martedì 24 maggio 2016

NEWS - Lexa forever! Rivolta degli sceneggiatori e comunità LGBTQ per le scomparse premature dei personaggi gay

Articolo tratto da Mic.com
Amid a year of television in which LGBTQ characters have been killed off in several series, fans and critics alike have had enough of the senseless deaths. They deserve better. That was the motivation for YouTuber fearlessummer, who compiled together the many tragic deaths of gay characters on TV and film — not only from this year, but from several years of the repeated trope. 
The video was prompted by the controversial death of Lexa, a lesbian character played by Alycia Debnam-Carey, in the CW's The 100, according to the YouTube video's description. Lexa begins the montage, but it includes several characters from other series and films, including Tara (Amber Benson) in Buffy the Vampire Slayer, Tricia (Madeline Brewer) in Orange Is the New Black and Laurel Hester (Julianne Moore) in Freeheld. Along with the many gay characters, the video features voiceover from fellow Youtuber Moog Ferlita, who expressed their own disappointment in Lexa's death.
While it is an indicting and oft-repeated issue, the good news is some people in the industry are listening. In April, several TV writers and producers signed the "Lexa Pledge," which includes seven principles they pledge to adhere to with regard to LGBTQ characters on TV. Most importantly, that included promising not to kill off gay characters simply to further the plot of a straight one.
Still, while the "Lexa Pledge" is a good start, TV series and films are going to have to demonstrate these tenants in action before we can formally label any progress ma. If not, such heart-wrenching montages could be all the more frequent — and rightfully so. 

lunedì 23 maggio 2016

GOSSIP - Il (vero) mistero di "Blindspot": Sullivan Stapleton è fidanzato o no? 
Di origini australiane, Sullivan Stapleton, protagonista maschile di “Blindspot” (Italia 1), si è fatto conoscere negli ultimi anni per la serie “Strike Back” e, al cinema, al fianco di Ryan Gosling e Sean Penn in “Gangster Squad”, oltre ad aver interpretato il leader di “300-L’alba di un impero”. In passato era comparso in tv in “Satisfaction” (su Premium Stories la 2° stagione inedita). Nonostante la sua riservatezza da australiano poco incline ai riflettori dei gossip, il 14 maggio scorso l’imprescindibile “Australian Sun Times” ha spifferato che l’attore sarebbe alla ricerca dell’anello di fidanzamento per una non meglio precisata fidanzata e che sarebbe stato visto in giro per gioiellerie (senza accennare di quale città). Il 20 maggio la notizia è stata smentita, senza però citare la fonte della smentita stessa e senza precisare se l’attore sia attualmente fidanzato e/o alla ricerca dell’anello. Insomma, un mistero da tuatuare addosso a Jane Doe!

sabato 21 maggio 2016

venerdì 20 maggio 2016

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Segnatevelo nel costumino! Manca un anno al film di "Baywatch" (ce la faremo a resistere nell'attesa? Se non affoghiamo al largo e i bagnini corrono al rallenty...)

News tratta da Comingsoon.net
With Baywatch set to hit the big screen one year from today (May 19, 2017),  Paramount Pictures has today released a special Baywatch postcard that offers a look at the film’s cast. From left to right, the Baywatch team includes Jon BassAlexandra Daddario, Zac EfronDwayne JohnsonKelly Rohrbach and Ilfenesh Hadera. Check out the full version of the Baywatch postcard in the gallery viewer below!
Also starring Priyanka Chopra and Hannibal Buress, Baywatch offers a big-screen take on the television series that originally premiered on NBC in 1989. The original Baywatch cast included David Hasselhoff, Parker Stevenson, Shawn Weatherly, Billy Warlock, Erika Eleniak, Peter Phelps, Brandon Call and Holly Gagnier. The series was initially not a success and was cancelled after a single season. Plans were made, however, to move Baywatch into first-run syndication and, in 1991, Baywatch returned to the airwaves where it continued for a full decade, bringing in new cast members like Yasmine Bleeth and Pamela Anderson. The show also received a short-lived spinoff, Baywatch Hawaii.
This Baywatch postcard follows a steady stream of on set photography that has been shared by the film’s cast. You can check out previously-revealed shots from the R-rated comedy feature by scrolling through the gallery viewer.
Although several writers have been attached to the Baywatch movie, the most recent draft hails from the Friday the 13th pair of Damian Shannon and Mark Swift. Horrible Bosses and Identity Thief director Seth Gordon is helming the new Baywatch film, which is being produced by Dwayne Jonson alongside Michael Berk, Greg Bonann, Beau Flynn, Dany Garcia, Ivan Reitman and Douglas Schwartz.
Are you excited for Baywatch next year? Let us know in the comments below!

giovedì 19 maggio 2016

NEWS - UE', Netflix! Le piattaforme on line Usa obbligate a produrre il 20% delle serie tv in Europa

