia da Elastic Rights, ora fa centro anche tra gli internauti con il sito www.ilmondodipatty.it, on air dal 5 maggio 2009 e da subito preso d'assalto dai fan. www.ilmondodipatty.it ha molti contenuti: interviste agli attori della serie, video esclusivi, come quello realizzato con Laura Esquivel durante la visita in Italia per il Telefilm Festival di Milano, karaoke di tutte le piu' belle canzoni andate in onda. Novita' e' Kika, la redattrice ufficiale del sito che viaggia nella rete per portare ai fan servizi speciali e notizie sempre aggiornate. Di lei si sa solo che e' una ragazza sui 20 anni. I fan a giugno hanno lasciato oltre 11.500 commenti sul blog. A scrivere sono i giovanissimi ma anche i loro genitori, e molto attiva nell'intervenire sul blog e' anche la stessa Patty (Laura Esquivel). Il ciclone Patty impazza sempre piu' sul Web: su Msn intrattenimento e' disponibile un canale dedicato che conta oltre 500.000 video visti e su YouTube "Il Mondo di Patty" risulta costantemente nella top 30 dei canali piu' sottoscritti e nella top 100 dei canali piu' visti con oltre 250.000 riproduzioni video.

lunedì, luglio 13, 2009



GOSSIP - Per tutte le canne! Mary Louise Parker di "Weeds" nuda (e pizzaiola) su "Esquire"!
Che sotto sotto, sotto la cenere (di canna) bruciasse un fuoco, lo si era intuito in "Weeds". Ma adesso Mary Louise Parker ha rotto gli indugi mostrandosi come mamma l'ha fatta nell'ultimo numero di "Esquire" USA. Come se non bastasse, dietro un grembiulino da vedo-e-che-vedo, la nostra si è messa in posa da brava pizzaiola (o panettiera) in lingerie nera, tipica divisa per chi sforna pagnotte o margherite. Intese come pizze, ovviamente...
NEWS - Gli spoiler? Ci vorrebbero punizioni corporali per un delitto che non cade mai in prescrizione...
Articolo di Guia Soncini su "Gioia"
"Circa un anno fa, ho pensato che al Corriere della Sera meritassero punizioni corporali. Sex and the city stava per uscire nei cinema ditutto il mondo, la trama era un mistero, certo c'erano in giro le foto di Carrie vestita da sposa, ma si sapeva che la cerimonia andava arotoli, e insomma chissà come finiva. Organizzarono una visione in anteprima del film, riservata alla stampa, e – prima che anche quellecosì fanatiche da andare al primo spettacolo nel giorno dell'uscita potessero vedere e sorprendersi e commuoversi – il Corriere dedicò alla storia tra Carrie e Big una pagina. Alla quinta riga, si riferiva che, dopo l'andata a monte della gran cerimonia nuziale, i due si sposavano infine in Comune, da soli, senza sfarzi. Gli americani, che le cose di spettacolo le prendono abbastanza sul serio da disturbarsi a creare peresse delle specifiche linguistiche, lo chiamano spoiler. È il gesto di rovinare la sorpresa svelando il finale alle poverine che vorrebberogoderselo. Su un giornale americano un articolo così non sarebbe mai uscito, prima dell'uscita del film; qualche settimana dopo, a film ancora nelle sale, magari sì, ma preceduto dall'avviso «segue spoiler», partendo dal principio che la maggioranza l'abbia ormai visto, e per gli altri basti un avvertimento che li inviti a voltarsi dall'altra parte. Eppure, almeno lì, non basta. Un paio d'anni fa, il settimanale Entertainment weekly dedicò un titolo in copertina a due personaggi che erano morti nella puntata di Lost andata in onda la settimana prima sulla Abc. Le lettere di protesta erano indignate: non era forse degnodi rispetto chi, quella puntata, l'aveva registrata e doveva ancoravederla? In Italia, per i prodotti importati, il problema dei diversi tempi di fruizione si moltiplica: quando si può parlare degli sviluppidi trama di Desperate Housewives? Il lunedì, quando noi altre teppiste vediamo la puntata andata in onda la domenica negli Usa e scaricata daInternet? Un mese dopo, quando la stessa puntata va in onda su FoxLife e la vedono le italiane abbonate a Sky? Sei mesi o un anno dopo, quando infine la trasmette Rai2? Mai? Me lo chiedo perché l'altro giorno mi sono ritrovata a discutere della gravità dello svelare gli snodi di trama di West Wing, una serie chiusa nel 2006, e che ormai è andata in onda su Sky, e sul digitale terrestre, e su Rete4 e insomma se una West Wing non l'ha visto fin qui evidentemente non le interessa, no? No. Comunque, svelare i colpi discena è un atto degno di punizioni corporali. Mi è venuto il sospetto che lo spoiler sui telefilm non cada mai in prescrizione, e che quindi ci siano regole diverse, per la tv, da quelle valide per i film. Almeno:che io ricordi, ai tempi di Francamente me ne infischio, nessuno accusò Celentano di avere spoilerato, a chi non l'avesse ancora visto, il finale di Via col vento".

sabato, luglio 11, 2009

NEWS - Il flop di "90210", senza l'aura di "Beverly Hills". Il parere di Aldo Grasso
"Il più celebre codice postale della serialità americana, «90210», è diventato il terzo spin off tratto da «Beverly Hills, 90210» dopo «Melrose Place» e «Models Inc.». Ideato da Rob Thomas racconta le vicende quotidiane della famiglia Wilson (padre, madre, figlia e figlio adottivo), trasferitasi da poco a Beverly Hills, California, dopo che il capofamiglia, Harrison, ha accettato l' incarico di preside del West Beverly High. Accanto a loro, della vecchia serie ritroveremo Kelly Taylor (Jenny Garth) ora consulente scolastico della West Beverly High, Brenda Walsh (una Shannen Doherty ormai donna fatta) divenuta nel frattempo attrice di teatro e Nat, il proprietario del Pich Pit. Anche «Beverly Hills 90210», creato da Darren Star, raccontava le vicende di un' altra famiglia, la Walsh, trasferitasi per il lavoro del padre dalla provinciale Minneapolis in uno dei quartieri più prestigiosi di Los Angeles (Joi, Mediaset Premium, striscia quotidiana). La visione comparata delle due serie, resa possibile dalla convergenza dell' attuale offerta televisiva, è piena di sorprese. Dopo circa vent' anni, la prima cosa che colpisce è il cambio di ritmo: sequenze più brevi, dialoghi più serrati. Il classico «teen», sull' esempio di «Gossip girl» strizza l' occhio alla soap. La qualità fotografica è più accurata, però... Però manca quell' aura che faceva di «Beverly Hills» il luogo ideale della riflessione adolescenziale. Manca la figurazione del «gruppo», la cui coesione è basata su un profondo legame di amicizia e un forte senso di appartenenza generazionale. Perciò, pur esistendo dei personaggi principali, era il gruppo dei pari, con dinamiche interne, il centro della rappresentazione, e costituiva una vera famiglia parallela rispetto al nucleo familiare. Solo così si spiega lo scarso successo ottenuto da «90210»".
(Aldo Grasso, "Corriere della Sera")

venerdì, luglio 10, 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Aiuto, lasciatelo affogare! L'idea di portare "Baywatch" al cinema prende forma ma la scrive uno che non ha mai visto la serie e vuol farla diventare una commedia tipo "Scuola di polizia"...
Articolo tratto da Corriere.it
Due settimane fa ci sono stati dei cambi nei vertici della Paramount, John Lesher e Brad Weston, rispettivamente il capo del gruppo e il presidente della produzione sono stati rimossi dai rispettivi incarichi. La motivazione risiede nell'andamento dei cinque film prodotti nel 2008 dalla Paramount: "Star Trek", "Il curioso caso di Benjamin Button", "The love guru", "Dance flick" ed "Immagina" che, solo il primo è stato un blockbuster, il secondo ha fatto un piccolo incasso ma gli ultimi tre sono stati dei flop per la società. Uno dei primi progetti che, Adam Goodman, il nuovo capo della produzione, ha deciso di accelerare la realizzazione, è il film per il grande schermo di "Baywatch", che si è portato con se dalla Dreamworks. La Paramount ha assunto Jeremy Garelich ("Ti odio, ti lascio, ti...") per riscrivere la sceneggiatura e per dirigere la pellicola. Nel 2005 la Dreamworks aveva acquistato i diritti della serie ed era stato realizzato uno script scritto da Jay Scherick e David Ronn, ma era risultato troppo ricco di scene d'azione. Garelick, che ha fatto una scrittura non accreditata in "Una notte da Leoni", ha avuto il compito di riscrivere la sceneggiatura e, sebbene non abbia mai visto lo show di "Baywatch", ha pensato che ci fosse la possibilità per trasformarlo in una commedia. "Penso di modellare il film su pellicole simili a 'Scuola di polizia' o 'Stripes', un plotone di svitati, delle commedie che ho amato crescendo. Invece di provare a rifarne il tono, ho pensato che sarebbe stato più facile scrivere il primo atto per spiegare chi sono questi personaggi". La storia racconterà di due improbabili candidati come bagnini di salvataggio che cercheranno di essere ammessi, circondati da molte ragazze in costume, numerose tanto quanto erano nella serie televisiva".

giovedì, luglio 09, 2009


GOSSIP/PICCOLO GRANDE SCHERMO - Che Bell bikini! L'ex interprete di "Veronica Mars" si candida ad essere la Miss 2 pezzi dell'estate con "Couples Retreat"
Non passa giorno che quell'olimpionica di Kristen Bell ("Veronica Mars", "Heroes") appaia sui siti specializzati con tanto di bikini incorporato (foto sopra il titolo). Ma non solo: l'attrice lo sfoggia anche nel suo prossimo film "Couples Retreat" (foto in alto), insieme a Kristin Davis ("Sex and the City") e Malin Ackerman ("The Comeback"), anche se in quel caso sembra più un due pezzi di lingerie che un bikini a tutti gli effetti. Che si stia preparando per la prossima edizione de "L'Isola dei famosi"? O delle Olimpiadi di nuoto? O che stia mettendosi in forma per interpretare "Buffy" al cinema, visto l'esito parziale del Sondaggio di Telefilm Cult che la vede nettamente in testa tra le possibili candidate?

