venerdì 5 febbraio 2016

NEWS - "Friends", la reunion (video)!
The “Friends” cast may be there for all of us one more time. NBC’s tribute to director James Burrows will bring together stars of some of America’s most memorable comedies.
The network’s latest promo for the special released Wednesday shows Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc and David Schwimmer together again for the two-hour show dedicated to the career of comedy director Burrows, who directed 15 “Friends” episodes, including “The One Where Ross and Rachel Take a Break.”
This almost-reunion is missing one key player, though — Matthew Perry is currently in London for “The End of Longing,” which marks his playwriting debut.
“Matthew may tape something for the tribute,” Perry’s spokeswoman Lisa Kasteler said. “In other words, this is not the reunion people have been hoping for.”
While Burrows was part of one of the most quoted “Friends” episodes in the history of the ten seasons, he also has quite a few other successful comedies under his belt. The director helmed episodes for “Cheers,” “Taxi,” “Mary Tyler Moore,” “The Bob Newhart Show,” “Laverne & Shirley,” “Frasier,” “Will & Grace” and the pilot for “The Big Bang Theory,” and the stars from these shows will be at his special too. He also just finished directing an episode of NBC’s “Crowded,” which was the 1000th episode he’s directed of television.
The special will air Sunday, Feb. 21, at 9 p.m. on NBC.
NEWS - Auditel, un nuovo presidente (Andrea Imperiali di Francavilla) per spazzare via le polemiche, gli incidenti e l'anacronismo di un impero intoccabile dal 1984 (!)

Articolo tratto da "Corriere Economia"

Andrea Imperiali di Francavilla é il nuovo presidente dell'Auditel. Non è eccessivo definire quello che si é consumato giovedì 4 febbraio, in seno all'Auditel, un evento storico: è la prima volta — di fatto — che si procede all'elezione del presidente, se si esclude la votazione di 32 anni addietro che portò Giulio Malgara ad occuparne la poltrona fino alle dimissioni. Come fondatore dell'Auditel nel 1984 il suo risultato elettorale era scontato. D'altra parte allora c'era Bettino Craxi al governo, Giovanni Paolo II era solo al sesto anno dei suoi 27 di Pontificato, ed Edwin Moses vinceva i 400 metri ostacoli alle Olimpiadi di Los Angeles. Piccolo particolare ulteriore: mancavano ancora cinque anni all'invenzione da parte di Tim Berners-Lee, allora sconosciuto ricercatore del Cern, del world wide web. Dunque, dicevamo, un evento storico. Anche se potrebbe essere non meno scontato: dopo lo scandalo dell'Audigate dello scorso ottobre, rivelato dal Corriere, e l'inquinamento del panel delle famiglie da cui dipende lo share dei programmi tv e, dunque, a cascata, gli investimenti pubblicitari, il soggetto forte è l'Upa, presieduta da Lorenzo Sassoli de Bianchi. E proprio il patron della Valsoia sembra in pole position per occupare anche la casella Auditel. C'è un precedente, l'unico possibile: anche Malgara nel 1984 guidava l'Upa. In ogni caso manca poco per scoprirlo: il presidente deve essere votato da Upa, Assocom e Unicorn, ma è chiaro che in questo momento di crollo della credibilità dell'audience c'è bisogno anche di un nome gradito un po' a tutti. «Largamente condiviso», come si dice nel diplomatese di questi casi. L'Auditel è un piccolo impero, il cui valore economico (per le rilevazioni del 2015 le emittenti televisive hanno sborsato 18 milioni di euro alla società) non rispecchia minimamente il potere che in realtà ha, nascosto com'è nelle pieghe della governance ancor più che nel totem-audience. Per come è nata, negli anni in cui la tv privata, al tempo sostanzialmente la Fininvest di Silvio Berlusconi, si contrapponeva all'ex monopolista mamma Rai, l'Auditel è sempre stata la stanza di compensazione dello scontro fino a diventare una diarchia contro i nuovi entranti (non è di certo un caso che negli ultimi anni lo scontro più agguerrito sia avvenuto con Sky). È lì dentro, negli uffici di via Larga a due passi dalla Madonnina milanese, che sono stati lavati i panni sporchi in questi 32 anni. Non è un caso che Malgara fosse da sempre considerato un imprenditore vicino a Berlusconi (rischiò anche di diventare presidente Rai). E forse la sua più grande vittoria del 1984 fu quella di ottenere una sede a Milano, vicino a Fininvest e lontano dalla sede Rai di Roma. Anche se, come detto, ormai la battaglia si consuma su altre direttrici ed è più di difesa condivisa che di sgambetti tra i due super soggetti. La prima patata bollente del nuovo presidente sarà quella di chiudere la questione dell'Audigate. E in corso, a spese della Nielsen, la sostituzione del panel principale che era stato inquinato (per chi non lo ricordasse un invio di email aveva permesso a blocchi di mille persone di sapere quali fossero le altre famiglie del panel, laddove la segretezza è un elemento inscindibile dall'attendibilità del campione, anche per evitare pressioni). Il risanamento completo è stato promesso per prima dell'estate. E la clessidra si sta svuotando velocemente.

giovedì 4 febbraio 2016

GOSSIP - Fermatela! Nina Dobrev si attorciglia a bellimbusto quarterback della NFL in diretta (VIDEO)!
Nina Dobrev grinds all up on Tim Tebow while performing on Lip Sync Battle, which airs on Thursday (February 4). The 27-year-old The Vampire Diaries alum gave a sexy performance of Marvin Gaye‘s “Let’s Get It On” while dancing with the former NFL quarterback! If you missed it, be sure to check out Tim‘s Rocky Balboa inspired Lip Sync performance.

