venerdì 24 aprile 2015

NEWS - Clamoroso al CibaLEA! La Michele di "Glee" si trasforma per "Scream Queens"
Well this is certainly a change from Glee. Star Lea Michele, who played Rachel Berry on the Fox hit for six seasons, will reunite with her Glee creators Ryan Murphy, Brad Falchuk and Ian Brennan for this fall’s horror comedy Scream Queens. The show follows a sorority, which includes Michele’s character, being stalked by a vicious killer. And, based on this exclusive first look at her character, Michele’s role is very different than the New Directions lead singer.
“Her name is Hester,” reveals Murphy. “She plays a girl with scoliosis and a neckbrace, whose nickname is Neckbrace—Emma’s character just calls her “Neckbrace.” It’s a real Eve Harrington part for Lea. This girl wants everything Chanel (Emma Roberts) has and will do anything to get it. Lea calls it her Charlize Theron Monster moment. We won’t let her put on any make up and she wears these horrible 1995 tracksuits. But there’s a great turn that happens half-way through the season with that character.”
Roberts says Michele is nailing the new role. “I can’t look at Lea in a scene because she makes me laugh,” admits Roberts. “She’s so funny. We’ll be doing a scene where I’ll be giving everyone my death glare and I’ll have to skip Lea because I’ll start cracking up. It’s been really fun to work with her because I was such a fan of Glee. Her and I have really hit it off.”
Scream Queens premieres this fall on Fox.
NEWS - Nessuno guardi Khaleesi! HBO ordina a un bar di Brooklyn di non trasmettere "Game of Thrones" e di far festa in costume

News tratta da "Uproxx"
HBO is apparently cracking down on non-subscribers watching Game of Thrones, in light of the massive leak of the first four episodes of Season 5. The network has sent a cease and desist to Videology — a popular Brooklyn bar and movie theater that also has a video rental service — which has been throwing Thrones screening parties for the past two seasons. The event has become so popular that fans even show up dressed in character. Videology’s co-owner spoke to Village Voice about the decision:
“They said that it’s not allowed to be shown in a public setting,” says the bar’s co-owner, James Leet. It’s the first time the bar has been asked not to screen a particular show.
“It’s hard for us not to show it, because our fans love it,” Leet says. “And there are probably a dozen bars within a three-block radius of us that will be showing it. For them to single us out and tell us that we can’t show it is very disappointing.”
“We’re sorry that our fans will not be able to see it in the future here,” he says. “We know they really enjoyed it, and we’re sorry we can’t do that for them anymore.”
Yahoo! points out that this isn’t the first time HBO has done something like this; they sent out cease and desist orders back in 2002 when bars and restaurants were showing The Sopranos for fans. But nowadays, with the cult status of popular series and many people eschewing paying for cable service, viewing parties are becoming much more of a popular thing. In Philadelphia, there’s even a network in place to connect people with bars playing their favorite shows. What will HBO do, seek out every single corner dive that lets patrons watch Game of Thrones on Sunday nights? Seems like it might be more prudent to crack down on all of the *ahem* adults using their parent’s HBO Go streaming services.

