venerdì 17 agosto 2018

NEWS - Netflix, abbiamo un problema sulle terze stagioni! Dopo il cast di "Stranger Things", anche quello di "Tredici" chiede l'aumento per la stagione 3. E sulla crescita d'ascolti tra la prima e la seconda non ci sono prove...

News tratta da "Deadline"
It’s come down to the wire for Netflix’s hugely popular drama series 13 Reasons Why, which is scheduled to do the first table read for the upcoming third season tomorrow but its eight core cast members are still renegotiating their contracts. We hear that negotiations are still ongoing but as of Wednesday night, there were no deals and the sides were still apart on money. However, we hear the gap has been bridged significantly today, and sources close to the situation sounded optimistic that agreements would be reached in time for Season 3’s start of production, scheduled for Monday. We hear Dylan Minnette, who has emerged as the sole lead following the departure of original star Katherine Langford, is seeking a Season 3 salary in the $200,000 per episode range, while Brandon Flynn, Alisha Boe, Justin Prentice, Christian Navarro, Miles Heizer, Devin Druid and Ross Butler are looking for about $150,000 an episode. That is way above the group’s start salaries, said to be in the $20,000 – $60,000 an episode range, with Minnette believed to have started higher, around or north of $80,000. It is customary for the cast of successful shows to seek raises after Season 2. The impetus for the salary demands by the 13 Reasons Why actors likely were the huge raises that the cast of another hit Netflix series, Stranger Things, recently gotheading into Season 3. They are believed to be paid as much as $350,000 an episode for the adult leads and $250,000 an episode for the child actors this season. There is a difference in the size of the orders. Stranger Things will produce eight episodes while 13 Reasons Why’s order is for 13 episodes, which may explain some of the per-episode salary discrepancies between the two shows as the per-season compensation is relatively on par. We hear Paramount TV, which produces the series with Anonymous Content, and Netflix have been trying to close the new deals for the 13 Reasons Why actors today with new offers closer to the ask (we hear for the seven, it’s about $135,000 an episode in Season 3, rising to $150,000 in Season 4; for Minnette we hear the remaining gap is about $20,000). We will update if/when agreements are reached. All actors are still under contracts, so we hear expectation is that they would show up for work though the studio would like to wrap the renegotiations before that. 13 Reasons Why was a breakout hit for Netflix. While it has faced controversy over its graphic depictions of suicide and sexual violence, it is among Netflix’s most watched series. We hear that Netflix has said during the negotiations that ratings have slipped from Season 1 to Season 2 but since the streaming service does not release viewership data, that is hard to substantiate. In recent weeks, following 13 Reasons Why‘s Season 3 renewal, Netflix executives have been effusive in their praise of the show’s performance. “13 Reasons Why has been enormously popular and successful. It’s engaging content,” CEO Reed Hastings recently said  during the company’s annual shareholder meeting. “It is controversial. But nobody has to watch it.” At TCA several days ago, Netflix VP content Cindy Halland also called 13 Reasons Why “one of our most popular shows.”

mercoledì 15 agosto 2018

GOSSIP - Ashley Benson e Cara Delevingne si baciano pubblicamente all'aeroporto: Ferragosto alla luce del sole per la coppia sempre più consolidata
Cara Delevingne and Ashley Benson are sharing a smooch! The 26-year-old Valerian and the City of a Thousand Planets actress and model and the 28-year-old Pretty Little Liars star were seen sharing a passionate kiss at Heathrow airport on Tuesday (August 14) in London, England. Ashley was also seen wearing a “C” necklace! The two have long made headlines for their rumored romance ever since stepping out holding hands during what looked like a double date back in April in New York City. The two were seen hitting a spa together earlier this month. They looked enamored with each other as they waited for a taxi outside of the airport terminal, with Cara wrapping her arm around Ashley. 

