venerdì 22 luglio 2016

TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art
NBC’s new super series Powerless has unveiled their Comic-Con poster – which reveals a brand new cast member! In the first comedy series set in the universe of DC Comics, Vanessa Hudgens plays Emily, a spunky young insurance adjuster specializing in regular-people coverage against damage caused by the crime-fighting superheroes. It’s when she stands up to one of these larger-than-life figures (after an epic battle messes with her commute) that she accidentally becomes a cult “hero” in her own right… even if it’s just to her group of lovably quirky co-workers. Now, while she navigates her normal, everyday life against an explosive backdrop, Emily might just discover that being a hero doesn’t always require superpowers. Undateable star Ron Funches has joined the cast as Ron, an IT guy who works at RetCon Insurance Co. Ron is a sweet and innocent guy who, unlike his co-workers, has not lost his childlike enthusiasm for all things superhero. Alan Tudyk, Danny Pudi and Christina Kirk also star. Ben Queen will write and executive-produce with director Michael Patrick Jann. The poster, designed by DC artist Neal Adams, will be available at the WB booth at Comic-Con. Powerless will debut midseason on NBC.

giovedì 21 luglio 2016

NEWS - Allarme Netflix! Rallenta la crescita, abbonati in fuga dopo l'aumento prezzi, profitto negativo fuori dagli Usa (-173 milioni) e il titolo crolla in Borsa (-14%)

Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
«Stiamo crescendo, ma non così velocemente come ci saremmo aspettati o come avremmo voluto». Già nelle prime righe della lettera agli azionisti si riporta quello che è il fardello che pesa sui conti del secondo trimestre (e sull’andamento del titolo arrivato a perdere l'altroieri fino al 14%) per Netflix. Il gigante californiano è rimasto sotto le attese nel capitolo abbonati. Motivo? C’è un churn (un tasso di abbandono) «cresciuto in maniera inaspettata». Fra un trimestre e l’altro dovevano essere 500mila in più gli abbonati sul mercato Usa e invece fra nuovi e abbandoni il saldo si è fermato a 160mila. Allo stesso modo fuori dagli States si attendevano 2 milioni di abbonati in più, ma il saldo è stato di 1,5 milioni. Maggiore concorrenza certo. Negli Usa per esempio c’è da fare i conti con Cbs Access, Hulu, Amazon Prime Video, Seeso, Youtube Red. Ma secondo la società californiana non è questo ad aver inciso. Piuttosto sarà la tv lineare a risentirne. Pesa invece la fine del “grandfathering price“: prezzi di favore lanciati nel 2014 negli Usa e scaduti ad aprile. Gli abbonati storici dovranno quindi mettere mano al portafogli, con due dollari in più al mese rispetto ai 7,99 pagati finora, per usufruire del servizio Hd. In tutti i modi, anche se qualcuno scappa «si avranno più risorse per gli investimenti», si legge nella nota Netflix che punta a 6090 milioni di utenti un Usa. Fuori dal mercato domestico anche Canada, Uk-Irlanda, Latin America e Paesi nordici hanno sperimentato questa novità di prezzo. Il risultato è stata una crescita complessiva, su base trimestrale, di poco inferiore agli 1,7 milioni di utenti a giugno, contro i 2,5 milioni attesi e i 3,3 milioni di utenti in più registrati nel secondo trimestre del 2015. Per il prossimo trimestre l’azienda prevede 300mila nuovi utenti negli Usa e 2 milioni nel resto del mondo. I contenuti non sembrano essere un problema visto che 17 delle sue serie originali, documentari, film e commedie speciali hanno ricevuto 54 nomination ai Primetime Emmy. Dal punto di vista dei conti invece i ricavi del trimestre (e del semestre) hanno dimensioni monstre collocandosi poco al di sotto dei 2 miliardi di dollari nel trimestre e 4 nei sei mesi, ma con profitti operativi di appena 70 milioni di dollari che scendono a 41 come risultato netto nel trimestre e a 68,4 milioni nel semestre. E questo a fronte di debiti a lungo termine per 2,4 miliardi di dollari. Sui profitti il contributo è positivo dagli Usa, ma negativo sull’internazionale (-173 milioni nel semestre e -69 milioni solo nel secondo trimestre) dove la società conferma la svolta dal 2017. Crescere oltreconfine è del resto una conditio sine qua non, che però ancora si scontra anche con barriere linguistiche, anche se Netflix conferma di voler produrre serie e film originali in lingua non inglese. Netflix è ormai presente in oltre 190 Paesi. Non in Cina, opzione «da esplorare», ma dove ancora tante sono le «difficoltà regolatorie». Tant’è che «il servizio di streaming di Disney, lanciato in collaborazione con Alibaba, è stato chiuso».

mercoledì 20 luglio 2016

NEWS - Tara! Tara! Tara! La medaglia d'oro di pattinaggio Lipinski produce serie tv a tema per Hulu