giovedì 23 aprile 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "Banshee" il male si insinua in un recinto protetto
"Vale la pena dare un'occhiata a «Banshee - La città del male», la serie americana che tra i suoi produttori esecutivi vanta una firma molto prestigiosa, quella di Alan Ball. Dopo la raffinata saga della famiglia di «sotterramorti» raccontata in «Six Feet Under» e dopo «True Blood», il fantasy popolato da vampiri e altre creature sovrannaturali, Ball è tornato alla tv con un telefilm realizzato per il canale Cinemax (legato al celebre HBO). «Banshee», di cui su Sky Atlantic è iniziata la seconda stagione, prende il nome da una minuscola cittadina dove tutti si conoscono e ai cui margini vive una piccola comunità Amish, un gruppo di protestanti di origine tedesca che vive di agricoltura e rifiuta il progresso tecnologico, basando la propria identità e la propria organizzazione sociale su indissolubili legami familiari (venerdì, ore 21.10). Il punto di partenza della serie è un furto d'identità: un misterioso ex detenuto esce di prigione e si spaccia per Lucas Hood, appena nominato sceriffo della città. Il suo obiettivo è ritrovare l'amante e complice Anastasia, che vive proprio a Banshee insieme alla nuova famiglia che si è costruita. Le cose non filano proprio lisce e presto la cittadina si rivela piena di lati oscuri e terribili segreti, soprattutto legati al boss criminale Kai Proctor, che Hood deve gestire. Va a finire che il male s'insinua anche nel recinto protetto della comunità Amish e nella riserva indiana che costituisce l'ambiente principale della seconda stagione. Se una delle tendenze più forti delle serie contemporanee è quella di puntare tutto sull'approfondimento psicologico dei personaggi, sull'evoluzione dei loro caratteri, «Banshee» segue una strada diversa: racconta la sua storia con uno stile visivo molto forte, sfacciato, e basa il suo fascino su colpi di scena continui e sequenze d'azione molto d'impatto. Tra i suoi creatori c'è anche il romanziere Jonathan Tropper". (Aldo Grasso, 20.04.2015)
NEWS -  Bochco is the first! Da oggi su Premium Crime l'ultima invenzione del re dei polizieschi "NYPD"+"Hill Street Blues"
Per le strade di San Francisco guidati dal Re dei polizieschi americani Steven Bochco, già firma di cult di genere quali "NYPD" e “Hill Street Blues”. “Murder In The First” è la nuova creazione del vincitore di ben 10 Emmy Awards in carriera: è attesa su Premium Crime in anteprima assoluta dal 23 aprile ogni giovedì in prima serata. Un solo caso, lungo tutta una stagione, dalle indagini all’arresto e fino al processo.Nella sua costruzione, il serial ricorda un altro titolo-capolavoro di Bochco: “Murder One” (1995). I detective Terry English (Taye Diggs) e Hildy Mulligan (Kathleen Robertson) indagano su due casi di omicidio che si rivelano legati tra loro e conducono ad un giovane prodigio della Silicon Valley. Nel corso dell’indagine la moglie di English muore di malattia terminale e la divorziata Mulligan ha problemi di gestione col figlio. Le piste da seguire si frappongono con i problemi personali…La serie co-ideata da Bochco con Eric Lodal, è già stata rinnovata per la 2° stagione. Originariamente “Murder In The First” era concepito come un unico caso lungo 22 puntate, progetto poi convertito in due casi da 10 episodi l’uno. Bochco e Lodal sono altresì produttori esecutivi con Thomas Schlamme (quest’ultimo regista del pilot). Courtney Ford compare da guest-star in più di un episodio. Su “Variety” Brian Lowry ha commentato: “l’esercizio di stile di Bochco va seguito nei suoi rimandi anche alla sua stessa storia televisiva, dove oltre a scoprire il colpevole si arriverà a conoscere il movente e le circostanze dei delitti, una sorta di ribaltamento della costruzione del caso alla ‘Colombo’ per il quale Bochco firmava le sue prime sceneggiature”.

mercoledì 22 aprile 2015

NEWS - Aho, famolo americano! La Rai si dà ai remake italiani di serie tv Usa con "Parenthood" (che diventerà con titolo all'amatriciana "Tutto può succedere"!)
(ANSA) - Primo remake di Rai1 da una serie tv americana. A produrlo sara' Cattleya. La serie family Parenthood, creata da Jason Katims, e' andata in onda sulla NBC dal 2010 al 2015, grazie all'accordo con la divisione Formats della NBC Universal. In Italia parte oggi su Mya la 6° stagione inedita. Le riprese della versione italiana, che si intitolera' Tutto puo' succedere, sono cominciate ieri a Roma. Nel cast: Pietro Sermonti, Maya Sansa, Ana Caterina Morariu, Alessandro Tiberi, Camilla Filippi, Fabio Ghidoni, Licia Maglietta e Giorgio Colangeli. Le 13 puntate da 100' verranno trasmesse in prima serata sull'ammiraglia Rai agli inizi del 2016. "Parenthood e' una serie family di grande qualita' - ha spiegato Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction - che combina alla perfezione humour e sentimento. Sono entusiasta all'idea di poter trasferire queste sue tematiche multi-generazionali all'interno del panorama italiano contemporaneo". Per Riccardo Tozzi, presidente di Cattleya, "Parenthood e' stata una bellissima scoperta. Ce ne siamo subito innamorati e l'abbiamo ritenuta perfettamente adattabile alla realta' italiana, in cui da sempre il concetto di famiglia e le sue costanti dinamiche di odio-amore sono il principale motore sociale. Per questo - conclude Tozzi -  abbiamo scelto dei bravi e giovani sceneggiatori, Filippo Gravino, Guido Iuculano e Michele Pellegrini, e due ottimi registi come Lucio Pellegrini e Alessandro Angelini che hanno gia' dimostrato di essere in sintonia con questo genere di tematiche". "Siamo felicissimi di lavorare con Rai e Cattleya su un progetto cosi' ambizioso che ci permette di combinare il genere drammatico alla commedia - ha aggiunto JoAnn Alfano, Executive Vice President, Scripted Programming, di NBC Universal International Television Production -. Con un fantastico team di scrittura, registi e cast gia' al lavoro, Tutto puo' succedere promette di essere divertente e toccante come la serie originale che l'ha ispirata".

lunedì 20 aprile 2015

NEWS - Habemus Netflix! Dall'autunno lo sbarco in Italia: monitorati i gusti degli italiani che s'imbucano abbonandosi in Usa. Allo studio serie tv italiane ad hoc. Sky pronta allo scontro s-fibra-nte. Unico nodo da sciogliere, con chi si sposerà Netflix (Telecom o Vodafone?)
 
