A NATALE regala(ti) IL GIOCO DEI TELEFILM, il 1° gioco in scatola sulle serie tv!

A NATALE regala(ti) IL GIOCO DEI TELEFILM, il 1° gioco in scatola sulle serie tv!
"E' tra i 50 giochi più intelligenti in circolazione, un'infornata di cultura pop". ("WIRED")

domenica 21 dicembre 2014

GOSSIP - Kaley Cuoco di "TBBT" si (ri)sposa (ma solo per musica)! 
Kaley Cuoco rocks a “Just Married” shirt after breaking a sweat at a yoga session on Monday (December 8) in Los Angeles. In case you didn’t remember, the 29-year-old actress married her husband Ryan Sweeting in December last year. Check out a new video of Kaley playing a bride in Aloe Blacc‘s new music video for his song “Can You Do This,” off his latest album Lift Your Spirit.

venerdì 19 dicembre 2014

TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art
NEWS - Tutti per uno, Italia Uno per tutti! In "The Musketeers", al via stasera, i moschettieri di Dumas parlano inglese (BBC) e Capaldi-Who fa Richelieu 
I Moschettieri cavalcano in anteprima assoluta su Italia 1 dal 19 dicembre, ogni venerdì in prima serata lungo tutte le feste natalizie. Col titolo originale: “The Musketeers”.
La ricostruzione seriale della BBC delle avventure di Dumas è probabilmente la migliore mai realizzata (guanto di sfida a chi dice il contrario!). Forse dell'immaginario tutto, cinema compreso. Peter Capaldi (attuale "Doctor Who") e Santiago Cabrera ("Heroes") sono tra i volti noti della sontuosa e fascinosa ricostruzione già confermata per la 2° stagione.
Le riprese sono avvenute a Praga. Lo sceneggiatore Adrian Hodges ha affermato di voler “portare in scena un gruppo di eroi romantici in contrapposizione alla schiera di anti-eroi che si vede ormai di abitudine nella tv di oggi”.
Ambientato nel 1630 a Parigi, D'Artagnan (Luke Pasqualino), Athos (Tom Burke), Aramis (Santiago Cabrera) e Porthos (Howard Charles) sono quattro valorosi spadaccini che lottano per la giustizia al servizio di Luigi XIII (Ryan Gage). Dovranno fare i conti e limare le spade quando il Cardinale Armand Richelieu (Peter Capaldi) orchestra un piano per screditarli…
Il “Guardian” ha così commentato l’avvento della serie: “in un’epoca di chef apparentemente virili e pubblicità di rasoi ultrasoft su ogni canale, fa solo bene risentire il suono metallico delle spade sguainate, dei duelli all’alba e dei cavalli al galoppo. Oltre a ricordare cosa sia il romanticismo alle nuove generazioni…”.
La serie è stata posticipata in Inghilterra per permettere a Peter Capaldi di interpretare il 12° “Doctor Who”; anche la seconda stagione, già confermata, subirà slittamenti di riprese per agevolare gli impegni dell’attore nel serial più popolare di Sua Maestà (e di godere così della pubblicità riflessa!). Luke Pasqualino è nato in UK ma ha padre siciliano e madre napoletana.

giovedì 18 dicembre 2014

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
In "The Americans" la "guerra fredda" è di coppia
"Su Fox sta andando in onda la seconda stagione di una delle serie più interessanti degli ultimi anni, «The Americans» (sabato, ore 21.00). Il suo creatore, Joe Weisberg, prima di approdare alla serialità tv è stato un dipendente della Cia impegnato in operazioni sotto copertura e «The Americans» è, al suo cuore, una storia di spionaggio molto credibile e ben scritta, ambientata nell'America degli anni 80, al culmine della Guerra fredda con il gigante sovietico. Ma, soprattutto, è la storia di una donna, Elizabeth Jennings (interpretata con maestria da Keri Russell), e del marito Philip (Matthew Rhys), con cui forma una coppia all?apparenza normale, perfino noiosa.In realtà, i due fanno parte del segretissimo Direttorato S, una divisione del Kgb incaricata di gestire le missioni sotto copertura dei suoi agenti, infiltrati negli USA e trasformati in insospettabili cittadini americani. Oltre a essere una storia di spionaggio, «The Americans» è in fondo un piccolo trattato sul matrimonio.Tutta la prima stagione della serie non è altro che il racconto della costruzione di un amore, del tortuoso percorso attraverso cui un matrimonio «finto», combinato per fini patriottici e utilitaristici, diventa reale, tra tutte le difficoltà del caso. Nel corso della seconda stagione i nodi del rapporto tra Elisabeth e Philip continuano a venire al pettine, la posta in gioco si alza, nel quadro iniziano ad assumere un ruolo forte anche i loro figli, soprattutto l'adolescente Paige, cresciuta con rigidi principi atei, che si avvicina al cristianesimo e inizia a frequentare la chiesa. Anche nella seconda stagione, la serie si porta dietro un fitto carico di ambiguità, nel legame tra Philip ed Elizabeth, certo, ma anche in quello tra l'agente FBI Stan Beeman e la misteriosa dipendente del Kgb Nina Sergeevna. I confini tra verità e finzione (praticata per strategia o per amore) diventano sempre più sbiaditi, indistinguibili". (Aldo Grasso, 01.12.2014)

