sabato 25 settembre 2010

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORSERA
"Happy Town", la copia sbiadita di "Twin Peaks"
"Una piccola cittadina sperduta tra boschi e laghi ghiacciati. Una fabbrica che dà lavoro a gran parte degli abitanti. Un diner dove bere caffè americano. Un liceo in cui due innamorati si incontrano di nascosto, all' insaputa di famiglie e amici. Un efferato omicidio che sconvolge la quiete del posto, e riporta alla luce torbidi segreti a lungo nascosti. A molti queste righe ricorderanno qualcosa. Però, purtroppo, non stiamo parlando di «Twin Peaks»: sono invece i presupposti di «Happy Town» (su Fox, canale 110 di Sky, lunedì, alle 21.10), copia parecchio sbiadita del grande successo dei primi anni Novanta. La ridente Haplin, nel Minnesota, detta anche «Happy Town», si affanna a dimenticare un trauma collettivo: la scomparsa, anni prima, di alcune persone, anche bambini, per colpa di un non meglio identificato «uomo magico». Il nuovo delitto riapre antiche inquietudini e, in una comunità in cui tutti sembrano avere qualcosa da nascondere, porta con sé altri eventi funesti: tra questi, lo sceriffo che perde il senno ed è sostituito dal figlio, giovanotto dalla famiglia modello e dai sani principi. Chloe, una ragazza appena giunta in città, cerca segreti - quando parla al telefono con un misterioso interlocutore capita di rimpiangere l' agente Cooper e il suo registratore. E un altro straniero, un maturo rubacuori con un negozio di cimeli cinematografici, osserva con malcelato interesse. La grande quantità di eventi sopperisce alla mancanza non solo di originalità, ma di uno sguardo «d' autore» che dia credibilità al soprannaturale: non c' è costruzione dei personaggi, solo il muoversi di marionette sballottate in colpi di scena che sfiorano il ridicolo (il taglio della mano! il corvo! lo sguardo inquietante!). La colonna sonora sembra quella di un procedural qualsiasi. E la tensione stempera nella noia. Intanto su Joi (Mediaset Premium) è iniziata «The Event» una serie che, a giudicare dall' esordio, promette ben altre emozioni. Ne riparleremo presto".
(Aldo Grasso, 23.09.2010)

venerdì 24 settembre 2010

NEWS - MTV(amp): da stasera accoppiata dai canini facili con "Valemont" e "True Blood"
(ANSA) - ROMA - Da stasera arrivano su Mtv Italia Valemont e True Blood, due attese nuove serie tv, ambientate nel mondo dei vampiri. Si inizia dunque alle ore 22.00 con Valemont, la nuova frontiera delle serie tv, un mix tra Lost e Twilights. La serie, che in Italia ha debuttato ad agosto solo sul sito di Mtv, www.mtv.it/valemont, con 35 mini episodi di 2-3 minuti ciascuno, arriva dunque ora su Mtv Italia nella sua forma classica, ovvero con 5 episodi di 30 minuti ciascuno. Selezionato con sei nomination agli Atreamy Awards come Original Web Video, Valemont ha gia' riscosso un notevole successo di pubblico e critica in America tanto da essere definito da Variety come ''Uno dei migliori serial mai visti per scrittura e struttura drammatica, arrivanndo ad essere accostato a serie cult americane come The Bannen Way and The Guild.
True Blood, alle 22.30, non e' solo una serie di vampiri. Non e' solo una commedia romantica. Non e' solo un'avventura nel mondo del sovrannaturale. True Blood e' una grande storia sulle difficolta' di persone di estrazione culturale e sociale diversa a convivere in armonia. Come moderni e sovrannaturali Giulietta e Romeo, anche i due protagonisti di True Blood, Sookie e Bill, incontrano infatti molte difficolta' nel far accettare la loro storia d'amore, e le loro problematiche sono le stesse di quelle affrontate dai ragazzi di oggi quotidianamente. Una storia, dunque, quella di True Blood, che parte dai vampiri per mostrare poi tutte le contraddizioni proprie della societa' moderna.