Articolo tratto da "Affari e Finanza" de "La Repubblica"
La partita della fibra ottica - che chiama in campo il governo e Mediaset, Sky e Telecom, Vodafone e Metroweb - deve fare i conti con un ostacolo piccolo ma ben appuntito. Ora che la crisi economica vive la sua coda avvelenata, le famiglie e le imprese non corrono certo ad abbonarsi all'Internet veloce, laddove c'è. Risparmiano, si accontentano delle velocità web disponibili, annusano l'aria per capire se questa benedetta fibra assicuri per davvero i vantaggi promessi. Ed ecco allora i big della telefonia giocare la carta che i "cugini" europei hanno già calato da tempo: quella della tv. Lungo la fibra devono correre i contenuti televisivi perché famiglie e imprese si decidano all'acquisto (come dimostrano i trend stupefacenti della Francia). Succede così che Sky e Telecom inizino la vendita dei programmi tv via web veloce. E l'offerta ha 4 gambe perché tu compri in un colpo anche telefonia fissa, cellulare e Internet a larghissima banda. Una nuova esca intanto prende già corpo all'orizzonte, e si chiama Netflix, attesa qui da noi per l'autunno. La tv via cavo americana è molto amata tra i giovani anche perché costa poco. Nel Regno Unito, il primo mese è gratis mentre dal secondo si pagano tra le 5,99 e le 8,99 sterline (a seconda della qualità del segnale, se standard o in hd, e del numero di schermi casalinghi collegati). In Italia, Netflix è contesa tra Telecom e Vodafone che già lanciano la volata a chi annuncerà per primo le nozze. Nella trattativa Telecom schiera due manager ben attrezzati. Sono Pietro Labriola, 48 anni, direttore della "Trasformazione del business", e Stefano De Angelis, già Ceo della controllata argentina. Il dialogo va avanti, anche se Netflix chiede forti garanzie (da precisare a contratto) sulla qualità nella banda. Vodafone Italia tratta nell'ombra, forte della benedizione del Grande Capo Vittorio Colao, che da ottobre si dice «in love», innamorato di Netflix. Loro, gli americani, hanno cominciato a includere Roma nei loro sempre più frequenti tour europei. L'inviato di Netflix si chiama Darren Nielson, manager già alla Sony, ora responsabile dell'Acquisizione Contenuti alla paytv. Tracce del suo passaggio si trovano in Rai, al Leone Film Group di Andrea Leone (figlio di Sergio) e presso alcuni produttori di grido. L'idea di Netflix è di produrre anche delle serie in Italia, sul modello di quanto ha fatto in Francia con Marseille (storia di un sindaco al potere da 25 anni che ricorda Frank Underwood di House of Cards ). In attesa di firmare i contratti italiani, Netflix monitora il sentiment, la disponibilità delle nostre famiglie verso i suoi prodotti. Una preziosa bussola è incarnata dagli "imbucati". Cioè dalle migliaia di connazionali che si abbonano alla pay-tv americana malgrado la cosa sia vietata, al momento. Nella realtà gli italiani aggirano ogni ostacolo. In prima battuta, usano un servizio di "unlocator" che nasconde l'origine tricolore della connessione Internet. Al momento di pagare, poi, appoggiano la carta di credito a un sito americano perfezionando versamenti che altrimenti la paytv rifiuterebbe. Netflix, che non ha ancora trasmesso un secondo in Italia, già ne condiziona il mercato. Prendete la fusione tra Sky Italia e Mediaset Premium, che sembrava obbligata. Se la cosa non si è fatta, la colpa è anche di Netflix. Ambasciatori di Sky Italia, prima ancora che la trattativa con Mediaset entrasse nel vivo, hanno fatto tappa a Bruxelles per stimare il "costo regolatorio" dell'operazione. Sky Italia ha cercato di capire quali paletti l'Ue avrebbe imposto al nostro mercato prima di autorizzare la nascita di una pay-tv solitaria, monopolista. Ora, l'Ue ha lasciato intendere che avrebbe vietato a Sky-Premium - cioè al nuovo soggetto unitario - la vendita di contenuti via fibra. E questo paletto avrebbe avuto una durata fino a 10 anni. La linea europea ha fatto correre un brivido lungo la schiena di Sky. Uscire dal mercato della fibra, e dunque accantonare l'alleanza con Telecom, avrebbe aperto un'autostrada a Netflix, di colpo priva di concorrenti alle nostre latitudini. Sky, così, ha lasciato cadere la strada di Premium e accelerato l'intesa con Telecom per dire a Netflix che dovrà sudarsi ogni singolo abbonato, qui da noi.

