venerdì 13 luglio 2018

NEWS - Le nomination agli Emmy Awards 2018: tutte le candidature e le scelte di Telefilm Cult (in verde)


Drama Series
“The Handmaid’s Tale”
“Game of Thrones”
“This Is Us”
“The Crown”
“The Americans”
“Stranger Things”
“Westworld”

Comedy Series
“Atlanta” (FX)
“Barry” (HBO)
“Black-ish” (ABC)
“Curb Your Enthusiasm” (HBO)
“GLOW” (Netflix)
“The Marvelous Mrs. Maisel” (Amazon)
“Silicon Valley” (HBO)
“The Unbreakable Kimmy Schmidt” (Netflix)

Lead Actor in a Drama Series:
Jason Bateman (“Ozark”)
Sterling K. Brown (“This Is Us”)
Ed Harris (“Westworld”)
Matthew Rhys (“The Americans”)
Milo Ventimiglia (“This Is Us”)
Jeffrey Wright (“Westworld”)

Lead Actress in a Drama Series:
Claire Foy (“The Crown”)
Tatiana Maslany (“Orphan Black”)
Elisabeth Moss (“The Handmaid’s Tale”)
Sandra Oh (“Killing Eve”)
Keri Russell (“The Americans”)
Evan Rachel Wood (“Westworld”)

Lead Actor in a Comedy Series:
Donald Glover (“Atlanta”)
Bill Hader (“Barry”)
Anthony Anderson (“Black-ish”)
William H. Macy (“Shameless”)
Larry David (“Curb Your Enthusiasm”)
Ted Danson (“The Good Place”)

Lead Actress in a Comedy Series:
Pamela Adlon (“Better Things”)
Rachel Brosnahan (“The Marvelous Mrs. Maisel”)

Tracee Ellis Ross (“Black-ish”)
Allison Janney (“Mom”)
Lily Tomlin (“Grace and Frankie”)
Issa Rae (“Insecure”)

Supporting Actor in a Drama Series
Nikolaj Coster-Waldau (“Game of Thrones”)
Peter Dinklage (“Game of Thrones”)Joseph Fiennes (“The Handmaid’s Tale”)

David Harbour (“Stranger Things”)
Mandy Patinkin (“Homeland”)
Matt Smith (“The Crown”)

Supporting Actress in a Drama Series
Alexis Bledel (“The Handmaid’s Tale”)
Millie Bobby Brown (“Stranger Things”)
Ann Dowd (“The Handmaid’s Tale”)
Lena Headey (“Game of Thrones”)
Vanessa Kirby (“The Crown”)
Thandie Newton (“Westworld”)
Yvonne Strahovski (“The Handmaid’s Tale”)

Supporting Actor in a Comedy Series
Louie Anderson (“Baskets”)Alec Baldwin (“Saturday Night Live”)
Tituss Burgess (“Unbreakable Kimmy Schmidt”)
Brian Tyree Henry (“Atlanta”)

Tony Shalhoub (“The Marvelous Mrs. Maisel”)
Kenan Thompson (“Saturday Night Live”)Henry Winkler (“Barry”)

Supporting Actress in a Comedy Series
Zazie Beetz (“Atlanta”)
Alex Borstein (“The Marvelous Mrs. Maisel”)
Aidy Bryant (“Saturday Night Live”)
Betty Gilpin (“GLOW”)
Leslie Jones (“Saturday Night Live”)
Kate McKinnon (“Saturday Night Live”)
Laurie Metcalf (“Roseanne”)
Megan Mullally (“Will & Grace”)

Limited Series
“The Alienist”
“The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story”
“Genius: Picasso”
“Godless”
“Patrick Melrose”

Lead Actor in a Limited Series or Movie:
Antonio Banderas (“Genius: Picasso”)
Darren Criss (“The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story”)
Benedict Cumberbatch (“Patrick Melrose”)
Jeff Daniels (“The Looming Tower”)
John Legend (“Jesus Christ Superstar”)
Jesse Plemons (“USS Callister”)