giovedì 23 settembre 2010

NEWS - Volemo fà "Gossip Girl" all'amatriciana! Del Nox apre alla possibilità di serie tv autoprodotte su Raidue, ma con pochi soldi (non vi conviene risparmiarli, piuttosto che fare un aborto annunciato???)
(AGI) - Torino, 23 set. - La fiction su Raidue dovrebbe esserci, non sarebbe affatto sbagliato, e magari per un pubblico giovanile con temi ad esso adeguati, "ma e' il direttore di rete che deve richiederla, e se lo facesse noi saremmo molto lieti di portarla avanti". Ma con una premessa ben evidente: "Costi decisamente diversi da quelli per Raiuno, penso che i costi dovrebbero esere dimezzati rispetto alla rete ammiraglia". Lo ha detto Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, durante la conferenza stampa tenuta oggi al Prix Italia di Torino con il direttore di Raiuno Mauro Mazza e il responsabile della fiction della rete ammiraglia, Ivan Carlei, per la presentazione de 'Le ragazze dello swing', fiction dedicata al Trio Lescano e in onda lunedi' e martedi' prossimo su Raiuno. Del Noce e' stato sollecitato sull'argomento in quanto nei giorni scorsi proprio il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, in conferenza stampa sempre al Prix Italia aveva lamentato l'assenza di fiction sulla rete, definendo tale assenza un punto di carenza nella strategia aziendale in fatto di programmazione, e citava gli esempi de 'Ispettore Coliandro', 'Crimini'. Del Noce ha sostenuto che occorre comunque tener conto che quei progetti di fiction riguardanti Raidue e poi annullati "appartenevano a una fase precedente la crisi economica", e ad ogni modo "e' un discorso aziendale, lo affronteremo". Secondo Del Noce si potrebbe pensare ad una fiction con temi giovanili con destinatario un pubblico giovanile.

mercoledì 22 settembre 2010

NEWS ESCLUSIVA - Michelle Ryan, da "Bionic Woman" a lap dancer. L'attrice inglese scottata dalla partecipazione al telefilm simil-remake della "Donna Bionica": "troppa fretta, ho dovuto rinunciare ad un ruolo importante al cinema"
Sta lavorando in Inghilterra alla versione teatrale di "The talented Mr. Ripley" dopo un'esperienza, quella di protagonista in "Bionic Woman", cancellato dopo una sola stagione, che oggi definisce "troppo affrettata". L'inglese Michelle Ryan ricorda l'ingaggio nel serial americano: "non ero sicura di volerlo fare. Volevano farmi firmare il contratto ancor prima che prendessi l'aereo! Mi cercarono di convincere dicendo che si trattava di una grande occasione, ma io pensai: 'calmi un secondo, ho fatto un'audizione, ma non conosco neppure le persone con le quali dovrei lavorare...!". "Dopo averle conosciute - prosegue Ryan - ero eccitata dal progetto, ma non ho mai pensato di farlo per molto tempo. Come detto ero eccitata, ma c'è una bella differenza tra l'eccitazione e la disperazione. Ho visto l'esperienza come un'avventura. Di solito non ho mai paura, ma quando ho firmato il contratto sono quasi svenuta all'idea di dover recitare lo stesso ruolo per 7 anni! Avevo solo 22 anni. Ho passato 5 anni a recitare in una soap e so cosa voglia dire. E' un sacrificio. La mia intenzione era quella di farmi conoscere e semmai tentare la carta del cinema...ma poi lo sciopero degli sceneggiatori ha bloccato tutto. Mi sono state offerte parti cinematografiche anche importanti, in America, ma il telefilm veniva prima di tutto e ho dovuto rinunciare. Si trattava di un film d'azione di cui non rivelerò il titolo...". Sull'affetto dei fans alla serie, nonostante il flop, Michelle rivela: "adoro l'interazione con il pubblico, anche se nella lavorazione della serie, devo essere sincera, c'erano persone più entusiaste di me. Quando sono andata ospite dei festival (n.d.r.: compreso il Telefilm Festival!), mi urlavano le frasi più disparate: 'Go Michelle!', 'Go Zoe!', 'Go Bionic Woman!', anche 'Go Wonder Woman!'. Il suo futuro d'attrice, comunque sia, sarà ancora americano: "farò la parte di una spogliarellista di lap dance nel film 'Girl Walks Into a bar': una donna depressa che per questo motivo perde il lavoro. Credo che la mia conoscenza delle arti marziali mi aiuteranno nei balletti sexy che dovrò interpretare...".
NEWS - Knox on wood! Hayden Panettiere interpreterà Amanda nel film tv sul delitto Kercher (suggerimento: vogliamo Gary Dourdan nella parte di Rudy Guede)
Notizia tratta da Corriere.it
Hayden Panettiere sarà Amanda Knox. Secondo quanto scrive la rivista Variety, la 21enne attrice americana sarebbe stata scelta per impersonare la ragazza accusata di aver ucciso Meredith Kercher. Il film The Amanda Knox Story. La 21enne attrice americana, diventata famosa per il ruolo della cheerleader Claire Bennet nella serie tv Heroes è il primo e unico nome reso noto del cast del film che uscirà il prossimo anno sul canale americano Lifetime TV e che sarà diretto da Robert Dornhelm, regista austriaco di origini rumene, autore della miniserie tv Anna Frank: The Whole Story, che ottenne una nomination agli Emmy Awards nel 2002. A quanto si legge, la pellicola sarà incentrata sull’omicidio della Kercher e sul successivo processo, che ha visto alla sbarra la Knox, il fidanzato Raffaele Sollecito e l’amico Rudy Guede, tutti condannati per il barbaro assassinio (la Knox a 26 anni, Sollecito a 25 e Guede a 30, diventati poi 16 in appello). A detta di Wendy Battles, che ha firmato molti episodi di CSI New York e Law and Order e che ha scritto la sceneggiatura di The Amanda Knox Story, la tragica vicenda si presta perfettamente a essere trasformata in film perché contiene gli ingredienti giusti per colpire l’opinione pubblica. Una convinzione che, però, non appartiene alla famiglia Kercher che ha preso malissimo la notizia della prossima uscita della pellicola, considerandola un insulto alla memoria della figlia morta, come ha detto la mamma di Meredith, Arlene, mentre gli stessi genitori di Amanda hanno spiegato di non essere a conoscenza del progetto. E mentre negli Usa continua la campagna a favore dell’innocenza della Knox, con la senatrice dello stato di Washington, Maria Cantwell, che ha criticato il verdetto, sollevando seri dubbi «sulla giustizia italiana e sull’antiamericanismo della sentenza», il londinese Daily Mail ha scoperto che Amanda parteciperà al concerto di Natale organizzato nella prigione di Capanne dove è detenuta e dove, a quanto pare, starebbe perfezionando lo studio di canto e chitarra.