domenica 19 aprile 2015

GOSSIP - Mai dire Maisie! La Williams di "GOT" sorprende sul nuovo "Dazed". Nelle foto ultra-art appare quasi carina e confessa: "la sessualità delle ragazze non è esplorata come dovrebbe, è un taboo" 
Maisie Williams of "GOT" shows some attitude on the cover of Dazed‘s Spring/Summer 2015 issue, out on newsstands on Thursday (April 9)!
Here’s what the 17-year-old actress had to share with the mag:
On being a role model: “Whether I like it or not, I’ve become influential to people. I don’t wanna be liked just because I’m pretty. That’s f–king boring, and I’m not that. Lots of young people in the industry try to play it cool, but it just makes them look like arrogant dickheads. I’d much rather be liked because people realize that I’m standing up for myself.”
On her generation: “People think we’re f–king stupid and we don’t know anything about anything. It’s really degrading. I get a lot of adults who are like, ‘You don’t know sh-t,’ and it’s like, ‘You don’t know sh-t. You have no idea what it’s like to be 17 years old.’”
On sexuality: "Sexuality in girls isn’t really explored as much as it should be. We’re quite cool with talking about sexuality in women or boys and men, but not girls. Everyone gets freaked out – it’s quite a taboo thing for girls to wanna have sex. Everyone’s like, ‘Oooh, we can’t talk about that!’ I think, as a girl growing up with that taboo, you feel wrong for meeting boys and stuff.”
For more on Maisie, visit Dazeddigital.com!

sabato 18 aprile 2015

GOSSIP - Attenti al Cox! La trans di "OITNB" nuda su "Allure" (ma manca un pezzo!)
Laverne Cox of Orange Is The New Black sprawls out naked in this new image for Allure magazine’s Nudes feature in the May 2015 issue, on newsstands April 28. "Going through life, you try to cover and hide, but it doesn't really work," says the Orange Is the New Black star, 30, who at first turned down Allure's request to pose nude. "I said no initially, thought about it, and said no again," she says. "But I'm a black transgender woman. I felt this could be really powerful for the communities that I represent. Black women are not often told that we're beautiful unless we align with certain standards. Trans women certainly are not told we're beautiful. Seeing a black transgender woman embracing and loving everything about herself might be inspiring to some other folks. There's beauty in the things we think are imperfect. That sounds very cliché, but it's true." Cox wanted these pictures for herself, too: "I honestly just want to make myself happy most, and if other people like it, then that's great. If they don't, then I'm still happy."

venerdì 17 aprile 2015

NEWS - E' tempo di Fabri(ca) Fibra! L'accordo Tim+Sky a 39 euro con nuovo decoder MySky che acchiappa anche il digitale terrestre (ma dal secondo anno sale a 59 euro!). Sky prevede con l'intesa di avere 300 mila abbonati in più in un anno. Il gigante-gigolò Telecom guarda anche a Mediaset e Netflix

Articolo di Claudio Plazzotta su "Italia Oggi"
Grazie all'intesa con Tim per l'offerta in fibra ottica, Sky avrà «accesso a oltre un milione di famiglie che ora non riesce a ricevere i nostri contenuti via satellite», dice Andrea Zappia, amministratore delegato della pay tv. Quindi un bel bacino potenziale che potrebbe allargare il parco clienti complessivo del broadcaster (si stimano 300 mila nuovi abbonati in 12 mesi), ormai plafonato da alcuni anni attorno a quota 4,7 milioni. «Per capire la rilevanza dell'accordo con Telecom», prosegue Zappia, «basti pensare che nel Regno Unito quasi il 20% delle famiglie ha un'offerta pay attraverso il cavo a banda larga». Certo, va anche detto che nel Regno Unito il 60% delle famiglie è abbonato alla pay tv, mentre l'Italia è ferma al 30%. Tuttavia «questa partnership (la cui durata è di cinque anni, ndr) è un esempio di come due grandi aziende leader che investono in innovazione possano creare insieme qualcosa che in Italia, fi no a poco tempo fa, non era possibile. Si stimola, così, la domanda, fi nora solo potenziale, di pay tv di qualità anche attraverso la banda larga ultraveloce. In Gran Bretagna e Francia», aggiunge Zappia, «il trend della pay tv è in sviluppo, ma per crescere bisogna innovare. L'esperienza televisiva sta diventando fl uida, la fruizione della tv, o meglio dei contenuti televisivi, è sempre più a ogni ora e ovunque tu sia. L'accordo con la fi bra di Telecom ci consente di prendere un pezzo di mercato che in Italia non esiste e di svilupparlo. Un mercato complementare a quello satellitare. Il tutto avrà un impatto benefico anche sulla catena del valore, perché si riverserà sullo sviluppo dei contenuti». Il numero uno di Sky Italia, smentendo nel frattempo ogni trattativa con Mediaset per i diritti della Champions league di calcio 2015-2018, si sofferma infine sul nuovo decoder My Sky, inserito nel pacchetto con Tim: «È infatti un abilitatore per ricevere tutto, anche il digitale terrestre, e senza bisogno di una digital key». Perciò il dibattito con Mediaset e Rai circa oscuramenti del segnale sul satellite, o sulle cifre che Sky dovrebbe versare loro per inserire i canali Rai o Mediaset nelle sue offerte, potrebbe fare un salto di livello. Di sicuro è necessario che la fibra ottica si diffonda rapidamente in Italia: «Il nostro obiettivo minimo è quello di arrivare, entro il 2017, al 75% di copertura. E non solo per i grandi centri urbani», spiega Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, «ma pure per i piccoli. Oggi il 4G ha una copertura dell'80%, e contiamo di arrivare al 95% entro il 2017». L'accordo con Sky non è esclusivo «e contenuti che arrivino da altri fornitori che decidano di farli passare sulla rete in fi bra di Telecom sono sempre i benvenuti», assicura Patuano. Vivendi, Mediaset Premium o Netflix, quindi, potrebbero entrare nella partita. Anche se sembra molto difficile. Come anticipato da ItaliaOggi del 19 marzo scorso, comunque, il prezzo base nuovi clienti fibra per Tim Sky, con la connessione Internet fissa e mobile, voce e contenuti tv (pacchetto intrattenimento di Sky) è di 39 euro al mese per il primo anno. Sempre nel primo anno, ciascun pacchetto Sky aggiuntivo (calcio, sport, cinema) costa altri 10 euro al mese. Dal secondo anno, invece, il costo del pacchetto base Tim Sky sale a 59 euro al mese (prezzo di cui si parlava su ItaliaOggi del 14 marzo scorso), con costi aggiuntivi a prezzi di listino per ciascun altro pacchetto Sky. Chi è invece già cliente Telecom fibra o adsl pagherà l'offerta Tim Sky 14 euro al mese per il primo anno, e 19,90 euro dal secondo.

