venerdì 28 aprile 2006

NEWS - In attesa dell'anteprima di "Stacked" al prossimo "Telefilm Festival", Pamela Anderson scrive un articolo-denuncia sull'autorevole e serissimo "Wall Street Journal". "Basta ai maltrattamenti delle scimmie su piccolo e grande schermo"
(ANSA) - WASHINGTON, 28 APR - L'attrice Pamela Anderson ha pubblicato oggi sull'autorevole quotidiano 'Wall Street Journal' un articolo per criticare gli abusi subiti dalle scimmie usate dal cinema e dalla Tv. Secondo l'attrice, che e' una ardente animalista, "non e'
questo il modo di trattare un congiunto: gli scimpanze' sono la specie piu' vicina all'uomo, con almeno il 95 per cento dello stesso DNA". L'articolo e' intitolato "Non e' questo il modo di trattare un congiunto". La Anderson afferma che le scimmie subiscono abusi fisici da parte dei 'trainers' che ricorrono spesso alla violenza per farsi obbedire dagli animali. Inoltre quasi tutti gli scimpanze' usati nel cinema o nella pubblicita' sono molto giovani "sottratti alle loro madri da piccoli per essere addestrati ad esibirsi davanti alle cineprese". Questi giovani animali sono usati fino ai sette anni. Poi non servono piu' e sono scaricati "come spazzatura": trascorrono il resto della loro vita in condizioni penose. "King Kong e' il mio eroe - afferma l'attrice di 'Baywatch' - E' grosso, pieno di muscoli, sensibile, un grande attore. E soprattutto non e' reale: e' frutto della magia dei computer". "Invece di ricorrere a scimmie reali perche' non usare animali elettronici al cinema o nella pubblicita'?", chiede l'attrice, "oppure anche esseri umani: ad Hollywood non mancano certo le 'stelline' disposte a fare di tutto per finire in Tv". Nel suo articolo la Anderson non fa alcun riferimento alla richiesta della Spagna di applicare lo statuto per i diritti umani anche ad alcune specie di primati. A proposito di Pamela Anderson, al prossimo "Telefilm Festival" (dal 5 al 7 maggio all'Apollo spazioCinema di Milano), sarà proiettata la sit-com "Stacked", la serie che segna il suo grande ritorno sul piccolo schermo.

giovedì 27 aprile 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - C'è anche "What about Brian" con Raoul Bova, la nuova attesissima serie di J.J. Abrams da metà settembre su FoxLife
Non è inclusa nel programma ufficiale perché sino a poche ore fa non era ancora confermata, ma ora possiamo dare per certo che "What About Brian", la nuovissima serie della rete americana ABC che ha tra i suoi protagonisti Raoul Bova, sarà in anteprima assoluta al IV "Telefilm Festival". A pochissime settimane dal debutto USA, verrà proiettato il primissimo episodio del nuovo serial creato da J.J. Abrams. Il genio dietro ai successi di "Alias" e "Lost", ma anche a serie come "Felicity e film attesissimi come "Mission Impossible: III" ha realizzato il suo nuovo "gioiellino" tra un impegno e l'altro della sua fittissima agenda e i telespettatori del "Telefilm Festival", in anteprima assoluta, potranno vederne il pilot sul grande schermo dell'Apollo spazioCinema di Milano. Il telefilm andrà poi in onda, da metà settembre, su FoxLife. E a proposito di J.J. Abrams, da non perdere gli appuntamenti con le sue serie al TF06: i primi due episodi dell'ultima stagione di "Alias" e le ultime due puntate della prima stagione di "Lost", tutte in anteprima rispetto alla messa in onda su Rai Due. Per maggiori dettagli su queste ultime proiezioni, si consiglia di consultare il programma giorno per giorno, così come per sapere esattamente la collocazione di "What About Brian" al IV "Telefilm Festival".
NEWS - Teri Hatcher ancora al centro delle cronache: perseguitata dalla sfiga come Susan in "DH", si è ferita sul set con lo scoppio di una lampadina
(ANSA) - WASHINGTON, 26 APR - L'attrice Teri Hatcher e' rimasta ferita ad un occhio sul set della popolare serie televisiva 'Desperate Housewives'. La esplosione imprevista di una lampadina ha fatto schizzare alcuni frammenti di vetro nell'occhio destro della attrice danneggiando lievemente la cornea. La Hatcher e' stata costretta a indossare per alcuni giorni sull'occhio ferito una benda nera. Entro pochi giorni, rivela il settimanale "People", l'attrice sara' comunque in grado di riprendere le riprese sul set della fortunata serie.(ANSA).