martedì 14 agosto 2018

lunedì 13 agosto 2018

NEWS - Quei Diavoli di Sky! Ingaggiano Patrick Dempsey nella co-produzione con Lux Vide di una serie tv sugli intrighi della finanza dove tra gli autori compare Daniele Cesarano, capo della fiction di Mediaset (!)
Sky Italia e Lux Vide annunciano la serie originale, Diavoli, le cui riprese inizieranno a fine settembre con il primo ciak battuto a Londra. La serie in 10 episodi, basata sull’omonimo best seller (ed. Rizzoli) di Guido Maria Brera, una eccezionale storia di finanza, potere e disinganni, sarà co-finanziata e distribuita a livello internazionale da Sky Vision ed è realizzata in collaborazione con Orange Studio. Il cast di livello internazionale avrà come protagonisti il due volte nominato ai Golden Globes Patrick Dempsey, noto al pubblico mondiale per l’iconica interpretazione di Derek Shepherd in Grey’s Anatomy, e Alessandro Borghi, tra i talenti italiani più cristallini degli ultimi anni, apprezzato da pubblico e critica per le sue interpretazioni in Non essere cattivo, Suburra, Fortunata e The Place. Insieme a loro Laia Costa (Victoria), Malachi Kirby (Radici), Paul Chowdhry (Swinging with the Finkels), Pia Mechler(Everything Is Wonderful), Harry Michell (Chubby Funny) e Sallie Harmsen (Blade Runner 2049). Diavoli sarà ambientata nella sede londinese di una grande banca americana, dove lo spregiudicato Head of Trading, Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è stato accolto dall’Italia e cresciuto nel mondo finanziario da Dominic Morgan (Patrick Dempsey), CEO della banca. Quando finisce per ritrovarsi coinvolto in una guerra finanziaria intercontinentale che colpisce l’Europa, dovrà scegliere se allearsi con il suo mentore oppure combatterlo. Alla regia di questo nuovo progetto internazionale ci sarà l’inglese Nick Hurran, nome legato a serie tv di grande successo: Sherlock (per cui è stato nominato agli Emmy), Doctor Who, Fortitude, Altered Carbon, The Prisoners. A Hurran è affidata anche la supervisione artistica della serie. Lo affiancherà nel team di regia l’italiano Jan Michelini (I Medici). Il team di scrittura include Alessandro Sermoneta, Mario Ruggeri, Elena Bucaccio, Guido Maria Brera, Chris Lunt, Michael Walker, Ben Harris, Daniele Cesarano, Ezio Abate e Barbara Petronio.
Nils Hartmann, Direttore Produzioni Originali di Sky Italia, ha dichiarato: «Quando, più di 10 anni fa, Sky ha dato il via alle prime produzioni originali ci siamo dati una mission: non percorrere territori già battuti e continuare ad innovare. Nell’annunciare questo nuovo progetto ci sono la consapevolezza e l’entusiasmo di star andando, ancora, in quella direzione. E di farlo con a bordo un cast internazionale di registi, guidato da Nick Hurran, e interpreti davvero straordinari che metterà insieme, tra gli altri, Patrick Dempsey, un nome che ha fatto la storia della serialità negli USA, qui in un ruolo nuovo e sorprendente, e Alessandro Borghi, attore italiano tra i più talentuosi e versatili, che siamo orgogliosi di avere con noi. Un progetto ambizioso, nato dall’avvincente romanzo di un altro talento italiano, Guido Maria Brera, che segna il debutto per Sky in un genere rarissimo in Italia, il financial thriller, e inaugura la collaborazione con Lux Vide, brand di grandi successi italiani e internazionali con cui siamo orgogliosi di intraprendere questo viaggio». 
Luca Bernabei, Amministratore Delegato di Lux Vide, ha commentato: «Un tempo la finanza riguardava alcune persone ricche che avevano il capitale per “giocare” in borsa; ora la finanza si impadronisce delle vite di tutti noi e le cambia profondamente rendendoci in molti più poveri e alcuni privilegiati molto più ricchi. Questo mi ha colpito dello splendido romanzo di Guido Maria Brera I Diavoli che racconta i segreti dei nuovi padroni del mondo: i signori della finanza. Lux è orgogliosa di produrre con Sky Italia e con la distribuzione internazionale di Sky Vision questa nuova avvincentissima serie che racconterà le storie di uomini e donne che lavorano nei mercati finanziari non più per guadagnare soldi ma per diventare i padroni del mondo. Questa è la straordinarietà del racconto che ha colpito Sky Italia, spingendo il team Original Productions guidato da Nils Hartmann e affiancato da Sonia Rovai, a lavorare accanto al team Lux guidato da Sara Melodia per sviluppare delle sceneggiature assolutamente trasgressive e innovative. La bellezza dei copioni ha coinvolto prima un grande regista come Nick Hurran, affiancato da Jan Michelini, e poi grandi attori come Patrick Dempsey e il nostro Alessandro Borghi. Diavoli sarà la prima serie al mondo che svelerà i segreti dei nuovi padroni del mondo con storie avvincenti perché anche loro sono uomini anche se si comportano come dei».
Moreyba Bidessie, Scripted Acquisitions Manager di Sky Vision, ha aggiunto: «Questa serie sarà la prima produzione originale targata Sky Italia ad essere co-finanziata e distribuita a livello internazionale da Sky Vision, a riprova del costante impegno nel creare prodotti televisivi di primo ordine, a cui Sky Vision è orgogliosa di dare il proprio contributo. Diavoli è un irresistibile mix di atmosfere thriller e complotti, un racconto di come la seduzione del potere è in grado di intaccare e corrompere anche il più forte dei legami».
Le riprese di Diavoli – serie girata in inglese – inizieranno a fine settembre e si svolgeranno tra Londra e Roma per una durata complessiva di 24 settimane. La serie sarà trasmessa prossimamente in Italia su Sky e distribuita a livello internazionale da Sky Vision.
NEWS - "Streghe" per Milano! Una delle protagoniste della storica serie spera che il cast originario venga coinvolto nel reboot
Alyssa Milano is speaking out with her thoughts on the Charmed reboot. The 45-year-old actress, who stars in the new Netflix series Insatiable, wishes that the execs of the reboot reached out to her and the other original stars from the beginning. “I wish that they would have come to us and we would have been involved since the beginning,” she told Entertainment Tonight. “But having said that, I do hope that it reaches the newer generation and impacts that generation the way ours was able to do for its generation.” Alyssa shot down the idea of making a cameo in an episode or even directing an episode. “I don’t think so,” she said. “I think that that ship has sailed for me.”