giovedì 16 aprile 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Game of Thrones", grandioso fantasy riveduto e corretto
"Con virtuosa tempestività è iniziata anche da noi la quinta stagione di «Games of Thrones»: 12 aprile negli Usa, 13 aprile in Italia, v.o. con sottotitoli (Sky Atlantic, ore 22.10). La serie HBO «Game of Thrones» è stata creata da David Benioff and D. B. Weiss, adattando per il piccolo schermo la saga di romanzi fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco dello scrittore statunitense George R. R. Martin. Dal suo debutto nel 2011 ad oggi, «Game of Thrones» si è consacrato come fenomeno televisivo assoluto, tenendo costantemente il pubblico sulle corde con una sequela sensazionale di sviluppi improvvisi e inaspettati della trama. Impossibile in poche righe tentare di abbozzare la trama. A seguito delle inaspettate morti della quarta stagione, la quinta stagione si apre con un vuoto di potere che i protagonisti cercheranno di colmare. Le casate che si contendono il trono di spade, emblema dei sette regni, sono in lotta per la conquista del potere nelle scontornate terre di Westeros ed Essos...«Games of Thrones» è un grandioso racconto sul potere, capace di costruire un mondo complesso, ambiguo ma, nello stesso tempo, coerente, in cui tutti i sentimenti e i valori sono così estremi perché primordiali, non ancora intaccati dalla «civiltà»: il desiderio e l'odio, l'attrazione e l'ambizione, la lealtà e il tradimento, la giustizia e la vendetta. Cersei cerca in ogni modo di rimanere aggrappata al potere di Approdo del Re minacciato dal casato dei Tyrell e dall'ascesa di un nuovo gruppo religioso guidato dall'enigmatico High Sparrow, mentre il nano Tyrion, scappato dalla prigione, trova una nuova causa per cui combattere. «Games of Thrones» è fantasy, ma riveduto e corretto da un drammaturgo shakespeariano, con dialoghi da tragedia o da musical, è una complessa commistione di tristezza e umorismo che sembra provenire dalle misteriose lande del mondo delle saghe e dei poemi nordici". (Aldo Grasso, 15.04.2015)

mercoledì 15 aprile 2015

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Game of Genisys! Emilia Clarke spaccaculi metallici nel nuovo capitolo di "Terminator" (Schwarzy on the run!)
NEWS - Sky+Telecom, accordo al via sulla banda (ultra)larga (Netflix è avvisata!)