mercoledì 3 febbraio 2016

NEWS - Fermi tutti! Un milione di italiani guarda le serie tv in streaming... E molti altri le scaricano illegalmente!
Articolo di Gianmaria Tammaro su "La Stampa"
Da una parte c'è la televisione: quella che abbiamo imparato a conoscere, l'intrattenimento a portata di telecomando, palinsesti che fanno a gara tra di loro, e un condimento - salatissimo - di pubblicità. Dall'altra c'è Internet. E un nuovo modo di intrattenere. Un mercato che non abbiamo ancora capito come interpretare. Negli ultimi due anni, il pubblico che al piccolo schermo preferisce lo streaming (il flusso via web senza che i dati vengano scaricati su un computer) o l'on demand (programmi a richiesta e a pagamento sempre disponibili) è cresciuto. Poco, se confrontato con i numeri delle generaliste (Don Matteo, in prima serata, raggiunge circa 7 milioni di persone). Molto, se teniamo conto del fatto che non è mai stato uno dei punti di riferimento di produttori e investitori. E che di un pubblico «online» non si è mai parlato. Prima d'ora. In due anni è cambiata la connessione e la diffusione del mezzo Internet, e sono intervenuti nuovi protagonisti. Non più solo Rai, con la sua sezione Replay. È arrivato Netflix e prima ancora TimVision (circa 400 mila abbonati a oggi) ha avviato il suo servizio di streaming. Quindi è toccato a Infinity. E con loro Sky. Si stima - stando agli ultimi dati - che a guardare film e serie tv in streaming sia più di un milione di persone. La verità, però, è un'altra ed è evidente a tutti: c'è un bacino di utenza che, ancora oggi, non viene soddisfatto. C'è ancora chi - per una questione di costi, praticamente superata oramai, e per una questione di contenuti - preferisce vedere tutto illegalmente. E queste persone non si possono contare: non c'è tracciabilità che tenga. Chiunque possiede una connessione Internet - e nel 2014, secondo l'Istat, ad avere un accesso alla Rete erano il 64% delle famiglie italiane - può accedere a piattaforme di streaming.
II dato interessante, quindi, diventa un altro: la capacità effettiva che hanno i grandi protagonisti della scena italiana di intercettare questo pubblico e di farlo passare allo streaming e alla visione on demand legale. Di ridurre questo divario, abbassando i costi e aumentando l'offerta di prodotti «visionabili». Tra i più bravi, c'è sicuramente Sky. E lo dicono i dati. II più importante, uno degli ultimi diffusi dalla televisione di Rupert Murdoch, riguarda la seconda stagione di In Treatment, una serie non pensata per lo streamer o lo spettatore occasionale, che scarica le puntate per vederle in un altro momento, ma che è riuscita comunque a ottenere risultati incredibili: oltre 2 milioni di download (a partire dallo scorso 23 novembre) e un quinto posto di tutto rispetto tra le serie tv di Sky Atlantic più viste in streaming (e ci sono titoli come Gomorra, The Walking Dead e Elementary). Il successo di In Treatment 2 ci dice una cosa: il pubblico sta cambiando e anche la televisione deve, volente o no, cambiare. Ci dice che i gusti sono diversi. E che ora bisogna puntare su un intrattenimento più di qualità - non di nicchia, attenzione - che tenga conto degli interessi e delle passioni di una fetta di pubblico che, magari, la televisione non l'ha mai vista (anche se, con almeno 80 milioni di televisori in giro, è difficile). I servizi online diventano fondamentali. Allo stesso modo, quelli on demand. E più che parlare del successo - vero o presunto è ancora opinabile vista la mancanza di dati ufficiali - di Netflix, è importante sottolineare la crescita dei suoi competitor come Sky: In Treatment 2 è la dimostrazione che un altro tipo di intrattenimento si può e deve fare (aspettiamo la terza stagione, adesso), e che ci sono i numeri che giustificano la scelta di un simile investimento. La televisione, quella che abbiamo imparato a conoscere, non è più sola: è iniziata l'era dello streaming e dell'on demand.

martedì 2 febbraio 2016

NEWS - Attenti al canone! Oltre ai 100 euro in bolletta, la Rai a luglio potrebbe chiedere 10 anni di arretrati di canone non pagato (più di 1000 euro!). Sarebbe un duro colpo per i vari Netflix, Sky, Premium...(chi se li può permettere?)

Articolo tratto da "Il Giornale"
Un incubo all'orizzonte: la superbolletta Rai. A luglio, al riparo da conseguenze elettorali perché le amministrative saranno già passate, arriverà la prima bolletta caricata con l'odiato canone Rai. Molti sono ancora i dubbi e il numero verde di Viale Mazzini è perennemente occupato. L'unica cosa certa è che sarà una bolletta da salasso. I 100 euro della tassa Rai sono divisi infatti in dieci rate di 10 euro, ma il primo semestre verrà addebitato tutto in un colpo nella bolletta di luglio, dunque 70 euro oltre ai costi dell'elettricità. Ma c'è di più, uno scenario inquietante finora non smentito dalla Rai, che potrebbe trasformare le prossime bollette in una stangata clamorosa. La Rai punterebbe a far pagare anche gli arretrati di canone non riscosso, fino a dieci anni. Lo riporta il giornale online Qui Finanza, che scrive: «Con l'introduzione, a partire dal 1° gennaio 2016, del pagamento del canone Rai insieme alla bolletta della luce e le contestuali dichiarazioni del governo che ciò non costituirà una sanatoria per le evasioni degli anni precedenti, si è diffuso il timore che questa potrebbe anche essere l'occasione per pretendere la riscossione degli anni arretrati. Infatti il pagamento della bolletta della luce, con la maggiorazione per il canone, sarà una sorta di autodenuncia e di ammissione del debito». 
La prescrizione del mancato pagamento del canone Rai scatta dopo dieci anni, ciò significa in linea teorica che la Rai potrebbe infilare nella bolletta fino a dieci canoni arretrati, «maggiorato degli interessi al tasso legale», mentre su accertamento della Guardia di Finanza «può inoltre essere comminata una sanzione amministrativa di importo compreso tra 103,29 e 516,45 euro». Calcolato tutto, un salasso terrificante. Che avrebbe dubbia legittimità, visto che così facendo la Rai presume che chi dichiara implicitamente di avere un televisore accettando di pagare il canone in bolletta, abbia avuto un televisore anche nei dieci anni precedenti. Questa finora è l'ipotesi, non ancora smentita dalla Rai né dal governo.Ma Viale Mazzini sta battendo altre strade per recuperare più soldi possibile. Negli ultimi giorni i telefonisti Rai stanno chiamando a raffica rivenditori e riparatori tv per chiedere il pagamento del «canone speciale», anche se nelle specifiche della stessa Rai i negozi che vendono televisori sono esentati dal pagamento. Eppure in queste ore i telefoni dei più importanti negozi di elettrodomestici italiani squillano, e dall'altra parte c'è l'addetto che chiede di pagare il canone, e anche in fretta. I commercianti hanno chiesto aiuto all'Aires, l'associazione di Confcomercio che li rappresenta. La quale ha scritto una lettera a Viale Mazzini, già spedita tre volte, direttamente all'attenzione del dg, ma senza alcuna risposta.
«È la stessa Rai a chiarire esplicitamente che le nostre aziende sono escluse dal pagamento del canone - spiega Davide Rossi, direttore generale di Aires-Confcommercio - I nostri associati ci segnalano invece numerose chiamate che invitano a ottemperare al pagamento del canone. Speravamo che con la riforma del canone e gli annunci sulla semplificazione della normativa, si sarebbero evitate queste situazioni». Si vede che la Rai ha fretta di incassare. «Sembra emergere ancora una volta l'unica filosofia che anima l'attività delle 300 persone che operano nella struttura Rai Canone - attacca il deputato Michele Anzaldi, segretario Pd in Vigilanza Rai -: non quella di aiutare i cittadini ma tormentare e vessare i contribuenti, creando ansia spesso ingiustificata e arrivando, come sembra in questo caso, ai limiti della truffa».

lunedì 1 febbraio 2016

NEWS - Netflix, non è tutto oro quel che luccica in Italia. Bene le serie tv in aumento, male i film e la catalogazione tramite algoritmo che ti illude sul totale dei contenuti. Svanita possibilità di poter vedere la programmazione mondiale in contemporanea (SmartFlix)