Vedi il trailer di "Couples Retreat"

mercoledì, luglio 08, 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Carradine, il cyber-funerale di Facebook manda ko i media
Ci sono notizie e notizie. Quelle che colpiscono nel profondo l'immaginario collettivo, quelle da prima pagina "per forza", quelle da insabbiare. Tra le prime, la morte di David Carradine in un hotel a Bangkok, dove l'ex indimenticato interprete di "Kung Fu" e icona rilanciata da "Kill Bill" di Tarantino si trovava per girare un (ultimo) film. Personalmente sono cresciuto con gli insegnamenti televisivi del monaco shaolin Chang Caine in un orecchio e Deejay Television nell'altro. Prima di Caine avevo avuto modo di apprezzare il piccolo schermo dagli occhi a mandorla in un'altra serie - ancora più pulp - qual era "Samurai", dove il protagonista e il figlio carrozzellato a rimorchio massacravano senza pietà chiunque gli si parasse di fronte, senza quasi proferir verbo. Un pò quello che facevo io appena presa la patente, a chi mi tagliava la strada alla guida del mio maggiolone cabriolet. Con Caine s'insidiava un principio di morale zen che struggeva il protagonista - più che altro con i flashback dei suoi trascorsi glabri nel ritiro shaolin - dopo aver consumato vendetta (o giustizia) di spada. Carradine, era perfetto. Imperturbabile ma espressivo. Non come Eastwood, che "sa recitare i due modi: col cappello e senza". Bucava lo schermo. Così come lo ha bucato nel bianco e nero sgranato di "Kill Bill", quando irrompe nella scena madre (madre in tutti i sensi!) in cui Bill incontra la sposa incinta interpretata da Uma Thurman fuori dalla chiesa dove la futura vendicatrice in tuta gialla si sta per sposare (con un altro). Quella sequenza prima del massacro è a mio avviso un capolavoro, con tanto di omaggio alla filosofia di "Kung Fu" (Carradine-Bill soffia nello stesso flauto della serie tv del 1972). Il tutto per dire che la scomparsa dell'attore ha scioccato più d'uno - oltre che per il mistero dell'accaduto nelle prime ore riguardo al suicidio - e Facebook, più che i portali di grande informazione, ne è stato la prova. Nel giro di poche ore la notizia si è impossessata dello status-casella "a cosa stai pensando?", mentre le agenzie di stampa e le home-page dei grandi quotidiani si affannavano di capire come si erano svolti i fatti, rimandando al giorno successivo (sulla copia cartacea) o in tarda serata il commento sulla scomparsa dell'attore. Il TG5 della sera stessa, tanto per dire, evitava clamorosamente di dare la notizia (ma annunciava in pompa magna il contratto in esclusiva di Bonolis fino al 2011!). Tuttavia il "vuoto" lasciato da Carradine negli animi di molti si respirava già dal social network, che ormai è la vera Piazza mediatica che fa da termometro degli umori, gioie e delusioni della società, civile o incivile che sia. E che in questo caso ha celebrato un cyber-funerale sentito, da prima pagina se si dovessero misurare i "contatti" e i commenti personali. Sembrava che fosse scomparso un parente, in taluni casi. E' emerso un humus popolare che si smarca dalle scalette dei telegiornali, che viene prima del discorso sull'Islam di Obama, degli appelli politici prima delle elezioni europee, dell'emergenza inquinamento a Ischia (con tutto il rispetto per gli ischitani). E' un battito emozionale, talvolta poco politically correct, senza ipocrisia, ancor più forte quando tocca qualcuno dei personaggi (ancor prima delle persone) che ti hanno accompagnato giorno dopo giorno, puntata dopo puntata. Sono cresciuti con te. Personalmente ho raggiunto l'apice con la scomparsa di Leroy Johnson (pardon, Gene Anthony Ray) di "Saranno Famosi", finito male qualche anno fa: prima di morire, era stato arrestato per aver rubato una bottiglia di vino alla SMA di Via Padova a Milano. Prima che la sete, l'aveva tradito la "Fame" che lo ha reso popolare e immortale ai nostri occhi. Prima dell'avvento di Facebook e dell'Esselunga. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Luglio)

martedì, luglio 07, 2009

LA VITA E' UN TELEFILM - Il miglior libro sotto l'ombrellone? L'enciclopedia delle oltre 2000 miglior frasi e battute tratte dalle serie tv di Damerini-Poli, già oltre le 2000 copie vendute
Oltre 2000. Oltre le 2000 copie vendute (in poco più di un anno) e oltre 2000 citazioni, tra frasi e battute, tratte da piccole e grandi serie tv di tutti i tempi. I pensieri, i motti, i tormentoni, le riflessioni, le massime e gli ipse dixit dei grandi protagonisti dei telefilm, sempre più specchio della società e di noi stessi. Ma anche le frasi dei personaggi secondari, se non addirittura solo di passaggio, perché se è vero che le serie tv sono sempre più simili alla realtà, allora anche le "comparse" a volte hanno la loro importanza.
"LA VITA È UN TELEFILM", edito da Garzanti, raccoglie le 2020 frasi che hanno fatto la storia delle serie tv dalle origini ad oggi nella più completa enciclopedia tematica del genere seriale. L'opera è scritta a quattro mani da Leopoldo Damerini, già co-autore del popolare "Dizionario dei Telefilm" (Garzanti) - vera a e propria Bibbia delle serie tv definito da Aldo Grasso, sul "Corriere della Sera", "il Guru dei telefilm", nonchè fondatore dell'Accademia dei Telefilm e Direttore Artistico del Telefilm Festival e da Chiara Poli, tra le più apprezzate e competenti analiste del genere seriale, nonché autrice di "Ammazzavampiri – La prima guida italiana al serial TV Buffy" (Edizioni ETS – Edizioni di Cineforum).
Il volume, suddiviso in 300 categorie di facile consultazione dalla “A” di Amore alla “V” di Vita, non è una semplice enciclopedia. Come spiegano Damerini e Poli nell'Introduzione de "LA VITA È UN TELEFILM": «Il libro nasce con l'intento di raccontare come siano cambiati i telefilm e noi con loro, quanto ci abbiano appassionati, cresciuti, entusiasmati. Quanto abbiano colto nel segno, anticipato i tempi, specchiato la società, creato modelli e stili di vita. E come talvolta ci abbiano addirittura influenzati».
Frasi di culto e straculto, esistenziali, divertenti o profonde, provocatorie o assurde, ciniche o romantiche, da scrivere sul diario o sullo screensaver, da stampare sulle magliette, da inviare via sms, da usare come ispirazione per una dedica...
Da quelle del Dr.House, che per sua stessa ammissione è un fan sfegatato delle serie tv («Guardo un mucchio di telefilm»), a un Fonzie inaspettatamente filosofo in Happy Days («Nella vita devi fare quello che ti piace, non quello che la gente pensa che dovresti fare»); dalle riflessioni femminili delle protagoniste di Sex and the City e Ally McBeal a quelle "ai confini della realtà" di X-Files, Star Trek, Lost, Battlestar Galactica; dalle dichiarazioni d’amore (Buffy, O.C., Dawson's Creek…), a quelle in punto di morte all'ospedale (E.R., Scrubs, Grey's Anatomy...); dalle teorie sulle relazioni (Will & Grace, The L Word, Queer As Folk) a quelle sulla famiglia e l’amicizia (Una mamma per amica, Friends, Desperate Housewives); dal mobbing (The Office) all’indulto (Oz, Prison Break) fino… sottoterra (Six Feet Under).
Non mancano gli incipit più memorabili (i lanci con voce fuori campo che aprono le puntate delle serie tv), così come le gustose citazioni e i rimandi tra telefilm diversi, le metafore, le cosiddette "Perle di saggezza", le citazioni di persone famose, le leggende e i luoghi comuni. I grandi temi della vita come l'Amore, l'Amicizia, Dio, la Fede, la Famiglia, il Matrimonio, il Destino, la Felicità, il Sesso, la Morte, la Guerra, la Pace, la Verità; i temi sociali come la Pena di Morte, il Razzismo, l'Alcolismo, le Dipendenze, il Bullismo, la Mafia, ma anche temi più leggeri come lo Shopping, lo Sport, il Principe Azzurro, Babbo Natale, San Valentino, le Rughe, il Gossip, i Segreti, Internet, il Vintage, i Grandi Interrogativi, gli Ex...: lungo un viaggio suddiviso in oltre 300 Categorie e quasi altrettanti titoli di serie tv prese in esame, il lettore scopre che davvero, come recita il titolo del volume, "LA VITA È UN TELEFILM".
«In un processo di transfert degno di Freud - spiegano Damerini e Poli - ci identifichiamo in personaggi apparentemente surreali come Tony Soprano, i due chirurghi di Nip/Tuck, i becchini di Six Feet Under, il giovin Clark Kent di Smallville, Jack “nervi d’acciaio” Bauer, gli ammazzamostri come Buffy ed Angel o quel cinicone del Dr.House. O, addirittura, con il Presidente degli Stati Uniti di The West Wing e il suo alter ego femminile in Commander in Chief – Una donna alla Casa Bianca. Il motivo di questa sorta di immedesimazione è semplice: a modo loro, sono tutte persone comuni, che di punto in bianco possono diventare eroi. Anzi, Heroes».
«Anche se lo specchio davanti al quale vi esercitavate non rifletteva la stessa immagine degli originali» - chiosano gli autori de 'LA VITA E' UN TELEFILM' - «avete sognato ad occhi aperti. Giorno dopo giorno, puntata dopo puntata. Siete arrivati là, dove nessun telespettatore è mai giunto prima. Poi l'America si è risvegliata sotto le ceneri dell'11 settembre e gli Happy Days sono finiti. Una ventata di stringente realismo ha invaso le strade dei telefilm, gli incroci, gli uffici, le case. E i nostri salotti. Le nostre tv. È cambiato il linguaggio. Siamo cambiati noi. E con noi sono cambiati i personaggi da amare. Se un tempo avevamo adottato Arnold, di recente abbiamo cominciato a seguire i pompieri di Squadra Emergenza sotto le Torri Gemelle, le minacce del terrorismo di Sleeper Cell, le trincee in Iraq di Over There. Se un tempo bastava uno schioccar di dita di Fonzie per conquistare le ragazze in un drive-in, simbolo del divertimento, oggi ci si immedesima nei travagli d'amore dei dottori di Grey's Anatomy in ospedale, luogo dove si consumano la vita e la morte. Ci siamo ritrovati come al centro della stanza degli specchi ne La Signora di Shangai di Orson Welles: riflessi da ogni angolatura, dove è impossibile sfuggire al nostro stesso sguardo. I telefilm si sono trasformati sempre più in sentinelle delle nostre coscienze, in cartine da tornasole, in bandiere di quello che siamo. La vera "Second Life" si dispiega nelle serie tv. Bivi ed incroci al fianco dei nostri alter ego, dove scegliere insieme a loro come in un gioco virtuale, con i finali sospesi che ci lasciano immaginare (e aspettare, trepidanti) fino alla puntata successiva.
Con il passare del tempo, quelle creature che ci hanno accompagnati dagli albori della tv hanno travalicato il piccolo schermo, sedendosi di fianco a noi. Non più solo sul divano: in tram, in macchina, in ufficio, al bar, in palestra, a letto prima di prendere sonno. Addirittura, si sono permessi di entrare al cinema. Hanno cominciato a parlarci. Hanno scosso le coscienze, i sentimenti, le emozioni. E dai battibecchi fra George e Mildred siamo arrivati alle confessioni del serial killer Dexter, passando dal Pianeta delle scimmie e da Twin Peaks. Perché, in fondo, “Quando uno corre sull'autostrada della vita deve dimenticare i limiti di velocità e deve andare a tutto gas!”. Fonzie dixit».