Lead Actress in a Limited Series or Movie:
Laura Dern (“The Tale”)
Jessica Biel (“The Sinner”)
Michelle Dockery (“Godless”)
Edie Falco (“The Menendez Murders”)
Regina King (“Seven Seconds”)
Sarah Paulson (“American Horror Story: Cult”)

giovedì 12 luglio 2018

GOSSIP - Allacciate le cinture! Il video dell'incidente di George Clooney durante le riprese di "Catch 22" (20 giorni di prognosi, 20 giorni di riprese ritardate)
NEWS - Achtung, compagni! Netflix sta per introdurre Smart Downloads per scaricare le puntate delle serie tv in automatico con il wifi, senza i dati della connessione mobile
Netflix sta lanciando una nuova funzione chiamata Smart Downloads, per scaricare gli episodi delle serie tv su tablet o smartphone. Dopo che gli utenti avranno guardato l'episodio di una serie tv, la nuova funzione lo cancellerà e scaricherà direttamente quello successivo una volta connesso il device al wifi (in modo da non utilizzare i dati di connessione mobile). Smart Downloads è attualmente disponibile per cellulari e tablet Android.

mercoledì 11 luglio 2018

GOSSIP - Breaking Ciak! Krysten Ritter pronta al debutto da regista sul set di "Jessica Jones"
Krysten Ritter is pulling double duty on an upcoming episode of the Netflix series Marvel’s Jessica Jones! The 36-year-old actress was seen with headphones around her neck while getting to work as the director on Tuesday (July 10) in New York City. Krysten was also seen on set the day before while working with co-star Rachael Taylor. Krysten, who plays the title character in the series, is making her directorial debut with the upcoming episode. “I am beyond thrilled to make my directorial debut on Marvel’s Jessica Jones,” she said in a statement. “The entire crew and cast has become family to me, and I’m so appreciative of the opportunity to work with our incredible team in this new way. I am so grateful that Melissa Rosenberg, Jeph Loeb, Marvel, and Netflix entrusted me to take the reins.”

martedì 10 luglio 2018

GOSSIP - Mrs. Wright and Mr. Wrong. La protagonista assoluta per epurazione di partner di "House of Cards" fa tanto la paladina dei diritti umani ma non se la sente di accusare Kevin Spacey: "l'ho conosciuto tra un ciak e l'altro, non so come sia come uomo..."
Robin Wright is opening up about her former House of Cards co-star Kevin Spacey, who was removed by Netflix from the narrative of the hit series following accusations of sexual misconduct on the set before the show’s upcoming final season. The actress opened up in an interview on Today, which airs on Monday (July 9). “Was there any kind of red flag, or anything that would have made you think this was possible?” asked Savannah Guthrie. “Kevin and I knew each other between action and cut, and in between setups where we would giggle. I didn’t really– I didn’t know the man. I knew the incredible craftsman that he is,” she explained.