martedì 21 settembre 2010

NEWS - Basta serial italioti! In futuro la Rai punta a format esportabili di 30/60 minuti recitati in inglese (avvisate Garko e la Arcuri!)
(ASCA) - Torino - La Rai dovra' puntare su nuovi format, per fiction e programmi di intrattenimento, piu' compatibili con la realta' europea e quindi piu' esportabili. E' quanto ha sostenuto il vicedirettore generale della Rai Antonio Marano che in occasione del Prix Italia in svolgimento a Torino ha indicato la nuova offerta dell'azienda radiotelevisiva. "E' inutile produrre una grande opera se poi non puo' essere trasmessa televisivamente negli altri paesi". La durata media dei programmi stranieri, ha spiegato, e' compresa tra i 30 e 60 minuti, mentre in Italia sono molto piu' lunghi. Secondo Marano occorre cominciare a girare fiction in inglese e raggiungere quote di coproduzione internazionale comprese tra il 20 e il 30%. Tra le novita' Marano ha confermato che il nuovo canale cultura della Rai, Rai 5, partira' entro la fine di novembre e avra' come sede di riferimento Milano. Fara' cultura intesa in senso moderno, ha sottolineato Marano, ed e' una risposta a chi sostiene che la Rai fa poca cultura.
NEWS - La poca concorrenza uccide la tv, sempre uguale a se stessa: così parlò Tom "Bellavista" Mockridge di SKY (detto da uno che aveva ingaggiato il povero Mike Bongiorno non è male...)
(AGI) - Roma - L'Italia delle tv e' "un paese con scarsa concorrenza", e questo ricade inevitabilmente sulla qualita' dell'offerta televisiva, che ripropone "sempre gli stessi conduttori e gli stessi programmi": "Ci vuole piu' liberta' nel settore televisivo per promuovere una maggiore concorrenza". E' l'analisi di Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, in una lettera al Corriere della Sera in cui elenca quattro punti per "un cambiamento radicale". Anzitutto "garantire che la maggior parte delle nuove frequenze rese disponibili dal passaggio al digitale vada a nuovi entranti nel mercato", anche aziende straniere, che portino risorse e "idee innovative". Inoltre, secondo Mockridge, occorre "rimuovere in modo piu' rapido le regole introdotte nel 2003 che impediscono a Sky di essere competitiva nel campo del digitale terrestre, ed evitare di introdurre nuove norme finalizzate a penalizzare Sky" (e' il caso, sottolinea Mockridge, del decreto Romani che limita la possibilita' per Sky di vendere spazi pubblicitari". E poi l'Auditel: va spezzato "il controllo duopolistico" di Rai e Mediaset, "affinche' le aziende che decidono di investire in nuove televisioni possano da subito fare affidamento su dati di ascolto accurati, fonte dei propri ricavi". Infine, secondo l'ad di Sky Italia, occorre "liberare la Rai dal controllo da parte della politica". Il panorama televisivo, denuncia Mockridge, e' viziato alla radice dal fatto che "il sistema italiano ha permesso ad un'unica azienda, Mediaset, di ricoprire una posizione di tale dominanza nel settore televisivo nazionale da raccogliere il 65% delle entrate pubblicitarie". E nel campo della pay tv "Mediaset opera senza alcun tipo di limitazione, mentre Sky e' soggetta ad un lungo elenco di restrizioni normative". L'obiettivo, insomma, e' "liberare il sistema", contro "l'approccio restrittivo" scelto dall'Italia "verso una reale concorrenza nella televisione", il che "ha portato il paese ad avere un settore di dimensioni ridotte rispetto agli standard europei, generando meno posti di lavoro e meno innovazione".