sabato, luglio 04, 2009

NEWS - I titoli su cui puntare per la prossima stagione? "Glee" di Murphy per la qualità, "The Mentalist" come chiave di (s)volta

Intervista a Leo Damerini realizzata da Martina Pennisi per Quo Media

Che l’universo dei telefilm stia vivendo un periodo di transizione è stato detto e ridetto. Che l’immediatezza del web, lo sciopero degli sceneggiatori Usa lo scorso anno, le scelte più o meno errate di collocazione nei palinsesti generalisti e la pluralità dell’offerta data da digitale e satellite abbiano messo sotto pressione un genere, quello delle serie tv appunto, che è tradizionalmente specchio delle generazioni alle quali si rivolge e, in quanto tale, destinato ad accompagnarne l’evoluzione è stato lampante durante questa stagione. Per provare a dare una risposta ai numerosi interrogativi che circondano l’andamento altalenante del formato, in termini di ascolti e popolarità, abbiamo chiamato in causa l’esperto italiano per eccellenza in materia: Leopoldo Damerini, fondatore con Fabrizio Margaria dell’Accademia dei Telefilm, autore del Dizionario dei Telefilm, mente pensante e organizzatrice del Telefilm Festival meneghino e di recente sugli scaffali delle librerie con La vita è un telefilm con Chiara Poli (Garzanti editore). In merito alle scarse soddisfazioni della stagione televisiva che si sta per concludere Leopoldo Damerini ha affermato che “lo scorso anno si è raggiunto il climax della presenza dei telefilm nei palinsesti generalisti, 22%. Quest’anno il dato è sceso al 20%, facendo registrare una flessione prevedibile se si pensa allo sciopero degli sceneggiatori e al ritorno in auge dei reality. Quello che preoccupa è la crisi di idee. Ci sono state poche novità. Perciò sono alte le aspettative per il prossimo anno, si dovrebbero vedere importanti novità, grandi sceneggiature, forti, con personaggi strutturati”.A proposito del calo degli ascolti degli ultimi mesi, ha tenuto a specificare che “con la bella stagione è normale. Sarebbe meglio posticipare l’uscita di alcuni titoli”. L’atmosfera estiva e la scarsa presenza dei giovani davanti al piccolo schermo potrebbe essere uno dei problemi, ha ipotizzato Damerini, incontrati da 90210, spin-off del cult degli anni ‘90 trasmesso da Raidue: “90210 è un ibrido fra la serie originale e Gossip Girl (Italia 1), riadatta un raccolto cult e riprende qualcosa anche da The O.C. Purtroppo non riprende molto da Dawson’s Creek, miglior teen drama degli ultimi anni a mio parere. Ha smarrito qualche spettatore a causa del passaggio al digitale di Raidue, che ha comportato lo perdita del 3% di share, e probabilmente sarebbe stato meglio lanciarlo in autunno”, ha affermato e alla richiesta di lumi sul flop di Gossip Girl, ha risposto: “G.G. è arrivato in Italia già ‘vecchio’. Racconta storie precedenti alla crisi economica, adolescenti che spendono e fanno shopping sfrenato. E’ troppo edonistico e irreale. I telefilm sono ancorati alla realtà, basta poco perché diventino vecchi e falliscano nell’intento di rappresentare la realtà circostante”.

E’ anche vero che “l’iPhone generation sa perfettamente cos’è Gossip Girl anche se non è andato bene in termini di auditel”, ha proseguito, facendo notare che “l’auditel premia un pubblico anziano”, un pubblico che non rispecchia lo spettatore medio dei telefilm. A contribuire alla fama extra-televisiva di Gossip Girl è stata indubbiamente la rete internet che “è positiva per l’utenza ma toglie spettatori alla tv. La vittima reale del web è tuttavia il mercato dei dvd, molti titoli non vengono più prodotti ed è concreto il rischio di veder scomparire i cofanetti”. E se il satellite “è positivo per la diffusione dei telefilm, ma ultimamente è diventato troppo dispersivo e ha perso la sua inclinazione a fidelizzare gli spettatori verso un determinato canale”, il digitale terrestre “garantisce continuità e ha raccolto l’eredità del satellite entrando nel metabolismo di chi ama i telefilm”. Tornando alla tv generalista, Leo Damerini ha elogiato le serate a tema proposte dai palinsesti nostrani (serata Doc, serata Sci-fi, ecc.): “E’ una tecnica vincente. Fa gioco alle reti che preservano il prodotto per l’intera stagione ed è interessante per il pubblico perché garantisce la presenza di un contenitore sempre uguale all’interno del quale si possono addirittura mutare i titoli”. Un titolo per la prossima stagione? Glee di Ryan Murphy, che potrebbe rappresentare l’eccellenza dal punto di vista qualitativo, e The Mentalist, vero simbolo della nuova stagione in quanto segna il ritorno definitivo all’indagine basata sull’intuizione.

Chi rischia il flop? Fringe, che si perde un po’ fra una puntata e l’altra. Questo non esclude tuttavia la possibilità che incontri i favori del pubblico. Glee debutterà mercoledì 16 settembre su Fox.

The Mentalist inizierà a settembre 2009 su Italia 1 ed è in onda in prima visione dal 28 aprile su Joy di Premium Gallery. Fringe, ideato dal creatore di Lost, è andato in onda su Steel dal 31 gennaio 2009 e debutterà nei prossimi mesi su Italia 1.
Vedi il promo di "Glee"

venerdì, luglio 03, 2009

GOSSIP - Diavolessa di una Mischa: si fa sbattere fuori da un locale di Londra per rientrare in un altro (era nella capitale per promuovere i saldi estivi dei magazzini Harrods: quale miglior spot...?)
Torniamo ad occuparci della suprema Mischa "cotiche" Barton, sempre prodiga di sussurri e gossip quando non deve girare film che in Italia non arrivano quasi mai (a dire il vero, neanche negli altri paesi, visto che escono direttamente in dvd). Tra un ciak e l'altro del suo prossimo ed attesissimo ritorno telefilmico dopo "The OC" - "The Beautiful Life" - la Mischissima ha fatto parlare di sè pochi giorni fa per essere stata sbattuta fuori dal locale londinese Whiskey Mist, nel district di Mayfair: nello specifico è stata cacciata dal bagno delle donne. Non si conosce il motivo, anche se le indiscrezioni navigano come la fantasia. Comunque siano andate le cose, la nostra non si è persa d'animo ed insieme all'inseparabile amichetta Harley Viera-Newton, si è fiondata con un maglioncino a righe bianche e nere degne de "Il Prigioniero" al Bungalow 8, dove è stata accolta a braccia aperte e bicchieri già ricolmi. L'attrice si trovava a Londra per fare da testimonial vivente (più o meno sobria) dei saldi estivi di Harrods, dove per comprare la cosa meno cara ci vuole un mutuo...
NEWS - E' arrivata l'ora di "Eleventh Hour", remake della serie GB in onda da domani su Steel
AGI) - Roma, 2 lug. - Steel (Premium Gallery sul DDT), la tv tutta azione e fantascienza, presenta in prima tv "Eleventh Hour", la nuova serie investigativa prodotta da Jerry Bruckeimer con Rufus Sewell. A partire dal 4 luglio, ogni sabato alle 21 con un doppio appuntamento arriveranno i 18 episodi della prima stagione che negli Stati Uniti ha debuttato il 9 ottobre 2008 con una media di 12 milioni di spettatori a puntata, attestandosi tra le nuove serie piu' viste dell'anno. "Eleventh Hour" segue le avventure del Dr. Jacob Hood, interpretato dall'attore britannico Sewell (gia' visto nei film "L'amore non va in vacanza", "La leggenda di Zorro", "L'illusionista"). Il Dr. Hood e' un ironico e brillante biofisico che lavora per il governo come consulente dell'Fbi investigando su casi scientifici estremamente particolari. Molto spesso il Dr. Hood e' l'ultima speranza per risolvere misteri che riguardano esperimenti scientifici sfuggiti al controllo dei laboratori o finiti nelle mani sbagliate. La sua curiosita' verso la scienza lo porta talvolta a perdere il contatto con la realta' e il senso del pericolo, mettendo cosi' a rischio la sua vita. Per questo motivo l'Fbi gli affianca l'agente speciale Rachel Young (l'attrice Marley Shelton, meglio nota per aver interpretato la dottoressa Dakota Block in "Deathproof" e "Planet Terror" di Tarantino/Rodriguez). Remake dell'omonima serie inglese del 2006 scritta da Stephen Gallagher e interpretata da Patrick Stewart (famoso attore britannico conosciuto al mondo di Sci Fi per aver interpretato il Capitano Jean-Luc Picard in "Star Trek the Next Generation"), "Eleventh Hour" esplora il delicato terreno degli abusi scientifici. La versione americana e' sceneggiata da Mick Davis, mentre il regista del pilot e' Danny Cannon, che ha gia' diretto il primo episodio di "Csi Las Vegas".

giovedì, luglio 02, 2009

NEWS - Ultima ora, presentati i palinsesti Mediaset. Su Italia 1 debuttano in autunno "Fringe" e "The Mentalist" e ritorna "ER" col primo Clooney
Presentati ieri sera (notte/alba) a Cologno Monzese i palinsesti delle Reti Mediaset in grande spolvero (e qualche spolverino). Su Italia 1, per l'autunno, sono state annunciate le nuove stagioni di "Grey's Anatomy", "Dexter", "CSI: Miami", "CSI: NY", "The Closer", "Saving Grace", "Life" e "Californication". Confermati/dichiarati i debutti di "Fringe" e "The Mentalist". Debutta in chiaro anche "Romanzo Criminale" e torna dopo il fresco addio su Raidue "ER", con le prime puntate Clooneyesque...
NEWS - Auditel, così è se vi pare. Secondo i pubblicitari è "un molok fondamentale" (ma anche se privilegia le fasce anziane che non comprano nulla...???)
Milano (Adnkronos) - "L'Auditel e' per noi un molok fondamentale, il miglior sistema di rilevazione degli ascolti al mondo. Chi non e' soddisfatto si rivolga alla societa' e affronti la questione". E' quanto risponde Lorenzo Sassoli de Bianchi, appena rieletto presidente dell'Upa (Utenti Pubblicità Associati), a chi gli ricordava le parole dei vertici della rete televisiva La7 che lamentavano un mancato riconoscimento della soglia del 3% di ascolti da parte dell'Auditel. "Che le audi siano pagate dai mezzi non e' una novita' -ha aggiunto il presidente durante la conferenza stampa di presentazionedei risultati dell'Upa nel primo semestre-, inoltre e' normale che quando i numeri sono molto bassi il dato percentuale oscilli con piu' facilita'. Ma sulla validita' del sistema di rilevazione non si discute: in Usa non sono ancora in grado di sapere quante teste sono davanti ad uno spot televisivo".