mercoledì 26 aprile 2006

NEWS - Michelle Rodriguez di "Lost" ha scelto di andare in prigione
(ANSA) - WASHINGTON, 26 APR - L'attrice Michelle Rodriguez, che interpreta una ex-poliziotta nella serie Tv 'Lost', ha scelto di trascorrere cinque giorni in prigione dopo essere stata sorpresa ubriaca al volante. Il giudice aveva dato all'attrice la scelta tra fare cinque giorni di carcere o dedicare 240 ore del suo tempo ad attivita' di assistenza sociale. La Rodriguez, che e' specializzata in personaggi 'duri', ha preferito levarsi subito il pensiero. Non e' la prima volta che l'attrice finisce nei guai per guida con eccesso di alcol nelle vene. Nel 2004 era incappata in una vicenda analoga a Los Angeles ed aveva dovuto frequentare un corso di rieducazione. La Rodriguez era stata fermata dalla polizia nel dicembre scorso su una strada della Hawaii (dove sta girando la serie 'Lost', una delle piu' seguite della Tv americana) dopo che gli agenti avevano notato l'auto procedere a zigzag. Pochi minuti dopo gli stessi agenti avevano fermato un'altra attrice di 'Lost', Cynthia Watros, per lo stesso motivo.
NEWS - La "casalinga" Teri Hatcher era davvero disperata: da sposata faceva sesso solo una volta all'anno!
La "casalinga disperata" Teri Hatcher, alias Susan in "Desperate Housewives", ha sempre dichiarato di aver sofferto molto per il divorzio dal marito Jon Tenney, padre dell’amatissima figlia Emerson. Ma leggendo il libro autobiografico dell'attrice, "Burnt Toast and Other Philosophies of Life", in uscita negli USA la prossima settimana, non si capisce il motivo. Dalle anticipazioni si scopre infatti che il loro legame ha sempre avuto poco a che fare con la passione, al punto che la coppia faceva sesso solo una volta l’anno, di solito il giorno di San Valentino. Ed è per questo che Teri è sicura del giorno del concepimento di sua figlia. Certo che il povero Jon non ci fa una bella figura…e si capiscono i motivi per cui la bella Teri non passi intervista in cui confessi che il suo miglior compagno sessuale sia stato il vibratore...
NEWS - Ultima ora, Jagger ha deciso di farsi rapinare
Alla fine Mick Jagger ha firmato, per essere la celebrità da derubare nell’episodio pilota scritto per il network ABC del serial “Let’s rob Mick Jagger” (rapiniamo Mick Jagger). Ovviamente il cantante degli Stones cambierà ben poco della sua agenda per venire incontro alle necessità degli autori. Sembra che le scene che lo riguardano siano state girate la scorsa settimana all’interno di un albergo di Auckland, in Nuova Zelanda, mentre l’azione si svolge a New York. Qualora ABC decida di comprare il serial, Mick apparirebbe saltuariamente mentre, come vuole la trama, i veri protagonisti, cercano di trovare il modo per raggiungere la star e rapinarla. Nelle intenzioni degli autori, il telefilm tenterà di “serializzare” una commedia, sulla scia del grande successo di serie drammatiche come “Lost” o “24”, ma molti critici si domandano cosa fare in un’eventuale seconda stagione…
TELEFILM FESTIVAL 2006 - Grande attesa per "Sleeper Cell", la prima serie a raccontare l'esperienza di un gruppo di kamikaze cresciuti in seno alla società occidentale
Le notizie delle ultime ore ci riportano alla drammatica realtà degli attentati terroristici e dei kamikaze pronti ad immolarsi per una causa che spesso travalica la fede. Ma quali sono le loro ragioni? Quale la loro esperienza, la loro preparazione sia tecnica che morale? Sono freddi killer o sono talvolta pervasi da un dubbio? Come fanno a crescere e ad integrarsi con la nostra società per poi cercare di annientarla sacrificando la propria vita? Su questi e molti altri interrogativi d'attualità verte l'anteprima attesissima di "Sleeper Cell" (in programma venerdì 5 maggio alle 19.00), la prima serie a raccontare l'esperienza dei kamikaze cresciuti in seno alla società occidentale.
TELEFILM FESTIVAL 2006 - Tutti gli incontri della quarta edizione interamente dedicata alle serie tv
Sempre di grande richiamo gli incontri a tema del "Telefilm Festival" per confrontarsi su spunti classici, attuali o futuri del genere seriale.
Tra gli appuntamenti previsti nella quarta edizione della kermesse, emerge il confronto tra "Lost" e "L'Isola dei famosi", dal titolo "Stessa spiaggia, diverso mare: le due isole televisive", ovvero le analogie e le differenze di linguaggio tra il telefilm e il reality-show che usano una stessa cornice "on the beach" ma apparentemente diversi contenuti e svolgimento. All'incontro, in programma venerdì 5 maggio alle ore 15.00, interverranno il critico tv Aldo Grasso, Giorgio Gori (produttore de "L'Isola dei famosi"), Simona Ventura (conduttrice de "L'Isola dei famosi) e Stefania Carini.
Sempre venerdì 5 maggio, alle ore 12.00, il direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi presenterà al pubblico (e alla stampa) il suo ultimo libro di culto, "Faccia di cuore - Una spaventosa storia d'amore", in compagnia del serial-profiler Massimo Picozzi e del giallista Andrea G. Pinketts.