domenica 12 agosto 2018

GOSSIP - King is queen of..."Shape"! L'attrice di "HTGAWM" Aja Naomi King conquista la cover del magazine dello stare in forma

venerdì 10 agosto 2018

GOSSIP - "The Fall" in the sea...Jamie Dornan a Capri con moglie a rimorchio si concede doccia+tuffo con costume extra-large

giovedì 9 agosto 2018

NEWS - Anteprima! Do you know "Gomorra"? La quarta stagione espatria a Londra e si ispira al clan dei Polverino. Possibile sbarco al cinema nella primavera 2019 "con più di due episodi"

Articolo tratto da "Il Mattino"
Dopo l'ingresso dell'Alleanza voluta da Genny Savastano (Salvatore Esposito) nella seconda stagione, di Sangue Blu e Company nella terza, anche la quarta tranche di «Gomorra» vedrà protagonista una nuova fazione sul fronte del Sistema: si tratta di parenti del boss di Secondigliano che si legherà a loro per affari criminali. La nuova famiglia è ispirata ai Polverino, clan camorristico di Marano fortemente legato ai Nuvoletta, che resta radicato nell'area flegrea anche a dispetto di arresti, sequestri e condanne. Così ispirata che nella sceneggiatura i camorristi erano originariamente chiamati i «Polvere», poi la produzione ha deciso di cambiar lo ro cognome, perché troppo somigliante all'originale. Patrizia Santoro (Cristiana Dell'Anna), ormai al fianco di Genny dopo la morte di Pietro Savastano, troverà un nuovo amore proprio in questo clan, mettendo a rischio equilibri fragili e armati. Genny, intanto, dopo aver perso alleati, moglie e figlio, sarà costretto a scappare a Londra, dove cercherà nuovamente di internazionalizzare i suoi traffici, aprendo una finestra sulla realtà della corruzione finanziaria londinese e del riciclaggio del denaro sporco, di cui lo stesso Roberto Saviano, in passato, ha parlato al parlamento britannico. Portare Genny fuori da Napoli, stavolta, assumerà un significato diverso: quando andò in Honduras alla ricerca di nuove strade per il traffico della droga ne tornò cambiato, più forte e determinano, pronto per il ruolo di boss. Stavolta dovrà prendere decisioni difficili per pro- teggere la famiglia, svelando la sua emotività, ma anche dubbi e crepe nella ferocia camorristica, peraltro già intraviste nella serie precedente in Ciro l'Immortale. Lui, Marco D'Amore, ritornerà: morto come criminale nella fiction, ha vestito i panni di regista di alcune delle dodici puntate della quarta serie, insieme a Francesca Comencini e Claudio Cupellini. Eppure Salvatore Esposito sui social scherza: «Come andrà a finire tra Gennaro Savastano, Patrizia, Sangue blu, Valerio e i fratelli Capaccio, ultimi superstiti della squadra dei confederati? Ma soprattutto... Ciro è morto davvero oppure no? #Nunsapitchevaspett». Domande anche sul destino di Patrizia che, dopo l'omicidio di Scianèl (Cristina Donadio), ha postato delle fotografie con delle strane cicatrici che potrebbero lasciar pensare a una sua scomparsa dal set. Il produttore Riccardo Tozzi risponde in un'intervista a «Deadline»: «Nessuno è al sicuro. E stata una decisione consapevole fin dall'inizio per rendere tutto credibile. E come una tragedia greca». Se l'inizio di tutto ha avuto il suo cuore a Secondigliano, se la terza serie ha guardato alle paranze dei bambini ed è entrata nel centro storico partenopeo, stavolta le sceneggiature ci portano anche in altri snodi nevralgici della narrazione criminale campana, guardando alla provincia casertana, da Castel Volturno a Villa Literno. Si gira fino a novembre, anche in pieno