mercoledì, luglio 01, 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - La voglia di Jennifer: fate largo, la Garner si candida al ruolo di "Wonder Woman" al cinema
Milano, 29 giu.- (Adnkronos) - "Stanno ancora cercando la protagonista di Wonder Woman? Sarebbe fantastico! Se mi chiamassero, accetterei al volo". Lo ha dichiarato Jennifer Garner a 'Grazia', il settimanale diretto da Vera Montanari, in edicola oggi 30 giugno. L'attrice, sugli schermi il 3 luglio, con il film "La rivolta delle ex", e' consacrata regina degli action movies (da Alias a Daredevil, da Electra a The Kingdom), e dichiara: "Non voglio limitarmi e rimanere intrappolata in un unico genere. Cerco di spaziare un po': in questo lavoro non si puo' mai sapere... Amo le commedie romantiche, mi piace far vedere che al mondo c'e' ancora posto per l'innocenza, l'onesta' e la generosita', ma questo non vuol dire che io sia stufa di dare calci e pugni sul set". La Garner confida a 'Grazia' gli imminenti progetti lavorativi: "Dopo la Rivolta delle ex ci ho preso gusto e ho girato un'altra commedia molto divertente. Per ora il titolo e' The invention of Lying (L'invenzione di mentire, ndr) ma potrebbe cambiare. Ma nel frattempo naturalmente, non smettero' di sognare il costumino a stelle e strisce di Wonder Woman". Moglie dell'affascinante Ben Affleck, e madre di due bimbe (Violet 3 anni e Seraphine 6 mesi), dice del marito: "Se siamo ancora felicemente sposati, evidentemente non c'e' nulla da cambiare in lui".

martedì, giugno 30, 2009

NEWS - Un'estate...Supernatural. Raidue punta sui fratelli Winchester, Foxlife su Melinda (e su Hilary Duff)
(ANSA) - ROMA, 30 GIU - L'estate di Raidue e' sotto il segno delle serie tv in prima visione in chiaro con tre titoli amati dal pubblico della rete, "Brothers & Sisters" con la seconda stagione dal 9 luglio, "Lost" con la quarta serie dal 27 luglio e "Supernatural" col secondo ciclo di episodi dal 21 luglio. Family drama, partito in America sulla rete Abc con grande successo di pubblico (circa 13 milioni di telespettatori), dopo "Desperate Housewives" alla domenica sera, attualmente dieci milioni di fans seguono fedelmente le vicende dei Walker, definita a ragione l'attuale famiglia televisiva piu' famosa d'America. Nato dagli stessi creatori di un altro fortunato family, "Everwood", il serial ha avuto il merito di riportare in tv Sally Field, stella di Hollywood, che si era concessa alla fiction solo saltuariamente in "ER", nel ruolo di un'altra madre, quella di Abby, con evidenti disturbi mentali. La Field ha vinto nel 2007 un Emmy Award come migliore attrice protagonista in una serie drammatica. "Brothers & Sisters", oltre Calista Flockart gia' nota al pubblico televisivo, ha riunito altre stelle dei telefilm come Emily Van Camp (Everwood), Balthazar Getty (Alias e Streghe), Rachel Griffiths (Six Feet Under), e si avvia in America alla quarta stagione di messa in onda, dal prossimo settembre. Dietro quel successo c'e' un po' di "Alias", altra fortunata serie di Raidue, grazie al produttore, Ken Olin (che si e' ritagliato il ruolo del presunto padre di Rebecca), e anche a Ron Ritkfin (che interpreta Saul, il fratello bisessuale di Nora).


Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - Da domani ritorna la sensitiva Melinda (Jennifer Love Hewitt) protagonista di 'Ghost Whisperer', con gli ultimi 13 episodi della 4ª stagione solo su FoxLife (canale 112 di Sky), in onda ogni mercoledi' con doppio appuntamento alle 21.00 e alle 21.55 in prima visione assoluta in Italia. Nuovi misteri, effetti speciali ed una storia d'amore che supera la morte rendono i nuovi episodi della quarta stagione particolarmente attesi. La serie ha un ospite d'eccezione: la notissima attrice e pop star Hilary Duff, protagonista della serie "Lizzie McGuire" e dei film Una scatenata dozzina e "Material Girl", oltre che interprete di successi musicali come Come Clean e So Yesterday. Nella serie Hilary e' una vicina di casa di Eli (Jamie Kennedy), professore di psicologia e amico di Melinda con il suo stesso dono. Uno spirito la tormenta e solo Melinda puo' aiutarla a liberarsene, anche se la questione non e' cosi' facile come sembra. Intanto Melinda prova a consolidare il rapporto con Sam (David Conrad), reincarnazione di suo marito Jim, nella speranza che lui riacquisti la memoria e che il suo amore possa davvero vincere anche la morte. I due passano sempre piu' tempo insieme, mentre Melinda cerca di aiutare i fantasmi delle persone che come sempre hanno bisogno di lei. Ma costruire una relazione non e' facile anche a causa delle bugie che e' costretta a raccontargli a proposito del suo potere. Le cose vanno avanti cosi' fra alti e bassi, fino a quando un evento cambia radicalmente le cose fra loro: Melinda si trova nei guai, sta per morire, ma Sam la salva e finalmente qualcosa nella sua memoria si muove... 'Ghost Wisherer' ha registrato negli Usa una media di circa 10 milioni di spettatori a puntata ed e' stata gia' confermata dalla Cbs per una 5a stagione.

domenica, giugno 28, 2009

QUIZ - Chi è la Miss RestaFuori dei telefilm?
Ci sono i buttafuori, recentemente si è sviluppata anche la categoria dei buttadentro (in tempi di crisi mai così in auge), ma colei che appare in foto è la prima star a rischiare di essere eletta Miss RestaFuori dei telefilm. Non è chiaro se sia stata lasciata fuori di proposito, magari da un marito/fidanzato/amante che non la sopporta e che pensa che quella casa non è un albergo, che non può far sempre le 6 di mattina passando da un party all'altro (se non di peggio)...Oppure, magari, è soltanto una sbadatona che si è chiusa fuori da sola e ora piange sulle sue miserie (si fa per dire...). Comunque sia, che nessuno si allarmi sulla sua sorte: la borsa da 27 chili che s'è portata dietro, sebbene all'ultimissima moda, può contenere praticamente tutto l'arredamento di casa e si suppone abbia anche un reparto freezer per contenere almeno 4 bastoncini del Capitano Findus. Con i tacchi che si ritrova può anche, eventualmente, sfondare la porta a mò di ariete e smettere di disperarsi. A meno che il di lei struggimento non sorga dall'aver visto che non solo nessun fan le scrive più, che la cassetta delle lettere, oltre che essere vuota, sta per crollare a pezzi come lei...

sabato, giugno 27, 2009

QUIZ - Il tris formato dalle Miss Sch(iena), B-Side e Fucsia Quattrobraccia era...
Il Quiz uno e trino del 25 maggio scorso giunge alla sua soluzione con il sollievo di chi rimaneva tappato in casa o in ufficio per sapere il verdetto. Miss Sch(iena) era quella pazza sulla terrazza di Lindsay Lohan, che dopo aver intrapreso la relazione con la mascolina fidanzata deve avere un diavolo per capello. La Miss B-Side era Leighton Meester, che evidentemente faceva le prove generali del (presunto) video a luci rosse apparso in questi giorni in Internet. Infine la Miss Fucsia Quattrobraccia era Miley Cyrus, che oltre alle sue sapienti doti di intrattenitrice ha sviluppato il super-potere di duplicare i suoi arti (chissà come gioca a beach volley!!!). Complimenti agli indovinatori Gianluca, Flavia e Alex. A breve un nuovo entusiasmante Quiz, più fresco di un gelato Algida appena tirato fuori dal freezer.

