lunedì 11 giugno 2018

venerdì 8 giugno 2018

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Vent'anni di "Sex and the City": ma è ancora vivo il suo mito? Ha retto al passare di due decenni?

Articolo tratto da "La Stampa"
"La domanda più scomoda quando si tratta di prodotti di intrattenimento: ha retto il passare del tempo? Ha lasciato in eredità qualcosa in più dell'aver reso famosi marchi come Manolo Blahnik e Christian Louboutin? Il 6 giugno si sono compiuti 20 anni esatti dalla messa in onda di Sex and The City, la serie che ha raccontato per la prima volta quanto fosse normale per le donne trentenni rimanere single, pensare alla carriera, uscire con le amiche, godersi anni di sano divertimento e di sesso spensierato. Vibratori, incontri a tre, romanticismo, matrimonio, amicizia, cancro al seno, infertilità: non c'è argomento che le quattro protagoniste - Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte - non abbiano affrontato, dettando toni e argomenti che avrebbero occupato gran parte della televisione femminile del futuro. E non c'è dubbio che la serie abbia raccontato le tendenze (non solo sessuali) con un occhio così puntuale per i gusti veloci dei newyorkesi da sembrare profetico: il Meatpacking quartiere in ascesa, la fuga della classe media a Brooklyn, Pastis e Balthazar ristoranti di riferimento.
Un'epoca che non esiste più Sex and The City ha raccontato meglio di chiunque altro un'epoca. Il problema è che quell'epoca non esiste più. Per le femministe di oggi lo show è troppo consumistico (in una famosa puntata Carrie calcola che la sua collezione di scarpe vale 40 mila dollari, il deposito per il mutuo del suo appartamento) e troppo legato a valori effimeri che stonano con la società in crisi in cui viviamo. È anche molto, troppo bianco: a parte l'apparizione di un medico afro americano, fidanzato brevemente con Miranda, c'è una drammatica mancanza di diversità. La stessa Sarah Jessica Parker - oltre che protagonista, produttore esecutivo per tutte e sei le stagioni - in una recente intervista ha ammesso che, oggi, una delle quattro dovrebbe essere per forza afro americana. Cynthia Nixon, che nello show interpreta l'avvocato Miranda, la più femminista delle quattro, e che oggi è candidata al ruolo di Governatore di New York, ha ammesso di essere stata disturbata dal troppo consumismo: «Quando ho rivisto la scena in cui Mr Big fa costruire una gigantesca cabina armadio per fare felice Carrie mi sono chiesta se sia questo il messaggio che vogliamo trasmettere». Persino Candace Bushnell, la giornalista autrice della column da cui è tratta la serie, in un'intervista al Guardian ha dichiarato: «Nella vita reale Carrie e Big non sarebbero tornati insieme». Un sentimento condiviso da quelle fan che nel matrimonio finale hanno visto tradite le premesse iniziali: sei stagioni a dire che alle donne non servono gli uomini per essere felici e realizzate per poi finire con la più disneyana delle favole? A dispetto di queste dissonanze, è però vero che Sex and The City gode ancora di un successo clamoroso, testimoniato all'interesse per un possibile terzo film (i primi due hanno incassato rispettivamente 415 e 294 milioni) e per il numero di account Instagram dedicati alla serie, alle sue frasi famose, agli abiti delle protagoniste, e seguiti da centinaia di migliaia di follower. In uno dei più seguiti le frasi delle protagoniste vengono analizzate secondo la iper sensibilità odierna per cui quando Carrie dice di indossare una collana d'oro «come una del ghetto» le si commenta ironicamente che è una frase che non tiene conto dei suoi privilegi di donna bianca. La fashion editor che lo gestisce, Chelsea Fairless, dice: «È vero, lo show è troppo bianco, troppo materialistico e non abbastanza serio, ma sono stanca anche solo a pensare allo sforzo che mi ci vorrebbe per boicottarlo, e preferisco usare quelle energie per combattere il patriarcato». (Simona Siri)