Articolo tratto da ""La Repubblica"
Sky e Telecom lanciano anche in Italia il risiko della convergenza tra tv, telefono e internet. La società di Rupert Murdoch e l'ex monopolio delle tlc tricolori annunceranno dopodomani il decollo di un'offerta congiunta dei servizi a banda ultralarga del gruppo di Marco Patuano assieme ai contenuti della tv via satellite. Che, in questo caso, arriverà nelle case attraverso la fibra ottica.
L'obiettivo dei due neo-alleati è chiaro: Sky punta a portare i suoi canali a quel milione circa di famiglie che non sono in grado per problemi tecnici di montarsi una parabola sul tetto di casa. E nello stesso tempo incasserà una sorta di "canone" annuale dalla Telecom che si sarebbe impegnata a rilevare un certo numero di decoder da girare ai clienti. La società di tlc tricolore punta invece a usare il cavallo di Troia dei contenuti del network per spingere sugli abbonamenti in banda larga dove il valore aggiunto è maggiore. Telecom Italia non è vincolata a Sky da un contratto in esclusiva. Nei mesi scorsi, anzi, aveva avviato contatti per un'intesa di questo tipo con Mediaset Premium. Difficile però che l'asse con Cologno possa decollare in tempi brevi anche perché l'onere finanziario legato ai minimi garantiti a Murdoch (si parla di 120mila decoder acquistati l'anno per un valore commerciale vicino ai 70 milioni) sarebbe in questa fase sperimentale abbastanza oneroso.
Gli utenti che si abboneranno al nuovo servizio - nei primi 12 mesi si punta a 300mila persone - si vedranno installare in casa un modem a banda ultralarga assieme a un decoder di Sky dedicato a questa tecnologia. E con un'unica bolletta- la proposta commerciale verrà presentata giovedì - pagheranno fisso, mobile, internet e le trasmissioni di Sky scegliendo dal bouquet di offerte di Santa Giulia. La convergenza tra telefonia e televisioni è un fenomeno in rapidissima crescita su entrambe le sponde dell'Atlantico. I margini della tlc tradizionali si stanno assottigliando, le televisioni sono costrette a fare i conti con uno scenario strategico dove i consumi si stanno spostando dal video tradizionale alle nuove piattaforme hi-tech.
Unire le forze è un modo per avere le spalle più larghe senza perdere il treno delle tecnologie. AT&T negli Usa si è così acquistata Direct Tv. La spagnola Telefonica ha fatto shopping di canali (rilevando tra l'altro Digital Plus da Prisa e Mediaset) ed è entrata con l'11% - pagando 100 milioni - nella pay-tv del Biscione. British Telecom ha sfidato Sky facendo incetta di diritti sportivi con cui arricchire i suoi contenuti e le offerte. Vodafone siè comprata per 10 miliardi l'operatore spagnolo via cavo Ono.
Sul palcoscenico italiano, chiusa l'intesa tra Sky e Telecom, resta da sciogliere il nodo di cosa faranno su questo fronte Rai e Mediaset. Le tv a pagamento di casa Berlusconi sono da tempo a caccia di partner, anche per dividere gli oneri legati alla costosa acquisizione dei diritti per la Champions dal 2015 al 2018. Oltre a Telefonica, a Cologno hanno bussato Al Jazeera e Canal +, la rete televisiva controllata da Vivendi. Proprio quest'ultimo particolare aveva lasciato aperto uno spiraglio per un'alleanza con Telecom (antico sogno del Cavaliere): Vivendi entrerà presto con una quota dell'8,3% dei diritti di voto nel capitale dell'ex monopolio e il finanziere bretone Vincent Bolloré, legato da un'antica amicizia con Berlusconi, sta rafforzando il suo controllo sulla holding francese. La scelta di Marco Patuano di convolare a nozze con Murdoch sembra aver allontanato questa ipotesi. Ma sull'asse tra Parigi ed Arcore in molti si aspettano ugualmente rapidi sviluppi.

I PUNTI IN SINTESI DELL'OFFERTA SKY+TELECOM
1-L'OFFERTA L'accordo tra Telecom e Sky consentirà di pagare con la bolletta fisso, mobile, internet e la pay-tv
2-LA TECNOLOGIA Grazie al modem in banda ultra larga i programmi delle tv di Murdoch saranno ricevibili anche da chi non può montare parabole
3-I MEZZI TECNICI La convergenza sarà resa possibile montando un modem a banda ultralarga e un decoder dedicato di Santa Giulia
4-I VANTAGGI Sky potrà raggiungere clienti prima eslcusi dai suoi servizi, Telecom promuoverà l'offerta della banda larga