Articolo tratto da "La Stampa"
I servizi di video su richiesta come Netflix o Amazon potrebbero essere costretti a rendere più «europei» i loro cataloghi, con una quota di almeno il 20% di film e serie tv fatti nel Vecchio Continente. È l'ipotesi, rilanciata dal Financial Times, a cui starebbe lavorando Bruxelles in un piano che sarà reso noto la prossima settimana. Secondo le indiscrezioni, inoltre, i contenuti prodotti in Europa dovranno avere una posizione di evidenza nelle schermate online di tali servizi e le piattaforme potrebbero essere costrette a dare un contributo finanziario alle produzioni locali. È la prima volta che l'Ue si pone il tema dell'invasione di contenuti Usa dovuta alle piattaforme online. Una prima risposta è stata industriale, con l'alleanza tra Mediaset e la francese Vivendi per creare una piattaforma europea diffusa in Italia, Francia, Spagna e Germania, attraverso cui distribuire prodotti per lo più europei. Ora a contrastare la dominazione di Hollywood potrebbe scendere in campo anche Bruxelles. Sempre settimana prossima l'Unione europea potrebbe eliminare il cosiddetto «geo-blocking», la regola secondo cui non è possibile - per una questione di diritti - usufruire all'estero dei servizi video a cui si è abbonati.
NEWS - Spazio, ultimo teaser! Le prime immagini del nuovo "Star Trek" di Fuller

mercoledì 18 maggio 2016

NEWS - Niente sesso, siamo inglesi telefilmaddicted! Per il 12% dei britannici le serie tv sono meglio di una scopata

News tratta dal "Daily Mail"
Il nostro tempo libero è sempre più affastellato di schermi, social network e serie tv, da farci dimenticare molto, troppo spesso l’esistenza di libri da leggere o parchi in cui rilassarsi. Secondo una ricerca portata avanti da Sky in Regno Unito, siamo così assuefatti dalle serie tv che uno su cinque di noi resta sveglio tutta la notte a guardare l’ultima stagione “imperdibile” di una tra le mille serie che seguiamo. L'indagine ha rilevato che le serie TV hanno sostituito praticamente ogni altra attività da tempo libero. La loro durata e la dipendenza che provocano, azzerano il desiderio per qualsiasi altra cosa. E inoltre, si possono usare diversi dispositivi per guardarle ovunque, dal cesso a letto, a lavoro. Pesante, vero? Il 6 per cento degli intervistati confessa di non aver resisto a terminare una puntata al lavoro. Il 27 per cento sta seguendo 3 o più serie contemporaneamente. Il 64 per cento delle persone ha scelto un programma per vedere serie sui tablet o sul computer, l’82 per cento se si tratta di minori di 24 anni. Infine, il 20 per cento ammette di sentirsi escluso se sente gli altri parlare di una serie che non ha ancora visto.
Tra le serie che creano più dipendenza in Inghilterra:

1. Game of Thrones - 33 per cento
2. X-Files - 29 per cento
3. The Walking Dead - 27 per cento
4. Friends - 23 per cento
5. Making a Murderer- il 20 per cento
6. Breaking Bad- 16 per cento
7. 24 -16 per cento
8. Soprano - 14 per cento
9. Father Ted - il 14 per cento
10. Prison Break - il 13 per cento

Il 12 per cento ha ammesso di preferire l’ultima puntata che si è perso a fare sesso, mentre il 3 per cento è così assuefatto che non smette nemmeno sul water, il 5 per cento nella vasca da bagno, e il 7 per cento in vacanza.

martedì 17 maggio 2016

lunedì 16 maggio 2016

NEWS - Se guardi (solo) Netflix eviti più di 4 giorni all'anno di pubblicità!

News tratta da Mic.com
Aside from the occasional "are you still watching?" notifications, Netflix users enjoy a seamless binge-watching TV and movie experience without interruption. Not having commercials to deal with is certainly a great perk, but just how much time was being saved by skipping them had never been quantified. Well, until now.
Streaming blog Cord Cutting decided to calculate how many hours of commercial time is avoided by a Netflix user each year, as opposed to a cable TV watcher, and the results are pretty substantial. By comparison, Netflix saves its users around six days a year that would be spent watching commercials. 
To calculate this, the blog took the 125 million hours of Netflix content its users stream per day and divided it between its 75 million subscriber base. (A typical user, then, would watch roughly 1.67 hours of Netflix content per day.) These numbers were compared with Nielsen data, which showed how many minutes of commercials were shown on traditional TV within a one-hour period. "So each subscriber saves him or herself about 160 hours of commercials per year by streaming their content through Netflix," the post reads. "To put that in perspective, the average American work week is 34.4 hours. Netflix is saving its subscribers 4.6 work weeks' worth of commercials each year.
While this notion is exciting for subscribers of Netflix and similar streaming services, it's a massive concern for advertisers who are losing traditional commercial spots. Just last month, it was announced Saturday Night Live would cut its commercials by 30%, leaving more room for skits. 
As for Netflix users, keeping up such a torrid, commercial-free pace could be quite beneficial in the long run. As the A.V. Club notes, watching that amount of Netflix for 80 years would essentially save you a year of your life that could be spent viewing commercials on TV. Or, you could just go outdoors ... but that's a daunting task.

venerdì 13 maggio 2016

NEWS - Ecco perchè "Krypton" sarà "una specie di 'Game of Thrones' nello spazio"...