giovedì 7 giugno 2018

NEWS - Diamo i numeri! Da questa settimana i canali Premium di serie tv visibili anche su Sky: ecco la nuova numerazione (un pò a cazzo...)
Dal 4 giugno gli abbonati alla offerta satellitare di Sky trovano molte novità nella numerazione dei loro canali. Arrivano, infatti, i quattro canali di serie tv di Mediaset Premium, che vanno quindi ad aggiungersi ai cinque canali Premium di cinema già presenti da alcune settimane nell'offerta Sky cinema. Alla posizione 118 sbarcherà Premium Crime, al 122 Premium Stories, al 123 Joi e al 125 Premium Action. La novità dei canali Premium ha dato ai manager di Sky guidati dall'amministratore delegato Andrea Zappia l'occasione per un ripensamento generale delle numerazioni dal 118 in poi: Crime+Investigation, che al momento è al 118, slitterà al 119, al posto di Blaze che invece scivola al 124, sostituendo Comedy Central che arretra al 128, spingendo Fox Comedy al 137. Come si vede, si determinano notevoli effetti a catena, con editori felici e altri un po' più scontenti. Al 129, dal prossimo 4 giugno, ecco Comedy central +1, che va a occupare la posizione di Lei, facendolo slittare al 138. Perciò il canale di Rcs, che insieme all'altro canale Dove di Rizzoli dovrebbe uscire definitivamente dal bouquet di Sky, per ora rimane nella offerta pay satellitare. Al 130 ci sarà Mtv, al posto di Lei+1. Ed Mtv libererà la posizione 133, dove sarà promosso Man-ga, che adesso invece è al 149. Infine, Laeffe avanzerà al 135 (ora è al 139) e Classica al 136 (dal 138). Chiara la posizione di Sky in tema di piattaforma disponibile per altri editori: i canali televisivi devono essere in esclusiva Sky (un po' come fanno, ad esempio, Fox, V acom o Feltrinelli) e, ovviamente, editorialmente interessanti per poter ambire a posizioni privilegiate e a remunerazioni annue milionarie. Altrimenti, la piattaforma è disponibile sì, ma senza la possibilità per gli editori di ottenere fee da Sky. O, in alcuni casi, come piuttosto spesso accaduto negli ultimi anni, non è più disponibile. Nuove rivoluzioni ci saranno verso la fine del 2018, quando nel bouquet di Sky torneranno pure Rete 4 al 104, Canale 5 al 105 e Italia Uno al 106. Posizioni attualmente occupate da Rai 4, Sky Uno e Sky Sport Mix.
NEWS - Game of Notes. Al via progetto musicale con canzoni ispirate da "GOT". Tra gli artisti coinvolti: Adele, Arcade Fire e Jack White
News tratta da "Uproxx"
There’s still plenty of time to go until the upcoming and final season of Game Of Thrones airs, but some info about the new season is already starting to leak out (thanks to the cast). Now, here’s another bit of information: HBO is teaming up with Columbia Records to release an album of music inspired by the showThe soundtrack is set “to accompany” the eighth and final season of the show, which will premiere in 2019. Beyond that, the only real telling line from the press release is: “The soundtrack will feature songs inspired by the hit series and will showcase artists from diverse musical genres.” That means it’s time for speculation about who might be involved in this project. The musicians who have guest-starred on the show would be a good place to start: Most (in)famously, Ed Sheeran made a cameo on the show last year, for example. Mastodon, Coldplay drummer Will Champion, Snow Patrol’s Gary Lightbody, Sigur Rós, Of Monsters And Men, and Dr. Feelgood guitarist Wilko Johnson have also appeared on the show in various capacities over the years. The tracklist could also feature acts from the large pool of Columbia artists, like Arcade Fire, Foster The People, Adele, Jack White, Diplo, and a bona fide ton of others. Beyond that, the show certainly has a lot of famous fans, so getting a bunch of talented people on this soundtrack is a pretty real and potentially awesome possibility.