lunedì 9 luglio 2018

NEWS - Melrose place! Non ci sono più le mezze stagioni seriali: Sky investe anche nella calda stagione sfornando la co-produzione (mica un prodotto d'acquisto!) "Patrick Melrose" con un Cumberbatch "supremo"
Una prova d’attore “suprema” (The Guardian), in quello che per Benedict Cumberbatch è “il ruolo della vita” (Rolling Stone). "Patrick Melrose", dal 9 luglio alle 21.15 su Sky Atlantic – e disponibile anche su Sky On Demand – è la nuova, osannata produzione Showtime e Sky tratta dalla saga de I Melrose, il ciclo di racconti semi autobiografici di Edward St Aubyn (edito in Italia da Neri Pozza, che per l’occasione lancia per la prima volta l’edizione integrale che contiene tutti e cinque i romanzi: Non importa, Cattive notizie, Speranza, Latte materno, Lieto fine), e firmata da David Nicholls (Un giorno, Le domande di Brian), che della serie è anche creatore. Ogni episodio della serie costituisce un adattamento di un volume diverso all'interno del ciclo. Accanto a Cumberbatch (Doctor Strange, Sherlock, The Imitation Game) che veste i panni del protagonista, anche Hugo Weaving (Matrix, Il Signore degli Anelli, Captain America – Il primo Vendicatore) e la candidata all’Oscar Jennifer Jason Leigh (L’uomo senza sonno, Il matrimonio di mia sorella, The Hateful Eight), che interpretano i genitori di Patrick, David e Eleanor Melrose. Le cinque puntate della serie tv sono ambientate ognuna in una decade diversa della travagliata vita di Patrick Melrose, un tossicodipendente che si trova a dover fare i conti con l'improvvisa perdita del padre, protagonista dei ricordi più traumatici della sua infanzia. Ciò farà riemergere i demoni di un passato che sperava sepolto per sempre e costringerà Patrick, sempre più instabile e fuori controllo, a cercare un motivo per tornare a vivere. Il Guardian descrive la serie come “un Amleto sull’eroina”, la drammatica storia di un uomo alle prese con una dipendenza che trae origine dalla terribile – seppur privilegiata - infanzia vissuta nel sud della Francia, con un padre (Hugo Weaving) che abusava di lui e una madre (Jennifer Jason Leigh) che, succube del marito e persa fra alcol e rimpianti, non si avvedeva di nulla e lasciava Patrick in balia del padre e dei suoi indicibili eccessi. Dagli anni ‘60 in Francia alle notti psichedeliche della New York degli anni ’80, raccontate facendo ricorso a massicce dosi di black humor, fino alla Gran Bretagna dei primi anni 2000, la storia ci mostrerà il protagonista, in fuga dai ricordi e irrimediabilmente perso nella sua dipendenza, cercare una via per la redenzione anche agli occhi di una moglie più volte tradita e dei due figli, per provare a riconquistare quella voglia di vivere che gli era stata portata via quando era solo un bambino. Dietro la macchina da presa Edward Berger, già regista della serie Deutschland 83, che ha deciso di rendere unica ogni puntata declinando i toni della fotografia sulla base della decade della vita di Patrick Melrose raccontata. Oltre a vestire gli impegnativi panni del protagonista, Benedict Cumberbatch figura anche come produttore esecutivo della serie assieme a Helen Flint, Adam Ackland, Rachael Horovitz e Michael Jackson. Nel cast, accanto a Benedict Cumberbatch, Hugo Weaving e Jennifer Jason Leigh, Anna Madeley (The Crown) interpreta la moglie di Patrick, Mary, Prasanna Puwanarajah (11 settembre – Tragedia annunciata, Diana – La storia segreta di Lady D) è il migliore amico del protagonista Johnny Hall, mentre Jessica Raine (Robin Hood, The Woman in Black, Fortitude) ricopre il ruolo dell’amante di Patrick, Julia. Nel cast anche Indira Varma (Il Trono di Spade, Exodus – Dei e re) che interpreta Anne Moore, un’amica della famiglia Melrose che cercherà di aiutare, senza riuscirci, il giovane Patrick, e Allison Williams (Scappa – Get Out, Girls) nei panni di Marianne, vecchia amica dei tempi dell’università che Patrick rincontrerà a New York. Blythe Danner (Will & Grace, Ti presento i miei), due Emmy e un Tony Award all’attivo, sarà invece Nancy, la zia del tormentato protagonista.