martedì 14 aprile 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Originals", un agitarsi furioso senza idee
"La televisione è fatta di alti e bassi, di titoli di punta e grandi successi e di una programmazione minore, che serve più che altro a riempire tutti i molti spazi che rimangono liberi. Vale per l'Italia, e questo lo sappiamo bene. E vale per la blasonata tv statunitense: qui, concentrandoci sempre sulle serie più viste, più amate o più vicine all'ideale di «qualità», lasciamo spesso sullo sfondo i prodotti meno ambiziosi. È il caso di un titolo come The Originals, trasmesso negli Stati Uniti dal «network per giovani» The CW e in Italia dal canale femminile Mya (Mediaset Premium, domenica e giovedì, ore 21.15). La serie è uno spin-off di The Vampire Diaries , è giunta alla seconda stagione ed è già confermata per una terza. I tre fratelli Mikaelson, Klaus (Joseph Morgan), Elijah (Daniel Gillies) e Rebekah (Claire Holt, che però sparisce presto nella seconda stagione), sono vampiri originali, già presenti nella serie-madre, che si spostano a New Orleans e cercano di riconquistare il quartiere francese, da cui erano stati cacciati tempo prima e che ora è al centro di una guerra costante tra fazioni per ottenerne il controllo. Impossibile ricostruire in dettaglio la trama, che su questo canovaccio, il ritorno e la conquista, innesta un complesso intrico di relazioni tra vampiri, lupi mannari e streghe, di doppi giochi incrociati, di quiete prima della tempesta e scontri improvvisi.
La serie, creata da Julie Plec, sfodera tutto l'armamentario fantasy - ipnosi, incantesimi, sangue, paletti, anelli, pozioni, persino risurrezioni - e occhieggia in modo evidente a recenti fenomeni di romanzi e film young adult, come Twilight o Hunger Games : impossibile trovare un mostro che non sia anche di bell'aspetto. Nomi e categorie si accumulano a ogni puntata, i piani temporali si confondono, l'agire è sempre determinante: ma l'impressione è che si tratti di molto rumore per nulla, di un agitarsi furioso che copre il vuoto di idee". (Aldo Grasso, 11.04.2014)

lunedì 13 aprile 2015

NEWS - Top Crime, che tris d'assi! "The Affair", "American Crime" e "Aquarius" sulla tv digitale Mediaset (free) 
Top Crime è l’ultima nata tra le reti temetiche free di Mediaset ed ha ottenuto da subito grandi consensi: è terza rete in prime time tra le digitali terrestri gratuite. E’ la destinazione di chi apprezza le serie poliziesche e preferisce il racconto breve rispetto all’impegno di tempo richiesto da un classico film. Sette serate, sette diverse proposte. Novità in arrivo: oltre 100 ore di  telefilm in prima visione tv assoluta. Tra questi: 
 

  • “The Affair”: premiato con 2 Golden Globes 2015 (“miglior serie drammatica” e “miglior attrice” Ruth Wilson), il serial racconta di un umicidio tra le pieghe di una relazione extraconiugale tra lo scrittore Noah (Dominic West) e la cameriera Alison (Ruth Wilson). Ruoli da comprimari per Joshua Jackson (“Dawson’s Creek”, “Fringe”) e Maura Tierney (“ER”), rispettivamente marito di Alison e moglie di Noah. La particolarità della serie, una delle rivelazioni della stagione 2014-2015, sta nella prospettiva in soggettiva dei due amanti nel ricostruire il loro…affair. Ideatori sono l’israeliano Hagai Levi (a lui si deve “BeTipul”, il format originale israeliano dal quale è stato tratto il celebrato “In Treatment”) e Sarah Treem (già produttrice di “In Treatment” USA e “House of Cards”). I due attori protagonisti, West e Wilson, sono di origini britanniche. "Probabilmente non c'è niente di più banale di una relazione extraconiugale. Parte del bagliore di ‘The Affair’ sta proprio nel suo tessere un telaio sconcertante ed enigmatico in maniera quasi esaperante attorno all'impulso meno misterioso del mondo", questo il giudizio del “New York Times” sulla serie già confermata per la 2° stagione.
  • “American Crime”: dallo sceneggiatore John Ridley, vincitore dell’Oscar per il film “12 anno schiavo”, la storia di un processo (e di un crimine) che cambierà le vite di tutti coloro che vengono coinvolti. Un omicidio avvenuto apparentemente per motivi razziali scoperchia un sistema sociale, politico e giudiziario impensabile e sorprendente, che trasuda sospetti e drammi in cui l’assassinio è forse il più lieve dei mali. Felicity Huffman (“Desperate Housewives”) e Timothy Hutton (“Leverage”) spiccano tra i protagonisti. Ridley firma anche da produttore e dirige le prime due puntate. Penelope Ann Miller compare da guest-star in più di una puntata. 
  • “Aquarius”: David Duchovny (“X-Files”, “Californication”) nelle vesti del detective che deve catturare Charles Manson. Una delle scommesse televisive del 2015 vede il protagonista Sam Hodiak investigare su uno dei più leggendari serial-killer della storia prima del noto massacro che lo rese tristemente celebre. Claire Holt (“The Vampire Diaries”, “The Originals”, “Pretty Little Liars”) è la protagonista femminile, nei panni di una detective che fatica a essere presa in seria considerazione. Gethin Anthony (“Game of Thrones”) è chiamato a interpretare Manson. Duchovny compare anche da produttore esecutivo.
  • GOSSIP - Keep Glamour and Kerry on! La Washington di "Scandal" da cover...
    Kerry Washington makes looking good, look easy -- which is why she recently landed at the top of Vanity Fair's Best-Dressed List and now on the cover of Glamour's October 2013 issue.
    However, the 36-year-old star revealed to the glossy that fashion used to be an afterthought before she took some time to fine tune her sartorial skills and develop "Red-Carpet Kerry." Well, she could have fooled us.
    And speaking of skills, Kerry might not be the crisis management pro she so superbly plays on "Scandal," but she can definitely impart some sage advice on the fly. In a behind-the-scenes video from Glamour's cover shoot, the glossy gets Kerry to field some pressing issues sent in by readers.