martedì 5 giugno 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
"Il Miracolo" costringe a interrogarsi sul mistero
"Che cosa farebbe ognuno di noi, se si trovasse di fronte a una statua di plastica raffigurante la Madonna che piange ininterrottamente sangue dagli occhi? Si inginocchierebbe a pregare, resterebbe scettico cercando di scoprire dove è il trucco, ne sarebbe spaventato, ritroverebbe una speranza improvvisa? Sono andate ieri sera in onda su Sky Atlantic le ultime due puntate de Il Miracolo, serie tv scritta e diretta da Niccolò Ammaniti con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini. Premiata all'estero e celebrata sui media italiani, le otto puntate del Miracolo sono state salutate come una novità finalmente all'altezza del mercato internazionale della serialità televisiva e in streaming. Ammaniti è partito da alcuni classici che in Italia funzionano da sempre: il mafioso, il prete, il politico, il poliziotto, un tocco di religione nella trama. Solo che li ha smontati, restituendoli allo spettatore dentro a una storia senza tratti rassicuranti né risposte definitive. Li ha deviati dai binari sicuri della lotta tra il bene e il male, ne ha strappato i santini - buoni e cattivi - in cui annidi fiction televisiva italiana li aveva ormai fermati. L'inizio della prima puntata sembra una scena di Homeland: uomini dei corpi speciali fanno irruzione nel covo di un boss della 'ndrangheta pronti a sparare. Lo trovano però riverso in un lago di sangue. Dopo averlo portato via muto e inerte, si accorgono che quel sangue non è il suo. La statua che sanguina (nove litri all'ora)viene nascosta in un luogo segreto e controllata a vista dai militari. Viene informato soltanto il presidente del Consiglio, un progressista ateo che sta vivendo un momento molto difficile: l'Italia è alla vigilia di un referendum per uscire dall'euro e sua moglie, infelice e arrabbiata, lo tradisce in continuazione. "Lei è credente?", gli chiede il generale che coordina tutta l'operazione. "No, e lei?". "Si, anche se non pratico". Davanti a loro un fatto, inoppugnabile e misterioso: una statua che raffigura quella che per i cristiani è la madre di Dio piange sangue. Questo fatto costringe tutti a farsi delle domande, e in qualche modo a cambiare. E' cosi per la giovane ricercatrice che vuole studiare il Dna per scoprire di chi è quel sangue, è così per padre Marcello, il personaggio meglio riuscito della serie: un prete che ha ormai perso la fede, usa i soldi della parrocchia per giocare d'azzardo ed è un malato di sesso. Nessuno, davanti a quella statua, rimane uguale. La storia è ambientata in una Roma impersonale, girata quasi tutta in interni senza orizzonte, con scene oniriche che si alternano a una realtà che a tratti sembra continuare quei sogni. In un crescendo disturbante e angosciante , e grazie all'uso centellinato di flashback che all'inizio di ogni puntata raccontano come tutto è iniziato, Il Miracolo costringe anche chi guarda a interrogarsi sul mistero, sul senso della vita e della morte, sulla presenza del divino nella realtà quotidiana, fino a fare desiderare di vedere la faccia di chi quel sangue dovrebbe averlo nelle vene. Prima di schiacciare il tasto del computer che attiva un programma che ricostruisce un volto partendo dal Dna, i protagonisti hanno un fremito: chi pensano che comparirà su quello schermo, Gesù Cristo?, si chiede il premier. "Siamo sicuri di dover essere noi a svelare questo mistero?", gli fa eco il generale. Il Miracolo è anche una storia sulla responsabilità che nasce dall'incontro con un fatto inspiegabile - va detto a tutti? Lo "usiamo" per noi? Cerchiamo di fermarlo? - e ha il pregio di non offrire risposte preconfezionate. Ognuno dei personaggi risponde come può e come sa. Con la voglia di farla propria o di trovare una definizione- religiosa o scientiflca -che spieghi tutto. Ma è impossibile, e mentre le storie dei cinque personaggi principali precipitano, cambiano, hanno svolte drammatiche e imprevedibili, quella statuetta di plastica resta là, nascosta ma imponente. E in attesa di una seconda stagione". (Piero Vietti)

sabato 2 giugno 2018

GOSSIP - Evan Peters rivela: "ancora un personaggio insoddisfatto per Ryan Murphy in 'Pose'!"
Evan Peters looks so handsome in the latest issue of The Journal through Mr. Porter.
In the feature, the 31-year-old American Horror Story actor opened up about his role in the highly-anticipated new series Pose from Ryan Murphy.
On his character on Pose: “My character has a lot of unrest and doesn’t feel very good about where he’s at. How did he get here? And to what end? It’s this life that you’re supposed to want, but is it really true to you? The whole show is about being authentic. I’ve got this thing inside of me that’s been there a long time…My character does.”