News tratta da "Entertainment Weekly"
Yes, the Summer Olympics are just weeks away, but if ice is your thing, and the 2018’s Winter Games are too long a wait, Hulu’s new drama series has your figure skating fix. Olympic figure skating gold medalist Tara Lipinski — who glided her way to victory as the youngest winner of a ladies’ figure skating individual event at the 1998 Winter Games in Nagano, Japan — is sharpening her blades to produce a new figure skating drama series on Hulu, a source confirms to EW. As first reported by Deadline, the show, produced by Michael Shamberg (Into The Badlands) and written by Jonathan Igla (Mad Men, Masters of Sex), will take audiences’ attention away from the glitz and glamor of the rink and go behind-the-scenes for a glimpse into the world of competitive figure skating. Hulu is developing a script for the untitled series, which will delve into what it takes to reach the career height of Olympic figure skating champion. The drama will focus on a group of men and women in their teens and 20s and reveal the challenges and dedication that go into making a champion.

martedì 19 luglio 2016

NEWS - Netflix, tanto rumore per nulla! E' il sito di streaming preferito in Italia, ma nessun tsunami (il meno strombazzato Infinity insegue a soli 8 punti di percentuale...)

Articolo tratto dal "Corriere Economia"
Tanto rumore per nulla, avrebbe detto Shakespeare. Forse scomodare il Bardo è eccessivo, ma nel panorama della tv on demand sembra proprio questa la tendenza quando si parla di Netflix. Quando a ottobre era stato annunciato lo sbarco anche in Italia della creatura di Reed Hastings, il fermento mediatico, ma non solo, era stato alto: «Seppellirà i concorrenti», «con la libreria e i contenuti che ha, renderà obsoleto qualsiasi altro competitor». E invece...E invece a distanza di nove mesi, complice anche la casa madre americana che comunica con il contagocce qualunque dato relativo ai singoli Paesi, non sembra che lo tsunami Netflix abbia avuto particolari effetti sui numeri degli utenti. O meglio, un effetto l' ha avuto: ha fatto capire ai competitor le potenzialità della tv on demand e la diffusione ormai inarrestabile dello streaming. Oltre alla necessità di sviluppare il piano della banda larga capillarmente a tutto il Paese. Puntare sull' innovazione è sempre stata una delle strategie di Netflix che ha preventivato per tutto l' arco dell'anno 800 milioni di investimenti in tecnologia e sviluppo, a fronte dei 5 miliardi previsti per le nuove produzioni. Una cifra che, al momento dell' annuncio, aveva fatto infuriare gli azionisti che rimproverano al patron margini non all' altezza del fatturato da 2 miliardi. Resta il fatto che le produzioni originali di Netflix sono difficili da eguagliare, forti anche della solida base economica alle spalle. Titoli come House of Cards e Orange is the new black sono ormai serie cult. E date le premesse, per le nostrane Sky e Mediaset è complesso riuscire eguagliare, almeno in termini di produzione il «cugino ricco». Secondo uno studio condotto dall' istituto di ricerca Nextplora, Netflix è il sito di streaming a pagamento preferito in Italia. Stando all'indagine, nell'ultimo anno il 15% degli internauti ha usufruito di contenuti sui siti di streaming a pagamento. E tra questi, la preferenza del 48% va a Netflix, il 40% a Infinity e il 37% a Skyonline, da poche settimana diventata Now Tv. Il network guidato da Zappia, infatti, ha trovato il modo di controbattere, sia a livello di contenuti, investendo 40 milioni di euro in due nuove produzioni originali: The young Pope e Diabolik, (forte del successo di Romanzo Criminale e Gomorra, tra i pochi prodotti made in Italy esportati con successo anche all' estero). Sia rivoluzionando la sua Internet tv, trasformandola in Now tv, per l' appunto, un brand già operativo nel Regno Unito che ricalca quindi il progetto di integrazione delle tre Sky: Italia, Germania e Uk. Obiettivo: una navigazione e un' interfaccia più fruibile e immediata e un' offerta più ricca. Novità anche in casa Mediaset, in attesa del via libera dell'Antitrust che dovrà dare l'ok alla cessione di Premium a Vivendi. «La due diligence è stata fatta, tutto è a posto - aveva detto a inizio mese l' amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi durante la presentazione dei palinsesti -. È difficile dire se il closing sarà anticipato o no». Grazie a questa operazione Mediaset diventerà il secondo azionista industriale di Vivendi e Premium farà parte del gruppo francese. Nell'accordo è anche compresa la creazione di un «polo paneuropeo» di produzione e distribuzione di programmi televisivi, un progetto molto complicato di cui però si parlerà non prima della primavera del 2017. E della nuova piattaforma dovrebbe far parte anche Infinity. Ma, precisano da Cologno, il servizio di streaming resta in Mediaset: «Ci teniamo molto, è l' attività più vicina a quello che pensiamo sarà il futuro - è stato il commento di Pier Silvio Berlusconi - ha più di 600mila utenti, siamo leader in Italia e siamo soddisfatti, ma è un business ancora molto piccolo, questo riguarda sia noi sia Netflix». Ma la battaglia degli ascolti (e della pubblicità) non sarà solo online: anche i canali generalisti si stanno preparando per un autunno impegnativo. La7 in primis, dato che deve fare i conti con la presenza di due ingombranti vicini: Sky sul tasto 8 e Discovery sul 9. Due canali in via di definizione, ma che stanno cominciando a ritagliarsi una precisa identità anche a livello di contenuti. Per il gruppo di Urbano Cairo l'obiettivo sarà non solo spingere sugli ascolti, ma rafforzare la raccolta pubblicitaria con previsioni per fine semestre di una crescita del 2,5%.
Forte dei numeri registrati nei primi sei mesi, con uno share complessivo in aumento del 15% rispetto all' anno precedente, Discovery Italia si prepara a farsi largo tra le emittenti grazie ai suoi 13 canali tra digitale, satellite free e pay. Un portfolio completato con l' acquisto del tasto 9 dal gruppo editoriale L'Espresso, su cui l' emittente guidata dall' amministratore delegato Marinella Soldi punta molto. Lo scorso anno poi, il gruppo ha acquisito, con un investimento da 1,3 miliardi, i diritti di trasmissione delle Olimpiadi per l' Europa dal 2018 al 2024. Non bisogna dimenticare che a livello pubblicitario, la pare del leone la fanno ancora i canali generalisti. In particolare la Rai di Antonio Campo Dall'Orto che può contare sul 22% della torta degli investimenti pubblicitari destinati al piccolo schermo, e un 13,6% dell' intero mercato.