sabato 7 luglio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
Occhio al "Flash" italiano (che non sfreccia ma scatta)
"Scriveva William Hazlitt - pittore, saggista, gran conoscitore dell'animo umano vissuto a Londra tra sette e ottocento: "Il testamento è l'ultima occasione che abbiamo per dare sfogo alla nostra perfidia, e di solito ne facciamo buon uso". Il fotografo di matrimoni che ne ha viste tante pensa con lo stesso cinismo che il matrimonio sia una guerra. Non tra i coniugi, che avranno tanto tempo a disposizione per litigare, finché divorzio non li separi (e come diceva Woody Allen, un matrimonio finisce ma un divorzio dura tutta la vita). Una guerra di nervi tra il fotografo e i fotografati, ostacoli tra l'artista e il capolavoro: una volta era l'album con immagini seppiate e studiatissime; oggi è lo slide show per la cornicetta elettronica, corredato dal video che - fanno da modello i reality show - rievoca il primo incontro, il fidanzamento e i pettegolezzi degli amici prima di immortalare il taglio della torta-grattacielo. Abbiamo visto con i nostri occhi - a sentirlo raccontare non l'avremmo creduto - una sposa in un paesello del napoletano tallonata dal fotografo e dal videomaker, più un drone che la riprendeva dall'alto, dopo un giretto panoramico tra mare e terra. "Spettinala un pochino", ordinava il fotografo. "Dille qualcosa per farla ridere", ordinava il videomaker. Confessiamo di aver osservato la scena finché l'allegra compagnia ha cambiato set (non abbiamo avuto la sfacciataggine di seguire il corteo). Poi abbiamo scoperto che un matrimonio senza il ragno meccanico svolazzante non è un matrimonio (e gli incidenti di percorso, quando il drone atterra sulla testa degli sposi, sono registrati su YouTube). I trascorsi fanno di noi lo spettatore modello per "Flash", la futura serie (finora esiste solo il pilot) vincitore del Premio Solinas - La bottega delle webserie (in collaborazione con Rai Fiction, sperimenta format a puntate). Presentato al festival maremmano FuoriSerie - debutta quest'anno, ormai ogni comune italiano ha la sua manifestazione d'arte e cultura, nuovo governo permettendo - il primo episodio è già su Rai Play e il 29 giugno andrà in onda su RaiTre. Scrive e dirige Valerio Vestoso, già al lavoro sui prossimi episodi. Volendo dare un consiglio, meglio concentrarsi sulla sceneggiatura e lasciare la regia ad altri (magari rileggersi Adam Smith sui vantaggi della divisione del lavoro: se un uomo deve fabbricarsi uno spillo gli viene storto e impiega un sacco di tempo, se qualcuno estrae il metallo e qualcun altro lo mette in forma escono spillini ben fatti e meno costosi). Così si evitano le macchiette I personaggi funzionano, ora il problema è non ridurli a macchiette (per portare a esempio una serie italiana, "Boris" aveva schivato l'ostacolo con un bel lavoro di gruppo). Oltre al fotografo titolare, in "Flash" c'è il laureando in cerca di stage, lo specialista di filmini Lello Spielberg, il reggitore di flash che regge tre ore immobile, e Don Nikon, che ha un'idea tutta sua della religione e della fotografia: "Quando il signore invitava a porgere l'altra guancia, non voleva forse invitarci a mostrare il profilo migliore?". Regia e recitazione sono scolastiche, potrebbero migliorare. Vale anche per il montaggio, per certe giacche blu elettrico e per il ciuffo dello stagista. La sposa è stata sei ore sotto i ferri (del parrucchiere) e fa spuntare sotto il vestito una coda da sirena (il genitore intanto calcola quanto sono costate le orribili bomboniere). "Perlacea" è la parola magica: produce la bocca a cuore, l'occhio da triglia, la posa da crampo. Il fotografo scatta, sognando l'assegno". (Mariarosa Mancuso)

giovedì 5 luglio 2018

GOSSIP - Priyanka Chopra(zzemolina) shock! "Volevo diventare ingegnere"... (si, come no...)
Priyanka Chopra of "Quantico" is on the cover of Allure‘s first-ever digital cover issue!
Here’s what the 35-year-old actress had to share with the mag:
On her thoughts about beauty pageants today (Priyanka won Miss World 2000): “I feel like in an evolved world, where we are today, as long as a woman understands that that’s not [her] only option. And then chooses to do it. Who is anyone to judge her? But when women are made to feel like your only option to succeed is to be OK with being objectified or being made to feel stupid…then it’s wrong.”
On her original dream job: “I wanted to be an engineer. Looking back now, I should have seen the signs that girl, you can’t pass a reflective surface without looking at yourself. You’re not going to be an engineer.”
On why the world needs to see beauty differently: “Beauty lies in the eyes of the beholder. And everyone doesn’t look the same way, so the world needs to be trained to see beauty differently.”