mercoledì 17 dicembre 2014

NEWS - Catch the....Fox! Il network Sky sbaglia due volte: traduce (malino) il titolo di "How to get away with murder" (quando ormai anche Italia 1 lascia "The Musketeers"...) e, soprattutto, sbaglia l'anno di messa in onda (2014)!
NEWS - Da qui all'Infinity! Nel 2015 nuove serie ("The Night Shift" in anteprima assoluta) e il lancio della tecnologia SuperHD 
Infinity, il servizio di streaming on demand di Mediaset, si prepara nel 2015 ad arricchire la library con nuove serie e a lanciare la nuova tecnologia SuperHD. In un anno - sottolinea una nota - il sito www.infinitytv.it ha registrato 8 milioni di visitatori unici, per un totale di330 mila utenti che hanno visualizzato oltre 5 milioni di video."Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti in questi dodici mesi di attivita'" afferma Chiara Tosato, direttore commerciale di Infinity. "Questi numeri dimostrano come le abitudini degli italiani stiano cambiando e come il nostro servizio si adatti alle nuove esigenze di visione personalizzata". Tra i contenuti trasmessi quest'anno, il premio Oscar La grande bellezza, il campione d'incassi Sole a catinelle e, tra le serie, Orange is the new black, Mad Men, Breaking Bad, The Big Bang Theory. Nel 2015 si preparano nuovi ingressi tra le serie tv: a gennaio sara' possibile vedere in anteprima esclusiva The Night Shift, la nuova serie tv americana ambientata nel pronto soccorso del San Antonio Medical Center, mentre a febbraio siaggiungeranno all'offerta Hemlock Grove e Hannibal 2, due serie cult per gli appassionati del genere horror e crime. Inoltre Infinity migliorera' l'esperienza di visione non solo attraverso l'ampliamento dei contenuti ma anche con il lancio della nuova tecnologia super HD, che garantisce una definizione delle immagini ancora maggiore (da 720 a 1080). Per quanto riguarda i dispositivi su cui e' possibile fruire del servizio, alle Smart tv, tv con decoder connessi a internet, lettori blu ray, Chromecast, Pc, Tablet, Smartphone, Playstatione Xbox One si e' appena aggiunta anche la Xbox 360. Infinity - sottolinea ancora la nota - diventa cosi' l'unico servizio streaming on demand disponibile su tutti i dispositivi Microsoft. E' infine gia' in programma la seconda edizionedell'Infinity Film Festival, che ha lanciato opere di giovaniautori trasmesse anche sulle reti digitali free del pacchetto Mediaset (Iris e Top Crime).

martedì 16 dicembre 2014

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Clamorosissimo al Cibalissimo! "Miami Vice" torna al cinema (ma senza la "Mann" del dio creatore sarà una reboottanata)

News tratta da Slashfilm.com
Rumor has it that Universal Pictures wants to reboot the 1980′s television series Miami Vice for another big screen movie. Find out the details about the Miami Vice reboot after the jump.

The rumor comes from LatinoReview’s EL Mayimbe who claims the Universal Pictures is already going out to screenwriters looking for pitches to reboot Miami Vice as a new movie franchise. Of course, Universal and show executive producer Michael Mann already released a Miami Vice movie in 2006 starring Colin Farrell and Jamie Foxx. Mann took all efforts to differentiate the movie from the television series it was based on, going as far as not to include or remake the tv series’ classic theme song (However, the credits featured a cover of Phil Collins’ “In the Air Tonight”, a song which was featured in the first episode).
The NBC television crime drama created by Anthony Yerkovich and produced by Michael Mann, starred Don Johnson as James “Sonny” Crockett and Philip Michael Thomas as Ricardo “Rico” Tubbs, two Metro-Dade Police Department detectives working undercover in Miami. The series ran for five seasons from 1984–1989.
The 2006 film made $163.8 million worldwide, which was not considered successful due to its projected $135 million production and marketing budget.
NEWS - Cosbygate: l'ex Robinson esce allo scoperto con una letio degna di "Newsroom": "i giornali devono rimanere neutrali"
Bill Cosby has opened up about the media frenzy surrounding his sexual assault allegations.
The 77-year-old actor spoke with the New York Post over the phone, but chose not to specifically address the case itself.
“Let me say this. I only expect the black media to uphold the standards of excellence in journalism and when you do that you have to go in with a neutral mind,” he said.
When asked how his marriage is holding up, Cosby said, “Love and the strength of womanhood. Let me say it again, love and the strength of womanhood. And, you could reverse it, the strength of womanhood and love.”
He reportedly ended the conversation by saying, “They don’t want me talking to the media.”

lunedì 15 dicembre 2014

NEWS - Crisi delle sit-com/2. 
I metodi per uscirne

Articolo di Josef Adalian per "Vulture
Based on our conversations with a number of TV-industry veterans, Vulture would like to suggest this modest list of four simple rules for pulling out of this recession and avoiding a depression:

1. Don’t launch a comedy you don’t believe in and aren’t willing to get behind
The incredibly brief lifespans of ABC’s fall comedies Selfie and Manhattan Love Story (both of which will burn off their unaired episodes on Hulu), along with de facto cancellations of NBC newbies Bad Judge and A to Z, were easily predicted before the shows even debuted, mostly because of how their respective networks handled their launches. ABC slotted Selfie and Love Story Tuesdays from 8 to 9 p.m., depriving them of an established lead-in and pitting them opposite the biggest hits on both NBC (The Voice) and CBS (NCIS). NBC bundled the thematically dissimilar Bad Judge and A to Z together on Thursday nights opposite ABC’s juggernaut Scandal while simultaneously announcing their 9 p.m. time slot would be filled by The Blacklist come February. Add in the fact that none of the four shows got much of a promotional push over the summer, and it was pretty clear Alphabet and Peacock execs weren’t counting on long lives for any of the shows. Historically, such obvious burn-offs have been accepted as an unavoidable by-product of a broadcast business model in which widespread failure is baked in. Unlike cable nets, which generally have the luxury of focusing on just one or two big scripted premieres every quarter, the Big Four can find themselves rolling out upward of two dozen new and returning shows over the course of a single month. That’s by design: Networks take a lot of shots because, the theory goes, the more at-bats you take, the better the chance of getting a home run.
But, at least with comedies, maybe it’s time for networks to get out of the assembly-line business. The old model relied heavily on the idea of audience flow, where a sizable percentage of the viewers who tuned in for Friends or The Big Bang Theory would automatically stay tuned for the next one, two, or three comedies on a lineup. Lead-ins are still important — maybe more so than ever before — but we’re now in an age where, save for Big Bang and Modern Family, there simply aren’t blockbuster comedies that can reliably serve as launching pads for newer shows. With a shortage of comedy hits, networks shouldn’t be wasting their energies on shows they don’t believe in, and if they do love a show, they need to have a better game plan for it. Reasonable people can disagree about whether NBC’s lack of faith in its Kemper comedy was justifiable, but this much is certain: Wasting time and money on a show it didn’t believe in would’ve been a far bigger mistake.