    And here's a look at Kerry's Glamour cover and one of our favorite photos from her feature. Head over to Glamour.com to see more!

    sabato 11 aprile 2015

    GOSSIP - Sof(f)ia l'ormone! La Vergara sulla cover di "Vanity Fair" USA (quello vero) fotografata da Annie Leibovitz. Scappa la confessione (oltre che la tetta): "vorrei che i miei seni fossero finti..." 
    Sofia Vergara shows some major cleavage on the stunning May 2015 cover of Vanity Fair, on newsstands April 14.
    Here’s what the 42-year-old actress had to share with the mag:
    On fiance Joe Manganiello: “The day that I sent the press release [announcing the breakup with Nick Loeb], Joe immediately contacted Jesse Tyler Ferguson [Modern Family’s Mitchell Pritchett], like, Please, please, please tell her I want her number. And I’m like, Jesse, no, he’s too handsome. Then, after two days of Jesse trying to convince me, I’m like, O.K., give him my number. I’m thinking, I’m in New Orleans shooting, and he’s in L.A. Nothing’s going to happen. But we started talking a lot, and then he showed up in New Orleans. Since then we’ve been inseparable. There’s nothing about him I’d change other than the fact that he’s four years younger than me.”
    On her accent: “I hired the speech coach, and you have to work so much. It’s exhausting. It’s also boring. And I have a bad ear, you know? I’ve been in this country for 20-something years and I still sound like this..So I was going to auditions and the only thing I could focus on was the position of the tongue. I was not acting. And then I thought, If I can’t get a job with my accent, this is not a job for me.”
    On her body: “My boobs are, like, huge. My whole life, buying a bra was a nightmare. What I used to do when I moved to L.A., I found places like Frederick’s of Hollywood that make bras for [strippers]. Believe me, I wish I had fake boobs. I lay down and they completely go down like all the way, like here. It’s not fun.”

    venerdì 10 aprile 2015

    L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

    CORRIERE DELLA SERA
    In "Freak Show" va di scena il fascino del mostruoso
    "La nuova stagione della serie «American Horror Story» s'intitola «Freak Show»: è uno spettacolo delle stranezze, un tuffo nello spirito eccentrico e grottesco del circo (Fox, martedì, ore 22.45 e in altri appuntamenti). Elsa, interpretata dalla bravissima Jessica Lange, è la tenutaria di un decadente circo in Florida. Nella sua «corte» ha chiamato a raccolta una schiera di personaggi caratterizzati da stramberie fisiche e insolite personalità, dalle due gemelle con un solo corpo ma due teste (l'attrice Sarah Paulson è stata sottoposta a uno sdoppiamento attraverso alcuni effetti speciali), all'uomo aragosta vittima di una brutta malformazione alle mani, fino all'uomo più forzuto del mondo e all'immancabile donna barbuta. Presto si scopre che anche Elsa è portatrice di un grave deficit fisico, avendo subito una doppia amputazione alle gambe. Il suo è un vero e proprio circo degli orrori: succedono cose molto cattive e il racconto si nutre anche di alcune trame mistery, tra omicidi e scene splatter, con il sangue che scorre a fiotti in pieno spirito horror. «American Horror Story» è opera di Ryan Murphy, il creatore di «Glee» ma anche della pluripremiata serie tv drammatica «A Normal Heart»: Murphy ha riempito gli episodi con molte delle sue ossessioni, oltre ad averli colorati con un certo gusto per il bizzarro e il carnascialesco. Gli immaginari di riferimento sono molti, dal vaudeville al film Freak, un classico dell'orrore degli anni Trenta. La serie è molto forte, negli Stati Uniti ha fatto anche parecchio discutere per il suo modo di rappresentare la disabilità fisica. Senz'altro non è fatta per piacere a tutti: la rappresentazione dei fenomeni da baraccone si basa sul fascino del mostruoso, che al contempo ripugna e attrae irrimediabilmente lo sguardo. Al di là della dimensione horror, ci si può leggere anche una riflessione su cosa sia davvero la normalità". (Aldo Grasso, 02.04.2014)

    giovedì 9 aprile 2015

    GOSSIP - Eh la Madonna! Terrence Howard di "Empire" s'è magnato Cookie(s) a go-go! Nel nuovissimo video della popstar appare bolso extra-large...più che Ciccone, ciccione!

    "Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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    Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

    Lick it or Leave it!

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