Di stretta attualità l'incontro organizzato sabato 6 maggio alle ore 12.00 da Discovery Channel sul confine tra fiction e realtà, ovvero quando la prima si ispira alla seconda o quando la seconda è meglio della prima. Il network in onda sulla piattaforma SKY - canale 420 - non per niente propone nei suoi palinsesti la serie "Scene del crimine" (da giugno, ogni giovedì alle ore 22.00), ovvero tutte storie vere in cui si presentano i crimini così come sono avvenuti e le tecniche scientifiche usate per risolverli anche a distanza di anni. Il tutto al motto che il direttore di Discovery Channel, Claudio Scotto di Carlo, riprende per l'occasione da Mark Twain: "La realtà è più bizzarra della fiction". Intervengono il critico tv Antonio Dipollina, il regista David Grieco, il serial-profiler Massimo Picozzi.
Sempre sabato 6 maggio, alle ore 18.00, si parla delle parenti più o meno vicine di Carrie Bradshaw nell'incontro "Le eredi di Sex and the City". Intervengono, moderati da Petra, il conduttore Fabio Canino, le blogger Lisa e Maela Rosso, la giornalista Alessandra Menzani, la showgirl Gaia Bermani.
Sabato 6 maggio, alle ore 20.00, è previsto l'incontro con i più popolari "Fans Club" di telefilm per confrontarsi sulla passione "a puntate" che scorre trasversale da "Buffy" a "Star Trek", da "Happy Days" a "The O.C.". Un'occasione anche per tastare il polso del cuore pulsante che ha reso i telefilm il genere televisivo più vivo anche oltre il piccolo schermo, facendoli vivere e sopravvivere di tormentoni, modi di fare e di dire, canzoncine che entrano in testa, raduni di gruppo in salotto...All'evento sono naturalemnte invitati tutti i semplici telespettatori che abbiano come minimo requisito la passione "smodata" per almeno una serie tv, qualunque essa sia.

Domenica 7 maggio, alle ore 17.00, in occasione dell'Anteprima Europea di "Everybody hates Chris", si compie un flashback nell'incontro "Gli indimenticabili anni '80", ovvero la cornice temporale in cui si muove il protagonista della sit-com di culto in onda su Paramount Comedy. Un viaggio tra moda, costumi, modi di dire, musica e feticci di un’epoca che sta tornando prepotentemente alla ribalta. Tra i relatori: Fausto Brizzi, il regista del film-evento "Notte prima degli esami"; lo stilista Elio Fiorucci; il deejay-giornalista Luca Dondoni; il critico tv Francesco Specchia; il cantante Ivan Cattaneo; il giornalista esperto di feticismi Alberto D'Amico, il deejay Max Novaresi. Petra è la moderatrice.
L'incontro sarà preceduto, sabato 6 maggio alle 16.00, da un evento musicale coinvolgente con d.j. e animazione - sempre in tema anni '80 - alle Messaggerie Musicali di C.so Vittorio Emanuele, dove sarà possibile ritirare coupon di sconto per l'incontro di Paramount Comedy del giorno successivo.
TELEFILM FESTIVAL 2006 - "La realtà è più bizzarra della fiction?": se ne discute in un incontro organizzato da Discovery Channel
Nell'ambito del IV "Telefilm Festival", è di stretta attualità e di notevole interesse l'incontro organizzato sabato 6 maggio alle ore 12.00 da Discovery Channel sul confine tra fiction e realtà, ovvero quando la prima si ispira alla seconda o quando la seconda è meglio della prima. Il network in onda sulla piattaforma SKY - canale 420 - non per niente propone nei suoi palinsesti la serie "Scene del crimine" (da giugno, ogni giovedì alle ore 22.00), ovvero tutte storie vere in cui si presentano i crimini così come sono avvenuti e le tecniche scientifiche usate per risolverli anche a distanza di anni. Il tutto al motto che il direttore di Discovery Channel, Claudio Scotto di Carlo, riprende per l'occasione da Mark Twain: "La realtà è più bizzarra della fiction". Intervengono il critico tv Antonio Dipollina, il regista David Grieco, il serial-profiler Massimo Picozzi, il giallista Andrea G. Pinketts.