SEGUI L'INIZIO DELL'INCHIESTA SULLA RECESSIONE DELLE SIT-COM QUI

venerdì 12 dicembre 2014

IL GIOCO DEI TELEFILM - Per gli amanti delle serie tv, il regalo più atteso è “Il Gioco dei Telefilm” di Leo Damerini e Fabrizio Margaria, il primo gioco in scatola sulle serie tv prodotto da Ghenos Games al grido di "Giochiamo con la Settima Arte Bis!". Silver, autore di tutti i disegni originali

E’ tra i 50 giochi più intelligenti in circolazione. Un’infornata di cultura pop”. (“Wired”, Novembre 2013)

Mancano pochi giorni a Natale.
Per tutti gli amanti delle serie tv, il regalo più atteso del Natale è “IL GIOCO DEI TELEFILM”, il primo gioco in scatola sulle serie tv di tutti i tempi lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà.
Ideato e curato da Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria – già autori del “Dizionario dei Telefilm” (Garzanti), fondatori dell’Accademia dei Telefilm e direttori del Telefilm Festival – il gioco è prodotto da Ghenos Games e vanta i disegni originali d’impatto e in esclusiva di Silver, nonchè il regolamento alla larga dalla banalità di Luca Borsa.

Un regalo adattissimo per riunire tutta la famiglia sotto l'Albero, svariando dalle serie tv Vintage (quelle dal 1950 a fine anni '80), Modern (dagli anni '90 al 2005) e New (dal 2005 ad oggi). Oltre naturalmente ad essere un vero e proprio "must" per chi adora i telefilm o per chi vuole sorprendere con un regalo alternativo alla classica Tombola...
 "Lo sdoganamento dei telefilm al quale abbiamo in parte contribuito dal primo ‘Dizionario dei Telefilm’ del 2001 – spiegano Damerini e Margariaaveva bisogno di un ultimo tassello. La possibilità, tra una puntata e l'altra, in attesa della trasmissione della serie del cuore, di riunirsi e giocare all'insegna dei telefilm. Quella forza aggregatrice che abbiamo testato dalle librerie alle edicole, dalle sale cinematografiche ai social network: una nuova declinazione per divertirsi con le serie tv, in compagnia o in coppia (i più perversi, anche da soli!), su tutti i telefilm della storia”.
Al motto dei due ideatori “Giochiamo con la Settima Arte Bis!”, “IL GIOCO DEI TELEFILM” mette alla prova la conoscenza seriale dei partecipanti e ruota attorno ad un meccanismo di “puntate” sia sulla propria capacità a rispondere che su quella degli avversari, in modo che non possano ottenere troppi punti, adottando la tattica più congeniale.
Lungo 750 domande di diversi generi e difficoltà, il regolamento contempla la scelta di poter selezionare l'epoca in cui ambientare il Gioco, oppure di mischiare tutte le carte con le relative domande e viaggiare senza confini temporali come il Doctor Who.
Qual è il soprannome della sorella di Richie Cunningham in "Happy Days"? Di che colore è la macchina con la quale sgommano "Starsky&Hutch"? Qual è il nome di Locke di "Lost"? Quale mestiere svolge la moglie di "Colombo"? Qual è il pianeta originario del "Doctor Who"? Come si chiama la cittadina al centro di "True Blood"? Qual è stata la prima serie drammatica tratta da una sit-com?...

IL GIOCO DEI TELEFILM” riunisce amici, parenti, partner, coniugi ed amanti per un divertente ed entusiasmante viaggio a 360 gradi nelle serie tv sulla scorta di domande storiche, curiose, indiscrete, sul cast e sulle trame, sulle location, i numeri e i primati, sui nomi e i cognomi che hanno reso il piccolo schermo sempre più grande.

Nel nostro immaginario – spiegano Damerini e Margaria - "IL GIOCO DEI TELEFILM" nasce con l'intento di riunire più generazioni, formando squadre equilibrate composte da genitori, figli e nipoti, ciascuno preparato (chi più, chi meno) sulla propria epoca seriale. E' solo una suggestione, per carità. Nulla vieta di mettere da parte il tabellone e giocare solo con le carte a domanda-risposta seduti in circolo, sotto l'Albero di Natale come sotto l'ombrellone...”.
Altra chiave di lettura, è quella di accendere i riflettori su serie tv dimenticate o misconosciute, magari appartenenti ad altre epoche televisive rispetto alla propria, suscitando la curiosità di andarle a (ri)scoprire. Magari verificando qual è stato il telefilm antesignano di "Six Feet Under" o il serial-padre, tutto al maschile, di "Charlie's Angels" (firmato dallo stesso Aaron Spelling), nonchè la serie di John Landis del 1999 che in qualche modo, seppure in parte, ha ispirato J.J. Abrams per "Lost".
E non si pensi che sapere tutto sui telefilm possa essere assai determinante per la vittoria finale e per aggiudicarsi il titolo di Telefilm Master. “IL GIOCO DEI TELEFILM” prevede anche una buona parte di tattica in cui le "puntate" per andare a rimorchio del concorrente più preparato o la possibilità di "murarlo" possano favorire anche chi non è propriamente un sapientone seriale. La fortuna e gli imprevisti, come in ogni gioco, fanno poi il resto.
Con “IL GIOCO DEI TELEFILM” ogni partita sarà diversa. Volta dopo volta, puntata dopo puntata. Come una serie tv.