News tratta da "Uproxx"
You’d think the idea of hanging around a superhero’s home turf before they were a hero would sound boring. Then Gotham came along and reminded us that in the right hands, nothing is boring, especially when your network will let you get away with blowing up characters with a rocket launcher. So now the long-rumored Krypton is finally getting a shot, or at least a pilot.
We’ve known a pilot was coming for a while, but it appears that SyFy is planning to take the show to series. The plot follows the House of El, two generations before Jor-El fires his baby into space, as they’re unjustly disgraced and attempt to return to prominence. In other words, it’s Game of Thrones, but probably less violent and in space. They’ve already locked in a showrunner, Sleepy Hollow‘s Damian Kindler, and even though Supergirl is struggling with CBS, it seems likely to return in some way. And, of course, Smallville kept up the Superman prequel business for a solid decade.
Of course, a pilot order and preparing for a series is not the same thing as making a series. Still, there’s a lot of leeway here. Krypton has been everything from a sterile, emotionless society in the hands of John Byrne to a vibrant pulpy space adventure setting in the Silver Age. If handled right, even Superman’s grandpa will be fun to watch. Especially if they give him a rocket launcher.

giovedì 12 maggio 2016

GOSSIP - Shay Mitchell di "PLL" su "Cosmo": "Io lesbica? Amo chi mi va, chissà chi amerò da qui a 3 anni..."
On the gender of a potential partner: "When I started, people were like, 'What are you?' I'm like, right now I'm dating a guy. I don't know what it's going to be in three years. You love who you love. Black, white, polka dot, that's what my dad always said. I'm never going to label myself. I could be 50 and dating a woman and then what? I said I was straight and now I'm not?'"  
On auditioning during the day and working bottle service at night pre-Pretty Little Liars: "I have so much respect for waiters, waitresses, girls who work in clubs. It's tough. I'd have old guys saying 'You're so pretty, why are you working?' or, 'Come live with me, honey.' Like, what, so I can be taken care of? That's the last thing that I want. What I wanted to say was, '[I work] so I will never end up with someone like you.'"
On where she's headed post-Pretty Little Liars: "I'd rather have a company. I don't want to be dependent on a call from my agent — taking projects I'm not OK with because I need to. To be honest, winning an Oscar is not one of my goals." 
On handling each social media platform with a marketer's precision: "My Instagram is like an art gallery — no blurry photos. Come to Snapchat and see it all being made. Instagram is the appetizer. Snapchat is the meal."
For more of  Shay Mitchell's exclusive interview and photo shoot with Cosmopolitan, pick up the June 2016 issue on newsstands May 10 or click here to subscribe to the digital edition!
Guarda la gallery completa su

mercoledì 11 maggio 2016

NEWS - Clamoroso al Cibali! Jeff Daniels rifà Will McAvoy nella scena iniziale di "The Newsroom" su Trump! 
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Night Manager", bella serie con un'idea distorta
"'The Night Manager' è sicuramente una delle serie più interessanti attualmente in onda: per tensione, per narrativa, per recitazione, per spietatezza della trama (Sky Atlantic, mercoledì, ore 21.10). E una di quelle serie da binge watching: dopo la prima puntata non ti staccheresti mai dagli altri cinque episodi, senza prendere fiato. Però qualcosa non torna e proverò a spiegarlo dopo aver inquadrato il racconto. «The Night Manager» è tratto dal romanzo di John Le Carré Il direttore di notte. Racconta le avventure dell'ex militare inglese Jonathan Pine (Tom Hiddleston) che dopo aver abbandonato l'esercito si è reinventato direttore d'albergo. Pine viene reclutato da Angela Burr, un'agente dei servizi segreti (Olivia Colman), da anni al lavoro per incastrare Richard Roper (Hugh Laurie), un potente quanto corrotto uomo d'affari, capo di un'organizzazione criminale mascherata da rispettabile filantropia. Il libro di Le Carré è del 1993 e, con il suo consenso, lo sceneggiatore David Farr ha provveduto ad attualizzarlo, con tanto di Primavera araba e accenni alle agitate situazioni di Egitto e Siria. L'impianto però resta il medesimo: al centro degli intrighi c'è «l'uomo peggiore del mondo», che è diventato tale grazie anche alle complicità delle perverse multinazionali, dei servizi deviati e corrotti, delle politiche imperialiste delle grandi potenze. Le atmosfere noir della serie prodotta da BBC One, Ink Factory, AMC in coproduzione con Sky sono già così cariche da rendere del tutto inutile l'opera di attualizzazione. Anzi. Possibile che nel descrivere quanto succede in quei Paesi, l'impianto narrativo sia fermo a vecchi stereotipi? Possibile che l'Occidente abbia sempre qualcosa da farsi perdonare e la cattiveria individuale sia più perniciosa del fondamentalismo islamico? Possibile che il Male del mondo, a sentire Le Carré, sia sempre e solo colpa di Israele? Una gran bella serie retta da un'idea distorta". (Aldo Grasso, 06.05.2016)