giovedì 31 maggio 2018

NEWS - "Il Miracolo" a processo! Lo scopritore della Madonna sanguinante di Sant'Agostino denuncia Ammaniti per calunnia e diffamazione
News tratta dal "Corriere della Sera"
«Il culmine s'è raggiunto l'altra sera. C'era Monica Bellucci nei panni di una Madonna con i tentacoli da piovra. Ho spento subito la televisione...». Fabio Gregori, turnista dell'Enel, è appena tornato nella sua casa di via Fontanatetta, dove in giardino c'è ancora la piccola grotta che 23 anni fa custodiva la statua della Madonnina che per 15 volte — tra il febbraio e il marzo del `95 — lacrimò sangue. Mistero insoluto. Non c'è mai stato un riconoscimento ufficiale del miracolo da parte della Chiesa, ma papa Wojtyla «non esitò a venerarla e a incoronarla, quando venne qui di persona a vedere», ricorda commosso l'operaio dell'Enel. Oggi la statua è conservata in una teca di vetro nella vicina parrocchia di Sant'Agostino, eletta a santuario mariano, che dista appena un chilometro da casa Gregori. Il signor Fabio si dice «addolorato». Per questo, assistito dall'avvocato Bruno Forestieri, ha deciso ieri di querelare per calunnia e diffamazione Niccolò Ammaniti, lo scrittore premio Strega nel 2007 che è anche il regista e lo sceneggiatore della serie tv «Il Miracolo», i cui ultimi due episodi — con la Bellucci nei panni della Madonna tentacolare — sono andati in onda martedì sera su Sky Atlantic. L'operaio dell'Enel dice che la Madonnina di Civitavecchia, a cui lui naturalmente è devoto, viene tirata in ballo nel terzo episodio della fiction. «Ma senza alcun rispetto», protesta. Non solo: Gregori cita alcune interviste rilasciate da Ammaniti nei mesi scorsi. C'è un passo, soprattutto, che lo fa imbestialire: «Ricordo quando, da ragazzo, mia nonna mi portò a Civitavecchia per vedere la Madonnina che piangeva sangue, ma era sangue di pollo...», disse Ammaniti. Sangue di pollo? Gregori si sente diffamato: «Per il regista, dunque, questa storia sarebbe tutta una truffa — s'inalbera —. Dimentica, però, che una commissione teologica per anni ha studiato il caso, riconoscendo infine la verità della lacrimazione». La polemica, ieri, ha lasciato di stucco lo stesso Ammaniti, che ha preferito non replicare. L'ha fatto invece «Wildside», la società che ha prodotto la fiction: «Siamo dispiaciuti se qualcuno si è sentito offeso. Non c'è mai stata la volontà di mancare di rispetto nei confronti della religione e dei credenti. Il tema religioso, nella serie "Il Miracolo", viene trattato con la serietà che merita». Il vescovo di Civitavecchia, Luigi Marrucci, non vuole entrare nella discussione. Lui, piuttosto, aspetta novità dal Comune: «Ho pure votato per il sindaco 5 Stelle — confessa —. Ma sono quattro anni che è in sella e ancora non arriva il via libera per il nuovo santuario. La chiesetta di Sant'Agostino è troppo piccola per ospitare la massa dei fedeli». Il sindaco 5 Stelle, Antonio Cozzolino, «pur non credente» assicura che per la fine del 2018 dovrebbero partire i lavori. Rispetto alle folle oceaniche di un tempo, però, il culto per la Madonnina di Pantano sembra sfumato. «In questo mese mariano —dicono Assunta e Donatella Quartili, della trattoria che sorge accanto alla parrocchia — non c'è stato neppure un pellegrinaggio».

mercoledì 30 maggio 2018

GOSSIP - Emilia, che taglio! La Clarke di "GOT" sfoggia una chioma moderna per "Vanity Fair"
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martedì 29 maggio 2018

NEWS - Fateci "Il Miracolo"! La Bellucci che sa recitare nel finale della serie di Ammaniti nei panni della Madonna 
È arrivato il momento dell’attesissimo finale di stagione de "Il Miracolo", la prima serie tv di Niccolò Ammaniti: stasera, martedì 29 maggio, gli ultimi due episodi andranno in onda dalle 21.15 in esclusiva su Sky Atlantic HD e Sky Cinema Uno HD. La serie è disponibile, inoltre, su Sky On Demand e anche in 4K HDR, per i clienti Sky Q. L’intera stagione sarà disponibile on demand su Sky Box Sets. Il finale di stagione vedrà la partecipazione straordinaria di Monica Bellucci, che nei panni della Madonna comparirà in sogno a Marcello, il prete dalle pericolose e peccaminose frequentazioni interpretato da Tommaso RagnoNell’episodio 8, tutti dovranno fare i conti con il miracolo, fra segreti affiorati dal passato e scelte future. Ma con un ultimo colpo di scena… Fabrizio e Sole vengono messi di fronte a qualcosa di troppo grande, e non saranno mai più quelli di prima. 

lunedì 28 maggio 2018

NEWS - Oltre al Governo beffa(to) c'è pure l'Auditel farsa: annuncia la pubblicazione dei dati di ascolto on line a luglio (lo aveva già promesso per il luglio di 2 anni fa e dell'anno scorso: mai visti). Esclusi i dati di visione su altre piattaforme tipo YouTube (geni!). E per agglomerare gli ascolti della tv tradizionale e quelli on line (parziali) ci vorranno altri due anni (almeno)