lunedì 20 settembre 2010

GOSSIP - Clamoroso al CibaLea! La Michele di "Glee" presto nuda su "Playboy"?
L'offerta non è da buttar via ai giorni nostri: 500.000 dollari per comparire senza veli su "Playboy". Sarà per il nuovo look (più sexy e meno acqua e sapone: tipo Olivia Newton John sul finale di "Grease"), sarà perchè "Glee" è il telefilm del momento, fatto sta che la proposta è stata fatta a Lea Michele. Lo riferisce "In Touch" riportando l'indiscrezione proveniente da un amico di Lea. "Lei è onorata dalla proposta - riferisce la 'gola profonda' - è orgogliosa del suo nuovo look e potrebbe accettare se pensasse che la scelta potrebbe avvantaggiare la sua carriera". Anche se il portavoce dell'attrice smentisce seccamente la proposta di "Playboy", di certo non sarebbe la "prima volta" della Michele in topless: è già comparsa a seno nudo nella piece teatrale di Broadway "Spring Awakening" (nella foto sopra una scena), più di un anno fa.

domenica 19 settembre 2010

NEWS - "Dr. House" ha perso la voce. E' scomparso il doppiatore Sergio Di Stefano
E’ scomparso ieri a Roma per un infarto all’età di 71 anni l’attore e doppiatore Sergio Di Stefano (nato a Roma il 5 luglio 1939). Di Stefano vanta una vastissima carriera come doppiatore: oltre che una lunga sequela di doppiaggi al cinema, ha dato voce a Hugh Laurie nelle sei stagioni finora trasmesse della serie "Dr. House – Medical Division", ma anche di Fred Dryer nelle serie poliziesche "Hunter" e "Mike Land: professione detective", di Richard Dean Anderson a lungo protagonista della saga fantascientifica "Stargate SG-1", di Jonathan Frakes nella serie "Star Trek: The Next Generation" (compresi i suoi approdi cinematografici), di Michael Gross come padre di Michael J. Fox nella sit-com "Casa Keaton", di Peter Kremer primo protagonista della serie poliziesca tedesca "Siska".

venerdì 17 settembre 2010

NEWS - Anteprima: domenica parte in America "Boardwalk Empire", sorta di Big Bang (in theory) del nuovo genere seriale. O sarà un successo o sarà la fine di un'epoca...(d'oro)
(di Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 15 set - Non sono i Soprano, i mafiosi italo-americani del New Jersey, ma in un certo senso ne sono gli antenati. Non trafficano i rifiuti, ma tentano di fare soldi - e il piu' possibile - con gli alcolici durante la proibizione in una delle capitali americane del gioco d'azzardo. Esordisce domenica prossima, tra grandissime attese, la serie televisiva 'Boardwalk Empire', una saga dedicata al proibizionismo tra le due guerre ad Atlantic City, la Las Vegas dei poveri del New Jersey. A dirigere il primo episodio, in onda sulla Hbo, e' nientemeno che Martin Scorsese, il principe di Little Italy del cinema americano, l'uomo di Taxi Driver, di Raging Bull, ma anche di Goodfellas e Gangs of New York. Accanto a Scorsese c'e' come primo protagonista Steve Buscemi (che era presente anche nei Sopranos come Tony Blundetto, un cugino di Tony Soprano, che poi lo 'elimina'). Buscemi e' Enoch 'Nucky' Thompson, il tesoriere della citta', che lui punta a trasformare nella ''Bootleg Capital'' degli Stati Uniti, cioe' in capitale americana dell'alcol sotto la proibizione. 'Nucky' e' un personaggio un po' viscido ed ambiguo, duro in affari, ma seduttore con le signore (specie quelle anti-alcol), e si ispira ai veri boss mafiosi di Atlantic City negli anni Venti. L'altro protagonista di 'Boardwalk Empire' e' Michael Pitt: il biondino di The Dreamers di Bernardo Bertolucci e di Last Days di Gus Van Sant, dove impersonifica Kurt Cobain, il leader dei Nirvana. Nel nuovo serial Pitt e' un ex studente di Princeton appena tornato dalla prima guerra mondiale, che finisce tra i traffici di 'Nucky' Thompson. Un'altra presenza proveniente dai Sopranos e' quella di Terrence Winter, uno degli autori della popolarissima serie dedicata ai mafiosi del New Jersey, uno dei maggiori successi della tv americana insieme con Sex and The City e le Casalinghe Disperate di Wisteria Lane. L'episodio pilota girato da Scorsese e' stato concepito come una super-cartolina di lusso, un affresco per illustrare la cittadina in riva al mare del New Jersey, e la sua famosa passeggiata in assi di legno, sotto i grandi alberghi e le attrazioni. Solo alla fine, dopo che tutti i personaggi sono stati presentati, si entra nel vivo ed inizia la suspence.