"Un gioco destinato a diventare il Trivial Game più divertente dell'anno!". (Dal comunicato stampa di "Lucca Comics")

Ghenos Games, presente sul mercato dal 2005, è una brillante casa editrice e distributrice di giochi da tavolo, con sede a Milano. La visione di Ghenos è basata sulla certezza che nella nostra era tecnologica i giochi definiti non-tecnologici possiedano innata la capacità di provocare e stabilire relazioni tra i partecipanti, educare i giocatori alla sfida e quindi alla crescita ed al miglioramento continuo, stimolare la propensione ad osservare e studiare l’altro, promuovendo il rispetto delle idee diverse dalle nostre, generare emozioni trasmettendo felicità nel condividerle. Il core business di Ghenos è incentrato sulla produzione, pubblicazione e distribuzione di giochi da tavolo non tecnologici e la sua strategia si fonda sulla crescita, sulla trasformazione e sulla costruzione di questo business. La missione di Ghenos è diventare una società leader in questo settore.

Il “Gioco dei Telefilm” si trova in tutti i negozi della Città del Sole sparsi per l’Italia. Qui indirizzi e località. Altrimenti è acquistabile on line alla pagina della Ghenos Games.

Ghenos Games: www.ghenosgames.com
NEWS - Mediaset Premium accelera sullo streaming, Netflix in arrivo a primavera (?)

Articolo tratto dal "Corriere della sera"
Mediaset Premium è pronta al lancio della tv in streaming, un servizio che oggi è già disponibile ma solo per i suoi abbonati (2 milioni circa) Dal 2015, invece, tutto il palinsesto della pay tv del gruppo Berlusconi, dallo sport, al cinema, all'informazione, sarà raggiungibile anche da chi non possiede un televisore o non è interessato a un abbonamento tradizionale. Un pubblico «in mobilità» e di nativi digitali. L'iniziativa è parte del piano messo a punto da Franco Ricci, il manager della società che si è costituita come società per azioni alla fine dello scorso mese separandosi dalla casa madre. L'offerta in mobilità e in alta definizione riguarda tutte le tipologie di tablet e smartphone, con linguaggi iOs o Android. Mediaset Premiun punta potenziare anche così i servizi attorno al calcio dopo la conquista dei diritti in esclusiva della Champions League per il triennio 2015- 2018 e delle otto squadre di Serie A. Il colpo d'acceleratore sulla tv in streaming, collaudata per quasi un anno con il servizio «Infinity», potrebbe anticipare anche le mosse Netflix, il colosso Usa che si dice voglia sbarcare in Italia in primavera.
NEWS - Clamoroso al Cibali! George Clooney torna in tv con una serie dramedy sul cinema anni '90!

Post tratto da "Vulture"
George Clooney, who shot to stardom in the 1990s, is headed back to the decade for a new TV project. The actor/producer/director, whose Smokehouse Pictures production company signed an overall deal with Sony Pictures Television last summer, has teamed up with Foxcatcher director Bennett Miller and Rescue Me creator Peter Tolan for a one-hour comedic drama that will explore the movie business of the early 1990s, Vulture has learned. Details of the project are scarce right now, but people familiar with the project call it a dark comedy looking at the movie business through the eyes of the studio executives running it. Though it’s likely the characters in the show will be fictional, Clooney’s experiences in the business at the time seem like a logical source of inspiration for Tolan, who will write the script and executive produce with Clooney and Smokehouse partner Grant Heslov. Tolan also has plenty of experience chronicling the craziness of Hollywood, having served as head writer (with Garry Shandling) on HBO’s iconic The Larry Sanders Show. Miller, whose directorial credits also include Moneyball and Capote, is set to direct the pilot. Not surprisingly, given the auspices involved, the project has drawn strong interest from network execs who’ve heard the pitch from Clooney and Tolan this week: Two people familiar with the potential series tell Vulture the only question now is where it will land and what sort of financial commitment it will generate. Sony has had meetings with basic and premium cable networks, as well as at least one streaming service. If and when the project goes to series, it won’t be the first time Clooney has put his name on a TV show about Hollywood: He, Heslov, and Stephen Soderbergh produced 2005’s Unscripted for HBO.  

giovedì 11 dicembre 2014

NEWS - 200 di queste ossa! "Bones" taglia il traguardo del doppio centinaio di puntate con l'omaggio a Hitchcock