mercoledì 4 luglio 2018

GOSSIP - Altro che Ronaldo, la Juve si deve accontentare di Kinnaman! L'interprete di "The Killing" e "Altered Carbon" tifa Svezia ai Mondiali ma mette la maglia dei gobbi
Dimenticatevi di Cristiano Ronaldo, il vero acquisto della Juve è Joel Kinnaman di "The Killing" e "Altered Carbon"! In tempo di fake news vale tutto, quindi l'aitante attore, nel giorno della bufalissima del passaggio di CR7 in bianconero, ha indossato la maglia della Juve su instagram con la scusa che "in Canada non si trovano maglie della Svezia (ndr: per la quale tifa ai Mondiali) e l'unica coi colori giallo-blu era questa...". Per dire, è come se un tifoso del Barcellona in vacanza in Francia non trovasse la maglia del Barça e indossasse quella del Bologna, tanto i colori son quelli. In realtà Kinnaman ha già preso accordi con Agnelli, grazie all'intercessione di Mino Raiola, suo neo agente-procuratore, per calcare l'erba dello Juventus Stadium. Ovviamente, come in "Altered Carbon", Kinnaman assumerà l'identità di Ronaldo con buona pace del budget juventino che potrà così essere devoluto al risarcimento del flop della nuova collezione di occhiali da gradasso di Lapo Elkann.

martedì 3 luglio 2018

NEWS - Tris di Oscar al Vaticano! John Malkovich si unisce a Jude Law e a Sorrentino in "The New Pope"
Il due volte candidato all'Oscar John Malkovich si unisce al cast di "The New Pope", serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino. Malkovich e il due volte candidato agli Oscar Jude Law saranno sul set delle riprese che inizieranno a novembre in Italia. La sceneggiatura di "The New Pope" è scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises. La nuova serie sul Vaticano di Sorrentino arriva dopo il successo di "The Young Pope", andata in onda su SKY nell’Ottobre 2016, su HBO nel Gennaio 2017 e, in totale, in 150 Paesi. Jude Law, per la sua interpretazione, è stato nominato ai Golden Globe nella categoria Miglior Attore in una Mini Serie o Film per la televisione. 

lunedì 2 luglio 2018

NEWS - Di Maio dixit: "Rai e Mediaset hanno i giorni contati se non seguono il modello Netflix"!
News tratta dal "Corriere della Sera"