martedì 10 maggio 2016

NEWS -  Tatuatevelo in testa: da stasera "Blindspot" su Italia 1 
Un borsone abbandonato in mezzo all’affollata Times Square. Un poliziotto lo nota. Arrivano gli artificieri. D’un tratto qualcosa all’interno della sacca si muove. C’è qualcosa dentro… o meglio, qualcuno! La cerniera si apre. Esce una donna. E’ completamente nuda! E tutta tatuata…E’ la scena-shock iniziale – e di questi tempi tremendamente attuale – della serie tv al debutto risultata la più vista della stagione in America con 15 milioni e 200 mila spettatori. “Blindspot” arriva in anteprima esclusiva su Italia 1 dal 10 maggio, ogni martedì in prima serata. Essendo priva di memoria, la donna ritrovata nel borsone a Times Square assume il nome di Jane Doe (Jaimie Alexander), l’appellativo dato a coloro che perdono coscienza della propria identità. Tra i fantasiosi tatuaggi che ricoprono il suo corpo vi è il nome dell'agente dell'FBI Kurt Weller (Sullivan Stapleton). Si scopre che il DNA della donna corrisponde a quello di Taylor Shaw, la vicina di casa di Weller quando erano bambini, che era scomparsa 25 anni prima e creduta morta. Il detective e la sua squadra iniziano ad indagare per decifrare i numerosi tatuaggi per risalire all'identità della donna e risolvere i misteri a lei legati che puntata dopo puntata formano un puzzle di misteri e collegamenti. La serie è ideata e prodotta da Martin Gero (di origini svizzere) e Greg Berlanti, quest’ultimo definito “il Re Mida della nuova Hollywood” dopo i successi di “Arrow”, “The Flash”, “Supergirl”, “Legends of Tomorrow” (tutti titoli in orbita Italia 1 tra presente e futuro). A proposito del serial, Berlanti ha chiosato: “Un buon thriller, se davvero buono, è universale”. Per la bibbia tv “Entertainment Weekly” la serie è risultata “il miglior successo dell’anno”. “Blindspotsi è aggiudicata il Critics’ Choice Awards quale “miglior nuova serie” della stagione tv. Sono circa 200 i tatuaggi che ricoprono la protagonista.  Per venire “truccata” con i tatuaggi, Jaimie Alexander si è sottoposta fino a  6 ore e mezza di make up al giorno. L’attrice aveva già interpretato una donna senza memoria nella serie “KyleXY”; per interpretare la protagonista ha rinunciato al ruolo di “Wonder Woman” nell’omonimo film al cinema. Durante i ciak, Jaimie ha pilotato realmente un elicottero. In originale i titoli degli episodi sono anagrammi. Il claim originale di lancio della serie è stato: “Piecing together her past. One tattoo at a time”. Le riprese sono avvenute interamente nella Grande Mela. Tra gli
sceneggiatori c’è anche un esperto di puzzle del “NewYorkTimes”. Proprio il “New York Times” ha così commentato l’avvento del serial: “è un’intrigante variazione sul tema dei puzzle, oltre a scavare nelle paure più recenti dei newyorkesi, come avviene nella scena iniziale che ipotizza un atto terroristico in mezzo a Times Square”. Se “Hollywood Reporter” ha strillato “finalmente qualcosa di nuovo da…memorizzare!”, “Variety” ha chiosato: “sebbene sulla carta richiami ‘Memento’ e ‘Bourne Identity’, la nuova serie di Berlanti in pausa super-eroica desta sicuramente impressione”. Per gli storici del caso, il termine identificativo “Jane Doe” dato alla smemorata protagonista, è stato inaugurato ai tempi di Edoardo III di Inghilterra (all’epoca venne utilizzato al maschile, “John Doe”, per determinare un ipotetico proprietario terriero). Col tempo l'espressione cominciò ad essere usata per indicare una persona la cui identità è sconosciuta, come ad esempio nel caso del ritrovamento di un cadavere non identificato fino al momento del suo riconoscimento. In Italia è l'equivalente di Ignoto o NN (dal latino nomen nescio). Nomi fittizi usati per riferirsi a persone non specificate sono Mario Rossi, Tizio, Caio e Sempronio e Pinco Pallino.

lunedì 9 maggio 2016

NEWS - Lupo Hulu-lì! Contro Netflix e Amazon, Hulu lancia la tv "ibrida" (canali e contenuti visibili via cavo)