(ANSA) LOS ANGELES - Bones, la serie tv che celebra le avventure dell'antropologia forense resa celebre dai romanzi di Kathy Reichs, si appresta a spengere le duecento candeline. Con l'episodio in onda questa settimana negli Stati Uniti, infatti, la serie interpretata da Emily Deschanel e David Boreanaz tagliera' il prestigioso traguardo dei 200 episodi, che solo una manciata di altre serie hanno raggiunto nella storia del piccolo schermo. Per festeggiare in grande evento, gli autori hanno deciso di dare vita a uno degli episodi che tenevano da tempo chiusi nel cassetto: un tributo al maestro del brivido, Alfred Hitchcock. Nonostante la star della serie, David Boreanaz, che per l'occasione si e' anche cimentato nella sua decima esperienza dietro la macchina da presa, inviti ad andarci piano con le etichette per evitare i paragoni "con il maestro", e' innegabile che l'episodio in questione attingera' con devota reverenza ad alcuni degli elementi chiave delle spy story piu' conosciute di Hitchcock, come "Caccia al ladro" (1955) e "Intrigo internazionale" (1959). "Questa puntata e' stata una fantastica occasione per trasportare i personaggi di sempre in un'epoca diversa da quella in cui siamo abituati a vederli, pur rimanendo fedeli a se stessi", ha detto Boreanaz. La storia in questione, infatti, immagina la squadra del fittizio Jeffersonian Institute nella Hollywood degli anni Cinquanta, con una Brennan (Emily Deschanel) che invece dell'antropologa forense veste i panni di una detective della Polizia di Los Angeles alle prese con il sessimo all'interno della sua unita', mentre Booth (David Boreanaz) ha lasciato a Washington il suo badge dell'FBI per calarsi nei panni di un noto ladro di gioielli. Quando questi viene incastrato per l'omicidio di un uomo dell'alta societa' (il neo acquisto del cast, John Boyd), lui e Brennan decidono di formare una squadra per cercare di trovare cosi' il vero assassino. "Piu' sono le celebrazioni e piu' mi rendo conto di quanto reale sia questo traguardo", ha confessato Emily Deschanel, che ha da poco annunciato la sua seconda gravidanza. "Non mi ricordo tutti questi episodi ma dobbiamo averne girati davvero un bel po', o sbaglio?" scherza. "E' un grande traguardo per tutti quanti, dalla produzione ai ragazzi della troupe", ribatte Boreanaz. "Mi sembra ieri quando non sapevamo se ci avrebbero confermato per la prima stagione e invece sono passati gia' nove anni. E' incredibile e commovente allo stesso tempo", ha detto il creatore della serie Hart Hanson.  E sebbene il duecentesimo episodio sia gia' un importantissimo traguardo, ancora piu' importante e' quello che si cela appena dietro l'angolo: con l'episodio numero 206, infatti, Bones diventera' a tutti gli effetti la serie tv piu' longeva nella storia della 20th Century Fox. Sara' un caso che 206 e' anche il numero di ossa che si trovano nel corpo umano? Come Booth e Brennan spesso dichiarano: le coincidenze non esistono.
NEWS - Golden Globes, le scelte di Telefilm Cult (in rosso)!

Miglior serie Drama
The Affair
Downton Abbey
Game of Thrones
The Good Wife
House of Cards

Miglior attore in una serie Drama
Clive Owen, “The Knick”
Liev Schreiber, “Ray Donovan”
Kevin Spacey, “House of Cards”
James Spader, “The Black List”
Dominic West, “The Affair”

Miglior attrice in una serie Drama
Claire Danes, “Homeland”
Julianna Margulies, “The Good Wife”
Ruth Wilson, “The Affair”
Robin Wright, “House of Cards”
Viola Davis, “How to get away with murder”

Miglior serie Comedy
Transparent
Jane the Virgin
Girls
Orange is the new black
Silicon Valley

Miglior attore in una serie Comedy
Louis CK, “Louie”
Ricky Gervais, “Derek”
Don Cheadle, “House of Lies”
William H Macy, “Shameless”
Jeffrey Tambor, “Transparent”

Miglior attrice in una serie Comedy
Gina Rodriguez, “Jane the Virgin”
Lena Dunham, “Girls”
Edie Falco, “Nurse Jackie”
Julia Louis-Dreyfus, “Veep”
Taylor Shilling, “Orange is the new black”

Miglior Miniserie o Film tv
Fargo
The Missing
The Normal Heart
Olive Kitteridge
True Detective

Miglior attore in una Miniserie o Film tv
Martin Freeman, “Fargo”
Billy Bob Thornton, “Fargo
Matthew McConaughey, “True Detective”
Woody Harrelson, “True Detective”
Mark Ruffalo, “The Normal Heart”

Miglior attrice in una Miniserie o Film tv
Maggie Gyllenhaal, “The Honorable Woman”
Jessica Lange, “American Horror Story: Freak Show”
Frances McDormand, “Olive Kitteridge”
Frances O’Connor, “The Missing”
Allison Tolman, “Fargo”

Miglior attore non protagonista in una Serie Tv, Miniserie o Film tv
Alan Cumming, “The Good Wife”
Matt Bomer, “The Normal Heart”
Colin Hanks, “Fargo”
Bill Murray, “Olive Kitteridge”
Jon Voight, “Ray Donovan”

Miglior attrice non protagonista in una Serie Tv, Miniserie o Film tv
Uzo Aduba, “Orange is the new black”
Kathy Bates, “American Horror Story: Freak Show”
Joanne Froggatt, “Downton Abbey”
Allison Janey, “Mom”
Michelle Monaghan, “True Detective”
SGUARDO FETISH - Clamoroso al Cibali! Kent-down! Nasce un parco a tema delle serie tv BBC! (nel 2020: ci tocca sopravvivere come Doctor Who...)
LONDRA - Una combinazione del ''glamour di Hollywood con il meglio della cultura British''. Questa la descrizione del nuovo parco a tema dedicato alle serie Tv di successo prodotte dalla Bbc e che verra' inaugurato nel 2020 nel Kent, in Inghilterra. E' il frutto di un accordo tra Bbc Worldwide (il braccio commerciale dell'emittente pubblica britannica) e una grande societa' londinese di sviluppo urbano che mira a ''portare in vita'' i programmi e i personaggi piu' seguiti, grazie ad un investimento da due miliardi di sterline. Cosi' i visitatori potranno calarsi nel mondo di 'Sherlock' (la fortunata serie che vede protagonista l'attore Benedict Cumberbatch nei panni di Sherlock Holmes), a quello di 'Doctor Who'. The BBC put extended plans for the theme park on show this month as part of its public consultation. London Paramount Entertainment Resort is expected to create 27,000 jobs, and attract 15 million visitors by its fourth year of opening. Kent Online even notes its 2-hour population catchment is the same size of Disneyland Paris. The theme park will be the first of its kind in the UK, inspired somewhat by similar Hollywood-styled resorts. London Paramount explains there will be 12 major rides — so it could be that you're riding in a Tardis or solving a mystery with Sherlock in the near future.