I presupposti perché si aprisse un fronte polemico c'erano tutti: Beppe Grillo venerdìi scorso aveva lanciato la sua proposta — due reti Rai da mettere sul mercato e una senza pubblicità — e la replica di Luigi Di Maio — ministro dello Sviluppo con delega alla telecomunicazioni — aveva in parte frenato il caso: «Nel programma c'è solo la fine della lottizzazione». Ieri però il vicepremier ha rilanciato sul tema delle tivù e delle aziende di comunicazione, mettendo in agitazione soprattutto Forza Italia. Perché stavolta nel discorso di Di Maio entra anche Mediaset: «Per Rai e Mediaset — è il suo monito — sarà fondamentale riuscire a rinnovarsi con nuove persone e nuove idee, e inserendosi in una logica completamente diversa da quella seguita fino ad oggi, perché le televisioni tradizionali hanno i giorni contati». In Rai in particolare «deve entrare il merito», ma in genere quello che serve è «una Netflix italiana», il gigante delle produzioni video — cinema, serie, informazione — che sta sfondando nel mondo. Discorso simile anche quello di Davide Casaleggio: «Se aspettiamo di vedere il futuro arrivare, arriverà dall'estero. Dobbiamo iniziare a costruirlo noi». E anche il figlio dell'ideologo del M5S, citando Netflix, insiste sulla necessità di «pensare all'innovazione subito». Parole che mettono in allarme soprattutto gli azzurri, già molto sospettosi per la decisione di Di Maio, molto contestata da Silvio Berlusconi, di tenere per sé la strategica delega per le telecomunicazioni. Il portavoce dei gruppi di FI Giorgio Mule attacca: «Di Maio della Casaleggio associati colpisce ancora. Sul futuro delle televisioni il vicepremier eccetera eccetera gioca a fare il dirigista con il portafogli degli altri, dimentica e mortifica le eccellenti produzioni televisive italiane, prefigura scenari tetri in favore ovviamente di Internet. A correre a supporto svelandosi come mandante della fesseria della domenica giunge lesto Davide Casaleggio, al quale Di Maio versa ogni mese denaro come tutti i parlamentari dei 5 Stelle. E tutto molto, molto penoso. Ed è tutto molto, molto pericoloso per il futuro dell'Italia». A sorpresa, è l'azzurro ed ex ministro delle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri a riportare il dibattito sul terreno «della realtà: quello che dice Di Maio è piuttosto ovvio, è vero che i colossi dei media —non solo Netflix ma anche Amazon Tv e altri — in regime di sostanziale esenzione fiscale planetaria godono di grandi vantaggi», ed è vero che «c'è un percorso di modernità da affrontare, riqualificando il servizio pubblico». Ma ciò deve avvenire «consentendo alle imprese private di esistere e crescere». Insomma, si eviti di «danneggiare chi c'è, anzi lo si difenda», e poi si lasci alle aziende la libertà di muoversi «secondo le dinamiche di mercato».

sabato 30 giugno 2018

GOSSIP - Boe di salvataggio! L'interprete di Jessica in "Tredici" conquista la cover di "Cosmopolitan" spagnolo

venerdì 29 giugno 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Aiuto, siamo tutti sceneggiatori di serie tv (per la gioia degli showrunner). Il fanatismo seriale tra spoiler, teorie fantasiose spesso azzeccate, commenti accademici, recap e "Rickrolling"
"La domanda "Chi ha ucciso Laura Palmer?" riuscì a intrattenere gli spettatori per 17 episodi e sette mesi (cominciavano gli anni 90). La domanda "Chi ha sparato a J. R.?" li aveva in precedenza intrattenuti per 5 episodi e otto mesi (cominciavano gli anni 80). Gli spettatori italiani vivevano in un mondo tutto loro: negli Stati Uniti avevano già sparato a J. R. e noi mai avevamo visto il cattivo con il cappello texano e il ranch di Dallas. Esercizio pratico: calcoli il candidato quante ere televisive sono trascorse, facendo il confronto con la cagnara scoppiata quando all'inizio degli anni 10 si seppe - con largo anticipo - che Matthew di "Downton Abbey" moriva in un incidente proprio la notte di Natale (l'attore Dan Stevens preferiva Broadway e mollò la serie). Il prossimo traguardo (leggi: il prossimo traguardo finora conosciuto) è un fake di Jonathan Nolan e Lisa Joy, showrunner di "Westworld": la serie che quanto a complicanze e ribaltamenti fa sembrare "Lost" un racconto lineare. Una fake news creata ad arte, perché tale finora era il loro regno (prima di attaccare i lamenti per le ricadute nel reale, fate mente locale sul fatto che nel 1938 Orson Welles finse alla radio che i marziani erano sbarcati sulla terra e molti credettero alla notizia). Jonathan Nolan e Lisa Joy non hanno mai davvero pensato di riunire in un video di mezz'ora tutti i colpi di scena di "Westworld" seconda stagione. Allo scopo di placare i fanatici che dopo ogni puntata cercano di immaginare "come andrà a finire", mettendo la parola fine a una pratica che sui social mischia spoiler e fantasiose teorie. Anche sulla mania dei "recap" - minuziosi riassunti per chi ha perso la puntata, che in realtà servono a chi la puntata non l'ha affatto persa, ma come i maniaci (o i bambini) non si stanca di ascoltare sempre la stessa storia - ci sarebbe qualcosa da dire. Credevamo che l'ossessione per il commento fosse un'attività per noiosi accademici. Scopriamo che nell'èra della velocità e della distrazione ha insospettabili adepti. Motiva il fake (oltre a un giochetto che si chiama "Rickrolling" e consiste nel promettere video imperdibili, reindirizzando su un video musicale di Rick Astley datato 1987) la disperazione degli sceneggiatori. "Voi a scrivere siete tanti, e io a leggere sono solo" lamentava Massimo Troisi. "Noi a inventare trame siamo pochi, e voi a smontarle e anticiparle siete migliaia e migliaia" è il lamento degli showrunner, nell'era della sovrabbondanza televisiva. Matt Zoller Seitz sul New York Magazine - un fantastico numero tutto sulla tv- ricorda che la prima stagione di "Westworld" fu cambiata in corsa, i fan avevano azzeccato troppi dettagli guastando la sorpresa. Quando i fan scoprirono a metà stagione che in "Mr Robot" c'era un tocco di "Fight Club" (tanto per non fare altri spoiler) lo showrunner Sam Esmail lasciò la storia tale e quale. Una soluzione al "siamo-tuttisceneggiatori" ci sarebbe: mettere a fuoco meglio i personaggi e non puntare tutto sui colpi di scena". (Mariarosa Mancuso)