lunedì 18 luglio 2016

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Primo ciak bagnato! Iniziate le riprese (in acqua) del remake de "Il Club delle prime mogli" con la "buff-a"Alyson Hannigan 
Alyson Hannigan gets some help from her friends after almost drowning for a scene in the television remake of the movie The First Wives Club on Friday (July 15) in Malibu, Calif. The actress was joined for the scene by her co-stars Megan Hilty and Vanessa Lachey. The upcoming remake is being made by TV Land. It is “set in present-day San Francisco and the story revolves around three women – friends and classmates in the ’90s – who reconnect after their close friend from college dies in a freak accident. When they discover that they are all at a romantic crossroads, they band together to tackle divorce, relationships and life’s other annoying challenges,” according to Deadline.

sabato 16 luglio 2016

NEWS - Emmy Awards, le nomination 2016: le scelte di Telefilm Cult (in rosso)

Best Drama

“The Americans” (FX)
“Better Call Saul” (AMC)
“Downton Abbey” (PBS)
“Game of Thrones” (HBO)
“Homeland” (Showtime)
“House of Cards” (Netflix)
“Mr. Robot” (USA)

Best Comedy

“black-ish” (ABC)
“Master of None” (Netflix)
“Modern Family” (ABC)
“Silicon Valley” (HBO)
“Transparent” (Amazon)
“Unbreakable Kimmy Schmidt” (Netflix)
“Veep” (HBO)

Best Limited Series

“American Crime” (ABC)
“Fargo” (FX)
“The Night Manager” (AMC)
“The People v. O.J. Simpson: American Crime Story” (FX)
“Roots” (History)

Best Actor, Drama

Kyle Chandler, “Bloodline”
Rami Malek, “Mr. Robot”
Bob Odenkirk, “Better Call Saul”
Matthew Rhys, “The Americans”
Kevin Spacey, “House of Cards”
Liev Schreiber, “Ray Donovan”

Best Actress, Drama

Claire Danes, “Homeland”
Viola Davis, “How to Get Away With Murder”
Taraji P. Henson, “Empire”
Tatiana Maslany, “Orphan Black”
Keri Russell, “The Americans”
Robin Wright, “House of Cards”

Best Actor, Comedy

Anthony Anderson, “black-ish”
Aziz Ansari, “Master of None”
Will Forte, “The Last Man on Earth”
William H. Macy, “Shameless”
Thomas Middleditch, “Silicon Valley”
Jeffrey Tambor, “Transparent”

Best Actress, Comedy

Julia Louis-Dreyfus, “Veep”
Laurie Metcalf, “Getting On”
Ellie Kemper, “Unbreakable Kimmy Schmidt”
Tracee Ellis Ross, “black-ish”
Amy Schumer, “Inside Amy Schumer”
Lily Tomlin, “Grace and Frankie”

Supporting Actor, Drama

Jonathan Banks, “Better Call Saul”
Peter Dinklage, “Game of Thrones”
Kit Harington, “Game of Thrones”
Michael Kelly, “House of Cards”
Ben Mendelsohn, “Bloodline”
Jon Voight, “Ray Donovan”

Supporting Actress, Drama

Emilia Clarke, “Game of Thrones”
Lena Headey, “Game of Thrones”
Maggie Smith, “Downton Abbey”
Maura Tierney, “The Affair”
Maisie Williams, “Game of Thrones”
Constance Zimmer, “UnREAL”

Supporting Actor, Comedy

Louie Anderson, “Baskets”
Andre Braugher, “Brooklyn Nine-Nine”
Tituss Burgess, “Unbreakable Kimmy Schmidt”
Ty Burrell, “Modern Family”
Tony Hale, “Veep”
Keegan-Michael Key, “Key & Peele”
Matt Walsh, “Veep”