venerdì, giugno 26, 2009

NEWS - Farrah, la ragazza dai capelli color miele: il ricordo di Pierangelo Sapegno su "La Stampa" di oggi
"Farah Fawcett è morta di cancro pochi giorni prima di sposare Ryan O’Neal, l’amore di tutta la sua vita, ma anche l’attore di un film che ha segnato un’epoca, Love Story. La realtà, ancora una volta, ha fregato la finzione, rendendo vuote, così inutili, le sue lacrime. In quella pellicola degli Anni 70, Ryan sposava la dolce Jennifer prima di vederla spegnersi per una leucemia. Ma la trama della vita ha raccontato una storia più crudele, stretta dagli scherzi del destino e dai nostri tempi, e svelata persino in diretta tivù, l’unico perverso legame che esiste davvero fra la finzione e la realtà. In quel documentario di 90 minuti, Farrah’s Story, così realistico da scandalizzare pure quelli che lo guardavano in lacrime, una telecamera seguì l’attrice dappertutto, nei gabinetti medici, fra referti e radiografie, e nel suo letto di dolore con il cancro al retto. L’occhio della tivù la guarda nei silenzi, o mentre parla, mentre fissa il cielo dalla finestra, sorride e si bagna di pianto, sussurrando: «So benissimo che tutti prima o poi muoiono. Ma io non voglio morire a causa di questa malattia». Seguendo quelle immagini, O’Neal aveva appena finito di rivelare a Barbara Walters, conduttrice dell’Abc, che questa volta finalmente avrebbe sposato Farrah, dopo una storia durata 29 anni, dopo una famiglia senza unione, dopo «un amore che non era mai finito». Lei era peggiorata. Ma lui disse: «Ho chiesto a Farah di sposarmi innumerevoli volte e adesso che sta combattendo per la propria vita, finalmente ha acconsentito. E lo faremo il più presto possibile, appena avrà la forza di dire sì. Anche se potrà solo annuire». Solo che non è finita come Love Story. Nella realtà, è arrivata prima la signora in nero. Anche se in quel documentario che tante polemiche aveva scatenato, Farah s’era aggrappata così fortemente alla vita da crederci ancora, da dirlo agli spettatori, cercando di vincere la sua paura. Si truccava gli occhi, pure quando andava a fare le terapie, e fissava con coraggio la sua amica Alana Stewart che la seguiva dappertutto con la videocamera. Un testamento, crudo e dolente. Aveva 62 anni. Era nata bene, Farah, figlia di un petroliere texano, cresciuta nelle scuole private cattoliche, prima di studiare all’Università del Texas. Un fotografo aveva spedito le sue immagini a un agente di Hollywood, David Mirisch, che era saltato sulla sedia: «Ma questa ragazza è già una star». E la sua vita sembrava davvero così in discesa che ebbe successo subito, al primo colpo, con la serie Charlie’s Angels. Poi vennero Sunborn, Saturn 3, The burning bed 2 e un altro sceneggiato famoso, Una povera ragazza ricca, ma per tutti restò sempre l’angelo biondo di Charlie’s Angels. Era un mito degli Anni Ottanta, un’attrice da un milione di dollari a film, una donna molto americana, che mangia poco, fa tanto sport, non beve e non fuma, come raccontava lei ai giornalisti, una figura sottile, i denti bianchissimi e i capelli color miele, un angelo biondo che aveva strappato un contratto da 20 milioni di dollari per legare il suo volto ai prodotti di bellezza, quella sua immagine di buona salute, di benessere made in Usa, tutto vitamine, sport, bicchieri di latte. Diceva che era stufa di recitare donne tormentate, disfatte da grandi dolori, provate da terribili esperienze. «Vorrei tanto interpretare un’oca giuliva», confessò una volta. Anche qui ci ha pensato la vita. Non ha avuto un’esistenza da commedia brillante. La storia con Ryan cominciò nell’80, e andò avanti tra alti e bassi, crisi e gelosie. Si separarono nel ‘97, ma ritornarono insieme quattro anni dopo, quando a O’Neal fu diagnosticata la leucemia. Anche quella volta sembrava il film di Love Story a parti invertite, perché Jennifer proprio per quel male aveva perso la vita. Farah tornò al suo fianco per stargli vicino e aiutarlo. Era il 2001. Ryan ce la fece. Da allora non si sono più lasciati. Nel 2006 era arrivato quest’altro cancro, molto più impietoso. Ryan lo sapeva e per questo aveva sognato il matrimonio. Diceva che lo voleva allegro, spensierato. Disse: «Abbiamo preparato tutto come un gioco. Io mi truccherò da gigolò. Vogliamo stare allegri». Disse così. Come se si potesse vincere, sul lato storto della vita.
NEWS - Farrah, se ne va l'ultima icona dell'All American Girl
(ANSA) - ROMA, 25 GIU - (di Giorgio Gosetti) E' facile dire oggi, 30 anni dopo il vertice del suo successo, che Farrah Fawcett - scomparsa oggi a 62 anni - e' stata un mito esemplare del sogno hollywoodiano e un'autentica icona generazionale, quella che negli anni '70 scopriva la cultura un po' plastificata della generazione pop. In realta' la vita di questa attrice-meteora nello star system rimase segnata drammaticamente dalla malattia (una forma cancerogena degenerata due volte) che ha segnato tutta la seconda parte della sua esistenza vedendola in prima linea, con coraggio e impegno civile, impegnata nelle attivita' di sostegno alla ricerca scientifica. Nata a Corpus Christi, Texas, il 2 febbraio 1947, aveva tutti i requisiti della tipica bellezza americana: misure da concorso, capelli biondi e sguardo chiaro, successo facile fin da quando i suoi compagni di scuola la votarono beautiful woman nei primi anni '60. Da li' il passo per piccole apparizioni televisive fu breve cosi' come il legame, nel 1968, con la star tv Lee Majors, ratificato in matrimonio cinque anni dopo. La sua fotografia in una vasca da bagno fece il giro d'America con un servizio da calendario venduto in piu' di oltre 8 milioni di copie. A questo exploit si deve il suo successo tv poiche' i produttori Spelling e Goldberg la scelsero per il ruolo di Jill Munroe nella serie delle Charlie's Angeles nel 1976. Un anno dopo lasciava pero' il set ritornandovi solo per una serie di fortunati episodi e nel 1980, ottenuto il divorzio, sposava Ryan O'Neal, con cui avrebbe vissuto per 17 anni dando alla luce Redmond e ottenendo una tardiva riconciliazione con la prima figlia del marito, l'attrice Tatum. Poi l'annuncio del matrimonio, dopo tanti anni, solo pochi giorni fa. In verita' i suoi film non sono molti e nemmeno di grande successo personale. Lavoro' con Stanley Donen (Saturn 3, del 1980), Alan Pakula (Ci penseremo domani, del 1988), James Orr, che fu anche suo compagno di vita (L'uomo di casa, del 1995), Robert Duvall (L'apostolo, del 1997). Le sue ultime apparizioni cinematografiche furono per Robert Altman (Il dottor T e le donne, del 2000) e Lance Riviera (The cookoud, del 2004). ''La ragione per cui i ragazzi americani - diceva con buona dose di autoironia - preferiscono la bellezza al cervello sta nel fatto che vedono meglio di quanto non pensino''. Di carattere generoso e aperto, profondamente legata fino all'ultimo a Ryan O'Neal, non ha mai voluto far mistero della sua malattia e si e' messa alle spalle bellezza, gioventu' e successo preferendo a tutto uno stile di vita da vera americana.

giovedì, giugno 25, 2009

NEWS - L'Angelo ha smesso di battere le ali. Farrah Fawcett lascia tutti noi Charlie più soli
E' morta Farrah Fawcett. L'attrice americana, 62 anni, era stata ricoverata in ospedale lunedì, in seguito all'aggravarsi delle sue condizioni di malata di cancro. Lo stesso giorno il marito Ryan O'Neal, 68 anni, aveva annunciato che Farrah Fawcett, diventata famosa grazie al telefilm «Charlie's Angels» e considerata una delle donne più sexy di Hollywood negli anni Settanta, aveva accettato di sposarlo. La coppia, tra alti e bassi, viveva insieme da oltre vent'anni e ha un figlio, Redmond, 24 anni. Recentemente, l'attrice è stata protagonista di un documentario trasmesso sul canale NBV dal titolo «Farrah's story», in cui ha raccontato in prima persona la sua lotta contro il cancro, scatenando molte polemiche. Le sue condizioni si erano aggravate nelle ultime ore: i suoi familiari e gli amici più stretti erano arrivati da poche ore all'ospedale di Los Angeles in cui era ricoverata per unirsi al suo compagno Ryan O'Neal che da due settimane la vegliava. Ammalata sin dal 2006, aveva realizzato un documentario per la Nbc sulla sua lotta per il cancro. La morte di Farrah Fawcett è avvenuta alle 9.28 di giovedì mattina (ora della California), ha confermato un portavoce dell'ospedale St John's Health Centre di Santa Monica, precisando che accanto a lei si erano riuniti, oltre a Ryan O'Neal, amici e familiari.
NEWS - Tu chiamala se vuoi risintonizzazione. Guerra per "Bande" al grido di "ricanalizzazione" dei canali tv: più che switch off, un casino degno di un fuck-off...
Articolo di Marco Mele per "Il Sole 24 Ore"
«Non abbiamo fatto in tempo a "mettere le mani" sul televisore e sul decoder per il passaggio al digitale, che bisogna rifare tutto da capo », dicono in molti nella capitale. Si tratta, per Roma, solo della vicinanza temporale di due cose diverse: da una parte, lo spegnimento delle trasmissioni analogiche di Rai2 e Rete4, appena avvenuta in parte del Lazio, non senza problemi. Dall'altra parte, il fenomeno misterioso si chiama, tecnicamente, «ricanalizzazione della banda III Vhf». Operazione, quest'ultima, che sarà compiuta a livello nazionale dal 22 al 30 giugno, cominciando dalla Basilicata per coprire in pochi giorni tutte le regioni. Premessa: la televisione, in analogico come in digitale, viene trasmessa in due bande di frequenza, il Vhf, appunto, e l'Uhf. Nella prima banda, il Vhf, l'Italia aveva un assetto che non era allineato a quello degli altri paesi europei. Il "riallineamento" è previsto dal nuovo Piano di ripartizione delle frequenze e, peraltro, ci viene imposto dal Piano digitale approvato nella Conferenza mondiale di Ginevra del giugno 2006. Il risultato di tale riallineamento all'Europa è la creazione di un nuovo canale su tutto il territorio nazionale. È il canale E8, destinato a Europa 7 in analogico e in digitale. Questo, senza che nessuno perda le sue attuali frequenze, anticipando un'operazione che andrà comunque compiuta, regione per regione, quando la televisione passerà tutta al digitale (il cosiddetto switch off), com'è già successo in Sardegna.«Si tratta di spostamenti contenuti - sottolinea Stefano Ciccotti, amministratore delegato di RaiWay, la controllata Rai che gestisce rete e impianti del servizio pubblico - e faremo tutto in modo coordinato in otto giorni, seguendo il Piano del ministero dello Sviluppo». La Rai è il principale utilizzatore della banda coinvolta, sulla quale trasmette soprattutto Rai1 e dovrà intervenire su 470 impianti. Vi sono poi in Banda III alcune emittenti private e trasmissioni sperimentali di radiofonia digitale. A queste ultime sarà riservato il canale E12, che si libererà però solo con gli switch off (entro il 2012 in tutta Italia) ma si tratta per il canale E13, attualmente assegnato ma non utilizzato dalla Difesa. Gli utenti interessati a tale operazione sono 14 milioni e 500mila: devono risintonizzare il televisore analogico per vedere Rai1 e le altre emittenti coinvolte. Solo a Pescara e a Bologna, dove la Rai trasmette parte della sua offerta digitale nella banda interessata, bisognerà risintonizzare il decoder digitale (la ricerca o la scansione canali, a seconda del modello), oltre al tv color analogico, a eccezione della Sardegna. I costi economici sono contenuti: «Potevamo spendere sino a otto milioni - commenta Ciccotti - ma ne spenderemo la metà». Non sono quantificabili, invece, i costi per l'utenza perché non proprio tutti sanno risintonizzare decoder e televisori. Il presidente del Corecom Lazio Francesco Soro, infine, diffida la Rai dall'adottare un numero a pagamento, un 199, per informare i suoi abbonati.