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mercoledì 10 dicembre 2014

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Fall", l'intrigante passo a due tra detective e sospettato
"La fase di splendore che sta attraversando la serialità televisiva inglese trova ogni giorno nuove conferme: l'ultima è la serie «The Fall» della Bbc (in Italia su Sky Atlantic, mercoledì, 21.10). La serie è un poliziesco piuttosto tradizionale: c'è una detective, Stella Gibson (interpretata da Gillian Anderson, l'indimenticata agente dell'Fbi Dana Scully in «X-Files») che viene chiamata a collaborare con la polizia di Belfast, in difficoltà nel risolvere due casi di omicidio all'apparenza molto simili. Due giovani donne, professioniste affermate, uccise con una procedura che assomiglia molto a un rito, dall'impostazione quasi scenografica. La polizia non vuole credere che i due casi rappresentino due tessere dello stesso mosaico, ma a Stella la correlazione sembra del tutto evidente, intravede la mano di un killer seriale spinto da istinti misogini, di cui si mette sulle tracce. La caccia è resa difficile dal fatto che il killer è abilissimo a non lasciare alcun segno della sua presenza sulla scena del crimine, conduce una vita all'apparenza molto normale, è un padre di famiglia, un individuo ben inserito nella società, addirittura un terapeuta. Tutto il racconto si gioca su una dimensione psicologica, Stella prova a entrare nella testa di chi commette i delitti per capirne le motivazioni e inchiodarlo alle sue responsabilità: il fascino della serie sta proprio nel viaggio di scoperta nei meandri tortuosi della psiche, nel «passo a due», fitto di parallelismi e richiami reciproci, che si crea tra investigatrice e sospettato. Lo spazio narrativo dedicato alle procedure investigative, ai dettagli forensi dei delitti perpetrati dal serial killer non prende mai il sopravvento su quello utilizzato per raccontare i personaggi. «The Fall» non è una serie innovativa ma è realizzata molto bene, con elevati valori produttivi (regia, fotografia, scrittura). Di quelle che spesso in Italia si fatica a fare". (Aldo Grasso, 08.12.2014)

martedì 9 dicembre 2014

NEWS - E' (ancora) la crisi delle sit-com, bellezza! A parte "The Big Bang Theory" e "Modern Family", nessuna sit-com nei 20 programmi Usa più visti dell'autunno. L'inchiesta è aperta!

Articolo di Josef Adalian per "Vulture"
November was another bad month in what’s been a pretty awful couple of years for the once-mighty network sitcom. NBC, which dominated the TV business for nearly two decades based on the strength of its comedy bench, announced it was ceding custody of an already-filmed Ellie Kemper half-hour from producer Tina Fey and selling the project to Netflix. The decision had nothing to do with the show’s quality — Netflix liked it so much, it has already ordered a second season — but instead was a depressing admission by the Peacock that it felt there was virtually no chance it could make the show a success given the network’s lack of even a single sitcom hit. This week’s announcement that NBC would also burn through the final season of the Amy Poehler–led Parks and Recreation in under two months added an exclamation point to the declaration of surrender: Rather than use the swan song of its longest-running and most critically admired half-hour to launch a successor sitcom, the network (probably correctly) decided it would be better off giving Parks a semi-dignified send-off and quickly moving on.
A similar come-to-Jesus moment was likely behind CBS’s unexpectedly early cancellation of the Will Arnett–Margo Martindale sitcom The Millers, just weeks into its sophomore season. The same network that had always managed to make America fall in like with middle-of-the-road sitcoms such as Rules of Engagement, Still Standing, and Mike and Molly seemed to be conceding even it no longer had the power to force us to sit still for whatever mediocrity it slotted behind a monster hit (in this case, The Big Bang Theory). By themselves, the NBC and CBS decisions didn’t dramatically alter the small-screen landscape. Taken together, they’re symptoms of something far more depressing: Network TV is suffering through a Great Sitcom Recession, and there aren’t many signs of recovery on the horizon.
At first blush, the downturn in the sitcom economy might appear to just be part of the larger crisis facing the overall linear TV business — the oft-documented challenges posed by audience fragmentation, time-shifting, and the growth of streaming networks such as Netflix. But while times are tough all over, it’s different with comedy. Even as TV transforms itself in real time, broadcasters have still managed to find a way to restock their shelves with new drama hits: The Blacklist, Scandal, How to Get Away with Murder, Chicago Fire, and, possibly, this season’s Gotham and Scorpion. By contrast, the last time the networks launched an enduring, game-changing comedy smash was way back in 2009, when Modern Family exploded out of the gate for ABC. And it’s not just that there haven’t been a lot of new blockbusters. Scan Nielsen’s list of this season’s top 20 most-watched shows (above), and you’ll find just two comedies, period: Modern Family and The Big Bang Theory. This paucity of half-hour hits has left networks insiders “confused” and reeling, according to one top TV agent with deep ties to the comedy community. “It’s not quite dread, but more a sense of ‘What the fuck?’” he says. “There’s a question of ‘What do people want?’”
For those who subscribe to the “everything is cyclical” theory of television, the answer to that last question is simple: Viewers just want more good comedies. “Comedy will be dead until it isn’t,” says one broadcast veteran, who believes the genre is simply stuck in one of its periodic droughts. Industry insiders have called a code blue on comedy many times before. Most recently, more than a few small-screen pundits thought Friends would mark the end of the Universally Beloved Sitcom, until Chuck Lorre and Bill Prady made The Big Bang Theory a weekly obsession for more than 20 million Americans. But just as the economic crisis of 2008 was more than a standard-issue recession, comedy’s current troubles register as deeper than past downturns. NBC, which at one point in the 1990s had a weekly lineup packed with a whopping 18 sitcoms, could very well enter the 2015–16 TV season without a single returning half-hour. CBS cut back to a single hour of sitcoms on Mondays this fall for the first time in decades (and might even drop half-hours on the night altogether next season). Over at Fox, its biggest live-action comedy, New Girl, struggles to get to 5 million viewers each week.
The array of issues plaguing sitcoms right now suggests the traditional means of resurrection — making better shows — might not be enough. So how should networks battle back? In its announcement regarding its canceled Kemper comedy, NBC said it was focused on its “drama-heavy” midseason schedule, indicating retreat would be its short-term solution. But comedy is too essential a genre for networks to abandon altogether. Broadcasters have to come up with new strategies to deal with the comedy crisis. (SEGUE) 