Articolo tratto da "Corriere Economia"
"Personalizzata, di nicchia e su misura. Il futuro della televisione passa da questi tre concetti che segnano il cambio di passo del settore. La «rivoluzione» (se così si può chiamare) arriva, senza sorprese, dagli Stati Uniti, pionieri in molti settori e anticipatori di tendenze che regolarmente vengono poi assorbite anche dal Vecchio Continente, pur con tutti i limiti del caso. E guardando quello che sta succedendo oltreoceano nelle ultime settimane, se non addirittura giorni, sembra proprio questa la tendenza. Finisce l'epoca delle tv generaliste? Dei mille canali a disposizione? Forse è presto per arrivare questo punto (soprattutto nel mercato italiano) ma negli Stati Uniti dove la tv on demand in streaming sta di fatto soppiantando quella lineare la direzione sembra proprio essere questa. E la conferma arriva dalle recenti dichiarazioni di Mike Hopkins, amministratore delegato di Hulu, nomi ancora sconosciuti da noi ma che sono portabandiera di un nuovo modello di fruizione televisiva. Nato nel 2007 con Aol (America on Line), Msn, MySpace e Yahoo! come partner distributivi, Hulu è un servizio Internet di video on demand, per il momento diffuso solo negli Stati Uniti e in Giappone, che offre film e spettacoli televisivi in diretta, soprattutto della rete Nbc, di Fox e di altri network via cavo. Oggi Hulu conta oltre 10 milioni di abbonati. E, come annunciato sulle pagine del Wall Street Journal da Hopkins (nominato amministratore delegato nel 2013), la piattaforma si sta preparando per lanciare nel 2017 un contenitore «ibrido» in grado di offrire in streaming a chi si abbona, canali e contenuti per ora visibili solo via cavo o sulla tv broadcast. Si tratterebbe in sostanza di proporre una selezione studiata sul profilo dell'utente, dei canali più seguiti, dallo sport all'intrattenimento, entrando così in concorrenza non solo con le pay tv tradizionali, ma anche con i protagonisti digitali. La novità nella proposta di Hulu sta proprio nella «selezione» che si contrappone all'offerta opulenta delle altre reti. A spingere verso questa svolta sono (ovviamente) i tre principali proprietari di Hulu: 21st Century Fox, Walt Disney Company e Comcast's NbcUniversal che in questo modo riuscirebbero ad avere nuovi sbocchi per i loro contenuti e i loro programmi. Nulla di ufficiale per quanto riguarda i dettagli: non si sa quali canali saranno coinvolti (verosimilmente qualcuno targato Fox), ma alcune voci sui costi hanno cominciato a girare e secondo alcuni dei vertici della piattaforma, l'abbonamento dovrebbe costare 40 dollari al mese, meno di una pay tv, decisamente di più rispetto a Netflix, arrivata a 9,99 al mese. «Vogliamo intercettare quella parte di pubblico che è stanca della tv lineare e cerca alternative nello streaming» ha spiegato Hopkins sul quotidiano americano. Quanto ai concorrenti, Amazon e Netflix in primis, non si può parlare ancora di una sfida vera e propria, sia per i numeri sia per i contenuti. Si tratta sì dello stesso mercato, ma l'evoluzione è costante e continua «Stiamo vivendo le novita del mercato assieme. Per il momento non li vedo come dei veri e propri rivali» ha commentato Hopkins. Qualità vs quantità Non solo Hulu, anche Vimeo ha deciso di puntare su un pubblico selezionato. La società guidata da Kerry Trainor ha annunciato il 2 maggio scorso di aver acquisito Vhx, piattaforma digitale di distribuzione che permette a registi e artisti indipendenti di vendere contenuti video al pubblico diret. tamente dal loro sito web, mone tizzando con abbonamenti il pro prio lavoro. Un partner perfetto per Vimeo ( sito web su cui gI utenti possono caricare condivide re e guardare video nato nel no vembre del 2004) che con i suo 280 milioni di utenti vuole trovan la sua nicchia di mercato ed emer gere sugli avversari, puntando su video più artistici e impegnati rispetto a quelli di YouTube. E senza pubblicità. Come le trasmissioni televisive via cavo anche i canali streaming si stanno moltiplicando, «ma — ha commentato Trainor— mentre l'universo video continua a frammentarsi, Vimeo offre gli strumenti ideali per la prossima generazione di canali video premium pronti a servire un pubblico globale di appassionati». E il pubblico ci sarà: sempre più gente è disposta a pagare per accedere a contenuti che li interessano veramente, scappando dalle super offerte pay dagli sport di nicchia che le reti televisive non trasmettono a documentari particolari. La risposta Attaccato su più fronti, anche YouTube si sta organizzando e secondo Bloomberg, starebbe lavorando a «Unplu }: ed», un servizio che consentirà di vedere sulla sua piattaforma dei canali televisivi via cavo dopo la sottoscrizione di un abbonamento. II progetto potrebbe già essere operativo all'inizio del 2017. Per il momento la controllata di Google non ha voluto commentare le indiscrezioni, ma secondo alcune fonti, sarebbe in contatto con compagnie come Viacom, e le stesse NbcUniversal e 21st Century Fox ma non avrebbe ancora sottoscritto alcun contratto per i diritti delle trasmissioni. Già lo scorso anno YouTube si era avvicinata ai servizi a pagamento con «Red», che consente di vedere i video senza interruzioni pubblicitarie pagando un abbonamento mensile di 10 dollari, sul modello di Spotify. «Red» è al momento attivo solo negli Stati Uniti ma dovrebbe diventare disponibile in Europa nei prossimi mesi".