martedì, giugno 23, 2009



NEWS - Ultima ora, spunta un annunciato "sex tape" di Leighton Meester! Ma è davvero lei???
Clamorosissimo al Cibalissimo! Su Internet è comparso (in vendita) un annunciato (presunto) "sex tape" con protagonista Leighton Meester, interprete di Blair in "Gossip Girl". Ma è davvero lei? Dalle foto non si capisce tantissimo, tuttavia ad una prima occhiata il labbro leporino della signorina del video sembra più accentuato di quello di Leighton. Altro dettaglio sospetto: la collanina da vu cumprà di Corso Buenos Aires a Milano, per niente degna di una "gossip girl" alla moda qual è Leighton. Bufala bella e buona (alias, un fake)? Ci vorrebbe Grissom per fare chiarezza assoluta. Strano tuttavia che dallo staff dell'attrice ci si sia al momento limitati ad un "no comment"...Meester(o)!
NEWS - Ultima ora, this is a real "Love Story"! Farrah Fawcett di nuovo ricoverata, Ryan O'Neal vuole sposarla: è la storia più romantica (e tragica) dell'anno, degna di "Nip/Tuck"...(anche per i trascorsi)
(AGI) - Los Angeles, 23 giu. - Nuovo ricovero in ospedale per Farrah Fawcett, poche ore dopo l'annuncio che la sessantaduenne attrice gravemente malata di cancro si sposera' con il suo compagno Ryan O'Neal. Una fonte vicina alla protagonista di "Charlie's Angeles" ha riferito alla rivista "People" che le sue condizioni non sono buone. O'Neal ha fatto sapere di esser pronto a sposare la Fawcett, che ha definito "l'amore della mia vita", non appena il suo stato di salute lo consentira'. Si tratterebbe di una riedizione del famoso film "Love story", in cui lo stesso O'Neal interpretava un giovane di buona famiglia che riesce a sposare la sua amata Jennifer, poco prima che alla donna sia diagnosticata una leucemia fulminante. La storia tra O'Neal e la Fawcett, tra alti e bassi, continua da oltre vent'anni e la coppia ha un figlio, Redmond, 24 anni, che attualmente si trova in riabilitazione per violazione della liberta' vigilata per possesso di droga. Non e' la prima volta che O'Neal chiede la mano alla sua compagna, ma adesso la Fawcett sembra aver capitolato. Secondo indiscrezioni, i due attori avevano gia' provato a legalizzare la loro unione in Germania, dove la Fawcett si era trasferita per curarsi, ma un improvviso peggioramento delle sue condizioni aveva costretto la coppia a rimandare il matrimonio. L'attrice, diventata famosa per il telefilm "Charlie's Angels", e' molto provata dalla malattia: sta perdendo i capelli e, quando non e' in ospedale, trascorre le sue giornate a letto e puo' ricevere raramente la visita delle amiche piu' intime, come le colleghe Kate Jackson e Jaclyn Smith, gli altri due "angeli" della serie tv. Recentemente, e' stata protagonista di un documentario trasmesso sul canale NBV dal titolo "Farrah's story", in cui ha raccontato in prima persona la sua lotta contro il cancro, scatenando molte polemiche. In passato Ryan O'Neal, 68 anni, e' risucito a sconfiggere una leucemia.

domenica, giugno 21, 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Porno-remake, un toccasana per i telefilm di cul(t)
La fine che fa "Sottiletta" Cunningham è tutta nel suo soprannome. Ma il colpo di scena è che finisce tra Ralph e Potsie, la coppia di amici più sfigati dell'immaginario seriale, roba che non battevano chiodo manco se finivano rinchiusi da Arnold's con una decina di ragazze per tutta la notte. Eppure "This ain't Happy Days XXX" è già un culto e ha sdoganato i telefilm classici nell'industria pornografica, fino ad oggi più attenta ai remake di pellicole sbanca-botteghini che ai rifacimenti seriali. Basta dare un'occhiata alla sigla su YouTube, già scaricatissima, per accorgersi dell'inedita cura con cui sono stati scelti gli attori (quasi tutti rassomiglianti agli originali), all'impiego di ambientazioni-fotocopia rispetto alla Milwaukee dei Cunningham, di sceneggiature piuttosto fedeli, perlomeno fino a quando si rimane coi vestiti indosso, a quelle degli anni '70. Il regista del film (Axel Braun, italiano dal nome esotico, figlio d’arte di Lasse, pioniere delle luci rosse) ha puntato a una meticolosità degna delle più grandi pellicole mainstream. Il rosso Ralph ad esempio, interpretato da Jack Lawrence, è uguale all’originale; il padre di Richie, Howard Cunningham, è la controfigura di Tom Bosley grazie al volto di James Bartholet; Raquel Devine dà vita a una mamma Cunningham dalle voglie represse. Tra i reclutati forse è proprio Fonzie, qui l’energumeno Tommy Gunn (dove Gunn è il soprannome affibiatogli per la sua "pistola"), uno dei più improbabili, mentre la nota Missy Stone ammicca maliziosa come «sottiletta» Cunningham. E che il mondo del porno strizzi l'occhiolino alla galassia dei telefilm è ormai evidente con l'uscita del remake hard di "Star Trek" a pochi giorni dall'uscita mondiale dell'undicesimo cine-capitolo firmato da JJ Abrams. "This ain't Star Trek XXX", prodotto anch'esso - come "Happy Days" - dalla Hustler di Larry Flynt, si permette addirittura di rileggere la leggenda de "L'Ira di Khan", al centro della seconda traduzione su grande schermo della serie tv. Il porno-equipaggio dell'Enterprise è del tutto simile all'originale (Sulu su tutti), mentre gli effetti speciali fanno il paio con quelli della serie classica (ricostruirli oggi deve essere stato una bazzecola). Nel cast spicca la magnifica Sasha Grey, nuova musa di Steven Soderbergh che l’ha scelta come protagonista di "The Girlfriend Experience". Nel frattempo la prolifica Hustler ha già dato alle stampe a marzo il rifacimento di "Tre cuori in affitto": scommettiamo che Jack Tripper, interpretato per l'occasione da Van Damage, se la spassa con le due coinquiline, a turno o insieme che sia? Anche in quest'occasione la ricostruzione rasenta la perfezione e sfiora il feticismo (si noti lo stereo e l'edera sullo stipite alle spalle del divano del tris di protagonisti: sono collocati perfettamente nella medesima posizione della sit-com originale). Nel cast bussano alla porta anche due mostri sacri del genere come Ron Jeremy e Nina Hartley. A proposito di "Mostri", anche la serie omonima anni '60 nata come risposta alla "Famiglia Addams" ha conosciuto la sua declinazione naked, con tanto di sigla-pulp che farebbe la gioia di Tarantino. Se la versione hot de "L’isola di Gilligan", serie popolarissima negli Usa su sette naufraghi su un’isola del Pacifico, da qualcuno indicata come un "Lost" ante-litteram, vede i sopravvissuti più assetati di sesso che di acqua, la vera sorpresa nei remake-hard è "La Famiglia Partridge", storia di una famiglia canterina in giro per gli States che si rivela, più che un tour musicale, un tour de force degno del Kamasutra. In un mercato sempre più dinamico come quello dei telefilm anche la rilettura accurata e sistematica dei cult in versione porno è in fondo una dichiarazione (o un'erezione) d'amore verso un genere che il cinema, al contrario, nei suoi improbabili rifacimenti-blockbuster, ha rimaneggiato, tradito e, diciamolo pure, oltraggiato. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Giugno)

Vedi i promo (light) delle versioni hard di

TRE CUORI IN AFFITTO


I MOSTRI


L'ISOLA DI GILLIGAN


LA FAMIGLIA PARTRIDGE


HAPPY DAYS


STAR TREK

venerdì, giugno 19, 2009

NEWS - Avanti (e indietro), marsh! Da settembre al via "Flash Forward", il nuovo "Lost" (così è se vi pare)
(di Fracesca Scorcucchi) (ANSA) LOS ANGELES -- In molti l'hanno paragonata al nuovo 'Lost' per via del colpi di scena e dei salti temporali, e in molti scommettono sul suo successo: 'Flash Forward', la nuova serie televisiva prodotta da ABC, andra' in onda dal prossimo settembre negli Stati Uniti e in Italia da ottobre su Fox, canale 110 di SKY. Ieri e' stato presentato a Los Angeles il pilot. Volutamente mostrato sul grande schermo dal regista e produttore David Goyer ('The Dark Knight') e da Marc Guggenheim ('Eli Stone', 'Brothers and Sisters'), produttore esecutivo, il primo episodio della serie vede protagonista Joseph Fiennes ('Shakespeare in love') nei panni di un poliziotto coinvolto in uno spettacolare incidente stradale. Uscito indenne dalla macchina distrutta l'uomo si accorge che non si e' trattato di un incidente ma di una perdita di conoscenza, durata 2 minuti e 16 secondi, che non ha riguardato solo lui ma tutta la popolazione mondiale. Durante lo svenimento tutti hanno avuto visioni di cosa accadra' loro sei mesi dopo, il 29 aprile del 2010. La serie tv si sviluppera' fra i flash in avanti dei protagonisti (fra gli altri anche John Cho, Sonya Walzer, la Penelope di 'Lost', e il creatore del cartone animato 'Family Guy', Seth MacFarlane). Piacevoli o spiacevoli che siano, questi flash porteranno a una ricorrente domanda: e' possibile modificare il corso del futuro una volta che lo si conosce? ''La comparazione con Lost ci inorgoglisce, ma al contrario di cosa accade nel telefilm di JJ Abrams, - hanno spiegano David Goyer e Marc Guggenheim - non occorrera' attendere la fine della serie per avere le risposte alle domande che lo sviluppo della trama creera'. Al termine di ogni stagione tutti i flash in avanti del protagonisti verranno spiegati''. Il regista Goyer ha fatto sapere poi che sono state programmate almeno tre stagioni, che diventeranno sei se lo show avra' successo. Un'altra caratteristica che distingue "Flash Forward" da serie televisive del passato e' la globalita' dell'evento. ''Al contrario di cosa accade solitamente, dove a Wisteria Lane puoi fare abitare solo un numero limitato di persone - dice Guggenheim, riferendosi ad un altro successo televisivo, "Desperate Housewives" - noi abbiamo potenzialmente 6 miliardi e mezzo di personaggi che potrebbero essere pratagonisti, giacche' il fenomeno che raccontiamo e' globale. Alcuni episodi verranno ambientati in varie parti del mondo. Non siamo ancora sicuri di voler impiegare star locali quando succedera'. Il timore e' che distolgano l'attenzione dalla trama''. Difficile dare una definizione di genere a "Flash Forward": ''Non e' un poliziesco, non e' una serie medica, quello che promettiamo - conclude il regista - e' solo che la serie offrira' sorprese e sovvertira' le aspettative del telespettatore''.