lunedì 8 dicembre 2014

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Leighton Meester+Debra Messing in"Like Sunday, Like Rain"!
Leighton Meester ("Gossip Girl") struggles with a break-up, a new job, and a sick father in the trailer of her upcoming movie Like Sunday, Like Rain. The 28-year-old actress plays Eleanor, a struggling musician who becomes the live-in nanny of a 12-year-old music prodigy one summer. 
Like Sunday, Like Rain also stars Green Day frontman Billie Joe Armstrong, Debra Messing ("Will&Grace", "The Mysteries of Laura", "Smash"), and Julian Shatkin.
See the full trailer below!

venerdì 5 dicembre 2014

NEWS - Clamoroso al Cibali! Quella "stronza" di Krysten Ritter sarà Jessica Jones per Netflix! Battuta la concorrenza di Teresa Palmer e Alexandra Daddario
News tratta da Deadline.com
Marvel is mum as usual, but I hear they have tapped Krysten Ritter for the lead in the company’s straight-to-series drama Jessica Jones. Ritter was one of five actresses who tested for the role. I hear it came down to her and Teresa Palmer, with both doing chemistry reads with The Following‘s Mike Colter, believed to be the choice for male lead Luke Cage.
Spearheaded by Melissa Rosenberg, the 13-episode drama — the second in a four-series Netflix-Marvel deal — centers on Jessica Jones, a superhero suffering from post-traumatic stress disorder, which leads to her hanging up her costume and opening her own detective agency, where she ends up helping people and assisting other superheroes.
Ritter comes from a similar comedy background as Chris Pratt, the star of the latest Marvel hit superhero franchise, Guardians Of The Galaxy. While she recently did several comedy pilots and series, including cult ABC show Don’t Trust The B—-, Ritter also had a role on the dark AMC drama Breaking Bad. She will next be seen in Tim Burton’s Big Eyes. Ritter is repped by WME, Sanders Armstrong Caserta Management and manager Kyle Luker as well as attorney Dave Feldman.
Ritter won over other actresses invited to test for the lead of the company’s straight-to-series drama Jessica Jones for Netflix. It includes Alexandra Daddario, Teresa Palmer and Jessica De Gouw.
GOSSIP - Oh my GOT! "Gli attori sono tutti narcisi!": il j'accuse di Kit Harington tra un colpo di ciuffo e l'altro su "GQ"
Kit Harington shows off his gorgeous locks on the cover of British GQ‘s January 2015 issue.
Here’s what the 27-year-old Game of Thrones actor had to share with the mag:
On not being allowed to cut his hair for the show: “I’m more recognizable in public than much better-known actors. So many people watch, and I go around looking like my character.”
On his ‘resting face’: “I’d get people coming up to me in the street and asking if I was OK. But this is my default. I laugh, I make jokes, I just happen to reside in this face.”
On actors:They’re all narcissists. Every single one, I promise you. To have that verve, to get up and want to be watched. It comes from a place – either you were denied that attention as a child, or you were given lots of it and want more. Which is where I land.”
On Game of Thrones:Game Of Thrones is my life, it’s my day job, I love it. But honestly, if there is a curse of Thrones, it’s a lifetime of having to talk about it.”
For more from Kim, visit GQ-Magazine.co.uk.