News tratta da "Italia Oggi"
I nuovi dati Auditel sull'audience dei programmi televisivi online stanno per arrivare. A luglio, infatti, la società di rilevazione presieduta da Andrea Imperiali diffonderà i primi numeri sulla visione dei contenuti dei broadcaster attraverso dispositivi mobile e pc, smart tv, set top box connessi e così via. Sarà il primo risultato del progetto che ha previsto una gara attribuita 10 mesi fa a comScore, il partner che afñanca Auditel in questo tassello della rilevazione (gli ascolti della tv tradizionale sono ancora realizzati da Nielsen). Nei prossimi due anni si lavorerà ancora per produrre infine un dato di total audience unico, che conta i telespettatori ovunque guardino il contenuto televisivo o la pubblicità: davanti al classico televisore oppure con una delle nuove modalità. Oggi l'online per i contenuti televisivi è abbastanza residuale se confrontato con i grandi numeri della tv tradizionale, ma lo scopo è di fornire un dato certificato sul mercato perché il pubblico di domani arriverà soprattutto attraverso l'online. A rivelare che l'obiettivo è di uscire a luglio, esponenti dell'Auditel presenti al convegno di lab Europe a Milano insieme con il ceo di comScore Fabrizio Angelini. A quel punto il mercato avrà a disposizione due tipi di dato: quello standard Auditel sugli ascolti con la tv tradizionale e quello censuario per l'online. Semplificando, la rilevazione conterà ogni singola visione dei contenuti online grazie alla tecnologia Sdk che comScore ha licenziato in esclusiva per l'Italia ad Auditel: gli editori che vogliono che i propri programmi siano rilevati installano un piccolo codice e questo contatta i server della società di rilevazione che li conteggia (i processi sono tutti svolti internamente da Auditel). Sarà quindi un dato censuario basato sui «dispositivi unici» non su telespettatori online unici. Un utente, infatti, potrebbe teoricamente guardare uno stesso contenuto in due dispositivi diversi. In realtà, se per i siti internet questo è più probabile, per i singoli video lo è di meno e ciò significa che i numeri saranno abbastanza vicini al dato che conta le teste. Il passo successivo, quello di deduplicare i dati censuari e arrivare al telespettatore unico, avverrà successivamente grazie ai Focal Meter connessi di Kantar, che saranno installati (già ci sono i test) per gradi nel superpanel di 16.100 famiglie che attualmente serve per rilevare la tv tradizionale. II dato censuario si potrà «colorare» con l'attribuzione socio-demografica. Sarà questa la fase 3, e il 2019 e il 2020, in cui si arriverà alla fusione e a metriche uniche sugli ascolti tv e online vicine a quelle oggi utilizzate da Auditel, pur restando possibile separare le singole componenti. Di fatto sarà necessario un lavoro di armonizzazione fra metriche così differenti (l'ascolto medio tv con gli utenti online, per esempio), ma questo dipenderà dalle linee guida che si darà Auditel prossimamente e dal lavoro a stretto contatto con l'Agcom. Si sa comunque che Imperiali ha voluto dare un impronta di qualità alla rilevazione, perché oltre all'eliminazione del traffico non umano, funzione di comScore, il sistema non rileverà contenuti visualizzati per meno di una certa soglia di tempo da stabilire. Gli sviluppi futuri sono poi ancora da decidere. Per esempio all'inizio saranno rilevati i contenuti visualizzati nei player di proprietà dei broadcaster, sia che si trovino nel sito o nell'app di proprietà che nei siti di editori terzi. Restano fuori i player diversi: se un editore concede i propri programmi a un'altra piattaforma (su YouTube, su tutti) non sarà rilevato. In questo caso si tratta semplicemente di una scelta «politica» che dipenderà anche dalle strategie delle tv. In Brasile, per esempio, i broadcaster si sono affidati per lo più a Yahoo per la distribuzione dei propri video online, scelta discutibile, ma pragmatica, basata sulla considerazione che il 90% del traffico si trova sicuramente là.

sabato 26 maggio 2018

GOSSIP - Ellen Pompeo a Firenze diventa viola. Di rabbia: la protagonista di "Grey's Anatomy" visita da giorni la città e le fottono la borsa che poi recupera lanciando strali Trump-iani in un italiano maccheronico al borseggiatore: "se ti avessi preso non sarebbe finita bene per te, ma verrai catturato, ti hanno fotografato" (ma mica siamo in America, Ellen, qui le foto al massimo finiscono su instagram coi cuoricini che salgono in alto)

venerdì 25 maggio 2018

NEWS - Netflix si mangia la Mela! La piattaforma di Reed Hastings è il media più quotato in Borsa (superata Disney)
News tratta da "Il Sole 24 ore"
I nuovi media battono quell tradizionali. E'successo ieria Wall Street dove Netflix la piattaforma di video in streaming ha superato il colosso di Walt Disney in termini di capitalizzazione di mercato. Il passaggio è simbolico per la società della Silicon Valley che vanta il core business nella Tv digitale valorizzata dagli investitori più del famoso brand di Hollywood. I titoli Netflix sono saliti dallo 0,659.6 a 346,82 dollari per un valore di 15146 miliardi di dollari mentre Disney ha perso l'142% a 151,1 miliardi di dollari, appesantita dall'attesa guerra di offerte con Comcast per gli asset di Fox. Sempre ieri Netfiix ha superato anche Comcast per valore di mercato e al momento guadagna il 70% dall'inizio dell'anno sostenuta dall'aumento delle sottoscrizioni che stanno andando meglio delle attese. Al mercato sono piaciuti anche i recenti accordi di coproduzione firmati con l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama e dalla top star Tv americana Ryan Murphy.