lunedì 24 aprile 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - Sabato 6 maggio al "Telefilm Festival" si scopre chi è la Signora Colombo (che esiste davvero)!
Sabato 6 maggio, intorno alle 16.00, il mistero della Signora Colombo, la consorte sempre citata dal tenente dall'occhio di vetro e dall'impermeabile stropicciato, verrà clamorosamente risolto. Dopo anni di interrogativi sulla sua (reale) esistenza, al IV "Telefilm Festival" si farà finalmente luce sull'identità della moglie del tenente Colombo. A dare le risposte agli interrogativi che ci accompagnano ormai da decadi ci penserà l'ospite d'onore portata da Jimmy, Kate Mulgrew, ai più nota come interprete del capitano Kathryn Janeway di "Star Trek: Voyager". In realtà è stata la Mulgrew stessa a vestire i panni della moglie di Colombo in una serie ad hoc, nel 1979, intitolata "Mrs. Columbo" (o anche "Kate loves a mystery"). Il serial non è mai giunto in Italia e così l'identikit della consorte di Colombo è sempre rimasto ignoto a noi del Bel Paese. Eppure Kate - questo il nome della Signora Colombo - è in tutto e per tutto identica al marito, tranne che per la professione esercitata: non fa la detective ma la fotoreporter. Nel resto, varrebbe la pena di dire che Dio li fa e poi li accoppia: sbadata come il marito, ha lo stesso Cane, lo stesso "macinino"a 4 ruote, addirittura lo stesso trench unto e bisunto. Ma non è il solo mistero che la serie del 1979 risolveva: i coniugi Colombo avrebbero anche una figlia. Chissà mai che un giorno, qualche sceneggiatore se ne ricordi...

domenica 23 aprile 2006

NEWS - Kim Basinger trascorre "24" ore con Kiefer Sutherland?
La notizia non è ancora ufficiale ma plausibile, sussurrata a più riprese da Oltreoceano. Kim Basinger potrebbe affiancare Kiefer Sutherland nella sesta stagione di "24". La credibilità della voce trova fondamento in due motivi principali. 1) La serie che ha rivoluzionato il genere thriller-terroristico ha inevitabilmente perso smalto e pubblico: l'ingresso della Basinger riaccenderebbe l'interesse. 2) L'attizzato Jack Bauer è una formula già testata nel Day 5 con la bellissima Kim Raver, la quale nei panni di Audrey Heller Raines ha avuto il merito di fare capire al pubblico che il protagonista interpretato da Sutherland non ha solo la pistola quale gingillo in dotazione. Ora la sempiterna affascinante Basinger promette di allungare "24" ore a "9 settimane e mezzo"...Bauer dopo gli ordigni nucleari piazzati dai terroristi di ogni specie si ritrova a dover disinnescare l'ex "sex bomb".