Vedi il promo:

giovedì 16 settembre 2010

NEWS ESCLUSIVA - Clamoroso al Cibaleandro! Lady Gaga in trattative per comparire in "CSI: Miami"
Quella "poker face" di Lady Gaga non finisce di stupire. L'icona più pop dei giorni nostri è in trattativa con la produzione di "CSI: Miami" per comparire in un ruolo ad hoc nel telefilm. Anzi, a quanto si apprende, si tratterebbe di "un ruolo speciale". Eva La Rue, nel cast del telefilm nei panni della detective Natalia Boa, ha già commentato che "sarebbe fantastico". Proprio La Rue avrebbe svelato che "Lady Gaga non vorrebbe interpretare se stessa ma un personaggio vero e proprio". In passato la cantante di "Bad Romance" aveva già fatto capolino in un telefilm - "Gossip Girl" - nei panni di se stessa, mentre un omaggio al suo mito è stato realizzato di recente in "Glee".

mercoledì 15 settembre 2010

GOSSIP - Porchixxxima Montana! La figlia strappo(r)na di Laurence Fishburne ricoverata per disturbi mentali e attacchi d'ira
Porno subito. La figlia esagitata di quel poveraccio di Laurence Fisburne ("CSI") è stata ricoverata per essere curata dagli attacchi d'ira che la contraddistinguono e per vagliare il suo equilibrio mentale. In pratica, sarebbe una pazza. Già il fatto che avesse scelto le luci rosse per diventare famosa (come la Kardashian) avrebbe dovuto far insospettire i suoi cari, ma evidentemente le cose son peggiorate. A quanto si apprende, Montana è stata ricoverata nel sud della California e ne avrà per un mesetto.
GOSSIP - Col seno di poi, Sofia Vergara confessa: "devo dire grazie alle mie tette"
Non capita spesso si leggere interviste sincere nello star-system, ma Sofia Vergara ("Modern Family") ha fatto un'eccezione sull'ultimo numero di "Self", che non per niente le dedica la copertina. L'attrice non si tira indietro ammettendo che "sono grata ai miei seni, mi hanno aiutato nella mia carriera". "Mi sono sempre sentita sexy - confida la tettonica Sofia - anche se nell'adolescenza il mio corpo non mi piaceva. Dicevo a mia mamma che appena avrei raggiunto la maturità avrei fatto un'operazione per 'togliermi di torno' queste tette. E mia mamma mi rispondeva che quando avrei compiuto 18 anni avrei visto la questione in maniera differente. Aveva ragione. Anche se è difficile vestirsi, ho una 34 DD, qualunque cosa indossi sembro una spogliarellista!".

martedì 14 settembre 2010

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Cameron con vista. Il regista di "Avatar" al lavoro per portare "True Lies" in tv
(ITALPRESS) - James Cameron produrra' una nuova serie basata sul suo film del '94, "True Lies", come riporta Deadline.com. Il film vedeva protagonisti Arnold Schwarzenegger nei panni di una superspia internazionale e Jamie Lee Curtis nel ruolo della moglie, che scopre casualmente la doppia vita del marito. Ancora da decidere il cast. Cameron sara' produttore esecutivo della serie.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sulle serie tv dai giornali italiani e stranieri