Articolo tratto da "Corriere Economia"
Lo sbarco italiano di Netflix, avvenuto lo scorso 22 ottobre, ha suscitato reazioni discordanti. Se l'interesse del colosso americano nei confronti dell'Italia ha stimolato il senso di appartenenza alla Rete di una nuova utenza televisiva, più giovane e attenta, telespettatori più tradizionali hanno lamentato un palinsesto quantitativamente limitato e semi-sconosciuto. A tre mesi dal suo arrivo, diradatosi il polverone mediatico, è davvero giunto il momento di affiancare (o sostituire) Netflix ai consueti fornitori di contenuti televisivi? È la domanda a cui Corriere Economia si propone di rispondere attraverso un'analisi concreta del servizio. Quali sono i punti di forza che hanno convinto oltre 75 milioni di persone ad abbonarsi a Netflix (più che raddoppiate da gennaio 2013) in 190 Paesi nel mondo (erano 50 sino allo scorso anno e la Cina è ancora la grande esclusa) con una media di 120 milioni di ore di programmi visti ogni giorno? E quali sono invece i punti deboli? II lato positivo: le serie televisive originali e i documentari (Going Clear;Anonymous) sono i primi punti di forza del canale. Non solo da tre mesi il numero dei telefilm è in costante aumento, ma la qualità delle produzioni esclusive dei creatori del celebre House of Cards (che in Italia è però trasmesso da Sky) è altissima per critica e giudizi. Benché non pubblicizzate come dalla concorrenza, serie come Sense8 dei fratelli Wachowski (già autori di Matrix), DareDevil, Jessica Jones e Orange is the New Black sono gemme da vedere. Inoltre, in Italia per il 2016 sono state annunciate 11 nuove serie esclusive: tra queste Flaked, The Ranch e Marseille con Gerard Depardieu. Eccellenti sono anche le produzioni della Bbc, cedute in gran parte a Netflix, tra cui l'intera epopea di Doctor Who e l'imperdibile Sherlock con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Nuova e piacevole è anche la fruizione delle serie tv, pubblicate ora in stagioni complete e mai in singole puntate settimanali. Di Netflix, oltre all'accessibile costo degli abbonamenti (da 7,99 euro al mese sino a 11,99 con la qualità Ultra HD di alcune produzioni), ci piace poi la possibilità di poter disdire il servizio in qualunque momento via web, senza tranelli. La qualità dello streaming video è alta, i tempi di attesa mini-mied è davvero comoda la possibilità di poter riprendere la visione dal punto in cui si è interrotta, indipendentemente dalla periferica di accesso. Infine, è da premiare la scelta di fruibilità trasversale voluta da Netflix che permette di aecedere da qualunque piattaforma elettronica disponibile: smartphone, tablet, computer, mediabox, smartTV, Apple TV e console di videogiochi. II Iato negativo. Ed ecco invece che cosa non ci piace di Netflix. Sapere che «i contenuti del palinsesto italiano sono destinati a duplicare ogni anno, esponenzialmente» — come ci ha dichiarato il vicepresidente Joris Evers — ci aiuta a comprendere le potenzialità del servizio, ma il fatto che Netflix non voglia dichiarare il numero dei contenuti offerti tende a confondere. E impossibile sapere quante siano le ore di programmazione incluse nell'abbonamento se non ricorrendo alla consultazione di un sito esterno (uNoGS.com) non riconosciuto da Netflix. La trappola è nel celebre, ma nefasto algoritmo di ricerca usato dall'interfaccia utente di Netflix. È sviluppato per dare l'illusione di offrire molti più contenuti di quanti siano in realtà, inserendo lo stesso programma in categorie differenti. Se, ad esempio in un film di fantascienza (quindi catalogato come tale) due protagonisti avranno una relazione, questo sarà riportato anche nell'elenco dei film romantici, oltre che tra le pellicole di azione, di avventura e nella lista dei programmi più indicati in base al nostro gusto. È questo uno dei motivi per cui includiamo la programmazione cinematografica tra gli aspetti meno apprezzabili di Netflix: i film sono pochi, perlopiù datati, poco conosciuti e neppure organizzati in retrospettive o saghe che ne possano aumentare l'appetibilità. II futuro. È svanita l'illusione di SmartFlix, l'applicazione che permetteva di usufruire di tutta la programmazione mondiale di Netflix, attingendo all'immenso serbatoio dei programmi in lingua originale senza limitazione territoriale. II colosso la sta fermando per le proteste dei detentori dei diritti locali. Ora la speranza di un prossimo (e legale) ampliamento dell'accesso ai contenuti viene dall'Unione Europea. Lo scorso 9 dicembre è stata infatti presentata dalla Commissione per il mercato unico digitale della Ue una proposta per consentire la fruizione di uguali contenuti televisivi digitali in tutti i Paesi membri. Si prevede che diventi realtà entro la fine del 2017.

domenica 31 gennaio 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
Bryan Cranston stares intensely into the camera for the February 2016 cover of Malibu magazine, with some images provided exclusively to JustJared.com.
Here’s what the 59-year-old actor had to share with the mag:
On his Trumbo award nominations: Yeah. I mean, it certainly isn’t why we tell these stories, but knowing how important attention is, and marketing and these sorts of things, when the nominations came in I was flattered and honored. At the same time, it really meant to me that more people will see this movie than before—and that’s great.
On how he chooses his roles: I don’t necessarily look for good characters to play; I look for good stories to tell. That’s my distinction. But once I lock on to a good story, if it’s a good story, there’s almost always interesting, compelling characters. That’s part of what makes it a good story. Certainly Trumbo was that, and doing All the Way, my play on Lyndon Johnson, where I’m working with Jay [Roach, the director] again, was that.
On the untitled, animated Wes Anderson movie he’s working on: The first recording of that is done. We saw pictures and read a script, and then talked to Wes about how he sees it coming about and being developed. It was great fun. We were in New York. There were four microphones, and Wes was sitting at a little desk inside the recording booth, and there was Bob Balaban and Edward Norton, myself and Bill Murray.