Supporting Actress, Comedy

Anna Chlumsky, “Veep”
Gaby Hoffman, “Transparent”
Allison Janney, “Mom”
Judith Light, “Transparent”
Kate McKinnon, “Saturday Night Live”
Niecy Nash, “Getting On”

venerdì 15 luglio 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Nel transfert di "Minority Report" dal grande al piccolo schermo spunta l'ironia
"Un gemello è preveggente, nel senso che individua in anticipo il volto di un possibile assassino. L’altro prevede i nomi. Ma non lavorano di comune accordo e spesso i delinquenti hanno mano libe ra. Dash (Stark Sands), uno dei gemelli precog, decide di collaborare con la polizia e con la detective Lara Vega (Meagan Good) per cercare di dare un senso alle sue visioni frammentarie: la sua capacità precognitiva è infatti condivisa con gli altri due precog, il fratello gemello Arthur (Nick Zano) e la sorella Agatha (Laura Regan), che per ora è timorosa sul da farsi. È giunta anche in Italia 'Minority Report' (Fox, mercoledì, 21.00 canale 112 di Sky), la nuova serie tv firmata da Steven Spielberg e Max Borenstein, adattamento e sequel televisivo dell’omonimo romanzo di Philip K. Dick e del film del 2002 diretto dallo stesso Spielberg. Ricordate la trama del film? Nell’anno 2054, a Washington, l’omicidio è stato eliminato. Si prevede il futuro e il colpevole può essere punito prima ancora che il crimine sia commesso. In una sezione particolare del Dipartimento della giustizia, l’Unità pre crimine, i precog, tre giovani veggenti che vivono in una sorta di piscina amniotica e le cui premonizioni di omicidio non hanno mai sbagliato, riescono a vedere ogni traccia di reato da immagini che svelano il tempo, il luogo e altri dettagli e ch e rimandano su video. Se il film era prevalentemente svolto in chiave di thriller fantascientifico, nella serie c’è una continua oscillazione tra una visione distopica orwelliana — una società interamente dominata da un potere onniveggente, una nuova arena pubblica definita dalla visibilità istantanea del piccolo schermo — e buoni tratti di autoironia (Fox prende in giro la serie e se stessa con una immaginaria puntata de I Simpson). Lo sforzo è sempre quello di interrogare il presente nello schermo deformato del futuribile: il presentimento come grande paura dell’inconoscibile". (Aldo Grasso, 15.07.2016)

giovedì 14 luglio 2016

GOSSIP - Clamoroso al Cibali! Kristen Bell: "ho cambattutto la depressione!"

Kristen Bell takes the cover of Redbook magazine’s August 2016 issue. Here’s what the 35-year-old Veronica Mars star had to share with the mag:
On opening up about battling depression: “It didn’t occur to me that I would help anybody. Also, I didn’t expect to be so moved by people’s comments on social media about how they had been prescribed medication and never wanted to take it until now because it finally didn’t feel shameful. You’re labeled as a failure if you can’t kick depression. That’s bulls–t. You would never deny a diabetic his insulin and go, ‘Why can’t you process sugar on your own?’”
On husband Dax Shepard getting jealous: “Every now and again, but he layers it in comedy. When I get ready for a red-carpet event, he’ll say, ‘Don’t get too confident tonight and think of leaving me!’ I’m like, ‘You’re lucky that nobody at this party is going to be as interesting as you are!’”
On how she and Dax work well: “We fought a lot and I loved a dramatic exit. It I could slam a door, I felt so powerful. If I could get in my car and screech away, it was even better…. He said to me, ‘If we have an issue, you can’t leave. We’re going to talk or I’m not going to do this with you.’ I loved him so much that I was like, I better get my act together.”
For more from Kristen, visit RedbookMag.com.

mercoledì 13 luglio 2016

NEWS - Clamoroso al Cibali! In arrivo un nuovo fumetto di "Jessica Jones"

News tratta da "Entertainment Weekly"
Netflix’s Jessica Jones made the titular protagonist — a hard-drinking, down-on-her-luck, super-strong private eye played by Krysten Ritter — the breakout star of Marvel’s burgeoning TV universe last fall. But fans eager to transition from the on-screen character to comics starring her would have been forced to go back years, to Brian Michael Bendis’ original run on Alias in the early 2000’s, or its sequel The Pulse, which ended in 2006. Now, fans will once again be able to read new comics with Jessica Jones on the cover. On Tuesday, Marvel announced a new Jessica Jones comic from the original Alias creative team: Bendis (writer), Michael Gaydos (interior artist), and David Mack (cover artist). In fact, Bendis told IGN that the series is launching this year instead of last specifically because he wanted to wait for Gaydos’ and Mack’s schedules to clear up.
“I’ve worked with other artists on Jessica and always enjoyed it, but in my mind she never looks and feels and breathes and smells more like Jessica than when Michael draws her,” Bendis said. “That is the signature in which people think of her, of those visuals. So having them all back together and having everyone be just a little bit better at their jobs — I think Michael is a better illustrator and David is a better painter — and I have to rise to the occasion and meet them.”
One of the reasons for Marvel’s recent dearth of Jessica Jones stories was that the character had seemed to finally get her life together, even having a baby with long-time partner Luke Cage. According to Bendis, when we catch up with Jessica in the new series, her life will once again be a mess (though Bendis swears baby Danielle is fine).
“You’re going to find out about it in the first issue. We’re going to open up a book where Jessica’s world has blown up in her face,” Bendis told IGN. “She’s at a place you’ll least expect her. You’re going to find all of her relationships have altered. And we’re slowly going to find out why. I do like writing Jessica where we have to figure out ‘why this has happened?’”
NEWS - Netflix, un successo matematico! Alla scoperta dell'algoritmo che permette di sapere cosa guardano e apprezzano gli abbonati