agosto, con un contratto che vincola gli attori a non abbronzarsi e che li costringe a indossare giacche di pelle e Arresto e fuga del boss don Pietro La prima serie di «Gomorra» ha il cuore a Secondigliano, dove comanda don Pietro Savastano: arrestato per caso, la sua evasione sarà un capolavoro maglioni, calzini e cappelli, mentre il caldo rende l'aria irrespirabile. Obbligati a mantenere il silenzio, non possono pubblicare neanche una foto o una dichiarazione che possa lasciare intendere qualcosa sulla nuova serie. Si gira di notte e di giorno, dopo le riprese a Londra e a Bologna, è la volta di Napoli, tra le strade del centro storico dove Sangue Blu (Arturo Muselli) e Valerio (Lori De Luna) cercano L'Immortale. Nella seconda serie don Pietro ordina a Genny di uccidere Ciro, ma il figlio non eseguirà l'ordine e, alla fine, armerà l'amico: Savastano senior muore sulla tomba di donna lmma. La quarta stagione andrà in onda nella primavera del 2019 e si comincia già a immaginare di portarla di nuovo sul grande schermo, dopo il successo della proiezione delle prime due puntate della terza serie al cinema, anzi Andrea Scrosati di Sky Italia dichiara: «Penso che dovremmo essere più aggressivi e andare oltre i due episodi».

martedì 7 agosto 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "Paris Etc." freschezza da Nouvelle Vague
"In «Paris Etc.», la serie tv dramedy al femminile in 12 episodi, c'è freschezza drammaturgica, una caratteristica di molti film francesi, fin dai tempi della Nouvelle Vague: la commedia non prevarica mai sull'esprit de finesse, così come il sociale non determina mai i destini delle protagoniste. La serie, visibile su TimVision, racconta le storie intrecciate di cinque donne parigine molto differenti tra di loro — sia come retroterra culturale che per età e periodo della propria vita — nel corso di un'intera stagione, da settembre con l'inizio del nuovo anno scolastico, fino al tanto atteso periodo natalizio. «Paris Etc.» ricostruisce le loro storie di amore, di fantasie, di nevrosi, seguendole tra risate, pianti, bevute, tra la voglia di crescere e la paura di invecchiare. Le storie sono contrappuntate da inserti in bianco e nero, come se il passato fosse un momento di condivisione conservato nelle teche. Ogni protagonista ha la sua storia, ma qualcosa le accomuna: rapporti di coppia discretamente complicati, figli problematici e una Parigi che ambisce essere la sesta protagonista (un po' come New York lo era per «Sex and the City»). «Parigi è per le macchine, basta con `ste biciclette», sostiene una parisienne. Mentre la voce fuori campo di una radio spiega, appunto, come la donna parigina sia il simbolo di un fascino indiscusso, un'icona di sensualità, Marianne, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, e il «compagno» Fred vengono sorpresi dal figlio Colin di 9 anni, mentre stanno facendo l'amore. E la ventenne Allison (Lou Roy-Lecollinet), arrivata a Parigi da Alsace per specializzarsi nel mondo culinario con uno stage nelle cucine di un luxury hotel, confessa che i suoi genitori hanno votato per il Front National. E Nora (Noidra Ayadi), traduttrice e interprete di origine tunisina, si trova in un periodo non semplice, tra i problemi dei figli e le discussioni con il partner Julien". (Aldo Grasso)

lunedì 6 agosto 2018

NEWS - Fermi tutti! JJ Abrams e il resto della produzione di "Lost" chiedono scusa a Evangeline Lilly dopo le accuse di essere stata costretta a girare scene seminuda