venerdì 29 gennaio 2016

NEWS - F*CK the difference! Se "Mr. Robot" (e "Bosch") riducono il gap tra Premium e Sky... 
(ANSA) - L'attualita' del cyberterrorismo e un giallo di lusso debuttano su Mediaset Premium: sono state presentate oggi a Milano due delle serie americane piu' attese dell'anno, il thriller 'Bosch' ideato dallo scrittore Michael Connelly (dal 24 febbraio ogni mercoledi' sera su Premium Crime) e la pluripremiata 'Mr. Robot' (dal 3 marzo ogni giovedi' su Premium Stories). Soprattutto su quest'ultima l'attesa e' grande: creata da un nome nuovo di Hollywood come Sam Esmail, 'Mr. Robot' non soltanto riproduce con realismo le dinamiche della cybersecurity, ma soprattutto tocca temi di attualita' pungente. Il protagonista, interpretato da Rami Malek, e' un esperto di sicurezza informatica afflitto da disfunzionalita' psicologiche che lo rendono alienato: eppure, come un supereroe del nuovo millennio, si lancia in crociate personali a colpi di hacking, che vivranno un'escalation dopo l'incontro con la figura paterna di Christian Slater (premiato quest'anno con un Golden Globe per questa interpretazione). Da qui partira' la guerriglia digitale con lo pseudonimo di Mr. Robot, che sullo sfondo richiama vicende come quelle di Anonymous e Occupy Wall Street, la lotta dei nuovi ribelli digitali contro l'1%, e sul finale svelera' un risvolto psicologico profondo. Fra i premi assegnati alla serie come miglior drama del 2015 si contano un Golden Globe e un Critics' Choice, un consenso unanime immediato che ha convinto il network Usa a confermare la serie per una seconda stagione. "Siamo contenti dell'attenzione che la nostra programmazione sta ricevendo - ha commentato a margine Giovanni Modina, direttore contenuti dei canali Premium - Sui film avevamo gia' fortuna, grazie a un'offerta maggiore, piu' fresca di 10 anni e con la meta' del tasso di repeat rispetto a Sky, ma sulla serie tv si sta riducendo il gap percettivo: pubblico e media si stanno accorgendo delle nostre novita'". Premium vanta infatti 1000 ore di prime TV fra le 5mila ore complessive di serie che andranno in onda nel 2016, e fra queste non solo le serie presentate oggi, ma novita' molto attese come 'Legends of Tomorrow' su Premium Action, spin-off di 'Flash' e 'Arrow', o 'Shades of Blue' prodotta e interpretata da Jennifer Lopez su Premium Crime. E per quanto riguarda le piattaforme on-demand Infinity e Play, Modina ha annunciato che sia 'Mr. Robot' che 'Bosch' saranno a disposizione alcune settimane dopo la messa in onda.

mercoledì 27 gennaio 2016

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Clamoroso al Cibali! Ce tocca pure il film de "La casa nella prateria"! (aiutoooo)
News tratta da "THR"
The Little House on the Prairie movie project has landed at Paramount. The adaptation of the iconic TV series was previously in development at Sony, which picked it up in 2012 with Scott Rudin attached to produce. The title was put into turnaround last year. Now, the package — which includes Martha Marcy May Marlene filmmaker Sean Durkin, who is attached to direct, and the script by Abi Morgan — is setting up shop under the Melrose Ave. watertower. Little House aired on NBC from 1974 to 1983 and starred Michael Landon as the patriarch of a pioneer family living in the 1880s in the American Midwest. The show was known for its wholesome values and was a loose adaptation of the classic series of children's books by Laura Ingalls Wilder, who based it on her childhood. (Melissa Gilbert played Laura Wilder on the show.)

lunedì 25 gennaio 2016

NEWS - Mistero Netflix! Nessun dato sugli abbonati in Italia. Boom della concorrenza: Infinity+Sky on demand in crescita dopo il lancio 3 mesi fa. "Il pubblico italiano si aspettava di più, nessuna rivoluzione!"
Articolo tratto da "Il Foglio"
Per sapere come sta andando Netflix in Italia a tre mesi dal suo lancio in grande stile, l’unico numero che conta è 4,04 milioni. Sono i nuovi abbonati che la società di streaming americana ha aggiunto sul mercato internazionale negli ultimi tre mesi del 2015. Il dato è stato annunciato dal ceo Reed Hastings martedì sera durante la presentazione a Wall Street dell’ultima trimestrale dell’anno, e ha superato di molto le attese degli analisti (il dato americano invece è stato più debole del previsto). Tra questi 4 milioni ci sono tutti gli abbonati in Italia, ma anche quelli di Spagna e Portogallo: sono questi i tre paesi in cui Netflix ha esordito a ottobre (senza contare l’approdo di settembre in Giappone), e da cui presumibilmente viene il grosso della crescita internazionale. Ma più di così la società non si sbottona. Netflix ha una policy strettissima e guardinga sui suoi numeri, e non fornisce dati scomposti o appigli per indagini più approfondite. Il numero dei nuovi abbonamenti in Italia è segreto, compattato in quello più ampio ed eccellente del mercato internazionale. E dunque alla domanda: come va Netflix in Italia?, tutto quello che si può fare è aggrapparsi alle parole di Joris Evers, vicepresidente della società e capo della comunicazione per l’Europa, l’Africa e il medio oriente, che attraverso un portavoce fa sapere al Foglio che “a distanza di 3 mesi dal lancio del servizio in Italia, siamo davvero molto felici dei risultati che abbiamo raggiunto”. Per misurare l’impatto di Netflix, dunque, bisogna rivolgersi altrove. Il dato aneddotico è che Netflix in Italia sia meno presente nel dibattito pubblico e sui media di quanto non lo sia in America. Se al di là dell’Atlantico è un disruptor vorace che minaccia i grandi network e a Wall Street è stato il miglior performer del listino tecnologico Nasdaq nel 2015, in Italia è un player tra molti in un mercato ancora considerato di nicchia e non pericoloso per la tv tradizionale. E mentre la società americana non svela i suoi numeri, i concorrenti locali si mostrano tutt’altro che intimoriti dalla rivoluzione e anzi, giudicano l’impatto del temuto disruptor quasi come un toccasana. “Siamo contenti di avere compagnia”, dice al Foglio Chiara Tosato, responsabile di Infinity, il servizio on demand lanciato nel 2013 da Mediaset che per caratteristiche si configura come un competitor diretto di Netflix. “Per noi l’arrivo di Netflix è stato positivo, ci ha aiutato a far conoscere al grande pubblico questo mercato e ci ha aiutato a combattere la pirateria. La nostra offerta di contenuti è complementare rispetto a quella di Netflix, non c’è rivalità”. “Netflix non impensierisce i player tradizionali”, continua Tosato, e nemmeno la concorrenza diretta: “Dal lancio di Netflix in poi noi abbiamo visto risultati molto soddisfacenti per Infinity, oltre le aspettative, sia in termini di volumi di utenza sia di abbonamenti”. Sky Italia, altro concorrente di peso, ufficialmente non si esprime sul tema e si rifà alle paro- le dell’ad Andrea Zappia in occasione del lancio di Netflix (parole dure: “E’ un po’ vecchiottino in Italia”; “di certo non è una rivoluzione, né ci preoccupa”), ma dall’interno dell’azienda fanno notare che gli utenti di Sky online, il servizio in diretta concorrenza, sono cresciuti di molto – a partire da maggio 2015: questa data coincide con il lancio di Tv Box, prodotto che integra tv e digitale, ma si sovrappone in gran parte al periodo di attività di Netflix. Insomma, Netflix ha consentito il boom della concorrenza, o quasi, e per ora la sua rivoluzione in Italia è stata quella di puntare un faro su un mercato ancora tutto da sviluppare. Ma quindi come va Netflix in Italia? “Di sicuro c’è stato apprezzamento, ma leggo sui media che c’è stata una certa delusione sul fronte dei contenuti”, conclude Tosato. “Il pubblico italiano si aspettava più cinema, ha un’affinità piuttosto bassa con Netflix”. Sta alla compagnia americana dimostrare il contrario.
GOSSIP - Clamoroso al CibaliX! In "X-Files" volevano pagare Gillian Anderson la metà di David Duchovny!