venerdì 21 aprile 2006

NEWS - Utima ora, J.J. Abrams sarà il regista del nuovo film di "Star Trek". Il deus ex machina di "Alias" e "Lost" sempre più diviso tra piccolo e grande schermo
(Agi/Reuters) - J.J. Abrams, il regista di 'Mission Impossible III' nonchè il deus ex machina di "Alias" e "Lost", sembra aver preso alla lettera il titolo della sua ultima impresa e, sfidando la sorte, ha deciso di dirigere il nuovo film di 'Star'Trek', l'undicesimo della serie. E' quanto scrive oggi 'Daily Variety', che ha evidenziato come l'ultimo lungometraggio, 'Star Trek: Nemesis', fu un vero e proprio flop: nel 2003 incasso' negli Stati Uniti solo 43 milioni di dollari. Abrams pensa di realizzare il suo nuovo progetto in tempo per portarlo sugli schermi entro l'autunno del 2008. Il film, che non ha ancora un titolo, sara' prodotto dalla 'Paramount Pictures' e, secondo indiscrezioni, tornera' alle origini della prima serie creata negli anni 60 da Gene Roddenberry. Non si conoscono ancora i nomi degli attori che interpreteranno i protagonisti, il capitano Kirk e il dott Spock, ma il plot della storia si basera' sul loro incontro all' 'Accademia della flotta stellare' e sulle loro prime missioni a bordo della ormai mitica astronave 'Enterprise'. Si tratta dell'ultimo tentativo di rilancio della fortunata saga di fantascienza, che, con diversi filoni ha visto 10 lungometraggi e 726 episodi in sei serie differenti. L'ultima, 'Star Trek Enterprise', un prequel della serie originale, e' stata interrotta lo scorso anno dopo quattro stagioni giudicate deludenti.
NEWS - Mick Jagger rapinato per finta in una nuova sit-com dell'ABC. Il rocker tentato di partecipare da guest-star.
“Voglio rapinare Mick Jagger”, è il titolo provvisorio del pilot di una serie comica per il network ABC e il cantante dei Rolling Stones è in trattative per interpretare sé stesso. La trama è quella di un gruppo di operai newyorkesi che decidono di derubare una celebrità, identificata dai produttori in Jagger.Mick dovrebbe apparire in poche scene e il suo nome non dovrebbe apparire nel titolo qualora il programma andasse davvero in onda. Alcune scene dell’episodio sono già state girate, in attesa che la star decida se accettare o meno. Se tutto andasse bene e la serie prendesse vita, Jagger dovrebbe partecipare saltuariamente man mano che il piano per derubarlo si sviluppa. Puntata dopo puntata…

mercoledì 19 aprile 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - In Anteprima Europea domenica 7 maggio "Everybody hates Chris", la serie più Rock della tv
Tutti amano Chris Rock, altro che odiarlo. Eletto dalla bibbia americana "Entertainment Weekly" al top dei 5 programmi da vedere nel 2005, "Everybody hates Chris" - in Anteprima Europea al "Telefilm Festival" domenica 7 maggio e in onda dall'8 maggio, il lunedì, su Paramount Comedy - è l'erede black della sit-com stracult "Tutti amano Raymond", conclusasi proprio nel 2005 in America. Solo che qui si narrano le vicende autobiografiche di Rock, l'attore di colore più amato dalla critica e dal pubblico a "stelle e strisce", il quale oltre ad aver presentato gli Oscar nel 2005 è cresciuto nella palestra comica del Saturday Night Live (dal 1990 al 1993) ed è stato insignito, sempre da "Entertainment Weekly", del titolo di "attore più comico d'America". I critici vedono in lui l'erede di Eddie Murphy (non per niente era al suo fianco nel cast del film Beverly Hills Cop II), ma reputano che Chris abbia maggiori potenzialità (Murphy non ha mai sfondato in televisione). Logico quindi che la serie costruita a sua immagine e somiglianza abbia fatto sfracelli e nel 2006 abbia conseguito 2 Image Awards (i premi assegnati annualmente dalla comunità afro-americana ai programmi meritevoli di diffondere la propria cultura). La storia parte da quando il nostro aveva 13 anni a Brooklyn, nel 1982. "Ma non aspettatevi una ricostruzione accurata - confida il quarantenne Chris Rock - in realtà quando avevo 13 anni correva l'anno 1978. Solo che non volevamo toccare gli anni '70, già così ipersfruttati, quanto vivere la moda revival degli anni '80, così cool e pieni di spunti comici, a partire dall'abbigliamento eccessivo...". Rock, che nella serie si prodiga nelle vesti di voce narrante e da produttore esecutivo, vede nell'attore che lo interpreta da adolescente - uno strepitoso Tyler James Williams - una sorta di perfetto alter ego in flashback. "In lui rivedo il mio passato con la possibilità di riviverlo con ironia: è meglio di una seduta psicanalitica". "Ci siamo rifatti a molti particolari e feticci degli anni '80 che rivisti oggi fanno ridere solo a vederli - spiega Ali LeRoi, fedele collaboratore-sceneggiatore di Chris Rock - come nell'occasione dell'episodio in cui il protagonista, ad una festa di Halloween, si traveste da Prince. Con quei stivaloni zatterati, la camicia con le rouches e la giacca con le spalline aerospaziali, la troupe si è messa a ridere appena Tyler è uscito dal camerino...". A parte il cameo di Adam Sandler, la serie non prevede volti famosi a far capolino sul set. "Questa non è una serie che vive di guest-stars come Will&Grace - sottolinea un Chris più Rock che mai - Io faccio il comico, non l'addetto al casting...". Bandite anche le risate in sottofondo, contravvenendo alle regole delle sit-com classiche ma in linea con il nuovo corso post 11 settembre 2001, come ha dimostrato ad esempio Arrested Development. Inutili le spezie quando il prodotto è già buono, si rischia di contaminare l'ottimo sapore naturale.