mercoledì 27 giugno 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Da oggi nelle sale la coppia Charlie Hunnam+Rami Malek nel remake di "Papillon" (l'eredità di Steve McQueen si divide in due...)

martedì 26 giugno 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
La secondo stagione di "Tredici" è meno compatta ma più angosciante
"E' passato un anno da quando Netflix ha rilasciato la prima stagione di «13» («13 reasons why»), il controverso teen drama basato sul romanzo di Jay Asher che affronta con un linguaggio crudo e coinvolgente temi forti come il bullismo, la depressione, la violenza sessuale nel mondo degli adolescenti. Il racconto si era chiuso con il disvelamento di diversi misteri sollevati dalle 13 cassette registrate da Anna Baker, ma molto restava da capire e Netflix ha giustamente deciso di investire in una seconda stagione, rilasciata il i8 maggio (nel frattempo la serie è diventata un fenomeno globale). Sono passati cinque mesi dalla tragica morte di Anna e la serie riprende dalle aule del liceo Liberty High, un microcosmo molto autoreferenziale che è il cuore di tutto il racconto, con i suoi rituali, le sue spietate relazioni di potere, la sua crudele «piramide» sociale di vincenti e perdenti. Non a caso i genitori della ragazza hanno deciso di intentare una causa contro il liceo come istituzione, accusato di non aver fatto abbastanza per prevenire il suicidio. In termini di struttura, la seconda stagione appare a tratti meno compatta della prima, in cui la voce fuori campo di Anna serviva da collante narrativo (farla tornare come fantasma sembra una scelta confusa). E centrata sul processo al liceo e ogni episodio racconta la testimonianza di uno dei personaggi chiave: alcuni con responsabilità effettive nei confronti di Anna, altri solo «colpevoli» di averla ferita involontariamente mentre essi stessi lottavano contro le proprie debolezze. Forse ancor più che nella prima stagione, «13» mette in scena in questi nuovi episodi un mondo angosciante, in cui si fatica a trovare redenzione e un barlume di speranza dal tormento interiore, come suggerisce lo sconvolgente colpo di scena finale. È una serie importante per capire la generazione fragile e potente dei Millennial, non solo negli Usa". (Aldo Grasso)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Lick it or Leave it!

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