giovedì 24 maggio 2018

NEWS - Uguali sul serial. Le attrici (e qualche attore) delle serie tv (nonché del cinema, dei media, della politica ecc...) chiedono in una lettera aperta la "gender equality". Tra le 140 firmatarie Lena Dunham ("Girls"), Natalie Dormer ("GOT"), Robin Wright ("House of Cards"), Danai Gurira ("TWD"), Thandie Newton ("Westworld"), Connie Britton ("Nashville"). Tra gli uomini, Michael Sheen ("Masters Of Sex") e Neil Patrick Harris ("HIMYM")

News tratta da "Deadline"
Movie and TV heavyweights including Oprah WinfreyMeryl StreepNatalie Portman and Lena Dunham are among those to sign an open letter calling for action against gender inequality. The 140 signatories from the entertainment arena are putting political leaders “on notice” in the letter which is spearheaded by international charity ONE. Also among those to sign are Robin Wright, Danai Gurira, Neil Patrick Harris, Michael Sheen, Thandie Newton, Connie Britton and Natalie Dormer.
The 140 signatories call for a commitment to help every girl get an education and for leaders to use their power to deliver “historic changes for women.” The letter describes poverty as sexist and says, “We won’t stand by while the poorest women are overlooked.”
The campaign — which hopes to attract many more signatories — has also been endorsed by prominent names outside the entertainment biz, including former U.S. Secretary of State Madeleine Albright, Facebook’s Sheryl Sandberg, Chelsea Clinton and Huffington Post founder Arianna Huffington. According to a World Economic Forum report from last year, the equality gap between men and women would take 100 years to close at its current rate.
The letter reads:
“Dear World leaders,
We’re putting you on notice. 
For 130 million girls without an education. For one billion women without access to a bank account. For 39,000 girls who became child brides today. For women everywhere paid less than a man for the same work.
There is nowhere on earth where women have the same opportunities as men, but the gender gap is wider for women living in poverty.
Poverty is sexist. And we won’t stand by while the poorest women are overlooked.
You have the power to deliver historic changes for women this year. From the G7 to the G20; from the African Union to your annual budgets; we will push you for commitments and hold you to account for them. And, if you deliver, we will be the first to champion your progress.
We won’t stop until there is justice for women and girls everywhere.
Because none of us are equal until all of us are equal.”

mercoledì 23 maggio 2018

GOSSIP - Lucy, rimetti la testa a posto! La Liu di "Elementary" è diventata inguardabilmente bionda...
Lucy Liu is rocking a new look! The 49-year-old actress stepped out with blonde locks while attending the Obie Awards on Monday night (May 22) at Terminal 5 in New York City. Lucy hasn’t revealed the reasoning behind her hair color change but it could be for her next movie Stage Mother, which is currently in pre-production.

martedì 22 maggio 2018

NEWS - Ultima ora! Claire Danes: "ho bisogno di una pausa da Carrie di 'Homeland'...". E se la fa con Jim Parsons di "TBBT" al cinema

News tratta da "Vulture"
As stressful as it can be watching Carrie Mathison’s exploits on Homeland, it’s clearly no less relaxing actually being Carrie Mathison on Homeland — a feeling Claire Danes confirmed while discussing her latest film A Kid Like Jake at Vulture Festival 2018. The actress was joined by co-star Jim Parsons, director Silas Howard, and writer Daniel Pearl, who also wrote the play the film is based on. Jake explores the difficulties two parents face while dealing with the prospect of sending their gender-questioning 4-year-old to kindergarten. Even though the film is far from a comedy, Danes said it was still a nice change of pace for her. “We work really intensely on our respective television gigs, but it’s also a really wonderful relief to experiment with a different style of storytelling and a different character,” the actress told the crowd. “I mean I love my Carrie, but we need some time apart.” Can someone please let Claire Danes know she’s allowed to do a fun beach movie next?