Articolo tratto da "la Repubblica"
Una mappa costruita usando quindici diversi algoritmi. Analizza in tempo reale ciò che guardano, fra film, cartoni e serie tv, oltre 80 milioni di persone in 190 paesi. La matematica al tempo dello streaming, quando diventa rappresentazione grafica, è ipnotica. Carlos Gomez Uribe, vicepresidente di Netflix, sorride mentre ci mostra la mappa. In una sala della Cité du Cinéma, a Parigi, chiede l’indirizzo mail al quale è associato il nostro account. Lo inserisce e la mappa si popola di zone luminose. Rappresentano la concentrazione di spettatori che hanno gusti simili. Non solo e non tanto le coincidenze nella scelta del catalogo, quanto i modi, i tempi e in generale il profilo di spettatore. Scopriamo così di far parte di una comunità numerosa in Europa e ben rappresentata sia sulla costa est sia sulla costa ovest degli Usa. Con i nostri stessi gusti ce ne sono tanti in Centroamerica fra Colombia, Venezuela e Costa Rica; e a Oriente, Dubai e Kuwait, Mumbai e Bali. Ma soprattutto in Nuova Zelanda. «Già», commenta Uribe, «ora possiamo vedere in diretta il formarsi di nicchie trasversali e invisibili fino a poco tempo fa». E questo permette a Netflix di produrre, con un margine di errore più basso, serie, film e cartoni sapendo che lì fuori, fra Bali e l’Italia, li vedranno. È vero, gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione permettono di disegnare un profilo degli spettatori prima impossibile», conferma Andrea Scrosati, il vice presidente di Sky dietro a successi come Romanzo Criminale, Master Chief, X- Factor e Gomorra. «Peccato che non permetta di capire dove andrà il gusto del pubblico, altrimenti il mercato sarebbe già cambiato. Nonostante i big data di Hulu, Amazon e Netflix, a Hollywood il tasso di fallimento delle serie tv è rimasto immutato e solo due su dieci ottengono dei risultati apprezzabili.
Oggi in America vengono prodotte ogni anno 450 serie. Sono decuplicate rispetto al 2006. Se si aggiungono quelle di altri paesi, si arriva a un numero che supera le ottocento produzioni. Ma è una bolla. La creatività è fatta di elementi imponderabili e porta a quei successi capaci di intercettare le tendenze prima che si manifestino. Costruire a tavolino un film usando i big data significa costruirlo sulle tendenze che sono parte del presente o peggio del passato». Insomma, gli exploit di Lo chiamavano Jeeg Robot, il film di Gabriele Mainetti, non nascono dai numeri. Così come quello internazionale di Gomorra.
Altrove la pensano diversamente. Nel campo musicale, per quanto sia altra cosa rispetto a quello cinematografico e televisivo, iniziano a sostenere di avere per le mani la stessa arte che fu degli oracoli. La musica è sempre stata all’avanguardia, nel bene e nel male. È stata la prima a esser travolta dal digitale ai tempi di Napster e la prima ad aver visto l’affermazione di colossi hi-tech come Apple e il suo iTunes, che per altro pare sia ormai in piena crisi a causa dello streaming.
Altro fenomeno nato in questo settore, con i suoi cataloghi immensi consultabili da smartphone per pochi euro al mese. Ed è sempre qui che stanno applicando la predizione basata su algoritmi e apprendimento delle macchine. «Ora sappiamo dove nascono i successi di domani».
Jason Titus, vice presidente di Google, qualche mese fa ne parlava così ad esempio. Quando pronunciò questa frase davanti a un giornalista di The Atlantic, lavorava ancora a Shazam, servizio nato a Londra e usato ogni mese da cento milioni di persone per riconoscere una canzone che si sta ascoltando per caso, poco importa se a casa di qualcuno o alla radio. Quindici miliardi i brani identificati con la sua app installata in cinquecento milioni di telefoni.
Adesso ha iniziato a offrire alle case discografiche uno strumento per capire in anticipo quale sarà il prossimo successo commerciale. Lo fa guardando al passato: l’analisi degli ascolti messi a confronto con quel che è accaduto nel corso degli anni. Ricordate ad esempio Royals, la canzone con cui Lorde si è fatta conoscere?
Nel 2013 apparve dal nulla, o meglio dalla Nuova Zelanda che è il suo paese natale, e pian piano si diffuse fino a diventare la più ascoltata in tremila città americane. L’anticamera di un successo planetario. In un mondo dove solo l’uno per cento degli artisti rappresenta il 77 per cento degli introiti delle case discografiche, quindi con un tasso di “fallimento” ben più alto di quello delle serie tv, i miracoli dei big data fanno gola.
Oggi è a capo della divisione ricerca e sviluppo per il colosso dello streaming di Stoccolma, lo stesso che ha appena annunciato di voler iniziare a produrre serie tv; ed è anche lui convinto che la matematica, unita all’enorme quantità di dati che condividiamo e alla musica e ai video che consumiamo, stia dando vita a una forma predittiva di tecnologia sfruttando le tecniche dell’apprendimento delle macchine che, in questo caso imparano con il tempo divenendo sempre più precise nell’analisi delle abitudini delle persone e nei consigli che riescono a dare.
«Per capire i gusti musicali di qualcuno e offrirgli i brani che non conosce ancora ma che sicuramente gli piaceranno, serve circa una settimana», spiega dalla sua casa di Brooklyn. «Stiamo lavorando per accorciare i tempi. Abbiamo iniziato a incrociare i dati presenti sui social network scoprendo che alcuni aspetti personali, l’inclinazione politica per dirne una, sono determinanti. Oppure se si possiede un iPhone o un Android. Oltre ovviamente al sesso, l’età, al paese di provenienza».
Per capire come davvero stanno le cose chiamiamo Brian Whitman. Dottorato al Mit, trentacinque anni, è il cofondatore di Echo Nest, piattaforma di analisi dati legati all’industria musicale acquisita da Spotify per centoventicinque milioni di dollari nel marzo di due anni fa.
Le ipotesi di Brian Whitman nascono dalle informazioni che arrivano da una base di utenti di cento milioni di persone che ascoltano musica in tutto il mondo. Ed è sempre grazie alla stessa base che vengono confermate. Fino ad arrivare a una mappa dei consumi musicali in continua evoluzione, ben oltre le classifiche dei brani più in voga, e a una capacità di previsione delle tendenze a breve termine. Ma è un miracolo che accade solo nel settore musicale.
Da questo punto di vista Scrosati ha ragione: malgrado Amazon abbia in mano i dati di milioni di lettori non ha ancora pubblicato il romanzo perfetto, né Netflix il film che sicuramente farà presa. E poi una cosa è produrre da zero un brano usando quel che dicono gli algoritmi, altro tracciarne in anticipo l’ascesa. Ma resta il fatto che ci stanno provando. Come scrive Pedro Domingos, Università di Washington, nel suo L’algoritmo definitivo (Bollati Boringhieri), questo è un settore che sta progredendo a ritmi esponenziali. Oltre a farsi sentire potrebbe iniziare a farsi vedere.