martedì 18 aprile 2006

NEWS - Per Chris Carmack, l'ex di "The O.C.", una Rose tra i lunghi capelli
Dopo aver fatto palpitare gli animi di Marissa e Julie Cooper in “The O.C.”, il biondo bonazzo Chris Carmack torna sulle scene con la serie “Beach Girls” sul canale Lifetime. Dà vita ad Alex, un aspirante attore di New York sciupafemmine che intreccia una relazione con Rose (interpretata da Laura Breckenridge, la più giovane delle sorelle Sorelli di “Related”). Ma quello che più importa le sue molte fans riguarda il fatto che l’attore 24enne si sia lasciato crescere i capelli così alla hippy che sembra uscito da “That ‘70s Show”. “Mi sono presentato ai provini coi capelli lunghissimi e i produttori hanno apprezzato. Mi toglieva l’aria da All-American boy che mangia la torta di mele tutte le mattine”. Piacerà di più capellone come ora, o in versione taglio perbenista alla “Ryan, Marissa è mia”? Ai poster l’ardua sentenza.
BOLLETTINO - Stacy Keach torna in “Prison”
Al solo pronunciare il nome di Stacy Keach bisognerebbe alzarsi in piedi ad applaudire e poi gettarsi in una scazzottata in puro stile “Mike Hammer” (1984), la serie più hard boiled del piccolo schermo. L’occasione è il grande ritorno del mitico attore dal pugno facile che per ironia della sorte torna dietro le sbarre dopo l’arresto del 4 aprile 1984 per possesso illecito di cocaina (si veda il nuovo “Dizionario dei Telefilm”). Questa volta per fiction: in “Prison Break”, il serial girato nel Penitenziario di River State che verrà proposto in anteprima assoluta al prossimo "Telefilm Festival", Keach veste i panni di un direttore di carcere che tenta di reinserire i suoi "ospiti” nella società. “E’ un personaggio che mi sarebbe piaciuto incontrare quando fui arrestato”, racconta l’attore che per amore si è trasferito dalla moglie in Polonia. Dove è meglio la neve vera che quella artificiale.
(Articolo di Leo Damerini tratto dal "Bollettino dell'Accademia" sul "Telefilm Magazine" di Aprile)

lunedì 17 aprile 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - "Commander in chief", con Geena Davis alla Casa Bianca, al capolinea. L'America non è pronta per una Presidente donna? Il serial in anteprima al "Telefilm Festival"
La ABC licenzia il presidente degli Stati Uniti. Secondo Drudgereport la rete americana, che ha lanciato nel settembre scorso la serie televisiva "Commander in chief" con protagonista Geena Davis nel ruolo di prima presidente americana donna - interpretazione che le è valso il Golden Globe 2oo6 quale "miglior attrice" - dovrebbe interrompere il telefilm al termine della prima stagione. Il serial è nato sulla scia del successo di "West Wing - Tutti gli uomini del presidente", serie di grande successo oltreoceano. A differenza di "West Wing", però, "Comandante in capo" si concentra maggiormente sul lato umano della presidentessa. Il telefilm, che sarà proposto in anteprima al prossimo "Telefilm Festival" (dal 5 al 7 maggio all'Apollo spazioCinema di Milano) è partito con picchi di ascolto di oltre 17 milioni di telespettatori americani, per poi drasticamente scendere a 10, 4 milioni già nella seconda puntata. Il telefilm ha aperto anche scenari futuribili ma niente affatto irrealistici. Geena Davis, che fuori dal set è una fervente Democratica, interpreta un ruolo che in parte potrebbe sovrapporsi a quello di Hillary Clinton, senatrice di New York, e per molti analisti politici possibile candidato dei Democratici già alle presidenziali del 2008. Sull'altro fronte, benché lei lo abbia categoricamente escluso, Condoleeza Rice potrebbe essere un erede credibile per George W. Bush. Nel frattempo una ricerca effettuata dall'agenzia di ricerche americana "Nexis" ha rivelato che 918 articoli riguardanti il telefilm contenevano oltre al nome della protagonista "Geena Davis" anche il nome di "Hillary Clinton". L'America non è ancora pronta per un presidente donna? Nel dubbio, leggetevi un interessante resoconto di "Usa Today" sulla prossima candidatura di Hillary Clinton alla Casa Bianca:

"Can Hillary be elected commander in chief?
By Bill Nichols, USA TODAY
BUFFALO — Bill Herberger, an 80-year-old former American Legion commander, didn't vote for Hillary Rodham Clinton when she won a Senate seat in 2000. But when Clinton finished her pitch to save the Niagara Falls Air Reserve Station from closure before the federal base-closing commission last month, the Swormville, N.Y., man and hundreds of other veterans, reservists and military family members roared their approval. "I will tell you that I didn't support her, because I didn't think she'd be supportive on issues like this," Herberger says. "And I will tell you that I will vote for her next time. She's been absolutely marvelous." The United States has never had a female commander in chief. But while Clinton consistently brushes aside questions about whether she is eyeing a White House run in 2008, the pro-military views and tough talk on defense that have surprised Herberger and others might help the former first lady break one of America's enduring glass ceilings. Unlike men, women can't stage macho photo ops to underscore their toughness, says Marie Wilson, president of the White House Project, a non-partisan group devoted to promoting female candidates from both parties. "How does a woman handle questions about these kinds of issues other than through her words?" she says. "These are the kind of exchanges women have in order to balance out the perceptions that they're not tough enough." In a recent Capitol Hill interview, Clinton described her national security approach as trying to "look at all of these issues from the perspective of what it means for New York's security and America's security. ... I just try to do what I think is right." Critics say the notion of Clinton accusing the Bush administration of not being tough enough on issues ranging from the war in Iraq to North Korea's nuclear threat smacks of a political makeover aimed at burnishing her national security credentials for 2008. Unlike 21 of her Democratic colleagues at the time, Clinton supported going to war in Iraq and has rejected calls for a timetable to begin bringing U.S. troops home. She supported Condoleezza Rice's nomination as secretary of State — 12 Democrats voted no — and was one of six Democrats last year opposed to blocking deployment of an untested national missile defense system. "I think these are absolutely newfound views," says William Black, executive director of the anti-Clinton political action committee Stop Her Now. "This is someone coming from an administration that had open disdain for the military." Clinton dismisses such talk. The Sept. 11 attacks, she says, made her grateful to have a "seat at the table and express views about what we need to defend ourselves and defeat the terrorists. That's really my overriding concern. ... We have to have a decisive win." Few senators get the attention focused on a former first lady. But Clinton has been put under an even more powerful microscope since Sen. John Kerry, D-Mass., was defeated by President Bush in November and polls began showing her as a front-runner in the 2008 presidential race. A May USA TODAY/CNN/Gallup Poll found for the first time that a majority of Americans — 53% — said they are likely to vote for Clinton if she runs for president in 2008. Clinton routinely dismisses questions about 2008 and says she is focusing on her 2006 Senate re-election bid. "She doesn't know yet" whether she will run, her husband, former president Bill Clinton, said on CNN's Larry King Live last month. There is little in the senator's eight years as first lady, or her pre-White House days as a lawyer, from which to draw conclusions on her foreign policy or military views. Her foreign trips as first lady were ceremonial or devoted to children's and women's issues. She also visited U.S. installations around the world. Clinton spokesman Philippe Reines says one issue that has carried over from her White House years is a concern about quality-of-life issues — health care, housing, educational opportunities — for U.S. troops and their families. In the Senate, Clinton has a fairly consistent record of support for the military — often with some of her GOP colleagues — and moderate foreign policy views. Some examples:
• She is the first New York senator to sit on the Armed Services Committee, where she has focused on improving pay and benefits for troops, both active and reserve. New York has the fourth-largest number of servicemen and women deployed in Iraq. Clinton visited Iraq in February in a much-publicized trip with Sen. John McCain, R-Ariz.
• She introduced legislation last week, along with Democratic Sens. Joe Lieberman of Connecticut and Jack Reed of Rhode Island, to boost the Army by 80,000 soldiers over the next four years.
• She has co-sponsored bills to improve military health benefits with GOP Sens. Lindsey Graham of South Carolina and Jim Talent of Missouri. "I think that generally her work on the (Armed Services) committee has been very strong," Talent says.
• At an April Armed Services Committee hearing, Clinton won headlines after her persistent questioning led Vice Adm. Lowell Jacoby, chief of the Defense Intelligence Agency, to admit that North Korea may now be able to arm missiles with nuclear warheads.