News tratta da Mic.com
Fans of the hit '90s TV show The X-Files, who rejoiced after learning a revival was in the works, are likely excitedly gearing up for the reboot's Sunday premiere. But their enthusiasm might be dampened by news of the sexist treatment star Gillian Anderson faced on set, the details of which she explained to the Daily Beast on Friday.
Although the award-winning actress was ultimately paid the same as her co-star, she disclosed to the Hollywood Reporter that she was initially offered half. The lack of media buzz about this wage gap, she told the Daily Beast, was "shocking to me, given all the work that I had done in the past to get us to be paid fairly."
Anderson — who wasn't paid the same amount as her co-star, David Duchovny, until a few years into the series — fought for equal treatment years ago, according to the Daily Beast. To add insult to injury, the actress was also initially required to "stand a few feet behind" Duchovny and never "step side-by-side with him," according to the same report.  
"I can only imagine that at the beginning, they wanted me to be the sidekick," she told the Daily Beast. "I don't know how long it lasted or if it changed because I eventually said, 'Fuck no! No!' ... But I imagine it had more to do with my intolerance and spunk than it being an allowance that was made." 
Anderson is hardly the first actress to speak out about the entertainment industry's inequitable treatment of actresses. Patricia Arquette, Reese Witherspoon and others have spoken out about Hollywood's wage gap, and the numbers back them up. While the 10 highest-paid movie actors made $431 million in 2015, the 10 highest-paid actresses made about half, at $218 million, Variety reported in November.
The problem extends well beyond Hollywood too. In 2014 full-time female workers in the United States made 79 cents for every dollar their male counterparts made — a gap that is significantly worse for women of color and mothers, according to the American Association of University Women. A 2015 study revealed that at the current pace, this gap likely won't close until 2058.
That Anderson was ultimately paid the same as her male counterpart underscores the importance of other actresses speaking out about the issue until equality is the norm.

venerdì 22 gennaio 2016

NEWS - Fiat Netflix! Gli abbonati saliti a 75 milioni (e non c'è ancora la Cina!), le ore di contenuti originali saranno 600 nel 2016 (450 nel 2015), 30 nuove serie, 1.5 bilione di dollari il debito a fronte di 1.82 di rendita

News tratta da "Variety"
Netflix signed up more international customers than expected in the fourth quarter of 2015, topped Wall Street earnings estimates and issued a bullish forecast for the current quarter.
The company’s shares climbed as much as 10% in after-hours trading on the earnings report.
CEO Reed Hastings and CFO David Wells, in a letter to investors, said Netflix surpassed 75 million members on Jan. 1, just hours after the end of the Q4 period. “Our quarter‐end 74.76 million members put us at over 17 million net additions for the year, showing how much the world is embracing Internet TV,” they wrote. Netflix is boosting the tonnage of original content by 33% this year: In 2016, it expects to launch 600 hours of original programming, compared with 450 hours in 2015, the execs said. That will comprise new seasons of about 30 series — including “The Crown” and Baz Luhrmann’s “The Get Down” — eight original feature films, 35 new seasons of original kids’ series, a dozen documentaries and nine stand-up comedy specials.
“Increasingly, our goal is to own more of our original programming to allow for greater creative and business control and to ensure global access to content,” Hastings and Wells wrote.
The world’s biggest streaming-video subscription provider added a net 1.56 million U.S. streaming subs and 4.04 million subscribers internationally for the quarter. Previously, Netflix said it expected to add 1.65 million subs in the States and 3.5 million internationally in Q4.
Netflix said its members streamed 42.5 billion hours of video in 2015, up from 29 billion hours in 2014.
For the fourth quarter, Netflix posted revenue of $1.82 billion and earnings per share of 10 cents. Wall Street analysts had expected earnings of 2 cents per share on revenue of $1.83 billion.
The company ended 2015 with 74.76 million streaming customers worldwide, including 44.74 million in the U.S. For the first quarter of 2016, Netflix forecast 6.1 million net additions worldwide versus 4.88 million in the year-earlier quarter.
Still, Netflix acknowledged that its growth in the U.S. is slowing. “Our high penetration in the U.S. seems to be making net additions harder than in the past,” the execs wrote.
In the second and third quarters of this year, a large number of U.S. Netflix subs will see a price hike for the standard two-HD-stream plan, which will rise to $9.99 per month. But the execs said they expect only “slightly elevated” churn.
Last October Netflix missed U.S. subscriber growth targets for Q3 2015, citing in part the payment industry’s transition to chip-based credit and debit cards. At this point, the card rollover continues to be “a background issue,” according to Hastings and Wells.
Earlier this month, Netflix surprised investors with the announcement earlier this month that it had expanded to 130 additional countries, bringing it to a total of 190 worldwide (virtually everywhere except China).
“In the last remaining major market, China, we have work and uncertainty ahead,” Hastings and Wells wrote. “We are building relationships, understanding the market, and seeking the conditions we require to provide our service to entertainment lovers there. Our expectations are modest and long‐term.” Hastings, on a call with investors, noted that it took Apple many years to obtain approval to sell iPhone in China.
Netflix also said in the letter that it is likely to raise additional debt in late 2016 or early 2017, citing expected investment in originals. The company most recently raised $1.5 billion in long-term debt in February 2015.
Meanwhile, Netflix’s legacy DVD‐by‐mail business — which operates only in the U.S. — had about 4.9 million members at the end of 2015 and generated $80 million in contribution profit in Q4. “We are pleased that our DVD business is managing the decline well, despite increasing postal costs,” the execs wrote.