LA REPUBBLICA
"Mad Men"&Co.: quando la tv supera il cinema
"Fabbrica di disinformazione e omologazione, maestra di maleducazione e cattivo gusto, impegnata a trascinare sempre più in basso un pubblico che si vuole ipnotizzato e passivo, la televisione ha eccitato all' improvviso i colti, gli snob, i filosofi, gli storici, gli architetti, i sociologi, gli studiosi di comunicazione, gli antitelevisivi, i sapienti di ogni genere, con un serial memorabile arrivato alla sua quarta stagione e appena premiato con l'Emmy Award per la miglior serie drammatica: Mad Men scritto da Matthew Weiner, il genio autore dei Soprano. Epoca fine anni ' 50-' 60, città New York, luogo un ufficio di Madison Avenue, la strada delle agenzie pubblicitarie, storie quelle dei suoi dirigenti e impiegati e segretarie e mogli e amanti e figli; carriere, rivalità, campagne riuscite e perdute, ambizioni, frustrazioni, nevrosi, corna, divorzi, riconciliazioni, infarti, passato inconfessabile, segreti, perdizioni, tradimenti. Presidenti americani Eisenhower, Kennedy, Nixon. elegante e siderale mensile francese Cahiers du cinéma ha dedicato alla serie definita "magnifica", un editoriale firmato dal direttore Stéphane Delorme, più un lungo articolo elogiativo e la copertina con il volto della protagonista, l' attrice January Jones di incantevole bellezza, una specie di nuova Grace Kelly, più torbida che solare, con quella sigaretta tra le dita, in un gesto di provocante, muta femminilità, che le donne di oggi hanno dimenticato. Scrive Delorme che Hollywood sta vivendo una crisi di ispirazione senza precedenti dopo aver prodotto affreschi ambiziosi come Il padrino: «Oggi è la televisione a raccontare l' America contemporanea, è un serial come Mad Men, che presenta sotto le immagini anni ' 60 il riflesso mascherato della nostra epoca». Il cinema d' autore arranca nelle difficoltà finanziarie, di creatività e di mercato, sta invece nascendo finalmente una travolgente televisione d' autore; non la soap opera, non il drammone storico, non il santino biografico, non la trasposizione letteraria, non la buffonata: ma un prodotto nuovo, originale, strettamente televisivo, che non ha più bisogno di ispirarsi al cinema o di esserne gregario, ma ha trovato tempi, contenuti, scrittura ed estetica tutti suoi. Negli Stati Uniti naturalmente, non in Italia, dove l' asservimento Rai-Mediaset alla politica, alla pubblicità, ai raccomandati, ai labbroni rifatti delle show-girls, e la sparizione dei tanti talenti che l' abitavano, condannano la nostra televisione all' horror della banalità quotidiana e alla fuga dell' audience. È da anni che le serie americane hanno cominciato a puntare sull' intelligenza, l' originalità, la ricerca, soprattutto il rischio, creando nuovi sceneggiatori geniali e attori dallo speciale talento televisivo, diversi da quelli del cinema; da Lost a Six Feet Under, da I Soprano a The Wire, da In Treatment a 24. Sex and the city, nato dalla televisione e poi sfruttato anche dal cinema, mettendo a confronto i due mezzi, ha dimostrato l' assoluta superiorità della travolgente serie rispetto ai due brutti film. Per ora, Mad Men resta una serie insuperata per umanità, profondità, estetica, colpi di scena: in Italia, trasmesse fino ad ora solo su Sky, dal canale Cult, ne abbiamo viste tre serie in 39 puntate, in autunno dovrebbe cominciare la quarta, adesso in onda negli Stati Uniti. L' incanto che colpisce tutti, soprattutto gli spettatori italiani, è che quando si evocano gli anni ' 60, si pensa soprattutto al ' 68, alla rivolta giovanile, al femminismo, alle scuole occupate, ai cortei, ai gonnelloni, agli zoccoli, alla kefia, all' autocoscienza, agli scontri con la polizia. Mad Men ci parla degli altri anni ' 60, i primi del decennio, quando negli Stati Uniti imperava ancora la mistica della femminilità, l' omosessualità era reato quindi clandestina, i neri erano ancora del tutto discriminati. E sono proprio quegli anni ' 60, reazionari, crudeli, oppressivi e ipocriti, che oggi paiono invidiabili, un tempo di eleganza e ordine, di donne cotonate e imbustate e sottomesse, di uomini di successo sempre col cappello, di classi sociali separate tra privilegio ed esclusione. In nessun film recente, neppure in quelli più riusciti come Revolutionary Road di Sam Mendes o A single man di Tom Ford, quegli anni sono così vivi come in Mad Men, non solo negli ambienti, negli oggetti, nel trucco, negli abiti, nei luoghi e nei gesti, ma anche nei sentimenti, nei comportamenti, nei rapporti tra le persone. Negli uffici le donne sono dattilografe e segretarie, una sola riesce a farsi strada come dirigente, mai presa sul serio e rinunciando a una vita privata: gli unici neri che si vedono sono cameriere o inservienti, i mariti vincenti hanno mogli che escono da università prestigiose ma relegate in casa, nel paradiso dei lavori domestici secondo quella mistica della femminilità che verrà poi denunciata da Betty Friedan. Tutti bevono aperitivi o whisky ad ogni occasione, tutti fumano continuamente, tutti, in ufficio o altrove, appena possono scopano. Pare un tempo invidiabile per libertà, nessuno si pone limiti che non siano di ipocrisia moralistica, nessuno pensa al colesterolo, all' ambiente, e mai come in quegli anni la femminilità è esplosiva, vistosa eppure casta: come quella di Joan, la rossa tuttofare dell' ufficio, con i fianchi larghi, la vita sottilee il seno a punta come quello di Lana Turner, che il suo capo sposato si prende sul divano. Betty (January Jones) è invece la bellissima elegantissima, fortunata moglie di gran classe di Don Draper, il creativo dell' azienda: nella sua bella casa, coi suoi bei bambini che le danno fastidioe nulla da fare se non aspettare truccata il ritorno del marito e ribellarsi alla sua inquietudine e disperazione innamorandosi di un altro. Don, il protagonista (un nuovo straordinario Cary Grant, l' affascinante Jon Hamm, poliziotto in The Town di Ben Affleck), ha un torbido passato che deve nascondere, come nasconde tutta la sua vita erotica sino alla perversione, di amante in amante, come occulta la sua depressione e infelicità in tempi in cui solo il successo era accettabile, in cui un uomo fragile era impensabile. L' accuratezza dell' immagine in Mad Men è esemplare, mai caricaturale, mai esasperata: i completi da uomo di buon taglio ma non aderenti, il fazzoletto nel taschino, il nodo stretto alla cravatta, i guanti per guidare l' automobile, il portasigarette piatto, i graziosi abiti a corolla delle signore, i guantini bianchi immancabili, il tennis come simbolo di emancipazione, l' equitazione per esibire ricchezza; arredamenti oggi orridi, tendaggi con le frange, portaceneri di cristallo colorato, poltrone di velluto, cucine texane, enormi frigoriferi. Se esiste ancora un pubblico, anche in Italia, per l' archeologico Beautiful, sempre più dissennato e polveroso, cresce ormai la necessità, per la televisione, di conquistare quei milioni di persone che la rifiutano pretendendo un intrattenimento che risponda alle loro curiosità culturali. I film che si sono visti alla Mostra del cinema di Venezia che chiude stasera, sono per la maggior parte di buon livello, ma non si è visto un solo capolavoro: toccherà alla televisione, alla fiction, dopo Mad Men, riempire quel vuoto?".
(Natalia Aspesi, 12.09.2010)