domenica 8 maggio 2016

GOSSIP - Turner la casinara! 
Sophie Turner, who plays Sansa Stark on the hit HBO series Game of Thrones and will soon be soon as Jean Grey in X-Men: Apocalypse, is the May 2016 cover star for Just Jared Spotlight. The 21-year-old actress is one of the few people who have access to knowing all the secrets to the sixth season of GoT, though she doesn’t indulge! Sophie says she only reads her scenes in each script so she can watch the show and be surprised just like everyone else. I haven’t read anyone else’s parts in the script, I only know my part. Sophie told us in our exclusive interview.
Not because I’m lazy, but because I wanted to watch it as a fan so I can only really tease you about my stuff,”
Sophie also opened up to us about why she wants Sansa to die eventually, what happened when Jennifer Lawrence punched her in the vagina, and the advice she got from X-Men‘s original Jean Grey, Famke Janssen. Visit JJSpotlight.com right now for the full feature, including the stunning photo shoot.
JJ: Can you believe that the show is on season 6? At this point, do you remember life before GOT?
ST: I don’t remember life before Game of Thrones. Well I kind of do, but because I started when I was 13, all my formative years have been spent on the Game of Thrones set. I remember bits and pieces, but it feels like it’s flown by. It really does. I feel like we should still be on season 3 to be honest and I still feel like a 15-year-old.
JJ: What’s the beauty in being able to portray the same character for a lengthy amount of time?
ST: Oh my God, it’s amazing. You dream to be able to have a storyline that spans hours and hours and hours but in reality, half of the people who are acting these days get like an hour and a half to portray a huge storyline. And it’s just not enough. When people ask me, “Who is Sansa?” I can’t really tell them because she’s come so far from where she was and had such an insane storyline. It’s amazing. And I’m so excited to see where it goes as well because you know in a couple of years she’s going to be a whole different person from where she is now.
JJ: What would you ultimately like for her?
ST: I want her to get revenge. I want her to avenge her family’s death and everything. But then I kind of want her to die at the end because I want a big death scene. I want her to die and I want Littlefinger to end up on the throne. I don’t really care about anyone else.

venerdì 6 maggio 2016

GOSSIP - "Se dovessi uscire da un borsone in Italia...": intervista per l'Italia (1) a Jaimie Alexander di "Blindspot"

giovedì 5 maggio 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Catch", lo Shondaland che non convince  
"Una Shonda un po' di maniera, tra spy story e soap opera. The Catch narra le avventure (e disavventure) di Alice Vaughan (Mireille Enos), l'investigatrice privata più glamour di Los Angeles. La sua agenzia ha i più importanti clienti della città, ma un cedimento sentimentale fa saltare il banco. Quando a pochi giorni dal matrimonio il suo fidanzato Benjamin Jones (Peter Krause) scompare nel nulla senza lasciare traccia, Alice non ha il tempo di piangere la fine di un amore: una colossale truffa rischia di rovinarle vita e carriera (FoxLife, lunedì, ore 22). The Catch è Shonda Rhimes (Grey's Anatomy, Scandal, Le Regole del delitto perfetto), nel senso che nessuna serie è così marchiata e individuabile come quelle che scrive Shonda. Lei stessa ha teorizzato la costruzione dell'universo Shondaland: «Scrivere per la tv è totalmente diverso dallo scrivere per il cinema. Un film è la visione diretta del suo regista, ma il medium televisivo appartiene agli sceneggiatori: quando uno dei miei show va in onda è esattamente come l'avevo immaginato». Anche qui la storia principale, che ha per protagonista una donna che ricopre un ruolo di responsabilità, non risparmia intrighi e sentimenti, colpi di scena ed emozioni, abiti firmati e passioni travolgenti. C'è però un indizio tecnico poco convincente: l'uso esagerato dello split screen (lo schermo frazionato in diverse inquadrature), quasi a voler tenere insieme più storie che rischiano di sfuggire di mano. Senza rivelare nulla, The Catch si regge su opposizioni. Il famoso Mister X che la Anderson/Vaughan Investigations tenta di smascherare è anche l'uomo di cui Alice è innamorata, peraltro contraccambiata. La caccia al ladro è anche caccia all'amore. La solare ambientazione californiana, un po' plasticosa, stinge ogni contrasto in commedia, o quasi. E non c'è niente di più difficile che costruire un giallo svelando sin dalla prima puntata il garbuglio". (Aldo Grasso, 04.05.2016)

mercoledì 4 maggio 2016

NEWS - Spazio, ultima frontiera tv! Il nuovo "Star Trek" di Bryan Fuller nei primi mesi del 2017 (inizio riprese in autunno): nuovi personaggi, nuove storie e...un nuovo capitano (o capitana?)