giovedì 21 gennaio 2016

NEWS - Twin Atlantic! Sky firma accordo con Showtime in esclusiva: il nuovo "Twin Peaks" e l'originale (ma anche "The Affair" e "Billions") in onda su Sky Atlantic
(ANSA) - 21 GEN - Oggi Sky e CBS Corporation hanno annunciato un accordo di licenza pluriennale che fara' di Sky Atlantic la casa esclusiva del crescente portfolio di programmi offerti da SHOWTIME in tutti i territori Sky nel Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Italia. L'accordo, che si aggiunge a quello di esclusiva gia' recentemente siglato con HBO di cui Sky trasmette in esclusiva i contenuti, consentira' a partire da quest'anno l'accesso esclusivo per 21 milioni di clienti Sky a tutte le nuove serie SHOWTIME in arrivo e quelle future. Tra queste Billions, serie coraggiosa ambientata nel mondo megalomane dell'alta finanza newyorkese che negli Stati Uniti ha registrato il miglior debutto di sempre per una serie originale SHOWTIME. Billions e' interpretata da premi oscar del calibro di Paul Giamatti e Damian Lewis, scritta e prodotta da Brian Koppelman & David Levien (Ocean's Thirteen, Rounders) e Andrew Ross Sorkin (Too Big To Fail). Attesa per il 2017 la nuova serie dell'iconica saga Twin Peaks, considerata da molti uno dei contenuti piu' innovativi di sempre. Il regista David Lynch e il co-creatore Mark Frost - insieme a molti del cast originale - continuano il racconto a 25 anni di distanza da quando la quiete della pittoresca cittadina nord-occidentale di Twin Peaks veniva sconvolta dall'omicidio della reginetta di bellezza locale Laura Palmer. E ancora, le nuove stagioni di successi come Ray Donovan e The Affair.  Oltre alle nuove serie drammatiche e comedy, i clienti Sky avranno accesso, anche on-demand, all'impressionante catalogo SHOWTIME con i contenuti di maggior successo, i cofanetti completi di serie fra cui, I Borgia, Brotherhood, Californication, Dexter, Nurse Jackie e l'originale Twin Peaks. L'offerta SHOWTIME sara' disponibile anche su Sky Online. L'accordo e' l'ultima operazione multi-territoriale messa a segno da Sky nell'ottica di estendere la propria leadership di mercato in termini di offerta di intrattenimento, sport, arte e film. L'esclusiva partnership con SHOWTIME si fonda sul ruolo di Sky come partner leader in Europa per i creatori di contenuti USA. Oltre a vantare un portfolio in continua espansione con i migliori show dagli Stati Uniti e dal mondo, Sky sta anche incrementando i propri investimenti in produzioni originali come dimostra la partnership di successo con SHOWTIME per la coproduzione di una serie horror gotica, Penny Dreadful. Per CBS Corporation si tratta del piu' ampio e significativo accordo internazionale mai siglato ad oggi per SHOWTIME, nonche' della prima volta che il suo portfolio di contenuti viene concesso in licenza ad una sola media company su piu' territori europei. Segna inoltre un significativo passo avanti nella strategia di espansione globale dell'azienda per la diffusione del prestigioso brand di SHOWTIME e la distribuzione della sua vasta programmazione attraverso un'offerta in bundle. Oltre alle serie tv, Sky avra' la possibilita' esclusiva di trasmettere tutti i nuovi contenuti factual distribuiti da SHOWTIME come documentari, late night show e reality.  Le date delle prime visioni potranno variare da Paese a Paese e gli accordi esistenti per i diritti con le altre piattaforme resteranno invariati.
NEWS - Clamoroso al Cibali! Nel 2016 Netflix spenderà 6 bilioni di dollari in contenuti tv. La metà per le spille presidenziali di Frank Underwood?

News tratta da "Uproxx"
No one outside of Netflix HQ knows exactly how many people are watching House of Cards, or Master of None, or Unbreakable Kimmy Schmidt, especially not NBC, but it’s a lot. Or at least enough that Netflix, which used to be best known for those ubiquitous red envelopes that you still haven’t mailed back, can spend $6 billion on “content”. In 2016 alone.
That is, in this reporter’s opinion, a lot of money.
[Chief content officer Ted Sarandos] noted the company will have 600 hours of original programming in 2016 and disclosed this year’s budget: “We’re going to spend in 2016 about $5 billion dollars on content on a [profit and loss] basis, which means about $6 billion in cash.” That number includes content acquisition and original programming. (Via)
That is, in this reporter’s opinion, a lot of original programming. But Sarandos doesn’t believe in the #TooMuchTV debate. “We don’t think there’s too much TV,” he said (see?), “and if there is too much TV, someone else is going to have to slow down, because we have big plans for 2016 and beyond.”
But where is that $6 billion going? A few ideas:
-Jewelry emblazoned with “FU” (House of Cards)
-Motorcycle-jumping-off lessons (Wet Hot American Summer)
-Full-time employee who’s only responsibility is to say, “No, we don’t know when Arrested Development is coming back” (Arrested Development)
-Drugs (Narcos)
NEWS - Auditel, fatti da parte! Prima innovazione dopo l'addio del presidente (vedi post di ieri l'altro): anche Facebook, dopo Twitter, nella rilevazione degli ascolti delle serie tv (poi anche Instagram)
(ANSA) - La "social tv", cioe' i commenti sui programmi televisivi fatti dagli utenti dei social network, entra sempre di piu' nell'indice degli ascolti, andando a decretare il successo o l'insuccesso di talent e telefilm. Nielsen ha infatti annunciato l'espansione del suo "Twitter TV Ratings", lo strumento con cui finora ha misurato l'attivita' e l'audience delle conversazioni su Twitter relative a quel che passa sul piccolo schermo, al miliardo e mezzo di persone che usano Facebook. La novita' che scruta il "secondo schermo" - quello di smartphone, tablet e pc, acceso mentre si guarda la tv - si
chiama "Social Content Ratings". Prendera' il via nella prima meta' di quest'anno in Usa, Italia, Australia e Messico, e piu' in la' iniziera' a monitorare anche le attivita' su Instagram. L'analisi di post, like e conversazioni e' piu' semplice su Twitter, dove i cinguettii sono quasi sempre pubblici e marcati da un hashtag, mentre e' complicata su Facebook, dove chi sta fuori non puo' vedere cosa stiamo pubblicando a meno che non decidiamo di aprire a tutti i nostri contenuti. Per bypassare l'ostacolo, Facebook fornira' a Nielsen le conversazioni sui programmi tv, in forma aggregata e anonima, tra cui i post condivisi con amici e familiari. La privacy degli utenti sara' comunque rispettata: il messaggio privato inviato a un amico restera' tale, ma se si scrivera' il proprio apprezzamento per una trasmissione sulla bacheca di un amico, quel post entrera' nel conteggio, cosi' come i like, i commenti e le condivisioni che ricevera'.

mercoledì 20 gennaio 2016

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Che coppia del ca...mper! Megan Mullally di "Will&Grace" diventa moglie di Bryan Cranston di "Breaking Bad" (al cinema)


News tratta da "Variety"
Fox has cast Megan Mullally in the Bryan Cranston-James Franco comedy “Why Him?” to portray the wife of Cranston’s character. John Hamburg is directing from a script he co-wrote with Ian Helfer. Shawn Levy is producing through his 21 Laps banner along with Ben Stiller through his Red Hour company. The story centers on a down-to-earth Midwestern father who takes his family to visit his daughter — who is attending Stanford — at Christmas and subsequently gets into a competition with his daughter’s boyfriend, a young Internet billionaire played by Franco. Dan Levine, 21 Laps president, is overseeing the project along with Fox’s Jeremy Kramer. Production is set to begin February in Los Angeles. Cranston came on board a few months later. He starred in Franco’s drama “In Dubious Battle,” which is in post-production, and has received strong reviews for his performance in “Trumbo.”
Mullally, best known for “Will & Grace,” stars in the Adult Swim series “Childrens Hospital” and has a recurring voice role on “Bob’s Burgers.” She also stars in the upcoming NBC series “You, Me and the Apocalypse,” which premieres January 28
The actress is repped by UTA and Jackoway Tyerman. The news was first reported by Deadline Hollywood.