lunedì 13 settembre 2010

NEWS - Eraserhead! I telefilm "di testa" non reggono sulle generaliste: vanno male "The Mentalist", "Lie to me" e "FlashForward". Che sia un rigetto delle serie che si basano sull'intuizione?
I telefilm mentali (o "di testa") non reggono sulle tv generaliste. Il primo dato di quest'autunno televisivo è piuttosto intrigante. Lasciando stare i classici e ritriti discorsi (legittimi) che ormai le serie tv si guardano "scaricate" o successivamente sul satellite/digitale, dal punto di vista dei contenuti emerge l'ipotesi che le serie che si basano sull'intuizione ("The Mentalist", "Lie to me", "FlashForward") e non sulla scienza ("CSI", "Criminal Minds", "Cold Case"...), abbiano meno appeal...Almeno sul pubblico generalista. O che forse il "nuovo corso" intuitivo - che in realtà è un corso "classico", da "Ellery Queen" a "Colombo" - non sia stato ancora metabolizzato...

Insomma, tante pippe, per dire che Italia 1 ha rivoluzionato il palinsesto dopo le prime 2 puntate della seconda stagione di "The Mentalist" e il debutto di "FlashForward". La prima, con un ascolto di 1.740.000 telespettatori nel primo episodio e di 1.977.000 nel secondo, non ha raggiunto i risultati sperati dalla rete, e per questo è stato spostato sia di giorno che di orario: dal 20 settembre, ogni lunedì alle 22.05, preceduto da un episodio di "CSI: Miami" (il meccanismo che la scientifica faccia da traino all'intuizione è seducente...!). Stesso destino (avverso, è il caso di dirlo: come nel telefilm!) per "FlashForward", anch'esso al lunedì dal 20 settembre, ma alle 23.55 con ben due puntate. Confermato - al momento - il doppio appuntamento di giovedì 16 settembre in prima e seconda serata.

Così come ad oggi è confermato per sabato prossimo su Retequattro "Lie to me" dopo il 5% dell'esordio...

Chi vivrà forward, vedrà...!

venerdì 10 settembre 2010

NEWS - Heyyyyy! Da stasera il debutto di Henry "Fonzie" Winkler in "Royal Pains"
In anteprima assoluta approda stasera alle 21.00 su JOI “Royal Pains 2”, il medical-drama che ha per protagonista un “medico per ricchi”. Finalmente si rivela in carne ed ossa, nelle vesti di Eddie Lawson, l’ambigua ed evanescente figura paterna dei due fratelli Hans (Mark Feuerstein) ed Evan (Paulo Costazno). E, sorpresa, si tratta di Henry Winkler, il mitico Fonzie di "Happy Days". Questa grande novità, ne introduce un’altra. Nella seconda stagione, infatti, la frequente e ricorrente presenza del padre di Hans e Evan, provoca nuove dinamiche e incomprensioni nella trama del telefilm tanto che la famiglia diventerà un tema portante di questa stagione. Da una parte, Eddie prova a cancellare i 20 anni che lo hanno separato dai suoi figli, trovando un riscontro positivo solo con Evan, dall’altra, Hank non riesce a fidarsi dell’uomo che lo ha abbandonato poco prima che la madre morisse.