News tratta da Tvline.com
CBS’ new take on Star Trek is about to get beamed up — north of the border, to be specific.
CBS Studios announced via Twitter on Monday that the series — to be executive-produced by Hannibal‘s Bryan Fuller, who launched his career writing for Star Trek: Deep Space Nine and Star Trek: Voyager — will begin shooting in Toronto this fall. As previously announced, the new series will launch on CBS in early 2017, with all subsequent episodes then being available exclusively on CBS All Access, the network’s on demand and live streaming service.
CBS All Access — which already hosts every episode of every previous Trek series — offers thousands of episodes from CBS’ current and past seasons on demand, for $5.99 per month.
Per CBS Television Studios, “The brand-new Star Trek will introduce new characters seeking imaginative new worlds and new civilizations, while exploring the dramatic contemporary themes that have been a signature of the franchise since its inception in 1966.”
The original, William Shatner-fronted Star Trek premiered Sept. 8, 1966.
Nicholas Meyer — who penned The Wrath of Khan film, as well as the fourth and sixth big-screen installments, The Voyage Home and The Undiscovered Country — will serve as a consulting producer/writer on the reboot.
Now that the tribble’s outta the bag regarding CBS/CBS All Access’ new Star Trek series, the captain’s chair is the most coveted piece of real estate in Hollywood the galaxy. But who is really up to the task of following in the bootsteps of predecessors as diverse as William Shatner and Kate Mulgrew?

martedì 3 maggio 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
Kit Harington takes the cover of EW‘s special issue after the huge Game of Thrones reveal that his character, Jon Snow...(NO SPOILER). The 29-year-old actor apologized for deceiving all of his fans for months, and did tease some interesting new information about this season.
(ATTENZIONE: il magazine in questione rivela Spoiler - qui opportunamente coperto - nella copertina) 
Kit Harington takes the cover of EW‘s special issue after the huge Game of Thrones reveal that his character, Jon Snow, is alive.
The 29-year-old actor apologized for deceiving all of his fans for months, and did tease some interesting new information about this season.


Source: Kit Harington Covers ‘EW’ After Huge ‘Game of Thrones’ Reveal! | Game of Thrones, Kit Harington, Magazine : Just Jared | http://www.justjared.com/2016/05/02/kit-harington-covers-ew-after-huge-game-of-thrones-reveal/?trackback=tsmclip

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lunedì 2 maggio 2016

GOSSIP - Dai ring del wrestling ai tatuaggi più cult della stagione: l'ascesa di Jaimie Alexander di "Blindspot" (dal 10 maggio su Italia 1) 
Con un passato da wrestler e l’insistente presenza tra “le 100 donne più sexy del mondo” (fonte: “Maxim”, epoca: dal 2014 a oggi), Jaimie Alexander (vero cognome: Tarbush) è apparsa subito perfetta – dapprima fisicamente – per interpretare l’energica protagonista del serial-evento “Blindspot”, che Italia 1 trasmette in esclusiva dal 10 maggio. Nata nella Carolina del Sud, Jaimie ha approcciato il palcoscenico nella maniera peggiore: bocciata alla scuola di arti drammatiche perché non sapeva cantare, decise di darsi allo sport e alle attività fisiche, ma quando a 17 anni sostituì un’amica a un provino la notò un agente che la prese sotto la sua ala protettrice convincendola a trasferirsi a Los Angeles. Nel 2003 il suo primo ruolo da protagonista al cinema, nel thriller “Fuga dall’inferno” (inizialmente Alexander doveva fare da spalla agli attori nelle prove del copione, finendo invece a interpretare la defunta attorno alla quale verte la pellicola), per poi debuttare in tv nella serie “Kyle XY”, altro titolo sulla perdita di memoria come “Blindspot”. Ultimamente Alexander si è fatta conoscere al grande pubblico nei panni di Lady Syf in “Thor”, ruolo ripreso anche nel sequel “Thor: The Dark World” e nel prossimo “Thor: Ragnarock” (2017). Tra i suoi prossimi impegni su grande schermo sono previsti “London Fields”, al fianco di Billy Bob Thornton, Cara Delevingne e Amber Heard, nonché “Broken Vows” dove interpreterà i panni di una spietata dark lady. Per venire “truccata” con i tatuaggi in “Blindspot”, Jaimie si è sottoposta fino a 7 ore e mezza di make up al giorno, oltre a pilotare realmente un elicottero; per interpretare Jane Doe, l’attrice ha rinunciato a interpretare “Wonder Woman” al cinema. Tra i suoi hobby, la passione per le moto e (come poteva essere altrimenti?) per i tatuaggi. 

venerdì 29 aprile 2016

NEWS - Che Ge(o)nius! Ron Howard al lavoro per una serie antologica sui grandi inventori della storia (prima stagione: Einstein)

News tratta da TvLine.com
National Geographic Channel is getting into the scripted game with a little help from a big name. Ron Howard is set to direct the first episode of Genius, an anthology drama about the world’s greatest inventors, our sister site Deadline reports. The first season of Genius, which received a straight-to-series order, will focus on renowned physicist Albert Einstein — maybe you’ve heard of him? — with information gleaned from the Walter Isaacson-penned biography Einstein: His Life and Universe. Howard is also among the series’ (many) executive producers, including several names from his production company Imagine Entertainment. Genius is slated to begin production in Prague this summer; NatGeo is aiming for a spring 2017 premiere.

giovedì 28 aprile 2016

NEWS - Auditel e Audiweb non si parlano: la Total Audience di un programma tv in Italia è solo un miraggio