martedì 12 luglio 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Goldbergs", piacevole sit-com allisciata dalla nostalgia per gli anni '80 
“Una sit-com sugli anni «Eighties», favolosi come tutti gli altri decenni (gli scherzi della memoria), una sit-com girata nello stile di quegli anni, piena zeppa di riferimenti pop, di icone, di oggetti culto, una sit-com che rappresenta il punto di vista di una telecamera tenuta in mano da un undicenne. «The Goldbergs», la serie di Joi, è ambientata a Jenkintown, in Pennsylvania. I Goldbergs, la famiglia, è una comunità un po’ stravagante: papà Murray Goldberg (Jeff Garlin), sua moglie Beverly (Wendi McLendon-Covey) e i tre figli, Erica (Hayley Orrantia), la più sveglia e di successo, Barry (Troy Gentile), l’incompreso, e Adam (Sean Giambrone). Il piccolo Adam filma i momenti fondamentali della biografia famigliare (mai buttare via niente!). Il piccolo Adam altri non è che il vero Adam F. Goldberg, oggi regista e produttore televisivo, creatore della comedy. Partecipa attivamente alla famiglia anche il nonno Albert Pops Salomon (padre di Beverly) che vizia i nipoti alle spalle dei loro genitori. Fanno la loro fugace apparizione anche alcune guest star, tra cui Chuck Norris, Charlie Sheen e David Spade. Se da una parte la serie racconta la complessità dei rapporti famigliari (madre overapprehensive, una premurosità sempre sopra le righe, padre un po’ incitrullito dal lavoro e dai sensi di colpa indotti dalla moglie, figli adolescenti rompi), dall’altra mette in scena frammenti di quegli anni (i miti musicali, quelli sportivi, quelli cinematografici, i primi computer, la nascita della Cnn, il videogioco Pac-Man, E.T. L’extraterrestre e Star Wars, Thriller di Michael Jackson, Born in The Usa di Bruce Springsteen…), quando gli Stati Uniti erano al massimo dell’esplosione della cultura pop (l’edonismo reaganiano, secondo la fortunata espressione di Roberto D’Agostino). La sit-com ha una sua piacevolezza, dialoghi brillanti anche nella loro fatuità, alleggerita e allisciata dalla nostalgia”. (Aldo Grasso, 09.07.2016)

lunedì 11 luglio 2016

NEWS - FSociety colpisce ancora! L'anteprima della 2° stagione di "Mr. Robot" a sorpresa sui social (per poco)