giovedì, giugno 18, 2009

NEWS - Spoilerissimo! La seconda stagione di "True Blood" si apre con una scena di sesso hot-cult (e gli ascolti volano...)
La seconda stagione del vamp-cult "True Blood" si apre, nel primo episodio, con una scena davvero hot. Non è certo un caso che il debutto del secondo ciclo abbia fatto volare HBO: la serie di Alan Ball ha toccato infatti 3.7 milioni di spettatori, registrando un + 157% rispetto alla premiere dell'anno scorso.
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Will Smith (ri)porta "Karate Kid" al cinema (a quando il remake de "Il ragazzo dal kimono d'oro"?)
(ANSA) - LOS ANGELES - Gli anni '80 rivivono anche nel cinema oltre che nella moda. Will Smith e' alle prese con il reboot (film, videogioco... appositamente sviluppato per rilanciare qualcosa verso cui il pubblico ha perso interesse, ndr) del film "Karate Kid". Ha affidato la sceneggiatura a Steve Conrad, gia' suo collaboratore in "La ricerca della felicita'" e autore per Nicholas Cage di "The Weather Man". Conrad ha rimpiazzato Chris Murphy, originariamente chiamato alla stesura del nuovo progetto firmato Smith. Nel cast anche Jackie Chan nel ruolo del Maestro Miyagi, ora trasformato in Maestro Han, alla regia Harald Zwart, conosciuto per "La pantera rosa 2" e "Agente Cody Banks". I panni di Daniel LaRusso li vestira' Jaden Smith, figlio di Will Smith, 11 anni ma gia' premiato agli MTV Movie Awards come Performance Rivelazione del 2007 con "La ricerca della felicita'". Il titolo del remake e' ancora sconosciuto ma l'uscita del film e' prevista per il 2010. (Nella foto: Will Smith, più che la cintura nera, di nero indossa una bandana berlusconizzata e un panta-collant button-down...)

mercoledì, giugno 17, 2009

NEWS/GOSSIP - Belen, che notizie! La Rodriguez ingaggiata da Valsecchi per la serie "Famiglia Italiana"; Megan Fox smolla BA Green ("Beverly Hills") e fila con LaBeouf (è il marketing, bellezza!)
(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Fuori dal cinepanettone di De Laurentiis, Belen Rodriguez non rimarra' disoccupata. Oltre a Sarabanda, in onda su Canale 5 con Teo Mammuccari, e' nel cast di "Famiglia Italiana", una serie in otto puntate prodotta da Pietro Valsecchi per Mediaset. ''E' ancora in preparazione, sara' una commedia corale, ma il cast non e' ancora chiuso'', dice all'ANSA il produttore che pero' conferma la presenza della bella showgirl argentina lanciata da Raidue nell'"Isola dei famosi" e poi protagonista a Canale 5 di "Scherzi a parte".

(ANSA) - Megan Fox sara' il sogno di tutti gli uomini, come confermano i sondaggi in cui viene votata star piu' sexy, ma ha paura di non riuscire a incontrare la persona giusta. Dopo la fine del suo rapporto con Brian Austin Green, che si e' trascinato con alti e bassi per tutto lo scorso anno e dopo che i due si erano gia' lasciati una volta, l'interprete di "Transformers" ha confermato di essere ufficialmente single: ''Mi mette ansia, essere sola fa paura. Il mio prossimo fidanzato deve essere onesto e divertente''. Due aggettivi che forse si possono adattare al suo collega sul set Shia LaBeouf, che ha iniziato a nove anni come comico. L'attore ha confessato che non avrebbe problemi a uscire con lei: ''E' bellissima e interessante''. I due sono stati visti piu' volte insieme anche dopo la fine delle riprese.

martedì, giugno 16, 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani ed esteri

CORRIERE DELLA SERA
I telefilm faticano sulla tv generalista
"Una miniera d' oro sprecata: c' è stato un momento nel quale la grande serialità americana sembrava aver contagiato gli italiani, erano i tempi dei grandi ascolti di «Dr House», o della prima stagione del raffinatissimo «Lost». Oggi la situazione pare cambiata, e i telefilm sono in ribasso sulla tv generalista. È vero che lo sciopero degli sceneggiatori ha pesato e che dagli States non sono arrivate novità sconvolgenti, ma è anche vero che le «serate tematiche» organizzate da Raidue o Italia 1 non hanno dato i risultati sperati. Cosa è accaduto? La scorsa settimana la generalista ha proposto diversi «debutti», tutti non proprio di successo. Lunedì ci ha provato Raidue, col teen-drama «90210», che richiamava alla memoria dei nostalgici il mitico «Beverly Hills». Non è facile lanciare un nuovo teen-drama, perché quello giovane è il pubblico più difficile: hanno risposto all' appello 1.489.000 spettatori, per uno share del 6,6%. Il giorno dopo Italia 1 ha confezionato una sera «a tutta serialità», con «Eli Stone» (poco più di 2 milioni di spettatori, 8,3%) e «Chuck» (1.339.000 spettatori per il primo episodio, 8,2%). L' audience della serialità ha caratteristiche precise, è un pubblico tendenzialmente giovane, con buoni livelli d' istruzione. È il pubblico più attratto da altre forme di «prima visione»: sui canali Fox, su quelli Mediaset Premium e anche attraverso il downloading illegale. Almeno per questo genere, e per questo pubblico, la tv generalista non esiste, o quasi". (Aldo Grasso, 15.06.2009)

lunedì, giugno 15, 2009

NEWS - Fermi tutti! Ma quale suicidio o tiro alla fune del c....: Carradine non si è tolto la vita (qualcun'altro/a nella stanza? Non ci vuole Colombo per chiedere al concierge...)
(ANSA-REUTERS) - LOS ANGELES - Si infittisce il mistero sulla morte di David Carradine, il 72/enne attore che una settimana fa e' stato trovato nudo e impiccato nella sua stanza d'albergo a Bangkok: un patologo forense che su richiesta della ha eseguito una seconda autopsia ha escluso che possa trattarsi di suicidio. ''Ci sono diversi elementi che portano a una simile conclusione ma non posso essere piu' specifico, devo valutare anche tutte le informazioni che ancora attendo dalla Thailandia'', ha detto all'agenzia Reuters il dottor Michael Baden. La famiglia non ha mai creduto che il loro congiunto possa essersi tolto la vita o che possa essere stato vittima di un gioco autoerotico ad alto rischio finito male ed ha chiesto l'intervento dell'Fbi. (Nella foto: Carradine indica uno dei possibili sospettati...)

GOSSIP - Il ritorno della sexyssima Eva Longoria (a Tony Parker cosi è se gli pare...)
Era da un pò di tempo che Eva Longoria di "DH" non si mostrava nelle vesti sexy che l'hanno resa famosa, soprattutto dopo il matrimonio con lo spilungone cestista Tony Parker. Ma ora Eva ha deciso di riaffermare la sua sensualità latina sulle pagine dell'edizione messicana di "GQ". Tra corde, frustini e scarpe fetish, che dirà il geloso Parker? Nulla pare, altrimenti Eva lo appende al...cesto. In famiglia i pantaloni li porta lei, lui i pantaloncini.

sabato, giugno 13, 2009

NEWS - Spoiler o non spoiler? Le anticipazioni su "Dr. House" aprono il dibattito a cavallo tra promozione e salvaguardia dei finali
Spoiler o non spoiler, questo è il problema. Se sia più giusto quello che scrive Aldo Grasso sul “Corriere della Sera” di ieri a proposito del clamoroso spoiler sulle nuove puntate di “Dr.House” apparso su agenzie di stampa e giornali (Telefilm Cult, non a caso, ha pubblicato l’Ansa dalla quale sono partiti gli spoiler sotto accusa, a mò di cronologia del “misfatto”). “Colpa di un ufficio stampa, o forse colpa di qualche sito birichino – scrive Grasso - certamente colpa della scarsa cultura di cui gode in Italia la serialità, sta di fatto che la centesima puntata del ‘Dr. House’ è stata rovinata da un clamoroso caso di spoiler. Molti giornali, infatti, hanno rivelato nei dettagli come andrà a finire la quinta stagione del medical drama. Cosa che non si fa mai, per nessuna ragione. E’ vero che ormai in molti scaricano da internet le puntate in onda in America (e che sul web si trova di tutto) ma è convenzione non rivelare mai il finale di una serie. Salvo che in Italia”. Il ragionamento di Grasso non fa una grinza. Ma con un “ma”. Pur non c’entrando nulla sul caso in questione, ho avuto modo di bazzicare gli uffici stampa di ogni settore televisivo – dall’informazione ai Tg, dagli show di prima, seconda, terza e quarta serata ai programmi musicali, dal cinema alla fiction, dalle serie tv ai cartoni animati – e posso senz’altro affermare che i telefilm sono il genere televisivo più difficile da promuovere sui giornali. Tanto per dire, non si può contare sui protagonisti per le interviste (salvo rare eccezioni), ancor meno sui produttori, gli sceneggiatori, gli ideatori…Per i giornali, è spesso più interessante il lato B di Belen Rodriguez o il rinnovo di un contratto Rai/Mediaset di un personaggio televisivo che una notizia “telefilmica”. Faccio un esempio: qualche settimana fa è uscita (sempre sull’Ansa, ripresa su questo blog) l’intervista con la quale Anthony LaPaglia manifestava tutta la sua delusione per la cancellazione di “Senza Traccia”, uno sfogo alquanto inconsueto che nessun giornale ha pubblicato. Quante copertine di settimanali sono state dedicate ai telefilm quest’anno? Si contano sulle dita di una mano. Anni fa, quando ancora non esisteva il termine spoiler (o muoveva i primi passi), si cercava di creare “eventi” attorno alle serie tv, personalmente puntando su tappe storiche del genere (i temi sociali al centro di “Beverly Hills”, la prima volta che un protagonista telefilmico moriva, in “Xena”; la puntata-musical di “Buffy”; il primo bacio omosex in “Melrose Place”…). Il primo caso di spoiler ante-litteram, forse, è stato l’annuncio del bacio tra Mulder e Scully in “X-Files”, ma senza rivelare i particolari del caso (in realtà Mulder non era lui…), lasciando allo spettatore il gusto di scoprirlo. Tempo fa per lanciare una nuova stagione di “Dawson’s Creek”, intitolai il comunicato “un matrimonio e un funerale”, senza rivelare chi fosse a salire all’altare e chi a dipartire. Oggi ho l’impressione che nella virata sempre più gossippara dei quotidiani, i dettagli (gli spoiler) siano la condicio sine qua non per aggiudicarsi gli articoli. Spiace dirlo, ma è così. Non che sia il massimo, sia chiaro. Per tutti gli amanti dei telefilm, il finale non svelato è sacro. Però è un dato di fatto che ultimamente si tenti di alzare l’asticella di una promozione che nella filiera del buon esito di una serie tv risulta fondamentale. Nel caso di “Dr. House”, dubito che i giornali avrebbero scritto qualcosa sulla nuova stagione senza gli odiati spoiler. Viene da chiedersi se sia giusto rinunciare ad una promozione che talvolta determina – soprattutto nella tv generalista – il mantenimento in palinsesto (se il pubblico non sa che va in onda la serie, non la guarda, perciò viene spostata o cancellata…). Oppure se sia il caso, piuttosto, di trovare altre forme di promozione meno “invasive”. Magari sensibilizzando l’opinione pubblica e i giornali con operazioni ad hoc (in questo senso è nato il Telefilm Festival). C’è anche da considerare che rispetto ad alcuni anni fa il popolo dei telefilm, grazie soprattutto a Internet e all’uscita del “Dizionario dei Telefilm”, si è compattato, un pueblo unido che televisivamente parlando è il più attento e dinamico che possa esserci. E che per questo merita rispetto. Anche a costo di rinunciare a qualche articolo di giornale in più? Il dibattito è aperto: dite la vostra…