lunedì 21 maggio 2018

NEWS - Ultima ora! Giancarlo Giannini al fianco di George Clooney e Hugh Laurie in "Catch-22"
Giancarlo Giannini entra nel cast della nuova produzione internazionale Catch-22, co-prodotta da Sky Italia con Paramount Television, Anonymous Content e Smokehouse Pictures. La serie evento in sei episodi è basata sull’omonimo romanzo antimilitarista del 1961 scritto da Joseph Heller (noto in Italia con il titolo di Comma 22), uno dei classici della letteratura americana del XX secolo e vero e proprio romanzo di formazione. Il popolare attore italiano interpreterà Marcello, proprietario di una casa d’appuntamenti, uomo un tempo molto bello e ancora decisamente piacente, sebbene con qualche anno in più. Tra i produttori esecutivi della sera c’è George Clooney - che sarà anche regista e interprete della serie - insieme al suo partner Grant Heslov. Nel cast anche Hugh Laurie (Dr. HouseThe Night ManagerVeep) nel ruolo del Maggiore de Coverley, Christopher Abbott (The Sinner e Girls) nei panni del giovane soldato americano John Yossarian Kyle Chandler (Friday Night LightsManchester by the SeaArgo) in quelli del Colonnello Cathcart. Catch-22 sarà trasmessa in esclusiva per l’Italia da Sky Atlantic nel 2019.

venerdì 18 maggio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
"IL VENERDI'" DE "LA REPUBBLICA"
"The Terror", il nuovo tassello sontuoso delle serie tv
"Ancora per qualche giorno si potrà sfruttare il vantaggio - avendo conoscenti americani a cui si vuole fare un dispetto - di rivelare a tradimento il finale delta serie, che negli Usa va a chiudersi la prossima settimana mentre da noi è disponibile per intero già da tempo. Cose da serialità di oggi, cose da servizi in streaming con ampia disponibilità di mezzi - i soldi, si quelli. E allora Amazon Prime Video - disponibile per chi è abbonato al servizio di spedizioni - e il fantasmagorico The Terror. Che non é solo il titolo, é anche il nome di una delle due navi protagoniste e che vediamo sullo schermo - tra i produttori c'è Ridley Scott - mentre cercano disperatamente il pacctggio a Nord Ovest. Siamo a metà Ottocento e quelli della Royal Navy inglese hanno deciso di andare a cercare il famoso pertugio. La serie è tratta da una storia quasi vera e soprattutto da un libro del 2007 La scomparsa dell'Erebus di Dati Simmons. Quel che è pazzesco è che pnma venne il libro con la storia delle due navi scomparse e poi, pochi anni dopo, avvenne il ritrovamento di due relitti. Su storia e leggenda del perché e del percome il Polo Nord non solo si rifiutò di concedere il passaggio ma anzi condannò a morte tutti i valorosi degli equipaggi si può costruire una serie spettacolare, piena di misteri e umanità, un ma-come-fanno-i-marinai con immagini da urlo, riprese pazzesche - tanta computer-grafica, certo - suono impeccabile, ghiaccio bollente e fascino supremo. Ci sono anche i flashback, che servono anche e soprattutto a immettere nella stona qualche personaggio femminile (c'è anche Greta Scacchi), ma soprattutto ci sono mistero e terrore: corne in Alien, c'è qualcosa di soprannaturale che incombe sulla spedizione. Chi si sente solo vagamente attratto da quanto descritto sommariamente finora, converga con fiducia sull'obiettivo. Da qui, non si può fare altro che rilevare il nuovo tassello sontuoso che il genere serie tv di livello internazionale aggiunge alla sua età dell'oro, ovvero quella in corso". (Antonio Dipollina)

mercoledì 16 maggio 2018

NEWS - Fermi tutti! Preparatevi al gender-balance (o genderometro), l'app che garantisce l'equità di genere (anche) nelle serie tv