martedì 19 gennaio 2016

NEWS - Auditel, dopo lo scandalo della rilevazione dei nomi del campione salta la prima testa...(ma Pancini, direttore generale-dracula da decenni, resta sulla poltrona)
(ANSA) - ROMA, 19 GEN - Giulio Malgara si dimette dalla presidenza di Auditel, la societa' di rilevazione dell'ascolto televisivo che aveva contribuito a fondare nel 1984, per tornare ad occuparsi a tempo pieno delle sue aziende. Lo anticipa Primaonline.it, aggiungendo che la presidenza dell'Auditel passa ad interim a Giovanna Maggioni, membro del Consiglio di amministrazione e direttore generale dell'Upa. Maggioni - prosegue Primaonline - guidera' la societa' fino alla prossima assemblea che si terra' in primavera.
NEWS - Netflix (Italia) ha scelto gli 11 da mandare in campo la prossima stagione. I ritorni di Ashton Kutcher e Winona Ryder, nonchè "The Get Down" di Baz Luhrmann, tra le novità più attese (tutte le date)

(ANSA) - Novita' in casa Netflix per la nuova stagione, con un catalogo di ben 11 titoli. La piu' grande rete di Internet TV nel mondo, annuncia oggi la data di lancio di numerose serie di vario genere - dalle sit-com alle serie per bambini - e conferma l'arrivo di nuove stagioni delle serie di piu' grande successo, tra cui Marvel's Jessica Jones. In Black Mirror, una delle serie originali di Netflix, la star inglese Gugu Mbatha-Raw (Beyond the Lights, Concussion e Doctor Who) e Mackenzie Davis (The F Word, Halt and Catch Fire and The Martian) svolgeranno due dei ruoli principali. Creata e scritta da Charlie Brooker, la serie vedra' Owen Harris (Kill Your Friends) come regista mentre Charlie Brooker e Annabel Jones saranno executive producers. La seconda stagione di Jessica Jones (in data da definirsi), mentre la prima e' attualmente disponibile su Netflix. La serie lancia uno sguardo nella vita ricca di suspance e di colpi di scena di Jessica Jones, uno dei personaggi piu' famosi della Marvel degli ultimi dieci anni. A Kristen Ritter (Jessica)  - premiata dalla critica - si unisce un fantastico cast di attori, David Tennant (Kilgrave), Mike Colter (Luke Cage), Rachael Taylor (Trish Walker), Carrie-Anne Moss, Eka Darville, Erin Moriarty, e Wil Traval. Si parte il 19 febbraio con Love, una serie-commedia di 10 episodi incentrati, ovviamente sull'amore tra i due protagonisti. A seguire l'11 marzo sara' disponibile Flaked, una storia serio-comica ambientata a Venezia (in California), in cui il protagonista si innamora della stessa ragazza del suo migliore amico. I primi 10 episodi di The Ranch saranno visibili da 1 aprile. Si tratta di una commedia ambientata in Colorado, con protagonista Ashton Kutcher che torna a casa dopo una breve carriera nel football professionistico. Sempre il 1 aprile sara' la volta di Lost & Found Music Studios, una serie live action su un gruppo di musicisti teenager. La seconda stagione della divertente serie TV commedia Unbreakable Kimmy Schmidt sara' disponibile dal 15 aprile, con il ritorno delle "donne talpa", e sempre nello stesso giorno avremo Kong: King of the Apes, una serie animata dedicata allo scimmione piu' popolare del mondo. Il 5 maggio ci sara' la premiére di Marseille, nel cui cast figura anche Gerard Depardieu, oltre a tanti altri attori francesi. Il giorno successivo ritorna l'ironica comedy con Jane Fonda e Lily Tomlin, che interpretano Grace and Frankie. Il 3 giugno arriva Word Party: dedicato ai bambini in eta' pre-scolare, segue 4 cuccioli di animali mentre cantano, ballano e giocano. Mentre il 17 giugno e' dedicato a un pubblico piu' adulto con Orange is the New Black, la serie TV scandalo, pluri-premiata e ultra acclamata della vincitrice dell'Emmy Award che ritorna con la quarta stagione dopo i successi delle precedenti.  E ancora, Stranger Things: disponibile dal 15 luglio e' la nuova serie drammatica scritta e diretta da Matt Duffer e Ross Duffer che racconta le vicende di un ragazzo che svanisce nel nulla. Nel momento in cui gli amici, la famiglia e la polizia si mettono alla ricerca di risposte, vengono travolti in uno straordinario mistero che include esperimenti segreti, forze sovrannaturali e terrificanti, e una strana bambina. Nel cast Winona Ryder. The Get Down: la prima parte disponibile dal 12 agosto. I primi sei episodi del music-drama di Baz Luhrmann, prodotto da Sony Pictures Television, racconta la New York degli anni '70 - dove un gruppo di teenager del Bronx non ha nessuno che li difenda nelle violente strade della citta', eccetto loro stessi, armati solo di parole e giochi verbali, di passi di danza e bombolette spray da graffiti.

lunedì 18 gennaio 2016

NEWS - Con i 3 Critics Choice Awards vinti ieri, sommati ai 2 Golden Globes e all'AFI Award, "Mr. Robot" è la serie più premiata dell'anno