giovedì 4 dicembre 2014

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Newsroom", a lezione di di giornalismo
"Una modesta proposta. I giornalisti italiani devono frequentare i corsi di formazione resi obbligatori da una legge che riforma gli Ordini professionali. Partecipando a corsi ad hoc, organizzati dall'Ordine, o ad altri eventi formativi riconosciuti, il giornalista deve acquisire nell'arco di un triennio 60 crediti formativi, con un minimo di 15 crediti annuali. Siccome i pochissimi corsi gratuiti sono già tutti esauriti (suscitando non poche polemiche), ne vorrei consigliare uno: «The Newsroom», la serie firmata da Aaron Sorkin. Negli Usa è già in onda la terza stagione; da noi, su Rai3, è visibile la seconda (giovedì, 23.15). Com'è noto, la serie racconta il lavoro della redazione giornalistica di un programma d'informazione: Will McAvoy (Jeff Daniels) è il carismatico anchorman della trasmissione «News Night», affiancato dalla produttrice Mackenzie McHale (la sua «coscienza professionale») e da una squadra di giovani giornalisti che affrontano con grande passione le insidie e le gioie del mestiere. La missione di Will è quella di trasformare il suo programma in uno strumento d'informazione a servizio dell'elettorato e dunque della società americana, senza curarsi troppo degli ascolti. È vero, «The Newsroom» non è piaciuta molto ai «veri» giornalisti che hanno intravvisto nella fiction un astratto e idealizzato trattato sulla professione, una sorta di lezioncina su come svolgere il proprio lavoro, sentendosi chiamati in causa soprattutto perché la serie si sofferma spesso su come gli organi d'informazione non abbiano coperto con l'adeguata accuratezza e imparzialità vicende importanti e recenti. Ma proprio qui, nel senso di inadeguatezza tra un modello ideale e la vita di tutti giorni, si possono scovare i crediti formativi. Per di più «a gratis», su una tv generalista. Dimenticavo: il titolo del corso è il seguente: «Come garantire un'informazione di qualità, semplicemente facendo bene il proprio lavoro». (Aldo Grasso, 28.11.2014)
NEWS - Clamoroso al Cibali! Il fenomeno "The Big Bang Theory" approda alla Facoltà di Fisica per dimostrare che "il (suo) successo è una scienza perfetta" (mercoledì 10 dicembre a Roma) 
Una lezione alla Macroarea di Scienze dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata dimostrerà come la sit-com più popolare e premiata nel mondo – in onda dal 6 gennaio su Joi di Mediaset Premium con l’8° stagione inedita– abbia tutti i crismi (scientifici) per avere successo. E che dietro le risate ci sia una teoria, guarda caso, scientifica.  Che “The Big Bang Theory” (per brevità social #TBBT) sia diventata la sit-com più popolare/scaricata/premiata al mondo degli ultimi anni è noto a tutti ed è ormai un dato di fatto. Basti elencare i 7 Emmy Awards (gli Oscar della tv americana) vinti fino ad oggi e il primato di “serie più popolare al mondo (Italia compresa)” stilato un mese fa dalla CNN. Per salutare l’avvento dell’attesissima 8° stagione inedita su Joi di Mediaset Premium dal 6 gennaio 2015 (ogni martedì in prima serata), mercoledì 10 dicembre, alle ore 14.00,  si terrà una lezione sui generis nell’Aula Magna Pietro Gismondi della Macroarea di Scienze dell’Università di Tor Vergata a Roma. Lo scopo è quello di dimostrare agli studenti   presenti e al pubblico collegato in streaming come una sit-com, dietro gli sketch e le battute comiche, nasconda teorie e formule chimiche/fisiche reali e che, sotto sotto, si basi su una sorta di “algoritmo della comicità” destinato ad avere successo come una reazione chimica. Impegnati nella dimostrazione della teoria solo apparentemente ai confini della scienza, saranno il Professor Amedeo Balbi, del Dipartimento di Fisica, astrofisico e noto divulgatore scientifico, nonché Giorgio Gherarducci della Gialappa’s Band. Il primo renderà note le vere teorie e formule scientifiche disseminate lungo le stagioni di “TBBT”, mentre il secondo si soffermerà sulla “matematicità comica” utilizzata dagli sceneggiatori per indurre la risata. Il tutto condito da clip e spezzoni della sit-com a dimostrazione di quanto enunciato. Faranno da contorno all’incontro i doppiatori della sit-com: Emilia Costa, voce di Amy; Gabriele Lopez, doppiatore di Leonard e Alessio Buccolini voce di Raji. Tutti portatori sani di retroscena e curiosità in sede di doppiaggio della sit-com più osannata nel mondo (Italia compresa). Al termine della “lezione” sui generis, verrà proiettato il pilot dell’8° stagione inedita in programma su Joi dal 6 gennaio. L’intero appuntamento sarà visibile in streaming su TgCom24 con tanto di live twitting (@PremiumJoi e @notizieincampus). Uno speciale ad hoc sull’evento sarà trasmesso a più riprese su Joi prima dell’inizio dell’8° stagione inedita di “TBBT”. In occasione della trasmissione su Joi dell’8° stagione inedita a gennaio, Warner Bros. Entertainment Italia lancerà un concorso legato al nuovo Dvd della 7° stagione dove i vincitori potranno passare una giornata nella sala di doppiaggio di “TBBT”.

martedì 2 dicembre 2014

NEWS - Clamoroso al Cibali! "Tra 16 anni la tv tradizionale sarà estinta": il boss di Netflix dixit

News tratta Uproxx.com
According to a new study conducted by the research and consulting firm Centris Marketing Science, Netflix’s original series, led by Orange is the New Black, experienced a marked surge in viewership during the third quarter. According to the study, 72 percent of subscribers in the United States said that they watched at least some of Netflix’s original programming. The study doesn’t indicate how much or what shows that subscribers watched, but it did report that 57 percent of subscribers find the original content to be an important reason why they are Netflix subscribers.
Buoyed, perhaps, by this news, Netflix CEO Reed Hastings also signalled the death of broadcast networks, comparing it to the horse before the car:
“It’s kind of like the horse, you know, the horse was good until we had the car,” he said. “The age of broadcast TV will probably last until 2030.”
Hastings is also nonplussed by Nielsen’s plans to measure Netflix viewing based on the audio heard by Nielsen meters in Nielsen homes. Hastings claims those measurements won’t be very relevant because they will not measure viewing on tablets and other mobile devices.
Meanwhile, while viewers across all demos are sampling more and more original content, expect viewers above the age of 60 — the median age for a Longmire viewer — to sample even more now that Netflix is bringing the fourth season of Longmire to its service. Niche comedy fans will probably also turn out in droves from the Tina Fey comedy The Unbreakable Kimmy Schmidt, the sitcom Netflix recently took over from NBC.

lunedì 1 dicembre 2014

NEWS - Più Arance per tutti! "Orange Is The New Black" provoca imitazioni e parodie (in attesa di quella...porno) - (VIDEO) 
Jessa Zarubica (It’s not Porn…it’s HBO) and Issa Rae (Awkward Black Girl) star in Orange is the New Black And Sexy, a satire on the popular Netflix series Orange is the New Black. The parody pokes fun at Piper (Zarubica) as she becomes enchanted by the black prison clique led by Taystee (Issa Rae) and experiences her own metamorphosis. Other current cultural trends (Miley Cyrus, Julianna Hough) are referenced while paying homage to the hit series in this hysterical mash up.
Orange is the New Black And Sexy is a BlackAndSexy. TV and Dayna Lynne North/Loud Sista Production, co directed by Dennis Dortch and Numa Perrier.

domenica 30 novembre 2014

GOSSIP - A Shay Mitchell di "PLL" eccita fare un bel pic-nic condito di sesso (ma non con voi, con Ryan Gosling!)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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