News tratta da "Il Foglio"
Il bilanciamento di genere (spartizione equa al millimetro tra donne e uomini) è un duro lavoro. Non tanto per la mole imponente, quanto perché capita che a ostacolarlo siano i suoi stessi impiegati (non che lo facciano volontariamente: la mano del patriarcato è invisibile). Si capisce, allora, l'importanza e l'urgenza di meccanizzarne i processi, poiché, in fondo, è solo davanti alle macchine che siamo tutti uguali. Christina Hodson, sceneggiatrice e attivista Time'sUp, ha pensato: non sarebbe bello se, prima di mandare un film in sala o una serie in tv, se ne potesse monitorare la sceneggiatura attraverso un software speciale, in grado di conteggiare velocemente quante donne e quanti uomini ci sono, per quanto tempo ciascuno di essi parla, quanto sono più o meno frivole le loro battute, per presentare poi un conto, un punteggio, insomma un'indicazione seria, puntuale, scientifica di come il lavoro analizzato rispetti o infranga l'equità di genere? E - ahinoi - qualcuno l'ha aiutata a renderlo possibile. Manifestare la necessità di aggiustare le quote (non solo nel cinema) attraverso studi e statistiche sui gap prodotti dal sessismo non è stato sufficiente, né hanno sortito effetto i test di autovalutazione della rappresentazione delle minoranze destinati soprattutto agli scrittori (come il Bechdel, che consiste nel rispondere a tre domande su come e se, nel proprio racconto, si sono tratteggiate le figure femminili) o il lavoro culturale e di sensibilizzazione per l'inclusione femminile: dicono i numeri che le donne sono ancora in minoranza, in soggezione, in ombra. Abbiamo stabilito con fatica che tra numeri e persone c'è una sana incoerenza e che i dati non esauriscono la realtà, eppure ai numeri e ai dati affidiamo la massima esplicazione della condizione femminile, tanto da appaltarne la correzione a rilevazioni e criteri algoritmici. "Durante il processo di scrittura, non sei sempre consapevole di quanto poco i tuoi personaggi femminili interagiscano o parlino", ha detto al New York Times John August, al quale Christina Hodson si è rivolta per creare il genderometro.
Ci sono volute un paio di settimane e voilà: Highland2, software per sceneggiatori intenzionati a non sgarrare di mezzo punto percentuale il gender-balance, è disponibile sull'App Store. Gratis. Hodson lo ha testato personalmente e - sorpresa! - ha scoperto che molti suoi lavori non superano la prova del 50 e 50, deducendone che anche gli insospettabili hanno dei pregiudizi e che, per stanarli, la disciplina metodologica e l'autogoverno non bastano: bisogna ricorrere a strumenti neutri di rilevazione matematica. Poiché il problema è quantitativo e pure qualitativo, esiste un software che valuta quanto variopinta e non stereotipata sia la presenza femminile in un racconto o in una sceneggiatura: si scarica online il WriterDuet, che include anche un test di Bechdel più affidabile, poiché automatizzato. Meno robotizzata è l'operazione che propone David Leonhardt, giornalista, che ha raccontato sul New York Times di aver creato una newsletter nella quale si è imposto di citare fonti per metà di colleghi uomini e per l'altra metà di colleghe donne. Ha dato notizia di una petizione che tutti gli accademici, i giornalisti, i relatori possono firmare per garantire che mai e poi mai parteciperanno a un incontro pubblico in cui venga data parola solo a uomini e di un Tumblr che raccoglie, per parodiarle, le locandine di tavole rotonde, panel, presentazioni di libri, dove non siano interpellate donne. A casa nostra come va? Cosi: all'hashtag #tuttimaschi si indirizzano foto delle prime pagine di Corriere e Repubblica, evidenziando che le firme sono tutte maschili o che quelle femminili non si occupano di politica, ma "solo" di costume, o al massimo di cultura (ammissione involontaria: la cultura è roba di quart'ordine, robetta per angeli del focolare). Si è, intanto, proposta per gioco una puntata di Piazza Pulita in cui tutte le ospiti siano donne. E state certi che, infilata nello stesso genderometro che boccerebbe "La banda degli onesti" e "The Wolf of Wall Street", passerebbe il test con tanto di applausi. 

lunedì 14 maggio 2018

NEWS - Guerra a Netflix e Amazon! L'Europa dichiara guerra ai colossi dello streaming con legge capestro che impone il 30% di produzioni europee (in Italia si è andati oltre grazie a Franceschini e la sua legge che impone il 60% di produzioni italiane dal 2020, se è per questo...)
Netflix e piattaforme streaming straniere tassati per finanziare il cinema e la serialità locale. Questa è la strada presa da Berlino per trovare nuove risorse al fine di promuovere la cultura tedesca. Decisione questa, che secondo la Commissione europea risulta in regola con i principi del diritto europeo sugli aiuti di stato. Non è di quest'opinione il colosso dello streaming Netflix, che a novembre 2016 aveva presentato ricorso alla decisione della Commissione europea. Gli avvocati di Netfiix contestano che l'imposta tedesca sia contraria al principio «del paese di origine» e viola le norme sugli aiuti di stato. Il caso riceverà verdetto mercoledì 16 maggio. Intanto, secondo una proposta presentata dalla Commissione europea, i fornitori di streaming come Netfiix e Amazon Prime Video sarebbero tenuti a dedicare almeno il 30% dei loro contenuti a film di produzione europea. In base alle regole proposte, sarà anche necessario che i servizi streaming finanzino serie TV e film prodotti in Europa.

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