News tratta da Deadline.com
The creators and executive producers of the TV show Lost have issued an apology to actress Evangeline Lilly, who said earlier in an interview that she was made to feel “cornered” on the show’s set about doing partially nude scenes.
Creators and executive producers J.J. Abrams, Damon Lindelof, Jack Bender and Carlton Cuse issued a joint statement apology for the alleged problems on the show, which ran on ABC from 2004-2010. “Our response to Evie’s comments in the media was to immediately reach out to her to profoundly apologize for the experience she detailed while working on Lost,” the statement read. “We have not yet connected with her, but remain deeply and sincerely sorry. No person should ever feel unsafe at work. Period.” 
Lilly is currently featured in the film Ant-Man and the Wasp, and claimed in a recent podcast interview that she was “mortified and trembling” after filming a specific Lost scene. “In season 3, I’d had a bad experience on set with being basically cornered into doing a scene partially naked, and I felt had no choice in the matter,” Lilly said. “And I was mortified and I was trembling and when it finished, I was crying my eyes out and I had to go on do a very formidable, very strong scene thereafter.” She added: “In season 4, another scene came up where Kate was undressing and I fought very hard to have that scene be under my control and I failed to control it again. And so I then said, ‘That’s it, no more. You can write whatever you want—I won’t do it. I will never take my clothes off on this show again,’ and I didn’t.”Lilly previously said she flayed the skin off both of her forearms during a stunt that went wrong several years ago on the set of Lost.  Lilly also made it clear that the accident was no accident, accusing an unnamed stunt coordinator — who she described as “misogynistic” — of punishing her for defying his wish to have a stuntwoman do the stunt. It involved rolling off a thick tree branch high above the ground and hanging on for dear life, though there was no risk of falling because she was safely harnessed to the branch.

domenica 5 agosto 2018

NEWS - Aridaje! Evangeline Lilly continua a accusare la produzione di "Lost": "costretta a restare seminuda sul set! E il mio personaggio è passato da essere indipendente a rizzacazzi..."

News tratta da "Variety"
Evangeline Lilly says she felt pressured into filming partially-nude scenes on ABC’s hit fantasy drama “Lost.” The “Ant-Man and the Wasp” star, who played the show’s heroine Kate Austen during its six-season run, revealed in an interview for “The Lost Boys” podcast that she was coerced into doing partially-naked scenes for her role, particularly in the third season.
“In Season 3, I’d had a bad experience on set with being basically cornered into doing a scene partially naked, and I felt had no choice in the matter,” she said. “And I was mortified and I was trembling when it finished. I was crying my eyes out, and I had to go and do a very formidable, very strong scene thereafter.”
Lilly said her discomfort continued into the following season of the show.
“In Season 4, another scene came up where Kate was undressing and I fought very hard to have that scene be under my control. And I failed to control it again,” she noted. “So I then said, ‘That’s it, no more. You can write whatever you want — I won’t do it. I will never take my clothes off on this show again.’ And I didn’t.”
Lilly has not filmed another scene involving nudity since her stint on “Lost,” a choice she has pointedly made when selecting projects.
“I’ve been doing this now for 15 years. I’m a little bit better equipped now to know the ropes, to not have uncomfortable positions come up now,” she added. “Because I have had uncomfortable experiences, when I read scripts where it involves nudity, I pass. And it’s not because I think there’s anything wrong with doing nudity. It’s because I don’t trust that I can be comfortable and safe. I’m lucky; I’m in a privileged position because I can be picky. I feel for women who are struggling to come up in the industry and don’t know how to navigate that.”
In the interview, Lilly also recalled her disappointment in the switch from Kate’s status as an “icon for strength and autonomy for women” to being thrust into the middle of a love triangle with two fellow passengers of Oceanic Flight 815: Jack (Matthew Fox) and Sawyer (Josh Holloway).
“I felt like my character went from being autonomous, really having her own story and her own journey and her own agendas, to chasing men around the island. And that irritated the s— out of me,” she explained. “I did throw scripts across rooms when I read them because I would get very frustrated by the diminishing amount of her own story that there was to play.”
On a recent stuntwomen panel, Lilly also claimed that a “misogynistic” stunt coordinator intentionally caused her to injure both her arms during a stunt on the set of the ABC series.
“I felt it was him saying, ‘I’m going to put you in your place for standing up to me,'” she said.
ABC did not immediately respond to Variety‘s request for comment.