giovedì, giugno 11, 2009

NEWS - Spoilerissimo! Un matrimonio e un funerale per "Dr. House" che impazzisce...(da stasera su JOI)
(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Un matrimonio, quello tra Chase (Jesse Spencer) e Cameron (Jennifer Morrison); un funerale, con il suicidio del dottor Lawrence Kutner (Kal Penn); ma soprattutto lo smarrimento di House che, a colpi di manie autodistruttive, finisce con il perdere la testa. Si preannuncia un epilogo shock per gli episodi inediti della quinta stagione di "Dr House", al via dall'11 giugno in prima serata su Joi, canale digitale terrestre dell'offerta Mediaset Premium. Proprio l'11 giugno la serie tocca quota 100, da quando ha debuttato nel 2004, e lo stesso giorno Hugh Laurie, l'attore che da' il volto al burbero medico claudicante, compie 50 anni. Nel centesimo episodio, dal titolo "Il bene piu' grande" (The Greater Good), non ci sono colpi di scena particolari ma, come spesso accade nei copioni di House, si sciolgono alcuni nodi importanti: finalmente Wilson (Robert Sean Leonard) comincia a superare la morte della fidanzata Amber; Foreman (Omar Epps), per amore di Tredici (Olivia Wilde), mette a rischio la sua carriera sottoponendola a sua insaputa ad una terapia sperimentale e molto pericolosa; la dottoressa Cuddy (Lisa Edelstein) ritrova l'equilibrio tra lavoro e maternita'. Negli Stati Uniti i festeggiamenti si sono svolti ai primi di febbraio con il taglio della torta sul set e una serata da tappeto rosso per la proiezione in esclusiva della puntata. A Hugh Laurie il ruolo del padrone di casa: l'attore, che brandiva un bisturi al posto del coltello, ha servito le fette di dolce su bacinelle reniformi da sala operatoria. Tutto il cast si e' presentato alla proiezione della centesima puntata indossando una maglietta con la scritta 'La normalita' e' sopravvalutata (Normal's Overrated)': la t-shirt e' stata commercializzata e i proventi sono stati devoluti all'associazione Nami (National alliance on mental illness) che si occupa di salute mentale. Ma sara' soprattutto il gran finale a spiazzare il fan del medical drama, con lo smarrimento di House che dovra' ricoverarsi in clinica per farsi curare. La serie, comunque, durera' ancora a lungo: Laurie ha firmato a inizio stagione con la Fox un contratto da 9 milioni di dollari l'anno, un accordo che portera' nelle tasche dell'attore 400 mila dollari a episodio (meglio di lui solo William Petersen, il Grissom di "CSI", con 600 mila dollari a puntata) e garantira' vita a Dr House almeno fino al 2011-2012.

mercoledì, giugno 10, 2009

NEWS - De Carradinerum natura. Scelto nuovo patologo per una seconda autopsia a Carradine (che non sia morto???)
Da "La Stampa" - Sarà Michael Baden, uno dei patologi più famosi in Usa, a fare la 2ª autopsia su David Carradine. Baden partecipò alle indagini sui decessi di John Belushi e Ann Nicole Smith. (n.d.r.: annamo bene...)
NEWS - Habemus! Accordo raggiunto tra attori e produttori sulle percentuali delle vendite Dvd di telefilm
(Ansa) - E' stato raggiunto un accordo tra la Sag, il sindacato degli attori, e quello dei produttori dopo un anno dalla scadenza del contratto e una minaccia di sciopero. Il 78 per cento ha votato a favore del patto, che durera' due anni. Il presidente della Sag, David White, ha detto che questo contratto mette gli attori in una posizione forte, mentre viene preparato il nuovo round di trattative che si svolgeranno nel 2011. Gli aumenti di stipendio per gli attori, che lottavano per avere percentuali sulla vendita dei dvd e sulla visione di film e telefilm su Internet, ammonterebbero a piu' di cento milioni di dollari. Gli attori si erano divisi nei due sindacati che li rappresentano, la Sag e l'Aftra, che aveva gia' trovato un accordo l'anno scorso. La maggioranza dei pezzi grossi di Hollywood, pero', era contraria a un nuovo sciopero dopo che, tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008, l'industria del cinema era stata sconvolta da quello degli sceneggiatori, rappresentati dalla Wga, costato miliardi di dollari di danni.
NEWS - Achtung, compagni! Dopo Italia 1 al via Italia 2 (o meglio 2.0, vista la generazione alla quale si rivolge...)
Roma, 10 giu. - (Adnkronos) - "Entro l'inizio del 2010 dovrebbe partire Italia 2" che andrebbe ad arricchire l'offerta gratuita di Mediaset sul digitale terrestre. Lo annuncia il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri in occasione della presentazione dei 'Mediaset Days', la due giorni di promozione del digitale organizzata da Mediaset che si terra' sabato 13 e domenica 14 a piazza del Popolo a Roma e alla vigilia dello switch over nel Lazio che scattera' il 16 giugno. Secondo le intenzioni dell'azienda, Italia 2 sara' una rete destinata ai teenager (ragazzi di eta' compresa tra i 12 e i 20 anni), quindi con un target ristretto, a meta' strada tra il pubblico di Boing (il canale per bambini) e quello di Italia 1 (destinato a un pubblico che va dai 18 ai 35 anni) .
NEWS - Ci mancava! Ku Fu, dall'aldilà con furore. A uccidere Carradine è stato lo spirito di Bruce Lee...(il gioco di chi la spara più grossa continua...)
Articolo di Massimo Morello su "Il Foglio"
"Il fantasma di Bruce Lee è indiziato dell'assassinio di David Carradine. E' l'ipotesi di un "maaw phi", un esorcista, del talad Tha Phra Chan, il mercato degli amuleti di Bangkok. L'attore americano David Carradine, 72 anni, noto soprattutto per il ruolo di Bill, nei due episodi di "Kill Bill" (2003 e 2004) di Quentin Tarantino, è stato trovato morto nella suite 352 del Park Nai Lert hotel di Bangkok alle 11 del mattino di giovedì 4 luglio. Secondo la polizia il decesso risale ad almeno dodici ore prima. L'ispettore Worapong Siewpreecha ha comunicato che la causa della morte potrebbe essere un gioco autoerotico. Considerando che a cinque minuti di taxi da quell'albergo si raggiunge uno dei più noti quartieri a luci rosse della Città degli Angeli, quello di Nana, dov'è possibile soddisfare ogni fantasia, la scelta di Carradine appare bizzarra. Ma nella suite non sono stati trovati segni che facciano supporre una colluttazione o la presenza di altri esseri umani, mentre l'ipotesi del suicidio appare improbabile proprio per la complessità della tecnica di corde utilizzate. Quindi potrebbe avere ragione il maaw phi (letteralmente il cacciatore di fantasmi): Carradine potrebbe essere stato indotto a compiere quel gesto da un phi, uno spirito. Nel qual caso il fantasma di Bruce Lee è tra i maggiori indiziati. Bruce Lee, icona dei film di arti marziali, morto in circostanze misteriose nel luglio del 1973 a Hong Kong, aveva un ottimo motivo per vendicarsi di Carradine. Era stato lui, infatti, a essere scelto per un ruolo che Lee riteneva suo: quello di Kwai Chang Caine nella serie tv degli anni Settanta "Kung Fu". Carradine interpretava un sangue misto cinese educato nel monastero di Shaolin, l'origine di tutte le arti marziali, che si era rifugiato nel west per sfuggire a un complotto. Da allora, oltre film d'autore quali "L'uovo del Serpente" di Ingmar Bergman (1977), ha interpretato soprattutto film in cui metteva in pratica le sue conoscenze marziali. Rispetto al monaco Kwai Chang Caine, tuttavia, era spesso schierato con le forze del Male, come accade in "Kill Bill". Nel frattempo era anche diventato un cultore di discipline quali il Tai Qi Quan, la boxe delle ombre, o il Qi Gong, l'arte della respirazione. Forse è stata proprio la conoscenza di tali tecniche che, anche in questo caso, lo ha indotto a praticarne il lato oscuro. La sua morte, dunque, si presta a interpretazioni esoteriche. Che sembrano confermate da inquietanti coincidenze. Carradine, infatti, era arrivato a Bangkok pochi giorni prima per girare alcune scene di un nuovo film, "Stretch". Tradotto letteralmente significa tendere, allungare. In senso figurato indica un abuso, un eccesso. La sua vicenda sembra lo specchio delle luci e delle ombre che compongono la storia di Shaolin, il monastero della foresta di Mon Song, una delle montagne sacre della Cina, circa settanta chilometri da Luoyang, capoluogo della provincia dell'Henan. Fu in quel monastero che nel 527 concluse il suo cammino il monaco indiano Bodhidharma, padre della scuola Ch'an, più nota col nome giapponese Zen. Stando alla leggenda fu lui a comporre in una trama di corpo e spirito le arcane discipline del combattimento a mani nude che avrebbe svelato ai suoi discepoli. La storia racconta che nel 630 i monaci di Shaolin salvarono dal pericolo dei mongoli il trono dell'imperatore Tai Tsung. Nei secoli successivi la loro fama si diffuse in Cina, tanto che le società segrete cinesi come la Tiandhihui - che a sua volta avrebbe generato le Triadi - vantavano una specie di discendenza spirituale dai monaci Shaolin. Nella loro pratica buddista questi furono perseguitati dal governo della Repubblica popolare. Coloro che reggevano le fila delle Triadi, specie a Hong Kong, furono e sono, sia pure in modo occulto, sostenuti. Negli ultimi anni, con il nuovo corso cinese, la tradizione Shaolin è stata utilizzata per esaltare antichi valori morali e culturali. Proprio a Shaolin, si è formato Jiang Qing, uno dei maggiori teorici del confucianesimo contemporaneo. E il nuovo idolo dei film di kung fu, Jackie Chan, ricollegandosi all'originaria disciplina monastica, ha dichiarato che "la democrazia non è adeguata allo spirito cinese". Secondo la regola dei "wuxia xiaoshuo", i romanzi di arti marziali e cavalieri erranti, non resta che attendere la vendetta del fantasma di Carradine. Se nel salone del Park Nai Lert di Bangkok sentite una musica ma non vedete il pianista potrebbe essere lui. Secondo il manager dell'hotel "suonava benissimo".