Articolo di Francesco Siliato per "Il Sole 24 ore"
Nella ricerca Total Digital Audience di febbraio (ultima disponibile) Audiweb rileva che si sono connessi alla rete Internet dall'Italia 28,5 milioni di persone. Nello stesso mese 55 milioni di italiani hanno seguito per almeno un minuto l'offertatelevisiva diffusa da un televisore, di questi 5,1 milioni l'hanno seguita da un televisore connesso ad Internet (elaborazioni Studio Frasi su dati Auditel). Gran parte del popolo Internet è un sottoinsieme del popolo della Tv. Insiemi intrecciati, sono 42,1 milioni le persone che hanno seguito l'offerta televisiva da un televisore e dispongono di una connessione Internet in casa. La Total Digital Audience di Audiweb è la stima dell'attività effettuata da parte di utenti online attraverso computer e device mobili, al netto delle sovrapposizioni. Audiweb precisa che il 44,2% di chi ha età compresa tra u e 17 anni ha navigato in internet almeno una volta a febbraio, per Auditel il71,8%di appartenenti a questo segmento ha seguito la tv almeno in un'occasione. II segmento 11-17 anni non è uno standard Auditel, non lo è nemmeno la fascia 18-24 anni, entrambe hanno consumi Internet superiori a quelli televisivi, con l'avanzaredell'etàlaTvriprende poi il sopravvento. Ma con l'avanzare del tempo anche i giovani di oggi cresceranno senza smettere di essere internauti. Audiweb e Auditel andrebbero
armonizzate, non c'è accordo nemmeno su chi siano i bambini. Audiweb inizia a misurare i consumi Internet a partire da due anni d'età, Auditel considera telespettatori chi ne abbia almeno quattro. Auditel e Audiweb hanno da poco nominato due nuovi presidenti, tra i loro compiti sarebbe bene vi fosse l'unificazione delle metodiche per misurare la Total Audience, ambizione coltivata da entrambi. Andrà progettata una Ricerca di base comune che consenta l'interoperabilità dei dati rilevati da ciascuno. Audiweb misura l'utilizzo di Internet da mobile, sul consumo di televisione da apparecchi diversi dal televisore invece non si è ancora in grado di fornire dati certi, ma molti sostengono di essere prossimi alla soluzione. È necessario un coordinamento. Persino sui nomi, la Total Digital Audience di Internet non corrisponde alla Total Audience della televisione, da tempo tutta digitale. Le imprese necessitano di dati il più esatti possibile per pianificare investimenti in comunicazione e gli editori hanno la necessità di conoscere un Digital Score. Un programma televisivo produce oggi ascolti da televisore, da PC, da device mobile, ma non si è in grado di produrre un Digital Score credibile, né una profilazione di pubblici e sovrapposizioni. Misurare la Digital Score è obiettivo da perseguire: unData Fusion tra le ricerche, la possibilità di fonderei risultati di ricerche diverse ma con un unico impianto, risolverebbe molte incertezze.

mercoledì 27 aprile 2016

martedì 26 aprile 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Con "22.11.63" King e Abrams vanno in flashback più nei sentimenti che nella storia
"Viaggiare nel tempo, tornare indietro per correggere quello che non è andato per il verso giusto, evitare quelli che, con il senno di poi, si sono rivelati errori catastrofici: è uno dei desideri più arcani dell'uomo e uno dei grandi temi che da sempre hanno nutrito l'immaginario della letteratura, del cinema, delle serie tv. Cosa sarebbe successo, per esempio, se il 22 novembre del 1963 Lee Harvey Oswald non avesse sparato a Kennedy? Lyndon Johnson non sarebbe diventato presidente, si sarebbe evitata l'escalation militare in Vietnam e chissà quali altre conseguenze sulla storia delle nazioni e dei singoli individui... A questo sogno utopico, Stephen King ha dedicato un romanzo, 22.11.63, che la piattaforma americana Hulu ha trasformato nell'omonima serie tv, firmata tra gli altri da J.J. Abrams e dallo stesso King (in Italia su Fox, luned'i ore 21.10). La storia è questa: Jake Epping (interpretato da un bravissimo James Franco), insegnante e scrittore, lascia gli anni duemila per attraversare un portale, scoperto da un suo amico malato terminale di cancro, che conduce direttamente all'ottobre de11960. Jake ha una missione ben precisa, ri-tracciare Oswald e impedire l'omicidio del Presidente Kennedy. L'aspetto fantasy della serie è limitato a questa cornice iniziale, non appena Jake approda negli anni 6o il racconto diventa un period drama, che intreccia un ritratto dell'America di quel periodo, e una storia d'investigazione per ricostruire gli oscuri dettagli dell'omicidio Kennedy. Ben presto si capisce che Jake non può essere un semplice esecutore, è troppo emotivo, ha troppo a cuore le storie e i destini delle persone, vuole fare del bene: la sua missione prende una piega personale, i sentimenti si mettono di mezzo. Il viaggio nel tempo si complica, cambiare il passato non è mai una scelta innocua. Jake dovrà vedersela non solo con la politica e le cospirazioni, ma anche con i suoi personali demoni interiori". (Aldo Grasso, 26.04.2016)
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

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