News tratta da "Entertainment Weekly"
FSociety has struck again. This time, the fictional hacker organization from Mr. Robot gave the show’s fans exactly what they wanted: a look at the full season 2 premiere episode three days before it airs on Wednesday on USA.
The network held a Facebook Live Q&A session Sunday night featuring the show’s cast and hosted by Keegan-Michael Key. All seemed to be going smoothly until about 20 minutes into the livestream, when FSociety interrupted and launched into a rant about the interview itself. And then, the first 60 minutes of the premiere episode aired right then and there.
That was just the beginning. After the episode completed, it disappeared from Facebook. Shortly thereafter, the preview appeared on Twitter, Snapchat, YouTube, and USA Network’s homepage.

GOSSIP - L'Elba di un nuovo Bond? L'ex "Luther", candidato a succedere a Craig nello smoking di 007, a tutta cover su "Interview"

Idris Elba poses shirtless in this brand new cover feature for Interview magazine’s new issue.
Here’s what the 43-year-old actor had to share with the mag:
On constantly working: “…It’s unhealthy to have that much going on. [laughs] I don’t want to sound ungrateful or anything, but I sleep less, I’m constantly thinking, I’m constantly multitasking, and I really don’t know what the effects are going to be when I’m older. I don’t ever stop. Not because I’m greedy or anything, but I’m always creating, debating with the part of my brain that is dormant. Wondering how I can move in and create a bit more space and take a bit more time. But it’s almost like the more I achieve, the more capacity I have to achieve. I do worry sometimes about whether I’m going to burn out. Not burn myself out, but burn my art out, with audiences going, ‘Ah, yeah, I’ve seen enough now, thanks very much.’”
On DJ’ing: “Anyway, what happened was, once I got The Wire, my life changed. I couldn’t DJ as much and I couldn’t take it seriously because my career as an actor was just getting to a place where I was finally making it in America. I wanted to be on American TV so much. I didn’t park DJ’ing; I just sort of ended up becoming more of a studio guy. I had a bit more money and I could buy every little piece of equipment and drum machine that had just come out—I’ve got quite a collection now— and I continued to collect music. Then about five years ago, my career blossomed, but I really missed being out on the road, DJ’ing. So I started picking up gigs here and there, and what occurred to me really quickly was that I was going to water down my passion for DJ’ing, because the type of gigs I was getting were celebrity DJ work, and that just didn’t sit right. So I made a decision about five years ago to really do it properly, to do it at that level I had never done it, but take it seriously and not ride the coattails of being an actor. It took a while because I had to take my time to introduce myself into that world: doing remixes, being taken seriously.”

venerdì 8 luglio 2016

 
NEWS - Clamoroso al Cibali! "Game of Thrones" fa concorrenza a Pornhub: durante la 6° stagione il sito a luci rosse ha perso il 4%. Emilia Clarke regina hard delle ricerche fai-da-te: Winter is cuming!

News tratta da Mic.com
That a record number of fans tuned in to Game of Thrones' explosive season six finale probably doesn't come as a surprise. But this might: According PornHub, as the political games unfolded in Westeros this season, the number of people watching porn plummeted.
PornHub's historical data shows that the website saw a 4% drop in traffic during the season six premiere April 24, which may not sound like a lot, but given the site's 60 million daily users, that equates to roughly 2.4 million people prioritizing George R. R. Martin's prodigious imagination over "me" time. Similar drops occurred during the next three episodes of the season, per PornHub. 

During that time, Game of Thrones-related searches on the site increased significantly. 
What's more, according to data from season five of the series, PornHub searches for terms like "princess" and "medieval" also saw an increase prior to the Sunday night premieres of new episodes, which could be loosely related to the series. Specific keywords about the show also cropped up — and some of them are downright weird. 
Emilia Clarke, who plays Daenerys Targaryen, for one, is the most searched character or actor from the show (that's not a surprise). But PornHub also notes that "Walk of Shame" is another GoT-specific term that's been sought out by users, referring to Cersei Lannister's Walk of Atonement from season five.

Sure, Cersei is naked during that scene, but she's also being paraded through the streets of King's Landing with the smallfolk flinging fruit and feces at her while shouting expletives, as a nun rings a bell and repeatedly chants, "Shame!" It's safe to presume HBO wasn't angling this as one of Game of Thrones' most erotic sequences. 
Game of Thrones, it turns out, is more than just a cultural phenomenon. The show set in a fantastical world produces even more fantasies — even if Septa Unella would disapprove of some of those choices. 

giovedì 7 luglio 2016

GOSSIP - Nonna Nicole! La Kidman con parruccona grigia nella seconda stagione di "Top of the Lake"

Nicole Kidman sports a gray wig while on the set of Top of the Lake season two in Sydney, Australia. Production is currently underway for the second season of the hit Sundance TV drama, which is now titled Top Of The Lake: China Girl. Elisabeth Moss will return for the second season, and Game of ThronesGwendoline Christie is set to have a major role this season.
Season two picks up four years after season one ended. No premiere date has been officially announced.

TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art

mercoledì 6 luglio 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Billions", perla sulla finanza americana
"Chi ha amato film sulla finanza americana come La grande scommessa, Wall Street. Money Never Sleeps, Too Big to Fail; chi li ha amati come film e non solo per l'argomento trattato; chi ha letto il libro o visto a teatro Lehman Trilogy di Stefano Massini; chi... Ebbene all'ideale spettatore non può mancare questa perla, da aggiungere alla collezione. Si tratta di «Billions» ideata da Brian Koppelman (è anche il produttore di «Vinyl»), David Levien (co-sceneggiatore di Ocean's Thirteen) e Andrew Ross Sorkin, editorialista economico del New York Times e autore del libro Too Big to Fail (Sky Atlantic, martedì, ore 21.1o). «Billions» si ispira non poco al lavoro del procuratore Preet Bharara e in particolare alla sua crociata contro i reati finanziari nel Southern District di New York. La storia, infatti, ruota attorno allo scontro tra due forti personalità:il procuratore Chuck Rhodes (Paul Giamatti) e Bobby «Axe» Axelrod (Damian Lewis, l'inquietante «uscio» di «Homeland»), un miliardario geniale che ha fatto fortuna speculando in borsa. E uno scontro giudiziario duro, la versione moderna del duello western. Per Rhodes, c'è in gioco la carriera, l'onorabilità, l'incarnazione del bene pubblico (lo sceriffo); per Axe la riconferma di essere il numero uno del mondo del trading, della giungla dei fondi speculativi (il bandito rispettabile). In mezzo ai due c'è la moglie di Chuck, Wendy (Maggie Siff). Lavora come psicologa presso la società di Axe, esponendosi a un imbarazzante conflitto di interessi, e con il marito accondiscende a pratiche notturne non proprio ortodosse. La serie prodotta da Showtime vive su vicende che sono di per sé avvincenti (inchieste, giochi di borsa, scalate societarie, truffe...) ma che non sarebbero tali se non fossero sorrette da una recitazione e da dialoghi eccellenti. Il cast è pressoché perfetto, non un ruolo sbagliato. Notevole il cameo del concerto dei Metallica". (Aldo Grasso, 06.07.2016)

martedì 5 luglio 2016

GOSSIP - Qualcuno la fermi! Priyanka Chopra(zzemolina) anche sulla cover di "In Style" dove rivela: "non sono uno stereotipo di Bollywood"

Priyanka Chopra looks so chic on the cover of In Style magazine’s August 2016 issue.
Here’s what the 33-year-old Quantico star had to share with the mag:
On dating and relationships: “I’ve never dated. I’ve always been in relationships. Dating as a concept doesn’t really exist in India…the nonanswerability of dating, my god, I don’t know if I would ever be able to… When I know I’ve met the right person to share the rest of my life with, I’ll shout it from the rooftops. I’ll stay i I want to be with somebody who has drive but doesn’t take himself too seriously… Life is transient, and it’s a journey, and I want to be with somebody who can see that.”
On diversity: “I think diversity is the need of the hour. Look at the world around us. You can’t say the girl next door is a certain type anymore. And entertainment should be a reflection of society.”
On Bollywood: “We are not a miniature Hollywood. We are the Indian film industry, one of the most prolific producers in the world…We are artists, we are people, we know our jobs. You can put me in front of a camera anywhere in the world and I’ll hit my mark and say my lines and give the director what he wants. I can break out into song and dance as well. I’m kick-ass at that too. That makes me a triple threat, not a stereotype.”
GOSSIP - Urla dal passato! "A 16 anni sono uscita dalla depressione con un disco": Keke Palmer di "Scream Queens" rivanga l'adolescenza in preda all'ansia di prestazione...

Keke Palmer just made a major revelation – she recorded an entire album while starring on True Jackson, VP that she never released! The 22-year-old Scream Queens actress explained to fans that when she was sixteen she struggled with depression and anxiety, feeling as though she was suppressing who she really was to please her record labels.“These are the words I was afraid to stand behind because I had too much anxiety and could not process my experiences and how they were separate from the spirit of who I was… I let the labels confusion of me not being able to fit in a box become MY confusion of me. It was almost as if I was “divergent” (which we all are) and I was being ridiculed and not supported because the industry couldn’t understand it. I swallowed my voice for so long and felt that I would not release this music because I was sick of the music business turning its back on me!!” she explained on her website.
Keke added, “It wasn’t until many years later (now) that I have listened back on these records and realized I have always known the truth of who I was I just allowed others perception of me to become my perception of myself. I did not spread my wings because I was told I couldn’t fly a certain way and I believed it!…My anxiety, caused by the habit of unconsciously holding my breath, coupled with the stress of my personal life at that time created a lot of hard years of depression for me. However, I am exalted now because God brings it to you when you are ready, not when you think you are. I am now right where I should be and I can see with my heart that I have always known who I am and who I want to be.”
Keke is now ready to share the album, which she titled “Waited to Exhale,” with her fans. The entire album is available to be streamed on SoundCloud.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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