Articolo di Renato Franco sul "Corriere della Sera"
"Uno sceneggiatore poco conosciuto, un attore non ancora esploso. Quello che poteva sembrare un oggetto misterioso e un azzardo economico, si è rivelata la miglior serie dell'anno. Prima la consacrazione di Entertainment Weekly, poi quella ai Golden Globe dove Mr. Robot ha vinto il premio come miglior serie drammatica. Atmosfere da cyber-thriller, il tema sempre affascinante dell'impatto che la tecnologia ha sulle nostre vite e di un controllo invasivo a cui ci stiamo sempre più anestetizzando, un gruppo che secondo i canoni dominanti verrebbe definito visionario mosso dall'idea di sovvertire le logiche del capitale con una insurrezione per via informatica, il sogno è ridistribuire la ricchezza e ridurre il divario tra ricchi e poveri.Nei panni del protagonista Elliot Alderson (il semi-sconosciuto Rami Malek, 34 anni) ingegnere che lavora come esperto di sicurezza informatica. Sociofobico (non gli piace essere toccato), depresso e dipendente dalla morfina, la mente di Elliot è pesantemente influenzata dai deliri paranoici e dalle allucinazioni che gli causano grossi problemi nel relazionarsi con le persone e lo fanno vivere in un costante stato di ansia. Ingegnere di giorno ma hacker giustiziere di notte, sempre in felpa e cappuccio, perché nella vita privata Elliot tratta le persone come computer da hackerare per scoprirne i segreti più bassi e spesso muovendosi come una sorta di vendicatore informatico, pronto a smascherare pedofili piuttosto che fidanzati che tradiscono amiche e colleghe. «Spero sempre di sbagliarmi quando hackero qualcuno, ma la gente trova sempre il modo di deludermi», commenta mentre controlla il suo personale cimitero digitale dove archivia tutte le sue prove.Un giorno Elliot viene avvicinato da Mr. Robot (Christian Slater, premiato come miglior attore non protagonista ai Globe), un enigmatico anarchico-insurrezionalista, che intende introdurlo in un gruppo di «hacktivisti», che usano i computer e le reti come strumenti di cambiamento. Il loro manifesto è liberare l'umanità dai debiti con le banche. La mente è lo sceneggiatore 38enne Sam Esmail, creatore della serie che arriva dal 3 marzo su Premium Stories (il canale pay di Mediaset): «Ero un nerd, stavo sul mio computer per tutto il tempo, ero un fan di Steve Jobs, ero ossessionato da lui. All'inzio sembrava contro Microsoft, poi un giorno l?ho visto insieme a Bill Gates e hanno unito le forze. Ricordo di essere rimasto tanto scoraggiato e disilluso. Penso che ci siano un sacco di continue delusioni quando si tratta dei nostri eroi, purtroppo».In Mr. Robot spesso il protagonista parla con un suo amico immaginario che, in fondo, non è che il pubblico che guarda. È in uno di questi dialoghi con se stesso che se la prende con Steve Jobs: «Tutti pensano fosse un grande uomo ma ha fatto i miliardi sfruttando i bambini. Tutto il mondo non è che un grande imbroglio». E compaiono le immagini del dopato Lance Armstrong, del molestatore Bill Cosby, del violento Mel Gibson, mentre quando si vedono Zuckerberg e il logo di Facebook l'accusa è per i social media che «agiscono come surrogato dell'intimità». Se i rimandi evidenti sono a fenomeni come Occupy Wall Street e Anonymous, lo spunto gli è arrivato dalle agitazioni e proteste che cinque anni fa hanno scosso il Nord Africa: «Sono egiziano e sono andato in Egitto subito dopo la Primavera Araba. Quella è sicuramente stata una delle ispirazioni per la serie, perché l'intera Primavera Araba aveva a che fare con questa gioventù arrabbiata che era stufa del mondo e della società che gli stava intorno. La leva che avevano in mano sul controllo a cui la vecchia generazione li costringeva era proprio la tecnologia, e l'hanno usata. Hanno incanalato quella rabbia in qualcosa di veramente positivo e produttivo e questo ha davvero fatto la differenza»".

domenica 17 gennaio 2016

SGUARDO FETISH - PPL, Pretty Little Latex. Dopo Lucy Hale (vedi Post del 05/12.2015), anche Shay Mitchell si dà al fetish...

venerdì 15 gennaio 2016

NEWS - Dirty Grace! Debra Messing nella mini-serie remake di "Dirty Dancing"

News tratta da Deadline.com
The Mysteries Of Laura and Will&Grace star Debra Messing is set to co-star as Marjorie opposite Abigail Breslin’s Baby in ABC’s three-hour remake of the hit Patrick Swayze-Jennifer Grey movie. The project’s green light had been contingent on casting both roles, so the contingency officially has been lifted.
Emmy winner Messing plays Marjorie Houseman, Dr. Houseman’s wife and mother of Baby (Breslin) and Lisa. She is a meticulous 1960s housewife who takes great pride in her family and is using this summer vacation to try to rekindle her romance with her workaholic husband. The role was played by Kelly Bishop in the original.
Like the 1987 movie, the new Dirty Dancing, from Lionsgate TV, centers on Baby, an innocent young woman in the early 1960s who vacations with her affluent parents and siblings in the Catskills and falls for the resort’s working-class dance instructor. Executive produced by Allison Shearmur and Eleanor Bergstein, who wrote the screenplay for the original movie, Dirty Dancing was adapted for television by Jessica Sharzer. Wayne Blair is set to direct and Tony winner Andy Blankenbuehler, who most recently choreographed the hit Broadway musical Hamilton, is on board as choreographer. The production will be filmed, not aired live. The rest of the production team includes Adam Anders and Judy Cairo (producers), Stephen Altman (production designer) and Adam Anders and Peer Astrom (music).
NEWS - Un "Mr. Robot" per NBC! Il network ossessionato dagli ascolti di Netflix, cerca un esperto informatico che gli sveli il segreto

News tratta da "Vulture"
You know how sometimes, after a breakup, you stalk your ex's Instagram photos to see if she's got a new man? And you know how, after that, you'll keep finding ways to drive past her house to see if there's another car in her driveway? And you know how, other times, you'll hire a PI to trail her every movement? That's how NBC feels about Netflix's ratings, which the streaming giant infamously keeps under wraps. The network is so obsessed with finding out just how many people are watching Netflix shows that it hired a tech company to use audio recognition software to get viewership estimates for a handful of streaming shows, and then announced its findings onstage Wednesday during a presentation at the TCAs. If these results are true — which, we assume, Netflix will say they aren't — Jessica Jones saw an average audience of 4.8 million viewers per episode, which according to these numbers makes it roughly as popular as American Crime; Narcos landed at 3.2 million per episode, a little less than Sleepy Hollow; and Master of None came in with an even 3 million, near Last Man on Earth. (Amazon's Man in the High Castle reportedly had 2.1 million viewers per episode, about the same as Truth Be Told.) Again, it's unclear how seriously we should take these numbers, but, regardless, this is possibly the shadiest thing we've ever seen.

giovedì 14 gennaio 2016

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Chopra c'ha preso (gusto)! L'attrice di "Quantico" nel cast del film di "Baywatch"
News tratta da "Entertainment Weekly"
Priyanka Chopra might be heading to the beach. The breakout lead of Quantico is negotiating to join Baywatch, led by Dwayne Johnson and Zac Efron, industry sources confirm. The star of the ABC procedural would be the latest in a torrent of casting decisions. Paramount’s big-screen remake of the ’90s TV drama last week added Kelly Rohrbach as C.J. Parker, the character originally played by Pamela AndersonAlexandra Daddario reunited with San Andreas costar Johnson when she dove in last November. Information on the project is under wraps, but the plot reportedly centers around an elite squad of lifeguards, led by Johnson, who must team up with a former Olympian and hothead (Efron) to protect their bay; Chopra reportedly would play the villain. Seth Gordon (Horrible Bosses) will direct. Quantico marks a U.S. breakout performance for Chopra, the first South Asian woman to headline a network series; the 33-year-old is one of Bollywood’s premier stars.

mercoledì 13 gennaio 2016

NEWS - Anche l'Irlanda ha il suo "Downton Abbey"! Boom di ascolti per "Rebellion" (41% di share)
In occasione del centenario della nascita delle Repubblica Irlandese, il canale RTE ONE ha inaugurato un ciclo di programmi dedicati all’argomento. A fare da apripista è stata, domenica 3 gennaio 2016, la serie Rebellion (ZODIAK, 5x60’), che si è rivelata uno straordinario successo per gli standard del broadcaster. Con il 41% di share (a.m. 620 mila), infatti, la premiere ha superato nettamente la media di rete PT (18%), risultando uno dei migliori titoli di sempre per RTE ONE. Il dato così basso dell’ascolto medio va correlato ad un contesto nazionale che conta poco più di 4.5 milioni di abitanti per sette canali televisivi. Coprodotta da Sundance negli Stati Uniti, Rebellion è già stata rinnovata per una seconda stagione.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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