giovedì 9 settembre 2010

GOSSIP - Ok, il numero di cellulare di Annalynne McCord è 001619...Disavventura, con incidente, per l'attrice di "90210" che per consolarsi diventa dj a Dublino
Disavventura auto-telefonica per la bella Annalynne McCord. L'attrice di "90210" ha avuto un incidente automobilistico nei giorni scorsi. Niente di grave, a parte il fatto che l'auto che guidava apparteneva alla sorella Angel. Quest'ultima, saputo l'accaduto, è andata su tutte le furie, chiamando l'uomo che guidava l'altra vettura invalcandolo di improperi indicibili. Costui, non ci ha pensato un attimo, postando sul suo profilo di facebook il numero di cellulare di Annalynne, avuto dalla constatazione amichevole dell'incidente, "per far sapere a tutti di che pasta è fatta la McCord". Inutile dire che l'attrice è stata sommersa di sms e telefonate di ogni tipo...Nel frattempo Annalynne ha cercato di dimenticare l'inconveniente volando a Dublino, dove si è improvvisata dj al trendissimo Wright Venue Nightclub al motto di "beat goes on"...

mercoledì 8 settembre 2010

NEWS - "I Cesaroni" nella bufera! "La Padania" li attacca ("non sono lo specchio di nessuno"), Branciamore replica ("tutta l'Italia è un pò borgatara")
"'I Cesaroni' non sono lo specchio di nessuno". Firmato 'La Padania', che nella pagina degli Spettacoli dedica un articolo alla serie televisiva che "puntuale come le tasse" torna domani su Canale 5. "Alla quarta serie -scrive il quotidiano della Lega-le enciclopediche puntate ricalcano il solito cliche' dei buoni borgatari che tra un bianchetto dei Castelli e un amorazzo finito male, si barcamenano in un Paese dove il furbetto del quartierino vale sempre un pizzico in piu' degli altri". "In molti hanno spiegato che 'I Cesaroni' hanno il pregio di rappresentare la famiglia media di questo Paese. Che le loro storie sono un po' le storie di tutti. Ma da qui a dire che 'I Cesaroni' sono lo specchio degli italiani ce ne corre. La disoccupazione che colpisce i giovani? Solo un fantasma che vaga sullo sfondo della vineria romana. La disperazione di molte famiglie erose dagli odi tra marito e moglie? Tutte rose e viole. Un giardino in cui gli amori svolazzanti si rincorrono senza drammi. Senza lacrime. Senza un reale pathos". "Il resto della fiction -scrive ancora il giornale del Carroccio- e' solo un collegamento tra un innamoramento e l'altro: tutto in perfetta salsa romanesca, compreso, ovviamente, quello dei linguaggio declinato in ogni spessore semantico dai vari personaggi e protagonisti. Abbiamo cercato di trovare anche un solo vocabolo in lingua toscana nel trailer, ma e' stato veramente difficile. Una ricerca inefficace anche con un qualsiasi lanternino verbale. Tutto rigorosamente in dialetto romanesco". "In se' la cosa potrebbe anche non essere del tutto negativa nel rispetto della parlata di quella citta'. Quello che stride -conclude 'La Padania'- e' che si cerca di far passare quelle vicende per storie comuni. No, quella e' una fiction, non rappresenta nessuno. Solo fantasie per una serata da passare sul comodo divano di casa".
"La fiction dei 'Cesaroni' e' una delle piu' viste in Italia. Se la gente continua a vederci vuol dire
che ci accetta per come siamo. Oppure vuol dire che tutta Italia e' un po' borgatara". Risponde cosi', all'ADNKRONOS, Matteo Branciamore, il Marco dei 'Cesaroni', alle accuse lanciate alla fiction targata Mediaset dalle colonne della 'Padania' secondo la quale "le puntate ricalcano il cliche' dei buoni borgatari che si barcamenano in un paese dove il furbetto del quartierino vale sempre piu' degli altri". "Il fatto che il quotidiano del Carroccio parli di noi - aggiunge- vuol dire che facciamo qualcosa di importante che interessa molta gente. D'altra parte, il solito luogo comune di 'Roma ladrona' non sembra mai finire. Non capisco le critiche alla Capitale, la citta' piu' bella del mondo. Critiche gratuite e inutili anche perche' Roma e' molto amata ovunque e non solo da noi romani. Quando vado al Nord, infatti, le persone che incontro apprezzano la nostra citta' e la cultura che esprime: una cultura ricca di calore ed umanita'".

NEWS - Achtung, compagni! E' partita la guerrilla marketing di "The Event": fogli di agenda e cartelline CIA per gonfiare l'attesa
E’ partita l’operazione di guerriglia marketing per promuovere la nuova serie "The Event", in onda il prossimo 21 settembre su joi (canale pay del digitale terrestre Mediaset Premium) in prima serata e in contemporanea con gli USA. Migliaia di pagine di agenda con la data fatidica sono state sparse in giro per Milano e Roma con tre messaggi diversi che alleghiamo. Prossimamente, sempre a Milano e Roma, verranno distribuite delle cartelline TOP SECRET contenenti documenti della CIA. Se ne occuperanno degli agenti, tipo “Men in Black”, posizionati alle uscite della metropolitana delle due città. Non allarmatevi, nel caso, non sono controllori...

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