"The North Koreans have the ability to arm a missile with a nuclear device that can reach the United States," she said. "Put simply, they couldn't do that when George Bush became president, and now they can."
• She was nominated by the Pentagon — with which her husband often had contentious relations, particularly on gays in the military — to serve on a blue-ribbon panel studying how to foster better cooperation among the military services.
Adm. Edmund Giambastiani, commander of U.S. Joint Forces Command, named Clinton to the "Transformation Advisory Group." Clinton returned the favor last month by introducing him at the Armed Services hearing on his nomination to be vice chairman of the Joint Chiefs of Staff.
• A recent study by National Journal showed Clinton's record on defense, foreign policy and economics in 2004 made her the 34th most liberal senator, a year after she ranked ninth in the annual survey.
Clinton says a combination of factors prompted her to make national security a key focus in the Senate: a long-standing interest in military and foreign policy issues, the fact that New York City was attacked on Sept. 11, and New York's "noble tradition of military service" and status as home for a number of defense contractors. "For all those reasons, it just made sense that this would be an area I'd spend time on," she says. Foreign policy analysts say her strategy also makes for good politics. "She's stepping out on foreign policy issues, and that's smart. That's a level of leadership that makes sense for her," says David Leavy, a spokesman for the National Security Council during the Clinton administration. Leavy says that if Clinton is considering a run for the presidency, she has to try to inoculate herself against the criticism Kerry received from Republicans. "It's critical," he says. "The Republicans did a terrific job of painting Kerry as unacceptable and weak. It wasn't fair and it wasn't right, but they really tore his face off." Newly found views? Some Republicans contend, however, that Clinton's views on national security and foreign policy are politically crafted, given the animosity that the military often felt toward her husband. "Her whole involvement in getting on the Armed Services Committee is a calculated political ploy to burnish up her national security and defense credentials," says Black, a Virginia-based political fundraising consultant who heads the anti-Clinton group. "She certainly didn't seem to care a whit about the military before." Some conservative columnists, such as Mona Charen, have also criticized Clinton for her more moderate comments on domestic issues. "She can sniff the wind with the best of them," Charen wrote in January. In speeches earlier this year, Clinton said abortion often represents a "sad, even tragic choice" and praised religion and prayer as central to her life. Some GOP analysts say that if Clinton runs for president, voters could have questions about her toughness because she didn't divorce her husband after he admitted having an affair with White House intern Monica Lewinsky in 1998. "She's still going to have a problem in reconciling voters' pity for her plight as first lady with seeing her as a figure with heft on foreign policy and defense issues," GOP pollster Kellyanne Conway says. "That's the nagging underpinning that nobody likes to talk about, the 800-pound gorilla on her back." Comments such as Conway's make students of women in politics wonder what foreign policy and national security credentials voters will expect from the first female presidential nominee, whether it's Clinton or not. Former Colorado congresswoman Patricia Schroeder, who ran an exploratory Democratic presidential campaign in 1988 before opting out of the race, says the nation's experience in having two female secretaries of State has helped — but a glass ceiling still exists. "We've moved the bar," she says of the image of women as leaders in foreign policy in the wake of Madeleine Albright and now Rice serving as secretary of State. "But we still have a ways to go." Schroeder, who now heads the Association of American Publishers, says she still worries that women are not seen as equals in being able to direct the military. She noted that while Rice and Albright may have helped the image of women as foreign policy heavyweights, viewers seldom see retired female colonels and generals on television as commentators. "To me, it's always been fascinating when you look at our presidents," Schroeder says. "Some of them, like Eisenhower, Kennedy and the first President Bush, had military records, but most of them haven't. And no one really said a word about it. But with women, it's, 'Wow, they didn't serve.' "
Clinton says the USA has made tremendous progress in "getting beyond stereotypes and outdated ideas. And I hope we are focusing on individuals, what each has to contribute. For me, I try to do my job as best I can. And that's really who I am. ... Others can judge however they choose."

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