Leggi le altre accuse alla produzione di "Lost" di Evangeline Lilly QUI

sabato 4 agosto 2018

NEWS - La Bonelli sarà la Marvel italiana e produrrà le serie tv dei propri fumetti: "Dylan Dog", "Martin Mystère" e "Nathan Never" in carne ed ossa...
La Sergio Bonelli Editore ha annunciato la creazione di Bonelli Entertainment, "braccio produttivo" della casa editrice nato con lo scopo di sviluppare progetti cinematografici e televisivi basati sui propri personaggi e sulle proprie storie originali. Alla stregua dell'americana Marvel, editrice degli albi dei supereroi più famosi del mondo, anche la più importante casa editrice di fumetti italiana ha deciso di creare una sua sezione di produzione cinematografica e tv. La nuova unità sta attualmente sviluppando una serie tv horror live-action di dieci episodi basata su Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, e sono allo studio progetti per cinema e tv che coinvolgeranno "Martin Mystère", "Mister No", "Dampyr", "Dragonero", "II Confine" e l'universo legato a "Nathan Never". Dylan Dog, creato da Tiziano Sclavi, è uno dei nomi di maggior successo nella storia della Sergio Bonelli Editore; fu lanciato nel 1986 e da allora sono stati pubblicati oltre 500 differenti episodi a fumetti. II fumetto è stato distribuito in trenta Paesi e attualmente è venduto in undici nazioni.

mercoledì 1 agosto 2018

L'EDICOLA DI LOU . Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL GIORNALE
"Good Girls", AAA cercasi modelli femminili migliori
"Sono tre brave ragazze perché nonostante rapinino un supermercato, il che non sarebbe comunque legale, avrebbero le loro giuste motivazioni, dunque se non assolverle almeno ce le prendiamo in simpatia. Good Girls, da alcuni giorni su Netflix, è la prima stagione di una nuova serie in otto episodi più un pilot, che riprende lo stereotipo della donna costretta a ribellarsi per il peso e l'ingiustizia della società. Un tema piuttosto battuto dalla tv americana, non a caso l'ideatrice Jenna Bans aveva lavorato alla sceneggiatura di Desperate Housewives. Beth (Christina Hendricks) è una bella quarantenne con quattro figli e un marito scemo, che oltre a tradirla con un'aspirante attrice di spot commerciali, ha sbagliato tutti gli investimenti e sta affogando in un mare di debiti. Sua sorella Ruby (Retta) combatte una strenua battaglia per l'affidamento della figlia, il cui tipo fisico è modellato su Shiloh, rampolla no gender di Brad Pitt - Angelina Jolie. Fa la commessa e ha un tatuaggio sul fondoschiena, ma i tatuaggi sono vivamente sconsigliati ai rapinatori. Annie (Mae Whitman) è una tonda signora di colore, sposa felice non fosse per la malattia della piccola figlia in attesa di un trapianto di rene. Non ci sono abbastanza soldi per operarla secondo il cinico sistema assistenziale americano. Se i denari non ci sono, vanno recuperati in ogni modo. La sit-com comica e sarcastica, che ironizza sul sesso e sulla famiglia, prende di mira i modelli consunti e falsi della famiglia felice, si sfoga contro il sistema maschilista arrivando persino a citare Thelma e Louise, trasformandosi, di episodio in episodio, in commedia nera con risvolti thriller. Un prodotto di genere neppure così male, anche se fortemente ancorato su quegli stereotipi americani così trash che noi europei stentiamo a capire fino in fondo. Good Girls strappa sorrisi e si fa seguire, ma c'è un ma: l'immagine della donna ne esce, se non devastata, almeno compromessa. Brave ragazze che per resistere sono costrette a inseguire il maschio nel territorio dove è padrone assoluto: la stupidità. E quando tre donne vogliono essere peggio dei colleghi uomini non c'è partita, vincono loro. Non un discorso degno di essere seguito, non uno scambio di battute che si elevi dalla più inutile medietà. Argomenti: le corna, la depilazione vaginale, la triste realtà della coppia, ex mariti bastardi e nulla più. Non un libro, un film, neppure una ricetta che ne riveli un qualche tratto distintivo particolare. Non ci saremmo aspettati personaggi con caratteri alla Gertrude Stein, Virginia Woolf, ci saremmo persino accontentati di una copia di Michelle Obama e invece nulla. Le tre Good Girls sono talmente vuote e superficiali da giustificarne gli abbandoni, a parte la Madre Coraggio che, per convenzione politicamene corretta, non può non essere nera. Cercasi modelli femminili migliori. Speriamo ne escano da qualche parte, nella mente di uno sceneggiatore illuminato e coraggioso". (Luca Beatrice)

martedì 31 luglio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LA STAMPA
"Killing Eve", partita a scacchi tra le ossessioni femminili
"Killing Eve è una storia di ossessioni. Da una parte c'è Eve Polastri, agente dell'MIS, esperta di assassine; e all'altra c'è Villanelle, incontrollabile (per gli altri), sociopatica, sopra le righe. Una è interpretata da Sandra Oh (l'ex Cristina Yang di Grey's Anatomy), così brava da ricevere una nomination come miglior attrice in una serie drammatica agli Emmy Awards 2018, la prima volta in assoluto per un'asiatica. L'altra è Jodie Comer, venticinquenne inglese. Killing Eve è scritta da Phoebe Waller-Bridge, già autrice e protagonista di Fleabag, ed è basata sulla serie di romanzi Codename Villanelle di Luke Jennings. La notizia è che prossimamente, in autunno, arriverà anche qui in Italia, disponibile sulla piattaforma TimVision, che ha distribuito anche un altro successo e super favorito degli Emmy Awards, The Handmaid's Tale (di cui da poco s'è conclusa la seconda stagione). Killing Eve non è una semplice spy story, o un banalissimo thriller televisivo dai risvolti gialli. In questa serie, c'è tutta la complicatezza di due personaggi straordinari, appassionati e costruiti con attenzione e profondità. Mai banali ma rappresentati in un'intrigante spy story di ossessioni al femminile scrittura e dalle due attrici - nel migliore dei modi. Eve e Villanelle sviluppano una relazione morbosa, fatta di continui tira-e-molla. Una dipende dall'altra e viceversa. Si cercano, si inseguono e si desiderano. Finiscono per conoscersi, prima da lontano, poi sempre più vicino, e per rispettarsi. E un gioco rischioso, senza scrupoli, cerebrale. L'agente che cerca l'assassino, che si lascia incuriosire, che si appassiona e che alla fine, contro tutto e tutti, decide di andarlo a cercare e di confessarsi. Eve e Villanelle cambiano: ognuna a modo suo si trasforma dopo aver conosciuto l'altra, matura; vede qualcosa di cui, fino a poco prima, non sapeva niente. In otto episodi le due attraversano le mille sfumature del loro carattere e tutte le loro convinzioni; si abbandonano alle loro ossessioni e ne diventano quasi schiave. Paradossalmente, sono l'una la salvezza dell'altra". (Gianmaria Tammaro)

lunedì 30 luglio 2018

NEWS - HBO, attacco a Netflix! Nel 2019 contenuti on line per raggiungere il 40% del mercato
Atet vuole far grande Hbo. Il servizio streaming di Warner Media è destinato a espandersi secondo i piani di John Stankey, un manager di lungo corso di Atet che ora supervisiona Hbo, dopo l'acquisizione di Time Warner da parte del gigante delle telecomunicazioni. Secondo il New York Times, Stankey ha avvertito i dipendenti che quello a venire sarà un anno difficile perché c'è molto da lavorare sul servizio. La volontà di Atet sarebbe di portare Hbo a competere con Netflix e per questo serviranno molti contenuti rispetto all'approccio attuale, quello più di una boutique che di un grande mall. Hbo è comunque una macchina da soldi: a fronte di 2 miliardi di dollari di spesa nella programmazione (pari a 1,7 miliardi di euro), ha generato negli ultimi tre anni circa 6 miliardi di dollari di utili (pari a 5,1 miliardi di euro). Hbo dovrebbe raggiungere una penetrazione che va dal 35 al 40% delle case. Oggi ha 40 milioni di utenti negli Stati Uniti e 142 milioni nel mondo.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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